L’ignobile che emerge, l’ignobile che avanza – di Giovanni Lugaresi

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Sappiamo bene, perché ce lo hanno detto e ripetuto fino alla noia in altri tempi, che non tutto ciò che è immorale è illegale, e viceversa, ma… Ma c’è un limite a tutto e personaggi volgari (quanto meno) e irridenti (a noi semplici uomini della strada che non conosciamo astuzie, che non siamo divorati da deliri di onnipotenza e da mondane avidità alle spalle di chi soffre), come quelli che stiamo vedendo in giro nell’ambiente politico nazionale ci fanno venire semplicemente il voltastomaco.

di Giovanni Lugaresi

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zzzzzzL’ignobile che emerge, l’ignobile che avanza, del quale gli interessati “promotori”, per così definirli, dello stesso “ignobile” non provano neppure vergogna, giustificandosi con cavilli, aggrappandosi a risibili regolamenti parlamentari, regionali, e chi più ne ha più ne aggiunge! Facendo addirittura chiamate di correità, perché c’è sempre ben altro negli altri, e che i magistrati vadano a vedere quel che si annida nel gruppo e nel partito, con ciò pensando, se non di chiamarsi fuori, sicuramente di trovare una giustificazione ai loro comportamenti che, se non sono disonesti secondo il codice penale, sono discutibilissimi sicuramente a livello di costume. Io ho fatto questo, ma se guardate bene, c’è chi ha fatto lo stesso, se non di peggio…

Questo il loro atteggiamento, quasi che l’eventuale peggior comportamento di altri annullasse le loro malefatte.

Sappiamo bene, perché ce lo hanno detto e ripetuto fino alla noia in altri tempi, che non tutto ciò che è immorale è illegale, e viceversa, ma… Ma c’è un limite a tutto e personaggi volgari (quanto meno) e irridenti (a noi semplici uomini della strada che non conosciamo astuzie, che non siamo divorati da deliri di onnipotenza e da mondane avidità alle spalle di chi soffre), come quelli che stiamo vedendo in giro nell’ambiente politico nazionale ci fanno venire semplicemente il voltastomaco.

Tutto ciò premesso, e chiedendo che la politica si liberi di questa zavorra al più presto (la magistratura ugualmente non vada alle calende greche nell’appurare le eventuali responsabilità penali), veniamo a quel che più ci preme sottolineare.

Non sappiamo se i lettori l’abbiano notato, ma ogni qual volta viene rivolta una critica ai nostri governanti (anche “tecnici”, ieri) e ai nostri politici di ogni ordine e grado più in generale, su un problema concreto, vero, per il quale poco o punto hanno fatto, questi si guardano bene dal rispondere con un o un no; trovano mille modi per evitarlo; evasivi girano attorno alla domanda, all’affermazione, prendono tempo, parlano d’altro, o tacciono addirittura, glissano.

Le domande più insistenti e più pertinenti rivolte da tempo alla classe politica, ai governanti in primis, si possono così riassumere.

E’ vero o non è vero che i parlamentari italiani sono (immotivatamente) i più pagati del mondo occidentale?

E’ vero o non è vero che il numero dei nostri parlamentari è il più alto in tutto l’Occidente?

E’ vero o non è vero che le nostre istituzioni (Quirinale, Camera dei deputati, Senato della Repubblica) ci costano come nessun’altra istituzione simile negli altri paesi europei?

E’ vero o non è vero che dalla loro istituzione (1970) le Regioni hanno fatto a gara nel voler scimmiottare lo Stato centrale, con stipendi per consiglieri, assessori, governatori (non più presidente della giunta regionale, ma governatori!!! – caspita che titoloni) assai elevati, e dietro questi personaggi dal povero popolo eletti a (mal) rappresentarlo, ecco una miriade di funzionari, consulenti, ugualmente strapagati?

