È più importante un uomo o la Verità? – di Massimo Viglione

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di Massimo Viglione

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zzvrtincrntLa Verità, con la V, è eterna, perché coeterna a Dio, in quanto Dio stesso, nella Seconda Persona della Ss.ma Trinità, ha detto: «Io sono la Via, la Verità e la Vita». Si potrebbe quasi dire che la Verità è “immanente” a Dio nel senso di identificazione ontologica (non dal punto di vista naturale, ovviamente).

L’uomo è transeunte in questa vita, immortale nell’eternità, ma non eterno, in quanto creato da Dio (ha avuto un inizio e quindi non è eterno, anche se non avrà più fine) e in quanto creato è cosa diversa da Dio e non a Lui immanente. Dio gli rimane trascendente perché sostanza diversa dall’uomo, che Gli è infinitamente inferiore.

Quindi, è l’uomo che deve vivere nella Verità perché ad essa è infinitamente inferiore, difendere la Verità, servire la Verità. Nella Carità, come la Verità incarnata ci ha insegnato. Non è la Verità che deve adeguarsi ai desideri, ai progetti, sentimenti, alle aspirazioni, alle ambizioni, ai mutamenti di un uomo. Chiunque sia questo uomo.

Quando si parla di amore verso il prossimo, deve prevalere il “cuore” dell’uomo, sebbene sempre guidato dalla ragione. Ma quando si parla di Verità, deve prevalere la ragione dell’uomo, sebbene non disgiunta dal cuore (la carità).

Perché dico tutto questo? Perché se un uomo, chiunque sia, viene meno alla Verità, noi siamo tenuti – pena la caduta nell’errore, spesso anche nel peccato, a volte perfino nel tradimento e nell’eresia – a seguire la Verità, non l’uomo, chiunque sia questo uomo.

Troppo difficile da capire? Non credo: basta essere in buona fede e usare correttamente quella ragione che Dio stesso ci ha donato, e ce l’ha donata non per essere sentimentalisti e buonisti d’accatto, ma per vivere secondo la sua volontà. Ovvero, secondo la Verità.

Perché scriviamo tutto questo? Dubito che la motivazione possa sfuggire a qualcuno. Quando la retta ragione, in base alla conoscenza certa delle verità di fede, ci informa che un uomo, chiunque egli sia, sta insegnando pubblicamente qualcosa in contrasto aperto ed evidente il Magistero universale della Chiesa e con la Tradizione della Chiesa, vale a dire con ciò che è stato sempre insegnato come dottrina di fede e sempre creduto fin dalle origini e accettato da tutti i pontefici, dal collegio episcopale e dai massimi teologi in tutti i tempi della Chiesa, ed è stato sempre  creduto vero da tutti, la nostra scelta non può – pena la complicità nell’errore – che propendere per la difesa delle verità di fede e della Tradizione.

Non v’è uomo che possa mutare la Verità. Neanche Dio può mutarla, tanto meno un uomo, chiunque egli sia. Anzi, l’uomo di Chiesa è proprio al servizio della Verità, altrimenti è un indegno uomo di Chiesa.

Teniamo presente tutto questo sempre e bene, perché ne avremo sempre più bisogno come criterio di verità – e quindi di azione – nei prossimi tempi.

Prepariamoci al peggio, ma ben armati nella battaglia in difesa della Verità.

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fonte: Il Giudizio Cattolico   

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11 commenti su “È più importante un uomo o la Verità? – di Massimo Viglione”

  1. « Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa. Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia!: sia anatema. »
    (Pastor Aeternus, 18 luglio 1870)

    Infallibilità papale in tutte le definizioni solenni in materia di fede e di morale, e solo in quelle.

    Noi siamo tutti abituati a una elevatissima affidabilità anche degli altri pronunciamenti pontificii. Purtroppo, in questo momento è giocoforza dimenticare questa meravigliosa abitudine

  2. Mormnno Malaguti

    Il prof. Massimo Viglione afferma cose incontrovertibili, ci richiama all’ineludibile, che può apparire incredibile soltanto perché siamo frastornati da un turbine di imprecisioni, pseudo verità, cioé di sofismi.
    Preziosi, scritti come questo, obbligano a rientrare in sé stessi per fare uno scrupoloso, improcrastinabile inventario.
    Grazie!

