Contro il capitalismo necrofilo – di Piero Vassallo

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di Piero Vassallo

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zzzz4cvIl capitalista diventa forte quando si misura con i poveri, con i vecchi e con i malati, traditi dal potere politico.

Il vigliacco in frac gongola in mezzo alla miseria perché la miseria produce disperazione, diserzione, rassegnazione, subalternità. L’egoismo in azione dietro il fantasma della mano magica del mercato, trasforma il disturbante povero in miserabile ininfluente e lo sospinge nei luoghi della vergogna e del silenzio.

La crescita della fiducia nel sistema liberale dipende dall’incremento del margine, mostrato e illustrato quale destino dei disobbedienti, dei refrattari e dei disintegrati.

Un affamato al giorno toglie la protesta d’intorno. La legge non scritta esige che si contempli e si deplori la disobbedienza ridotta a vita stracciona.

In un paese alterato, impoverito e anestetizzato da leggi criminali, stampate nello sterco del diavolo, le leggi turpi (dettate dal disgraziato e maledetto duo lib-lab Fortuna-Baslini) contro la famiglia e contro la vita, in questo paese, che getta i feti nelle pattumiere degli ospedali, il povero è respinto in un’ansa di silenzio, disperazione e vergogna psico-pedagogica.

All’affanno dei coniugi disastrati il piccolo e incosciente Gavroche di Bergoglio offre la falsa consolazione di un’Eucarestia fatta a pezzi per somigliare all’odierna realtà ecclesiale.

Ai margini di una società che i politicanti osano definire in ripresa, intanto si aggira un popolo di divorziati e/o licenziati, spettri che nascondono la ingiusta miseria, che è caduta su di loro dai piani alti di un potere legislativo esercitato dalla triade demenza, liberalismo, stupidità.

Il rimedio della classe dirigente alle tragedie della disoccupazione, sciagure prodotte dall’inceppata macchina della produzione è un delicato scatto di forbicine sulle macro pensioni dei politicanti.

Il fondamento della democrazia liberale, cancro dell’Occidente e eden dei  parassiti e dei profittatori, dei cialtroni e dei depravati, è il mito della mano magica del mercato, una idiozia salita dal sottosuolo iniziatico per produrre disperazione e collere impotenti.

Un grande filosofo del diritto, Giorgio Del Vecchio, senza esitare davanti al marmoreo feticcio del regime liberal-resistenziale, osò storpiare il nome del guru liberale, Maledetto Croce.

Il filosofo di Pescasseroli ha, infatti, secreto i veleni che hanno plagiato gli inconsapevoli politicanti, che esercitano il potere liberale sopra le rovine morali ed economiche della Patria italiana.

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Al cospetto di Dio le sanguinarie rivolte del XX secolo (destro o sinistro) hanno  scarse giustificazione e in certi casi colpe inespiabili.

Se non che prima delle rivoluzioni si deve respingere la miscela liberale (bella, chimerica parola per definire la sordida passione degli strozzini e dei bombardieri atomici) di osceno egoismo, ferocia, lassismo, oppressione dei refrattari, tenebrosa persecuzione della verità, sfrenata sodomia.

La via d’uscita dall’incubo liberale, un’economia solidale e un ordinamento corporativo, è stata indicata da Leone XIII e dai suoi successori, oltre che dal censurato Giuseppe Toniolo.

Negli anni Trenta, l’Italia, animata dalla dottrina sociale cattolica, recepita da Giuseppe Bottai, ha tentato di attuare la riforma corporativa quale via d’uscita dal capitalismo classico e infernale. Il limite di quella audace riforma purtroppo fu il rifiuto (di Mussolini) della proposta avanzata da Giuseppe Bottai e Carlo Costamagna, progetto che contemplava l’elezione (e non la nomina) dei rappresentanti della corporazioni,

I tamburi di guerra e l’urlo delle bombe in libera caduta dal cielo democratico hanno tacitato i promotori della tentata riforma corporativa dell’economia.

L’anima nera del capitalismo puro e vincente si è nuovamente distesa sull’Italia e sull’Europa.

