FIGLIO DI UN DELIRIO GIGANTE, ECCO IL NANISMO DAL VOLTO DIS-UMANO – di Piero Vassallo

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di Piero Vassallo


 

Fabio De Fina, colto editore e implacabile critico della modernità, istituisce un umiliante confronto tra gli esponenti dell’avanguardia giovanile, attiva nel Msi durante i difficili anni del dopoguerra, e i loro presunti eredi, saliti ai vertici di Alleanza nazionale e/o delle sue numerose, impazzite schegge.

Un tale confronto obbliga a tentare la dura e umiliante risalita alle cause della sfacciata fortuna che arride a una casta tanto imperiosa quanto stupida e nociva.

Alla fatica della risalita i militanti messi a riposo dal partito della destra latitante non possono sottrarsi.

In questa triste fase della storia italiana ai delusi dalla destra appiattita sull’alcova di Luciano Gaucci, incombe il dovere di dare una risposta seria alla seguente domanda: perché gli eredi (sedicenti) degli Erra, degli Accame, dei Rauti, dei Siena, dei Gianfranceschi, dei Belfiori, dei Vitale, dei Tricoli, dei Casalena, sono esangui ripetitori delle banalità raccolte nel trivio, in cui circola l’illusione di poter celebrare l’infiorato sposalizio della tradizione italiana con il suo sessantottino contrario?

Ora il curioso, che indaga sulle cause della impressionante, generale catastrofe antropologica in atto e contempla atterrito il conseguente, universale nanismo, quello avventizio dei politicanti a destra e quello naturale dei politicanti a sinistra, può ottenere senza difficoltà una prima, chiara risposta dalla pagina del dizionario etimologico in cui si rammenta che l’aborrito (dagli eversori francofortesi e dagli analfabeti sessantottini, urlanti e contestanti al seguito della loro sgangherata dottrina) principio d’autorità è il motore della crescita umana in dignità e merito.

Intesa all’umiliazione e al degrado dell’umanità, la lues eversiva, diffusa dai post-comunisti di Francoforte, ha inquinato e avvelenato tutte le agenzie alle quali la sapienza tradizionale assegnava  il compito di educare i giovani.

Il buonismo falso e avventizio dei cattocomunisti si è rovesciato sui seminari e sulle associazioni cattoliche, sconvolgendo la mente degli aspiranti al sacerdozio. Giovani che, peraltro, erano già confusi dalla doppiezza in caduta libera sulla teologia del Vaticano II.

Il forsennato anarchismo, in cova sotto la cenere lib-lab, ha appiattito l’ordinamento scolastico sulle selvagge idiozie dedotte dal delirio gnostico degli ultracomunisti Benjamin, Bloch, Taubes e Marcuse.

L’obliqua e demenziale rivoluzione promossa dalla violenza pacifista, ha vampirizzato l’amor di patria, umiliando l’educazione all’eroismo, che un tempo era impartita dall’esercito nei centri per l’addestramento delle reclute.

[A proposito di eroismo: il citato vocabolario etimologico rammenta e insegna la derivazione del termine dal nome di Era, la dea degli onesti matrimoni. E indica il termine della strada rivoluzionaria, battuta dalle allegre madri degli anti-eroi].

La suggestione giovanilistica, infine, ha svuotato la cultura dei partiti della destra, insinuando illusioni circa la possibilità di attuare l’innaturale compromesso della tradizione con la gaia scienza degli insorgenti di successo e con la scienza gay, già avanzante nei cortei sessantottini.

Risultati della violenta aggressione ai danni delle agenzie costituite per educare sono la gioventù incolta, smarrita, viziata e debilitata, che si aggira in cerca di una identità e il popolo acquiescente e rassegnato, che si inginocchia davanti alla luce spettrale emanata dalla banca strozzina.

nietzscheL’uomo curioso, che desiderasse conoscere anche le lontane radici del delirio francofortese, potrebbe leggere il frammento postumo, in cui  l’esultante Nietzsche annuncia di aver scoperto e condiviso l’implacabile odio di Spinoza contro il vero Dio.

L’illuminazione che la filosofia di Spinoza procura a Nietzsche, infatti, costituisce il ponte che, passando attraverso l’ateismo di Hegel e di Marx unisce l’irreligione di Spinoza e l’anti-teismo (di matrice dichiaratamente gnostica) professato da Freud nel saggio su Mosé e dai rivoluzionari postmoderni (Benjamin e i suo continuatori) pubblicato al fine di riabilitare e assimilare la capovolta teologia di Marcione, dei cristiani tedeschi e dei nazisti.

Nel nichilismo di massa è rappresentata, infatti, la discesa della dissolta ideologia moderna nell’arcaico delirio teologico che ha generato la destra contraffatta dai nazisti.

L’ultima metamorfosi dell’illusione moderna è un mostro a due teste, falce e martello più swastika, una sintesi usata dai promotori per promuovere il degrado e il deragliamento nichilista dell’umanità.

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