DISINNESCARE UNA BOMBA A OROLOGERIA. ECCO LE CONDIZIONI PER BOCCIARE LA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO LA “OMOFOBIA” – di Guido Vignelli

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di Guido Vignelli

 

ADERIAMO ALL’APPELLO PER FERMARE LA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA



btCom’è noto, la Camera dei Deputati si appresta ad esaminare la proposta di legge (pdl) n. 245, datata 15 marzo 2013, relatore l’on. Scalfarotto (PD), che pretende di punire come reato penale ogni opinione o azione critica o discriminatoria verso gli “orientamenti sessuali”, parificandola ai reati di odio razziale o etnico o religioso; essa quindi colpisce non solo la cosiddetta “omofobia/transfobia” ma anche ogni forma di “sessuofobia”, ossia ogni critica alla rivoluzione sessuale in corso. Giustamente si è detto che questa pdl è una sorta di una bomba ad orologeria che viene innescata per poi farla scoppiare colpendo i difensori della morale pubblica, della formazione giovanile e della giusta libertà di pensiero e di azione.

Vale la pena di ricordare che questo nuovo tentativo di allargare e inasprire la vigente legge Mancino, fu già più volte avanzato dalla Sinistra ma poi impedito dalle critiche della Conferenza Episcopale Italiana, dalla mobilitazione di alcune associazioni cattoliche e infine dal voto contrario del Parlamento.

Questa volta, però, la situazione sembra diversa che nel passato. Purtroppo, oggi la percezione sociale della pericolosità di una pdl così faziosa e liberticida è diminuita, anche grazie alla crescente propaganda della rivoluzione sessuale fatta dai mass-media. Inoltre, le critiche dell’episcopato alla pdl in questione si sono ridotte sia di numero che d’intensità, limitandosi a esprimere “riserve” su alcuni suoi aspetti secondari, o addirittura sulla sua mera opportunità o tempestività; le associazioni cattoliche che si sono seriamente mobilitate sono poche (segnaliamo ad esempio Alleanza Cattolica, Giuristi per la Vita, Verità e Vita, Sentinelle del Mattino, Centro Culturale Lepanto, SOS Ragazzi); i parlamentari che si oppongono fattivamente alla pdl sono diminuiti e sono diventati più timidi e tiepidi. Tutto questo fa temere che la pdl venga approvata dal Parlamento in tempi rapidi, come se si trattasse di una emergenza sociale, approfittando del disinteresse tipicamente estivo e prevenendo una possibile crisi del Governo.

Tuttavia, negli ultimi giorni si è finalmente avviato un certo dibattito sulla questione, il che è una cosa buona, visto che l’offensiva pansessualista può avere successo solo mantenendo l’opinione pubblica nella ignoranza e nella indifferenza. Questo ci permette di affermare che quel reato di “omofobia”, che è stato più volte bocciato, può esserlo anche oggi, purché le forze che si sono impegnate e s’impegneranno in difesa dell’etica pubblica e della libertà morale attuino le seguenti condizioni che permetteranno di evitare il rischio di una rapida  sconfitta.

Pirma condizione: le associazioni che difendono l’etica pubblica devono dissipare quel clima di pessimismo e di rassegnazione che aleggia fra i buoni rendendo i malvagi più audaci e tenaci. Gli oppositori della pdl in questione siano quindi ben convinti che impedirne l’approvazione è ancor oggi concretamente possibile, se faranno il loro dovere con fiducia.

Seconda condizione: l’episcopato deve esprimere pubblica condanna della pdl in questione, prendendo una posizione chiara, forte e fattiva, senza scaricare ogni responsabilità sull’ “autonomia del laicato”; inoltre deve animare la sana reazione morale fornendole ragioni e incitamenti soprannaturali, ma evitando quelle nebulose valutazioni “spirituali” o “profetiche” che la demotivano e la smobilitano.

Terza condizione: i parlamentari bene orientati devono fare il loro dovere in piena scienza e coscienza, ossia devono bocciare o far decadere la pdl in questione, senza pretendere di correggerlo mediante emendamenti che lo renderebbero solo più ambiguo e pericoloso, suscitando l’illusione che il pericolo sia stato scongiurato. I parlamentari quindi evitino di salvare la pdl con il pretesto che in tal modo si salverebbe anche un Governo di “emergenza nazionale” o una coalizione di “pacificazione sociale”.

Quarta condizione: le forze cristiane debbono smetterla d’illudersi che il pericolo liberticida costituito dalla pdl in questione possa essere scongiurato semplicemente aggiungendo a questa un codicillo che permetta di praticare la “obiezione di coscienza” a coloro  che vorrebbero continuare a formare i giovani secondo i dettami della Morale e della Religione. L’esperienza recente ha ben dimostrato che la “obiezione di coscienza” a una legge ingiusta non impedisce né l’applicazione di quella legge né la persecuzione dei suoi obiettori, ma anzi col tempo spinge gli obiettori alla rassegnazione e perfino alla complicità, ad esempio riducendosi ad “applicare rigorosamente” quella legge che non avevano saputo o voluto impedire.

Quinta condizione: le forze cristiane debbono smetterla di dare per scontata l’esistenza di quella “questione omofoba” che è solo un pretesto creato dalla rivoluzione sessuale per intimorire i difensori della morale spingendoli a ripiegare su posizioni compromissorie e quindi indifendibili. Finchè la “questione omofoba” viene ammessa come se fosse una cosa seria, diventa ben difficile evitare l’approvazione di leggi e norme che favoriscono la propaganda e la pratica delle devianze sessuali e impediscono quella della morale sessuale. Peraltro, invece che di “omo-fobia”, bisognerebbe piuttosto parlare di “omo-mania”, visto che la omosessualità, da oggetto di derisione e di emarginazione, è ormai diventata una tessera di accesso a posti e ad ambienti privilegiati, tessera analoga a quella fascista del ventennio e a quella comunista del dopoguerra.

Più in generale, bisogna smettere di usare parole lessicalmente aberranti e scientificamente infondate che favoriscono la rivoluzione sessuale impedendo alla gente di cogliere il pericolo e di reagirvi adeguatamente. Ad esempio, non si parli di “gender”, ma di generi maschile/femminile; non si parli di “orientamenti sessuali”, ma di devianze sessuali; non si parli dei “gay”, ma degli onosessuali militanti. Finché anche i difensori della morale useranno questa terminologia falsa e fuorviante, la buona causa resterà perlomeno compromessa.

In conclusione, per impedire l’approvazione della pdl in questione, bisogna rinunciare a quelle illusioni che spingono al compromesso, smascherare la gravità e pericolosità dell’offensiva pansessualista, combatterla usando tutti i metodi permessi dalla moderna democrazia (che peraltro sono molto efficaci nel favorire il male ma poco efficaci nell’impedirlo). In questo modo, le forze sane della nazione potranno impedire che la prossima generazione abbia la sventura di vivere in uno Stato che favorisce non solo l’immunità del vizio ma anche la persecuzione della virtù.

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