DOPODOMANI SI VOTA. DA GUBBIO UN OTTIMO PESSIMO ESEMPIO – di Redazione

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di Redazione

 

Parliamo per l’ultima volta in campagna elettorale, visto che la legge vuole che nelle ultime 24 ore dal voto si osservi il silenzio, per non turbare gli elettori che senza alcun dubbio si immergeranno in profonde riflessioni…

Prima di tutto, ci permettiamo di ricordare che in queste elezioni l’astensione non è davvero lecita. Non vogliamo assolutamente fare anche noi le trite apologie sul dovere civico, sulla partecipazione, sulla difesa della democrazia e così via. Parole al vento, in una società che sta crollando sotto i propri disvalori, devastata dal relativismo, allo sbando.

In questo contesto, in questo momento storico in cui è furioso l’attacco ai principi non negoziabili, pietra angolare di una Società civile, in cui il bene della persona sia realmente al centro dell’azione politica, non andare a votare sarebbe una resa imperdonabile.

Certo, nulla ci assicura che dalle elezioni non salti fuori un bel governo di sinistra, che in pochi mesi metta in atto i progetti scellerati già ampiamente contrabbandati come “difesa di diritti”. Il diritto di distruggere la famiglia, distruggere ciò che resta della morale, in poche parole distruggere tutto ciò che conosciamo come umanità, civiltà, vita sociale, tradizione.

Nulla ci assicura da questo pericolo, e a maggior ragione i cattolici non possono esonerarsi dal voto, né possono ignorare i principi a cui questo voto deve ispirarsi. Il Santo Padre non ha certo parlato a caso, ricordandoci la necessità della difesa dei valori non negoziabili.

Ricordiamoci che questi non possono essere un optional per il politico cattolico, non possono essere messi da parte perché “fonte di divisione”, non possono essere trattati alla stregua di tanti diritti veri o presunti, o usati come merce di scambio.

Ricordiamoci che abbiamo comunque un’arma formidabile, la preghiera, e in particolare la recita del rosario, per implorare la protezione della Beata Vergine sulla nostra Patria, la nostra Patria cattolica, che esiste ben da prima dell’unificazione politica, che ha il privilegio di ospitare la Sede di Pietro.

Ricordiamoci anche le chiarissime parole del Card. Caffarra, che abbiamo riportato pochi giorni fa (cliccate qui per rileggerle), e chiudiamo con una segnalazione che ci arriva da Gubbio e che costituisce un ottimo esempio di cattolici caduti nella confusione più totale.

Ci scrive il lettore L. L., da Gubbio:


Gentile redazione,

vi segnalo una vicenda alquanto incresciosa di cui sono venuto a conoscenza.

Abbiamo un degno amico di don Gallo.

Dalla Diocesi di Gubbio tal don Fanucci ha diffuso una newsletter elettorale

approfittando delle sue funzioni.

Ve la giro così com’è, unitamente al breve testo dell’e-mail di protesta che ho

inviato alla Diocesi di Gubbio.

 

Con amicizia e stima,

L. L.

 

Ecco la newsletter in questione (clicca per ingrandire):


fdg

 

ed ecco la lettera inviata dal nostro lettore alla sua Diocesi:

 

Faccio appello a S.E. Mons. Ceccobelli affinché siano presi provvedimenti

relativi all’incredibile newsletter diffusa da Don Angelo M Fanucci che allego alla presente.

E’ inaccettabile sia il merito che il metodo.

Non è possibile che le nostre chiese si trasformino in sezioni politiche.

Sono sdegnato, come cattolico e come cittadino.


Con osservanza,

L. L.

 

Insomma, un ottimo pessimo esempio: un sacerdote non si fa scrupolo di consigliare il voto per un partito abortista, che ha promesso di istituire il matrimonio tra omosessuali, e che ci regalerà altre amenità di questo genere.

Anche per questi nostri fratelli caduti nel caos dobbiamo pregare e andare a votare. Ci risentiamo dopo le ore 15 di lunedì 25.

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