Comunione “senza problemi”. L’ha detto il papa al telefono – di Sandro Magister

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Quando la pastorale può cambiare la dottrina? Per esempio parlando ad una persona e poi il mondo lo viene a sapere.

Non poteva restare senza una rettifica il racconto fatto dall’argentina Jakelin Lisbona di una sua telefonata con papa Jorge Mario Bergoglio. Le parole di padre Lombardi non smentiscono niente del racconto di Jakelin Lisbona. Semplicemente lo definiscono “fonte di fraintendimenti e confusione”.

di Sandro Magister

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zzzzzzzzadltrNon poteva restare senza una rettifica il racconto fatto dall’argentina Jakelin Lisbona di una sua telefonata con papa Jorge Mario Bergoglio.

La dichiarazione fatta la mattina di giovedì 24 aprile dal direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, un giorno e mezzo dopo che le parole della donna avevano fatto il giro del mondo con grande clamore, è la seguente:

“Parecchie telefonate hanno avuto luogo, nell’ambito dei rapporti personali pastorali del papa Francesco. Non trattandosi assolutamente di attività pubblica del papa non sono da attendersi informazioni o commenti da parte della sala stampa. Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha quindi conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione. È perciò da evitare di trarre da questa vicenda conseguenze per quanto riguarda l’insegnamento della Chiesa”.

Ma che cosa aveva detto Jakelin Lisbona, in un’intervista all’emittente argentina Red Am910 di Buenos Ares?

Sposata civilmente con un divorziato, aveva detto di aver scritto lo scorso settembre al papa una lettera in cui lamentava di aver trovato in parrocchia un prete che le negava la comunione.

Papa Francesco le aveva telefonato nei giorni scorsi. E – stando al racconto della donna – l’avrebbe incoraggiata ad avvicinarsi alla comunione “senza problemi”. “Mi ha detto di andare a prendere la comunione in un’altra parrocchia”.

“Ci sono dei preti più papisti del papa”, avrebbe commentato Francesco. Il quale avrebbe assicurato alla donna che “si sta occupando dell’argomento”, con riferimento al prossimo sinodo sulla famiglia, e avrebbe utilizzato allo scopo anche la sua lettera.

Le parole di padre Lombardi non smentiscono niente del racconto di Jakelin Lisbona. Semplicemente lo definiscono “fonte di fraintendimenti e confusione”.

Perché in effetti, stando così le cose, è come se papa Francesco avesse già messo in pratica la prima delle due vie d’accesso alla comunione per i divorziati risposati caldeggiate dal cardinale Walter Kasper nel concistoro dello scorso febbraio, ma ancora tutte da discutere in un sinodo le cui conclusioni sono previste nel 2016.

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fonte: Messa in Latino

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16 commenti su “Comunione “senza problemi”. L’ha detto il papa al telefono – di Sandro Magister”

  1. Giorgio Rapanelli

    Io mi preoccupo molto delle parole in libertà del Papa, che possono essere fraintese, oppure prese alla lettera, creando così un nuovo corso alla Dottrina. Ricordate cosa accadde dopo la famosa affermazione “chi sono io per giudicare gli omosessuali?” Ci attaccarono sulla stampa, noi che contestavamo il diritto degli omosessuali di adottare bambini. Ormai, la Chiesa cattolica avrebbe accettato tutto il nuovo che avanza…
    Fra venti anni questo Papa non ci sarà più. Come non ci sarò io. Forse lo Spirito Santo ci darà un novello Pio XII, un guerriero che farà finalmente fronte ad ogni compromesso. Non telefonerà ad un Pannella per raccomandargli la salute senza poi dirgli “Figliuolo, pentiti delle azioni distruttive che hai commesso con aborto, droga, divorzio, eccetera”.
    Tra venti anni avremo una bella espansione di Islam in casa, con la shari’a che verrà imposta politicamente e cambierà la nostra civiltà cristiana occidentale. Forse si ritornerà al Medioevo, quando un santo come San Bernardo di Chiaravalle ideava i Templari e combatteva con le crociate contro gli eretici e i musulmani, per la difesa della civiltà cristiana occidentale. Lo scontro con l’Islam è solo rimandato. Quindi, fin da oggi occorre metterlo in conto, dato che i musulmani ci considerano dei “dhimmi”, ossia dei credenti inferiori, poiché la vera e definitiva religione è la loro, non la nostra. Gli aiuti in vestiti, soldi, facilitazioni, appartamento che diamo loro vengono visti dai musulmani come un nostro obbligo a loro dovuto. E il “chi sono io a poter giudicare?” va a farsi benedire.

