Domande amare di un vecchio cattolico  –  di Giovanni Lugaresi

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… la Messa, non più “sacrificio”, diventa “assemblea”, incontro di popolo soltanto, e Nostro Signore? Pare che di questi tempi non sia più al primo posto, perché sostituito dall’io, l’io della vanità e della superbia…

di Giovanni Lugaresi

.

zzsmvoE’ difficile, almeno per chi ha mente e cuore, non diciamo cristiani, ma umani, ergo… raziocinanti, capire e quindi accettare certi comportamenti, certe situazioni.

Allora, incominciamo con alcuni quesiti.

La Messa era al centro della vita cristiana: messa con tutto quel che ne discende. E’ ancora così?

Al centro della Messa non c’era il sacerdote; c’era Nostro Signore.

E’ ancora così?

Il sacerdote rinnovava in forma incruenta (in persona Christi) il sacrificio della croce.

E’ ancora così?

Se le risposte a questi interrogativi sono affermative, ne deriva che…

Per esempio: non ha senso la celebrazione del sacerdote coram populo, perché, appunto, al centro ci deve essere Nostro Signore.

Non ha senso che sull’altare della celebrazione non ci sia più il “Santissimo Sacramento”, nel quale Nostro Signore è presente in corpo, sangue anima e divinità.

Non ha senso che non ci si inginocchi quasi più durante la liturgia, e che si stia tanto seduti, a incominciare dal celebrante…

Non ha del pari senso che la Comunione veda i fedeli in piedi, in fila uno dietro l’altro come quando militari andavamo al rancio, e poi da parte del sacerdote deporre la particola (il Corpo di Cristo!) sulle mani dei comunicandi… Fra l’altro, non sta scritto da nessuna parte che ciò è consentito. Come e perché è nata e prosegue questa consuetudine? Ci risponda qualche prete e/o qualche vescovo.

Ancora, non ha senso che oltre al celebrante, la Comunione venga distribuita da un laico (spessissimo, laica). Anche questo non sta scritto da nessuna parte. E anche per questo, ci risponda qualche prete e/o qualche vescovo… Se si tornasse alle balaustre?!…

Come non sta scritto da nessuna parte che non ha più senso l’adorazione di Nostro Signore. Chi si avvicina all’Eucaristia, dovrebbe farlo in ginocchio, consapevole di Chi va a ricevere. Comunicarsi è cosa grande e inenarrabile: significa ricevere Nostro Signore in Corpo, Sangue, Anima e Divinità – secondo una vecchia “formula”, appunto. Oppure oggi fare la Comunione è diventato soltanto una rievocazione, una consuetudine “comunitaria”?

zzmssmttSe è ancora così, cioè se ricevere Gesù è quello che è sempre stato, perché i preti sgarrano? E perché i monsignori vescovi non si preoccupano di ciò?

Ultimo (ma non ultimo): il latino, mai eliminato, perché non dovrebbe tornare (anche) nelle celebrazioni del novus ordo – dall’Offertorio in poi?

Si è parlato tanto, a vanvera, a suo tempo, che il popolo di Dio non capiva il latino e che quindi era necessaria l’adozione delle “lingue volgari”. Ma, sempre ragionando da semplice uomo raziocinante, che cosa c’è da capire nel mistero? Il mistero va accettato o non accettato, ma non è comprensibile a mente umana. E’ il “mistero”, appunto.

Cattolico significa universale, ci è sempre stato detto. Allora, perché non usare una lingua universale quale il latino, “lingua della Chiesa”, mai cambiata? Il pregare con una voce sola, con un cuore solo, con una fede sola, dall’Australia alle Americhe, dall’Europa all’Africa, all’Asia: ecco l’unità, la nostra unità cattolica, cioè universale!

Il sapere che la messa celebrata in latino nell’ultimo paese della Marca Trevigiana è la stessa celebrata in un sobborgo di New York, per dire, personalmente mi darebbe gioia e maggiore consapevolezza del mio essere cattolico. Tutti, nel mondo, uniti (anche) dalla e nella messa, e dalla e nella stessa lingua…

E invece? Ognuno (parliamo di sacerdoti e di vescovi) va per la sua strada, fa quello che vuole. Non ci sono regole, disposizioni; il rituale (quello del novus ordo) viene pur esso disatteso, con preti che devono “spiegare”… Ma spiegare che cosa? Il mistero?