E’ vero o non è vero che quando furono costituite le Regioni si disse che sarebbero state abolite le province, mentre invece esse sono prolificate (e immaginiamo Ugo La Malfa rivoltarsi nella tomba!), così che tra Stato centrale, regioni, province, comuni, comunità montane (anche laddove montagne non esistono) le burocrazie si sono moltiplicate, le auto blu e gli sprechi pure, e il cittadino anzi che vedersi sveltire le pratiche e ricevere servizi adeguati, resta ancora più confuso e mandato di qua e di là, umiliato, quando non sbeffeggiato, nello spregio più desolante dei suoi diritti, considerato a livello di suddito?

Sono quesiti, questi, ai quali chi ci governa a tutti i livelli, dovrebbe dare una secca risposta: , no.

Poi, dopo aver risposto, provvedere, cioè fare.

Invece?… Invece siamo il paese delle chiacchiere, del bla bla, in cui erano diventati maestri pure i ministri “tecnici”, imitando (quando non superandoli) i politici che siedono in Parlamento e si rivelano persone del dire e non del fare. O meglio, fare sì: ma leggi, tante, troppe leggi, spesso di difficile interpretazione, e fare sì, ma sempre bastonando il povero cittadino inerme, indifeso.

Non sappiamo se i lettori abbiano notato, ma non passa giorno in cui tutti, a incominciare dal Capo dello Stato, per finire all’ultimo presidente di Regione, esternino, esternino, esternino. E i media (soprattutto televisivi) a dare spago, spazio, a queste dichiarazioni, quasi sempre vacue e vane, prive di contenuto.

Sono, per dirla con una canzone d’antan: parole, parole, parole… E soltanto parole.

Ma in un paese serio, le parole dovrebbero essere poche e i fatti molti. Cioè dovrebbero essere i fatti a parlare, ad essere eloquenti. Qui invece di fatti se ne vedono pochi o punti.

Un ultimo esempio. Si dice e si scrive da più parti che non può esserci ripresa economica se non si aiutano imprenditori, famiglie, giovani. Intanto, non tassando, in maniera oppressiva come avviene, ma riducendo gli sprechi di un pachiderma chiamato Stato, e a seguire quelli degli altri enti: regioni, comuni, eccetera. Lorsignori non rispondono, e continuano imperterriti nell’azione di sanguisughe. Poi si meravigliano se i consumi calano vistosamente, se la gente usa meno l’auto e va meno al distributore dei carburanti, e si concede meno giorni di ferie. E’ ovvio. Infatti se ti opprimono con tasse inique, bollette di acqua, luce e gas in sempiterno aumento, anche quando diminuisce il prezzo del petrolio, quanto resta per i consumi? Cioè per la gita del fine settimana, per le vacanze, per il ristorante-trattoria?

L’italiano medio è costretto a tirare la cinghia; cosa che non fanno i privilegiati, a incominciare da lorsignori della politica, delle aziende statali e carrozzoni pubblici vari, dei partiti e dei gruppi partitici di ogni specie.

Dare l’esempio, no? Mai?

Due interrogativi che resteranno (anche questi) senza risposta.

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2 commenti su “L’ignobile che emerge, l’ignobile che avanza – di Giovanni Lugaresi”

  1. “L’ignobile che emerge, l’ignobile che avanza..”
    Tutto vero quanto denunciato in questo articolo, ma quello che più mi spaventa e più mi interroga è:
    – E possibile che non ci sia NESSUNO, nè persone nè partiti, che possano intervenire?
    – O non vogliono inrtervenire?
    – Sarà necessaria la ribellione dell’italiano medio che tira la cinghia?
    – E che genere di ribellione?

  2. GENTILE SIGNORA PAOLA,

    il nostrano pecoronismo imperante genera ed ingrandisce il rampollismo renziano. Questo qui (Renzi) se ne andrà l’anno del mai ed il mese del poi, cioè mai!
    E l’europa lo promuove…Certamente il sistema euro premia sempre i signorsì!

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