I “falsi profeti” si preparano per il Sinodo del 2015 – di Mauro Faverzani

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di Mauro Faverzani

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zzfvrz1Che nella Chiesa vi siano voci discordi o addirittura contrapposte alla Dottrina ed al Magistero, non rappresenta una novità. Al punto da indurre lo stesso san Giovanni, nella sua Prima Lettera al capitolo 4, a mettere in guardia dai «falsi profeti»: «Ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo» (cfr. 1 Gv 4, 1-3). Come individuarli? E’ piuttosto semplice: «Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta». Il che dovrebbe indurre a rifuggire dal consenso delle folle, preoccupandosi qualora invece lo si raccolga. Ciò che dunque oggi inquieta davvero non è il fatto che questi «falsi profeti» esistano, bensì che siano tanti, espliciti e spavaldi. Rafforzati in ciò dall’assenza dei necessari e dovuti provvedimenti da parte dell’autorità. Come se un genitore abdicasse all’esercizio del proprio compito educativo, infischiandosene dell’inevitabile deriva morale e sociale dei figli. Oggi di gente che insegna le «cose del mondo» ce n’è davvero troppa in giro. Al punto da far ritenere che la «fessura», di cui parlò espressamente Paolo VI nell’omelia del 29 giugno 1972, sia divenuta ormai un cratere e che «il fumo di Satana» da qui entrato «nella Chiesa» sia diventato un devastante incendio.

Facciamo due esempi. Con l’avvertenza che si tratta per l’appunto di questo, di esempi. Moltiplicabili, purtroppo, ormai all’ennesima potenza. In un articolo (quindi «scripta manent») il gesuita padre Juan Masiá, professandosi “kasperiano” tout court spera, anzi reclama che passi la linea divorzista tanto per i matrimoni civili quanto per quelli religiosi, sostenendo come «dottrine e tradizioni possano e debbano evolversi in favore della dignità della persona» e bollando come «inquisitori» quanti sostengano l’indissolubilità nuziale. Anche a costo di andar contro la legge di Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 2384, definisce con chiarezza il divorzio come «una grave offesa alla legge naturale», un’offesa all’«Alleanza della salvezza, di cui è segno», accresciuta dall’eventualità di nuove nozze, che pongono «in una condizione di adulterio pubblico e permanente». E’ scritto nella Sacra Bibbia: «Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio e che non appartenete a voi stessi? Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (cfr. 1 Cor 6, 18-20).

Il che risponde al secondo caso, analogo, quello della Conferenza episcopale tedesca espressasi in un proprio documento a larga maggioranza a favore dell’accesso ai Sacramenti per i divorziati risposati, sia pure «sub conditione». Documento, pubblicato senza remore sul sito ufficiale dei Vescovi, comprese le sempre più sconcertanti parole del card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e presidente della Conferenza episcopale tedesca: «La ricerca di un accompagnamento teologicamente responsabile e pastoralmente appropriato dei credenti divorziati o divorziati risposati appare ovunque nel mondo tra le sfide urgenti della pastorale familiare e coniugale nel contesto dell’evangelizzazione», ha affermato.

Terzo caso: quello del vescovo di Anversa (Belgio), mons. Johan Bonny, agitprop nella Chiesa del «riconoscimento formale» delle relazioni omosessuali e addirittura bisessuali, come da lui stesso dichiarato nell’ennesima intervista apparsa sul quotidiano “De Morgen” al solito grido di «troppi esclusi da troppo tempo». Suscitando così l’entusiasmo del Rettore dell’Università Cattolica di Lovanio, Rik Torfs (peraltro un canonista), che ha definito le sue parole, tali da rimettere in discussione i principi non negoziabili, un “punto di svolta”, impossibile sotto i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Il che è tutto dire…

Secondo mons. Bonny la Chiesa dovrebbe riconoscere la «pluralità di forme» presenti al suo interno, specularmente alla «diversità di quadri giuridici per le coppie» presente nella società. Ecco quell’insegnare, anzi quel conformarsi alle «cose del mondo», di cui parla san Giovanni. Inutile ricordare come «le relazioni omosessuali» per il Catechismo siano «gravi depravazioni», «intrinsecamente disordinate» e contrarie «alla legge naturale» (n. 2357), rifacendosi ancora una volta alla Scrittura: «Né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio» (1 Cor 6, 9-10).

