È morta la signora Cesarina, madre dell’ex vice-sindaco di Firenze Giovanni Pallanti  –  di Pucci Cipriani

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di Pucci Cipriani

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zzzzchssspL’altra sera quando incontrai Giovanni Pallanti, a casa mia, era imbronciato, inquieto e andava di stanza in stanza con il telefono all’orecchio, affidandosi ai consigli, ora dell’uno, ora dell’altro amico… il medico dell’Ospedale di Santa Maria Nuova gli aveva detto, papale papale, con quasi una punta di compiacimento, ora che i sanitari ti spiattellano in faccia anche le diagnosi più infauste, senza pietà, che avrebbe dovuto prepararsi perché ormai la mamma aveva le ore contate, presto sarebbe morta… e Giovanni, ci raccontava (eravamo in molti quella sera, a tavola, per una ricorrente riunione conviviale tra amici fraterni) che no, non era possibile in quanto, precedentemente, il primario dell’Ospedale gli aveva garantito un netto miglioramento…

E ieri, martedì 16 febbraio 2016, la Signora Cesarina Isolani ved. Pallanti, poco dopo che era cessato il bel doppio di mezzogiorno delle campane delle chiese fiorentine, in onore di Maria, per ricordare – ma pochi lo sanno – la vittoria, nelle acque di Lepanto, della flotta della Cristianità sui barbari e sanguinari musulmani,si presentava davanti al Signore, dove quegli squilli argentini l’avevano preceduta  quasi per ricordare al Padre celeste (ma il Signore si ricordava lo stesso, eccome) che anche lei aveva fatto parte, in quei suoi novantasei anni di vita, della Cristianità: aveva sempre dato, anche nei momenti più difficili, testimonianza della sua Fede, agendo in Carità con, fissa nel cuore, la Speranza del Paradiso.

Chi sa se Giovanni e Simone –  i due figli che, fino in fondo, le sono stati vicini, stringendo con le loro mani forti, quelle povere manucce  affusolate che avevano conosciuto anche il duro lavoro (la Signora Cesarina aveva fatto la domestica nelle case fiorentine per tutta la sua vita, fino alla pensione), e che ora sembrava cercassero sicurezza e conforto in quelle dei due uomini – avevano mai pensato che la loro mamma se ne sarebbe andata accompagnata dal suono delle campane che salutavano gli eroi di Lepanto?

E la Signora Cesarina guardava, con amore e passione, ma anche con occhio ironico, le vicende politiche di quel suo figliolo pieno di estro, un po’ ribelle e selvatico, ma con il cuore d’oro, che aveva seguito, in politica, la dottrina sociale della Chiesa, portandola un po’ troppo avanti – talvolta anche fuori binario – per seguire quel Giorgio La Pira, suo amico e Maestro, anche lui un po’ Santo… ma quanta dose di “pazzia” e di pericolosa ingenuità c’era poi in quella sua porzione di santità nessuno lo potrà mai dire…

Come scriveva sul quotidiano “La Nazione”, al quale settimanalmente collabora, Giovanni Pallanti entrò in politica povero e ne uscì, dopo vent’anni di disinteressato servizio (Dirigente della Democrazia Cristiana, Vice Sindaco di Firenze, Consigliere Provinciale etc), assai più povero di quando era entrato, in questa città di Firenze dove molti lestofanti  sono entrati in politica con una scarpa e una ciabatta facendosi un guardaroba con la “refurtiva”… continuando (dopo aver cambiato ,da bravi Girella, casacca da Verdi..na a Rossina) a grassare, a speculare, a rubare… con quella stessa faccia dove non si distingueva se quel pertugio fosse una bocca o uno sfintere.

La mattina passava, il nostro eroe , veloce, sulla sua bicicletta da via Maggio – togliendosi il cappello a larghe falde  davanti al Palazzo dove risiedette, nel suo soggiorno fiorentino, Fedor M. Dostoevskij, che lui molto ammirava e tuttavia ammira – per arrivare in piazza del Duomo da piazza Santo Spirito… dopo aver accudito la Cesarina con la quale ha vissuto, per una intera vita.

Anch’io, che ho saputo solo tardi della sua morte, ho un vivo ricordo di quella cara signora: era nota la devozione della mamma di Pallanti (S. Messa domenicale, Comunione e confessione, recita devota del S. Rosario) e talvolta quando “mi prendevo” con Giovanni – quante volte ci siamo accapigliati, anche di brutto – e volavano le parole grosse tra noi e lui mi ripeteva che ero troppo reazionario e che il mondo cambia e che anche la Chiesa doveva cambiare… io allora mi appellavo alla “mamma” e gli dicevo : “Ricordati Giovanni che la tua mamma la penserebbe come me… sono certo che sarebbe dalla mia parte… perché il canone della Messa…etc.” E allora, Giovanni si calmava, e diventava pensoso… e io capivo che avevo colto nel segno e che la Signora Cesarina mi avrebbe spalleggiato perché anche lei era attaccata al passato, alla sua Chiesa, alla sua Messa, alla Messa di sempre, e di tutti…

Quando a mezzogiorno ho parlato con Giovanni mi ha detto che la sua mamma aveva avuto l’ultimo conforto della Fede, l’Estrema Unzione, nel rito romano antico… portata da un sacerdote fedele alla Tradizione.

E’ stata una grazia grande, caro Giovanni.

Continua a parlare con la tua mamma. Anch’io ci parlo, ogni giorno, con la mia mamma, andando a trovarla, a quattro passi da casa, nel cimitero della Misericordia, di fronte a un fazzoletto di terra, quella terra che tutto purifica, come la morte. La terra fine d’ogni cosa e fonte di vita.

Io ci parlo dunque ogni giorno e chiedo scusa dei tanti giorni in cui l’ho lasciata sola… e solo ora capisco la sua solitudine.

La Signora Cesarina è tornata nella sua terra a Varna, nella campagna valdelsana, in quel piccolo cimitero a un passo di quel fiume che pulisce l’aria per cui ti dico, con cuore amico, parafrasando il caro Giovannino Guareschi:

“(Se)passi sull’argine di notte, e ti fermi, e ti metti a sedere e guardi dentro (il)piccolo cimitero che è lì, sotto l’argine(e)se l’ombra di un morto viene a sedersi vicino a te, tu non ti spaventi e parli tranquillo con lei”.

E non scordarti di salutarla anche per me, quella tua mamma così paziente, così buona, così coraggiosa e così fedele che non dimenticò che la vita non è un gioco o un capriccio ma milizia : “Tradidi quod et accepi”

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3 commenti su “È morta la signora Cesarina, madre dell’ex vice-sindaco di Firenze Giovanni Pallanti  –  di Pucci Cipriani”

    1. giuseppe bellatti

      Cara Pucci, leggendo il tuo commento alla morte di Cesarina la mamma di Giovanni Pallanti, hai scritto la verità. Bravo e grazie. Giuseppe Bellatti

  1. sempre puntuale, preciso, il ns Pucci. Sono decenni che nn ci vediamo ne sentiamo, averti letto oggi il mi cuore e il ricordi hanno avuto un sussulto…Bravo pucci, un abbraccio dal vecchioClaudioRuisi, mai domo dc da strada

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