DROGA LIBERA PER TUTTI E MATRIMONI GAY IN TOSCANA – di Vinicio Catturelli

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di Vinicio Catturelli

 

 

Nel suo nuovo libro “Dopo l’Occidente” Ida Magli afferma che: “siamo prigionieri di politici che hanno rinunciato al loro ruolo per permettere ai banchieri di distruggerci come Nazione, come Stato, come Popolo attraverso un unico strumento, quello finanziario”. Prosegue la Magli: “Sono sicura che della nostra civiltà, francese, tedesca, di quella di tutti i popoli d’Europa, non rimarrà nulla…”.

Già, ecco i professori che ci vogliono “cambiare la mentalità” per cui, secondo Monti, a poco a poco, dovremmo disfarci di “pezzi di sovranità nazionale”; ecco le maestrine con le paturnie che vogliono eliminare le differenze tra bambini e bambine, fin dalle scuole materne, come nella Spagna di Zapatero, ecco le maestrine che ci bacchettano quotidianamente e che vorrebbero trasformare i padri in “mammi” (sicut garrula Fornero, parva magistra ludi, dixit!)… e gli esempi potrebbero continuare all’infinito.

Il governo dell’alta finanza internazionale, le cui finalità, ahimé!, sono state sposate dalla “Destra” e dalla “Sinistra”, tende dunque ad asservire i popoli e, in primis, a togliere i punti di riferimento sicuri: la famiglia, il lavoro, le speranze per il futuro. Per indebolire le forze e la “resistenza” dei singoli cerca di rendere le persone schiave della droga.

Secondo la Regione Toscana la droga (la Cannabis) dovrebbe essere distribuita, si capisce a nostre spese, all’universo mondo.

Un atteggiamento vergognoso quello della Regione Toscana che, come ognun sa, non potrebbe legiferare in materia, ma che ha approvato lo stesso una legge come “cartello propagandistico” lanciando ai giovani un messaggio devastante. Non è assolutamente vero che si voglia offrire la Cannabis per eliminare il dolore nei malati terminali quando si sa benissimo che: “In realtà la ‘cannabis medica’ già esiste in farmacia ed è proprio il ‘Marinol’ che riesce a veicolare dati controllati di THC senza alcune delle controindicazioni dell’assunzione per inalazione”.

Questo e altro hanno affermato in una affollatissima conferenza il 6 giugno 2012 presso la Regione Toscana (Palazzo Bastogi – via Cavour – Firenze) Fabio Bernabei dell’Osservatorio-Droga.it, il giornalista Pucci Cipriani e l’endocrinologo Marco Chianelli, Docente dell’Università di Roma-Tor Vergata, invitati dal consigliere regionale del Pdl Giovanni Donzelli, Vicepresidente della Commissione Cultura del Consiglio regionale, per presentare il libro di Bernabei “Cannabis medica: 100 risposte sull’uso terapeutico della marijuana” (Ed. Sugarco, 2012).


pc

l’intervento di Pucci Cipriani al Convegno del 6 giugno 2012 a Firenze


Secondo Giovanni Donzelli – ha portato il saluto del Pdl in Regione il capogruppo Alberto Magnolfi, persona peraltro umanamente simpatica e assai cortese, che ha però ammesso che nel gruppo regionale del Pdl, purtroppo, tante e diverse sono le posizioni dei consiglieri sull’uso della droga – occorre un’ampia discussione sul problema che possa fugare ogni dubbio, per cui bisogna documentarsi per dire un “no alla droga”…

Il “Sì” al voto pro droga del pidiellino Marco Taradash, che fondò l’anno scorso il GEL=Gay e Libertà, unito a quelli dei partiti della sinistra, ha così bloccato il tentativo di rinviare la legge, tentato da Donzelli e altri.

