“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

Il prevedibile accordo della Fraternità San Pio X con Roma e le modalità della rimozione di Don Petrucci. Comunque si vogliano leggere questi fatti, se i “fedeli della Tradizione” fossero semplicemente fedeli cattolici saprebbero benissimo che cosa fare anche in tale situazione. E, soprattutto, si fiderebbero della Provvidenza che, se ha a suo tempo suscitato un monsignor Lefebvre, può benissimo farlo ancora. Ma serve pregare e affidarsi al Signore, invece che perdersi in tanti discorsi… la domanda da porsi davanti alla tragedia che stiamo vivendo è: “Che cosa significa tutto questo?”.

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

PD

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Lunedì 16 gennaio 2017

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Gentilissimo Alessandro Gnocchi,

le scrivo per avere un suo parere su alcuni fatti e alcune voci circolate nel periodo natalizio. Mi riferisco alla rimozione di don Pierpaolo Petrucci dalla carica di superiore del  distretto italiano della Fraternità San Pio X e all’intervista in cui il vescovo monsignor Athanasius Schneider sollecita l’accordo della Fraternità stessa con Roma dando l’impressione che ormai sia cosa fatta. So di sollevare un tema complicato e di portarle via tempo, ma mi interessa sapere che cosa pensa in proposito.

Grazie e buon lavoro

Roberta Russo

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Cara Roberta,

a mio modo di vedere, la questione è invece abbastanza semplice e ce la caveremo in fretta. Si tratta solo di collocare i fatti di cui parla nella prospettiva giusta, che a mio parere è la seguente: pur riconoscendo che la Fraternità Sacerdotale San Pio X rappresenta, ma soprattutto ha rappresentato, una fase importante nella vita della Tradizione e quindi della Chiesa, mi importa davvero poco che i suoi vertici decidano di buttarsi nelle mani di Bergoglio e della chiesa anticristica che il vescovo di Roma rappresenta. Ho già scritto che cosa significherebbe se lo facessero e non sto a ripetermi (clicca qui). Mi limito solo a dire che sarebbe l’abbraccio contronatura tra chi ha fatto della difesa della fede cattolica la propria ragione di vita e chi invece vede la sua missione nella distruzione della fede cattolica. Entrando in pompa magna nella neochiesa bergogliana, gli eredi di monsignor Marcel Lefebvre porterebbero processionalmente l’integrità della fede nel luogo in cui non interessa a nessuno, consegnandola in tal modo a un insignificante sfoggio di pizzi e merletti buono per tradizionalisti inoperanti.

Più ci penso e più mi convinco che, per quanto spiacevole, questo esito sarebbe drammaticamente esiziale solo se si carica sulle spalle della FSSPX un fardello che non è suo: la salvezza della nostra fede e delle nostre anime. Per questo mi importa poco la decisione che prenderanno i suoi vertici. Quand’anche si buttassero nelle braccia di Bergoglio, non sarebbero cambiate le condizioni perché tutte le anime, quindi anche la sua e la mia, si salvino. Dovremmo continuare a fare ciò che facevamo prima.

Ora, sento già il coro degli orfani abbandonati al loro destino e dei tanti “fedeli della Tradizione” lasciati nel disorientamento. Cara Roberta, se questi “fedeli della Tradizione” fossero semplicemente fedeli cattolici saprebbero benissimo che cosa fare anche in tale situazione. E, soprattutto, si fiderebbero della Provvidenza che, se ha a suo tempo suscitato un monsignor Lefebvre, può benissimo farlo ancora. Ma serve pregare e affidarsi al Signore, invece che perdersi in tanti discorsi.

Quanto alla rimozione di don Petrucci, non conosco, come si suol dire, le carte e quindi prendo per buono quanto sostiene l’autorità che ha preso il provvedimento. Per il resto, mi limito a qualche osservazione sul comunicato con cui la rimozione è stata resa nota. Conosco poco don Petrucci e, per quel poco, lo stimo, ma non è questo il motivo per cui, quando ho letto il comunicato (clicca qui) mi sono cascate le braccia.

Lavoro da trent’anni nei giornali, che sono i luoghi meno misericordiosi del mondo. Ebbene, persino qui, quando viene cacciato il più indegno dei direttori, l’editore scrive un comunicato con cui lo ringrazia per tutto il lavoro svolto e gli augura un felice futuro professionale. Non è formalismo, cara Roberta, è civiltà, è rispetto di una persona per la quale si evita la pubblica gogna. Ma di tutto questo, nel comunicato della Fraternità Sacerdotale San Pio X su don Petrucci non si trova traccia. Evidentemente, la misericordia bergogliana è così virulenta che basta qualche visita all’osteria di santa Marta per esserne contagiati. Mi creda, ho provato pena per chi lo ha scritto e pietà per i sacerdoti che lo hanno letto a tutte le Messe.