E’ sin troppo evidente come tutto questo rappresenti una sorta di prova generale, un giocar d’anticipo alzando la voce per preparare il terreno del Sinodo 2015, dove l’ala «progressista» della Chiesa è evidentemente convinta di riuscire a capovolgere le posizioni e cambiare la Dottrina di sempre. San Giovanni, in questo, ci rassicura e conforta: «Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo» (1 Gv 4, 4). E’ vero. Ma, trattandosi in questo caso di anime e non di corpi, quanti caduti si dovranno contare sul campo? Di quanti caduti, questi «falsi profeti», dovranno rispondere al cospetto di Dio?

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fonte: Corrispondenza Romana

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10 commenti su “I “falsi profeti” si preparano per il Sinodo del 2015 – di Mauro Faverzani”

  1. Speriamo che un giorno , quando in un po’ di menti si sara’ fatta sufficiente chiarezza e ci sara’ la necessaria forza di volonta’ , qualcuno raccontera’ la vera storia della Chiesa degli ultimi 60 e 70 anni . Grazie al senso cattolico sappiamo chi e’ stato il vero capo dei rivoluzionari , e che Dio gli ha permesso di testare la Chiesa . E’ legittimo chiedersi pero’ chi ha apposto certe firme ,chi non ha verificato e perché ,chi non ha opposto resistenza e come mai ,chi ha permesso determinate carriere senza credenziali ,chi ha certificato il falso ,chi e’ stato doppiogiochista ,chi ha perseguitato i santi e premiato i nemici della Chiesa ,chi ha occultato la verita’ .La sensazione forte e’ che ci siano stati enormi abusi nelle richieste di obbedienza ai superiori nei confronti di chi gia’ obbediva da un lato ,e quasi totale incapacita’ di esercizio d’ autorita’ e d’imposizione di misure disciplinari verso i perenni disobbedienti dall’ altro. E questo e’ solo uno dei tanti problemi…

  2. carlo zanardi

    Perdere la Fede è una catastrofe per la propria anima, sovente motivata dalla perdita della speranza in Colui che solo può salvare l’umanità. In ultima istanza, ancora una volta, peccato di orgoglio.
    Far perdere la Fede al popolo di Dio è una catastrofe ancora più grave, un peccato – oso dire – imperdonabile, se non viene emendato in questa vita. La salvezza dei fratelli costituisce un recinto inviolabile, non sottomesso al libero arbitrio di alcuno, come invece lo è la propria salvezza. Ricordiamo che S. Paolo avrebbe sacrificato addirittura la propria anima pur di ottenere la redenzione dei sui fratelli Giudei. Non riesco nemmeno a immaginare il supplizio che si stanno preparando coloro che predicano false dottrine, aumentando la confusione degli intelletti e, di conseguenza, indebolendo o distruggendo la fede di molti.

  3. Quante parole in certi vescovi e pastori, allineati a disprezzare la santa dottrina! Parlano, parlano, si contorcono nei loro vani ragionamenti.
    Che differenza rispetto alla Vergine Maria, della quale abbiamo appena celebrato la festa di Madre di Dio e della Chiesa, colei che “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”!

  4. La Chiesa ha definito che la Tradizione, assieme alla Scrittura, è canale trasmettitore della Rivelazione (Conc. Trento, DB 783; Conc. Vat. I DB 1787). Ne segue che “Il consenso moralmente unanime dei Padri (in materia di fede e di morale) è testimonianza di Tradizione divina” e quindi “è regola infallibile di fede”.

    La Chiesa nel suo magistero infallibile ha definito: “Nessuno deve osare di distorcere la S. Scrittura, secondo il proprio modo di pensare, contrariamente al senso che ha le dato e le dà la Chiesa (…), né deve andare contro l’unanime consenso dei Padri” (Conc. di Trento, Decreto sulla Vulgata e sul modo di interpretare la S. Scrittura, Paolo III, 8 aprile 1546, DS 1507).

