“ECCO UNO CHE CI RISPETTA DAVVERO”. LETTERA A MARCO TARQUINIO, DIRETTORE DI AVVENIRE – di Marco Manfredini

Domenica 9 dicembre 2012, mentre la Terra, scossa e attonita, era muta al pensier dell’ultim’ora dell’uom fatale, ovvero alle annunciate dimissioni del Loden, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, vergava un pezzo, breve ma di intenso sentimento, con cui salutava l’Uomo, il Condottiero, l’incarnazione stessa della Luce. I sentimenti che agitavano il cuore straziato dell’illustre giornalista trovavano una brillante sintesi nel titolo: “Ecco uno che ci rispetta davvero”. Se non avete letto questo delizioso mix di analisi politica e atto d’amore, potete ora rimediare al vostro vuoto spirituale, cliccando qui. Noi ringraziamo Marco Tarquinio, perchè ha superato anche Cochi e Renato dei tempi belli, e Vi proponiamo la lettera al prode direttore di Avvenire, scritta dall’amico e collaboratore Marco Manfredini.

PD

 

“ECCO UNO CHE CI RISPETTA DAVVERO”. LETTERA A MARCO TARQUINIO, DIRETTORE DI AVVENIRE

di Marco Manfredini

 

 

ms

 

Già.

Uno che si è fatto comodamente deporre dall’alto sullo scranno di governo di un paese democratico senza lontanamente sognarsi i passare per il vaglio elettorale.

Uno che non appena si è abusivamente insediato su quello scranno ha iniziato ad attuare una serie di misure economiche di segno esattamente opposto rispetto a quello che legittimamente gli elettori si sarebbero aspettati avendo regolarmente e democraticamente consegnato la guida del paese ad un governo di centrodestra a guida Berlusconi.

Uno che ha come obiettivo di “tranquillizzare i mercati”, poco importa se per attuare ciò occorre annientare un tessuto sociale e produttivo.

Uno che salva le banche, e affama le famiglie.

Uno che il posto fisso è monotono; per molto meno, ad altri, tirarono un treppiede.

Uno che vi ho salvati dal baratro, dimenticandosi di spiegare che il baratro era stato creato anche grazie alle prodezze dei suoi precedenti datori di lavoro (che continuano tuttora indisturbati).

Uno che ha il ministero dello sviluppo economico, e gli imprenditori si ammazzano.

Uno che dice: “rigore, equità, crescita”, e sembra di sentire Orwell con “L’ignoranza è forza, la guerra è pace, la libertà è schiavitù”.

Uno che “Se ci fosse Berlusconi lo spread sarebbe a 1.200”, e pensi a com’eravamo felici quando non sapevamo cos’era lo spread, non eravamo in Europa, e soprattutto non era in vigore la moneta del culto eurocratico alla quale sacrificare i popoli nei moderni riti pagano-finanziari.

Uno che le tasse sono bellissime, anche se forse era un altro. Ma gli somigliava molto.

Uno che :”I nostri sforzi hanno salvato l’Eurozona”, e ti senti come se avessero salvato un cancro asportando il corpo del paziente, di cui tu fai parte.

Uno che la sovranità popolare, questa sconosciuta.

Uno che “La ripresa non si vede ma è dentro di noi”, e hai la netta sensazione che ci sia qualcosa in pericoloso e costante avvicinamento ma “dietro di noi”.

Uno che è un tecnico, un professore, un professionista dell’economia. E in questo caso la sensazione si fa certezza, che nemmeno il Trota a capo del paese avrebbe saputo fare di peggio.

Uno che: “Il Monti-bis? Decideranno altri”, ed è proprio quell’”altri” che spaventa, perché saranno gli stessi che hanno deciso il Monti-one.

Uno che per metterlo lì, i sacerdoti della religione democratica hanno sospeso la democrazia, perchè quello che c’era prima non era abbastanza democratico.

Uno che: la massoneria? Non la conosco.

Uno che è venuto per risanare i conti a suon di sacrifici. I sacrifici li abbiamo visti, e i conti sono peggiorati (debito e pil compresi): un grazie sentito.

Uno che è sostenuto in particolar modo da Fini, Casini e Montezemolo. C’è bisogno di aggiungere altro?


“Un altro serio e disinteressato servizio all’Italia e agli italiani reso da un uomo capace di dirittura personale, motivato rigore e saggia e popolare moderazione. Non può essere l’ultimo, non dovrà esserlo.”

Gentile direttore, mi scusi ma neanche Emilio Fede nei momenti di maggior orgasmo berlusconesco avrebbe scritto sciocchezze del genere.

Se i disinteressati servizi sono quelli che abbiamo visto, speriamo proprio che sia l’ultimo.

Saluti


Marco Manfredini

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