Mi dicono che il comunicato è stato scritto in fretta e furia per evitare sommovimenti da parte di fedeli che, attraverso la difesa di don Petrucci, intendevano mettere in discussione il vertice generale. Sia pure, ma la questione era sul tavolo dal 2015, come dice la FSSPX stessa, e inoltre risulta che il mandato del superiore del distretto italiano scadesse a gennaio. Possibile che nessuno, con quasi due anni di preparazione, abbia avuto la lucidità di scrivere qualcosa, non dico di più cristiano, ma almeno di più civile? Se questa è la stoffa umana in cui si tagliano e cuciono i difensori della Tradizione, mi pare di vedere della grezza tela clericale da cui sto volentieri alla larga.

Ma qui bisogna porsi una domanda ulteriore, cara Roberta. Se i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X riescono a condurre in modo così disastroso una questione tutto sommato minore, che cosa faranno quando dovranno gestire le scosse di un eventuale accordo con la Roma bergogliana o postbergogliana, ma sicuramente non cattolica? Forse per questo il ruolo di superiore del distretto italiano è stato affidato ad interim a don Marco Nely, secondo assistente del superiore generale monsignor Bernard Fellay?

Quanto all’intervista di monsignor Schneider, ho poco da aggiungere alle critiche che sono state riportate anche su Riscossa Cristiana (clicca qui e qui). Mi limito a dire che non mi sorprende perché, fin dal primo momento, lo scopo di dichiarato di Schneider è stato quello di riportare la FSSPX all’ovile romano, chiunque ne custodisca il recinto, eliminando una volta per tutte l’anomalia eretta da monsignor Lefebvre a difesa della fede cattolica. Che cosa c’è di strano, dunque, se ora l’emissario di Roma sollecita coloro che lo hanno ospitato e gli hanno dato credito nel giungere al termine dell’iter avviato?

Per quanto riguarda gli argomenti di monsignor Schneider, non li condivido dal principio alla fine. Ma non è questo il punto. Peggio delle argomentazioni, considero censurabili e truffaldini due passaggi a rinforzo delle tesi esposte. Il primo è l’esplicito intento di ipotecare le scelte che monsignor Lefebvre avrebbe fatto oggi. Naturalmente, secondo monsignor Scheneider, Lefebvre avrebbe accettato di gran carriera quanto offerto da Bergoglio. Ebbene, non c’è argomento più intellettualmente misero che quello di attribuire il proprio pensiero e le proprie scelte a una persona morta che non può più dire la sua. Intellettualmente misero per chi lo compie e potenzialmente distruttivo per chi lo recepisce. Se la Fraternità Sacerdotale San Pio X lo fa proprio, finirebbe fatalmente nel processo di ineluttabile revisione del pensiero del fondatore che ha portato a disfacimento di tutti, ma proprio tutti, gli ordini, le istituzioni, le associazioni, i movimenti fondati da una personalità di grande carisma. Mi chiedo: è già in atto questo fenomeno di revisione all’interno della FSSPX?

L’altro argomento censurabile utilizzato da monsignor Schneider è l’accusa di scarso o nullo senso soprannaturale lanciata contro chi si oppone all’abbraccio con la Roma modernista. Qui si cade nel solito vizio totalitario di screditare chi la pensa in maniera diversa, il “dissidente”, che in quanto privo dei requisiti fondamentali per interloquire, deve stare zitto. Se non ha senso soprannaturale, e questo lo stabilisce monsignor Schneider o chi per lui, non può articolare pensiero, aprire bocca e scegliere cosa fare, pena la certezza di peccare in pensieri, parole e opere. E pure omissioni, già che ci siamo.

Ma la scarsità di senso soprannaturale è proprio quanto veniva imputato a suo tempo a quel monsignor Lefebvre che sulla Roma modernista era stato piuttosto chiaro. Com’è che oggi monsignore viene riabilitato con tanto di accettazione dell’accordo annessa? E, ancora, se questo è l’argomento principe, perché non si potrebbe pensare che difettano di senso soprannaturale proprio coloro che desiderano l’abbraccio con Bergoglio? Abbraccio dal quale, è bene ricordarlo, monsignor Schneider non si è mai sciolto, anzi.

