CONCILIO VATICANO II, RAPPORTI CON L’ISLAM – Un lettore ci scrive, e Padre Cavalcoli gli risponde

PREMESSA:

 

Un lettore, il dott. A.D., ci ha scritto una mail esprimendo perplessità sulla posizione di Padre Giovanni Cavalcoli, pienamente condivisa da Riscossa Cristiana , in merito alle problematiche derivanti dalle interpretazioni del Concilio Vaticano II, nonché dai rapporti con l’Islam.

Pubblichiamo qui di seguito la mail del lettore e la risposta di Padre Cavalcoli, perché si tratta di problematiche che interessano tutti i nostri lettori.

 

PD

 

 

Ecco la mail del lettore: concilio

 

sul sito Vs ho già espresso il massimo del gradimento, ma rimasto deluso da ultimi scritti del P.e domenicano di cui in oggetto, che ho avuto più volte in passato modo di leggere su diverse riviste di cui mi onoro esser abbonato e su altri testi citato, ED AVEVO AVUTO MODO STIMARE. Ma da un po’ di tempo in qua su Concilio Vaticano II e Islam mi pare un po’ troppo “lontano” da quelle che credo siano le “POSIZIONI” di noi cristiani del pensier forte, conservatori, controrivoluzionari e per la sana tradizione…e che di persona e da vicino abbiam conosciuto certe realtà etnico-religiose e paesi intolleranti-prevaricatori. Fatemi pure sapere se mia impressione e’ errata, ne sarei felice in tal caso.

 

Ed ecco la risposta di Padre Giovanni Cavalcoli:

 

attentato

Caro Signore,
La ringrazio per le parole di stima e mi spiace di esser calato nella sua considerazione. Spero che, con quanto Le dirò, tornerò a risalire.  Lei si professa “cristiano” e, suppongo, cattolico, così come lo sono io e come Riscossa Cristiana è un’esemplare espressione di piena comunione con la Chiesa cattolica. Esistono infatti anche cristiani protestanti, modernisti o lefevriani, ma non penso o non vorrei pensarlo che Lei sia uno di questi.
Dico questo in rapporto a quanto il Concilio Vaticano II dice sull’Islam, argomento che Lei cita nel suo intervento. Infatti, come cattolici (tradizionalisti o progressisti, qui abbiamo libertà di scelta) non possiamo non essere tutti uniti nell’accogliere quanto il Concilio dice su questo delicato ed importantissimo argomento, e cioè che, benchè la religione cattolica sia la più perfetta – perchè fondata dal Figlio di Dio e quindi divina – di tutte le religioni, anche la religione islamica contiene, benchè frammiste ad errori, delle verità, tanto che come Lei saprà, la Chiesa parla di “monoteismo” sia per il cristianesimo che per l’Islam.
Ebbene, suppongo che ciò che non sia stato di suo gradimento tra i miei recenti interventi siano stati certi miei pareri sull’Islam e su come noi cattolci possiamo rapportarci con esso. Poichè Ella si professa “conservatore e tradizionalista”, immagino che la sua critica nei miei confronti sia di essere in qualche modo cedevole o poco avveduto nei confronti dell’espansionismo islamico con la sua caratteristica aggressività, dal momento che io, del resto seguendo gli insegnamenti conciliari (nella fattispecie “Nostra aetate” e “Dignitatis humanae”) sottolineo l’importanza del dialogo, dell’evangelizzazione e del diritto alla libertà religiosa.
Ebbene, vorrei allora precisare ed aggiungere, per andarLe incontro, e perchè le mie parole non abbiano il sapore di una certa ingenuità e di un certo imbelle pacifismo, che io sono del parere che la S.Sede, il mondo cattolico e le stesse forze internazionali del sano laicismo domocratico dovrebbero segnalare con toni più forti la gravità della persecuzione anticristiana oggi in atto da parte dei fondamentalisti islamici e dovrebbero fare maggiori pressioni sui governi più moderati degli Stati islamci per chiedere maggiore fermezza contro i terroristi e per far rispettare il diritto universale alla libertà religiosa.
Senza invocare un ritorno alle Crociate, sono tuttavia dell’idea che in casi estremi possa essere legittimo ed utile, per difendere o proteggere i cristiani dal terrorismo islamico, anche l’intervento armato, come sta avvendo per le nostre truppe in Afghanistan. Difendere il cristianesimo vuol dire difendere la civiltà e la stessa sussistenza dell’umanità.
Nel contempo, però mi lasci guardare con speranza all’incontro fra le religioni organizzato dal Papa ad Assisi. Finchè c’è un filo di speranza nel dialogo e nella preghiera comune, bisogna farli, salvo il caso – possibile – che il nostro avversario diventi una bestia feroce, nel qual caso al dialogo bisogna sostituire la legittima difesa.
Spero con ciò di aver soddisfatto alle sue leggitime esigenze nei miei confronti e colgo l’occasione per rivolgerLe i miei più distinti saluti.

P.Giovanni Cavalcoli,OP.

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