Da una sezione dell’Fn sostegno al Gay Pride di Parigi  –  di Mauro Faverzani

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di Mauro Faverzani

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Si chiama «Jean Moulin» la sezione del Front National, costituitasi recentemente – alla fine del 2015 – presso l’università Sciences Po di Parigi. E già l’intitolazione appare bizzarra per un partito di Destra: Moulin politicamente appartenne alla Sinistra radicale, fu laicista ed ai vertici della resistenza francese. Tant’è vero che la cosa non passò inosservata, anzi provocò vivaci reazioni tanto nell’Fn quanto negli emuli di Moulin, prevedibilmente in schiacciante maggioranza sinistrorsi.

Ma bizzarrie e sconcerto sono aumentati, nell’apprendere del messaggio di sostegno diffuso ieri tramite i social network proprio da questa sezione al Gay Pride Lgbt in corso a Parigi. Una mossa, che ha sollevato un polverone nel Front National, tanto da spingere in breve tempo uno dei vicepresidenti del partito, Louis Aliot, a precisare su Twitter che il Front National non sostiene il Gay Pride, simbolo «di esibizionismo, di comunitarismo militante ed anti-Fn». Dichiarazione subito condivisa da Marion Maréchal-Le Pen ed analoga a quelle espresse da Marie-Christine Arnautu, un’altra vicepresidentessa del partito, e da Gaëtan Dussausaye, leader del movimento giovanile.

Ma la sezione «Jean Moulin» sa di avere più di una sponda interna nell’Fn, soprattutto da quando quest’ultimo ha accolto tra i suoi cinque vicepresidenti anche Florian Philippot, omosessuale dichiarato e leader dell’anima «laica» dell’Fn. E’ inutile, la morale è sempre quella: quando i valori fondanti la cultura di un partito o di un popolo vengono dimenticati, calpestati o traditi, è l’anima a venir meno, rendendo il resto un inutile involucro, privo di senso.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani

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11 commenti su “Da una sezione dell’Fn sostegno al Gay Pride di Parigi  –  di Mauro Faverzani”

  1. All’inizio degli anni ’70, cioè subito dopo il ’68, c’era l’ “obbligo” si portare un obolo, cioè di dichiarare omaggio formale, al Moloch divorzista/femminista/anticoncezionalista che era appena salito in cattedra.
    Questo avveniva nel mondo della politica (il solo Fanfani, fra i Democristiani, a opporsi francamente al Divorzio), ma più ancora in quello dei media. In pratica: ogni film italiano inseriva la scena di nudo, del tutto estranea al racconto, e ogni donna dello spettacolo si mostrava in quel modo, direttamente o indirettamente. I Salesiani proiettarono per noi ragazzini delle Medie un film di quel tipo (uno fra i mille).

    Oggi il Penny sacrale va depositato al piede dell’Arcobaleno. O vuoi essere “fascista” ?

  2. Francesco Retolatto

    Qualora dovesse cadere anche il Front National alla propaganda omosessualista non ci sarebbe molto che sperare per la Francia.

    Francesco Retolatto

  3. Aggiungerei al finale dell’articolo: …e segnando l’inizio della fine del partito, con un’emorragia costante di voti, fino alla sua virtuale scomparsa. La vicenda di MSI/DN poi AN insegna. E a chi giova tutto questo, se non al mantenimento dello status quo, e quindi a chi sguazza nella melma imperante? Mai, mai lasciarsene contaminare. Brutta china anche per il FN, purtroppo.

  4. Questa è la destra moderna, laica e occidentale che piace tanto ai Fini e a tutti i moderati che temono di apparire politicamente scorretti, ossia fascisti.
    In un altro contesto, e con ben altri uomini (veri uomini), chi avesse manifestato l’intenzione di mettere in atto una simile porcata, sarebbe stato sottoposto al necessario trattamento depurativo e allontanato con una poderosa scarica di pedate, ben assestate nella parte del corpo maschile a lui disgraziatamente più gradita.

    1. Lo penso anch’io. Ho imparato che spesso, in politica e non solo, i paradossi e le contraddizioni sono solo apparentemente tali, in quanto c’è quasi sempre dietro il “Gran Manovratore” alias il “Maestro del rumore”… del quale la Massoneria è uno dei suoi tentacoli.

      1. E per il “Rumore”, orchestrato dal “Padrone”, l’uinica nota stonata è la Chiesa (Civitas Carholica Romana).
        Le note sopraffine, invece, sono gli atti di riverenza e di culto delle persone consacrate e delle istituzioni cattoliche.

        Un “matrimonio” gay, ottimo; ma un “matrimonio” gay officiato davanti a Dio… vuoi mettere?

  5. Ciò è anche dovuto al fatto che Marine Le Pen ha una visione troppo modernista e laicista della destra (credo persino che sia favorevole al divorzio e all’aborto) a differenza di suo padre che era un conservatore tradizionalista col quale infatti ha avuto un aspro scontro politico fino al punto da cacciarlo dal partito, ma anche Marion Marechalle Le Pen è sulle posizioni del nonno, più cattoliche tradizionaliste. Auguriamoci quindi che la guida del movimento Fronte National passi presto alla giovane Marechalle Le Pen. Del resto anche in Italia, a Destra, succedono cose simili….tanto per fare un esempio: l’onorevole Alessandra Mussolini su certi temi (gay, divorzio, aborto) non la pensa certo come il suo grande nonno Duce ma è molto più “liberal” e progressista…..insomma se l’abito non fa il monaco, la camicia nera non fa il fascista!

  6. Condivido pienamente le affermazioni espresse molto chiaramente da Matteo di Benedetto e da Sergio e da Marco. Speriamo che riescano a fare sana e radicale pulizia.
    Li chiameranno retrivi, sporchi reazionari, fascisti? Ma questi, stante la temperie morale
    imperante, sono insigni titoli d’onore di cui fregiarsi, non motivi di vergogna!

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