Finita l’era degli statisti, aumenta il rischio guerra  –  di Agostino Nobile

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Alle prossime votazioni i cittadini americani non dovranno decidere solo sui problemi economici che li affliggono, dovranno scegliere chi garantisce la pace con Putin o la terza guerra mondiale.

di Agostino Nobile

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zzzzterza-guer2Martedì sera, 15 dicembre, alla CNN ho assistito al dibattito dei candidati alla presidenza del partito repubblicano statunitense. Devo ammettere che dopo mezz’ora, abusando dei miei limiti di sopportazione, ero pronto a gettare la spugna. Nonostante il moderatore Wolf Blitzer ce l’abbia messa tutta per dare ritmo al dibattito, ho resistito per un’altra mezz’ora. Il resto l’ho appreso attraverso i quotidiani. Se a questo spettacolo degno del “teatro dell’assurdo” (mi perdonino Beckett e Ionesco), sommiamo i disastri creati dai democratici Obama, signora Clinton e Kerry – per non parlare dei politici europei – possiamo affermare che la prima potenza economica e militare del mondo è costituita, per usare un eufemismo, da incapaci. Probabilmente, l’unico salvabile è l’irruente miliardario Donald Trump. Ma se l’ascesa del tycoon newyorkese non fa parte del programma dei democratici (Trump è stato un democratico) intenzionati a dividere e azzoppare la casa repubblicana, il sistema cercherà di farlo fuori con tutti i mezzi. Un cane sciolto come Trump potrebbe causare danni incalcolabili a chi tira le fila della politica e dell’economia statunitense e non solo. Lo stato d’animo degli americani è stato confermato dal numero degli ascolti. Il giorno seguente al dibattito, che si è svolto a Las Vegas, città nota per il gioco d’azzardo, la Cnn ci ha informati, orgogliosamente, che la sfida repubblicana è stata vista da 18 milioni di americani, la terza in assoluto per numero di ascolti. Considerando che negli USA vivono circa 250milioni di anime, in rapporto la percentuale è più bassa di una normale serata del nostro Festival di San Remo.

Il tema principale del dibattito è stato l’Islam e il terrorismo, e non poteva essere diversamente dopo pochi giorni dalla strage di San Bernardino per mano di un musulmano, cittadino americano, e della moglie pakistana, vissuta fin da bambina in Arabia Saudita. Non stiamo a ripetere quello che i quotidiani hanno già scritto in abbondanza sulle battute e le frecciate che si sono rivolte i nove contendenti; quello che ho trovato insopportabile è stata la manifesta ignoranza, o ipocrisia, in relazione ai terroristi e alla Russia di Putin. L’ex capo della Hewlett Packard, signora Carly Fiorina, pretendente alla Casa Bianca, per esempio, ha dimostrato l’assoluta malafede nei confronti del presidente Putin, accusandolo, in pratica, di minacciare l’occidente prendendo come esempio l’Ucraina e la Crimea. Per quest’ultima, ricordiamo che il referendum ha dato la vittoria schiacciante del 95% ai filo-russi. Per quanto riguarda l’Ucraina, ce l’ha confermato il multimiliardario George Soros alla CNN il 25 maggio 2014, intervistato da Fareed Zakaria, dove rivendica il suo ruolo nel colpo di stato di Kiev. Il presidente Yanukovich, eletto democraticamente, è stato costretto a fuggire, mentre al suo posto è stato messo il fantoccio di Obama, il filo-nazista Poroshenko. Il resto lo racconta la cronaca: il dicastero delle finanze va a Natalie Jaresko, ex funzionaria del Dipartimento di Stato americano trasformata in cittadina ucraina alla velocità della luce. La poltrona dello sviluppo economico e del commercio a Aivaras Abromavicius, lituano, specialista di investimenti in mercati emergenti e acerrimo nemico di Putin. Il cinico Soros nel 1992 ha creato problemi alla lira italiana e al pound britannico. Con la sua Open Society Foundation, che viene presentata come ong filantropica, ha speculato e creato problemi anche in altre parti del mondo, come per esempio in Indonesia e in Malesia, dove, si dice, sia stato condannato per aver speculato fino a creare la svalutazione delle monete dei due paesi. Purtroppo la censura non ci permette di emettere giudizi oggettivi, ma dalle interviste sopra citate e da altre, che si possono trovare su youtube, possiamo senz’altro affermare che il magnate ungherese naturalizzato americano, lavora per la Casa Bianca e per la NATO. Cosa che, a quanto pare, i nove senatori repubblicani ignorano.