    1. ” un nostro obbligo a loro dovuto”: non solo obbligo ma dimostrazione del nostro fondamentale dubbio sulla nostra religione. Cioè il loro ragionamento è: noi siamo nel giusto: voi ci accogliete ed aiutate perché in fondo al vostro cuore non siete convinti della vostra religione: per questo sentite l’obbligo di accoglierci. Quindi per un mussulmano la nostra carità rafforza la fede in Allah.

  2. Definire tragico l’esito di quella telefonata non é ingigantire un fatto insignificante. Qui é la dottrina della Chiesa, desunta dalle parole stesse del Redentore, che é in gioco.
    Una conversazioe privata? ma le conseguanze sono devastanti per l’attendibilità della Pesona, per cui, benché non siano in gioco pronunciamenti solenni, i due rami dei modernisti e la Nouvelle Theologie, se ne avvarranno astutamente e Il sinodo prossimo venturo ne sarà pesantemente influenzato, ancorché, secondo quandto ha affemato coraggiosamente S.Eminenza il Card. Carlo Caffarra, né il Papa né un sinodo, hanno in materia alcuna autorità, se non per confermare la dottina perennemente sancita dalla Chiesa
    Signore, pietà!

  3. “Mi piace sottolinearlo mentre stiamo vivendo un cammino sinodale sulla famiglia e con le famiglie, un cammino che sicuramente dal Cielo lui accompagna e sostiene. Che entrambi questi nuovi santi Pastori del Popolo di Dio intercedano per la Chiesa affinché, durante questi due anni di cammino sinodale, sia docile allo Spirito Santo nel servizio pastorale alla famiglia. Che entrambi ci insegnino a non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama”. Chiaro il messaggio?

    1. Federico Fontanini

      Si, è chiaro il messaggio, eppure non c’è una parola che non sia giusta in questo spezzone di omelia; io dico: non giudichiamo prima del tempo, ma preghiamo perché questo auspicio si realizzi non secondo ciò che temiamo, ma secondo la volontà di Dio. E S. GPII interceda, lui che col suo magistero ha fatto brillare lo splendore della verità che da secoli la Chiesa crede sulla famiglia!

    2. Chiaro, ma solo se oltre alla infinita Misericordia Divina si ricorda anche l’infinita Giustizia Divina!!!
      Il Matrimonio è indissolubile: chi, con coniuge vivente, ha rapporti carnali con un’altra persona commette adulterio e questo nè un sinodo nè un papa potranno mai cambiarlo perchè il pronunciamento di Cristo in merito è chiarissimo, definitivo e infallibile!
      Il rischio è quello di creare un’apparente cambiamento dell’immutabile Dottrina Cattolica, con milioni di anime che si danneranno per Comunioni sacrileghe o per adulterio (e l’ignoranza in questo caso non scusa (o scusa solo parzialmente) perchè sarebbe ignoranza vincibile(=colpevole)): per capire la Verità sul matrimonio basta leggere il Vangelo e ogni cristiano ha il DOVERE di seguire Gesù e di rifiutare le false dottrine (Gesù e San Paolo sono stati molto chiari in proposito).
      Quindi ben venga il Sinodo ma per ribadire gli insegnamenti di Cristo e per trovare VERE soluzioni pastorali!