Certo colpisce il fatto che un consigliere di un partito votato dalla stragrande maggioranza dei cattolici, il livornese Marco Taradash, si batta per la droga libera, insomma “la droga in drogheria”, colpisce il fatto che, dopo la clamorosa vittoria del referendum contro la fecondazione assistita, subito dopo, sia stato nominato portavoce del Pdl quel Daniele Capezzone che si era battuto per la soppressione dell’embrione, quel Daniele Capezzone che – oltre ad essere per la libera droga – aveva pubblicamente attaccato e insultato Silvio Berlusconi con molti degli epiteti usati dall’estrema sinistra.

Certo è triste per un ultraottuagenario, qual sono io, che se ne andò dalla Toscana e dall’Italia quarantacinque anni fa, per lavorare in uno sperduto ospedale alla periferia di Buenos Aires, tornare in patria e trovare la droga in libera circolazione quando nel 1965 (data della mia partenza per l’Argentina) in un sondaggio del Ministero degli Interni si poteva leggere. “Da noi, in Italia, praticamente il problema della droga è inesistente”.

Fu il Sessantotto che lanciò la droga in quella sua triplice rivoluzione: sessuale, musicale, psichedelica e il percorso è stato lungo…

I “cattivi maestri” di oggi si ispirano ai cattivi maestri di un tempo, a cominciare dal 1700 con Morelli e Decharmps che volevano abolire la Chiesa, la morale e qualsiasi concetto di colpa, poi i falansteri di Fourier dove sono abolite la famiglia e la proprietà e resa legittima la prostituzione… la comunanza di beni e donne proposte da Marx… l’Oltreuomo di Nietzsche… senza nessuna legge… “D’Annunzio cabalista e gnostico, seguace delle religioni orientali che praticherà esperienze spiritiche, orgiastiche omosessuali e l’uso della droga” (Cfr. Il Secolo d’Italia, 17 novembre 1995) ed ancora Freud e i suoi epigoni: psicologi, astrologi, maghi, cartomanti, venditori di erbe depurative e allucinogene, pitonesse, ciarlatani e imbonitori… ed ancora un certo mondo freudiano: Reich, Marcuse, Adorno, Durkheim che vogliono liberare l’uomo dal senso del peccato… il substrato gnostico del nazismo (quel “nazismo magico” più volte citato nei bei saggi di Galli e Vassallo) di cui Rosemberg andava fiero e che portò per la prima volta in Europa aborto e divorzio… David Cooper con il suo libro “La morte della famiglia” e con la difesa dell’omosessualità e dell’incesto… quindi alla fine degli anni Sessanta, gli americani Ginsberg, Kerouac, Huxley, Learj, diffusori dell’LSD e di tutte le altre droghe. (Cfr. F. Agnoli – P. Cipriani “1968” – Ed. Fede e Cultura – Verona – 2008).

Nel 1973 Andrea Valcarenghi, Direttore di “Re Nudo” scrive: “Underground a pugno chiuso” nel quale ringrazia i suoi Maestri “l’acido, Adriano Sofri, Mauro… Bob Dylan, Mario Capanna… i Beatles”; la prefazione è di Marco Pannella che afferma: “in me viaggia veloce quanto di autodistruzione, di evasione, di colpevolizzazione e di piacere consunto e solitario la mia morte esige ed ottiene”.

Ricordate i seguaci di Pannella? La Bonino, Adele Faccio, Savelli, Tony Negri, Ilona Staller, in arte Cicciolina, lo stesso Marco Taradash, tutta quell’armata Brancaleone che più che agli ideali era ed è attaccata alle poltrone e alle pensioni. Dunque un “bravo” al consigliere Donzelli che, del resto, altre volte si è distinto nel far rispettare la vigente legge che proibisce l’uso della droga. Un “bravo” ai tre oratori della conferenza tenuta in Regione e un “bravo” ad Alberto Magnolfi che ha portato il suo saluto e quello del Pdl.