Il texano Ted Cruz è considerato il più concreto dei nove contendenti. Essendo pro-life i cattolici, almeno quelli italiani, tifano per lui. Ma come già accadde con George W. Bush, non potrà fare molto contro i democratici e le potenti lobbies abortiste. Quindi, data la situazione attuale, penso abbia più senso valutare i programmi di politica estera. In una intervista alla CNN dell’8 ottobre 2015, il senatore Cruz critica la politica di Obama perché dopo due anni dalle bombe chimiche usate dal presidente siriano al-Assad contro il suo popolo, non è intervenuto come si doveva. Il fatto è che, secondo autorevoli fonti irachene, il gas nervino Sarin non è stato usato dal presidente siriano, bensì dai terroristi anti Assad. Tra l’altro, in questi giorni il parlamentare di opposizione turco Eren Erdem, del Partito Repubblicano del Popolo, in un’intervista alla tv RT, Russia Today, ha rivelato che nel 2014 componenti del gas letale Sarin sono arrivati all’Isis in Siria attraverso la Turchia, con la supervisione dei servizi segreti  turchi. E dato che il parlamentare è stato accusato di alto tradimento, dovrebbe essere evidente che la Turchia di Erdogan conferma la veridicità delle accuse. Dunque una situazione perlomeno ambigua, che smonta le certezze di Ted Cruz. Un’altra battuta che puzza di arroganza l’abbiamo letta nella pagina CNN col titolo “Come U.S. deve cacciare Putin dalla Siria”. Già il fatto che un presidente come Putin, eletto democraticamente con una maggioranza assoluta, è definito da Cruz “dictator”, lascia un po’ perplessi. L’idea del senatore texano è quella di combattere al fianco di Putin per sconfiggere l’Isis, per poi fermare lo stesso Putin. Questi commenti possiamo accettarli in un bar dello sport, non da candidati statisti. Comunque, per ovvi motivi, nessuno dei nove candidati ha ammesso che l’Isis è un prodotto made in USA, finanziato dall’Arabia Saudita, nonché dalla Turchia e dai paesi sunniti del penisola araba. Il senatore del Kentucky Rand Paul è l’unico, insieme a Donald Trump, ad avere coscienza del pericolo di una guerra mondiale. Il primo non ha i numeri per candidarsi, il ruspante Trump sembra il più papabile. Se il sistema glielo permetterà.

Alle prossime votazioni i cittadini americani non dovranno decidere solo sui problemi economici che li affliggono, dovranno scegliere chi garantisce la pace con Putin o la III guerra mondiale.

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4 commenti su “Finita l’era degli statisti, aumenta il rischio guerra  –  di Agostino Nobile”

  1. A quanto sembra in America ed Europa tutti nemici di Putin.
    E in Italia? Penso che gli unici veramente “pro” Putin siano Berlusconi e Salvini.
    Temo quindi la III guerra mondiale…

  2. Considerato che negli USA vivono più di 300 milioni di persone, la percentuale di ascoltatori è ancor più bassa.
    Resta il fatto che, da una parte o dall’altra, quei cittadini non avranno scelta: sempre di guerrafondai si tratterà.

  3. Riguardo a Putin in molti ora stanno rivedendo le proprie posizioni, alla luce degli ultimi tragici avvenimenti ( certo, meglio tardi che mai ). L’analisi è interessantissima ; spero in una netta disfatta dei pro-death. Il problema però è anche culturale in senso ampio, e cioè : ha il neo – politico Trump la preparazione adeguata per candidarsi alla guida della Casa Bianca? Bush figlio aveva il padre e con lui uno staff di grande livello … A meno che non si organizzi adeguatamente con supporter e consulenti adeguati per sostenere una politica finalmente degna di questo nome.

    1. Agostino Nobile

      Cara Francesca, se le varie lobbies non gli faranno la festa, Trump sarà all’altezza della situazione, perché saprà scegliere i giusti supporters, D’altronde i soldi non li ha fatti per caso. Per ovvi motivi di visualità oggi si comporta come un cane sciolto (dicendo al popolo le cose di buon senso che vuol sentire), e se è vero che ammira Putin, una volta arrivato al traguardo si comporterà con lungimiranza. Grazie
      A Nobile

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