Dopo l’eclissi della politica d’ispirazione cristiana  –  di Piero Vassallo

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di Piero Vassallo

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zzzzdegasperi-dossettiLa classe dirigente del partito democristiano, molto prima di naufragare nelle acque grigie (fumo di Londra) del progressismo  secondo Matteo Renzi, aveva tentato di nascondere, nell’ombra di una rivoluzione felpata, l’intenzione di modernizzare e quasi sovietizzare la dottrina sociale della Chiesa.

L’avveniristico progetto fu concepito e promosso dagli esponenti dal circolo dei piissimi e devoti sinistrorsi radunati dal professor Giuseppe Dossetti. Dal cardinale Alfredo Ottaviani furono definiti  “pesci rossi d’acquasantiera”.

Consapevole dell’involuzione in atto nel partito democristiana, Pio XII, alla vigilia delle elezioni  del 18 aprile 1948, aveva affidato a Luigi Gedda il compito di suggerire agli italiani  il voto per la Dc quale scelta del male minore. Scelta dichiarata dai manifesti dei Comitati Civici.

La minacciosa, temibile presenza del blocco social-comunista aveva nascosto, in una plumbea ma rassicurante nuvola, l’errore progressista, incubato dalla modernizzante Dc.

Il 18 aprile del 1948, tuttavia, la Dc ottenne, dalla paura del comunismo, una schiacciante maggioranza: il  48,5% dei voti e 350 deputati contro il 30% dei voti (183 deputati) ottenuti dal Fronte Popolare.

Pio XII confermò tuttavia la sua diffidenza nei confronti degli esponenti democristiani rifiutando (più volte) di ricevere Alcide De Gasperi, che richiedeva insistentemente un’udienza.

Quasi volesse confermare i sospetti di Pio XII, De Gasperi dilapidò e inquinò il consenso ottenuto il 18 aprile, preferendo l’alleanza centrista (con i rappresentanti dell’anticlericalismo: liberali, socialdemocratici e repubblicani) a quella con le destre (che contavano una quarantina di deputati meglio orientati).

Una scelta insensata, quella “centrista”, che svelò l’inettitudine democristiana a respingere l’attacco forsennato e perverso sferrato dagli alleati divorzisti e abortisti.

Finalmente la presenza degli alleati laici della Dc sul palco del comunista Enrico Berlinguer, festante vincitore del referendum sul divorzio, è l’emblema dell’inganno, che ha causato le disastrose scelte centriste di De Gasperi e dei suoi successori.

Dopo la disgregazione della Democrazia cristiana e l’infausto rovesciamento delle sedicenti avanguardie cattoliche nel partito dei progressisti, le scelte dei fedeli precipitati e confluiti nel vuoto della teologia progressista, manifestano l’assenza di un programma seriamente inteso (e qualificato) a sollecitare il voto degli italiani fedeli alla loro millenaria tradizione.

Nella prima fase della decadenza del cattolicesimo politico, la Dc è stata estenuata e vanificata  dalla scelta di attuare una politica discordante dal magistero ortodosso di Pio XII.

Dopo il Concilio Vaticano II la politica democristiana è stata investita dallo strisciante influsso del pensiero moderno, letto sotto la conciliante e gregaria luce delle opere di Jacques Maritain e di Pierre de Chardin.

L’inascoltato Cornelio Fabro, nel saggio Introduzione all’ateismo moderno, aveva dimostrato l’impossibilità di un accordo del pensiero cattolico con il pensiero moderno, in cui si attua il rovesciamento della ragione nell’irrealtà: “Il principio fondamentale del pensiero moderno fa scaturire dall’uomo e non dall’essere stesso il fondamento della verità e del valore … questo fatto attesta l’ambiguità del principio d’immanenza e quindi la polivalenza antitetica dei suoi sviluppi e delle sue conclusioni – di razionalismo, empirismo, idealismo, materialismo, positivismo e neopositivismo, pessimismo, titanismo, pragmatismo, esistenzialismo”.

Al seguito della filosofia di Maritain, la Dc ha ceduto alla tentazione del suicidio intellettuale e politico. Inutilmente padre Fabro ha annunciato la catastrofe, inscritta a caratteri cubitali, nell’avventuroso aperturismo democristiano, l’ostinazione aperturista si è rivelata invincibile.

La desolata scena della politica italiana è completata e purtroppo perfezionata dalla confusione babelica delle culture sedicenti tradizionali e dalla discordia regnante sugli studiosi attivi nella confusa e litigiosa area destra.

Nell’area degli oppositori alle riforme contro natura, purtroppo si agitano, in strutturale confusione, tradizionalisti cattolici e tradizionalisti neopagani, tomisti ed evoliani, risorgimentali e antirisorgimentali, sabaudi e borbonici, nazionalisti e asburgici, europeisti e anti europeisti, liberisti e socializzatori.

