Da Padova, una curiosa ricetta: per fermare gli attentati islamici, apriamo più moschee…

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Redazione

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zzstrzzGià, è proprio così. Ce ne parla il Corriere del Veneto di oggi, nell’articolo che riportiamo qui sotto. Ci sono alcune cosine che ci sembra interessante sottolineare.

Anzitutto, è interessante il titolo, che riporta imperiosamente (e non scordiamoci che tantissimi lettori si limitano al titolo e al sottotitolo) l’opinione (o il diktat?) del sig. Kamel Layachi, di professione imam, il cui intervento è definito “vibrante”. Anzi, precisa il Corriere, “molto più vibrante” di quello del sig. Adolfo Locci, rabbino capo di Padova. Insomma (saremo maligni, però…) vien da pensare: meglio lisciare bene l’islamico, tanto gli ebrei in genere, anche se si sentono offesi non vanno in giro a sterminare. Peraltro al sig. Layachi va riconosciuta la virtù della chiarezza: vogliamo più moschee, punto e basta. Né manca una velata – ma neanche tanto – giustificazione dell’esuberanza degli assassini che hanno agito in Francia, dal momento che il sig. Layachi parla di libertà che deve trovare un limite nel rispetto, dicendo così una cosa condivisibile, però si guarda bene dal condannare i recenti atti terroristici. È risibile il discorso sul “più moschee, meno estremismo”, come se non fosse noto che una moschea non è solo un generico luogo di culto ed è grottesca l’affermazione che i giovani musulmani troverebbero sul web gli incitamenti alla violenza. Non risulta che gli espliciti inviti alla violenza contenuti nel Corano e la sanguinosa storia dell’islam siano stati scaricati da Google… suvvia.

Ma in fondo il sig. Layachi fa il suo mestiere. Quel che più è deprimente è l’intervento di Don Giovanni Brusegan, che tra l’altro non è un prete qualsiasi, ma il delegato diocesano per la cultura e l’università. Don Brusegan si immerge completamente nel fantastico clima ecumenico – o sincretista che dir si voglia – e parla pudicamente di “religioni”. Non sia mai che si parli di “religione cattolica”. Anzi, meglio ancora, secondo la martiniana teologia del dubbio permanente, ci si può chiedere pensosi se “certe interpretazioni del credo non covino il germe della violenza”. E anche non bisogna permettere che certe persone utilizzino Dio “per presentarsi come corifei”. Insomma, sia ben chiaro, non vogliamo assolutamente parlare a nessuno di unicità della fede cattolica. Perbacco,  e il dialogo dove lo mettiamo? L’imam sorride soddisfatto. Con avversari così, non ci sarà nemmeno tanto da lottare…

Ecco qui l’articolo. Buona (si fa per dire) lettura:

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11 commenti su “Da Padova, una curiosa ricetta: per fermare gli attentati islamici, apriamo più moschee…”

  1. Ma, se invece di aprire le moschee gli dessimo San Pietro, non starebbero meglio?, poi nella piazza ve ne sarebbero innumerevoli, e così accontentiamo anche il don. che, meglio avrebbe fatto se si fosse dedicato all’agricoltura, ma si sa, la terra è bassa.

    1. Senza offendere l’agricoltura e gli agricoltori, mestiere duro e nobile. Però è vero, come ha detto lei, la terra è bassa e abbassarsi aiuta: aiuta a sentirsi piccoli, ad esser meno presuntuosi, a pensare e vedere meglio, e tante altre cose ancora che non sto ad elencare; basta provare, anche su una piccola aiula, per capirne qualcosa.
      Bella la foto che accompagna l’articolo: la dice molto lunga.

  2. Chissa’ perché guardando la foto (a parte il sacerdote cattolico facilmente individuabile dal vestito) ,mi é stato facile individuare l’imam Lavachi. Era quello dalla faccia da duro…….

  3. io ne avrei una migliore ( di proposta ), perchè non gli diamo adirittura le nostre chiese ? Tanto oramai con i preti traditori che ci troviamo è solo questione di tempo , e le nostre chiese se le prenderanno i nemici di Cristo con la forza.

    1. Almeno UNA chiesa, chiusa, è stata concessa a questi miti e innocui amici.
      E le moschee che ci sono in Italia sono fra le più numerose dell’ Europa.
      Forse ci saranno attentati anche qui, ma forse sarà più difficile (magari in
      Vaticano), perché l’Italia la stanno invadendo pacificamente,,,

  4. Io mi domando, mi sono sempre domandata: come posso dialogare con un mussulmano ? Il nostro Dio non è il loro, Gesu’ Cristo parla di amore, porta la pecorella smarrita e ferita sulle spalle, la cura ; i mussulmani parlano solo e sempre di vendette, morte. Io mi sento orfana di questa Chiesa che non sa piu’ distinguere il rispetto dovuto ad ogni creatura umana e l’Amore per la Verita’ che è incarnata in Cristo Signore. Gesu’ Cristo è l’unica Via, l’ha detto Lui; se solo mettessimo in dubbio questo, crollerebbe tutto……..

    1. I preti, liigi al comando di Bergpglio, stanno svendendo la nostra identità cattolica a laicisti, musulmani, ebrei, protestanti,a chiunque pur di cancellare anche il solo ricordo della Cattolicità. Si accorgeranno, poi, dei grandi premi che NSGC ha preparato per loro, per chi si vergogna di difenderlo in questa vita, su questa terra, spingendosi addirittura a falsare l’interpretazione del Suo Vangelo per adeguarlo alla propria ideologia. Teniamoci lontano da questi preti, vescovi, cardinali, e dal loro capo, mi raccomando. Preghiamo con insistenza, cerchiamo l’intercessione dei santi e dei papi preconciliari, unica nostra ancora di salvezza da questi prelati apostati-

  5. Assolutamente contrario all’apertura di nuove moschee, anzi chiedo che all’interno di ogni moschea siano sempre presenti agenti di polizia oppure carabinieri per ascoltare le prediche che vanno pronunciate in italiano

  6. giorgio rapanelli

    E’ una forma “velata” di minaccia, classico sistema della “taqiyyah”, ossia della dissimulazione musulmana. O mangi questa minestra, o salti dalla finestra. Nessuno che chieda se sono disposti a rispettare le nostre leggi e a permettere ai musulmani che lo vogliono di aderire ai nostri sistemi di vita, frutto di lotte secolari. Esempio: la parità dei diritti della donna con l’uomo. La parità dei diritti che permette di esercitare nei loro paesi d’origine la libertà religiosa per tutte le altre fedi, come essi lo chiedono per l’Islam in Italia.
    Purtroppo, una consistente parte della politica è laicista e anticristiana, mentre i cattolici sono “cosiddetti”, ossia “si dicono”, ma nella prassi non lo sono. Qui in Italia – e in Europa – con l’Islam la battaglia è perduta. Al momento opportuno ci saranno conversioni sempre maggiori di cittadini italiani, poiché l’Islam è forte, concreto, pratico, mentre il Cristianesimo è sempre politicamente più debole.

  7. alfredo fidanza

    che significato attribuire alla “gioia del donarsi”? un mio vecchio amico davanti a certe dichiarazioni si domanda: vuoi vedere che qui cova un pensiero effeminato?

  8. Scusate, ma io non ho capito la frase sul credo: ” dobbiamo chiederci se certe interpretazioni del credo non covino il germe della violenza….”

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