Con “La Favola di Natale” Guareschi ci incanta ancora

Il giorno 11 dicembre alle ore 17 a Villa Brà di Bonferraro – Sorgà (VR) verrà rappresentata la La Favola di Natale a cura dell’Associazione “El Fontanil” di Isola della Scala con la regia di Fabio Trevisan.

Giovannino Guareschi ha dedicato molte pagine al Natale, durante la prigionia nel lager nazista: nei giorni precedenti il 25 dicembre 1944 ha scritto “La favola di Natale”. Tornato in Italia nell’estate del 1945, Giovannino presentò quella favola all’Angelicum di Milano la sera del 23 dicembre: spettacolo a favore delle famiglie degli ex internati; e tornarono la commozione, le speranze, la fede, la poesia di quel Natale fra i reticolati.

Sabato 11 dicembre 2021 alle 17,00 presso Villa Bra a Bonferraro (VR) si potrà assistere a una simile magica messa in scena, ad opera dell’adattamento di Fabio Trevisan.

Accompagnati dalle voci dei narratori e dai disegni originali dello stesso Guareschi, col magistrale tappetino musicale.

Attraverso la favola di Natale si potrà riconoscere il protagonista, l’IMI (Internati Militari Italiani) numero di matricola 6865, il figlio Albertino con una poesia da recitare. Quindi la nonna, il fido cane Flik e una lucciola a illuminare il cammino, su per la lunga via sconosciuta che porta al Lager. Ma non vi giungeranno al lager, perché nel frattempo anche il babbo è uscito e l’incontro avverrà in un bosco, dove tra il trionfo degli affetti si concluderà il viaggio periglioso nel quale Guareschi ci ha fatto incontrare la Sacra Famiglia, i Magi, personaggi vari, animali parlanti e dove soprattutto si potrà festeggiare il Santo Natale.

La favola ci colmerà l’animo e ci farà ripensare ad Albertino che dice: «“Papà, perché non mi prendi con te?” “Neppure in sogno i bambini debbono entrare laggiù. Promettimi che non verrai mai.” “Te lo prometto, papà”.

Nevica e una nuova soffice coltre si stende sull’altra indurita dal vento. Il cerchio verde attorno al fuoco è ridiventato bianco. Scompare la traccia dei sentieri. “Notte da prigionieri!” esclama il Passerotto capofamiglia nascondendo la testa sotto l’ala. E nel muoversi fa cadere una foglia che scende volteggiando lentamente e si posa nel bel mezzo della bianca radura. E si vede che, sulla foglia, c’è scritto la parola “FINE”, ma la “Favola di Natale” stupirà e ci racconterà sempre l’essenza del Santo Natale.

2 commenti su “Con “La Favola di Natale” Guareschi ci incanta ancora”

  1. Tiziano Lissandron

    Ho visitato i luoghi guareschiani a Roncole , l’ex trattoria museo , la casa , il cimiterino con
    la sua tomba , ho parlato col figlio Alberto , persona mite e raffinata . È stata un’emozione
    incredibile . Guareschi è un mondo , parla da solo , non servono commenti .
    Leggete il racconto del cane Gringo . Vi assicuro che piangerete .

  2. corrado corradi

    In occasione della morte di Guareschi, l’Unità ha titolato “é morto uno scrittore mai nato”… quest’affermazione mendace e livorosa é la migliore prova della grandezza del Guareschi colui che, in campo di internamento, asseriva: “non muoio nemmeno se mi ammazzano”. Quanto alla propensione dell’Unità al mendacio e al livore, basti pensare che i libri di Guareschi sono stati tradotti anche in coreano.

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