Femministe contro il gruppo di preghiera anti-aborto davanti al Sant’Orsola di Bologna

zzsntrslUn aspro scontro ideologico è in corso sui marciapiedi davanti al Policlinico “Sant’Orsola”, clinica ostetrico-ginecologica di Bologna. Qui, dove da quindici anni, ogni martedì mattina, un gruppetto della “comunità Giovanni XXXIII, fondata da don Oreste Benzi, si riunisce per pregare il rosario in riparazione degli aborti effettuati all’interno della struttura, lo scorso 17 giugno si sono, infatti, presentate una ventina di femministe, sotto le insegne Coordinamento Io Decido, e Mujeres Libres, ingaggiando una battaglia verbale contro “preti e fascisti” colpevoli di offendere, con la loro presenza e le loro preghiere, le donne che si recano presso la clinica ad abortire.

Andrea Montuschi, responsabile della zona Emilia della Comunità Papa Giovanni XXIII, racconta che il gruppo di contestatrici si è materializzato «alle sette del mattino per “occupare” il marciapiede davanti alla clinica ginecologica ma non hanno trovato nessuno, in quanto il gruppetto di preghiera si era spostato con il suo rosario all’ingresso di via Albertoni, lontano centinaia di metri e non visibile dal lato Massarenti. Raggiunti lì lo stesso dopo qualche minuto, gli intercessori si sono sentiti dare dei “fascisti” e urlare contro “di pregare piuttosto per i bambini vittime dei preti pedofili”, oltre qualche bestemmia».

La “Cgil” locale, nel confronto tra le opposte posizioni, si è schierata con decisione dalle parte del coordinamento “Decido io”, diffondendo una nota per “dire basta ai gruppi di preghiera, dotati a volte anche di megafono, e ai cartelli offensivi della dignità dei lavoratori della sanità che con impegno e professionalità permettono l’applicazione di una legge dello Stato“. In tal senso, Milena Schiavina, responsabile sportello donne della “CGIL”, ha dichiarato a “Radio Città del Capo” che il gruppo di preghiera all’ingresso del policlinico esercita «pressioni psicologiche che vogliono negare alla donna il diritto di scegliere sul proprio corpo», e ha reso noto che, per l’inizio di luglio, si svolgerà un’iniziativa pubblica sulla tematica in una delle sale del Sant’Orsola.

Per il prossimo martedì 24 giugno è già stata annunciata una nuova contestazione ma il gruppo di preghiera dei seguaci di don Benzi sarà, come sempre, in silenzio, al suo posto a recitare il rosario per le vittime innocenti dell’aborto il cui “diritto di scelta” viene ideologicamente calpestato e ignorato. (L.G.)

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fonte: Corrispondenza Romana

6 commenti su “Femministe contro il gruppo di preghiera anti-aborto davanti al Sant’Orsola di Bologna”

  1. Purtroppo nella situazione in cui ci troviamo con l’aborto istituito legalmente esiste la complicità di una fetta della Democrazia Cristiana dell’epoca. Legalmente, le contestatarie, in un certo senso sono dalla parte della ragione e non credo proprio che nessun politico cambierà tale legge pro-abortiva. Ovviamente solo da un punto di vista legale (tuttalpiù)…. perché in realtà sono solo dalla parte del demonio.

  2. Ecco l’ideologia e la “cultura” delle femministe: bestemmie e stupidi luoghi comuni, ma d’altra parte che cosa ci si può aspettare da gente favorevole all’omicidio, che discutessero di metafisica?
    La cgil locale ha palato di “dignità dei lavoratori della sanità che con impegno e professionalità permettono l’applicazione di una legge dello Stato”, ovvero della dignità di assassini impenitenti, e di «pressioni psicologiche che vogliono negare alla donna il “diritto” di scegliere sul proprio corpo»: ci vuole troppo cervello per parlare della dignità e del diritto alla vita del concepito?
    Persino la cgil si è permessa di mettere becco sulla questione, i Vescovi cosa aspettano ad intervenire in modo cattolico?

  3. Annarosa Berselli

    La preghiera può essere vista anche solo come un’espressione del proprio pensiero.
    Adesso è anche proibito esprimere pubblicamente le proprie idee?

  4. Normanno Malaguti

    La difesa dell’omicidio rituale (rituale rivoluzionario) non può scandalizzare chi sa quale sia l’entroterra. culturale? delle femministe.
    Duole che nessuna voce da parte del Clero, si sia levata per stigmatizzare il tentativo delle esaltate suffragette di ricacciare in gola agli Oranti le loro miti, preghiere benedette.

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