L’uscita dal regno rovente della confusione ideologica e la guarigione dalla fragilità destra saranno ottenuti (si spera presto) dall’atteso restauratore della politica conforme al diritto naturale, cioè da un autentico seguace dalla filosofia di San Tommaso d’Aquino, che è stata interpretata fedelmente e proposta dal compianto padre stimmatino Cornelio Fabro, quale uscita di sicurezza dalla confusione generata pensiero rivoluzionario.

Il dialogo maritainiano e dossettiano con il pensiero moderno è finalmente escluso dall’esito della corsa illuminista in direzione delle sedi umide dei vespasiani  metafisici nei quali è celebrato il rito del laicismo, che mostra infine la sua strutturale e polimorfa oscenità.

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fonte: blog dell’Autore  

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16 commenti su “Dopo l’eclissi della politica d’ispirazione cristiana  –  di Piero Vassallo”

  1. E’ verissimo, anche se per decenni una pubblicistica complice ce lo ha tenuto nascosto : il declino dell’ Italia è iniziato quando De Gasperi, volutamente contravvenendo le disposizioni di Pio XII, aprì ai partiti laicisti invece che ai monarchici e ai missini.
    E nelle comunali di Roma si rifiutò apertamente di allearsi con la destra.
    Del resto, chi pronunciò la sibillina (al momento) frase : ” La dc è un partito di centro che guarda a sinistra ? “. Lui, il politico trentino, osannato dalla grande stampa – già allora in mano ai massoni – come il puro e coraggioso anticomunista.
    E non dimentichiamoci che aveva l’ appoggio del traditore ( di Pio XII) Montini, imbevuto di modernismo fino al midollo, incerto in ogni decisione, salvo quelle che demolirono la Chiesa.
    Come vescovo di Milano aveva azzerato tutto il bene compiuto dal suo predecessore, anticipatore dell’ eretico Martini.

  2. Grazie professore.
    Mio padre, nato nel 1926, fu un sincero e profondo credente per tutta la vita, e per tutta la vita (perciò fin dalle elezioni del 1948) ebbe una ripulsa per la DC.
    Possiamo ben dire che seguiva, lui sì, la “mozione creativa” dello Spirito Santo

  3. Ricordiamoci del discorso di De Gasperi al Teatro Brancaccio, con annesso paragone tra Cristo e Marx, elogio dell’Armata Rossa e del genio di Stalin, giustificazione delle purghe di Mosca. Per dirla con Guareschi, si tratta di una lettura “bella ed istruttiva”

  4. Francamente, non condivido l’impostazione radicale anti-DC. Che alla Balena bianca possano essere mossi molti rimproveri, e’ indubbio. Ma non si può negare il suo ruolo di diga anticomunista (che peraltro condivideva con le truppe NATO). La DC può non piacere, ma preferisco di gran lunga lo scudo (bene o male) crociato al regime “falce martello”.

    1. Allo scudo crociato possono applicarsi le parole pronunciate da Pio XI quando Hitler venne a Roma: “Vedo per le vie di Roma una croce, ma non è la Croce di Cristo”

      1. Perdonami Sestolese, ma non mi sono spiegato. Sono convinto che la DC abbia molte colpe (corruzione, clientelismo, correnti, etc) che ne hanno sfigurato tanto la democraticità quanto la cristianità. Contesto solo l’equiparazione tra “quel” cattolicesimo politico e “questo”. Ma tu te l’immagini un Fanfani giustificare la legge Cirinna’ affermando di avere giurato sulla costituzione e non sul Vangelo? Io non credo proprio.

    2. Attività principale della DC fu quella di combattere la destra. La celebre legge truffa, che tanti ingenui rimpiangono, non si proponeva di conferire stabilità ai governi o di fermare il comunismo bensì di liquidare monarchici e missini nel momento di massimo consenso (Guareschi scrisse pagine di fuoco sul punto). De Gasperi bloccò a Roma l’operazione Sturzo e Scelba ci regalò la sua legge. In tempi recenti, abbiamo avuto l’operazione “democrazia nazionale”, che doveva segnare la liquidazione del MSI

      1. Scusami Sestolese, ma l’attività della DC fu anche quella di impedire che ci trasformassimo in una repubblica democratica popolare sovietica. Gedda con i suoi benemeriti Comitati civici, Scelba con i suoi benemeriti carabinieri e celerini nel 1948 hanno fermato l’orda rossa, che qui in certe zone dell’Emilia e della Toscana aveva i mitra pronti per la “seconda ondata”. Disconoscerli significa ingratitudine; può essere poco simpatico il dirlo, ma non si deve confondere un De Gasperi con i Dossetti, poiché quest’ultimo ed i suoi sodali sono la causa di quel nefasto cattocomunismo che ha fatto, fa, farà tanto male all’Italia. Non confondiamoci e non confondiamoli, please!