  5. Leone XIII insegna che “Non è permesso a nessuno di interpretare la S. Scrittura contro l’insegnamento unanime dei Padri… Somma è l’autorità dei Padri… ogni volta che all’unanimità interpretano con uguale senso una qualche testimonianza biblica… Dal loro unanime consenso, appare chiaramente che così sia stato tramandato dagli Apostoli secondo la fede cattolica.

    Mons. Francesco Spadafora spiega che la Tradizione patristica, se moralmente unanime, equivale al Magistero ecclesiastico infallibile. Onde l’insegnamento comune dei Padri non ha bisogno di un’ulteriore conferma del Magistero, poiché esso stesso è Magistero infallibile.

    Da tutto ciò è facile dedurre che ogni decisione del Sinodo in contrasto con l’immutabile TRADIZIONE è nulla e invalida, è semplicemente ACATTOLICA.

  6. Inoltre: “nelle cose della fede e dei costumi appartenenti alla edificazione della dottrina Cristiana deve essere tenuto per vero quel senso della sacra Scrittura che ha SEMPRE TENUTO e TIENE la Santa Madre Chiesa, alla cui autorità spetta giudicare del vero pensiero e della vera interpretazione delle sante Scritture; perciò a nessuno deve essere lecito interpretare tale Scrittura contro questo intendimento o anche contro l’unanime giudizio dei Padri.” (Conc. Vat. I, Costituzione dogmatica Dei Filius, Pio IX, 24 aprile 1870, DS 3008).

    Ciò ci fa capire che NON può esserci CONTRADDIZIONE fra ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e ciò che la Chiesa insegna e neppure fra ciò che insegna e l’unanime giudizio dei Padri, è dato PER SCONTATO che il Suo insegnamento corrispponda a quello di sempre e a quello dei Padri della Chiesa, quindi…

  7. …quindi un’eventuale apertura alla profanazione del Santissimo Corpo di Cristo o alla sodomia NON potrà venire dalla Chiesa Cattolica ma da un’anti-chiesa ispirata da Satana (si tenga presente, inoltre, che l’apertura a tali abominii contraddirebbe espliciti insegnamenti trasmessi dagli Apostoli e comporterebbe quindi anche la perdita dell’apostolicità, cosa assolutamente impensabile nella Chiesa di Cristo, che sarà costituita da coloro che continueranno a credere agli insegnamenti di Cristo e dei Suoi Apostoli)!

  8. Certo i falsi profeti sono sempre esistiti, ma quello che ora fa raccapricciare è il numero di
    questi sepolcri imbiancati, sempre più esteso, con la logica conseguenza che confonde
    anche le anime innocenti e fiduciose di tanti fedeli. Lo dico per esperienza personale: “ma
    il papa è così buono! Così consolante! Vuol bene a tutti…..
    E la Chiesa è sempre più immersa nella sporcizia, come avvisò il venerabile Cardinale
    Ratzinger.
    Affidiamoci completamente a LUI!!!

  9. Nessun uomo, fossero anche tutti i vescovi insieme più il papa, ha il diritto di cambiare a suo piacimento la Parola di Dio, come dice Gesù “Chi cambia un solo iota….”. Se lo fa, si pone da sè al di fuori del Corpo Mistico di Cristo, è un eretico e lo aspetta una condanna eterna. In questo caso ci sono uomini di Chiesa che vogliono confonderci facendoci credere che la pratica omosessuale, i rapporti extramatrimoniali (convivenze), il divorzio e altre amenità non siano un peccato e che quindi la Parola di Dio sia sbagliata!!!!!!Peccato per loro e per il loro dio (Satana) che non tutti vogliano lasciarsi abbindolare dai loro vaneggiamenti e magari farsi trascinare all’Inferno con loro. No grazie, io sto con Gesù Cristo. “Passeranno i cieli e la terra ma la Sua Parola non passerà”.

  10. Guardate che le profanazioni sono molte di più, e molto più sottili. C’è gente che si organizza per seguire le Messe e disturbarle, con mezzi apparentemente innocenti, e tali che risulta molto difficile obiettare qualcosa, se non tutti insieme (e figuriamoci, smidollati come sono gli italiani…).
    In Santa Maria in Monterone, solo per fare un esempio, c’è gente che prega con le sedie disposte dando le spalle al Sacramento, ponendosi esattamente davanti a esso.

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