Europa: estinzione delle antiche nazioni d’Europa (e in special modo dell’Italia) – di Piero Vassallo

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Piero Vassallo .

drtvdrEntrambe le fonti della mania europeista sono avvelenate dall’invincibile avversione alla nazione italiana e alla Chiesa cattolica, malevolenza che improntò la politica degli imperatori tedeschi, Enrico IV, Federico Barbarossa, Federico II.

Sull’egemone europeismo di stampo germanico, nipote del tenebroso delirio ghibellino, sono peraltro visibili le tracce non deodorate delle flatulenze teologiche vestite da Lutero e da Boehme, e degli scaracchi ateisti di Kant, di Hegel, di Schopenhauer, di Wagner, di Nietzsche, di T. Mann.

L’europeismo professato dagli accaniti esponenti dell’anticlericalismo italiano, Rossi e Spinelli, ha l’impronta livida dell’odio massonico verso la religione cattolica e verso la destra nazionale.

L’Europa che sta affliggendo e immiserendo la vita dell’Italia è frutto della mostruosa copula consumata dal laicismo radicale con la anacronistica, funerea e psicoanalitica passione dei ghibellini tedeschi e della loro dirompente e bellicosa cancelliera.

Che cosa ha in comune la cultura di una destra autenticamente nazionale con il mostriciattolo europeo, generato da un turpe incesto ideologico? E ancora: si conosce una destra italiana seriamente infatuata dal mito dell’impero, che Dante accusava di aver causato l’italico bordello e Francesco Petrarca definiva idolo vano, senza soggetto?

In altri termini, può essere seriamente definita italiana quella fanatica, ostinata frazione della destra estrema, circolante al seguito della marginale scolastica sedicente fascista, che, contro l’opinione di Benito Mussolini, amico e protettore di Dollfuss, si lasciò infatuare dall’europeismo nazista?

Dopo la umiliante catastrofe finiana, la cultura della destra ha una sola strategica opportunità: riprendere il filo del ragionamento avviato, nella seconda metà degli anni Venti, da un geniale polemista, Asvero Gravelli e dai collaboratori della sua rivista, “Anti-Europa”.

Nella pagine di quella rivista è infatti indicata, con anticipo di mezzo secolo, la vera causa del movimento crepuscolare che sta trascinando l’Occidente nel gorgo della porno-thanatofilia: l’apertura della filosofia tedesca al nichilismo/nirvanismo asiatico.

Annunciato nella prima metà del XIX dall’inascoltato Antonio Rosmini, confermato negli anni Trenta del XX secolo dagli studi hegeliani di Alexandr Kojève, e documentata ultimamente delle puntuali ricerche del delnociano Massimo Borghesi, l’irruzione del nichilismo asiatico nella filosofia tedesca è la principale causa della laida rivoluzione sessantottina, non a caso detta francofortese.

La rivoluzione asiatica/germanica sta producendo la decadenza morale e l’estinzione fisica delle antiche nazioni d’Europa e in special modo dell’Italia.

Seguire la cometa europea, infine, significa mettersi al seguito della suggestioni diffuse dal nichilismo tantrico/francofortese/californiano, ossia correre verso il precipizio nel quale il pastore asiatico cantato dall’infelice Leopardi cadde obliando il tutto.

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6 commenti su “Europa: estinzione delle antiche nazioni d’Europa (e in special modo dell’Italia) – di Piero Vassallo”

  1. Oreste Sartore

    in poche righe una sintesi mirabile del processo di dissoluzione della civiltà cristiana e greco-romana.
    accanto alla deriva asiatica della romantik tedesca va, a mio avviso, aggiunto il lento lavorio volto a giudaizzare il cristianesimo con l’intento di renderlo una deviazione dalla sinagoga alla fin fine recuperabile e assorbibile . Il ruolo del modernismo in questo secondo megafenomeno religioso e culturale è evidentemente centrale. i due fattori stanno aprendo le porte dell’abisso. molti si perderanno. benemerite le sentinelle che ci richiamano alla ragione e alla fede.

  2. Questa costruzione europea è a dir poco un aborto. E non capisco quelli – anche sacerdoti -, che dicono che ormai non si può tornare indietro.
    Se non si riesce a costruire un continente secondo la sua profonda tradizione e radice cristiana, certoche si può, anzi si deve, tornare indietro!
    Già la costruzione dell’unità italiana venne progettata e appoggiata dalle massone internazionali e nazionali, e, a 150 anni di distanza pagiamo ancora il conto di quel fallimentare progetto. Abbiamo poi un Presidente, che ho sentito definire anche da cattolici, come il “San Napolitano”, che ora si chiera apertamente per l’eutanasia … Quando si sveglieranno davvero i cattolici, sempre chece ne siano?

  3. Normanno Malaguti

    Impareggiabile, ‘imprudente’ amico, la nettezza del tuo pensiero ti fa onore ma ti espone agli attacchi dei tonti che dividono il mondo fra ciò che, a loro insindacabile giudizio, é fascista e non lo é. Pare che tu abbia contagiato anche il prof. Deotto che per ben due volte negli ultimi tempi si é permesso di parlare bene di Mussolini.
    No caro Piero, non si fa!
    Gli stremati epigoni del pensiero nullificante, ritrovano pronta ed unanime voce quando odono qualcosa che tocca ciò che ha formato il grumo del pensiero pseudopolitico dall’Italia massonica unitaria e del glorioso antifascismo nato dalla resistenza (scusa, dalla Resistenza).
    che Dio ti protegga. Normanno

  4. piero vassallo

    grazie, Normanno! non seguo la corrente perché nuotare insieme con le pantegane mi fa schifo, molto schifo – mettiamola così: soffro di “rattofobia”, di vaticanosecondofobia, di progressismofobia, di francofortismofobia – è meglio l’emarginazione all’asciutto che l’onore conferito a coloro che nuotano e sguazzano nell’acqua di spurgo. spero di aver chiarito le umili ragioni della mia scelta di vita. affettuosi saluti, piero

  5. Cesaremaria Glori

    Caro Vassallo,
    la sua tesi combacia con quella dell’ultima fatica di Don Ennio Innocenti esposta nei due volumi di Epopea Italica e si sposa anche con la critica che l’amico Pasqualucci ha rivolto alla asburgofilia giunta a porre sugli altari un nemico dell’Italia come Carlo I, l’ultimo imperatore. Il tradimento degli Asburgo è stato ripagato con altrettanto odio da parte dei giacobini italiani i quali, però, odiarono non l’antiitalianismo austriaco ma la loro fedeltà al Papato. Lo spirito antiitaliano degli Asburgo, dimentico del grande sforzo – anche finanziario – dello Stato della Chiesa per soccorrere quella monarchia assediata dai turchi sulla fine del secolo diciottesimo, si manifestò col Kaunitz e con gli altri aristocratici asburgici affiliati alla Massoneria che impostarono una politica antiveneziana e antiitalica in senso lato. Cancellare l’italianità dell’Adriatico fu l’intento asburgico che nemmeno il Beato Carlo I seppe reprimere. I tedeschi da sempre nutrono una mistura di odio/amore per l’Italia e per lo spirito latino. Vorrebbero assorbire ciò che è latino ma finiscono per farlo goffamente e con risultati decisamente penosi.

  6. Condivido con gioia l’articolo di Vassallo, che mi apre dimensioni storiche che mi erano non chiare, e pure e i commenti successivi. Riguardo al “nuotare con le pantegane” , immagino che il buon Vassallo comprenda che altri sono come lui, e forse non pochi !
    Coraggio e nuotiamo in mare aperto dove non vi siano acque di scolo e di spurgo.

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