Il fatto è che la Messa non più “sacrificio”, diventa “assemblea”, incontro di popolo soltanto, e Nostro Signore? Pare che di questi tempi non sia più al primo posto, perché sostituito dall’io, l’io della vanità e della superbia…

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28 commenti su “Domande amare di un vecchio cattolico  –  di Giovanni Lugaresi”

  1. luciano pranzetti

    Caro Lugaresi: visto che la Santa Messa è diventata “assemblea” – o sinassi come dottamente dir si voglia – e ogni assemblea si trasforma in spettacolo, ne viene che, ad esempio, nei battesimi oscillino palloncini bianchi o multicolori; nei matrimonii si facciano lanci di riso e di cappelli con il fischio “alla pecorara” mentre la sposa sfoggia un vestino ino ino con evidenza di forme e di ciccia; che, nelle esequie, spesso troneggia sull’altare qualche ammennicolo che ricorda il caro estinto – si ricorda le motociclette rombanti davanti all’altare (?) ai funerali dello sportivo Simoncelli o il pupazzo di Sbirulino, messo davanti all’Eucaristia, durante le esequie della Sandra Mondaini? – vero e proprio feticismo. E, poi, quella massonica stretta di mano che sostituisce il vero segno di pace, che è il segno della CROCE ! .E fermiamoci qui che il catalogo sarebbe ben lungo .Che degrado amico mio!

  2. Luca Checcucci

    Quanta verità in queste parole!!!!
    Qualche anno fa ho assistito a Santiago di Compostela, al termine del cammino, alla messa del pellegrino, officiata in lingua locale e quindi quasi incomprensibile per me è per tantissimi altri di differenti nazioni che sono rimasti muti quasi tutto il tempo. Il Pater Nostre è stato invece recitato in latino da tanti stimi fedeli e lì ci siamo sentiti veramente Chiesa. Quando Dio ha voluto punire Babele, ha fatto parlare lingue diverse ai suoi cittadini. E così è stato il Vaticano II per la Chiesa.

  3. Anch’io mi pongo le stesse domande e, settimana dopo settimana, mi diventa sempre più difficile e penoso assistere alla messa “moderna”, rivoglio la
    S.Messa di sempre!!!!!
    Fulvia

    1. Cara Fulvia, la messa “grande” di stamattina è stata celebrata da un alto prelato (non ricordo bene il nome) presentato come un grande esperto e divulgatore del CV II; già questo approccio mi ha messo in imbarazzo; quando poi siamo arrivati all’omelia, il monsignore ha esortato dicendo che avrebbe presentato alcuni passi di Amoris Laetitia. Non ce l’ho fatta più e sono uscito, rientrando al termine dell’omelia (ero negli ultimi banchi, come sempre). Al momento della comunione mi sono inginocchiato dinanzi al monsignore, come al solito, per poi ricevere l’ostia Santa in bocca. L’ho visto un po’ perplesso, ma non mi ha redarguito, grazie a Dio.

  4. Assemblea e presidente, come in una riunione sindacale, vogliono dire la loro in un botta e risposta, in cui ha senso partecipare, solo a chiacchiere, altrimenti si rimane esclusi.

  5. Caro Giovanni, una spiegazione della distruzione del vetus ordo potrebbe essere la seguente. La modernità non sopportava (e non tollera) che Dio non solo sia uomo, ma che possa sacrificarsi, immolarsi per salvare un’umanita’ peccatrice, che da sola non può evidentemente redimersi. Era (e’) necessario eliminare dalla S.Messa il carattere di sacrificio incruento, per sopprimere ogni rimando al Sacrificio cruento. Insomma: tutto quel Sangue, da prezioso era (e’) diventato insopportabile. Ci aggiunga il rifiuto del latino, sentito come lingua vecchia, ed il gioco è fatto. La Messa ridotta a festa della gioia. Ci faccia caso: la fine del Vetus Ordo e’ del 1969, in piena fase di contestazione post-sessantotto. La coincidenza non è per nulla casuale.

  6. luciano pranzetti

    Caro Alessandro: verità quello che dici. Il nefasto ’68 è stato preparato dal fronte dell’episcopato nordeuropeo – il fronte del Reno – eversore, ribelle, fraudolento, sovvertitore del dogma, che nel Vat. II ha posto le basi del rifiuto dell’autorità. Non per niente è stato chiuso e sepolto il grande tomismo che, quale Katechon, arginava, eccome, ogni tentativo di insubordinazione e di errore. E in questo attacco interno alla Chiesa di Cristo, magna pars furono G XXIII e P VI a cui tutti i successori han tenuto accordo, fino a Bergoglio che andrà a celebrare il sacrilego “anniversario” della ribellione di Lutero in compagnìa dei sodali scismatici.

  7. TEMO CHE… NON CI SIA PIù TRANSUNSTANZIAZIONE da quanto sento nei sermoni. I celebranti credono in un generico spirito , di Cristo quando va bene e quando va male …???

