CONTRACCEZIONE: UN BOOMERANG PER OBAMA – di Rita Bettaglio

di Rita Bettaglio

 

ru486Tutto è cominciato a gennaio, quando l’amministrazione Obama ha varato un norma in base alla quale i datori di lavoro dovevano fornire gratis alle loro dipendenti la copertura contraccettiva. Tutto ciò riguardava anche le molte istituzioni, scuole, università, ospedali, di ispirazione religiosa.

I vescovi cattolici hanno reagito immediatamente e, chissà perchè, Obama ha fatto dietrofront il 10 febbraio, giungendo a una nuova formulazione della norma: non saranno direttamente i datori di lavoro, ma le assicurazioni a fornire gratuitamente strumenti contraccettivi. Il presidente ha candidamente ammesso di essersi reso conto che la prima versione della legge poteva causare problemi di libertà religiosa e lui a questa tiene molto.

Sicuramente il fatto che siamo in piena campagna elettorale e la popolarità del presidente in carica è in netto calo tra i cattolici e i credenti in generale è marginale…

Ad ogni modo, pare che la pezza sia stata peggio dello strappo, perchè i vescovi non hanno gradito affatto la cosiddetta ‘accomodation’, il compromesso, e la polemica divampa a molti livelli.

Oltre 200 presidenti di college, accademici, leaders religiosi e giornalisti hanno firmato una lettera contro l’accomodation.

“E’ un insulto all’intelligenza di cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, musulmani e altriobamacredenti immaginare che essi accetteranno un assalto alla propria libertà religiosa solo perchè non è finanziariamente a loro carico”, dice la lettera.

La lettera, intitolata ‘Inaccettabile’, è stata resa nota il 14 febbraio sul sito del Becket Fund for Religious Freedom, in risposta alla modifica del 10 febbraio alla legge sulla contraccezione. La legge dell’amministrazione Obama richiederà a tutte le compagnie assicurative di coprire le spese di contraccezione, sterilizzazione e di alcuni farmaci abortivi.

Inoltre, continua la lettera, è irrealistico che le compagnie assicurative non si rivalgano, per i costi, sui datori di lavoro che stipulano e pagano le polizze dei propri dipendenti.

Tra i firmatari della lettera l’arcivescovo Joseph Kurtz di Louisville, l’arcivescovo Charles Chaput di Philadelphia, il presidente del Southwestern Baptist Theological Seminary, Dott. Paige Patterson, il presidente della Catholic University of America, John Garvey, il Rabbino David Novak della University of Toronto, e altri 206  professori, studenti giornalisti e leaders religiosi.

Nella polemica sono intervenuti anche i procuratori generali di una dozzina di stati, dicendo di aver intenzione di citare in giudizio l’amministrazione Obama per la legge sulla contraccezione.

In una lettera del 10 febbraio i procuratori generali hanno dato voce alla loro forte opposizione alla legge che hanno definito “un’intollerabile violazione del Primo Emendamento che non ha alcun precedente nella storia americana.”

Se la legge fosse approvata, sono pronti a “opporsi vigorosamente di fronte a una corte”.

La lettera è stata inviata al segretario (ministro) del Dipartimento della Salute e Servizi Sociali, Kathleen Sebilius, a quello del Tesoro Timothy Geithner e del Lavoro Hilda Solis. E’ stata firmata dal procuratore generale del Nebraska Jon Bruning, seguito da quelli di Texas, South Carolina, Alabama, Florida, Louisiana, Maine, North Dakota, Ohio, Oklahoma, South Dakota e Colorado.

Bruning e i suoi colleghi hanno dichiarato di essere profondamente turbati dalla “coercizione senza precedenti verso organizzazioni ed individui ad agire contrariamente al loro credo religioso” messa in atto dalla norma sulla contraccezione.

Essi denunciano che tale norma forza gli impiegati di enti religiosi a scegliere e promuovere “un messaggio in contraddizione coi propri principi religiosi” e sospendere “attività d’incalcolabile valore” per la società.

Questa vicenda rischia di trasformarsi in un potente boomerang elettorale per lo spregiudicato inquilino della Casa Bianca. Nel frattempo i sondaggi mostrano che gli elettori cattolici, fondamentali per l’elezione di Obama, disapprovano il suo operato e apprezzano, invece, le proposte dei candidati repubblicani. L’ultimo sondaggio della società Rasmussen, condotto in questo mese, mostra che solo il 35% degli elettori cattolici sosterrà Obama alle urne. Nell’elezione del 2008 il 54% dei cattolici votò per lui.

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