La squillante/tambureggiante confusione terzomondista, in corsa libera nei vertici della Chiesa cattolica non consente l’avvio di un ragionamento serio su una riforma dell’economia in grado di evitare gli equivoci seminati dalla teologia della liberazione.

L’uscita dalle strettoie del liberalismo è la coscienza cattolica, secondo cui “la proprietà privata è frutto naturale del lavoro”.

L’economia di specchio produce una ricchezza ingiusta, che svigorisce la vita sociale: “vediamo le ingiuste ricchezze dominare l’economia privata e pubblica e spesso anche l’attività civile”.

Conseguenza della tracimazione del potere economico è l’insorgenza di una “moltitudine di uomini privi di ogni diretta e indiretta sicurezza”.

Le profetiche parole pronunciate da Pio XII nel Radiomessaggio del 1 settembre 1944 descrivono lo stato della società neocapitalistica.

Il fiume delle chiacchiere pronunciate da ventriloqui al servizio dell’impostura liberal/strozzina urlata a Bruxelles, si dissolve nella luce delle verità affermate da Pio XII, il papa squalificato, infamato e abolito dall’alleanza dei poteri forti con la stupidità del clero modernizzante.

Il significato della politica e la sua giustificazione è tuttavia la resistenza (promossa da Pio XII) al potere esercitato dagli usurai, che promuovono la disoccupazione e la fame quali aurei strumenti della politica malthusiana.

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9 commenti su “Contro il capitalismo necrofilo – di Piero Vassallo”

  1. «Il capitalista diventa forte quando si misura con i poveri, con i vecchi e con i malati, traditi dal potere politico».

    Potremmo anche scrivere:
    Il capitalista diventa forte quando, alleandosi al comunista, si misura con i poveri, con i vecchi e con i malati, traditi dal potere politico.

  2. Analisi ineccepibile quella di Vassallo; ricordiamo che fra il liberal-capitalismo sfruttatore ed il collettivismo marxista, esiste una terza via economica: il corporativismo e la socializzazione, la partecipazione sia dei padroni che degli operai agli utili delle imprese; questa dottrina sociale ed economica è anche quella alla quale si ispirava la dottrina sociale della chiesa fin dai tempi dellla Rerum Novarum. Il nostro Duce tentò di realizzare questa terza via economica che è un caposaldo della dottrina fascista….LUI ci provò, sia durante il ventennio che durante la Repubblica Sociale (basta ricordare i 18 punti programmatici del congresso di Verona del 1943). Oggi, dopo decenni di ostracismo ideologico verso il Fascismo, anche le sinistre politiche e sindacali, hanno scoperto i valori della socializzazione e della partecipazione come se fossero una novità inventata da loro….quando per decenni il Movimento Sociale Italiano di Almirante ha sostenuto le stesse tesi.

  3. Non v’è dubbio che questo male, oggi il padre di tutti i mali, esiste. Tuttavia per poter individuare i rimedi, la medicina per potervi far fronte, non bisogna cadere nell’errore di negare i vantaggi che l’economia di mercato ha procurato indistintamente a tutti i popoli che non hanno conosciuto la tirannide del comunismo in tutte le sue svariate forme. Non si tratta quindi di annullare il mercato e le sue leggi economiche,ma di non lasciarsi dominare dal mercato e dalle potentissime lobbies del mondo che tirano i fili e dettano le regole a loro vantaggio. La lobby più potente, che sta in cima alla piramide, è certamente quella della massoneria e quella sionista sopra tutti. I grandi miliardari americani Rotchild (si chiamavano Mayer), Rockfeller ecc. sono in grado di indirizzare la politica mondiale degli USA, nati per volere di massoni contro i confratelli inglesi. Dopo il ’45 hanno soppiantato proprio i britannici nel dominio del mondo con una nuova forma di colonialismo,