Tante persone hanno sentito il dovere di parteciparvi e molte sono state anche le personalità intervenute: il Presidente aggiunto della suprema Corte Costituzionale, dottor Renato Santilli, i Magistrati di Corte d’Appello Pierfrancesco Magi e Giorgio Severi, il Presidente di “Scienza e Vita” dottor Marcello Masotti, la Preside professoressa Cesarina Dolfi, i professori ordinari dell’Università di Firenze Ferrando Mantovani (salutato da molti giovani che avevano preparato gli esami sui suoi testi) e Francesco Dal Pozzo, il Presidente della Comunione Tradizionale Avv. Ascanio Ruschi, il Presidente in Regione del Gruppo Misto Avv. Dario Locci, il Capogruppo del Pdl al Consiglio provinciale Erica Franchi, il Consigliere comunale di Pistoia del Pdl Alessandro Tomasi, i dirigenti giovanili del Pdl Giovanni Gandolfo e Matteo Fanelli e tanti altri.

Ma la Regione Toscana, nella sua deriva zapaterista, è veramente un fiume in piena. Dopo la “droga libera” che ti do compagno?

L’aumento della pensione minima? Una possibilità di un posto di lavoro per tuo figlio?

Ma sei pazzo? Non si possono aumentare le pensioni minime di quattrocento euro (sono anche troppi per te!) e poi Monti l’ha detto chiaro “ il posto di lavoro fisso è monotono”… nemmeno che i vostri figli siano stati partoriti da Elsa Fornero!

Il Presidente Rossi, quell’ineffabile personaggio dall’aria del bandolero stanco, dopo aver fatto l’elogio dello spinello, raggiungendo incredibili vertici di scienza e poesia, guarda con aria ammiccante i poveri pensionati a quattrocento euro mensili , i giovani senza lavoro, gli “esodati”, i piccoli imprenditori, i poveri proprietari divorati dalle tasse, quei delinquenti potenziali che si vorrebbero sottrarre al “tributo a Cesare” (anzi a Nerone), insomma tutti quei “morti di fame” e compatendoli, il nostro bandolero stanco esclama: “Per voi panem et circenses”…. Il pane ve lo comprerete o ve lo farete comprare dagli altri, ai “circenses” ci penso io: il “gay pride” al quale manderemo un contributo in attesa di istituire il matrimonio per le coppie omosex… senza pensare nemmeno un secondo che l’Istituto del matrimonio sta attraversando una crisi profonda soprattutto tra i giovani. Infatti tutte le legislazioni europee tendono a svilire il matrimonio facilitando il divorzio (L’on. Panitz anche lui del Pdl – poi veniteci a chiedere i voti! – ha presentato una legge per il “divorzio breve” come ai tempi dell’Albero della Libertà!) e favorendo in tutti i modi possibili le coppie di fatto. Secondo il Parlamento di Strasburgo (in altra parte del giornale riportiamo i nomi dei parlamentari europei traditori pregando i lettori di fare passaparola) i governi europei non devono dare “definizioni restrittive della famiglia”. Le lobby europeiste – di cui il Governo Monti rappresenta un sicuro referente – tendono alla distruzione della famiglia naturale.

Per i gay e per i loro protettori il matrimonio rappresenterebbe un “capriccio”, una illusoria conquista della normalità che non vi potrà mai essere.

A Firenze, in Regione, due membri del Gruppo Misto, i consiglieri regionali Marina Staccioli e Avv. Dario Locci, hanno redatto un serio ordine del giorno, in cui si ribadivano i diritti della famiglia e per arginare la sfregola “pro gay” lo hanno messo in votazione.

La mozione Locci-Staccioli sanciva la netta “contrarietà alla unioni gay” dopo aver accoratamente ricordato “i diritti della famiglia (uomo-donna) sanciti anche dalla nostra Costituzione” ricordava anche una scellerata “sentenza del 15 marzo 2012 che recepisce l’odg approvato pochi giorni prima dal Parlamento Europeo” in cui si invitavano i governi europei a non dare “definizioni restrittive della famiglia”.