    1. Molti celebranti non credono, ma questo non inficia la realtà del Sacramento, come non la inficia uno stato di peccato mortale del celebrante. È l famoso “ex opere operato”

  8. Carla D'Agostino Ungaretti

    Ricordo un ottimo articolo scritto da Giovanni Lugaresi su questo argomento qualche anno fa, al quale io feci eco ricordando un episodio che mi colpì molto come esempio di quanto consente il Novus Ordo. Una decina di anni fa, trovandomi a New York, andai con alcuni amici, cattolici americani, ad ascoltare la S. Messa domenicale, ovviamente in inglese, nella Cattedrale di St. Patrick. Celebrava uno dei Vescovi ausiliari dell’Arcidiocesi. Inizialmente mi sentii confortata nel vedere (contrariamente alle mie aspettative) la cattedrale piena di fedeli. Ma la mia sorpresa fu enorme quando, al momento dell’omelia, sentii il celebrante infarcire il suo discorso di battute di spirito che fecero ridere a crepapelle il popolo (devo chiamarli ancora “i fedeli”?) ridendo lui stesso, compiaciuto del suo “humour”. Finita la Messa, lui stesso uscì sul sagrato per ricevere, alla maniera dei protestanti, le congratulazioni dei “fedeli” per il suo brio degno di un consumato show – man. No comment.

  9. bellissimo articolo! Complimenti!
    Avanzerei una proposta: perchè la redazione non prepara un’istanza da inoltrare da tutti i lettori interessati, a sua Eminenza il Vescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori, perchè predisponga una santa Messa domenicale vetus ordo proprio nella chiesa dell’autostrada; edificio costruito proprio per i viaggiatori spesso stranieri?

  10. E che dire di quel prete napoletano che durante (o dopo?) la Messa di ieri 15/05, con chiesa gremita di fedeli, celebra le prodezze calcistiche di Higuain e fa proiettare su uno schermo l’immagine del calciatore col sottofondo della musichetta “Un giorno all’improvviso m’innamorai di te…”, nuovo inno dei tifosi del Napoli (durata di quasi 4 minuti)?
    Il filmato è disponibile sul sito http://www.areanapoli.it oppure su http://www.tuttonapoli.it

  11. Gentile Lugaresi, lei la pensa proprio come me:se il mistero è tale, cosa c’è da capire? Anzi, proprio quelle preghiere recitate in latino hanno nella loro ormai
    scarsa possibilità di essere capite, un che di solenne e di maestoso che fa percepire il divino in maniera ineffabile. Ha ragione, l’uso del latino è motivo di unità. Si ricorda quando tutti i preti sapendo il latino, pur essendo di nazionalità diverse potevano capirsi usando quella lingua? Oggi non succede più perché non la coscono più.la liturgia è così scaduta a spettacolo liberamente improvvisato e il senso della messa totalmente stravolto.per non dire di certi abusi dei celebranti, che scimmiottando il loro capo supremo, al momento della consacrazione, quelle mani non si sa più come e dove le mettono. Che Dio li perdoni. E anzi, preghiamo per loro.

  12. Articolo perfetto. Solo un piccolo appunto per i presbiteri moderni, la nuova Messa è stata scritta dal mons. Bugnini massone, a questo punto è chiaro (se uno vuole vedere) il perché di questa “libertà” di espressione “liturgica”

  13. È sparito l’altare e lo si è sostituito con il ‘trono’ dell’Uomo: una autentica sostituzione a Dio. La foto che ritrae una sorta di festa paesana o di matrimonio al ristorante è più o meno ciò che ho visto certe volte nella sede della mia Diocesi comprendente anche il centro Caritas. Un manipolo di giovinette e giovanotti che, quando non ballano, si cimentano nei bei ostici discorsi su Nostro Signore che esce fuori come l’amico della porta accanto o il sostituto del diario segreto nel quale si scriveva ogni banalità adolescenziale. D’altronde la colpa non è loro. Il problema, come ha osservato Agostino Sanfratello, è dei pastori che si sono formati in questo contesto profondamente inquinato e ignorante. Tutto è sentimentalismo. Digiuni di filosofia e teologia, digiuni di apologetica e studio profondo della nauseabonda filosofia del nulla imperante per contrastarla con intelligenza e competenza, l’unica cosa che possono fare è ballare. E si, ballino pure, ancora per poco.