  4. più subdola, più sofisticata, che si regge sulla finanza e sulla potenza militare, che comprende il dominio anche su paesi evoluti come il nostro. E’ fuor di dubbio che la delega agli USA del potere di politica internazionale ha fatto comodo: le guerre, dopo Corea e Vietnam. sono ora combattute quasi solo da mercenari USA che hanno a disposizione mezzi preponderanti. Ma tutto ha un costo, in primis la libertà vera. Tutti questi costi materiali, attraverso il controllo dei mercati viene poi ribaltato, anche tramite truffe planetarie tipo il fallimento di finanziaria, su tutti gli altri. Ma questa cupola non si accontenta più di essere la più ricca e potente, l’illuminato gruppo del dualismo gnostico (eresia antica, precristiana, condannata già dalla prima Chiesa), ora vuole sostituirsi a Dio, si sente dio e detta la sua dottrina gnostica: Ciò ovviamente prevede che noi siamo i sudditi e dobbiamo comportarci di conseguenza: quanti figli fare, quanto vivere, chi ha diritto di vivere ecc.

  5. Come contropartita ci viene offerto quanto già metteva a disposizione il paganesimo: panem, circenses, sesso libero, possibilità di aborto, culti misterici, lassismo in tutti i campi della morale. E’ sbagliato quindi dire che questo tipo di mondo è amorale: lo è rispetto alla morale cristiano cattolicca. In realtà è la loro morale che giorno dopo giorno ci viene versata e che assimiliamo nei tempi lunghi senza nemmeno rendercene conto (cerca su internet la finestra di Overton che ti spega questa tecnologia). Se questo è il male che abbrutisce il mondo, la prima medicina sarebbe quella di rendere i popoli nuovamente liberi in un mondo veramente democratico e non associati in una realtà come l’ONU voluta dalla massoneria. Allora si potrebbero fissare e far rispettare delle regole vere che eliminino le povertà nelle terre di origine. Ma se anche la Chiesa omaggia chi la vuole distruggere! Con la pancia piena difficilmente si fanno guerre di religione.

  6. Vassallo sembra individuare nel corporativismo (interclassismo?) la soluzione dei mali della società contemporanea. Penso invece che non bisogna confondere la solidarietà sociale con i mezzi per conseguirla. Manfred Spieker, studioso di scienze politiche saldamente ancorato con le sue opere alla dottrina sociale cattolica, pubblicò il 13 novembre 1982 un saggio sulla Frankfurt Allgemeine “Stato sociale e sussidiarietà”
    (titolo originale “Sozialstaat und subsidiaritatprinzip”) di cui consiglio la lettura. Contrariamente a quanto pensano i più, sussidiarietà dello stato non significa che i cittadini intervengono laddove lo stato non riesce a soddisfare la domanda sociale, ma al contrario lo stato provvede direttamente solo quando la società non si organizza. Ecco alcuni passi: LO STATO E’ SUSSIDIO, vale a dire organo ausiliario e protettivo della persona..Pertanto..non solo amministra la giustizia ed organizza la difesa, ma non è neppure un mostro onnipresente per cui non sarebbe più sussidio,

  7. ma sostituto della vita individuale… Per ciò che concerne la gestione economica…e la produzione dei mezzi necessari alla vita esso rimane, nonostante la sua capacità di comando della società, dipendente anche dal mercato. L’economia di mercato, fondata sull’iniziativa dei singoli individui e garante di libertà, assicura i mezzi indispensabili al finanziamento del sistema sociale delle prestazioni e rappresenta il sistema economico adeguato allo stato sociale sussidiario. A questo tipo di economia spetta, in virtù dell’alto livello e dell’ampia diffusione del benessere che consente e per via del volume dei mezzi da essa resi disponibili per le prestazioni sociali, perfino una dimensione sociale… Per tutti i servizi sociali lo stato di indigenza individuale deve essere verificato e tale verifica è dovuta a tutti i cittadini che pagano le imposte… La libertà e la proprietà dei cittadini vanno salvaguardate: una norma i cui effetti devono essere modificati e limitati nell’ambito dello

  8. stato sociale a favore del bene comune, ma che comunque non può essere abolita.
    Molto altro è contenuto nel saggio, ma lo spazio è già stato sufficientemente abusato.
    Tutto il discorso regge ovviamente in presenza di una situazione ideale normale, a prescindere dalle storture del mondo attuale che vengono puntualmente denunciate da Vassallo.

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