Per concludere cara Roberta, devo dire che tutto quanto abbiamo detto fin qua ha un’importanza relativa. Per quanto mi riguarda, può essere rubricato sotto la stessa voce assegnata alle prossime scelte della Fraternità San Pio X: non me ne può fregare di meno. È un’altra la  questione che mi sta a cuore e che, a mio modo di vedere, determina l’incertezza diffusa e il desiderio di aggrapparsi a qualunque fuscello galleggi sulle acque in tempesta. Mi riferisco alla pervicace volontà diffusa ovunque di chiudere gli occhi e di non porsi domande. Davanti allo sfacelo esibito ogni giorno alla nostra vista, davanti a un Papa che bestemmia ostinatamente Cristo e disperde ostinatamente il suo gregge, davanti a un “vicario di Cristo” che predica ostinatamente una dottrina anticristica, davanti a un “successore di Pietro” che agisce ostinatamente contro Pietro, davanti a una Chiesa che dalla più alta gerarchia all’ultimo dei sacrestani si immedesima ostinatamente felice nel pifferaio magico in viaggio verso il baratro, davanti alle anime che si perdono ogni giorno per l’ostinata volontà di chi dovrebbe condurle alla salvezza, non si riesce a far altro che chiedersi: “Come è possibile tutto questo?”. Non mi parli, cara Roberta della speranza nei cosiddetti cardinali dei “dubia”, dai quali mi piacerebbe sapere se, una volta rimessa in forma Amoris laetitia, la Chiesa tornerebbe a essere pura e immacolata, così come vorrei sapere cosa hanno fatto per fermare e combattere insieme al loro gregge lo sfacelo dottrinale e liturgico di cui Amoris laetitia è solo un’appendice e, già che ci siamo, se tutto si può riaccomodare applicando correttamente il Vaticano II e la riforma liturgica. Ma, evidentemente, non ho senso soprannaturale.

Tornando al nostro argomento, cara Roberta, chi per un verso chi per l’altro stanno tutti lì a chiedersi come sia possibile che tutto questo avvenga. C’è persino chi inventa o trae da eruditi bauli marchingegni un po’ curiali e un po’ teologici per tentare di mettere una pezza al disastro. Ma chi si chiede “come è possibile?” che la realtà sia  quella che è finisce sempre per trasformare la domanda in un’altra forma: “come è possibile?” che la realtà si presenti in questo modo. E poi conclude fatalmente che, siccome la realtà non può essere quella che è perché non corrisponde agli schemi che si ritrova in testa, bisogna inventarne una più adatta. Chi si chiede “come è possibile?” finisce, insomma, per dire che “non è possibile!” e dunque bisogna disegnare una realtà diversa. Sono tutti afflitti dalla sindrome di Jessica Rabbit, che, in una celebre battuta spiega: “Non sono cattiva, è che mi disegnano così”.

Se non si vuole rimanere intrappolati in un mondo da cartone animato, bello e consolatorio ma irreale, cara Roberta, la domanda da porsi davanti alla tragedia che stiamo vivendo è: “Che cosa significa tutto questo?”. Ci vuole un po’ di coraggio, perché le risposte magari non saranno tranquillizzanti, ma è l’unica via possibile per  trarre un insegnamento da quanto il Signore permetta che accada. Ora, non pretenda che sia io a rispondere così sui due piedi, perché, questo sì, è un tema complicato che richiede tempo, pazienza e umiltà. Per ora si ponga semplicemente questa nuova domanda e vedrà che la prospettiva cambia immediatamente: meno consolatoria, più faticosa, ma rasserenante. E sa perché, cara Roberta? Perché si passa dall’applicazione di una logica solamente umana fondata su artifici deboli per quanto ingegnosi, alla consapevolezza che bisogna sempre leggere la realtà secondo gli occhi di Dio e abbandonandosi al significato che la Provvidenza scrive in tutto ciò che accade: tutto. Chiedersi cosa significhi il disastro nel quale sta sprofondando la Chiesa cattolica per mano di chi la dovrebbe guidare qui sulla terra non è altro che l’umile disposizione a capire ciò che Dio ci sta dicendo. E, mi creda, è sempre più saggio di quanto dicono gli uomini.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

