Ecco chi sta cacciando Trump – di Giampaolo Rossi

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di Giampaolo Rossi

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I media americani descrivono un clima da Stato di polizia; sembra quasi che l’America di Trump si sia improvvisamente trasformata nel Cile di Pinochet: operazioni al limite del rastrellamento, descrizione di arresti di massa, clima di terrore indotto.

La ICE (Immigration Customs Enforcement), l’Agenzia Federale che opera contro l’immigrazione clandestina, è ormai una sorta di nuova Gestapo. Il giro di vite promesso da Donald Trump contro l’immigrazione clandestina ha portato a centinaia di arresti la scorsa settimana e provvedimenti di espulsione immediata. I democratici e le organizzazioni civili continuano le loro mobilitazioni contro quelle che definiscono vere “deportazioni”.

 La Cnn non manca di sottolineare come ormai “la paura attraversa le comunità di immigrati”Nbc non è da meno e dice che in tutto il Paese “le famiglie di immigrati vivono ormai nella paura a causa dell’Immigration Order di Trump” e, per far capire che aria tira, intervista Cristina Jimenez direttore esecutivo di United We Dream (importante organizzazione pro-immigrati) che dichiara che gli agenti dell’ICE ormai “vanno nelle case delle persone ad arrestarle”.

United We Dream è un’associazione fondata da giovani attivisti immigrati “per collegare gli sforzi organizzativi degli immigrati in tutto il Paese e mettere insieme il loro potere collettivo al cambiamento”; così recita la nota descrittiva della Open Society di George Soros, del cui network non a caso,  United We Dream fa parte (sul ruolo di Soros nell’alimentare i processi globali di immigrazione clandestina abbiamo parlato in questo articolo).

L’identikit dell’immigrato arrestato

Ma chi sono gli immigrati sottoposti ad arresto e provvedimenti di espulsione? Secondo i numeri resi pubblici dall’ICEla scorsa settimana sono state arrestate 680 persone durante l’attività di “controllo mirato” verso gli immigrati illegali in tutto il paese; di questi il 75% sono soggetti già condannati per reati vari che comprendono anche: omicidio, violenza sessuale, pedofilia, droga, traffico armi, aggressione.

Nello specifico: in Georgia e in Sud e Nord Carolina sono stati arrestati 200 immigrati irregolari di cui 127 con condanne penali e nonostante questo a piede libero; 29 di loro con decreto di espulsione mai applicato e 17 latitanti; tra questi un cittadino messicano accusato nel suo paese di omicidio, un pedofilo condannato tre volte, espulso ma rientrato illegalmente e alcuni componenti di gang criminali.

Nel Midwest (Illinois, Indiana, Wisconsin, Kentucky, Kansas e del Missouri),  sono stati arrestati 235 cittadini stranieri di cui 163 con condanne penali. Tra questi un iracheno colpevole di stupro ai danni di un disabile e due pedofili messicani di cui uno condannato per reati all’interno della famiglia.

Nella zona di Los Angeles su 161 cittadini stranieri arrestati, il 94% aveva condanne penali. Tra questi un honduregno rilasciato inspiegabilmente nonostante la condanna per droga e violenza, un australiano condannato per pedofilia.

New York gli arrestati sono stati 41 e anche qui 38 con condanne penali. Tra questi un pericolosissimo esponente di MS-13 la gang criminale salvadoregna attiva in molte città americane ed europee; un giamaicano e un messicano colpevoli di violenza sessuale su due bambini.

San Antonio (Texas) 51 cittadini stranieri arrestati di cui 23 con condanne penali; tra questi un salvadoregno condannato per violenza sessuale su un bambino ed un messicano già espulso per violenze aggravate.

I restanti sono o immigrati clandestini con gravi irregolarità o soggetti già sottoposti a decreto di espulsione da Obama ma mai applicato.

La differenza tra Obama e Trump?