        1. Gedda era una cosa,la DC era un’ altra. Ci misero un anno per ringraziare freddamente Gedda per l’aiuto ricevuto. Su Scelba, rimando ancora una volta al giudizio di Guareschi, che usava termini ben più pesanti dei miei.i Non ho alcun rimpianto per chi pensava di combattere il comunismo solo con la Celere e, con le sue polemiche sul “culturame”, contribuì a abbandonare a marxisti e massoni scuola e cultura. Sul divo De Gasperi, sono costretto a ripetermi: cfr. discorso del Brancaccio. Di certo, a confronto dei sciagurati epigoni De Gasperi appare un colosso P. S.; Se ricordo bene, il prof. Pranzetti tempo fa non espresse un giudizio propriamente positivo su certe attività del Celere (se ricordo male, mi scuso in anticipo).

          1. Caro Sestolese, io non ho mai sostenuto che la sola Celere o i soli Carabinieri potessero fermare i cosacchi. Certamente le truppe USA hanno avuto un ruolo decisivo, in ragione degli accordi di Yalta. Se poi la sua allusione e’ verso padre Lombardi, l’ottimo card. Schuster, e le processioni con la Madonna pellegrina, le ricordo che la Divina Provvidenza in quell’occasione non ha disdegnato di servirsi di protestanti della congregazione battista (Truman) o della “chiesa” anglicana (Churchill).

          2. Caro Alessandro, la mia critica era rivolta a Scelba, non a Lei. Sta di fatto che Gedda, P. Lombardi ecc. non sono stati ringraziati che dopo un anno e da Gonella, allora Segretario della DC Sta di fatto che l’indifferenza per il mondo della cultura ha fatto un grosso regalo a massoni e marxisti. Sta di fatto che, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, Scelba sottostimò le vittime del post25 aprile, nonostante i dati ufficiali in suo possesso. Poi, a costo di sembrare noioso, ripeto: discorso del Brancaccio. Non approvo la canonizzazione laica di De Gasperi e fremo all’idea che si voglia procedere alla sua canonizzazione “tout court”. Dopo di che mi fermo

  5. Come sempre, chiaro ed inequivoco!
    Piero Vassallo, vox clamans in deserto, denuncia i danni del modernismo politico che, gemello non degenere, dell’eresia collettrice di tutte le eresie, ha creato il marasma politico-morale con la collaborazione di coloro che, per primi, dovrebbero sviarci dall’autostrada e sociale e spirituale nella cui immonda broda nella quale con andamento progressivamente accelerato, ci stanno immergendo, intendo anche ambienti ecclesiastici, che avrebbero come primario dovere, di sviarci, da ciò, inevitabilmente, conduce all’eterna dannazione.

  6. Tornare a San Tommaso d’Aquino e alla Dottrina Sociale della Chiesa sono la garanzia per una reale politica cristiana.
    Salazar, con tutti i suoi limiti, cercò di mettere in pratica ciò.

  7. Ci si è adagiati su questa cultura imperante “modernista”. Lo sono a dimostrazione alcuni insegnanti di Religione Cattolica (non tutti), che non fanno un servizio a Cristo e al Vangelo. Distruggono i principi della religione cattolica per i ragazzi, ai quali è proposta una lettura soggettiva della Bibbia e non unitaria, smentendo l’esistenza di Adamo ed Eva (richiamati invece da S. Paolo oltre che dai Profeti dell’Antico Testamento), negano anche l’esistenza di Mosè così da cancellare i Dieci Comandamenti e la venuta di Cristo. Questi sono i frutti delle Teologie dove apprendono cosa? Al Santo Curato d’Ars si chiedeva dove avesse fatto gli studi in teologia Egli additava l’inginocchiatoio. Se ci fossero coloro che vivono la spiritualità, essi potrebbero insegnare la morale… Ma è caduta la spiritualità… che alimenterebbe la morale, e così i giovani sono in balia dei lupi. Il problema sta in molti teologi che hanno svenduto Cristo a favore delle teorie in odore di eresia e dell’…

    1. Esattamente, carissimo: i Progenitori (UNA coppia umana, ceata in stato di Grazia e caduta rovinosamente in Peccato) e Mosè sul Monte di Dio (forse a Nord-Est dei rilievi più alt del Sinai, più verso il Negev), di fronte a Dio, sono realtà.
      E lo vediamo anche dall’accanimento massonico nel negarli

  8. “Pio XII confermò tuttavia la sua diffidenza nei confronti degli esponenti democristiani rifiutando (più volte) di ricevere Alcide De Gasperi, che richiedeva insistentemente un’udienza.”
    quanto mi conforta sempre più riscoprire questo Vicario di Cristo: Pio XII, ultimo coerente, santo e profetico papa… mi pare che gli altri a seguire si sono inchinati davanti a tutti, ma proprio tutti…
    sull’ultimo poi è ormai vomitevole qualsiasi commento, lascio ad altri il giudizio, c’è già Chi lo aspetta come Eterno Giudice… Judica me Deus.

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