  14. Ognuno di noi deve muoversi, secondo le proprie forze, e svolgere quel servizio che Cristo Gesù ci chiede. Una volta fatto diremo: abbiamo fatto ciò che doveva essere fatto, siamo servi inutili. Oggi, come giustamente osservato Lugaresi, non solo non si esegue ciò che si dovrebbe fare ma per vanità si reclama anche qualcosa in cambio. Spetta a noi agire. Nel mio piccolo ci provo quotidianamente. Da tempo, per esempio, metto in guardia i ragazzi dalla musica hard e heavy metal, mondo che conosco benissimo. Mai mettere in mano una chitarra a un ragazzo, soprattutto elettrica: si parte da Branduardi e si finisce con i Metallica, i Black Sabbath e compagnia, approdando attraverso la musica a un mondo di convulsioni e istinti bassi che portano al satanismo. Educare vuol dire fornire solidi strumenti per condurre una battaglia sana in questa valle di lacrime.

  15. Francesco Franco

    Oramai non si capisce più cosa sia rimasto di cattolico.
    Oggi nella preghiera dei fedeli si doveva rispondere ” Donaci, Signore, il tuo Santo Spirito”, al IV paragrafo sono rimasto allibito dalla richiesta la quale esclamava ” Per i battezzati nelle diverse confessioni cristiane, perché sappiano vedere più ciò che unisce che non quello che divide e camminare insieme per manifestare, anche nella diversità, l’unità del Corpo di Cristo, preghiamo”.
    In antitesi con la professione di fede, Puro sincretismo, la quale “La Verità” non è posseduta da nessuno, ma che tutti hanno un “pezzetto di verità”, le quali sommate danno “La Verità”, ergo, non ha importanza se si è cattolici o protestanti o di qualsiasi altra setta, tanto nessuno ha la verità tutta intera, che nostro Signore Gesù Cristo li perdoni perché, non sanno ne quello che dicono ne quello che fanno………………………………………….oppure si!

    1. come conclude lei, temo anch’io che lo sappiano, purtroppo, e che noi si sia un po’ ostaggi di gente che volutamente ha scelto una strada che conduce all’abisso infernale. Stacchiamoci da loro finché siamo in tempo : parlarci è inutile, li scatena negli sproloqui elogiativi del CV II, dei papi conciliari, di Bergolgio. Purtroppo l’ho dovuto constatare di persona con un bravo sacerdote anziano, mio caro amico, che tutti dicono molto saggio e dotto (ex insegnante); appena gli ho prospettato la questione del “pro multis” nella messa, apriti cielo ! : con quella formula si voleva negare la salvezza a una parte dell’umanità, si voleva dividere, mentre invece Cristo è venuto per unire, per fortuna che abbiamo papa Francesco, un grande papa…ecc. Cosa dire ? mi cascano le braccia.

      1. Gesù Cristo la pensa in modo diverso (cfr. Matteo 7, 13 e segg. e 22, 14: “Molti sono chiamati ma pochi eletti” — “Entrate per la porta stretta, perché larga e la porta e spaziosa e la via che conduce alla perdizione e molti sino quelli che entrano per essa; quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano”

    2. Una delle formule più nauseanti del linguaggio “ecclesiasticamente corretto”, accanto alla ricerca dei segni dei tempi, è proprio quella di cercare ciò che unisce, non ciò che divide. Ma cosa unisce Cristo e Beliar?

  16. Tuttavia non è così dappertutto.
    O forse siamo fortunati in Abruzzo.

    Io assisto a 3 messe diverse, da saceroti diversem in N.O., ma fatte molto bene, con molta attenzione a Gesù nascosto nel Pane.
    Certo, mi è capitato (al di fuori di questi 3) di partecipare a una messa più protestantizzata, quindi l’articolo è condivisibile, ma non tutto è così.
    Forza!

    1. Bravo Paolo, è vero: anche a me grazie a Dio capita di assistere a Messe NO assolutamente ben preparate, ben eseguite e accompagnate da canti ed omelie più che degni. Purtroppo dipende molto dal celebrante, ed è qui la vera debolezza del NO, dato che nel vetus la Messa era quella e basta.

  17. bellissimo articolo! complimenti.
    e comunque ( giusto per parlare di oltraggio a Cristo) ricordo che, sull’altare hanno addirittura esposto, in una Chiesa a Napoli, la bandiera arcobaleno!!!!!!!!!

    Qualcuno ha (forse) protestato? credo di no, anzi sentivo che molti fedeli(?) erano compiaciuti all’idea che i no global erano arrivati fin sull’altare…
    Sia lodato Gesù Cristo.

  18. P. Edgard, un gesuita italoamericano missionario in Africa, che viene ogni anno a Savona e ci fa l’onore di celebrare la S. Messa di sempre, l’ultima volta ci ha lasciato con questa frase: “Domenica prossima celebrerò la stessa Messa, con le stesse parole, a New York. Tutto sarà uguale e questo significa essere cattolici; che in ogni parte del mondo si vada, il S. Sacrificio si celebra nello stesso identico modo, con la stessa lingua e le stesse parole”.

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