Sul Chicago Trbune Alen Takhsh, avvocato impegnato nella difesa degli immigrati, ammette che ad oggi “Obama ha deportato più persone di qualsiasi altro Presidente Usa”. Ma allora perché media, attivisti liberal e intellettuali si stanno scatenando contro Trump mentre sono stati in silenzio con Obama? La risposta sembra semplice: perché Trump “ha creato un clima di terrore con una retorica che spaventa a morte le persone”.

Quindi, come spesso avviene nei processi di manipolazione mediatica, il problema è la forma e non la sostanza.  Trump non sta perseguitando poveri immigrati entrati illegalmente per cercare un lavoro o migliorare le proprie condizioni di vita; sta colpendo quel sottobosco di criminalità fatto di assassini, stupratori, spacciatori, pedofili, membri di gang e delinquenti vari che usa la condizione di clandestinità per sfuggire alla legge. Insomma sta facendo quello che dovrebbe fare chi ha a cuore la sicurezza del proprio Paese; vero cari leader europei? 

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fonte: Gli occhi della guerra/Il Giornale   

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4 commenti su “Ecco chi sta cacciando Trump – di Giampaolo Rossi”

  1. silvia masetti

    Trump ha fatto svegliare la gente, nonostante sia un politico non convenzionale, però il cambio deve avvenire e farlo il popolo. Ci sono persone però che stanno portando il popolo svegliato verso il precipizio. Gli USA dormivano dai tempi di Reagan, poi Bush con la crisi del 2008 ha fatto sequestrare i soldi ai Rotchild, Rockefeller, ecc, ecc che ora , come diceva Keynes, si stanno cavando gli occhi fra loro per centesimi. Prima che arrivi il disastro economico. Trump pensa che Goldman Sachs possa fare all’America una respirazione cardio polmonare , ad un cadavere. I globalisti hanno imprese globali, ai militaristi non interessa nulla, nè di Trump, nè delle elites dello Stato Profondo, l’importante è nascondere i soldi.

  2. Se Trump ha fatto espellere 680 persone, allora di che stiamo parlando? Una goccia nel mare.

    Quà si tratta di bloccare un flusso di centinaia di migliaia di sfaccendati e sbandati senza nè arte nè parte. Nel solo 2016 in italia i dati ufficiali
    riportano oltre 180.000 (dico centoottantamila) individui, prevalentemente negri africani maschi, per non parlare dei non censiti dai centri accoglienza che nessuno sa quanti sono. Li chiamano migranti adesso, in realtà sono clandestini irregolari, di cui solo il 2 percento scarso ha realmente diritto d’asilo.

    Gli altri vengono “imbarcati” dai questori (con totale potere discrezionale) con il rilascio senza nessuna base oggettiva di un non meglio definito “permesso per motivi umanitari”. Ad ogni modo anche quelli con foglio di via o non ammessi a meccanismi di accoglienza si rendono irreperibili e non vengono rimpatriati mai. Nel 2016 ne sono stati reimpatriati forzatamente solo 12.000 ovvero
    neppure un decimo di quelli che se ne dovrebbero andare e che restano a fare quello che vogliono foraggiati da onlus e,
    caritas varie.

  3. Mi ricollego al bellissimo articolo del Sig. Pecchioli: Discriminare vuol dire discernere, setacciare, idealmente con la propria testa. Il dipanarsi della presidenza Trump ha il merito, per chi ancora, discriminando, riesce a scorgerlo, di lasciar “depositare”, rendendola quindi evidente , nel fondo del bicchiere, la poltiglia melmosa e mistificante che quotidianamente assumiamo. Così come già da decenni siamo assurti al ruolo di consumatori (consumiamo per vivere o viviamo per consumare?) sempre più diveniamo parassiti pensanti idee altrui, il cui compito precipuo è decomporre il terreno più coriaceo, rendendolo humus in grado di accorgliere preconcetti (precucinati per noi dai soliti noti) sempre più venefici e distruttivi, in questo gigantesco formicaio che ormai sta diventando il mondo. Abbasso ogni discriminazione quindi, viva la libera società aperta.

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