  3. Ottimo articolo
    Condivido pienamente questa frase, la quale in sostanza dovrebbe essere il modus vivendi del cristiano, nello specifico del cattolico.

    “Perché dico tutto questo? Perché se un uomo, chiunque sia, viene meno alla Verità, noi siamo tenuti – pena la caduta nell’errore, spesso anche nel peccato, a volte perfino nel tradimento e nell’eresia – a seguire la Verità, non l’uomo, chiunque sia questo uomo.”

  4. Dante Pastorelli

    Un tempo erano concetti, quelli sopra espressi, pacificamente acquisiti. Oggi bisogna ad ogni pie’ sospinto ricordarli e difficilmente vengono accettati e condivisi, perché dalla stragrande maggioranza dei cattolici si suppone che l’uomo che incarna – dovrebbe incarnare – in terra la Verità sia dotato d’una infallibilità senza limiti. L’infallibilismo cozza contro il dogma della Pastor Aeternus. E’ da sperare che non arrivi il tempo in cui davvero si sia costretti ad una scelta che sarà dolorosa.

    1. Speriamo e preghiamo, Professor Pastorelli!, speriamo e preghiamo.
      D’altra parte, in questi cinquant’anni e passa di conciliovaticanosecondismo abbiam assistito a tali e tanti combiamenti pastorali, liturgici e, diciamolo, anche dottrinali, che ormai molti cristiani cattolici si son convinti che la religione sia un prodotto tutto o quanto meno in gran parte, umano, e che possa cambiare ad ogni cambio di Papa, di vescovo e persino di parroco … Non esistono due parrocchie in cui la Messa vaticandosecondista sia celebrata alla stesso modo, due parroci che insegnano la stessa dottrina della Fede.
      Del resto, quanti cattolici ormai sanno davvero in che cosa credono? Il cristianesimo sembra diventato una spiritualità fai-da-te e Nostro Signor Gesù Cristo più o meno un Gandhi ante litteram.
      E il Vangelo, “fratel caro, un libro da da’ a ‘ppeso ar salumaro” (GG Belli).
      Speriamo e preghiamo.

    2. Concordo con Lei, un “magistero”, che contrasti palesemente con il Deposito Della Fede, sarebbe soltanto antimagistero, non vincolante e da non prendere neppure in considerazione, anche se fosse dichiarato EX-CHATEDRA: il Concilio Vaticano Primo ci insegna dogmaticamente, nella Pastor Aeternus, che l’infallibilità papale non gli permette di cambiare di Deposito Della Fede ma solo di proteggerlo!
      Il Depositum Fidei è di origine divina e quindi eterno ed immutabile: NESSUNO può modificarlo o aggiungere o togliere qualcosa da Esso!

  5. Quanto scrive, caro Viglione, è da Manuale di Studi Cattolici!
    Dubito anch’io che la motivazione di quanto scrive possa sfuggire a qualcuno!!!!
    Si tratta di un uomo per il quale la Verità assoluta non esiste!!!!
    E questa sua dichiarazione fa parte di una insignificante intervista scritta
    dal direttore di un giornaletto di provincia….
    Rido per non piangere.
    Sì, prepariamoci al peggio….

  6. Come sempre puntuale Viglione, nel descrivere l’attuale situazione drammatica che sta attraversando la Chiesa. Se la pietra non é più Pietra non per questo dobbiamo rinunciare a quello che Gesù e la Chiesa, nei secoli, ha scritto nero su bianco.
    Senza catastrofismi, ma veramente “prepariamoci al peggio”. Grazie Massimo.

  7. “Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci”. (2Tim 4, 3) Quel giorno è arrivato ? In pratica dobbiamo rimanere ancorati alla sana dottrina anche se per questo non ci sopporteranno !

  8. è talmente ovvio che il non comprenderlo è frutto o di malafede o di ottenebrazione satanica o di un’ignoranza talmente crassa che si fatica credere possibile a certi livelli…

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