    3. Caro Semiot, credo proprio di non poter convenire su quanto lei va affermando. Ciò poiché la tanto decantata misericordia della Chiesa di Bergoglio (ché, si voglia o no, adesso è lui che comanda, e lo da molto bene a vedere, quando comandava Benedetto era tutto un coro di proteste) viene applicata a senso unico, cioè verso i peggiori nemici di Cristo e della Chiesa (in specie di quella preconciliare), ma mai verso i “diversamente credenti”, cioè i cattolici tradizionalisti, laici o religiosi che siano. I FFI, Gnocchi e Palmaro, De Mattei, ne sono esempi eclatanti. Pace e bene, caro amico

  4. Sono davvero preoccupato per questo “tifone” di relativismo che si sta abbattendo sulla Chiesa. Mi sembra, forse lo ha detto già qualcuno, che questo Papa piaccia più agli Atei che ai Cattolici praticanti. Mi sento svilito e deluso di fronte agli sforzi che abbiamo potuto fare nella nostra vita per seguire gli insegnamenti cattolici se poi alla fine qualunque peccato si sia commesso arriva la benevola “pacca sulla spalla”. Mi spiego, la Misericordia di Dio è Infinita e non sta a noi conoscerla, ma da questo a giustificare qualunque peccato con la debolezza umana, mi sembra inaudiuto. A questo punto a che cosa serve sforzarsi e “soffrire” per essere “veri cattolici” se poi alla fine, passatemi il termine poco consono e teologico, “finisce tutto a tarallucci e vino”?

  5. Se il papa parlasse un po’ di meno a ruota libera, forse sarebbe meglio , per lui e anche per noi. Comunque San Pio da Pietrelcina diceva : tutta confusione, tutta confusione.

  6. Francesco Bernardini

    La cosa peggiore … il massimo del male … la rovina della Chiesa è che molti, moltissimi fedeli (raggirati dai mass-media, vescovi e sacerdoti) considerano queste uscite di Bergoglio come cose positive e aumentano la popolarità di Simone … diceva il Santo Curato d’Ars ai suoi confratelli: “Quando ricevete consensi dalla gente, non gioite, pensate piuttosto se avete consensi da NSGC” … nulla di nuovo sotto il sole !!!!

  7. Questa telefonata, mai smentita nei contenuti, ma solo, bontà loro, ridimensionata, sono certo abbia portato delle povere anime erranti a profanare scientemente il Sacramento dell’Eucaristia. Mi chiedo quale buon pastore può ancora definirsi tale se, ridendo e scherzando, accompagna le proprie pecorelle nella tana del lupo? Mi auguro di tutto cuore che questa telefonata sia stata moooolto diversa da quanto appreso dai media(anche se ormai la frittata è fatta). Sarebbe un fatto gravissimo e ILLECITO. Ho i brividi al pensiero che il regnante Santo Padre abbia detto quanto è fino ad ora trapelato. L’avesse fatto, Dio lo perdoni.

  8. luciano pranzetti

    Anche nella mia parrocchia, il parroco ha consigliato – e consiglia – conviventi, divorziati risposati ad accedere alla Comunione in altra chiesa. Come se siffatta gherminella possa far fesso il Padreterno. In ciò si verifica e il sacrilegio da parte del fedele e il doppio sacrilegio del parroco che, col suo mal consiglio – 1° peccato – induce l’altro a peccare – 2° peccato.
    Miserere nostri Domine!

    1. Sono assolutamente d’accordo con Lei e mi permetto di citare un “fatto personale”: nella parrocchia di mia cugina, divorziata e convivente, il parroco ha detto che in occasione della Cresima dei figli tutti i genitori possono ricevere l’Eucaristia, anche i divorziati risposati o conviventi.
      Sa come ha reagito mia cugina? Ha parlato molto male di quel prete e si è allontanata dalla Chiesa ancora di più (ha detto che non può fidarsi di un’ istituzione che cambia le regole a suo piacimento a seconda del tempo e del luogo).
      Questo dimostra che certe “iniziative pastorali” non attirano le persone, gettano nel ridicolo la Chiesa e sono chiaramente ispirate da Satana!

  9. massimo trevia

    non vedo l’ora che arrivi il sinodo,anche se durerà a lungo:alla fine si scopriranno le carte:i n e v i t a b i l e !!!!!!!

  10. Assolutamente d’accordo con il sig. Giorgio Rapanelli, e spero vivamente di poter vedere un nuovo Pio XII prima di morire in grazia di Dio. Che Dio ci aiuti.

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