A questo punto hanno contato, nel Parlamento Europeo, le assenze, le astensioni e i voti favorevoli ai gay dei tanti Giuda che, da ora in poi, saranno segnalati ogni volta che il sottoscritto scriverà di questione eticamente sensibile.

La mozione Locci-Staccioli prosegue notando che grazie a questa sentenza promulgata dopo il voto europeo (l’Europa dei banchieri, degli schiavisti, dei grembiulini) le coppie omosessuali possono avere perfino “l’adozione del figlio del compagno o della compagna”. Per cui dopo questa premessa si auspica nella coraggiosa mozione del Gruppo Misto che “il Parlamento nazionale confermi e rinsaldi il concetto giuridico di matrimonio come unione tra due persone di sesso opposto e continui a fare proprio l’articolo 28 della nostra Costituzione impegnando il Presidente della Regione Toscana a farsi promotore presso i presidenti di Camera e Senato di questa volontà del Consiglio regionale”.

A una richiesta così chiara e corretta che, se sottoposta a referendum popolare avrebbe ottenuto o otterrebbe il 97% dei voti, ha detto subito “No” il compagno Vittorio Bugli (Pd) che anzi, ha auspicato una legge del Governo per le unioni gay, posizione ribadita da Marco Taradash (Pdl) che è andato oltre: “devono essere riconosciuti a tutti i diritti fondamentali”. E ai bambini che dovrebbero essere affidati a due “padri” (sic) omosex o a due “madri” (sic) lesbiche chi ci pensa? Loro non hanno quei diritti che dovrebbero essere estesi a tutti? “Sono – ha proseguito l’antiproibizionista livornese – contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale”.

Ma non sa il vecchio radicale, reduce da molte battaglie a favore della libera droga, che nessuno nega agli omosessuali i rapporti che credono opportuni, ma si mettano in testa che da quei rapporti non nascerà mai un figlio…. Il figlio non è un cagnolino che si prende quando si ha voglia ma il frutto di un “atto di amore” tra un maschio e una femmina, oppure un’adozione richiesta sempre da un uomo e una donna… sì i bambini non vanno discriminati: hanno diritto ad avere una mamma e un papà!

Il consigliere Giovanni Donzelli ha detto di condividere la mozione Locci-Staccioli, annunciando il suo voto favorevole, “perché – ha affermato – sono contrario all’idea che, per legge e senza volerlo, alcuni bambini si ritrovino con due padri o con due madri”.

Anche l’Udc Del Carlo esprime “piena condivisione” per la mozione Locci-Staccioli perché “una cosa è la famiglia e altra le unioni diverse”. La compagna Monica Sgherri (Fds-Verdi), in linea con le posizioni di Marco Taradash, ha definito il testo di Locci e Staccioli “oscurantista” il che è bello e istruttivo avrebbe commentato l’indimenticabile Giovannino Guareschi. Hanno votato a favore della mozione per la famiglia, contro le unioni omosex anche i due leghisti Lazzeri e Gambetta.

E i cattolici? Quelli proprio “doc” che si dicono pronti “qual falange” agli ordini delle Curie della Toscana, quelli che si inginocchiano ad angolo retto di fronte ai monsignori intrallazzoni, quelli che, quando parlano di religione sembra abbiano il “permesso speciale” o meglio, il “celebret”? Tutti in fuga. Parrini non si è mosso da quella poltrona dove siede da quarant’anni e dove, passando di volta in volta da una formazione all’altra, intende rimanervi per altri quaranta… (il record però rimane al parlamentare europeo Udc Carlo Casini), Bambagioni, che alcuni giorni prima aveva presentato in Regione un bel libro dello scrittore fiorentino Giovanni Pallanti sul Cardinal Dalla Costa edito dalla San Paolo, e che non si era ricordato di parlare di quello che Pallanti cita e documenta: “la lotta del Cardinal Dalla Costa contro ogni tirannide: il Nazismo, il Comunismo, il Fascismo”, come affermò il venerato e venerando arcivescovo “Non ci sarà mai tregua tra la Croce di Cristo e la Stella dei Sovieti”… a Bambagioni era passato di mente! E stavolta gli è passato di mente il voto… anche lui latitante… Latitante al voto contro la droga libera, invece, era presente al voto gay in un silenzio di tomba, per non disturbare il manovratore, la portavoce del Pdl Fuscagni.

