Cosa significa una “presenza originale” ? Parte seconda  –  di Fabio Trevisan

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Prosegue l’analisi  dei contenuti dell’ultimo intervento di Don Julian Carron, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, fatto il 27 febbraio 2016 all’Assemblea con i Responsabili di Comunione e Liberazione in Italia (clicca qui per leggere l’intervento di Carron pubblicato nel numero di marzo 2016 di Tracce, rivista ufficiale di CL ). Per leggere il precedente articolo, pubblicato su Riscossa Cristiana del 6 aprile 2016, clicca qui.

di Fabio Trevisan

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zzzzcrrn2702Quando Carron afferma che il cristianesimo non si realizza mai nella storia come fissità di posizioni da difendere sembra contraddire i principi non negoziabili (difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, famiglia come unione indissolubile tra un uomo e una donna, padre e madre come principali educatori dei propri figli) enunciati e ribaditi da Papa Benedetto XVI. Egli confonde il rapporto dialettico tesi-antitesi di idealistica e hegeliana memoria con la risoluzione dei principi e dei dogmi della tradizione cattolica.

Non si tratta quindi, secondo le sue parole, di definire in che cosa debba consistere la nostra testimonianza adesso in merito al tema delle unioni civili, rimandando il giudizio al mistero dell’uomo preso nella sua interezza, ma si tratta di ribadire i principi fondamentali che non si possono negoziare, comprese le unioni civili. Carron, nel tentativo di formulare il significato di un giudizio, cade nella trappola del relativismo etico: “La prima questione, secondo me, è chiarire che cos’è un giudizio, perché spesso per noi giudicare equivale a schierarsi”. Egli scomoda imprudentemente, a sostegno della sua tesi che fa equivalere il giudizio allo schieramento, l’episodio di Gesù e il tributo a Cesare (“In questo episodio Gesù giudica il rapporto fra la politica e la religione, e la sua enigmatica risposta è stata il fondamento di una novità irriducibile nel comprendere il ruolo del potere nella società per venti secoli”).

A Carron evidentemente lo schierarsi per una giusta causa turba il sonno ed interpreta il giudizio preciso e forte come inefficace; ma non si tratta solo di questo. Ancora una volta, come ha ribadito il Signore, si tratta di affermare la verità del primato di Dio sul potere del mondo. Non c’è nulla di enigmatico e la “novità” sta proprio nella necessità di proclamare il Regno di Cristo in tutti gli ambiti dell’esistenza. Carron cerca di ridurre la presenza originale di Gesù al suo schema mentale: “Si possono dare giudizi pertinenti, che non implicano uno schieramento o non si riducono a una posizione di parte”. Stante l’oggettiva differenza ontologica tra Dio e l’uomo, non si può evincere comunque che ogni giudizio non sia pertinente al punto da non poter valutare una migliore o peggiore legge (“Solo se si dà un giudizio fino a questo punto, si entra in merito alla legge, perché si dice che essa, approvata in una forma o in un’altra, sarà sempre insufficiente per rispondere al desiderio di infinito proprio dell’uomo).

Carron palesa un pessimismo (di natura protestante?) che arriva a giudicare negativamente ogni tentativo dell’uomo di migliorare il mondo secondo il progetto di Dio e, quel che è peggio, a giustificare ogni compromesso ed a relativizzare ogni posizione: “Come nel suo tentativo di offrire un rimedio il dottore rivela qual è la sua diagnosi della malattia, allo stesso modo ciascuno di noi ha potuto vedere quale giudizio ha dato sul dramma umano che era dietro la “questione” della legge Cirinnà”. A parte il fatto che non si può assecondare il cosiddetto “dramma umano” di chi ha perso la ragione ed i contorni della legge naturale, Carron nell’assolutizzare la presenza originale di Cristo ha privato di ogni valore la fatica della ragione illuminata dalla fede e la coscienza dell’identità cattolica, rendendole vane : “Cristo non è una parte della soluzione, ma è l’unica soluzione in cui credo. Solo se uno capisce questo, allora desacralizza, in un certo modo, il tentativo legislativo e apre uno spazio d’incontro e di dialogo anche per i politici”.

Risulta essere evidente per Carron che “desacralizzare” significa aprire un dialogo, accompagnare, incontrare e via di questo passo. Non si lotta contro una legge ingiusta (rammento che per S.Tommaso d’Aquino una legge iniqua non è nemmeno una legge) poiché ci si “schiera”: non si afferma una verità poiché inibisce lo spazio di possibili incontri e dialoghi. Nel ritornare al tema del Sessantotto ed a  quella che Carron ha definito la risposta che il movimento dava, egli ha stigmatizzato la “presenza reattiva” di chi accettava il terreno di gioco definito dal marxismo: “Don Giussani ha formulato un giudizio, riproponendolo senza posa, che non lo ha identificato con uno dei vari schieramenti in gioco e ha inoltre messo in questione non solo il tentativo marxista, ma anche il nostro tentativo di risposta alla sfida rappresentata dal marxismo”.

Quei reazionari movimentisti ciellini di allora, ammonisce Carron, non hanno compreso la lezione: “Se noi non capiamo fino in fondo qual è l’esigenza che si agita in ciò che accade oggi, anche il nostro tentativo sarà – come allora – ridotto e la nostra pretesa risposta inadeguata”.

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(continua)

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9 commenti su “Cosa significa una “presenza originale” ? Parte seconda  –  di Fabio Trevisan”

  1. Da non credere: buttati alle ortiche con ignominia decenni di chiare prese di posizione di cl sui temi su cui ora è meglio non schierarsi (aborto, legge naturale,ecc). Semplicemente pazzesco

  2. Il grande problema di Cl è sempre lo stesso: una minestra scaldata di frasi fatte che non hanno via di uscita e gettano confusione grazie a un linguaggio avvinghiato su se stesso. E visto che la forma è garanzia di sostanza se il linguaggio è contorto, contorta sarà un po’ anche la sostanza…

  3. E poi ci si meraviglia, ci si scandalizza di come vanno le cose nel comune sentire dei cattolici!
    Con personaggi (trovo difficoltà a chiamarli guide/pastori) così obnubilati cosa ci si potrebbe aspettare? Mi sembra che questi personaggi (e purtroppo mi sembra che siano in tanti) abbiano come obiettivo questo convincimento: “Non siete abbanstanza confusi? adesso ci penso io a darvi una mano…”. Questi sono il frutto della teologia studiata(?) allegramente dopo il sessantotto!
    Che il Padre Celeste abbia misericordia di noi tutti.

  4. Sembra di tornare all’epoca delle contestazioni del 68′, contro la verità oggettiva, i principi, l’autorità e a favore del relativismo e del soggettivismo, paradossalmente proprio ciò che Don Giussani combatteva, e anche molti ragazzi che rischiavano la pelle per andare controcorrente…

  5. Ma questo e’ un prete? Certo e’ che si mette in evidenza per aspirare a posizioni piu’ ambite nella chiesa di Bergoglio. Presto cardinale forse?

  6. Non perdiamo tempo con Carron e I ciellini. A Verona CL è diventata una filiale del Banco Popolare. Ai semplici militanti (chiamamoli così) le chiacchiere e le fumosità di Carron, ai responsabili: incarichi politici, appalti, posti di lavoro e intrallazzi vari (e un insopportabile puzzo di massoneria). Basta unire tutti i puntini. Nihil novum sub sole…….

  7. Normanno Malaguti

    penso al dolore spirituale di quanti aderirono a CL al tempo in cui il fondatore la guidava con mano ferma e sicura.

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