Silenzio anche da parte dei Pastori della Chiesa toscana. Anzi, a Firenze, le voci maligne ma solitamente ben informate, darebbero un accordo imminente tra Regione e Curia fiorentina riguardo ai matrimoni gay, nel senso che – ma saranno poi voci sicure?- al matrimonio civile che si terrebbe in Palazzo Vecchio ne seguirebbe uno “religioso” inviando la coppia alle Piagge, al baraccone di Don Santoro che ha già benedetto, senza per questo subire censure da parte della Curia, nozze tra trans (sembra che vi tengano nella baracca anche corsi per matrimoni gay), insomma un servizio di tutto punto da parte di un prete tutto zucchero e miele con la Curia nonostante abbia fatto pubblica abiura della fede cattolica, inviando, anni orsono, una lettera a tutti i preti fiorentini, controfirmata anche da un certo don Fanfani, in cui, tra l’altro, scriveva: “Se Biffi e Ratzinger appartengono alla Chiesa cattolica, ebbene, io sono fuori da quella Chiesa, non sono cattolico…e via contando”… Poi quel Ratzinger fu fatto papa ma sia la vecchia Curia di Firenze che la nuova non hanno preso provvedimenti come il caso avrebbe richiesto…

Betori si limitò ad allontanarlo per un anno e a farlo risiedere in una comunità che avrebbe scelto lo stesso Arcangelo Santoro, poi il Santoro tornò con l’ordine del vescovo di leggere una certa lettera con la quale avrebbe dovuto rinnegare quell’evento blasfemo (lo pseudo-matrimonio).

Santoro promise e non eseguì… continuando come prima e peggio di prima, a dimostrazione di quanto al prete delle Piagge possano interessare i pareri e gli ordini del proprio vescovo.

Ma forse il vescovo, che – dicono i ben informati – non intende “fare un martire” di quel prete, dimentica quante anime si siano perse e si perderanno in mezzo a quel carnevale blasfemo ed eretico frutto di un New Age nemmeno troppo nascosto.

Con il doppio matrimonio Regione-Comune e Piagge-Don Santoro potrebbe nascere (ora quel “genere” di legame è in voga) una società per azioni che porterebbe molte entrate alle parti.

Il peccato mortale? I Novissimi? Sodoma e Gomorra? “E chi ci crede più?” esclamò il maresciallo Lo Bue all’ennesima falsa versione data dal rapinatore!

Meglio non prender posizione, tacere ipocritamente, casomai dar ragione a tutti, ma soprattutto “farsi dimenticare”, dire banalità che tutti posson dire: “ho fame, ho sete, che bel tempo farà domani” proprio come faceva Frate Pero… e alla mattina i fraticelli vennero a sapere che Frate Pero l’avevan fatto superiore del convento… Non verrà fatto superiore del convento il giovane Jacopo Cellai pidiellino e vicepresidente del Consiglio comunale di Firenze, il quale si è pubblicamente schierato contro i matrimoni gay e contro la carnevalata del Gay Pride foraggiata dalla nostra Regione. E non verranno fatti superiori i consiglieri Donzelli e Magnolfi. Ma attenzione, “C’è sempre un giudice a Berlino”, perché si sa, “Dio non paga mai il sabato”.

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