69 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Gentilissimo Dr. Gnocchi

    forse la risposta alla mia domanda l’avrà già data in qualche altra occasione, ma evidentemente io non l’ho letta, anche se divoro avidamente tutto ciò che trovo scritto da lei ( articoli e libri).
    La prego, come fosse un gesto di carità, di rispondere lo stesso nuovamente al mio dubbio. Che è il seguente:
    se certi indirizzi oggi prevalenti nella chiesa vengono perpetrati IN MALAFEDE, ma cosa ci guadagnano? Certo, le eresie sono talmente gravi e lampanti che è difficile pensare alla buonafede, ma non riesco a vedere il movente di un’azione in malafede. Non sarà che sono minacciati? E che stanno cercando di buttare fumo negli occhi per prendere tempo, in attesa di un intervento dall’ ” Alto “, per evitare una persecuzione? Potrebbe essere un’ipotesi ( si, un pò fantascientifica), ma non nota che le eresie non vengono mai dette ” ex Cathedra”, ma solo in interviste, discorsi a braccio, ecc, e che lo stesso CVII, essendo definito ” pastorale” sminuisce proprio per questo le sue affermazioni discutibili?
    Grazie infinite se vorrà rispondermi

  2. Grazie Alessandro! Tolto di mezzo il Katechon, cioè la Chiesa con la sua ininterrotta successione di Papi fino a Pio XII, ha avuto mano libera il mysterium iniquitatis che si è insediato sul trono di Pietro. Ci avviamo a passi veloci verso la Grande Tribolazione. Preghiamo Nostro Signore perchè quei giorni siano abbreviati. SLGC.

  3. Eppure per celebrare il rinnovo incruento del Sacrificio di NSGC sarà sempre necessario un sacerdote ed un vescovo per perpetuare i sacerdoti.
    Non bastano laici seppur santi.

    1. E’ vero. Ma l’esempio dei Santi martiri coreani ci mostra che semplici laici hanno conservato e trasmesso la fede per quasi 60 anni in assenza di preti, vescovi e papi.
      Caso unico nella storia del cristianesimo.

      1. I Santi Martiri coreani non sono stati, con la loro comunità, un “caso unico nella storia del cristianesimo” di sopravvivenza della fede senza sacerdoti fra di loro.
        Per quanto ne so io c’è stato almeno un altro caso, ancora più perseverante e ammirevole: quello della piccola comunità sotterranea di laici cristiani giapponesi di Nagasaki e dintorni.
        Per il Giappone parliamo di un paio di secoli di miracolosa sopravvivenza della fede cristiano cattolica!
        E’ passato qualche anno da quando ho scoperto e un poco studiato quelle dolorose vicende e il loro esito miracoloso e non voglio riferirvi qui dettagli errati: ma ricercando su internet potrete approfondire quel caso storico.

        Suggerisco di pregare anche i Santi Martiri coreani e giapponesi perché intercedano per ottenerci dall’Altissimo la (immeritata dalle nostre comunità) grazia della sopravvivenza della unica Chiesa di Gesù anche fra i battezzati nostrani.

  4. Talvolta le spire del Serpente possono celarsi in modo insospettabile ai più. Dispiace vedere i “coniglietti” (solo quelli in buona fede) della FSSPX avvicinarsi scodinzolanti al Boa-rgoglio… Che fare? Dobbiamo rassegnarci serenamente e docilmente agli eventi? Ma confidare nella Provvidenza ed abbandonarsi all’imperscrutabile disegno divino non significa rinunciare alla vera militanza cattolica che la nostra coscienza ci chiede…

  5. Dott Gnocchi

    A me pare che il senso del soprannaturale lo ha eccome.

    In chiusura ha fatto un assist, che porta a rispondere :
    Stiamo entrando nella passione della Chiesa, e tra poco passeremo al tempo “dell impostura che scuoterà la fede di molti ”

    Catechismo CC 675-676-677

    Quindi dopo ci sarà la risurrezione del corpo mistico.

    Motus in fine velocior

    Pax

  6. Per spiegare a noi stessi il perché di certe difficili situazioni è’ inutile arrovellarsi in ragionamenti che pur giusti e assennati sono infinitamente lontani dalla mente di Dio. Non saremmo cristiani se non riconoscessimo questo. Ho già scritto alcuni giorni fa che –e la Sacra Scrittura ce lo conferma- Dio sa trarre il bene anche dal male, e a volte anche le malevole intenzioni degli uomini malvagi, sortiscono risultati inimmaginabili e completamente diversi dai loro pensieri. Confidendo nella provvidenza, esercitiamo la virtù della Speranza.

  7. Caro Alessandro non sto a polemizzare. Mi ricordo però del tuo (nostro) incontro con don Nelly a Civitella e non mi pareva proprio che tu avessi per lui il disprezzo che ostenti ora. Io sono stato sempre per un accordo che cercava anche mons. Lefebvre e ci credevo e pregavo…poi – lasciamo stare per colpa di chi – l’accordo non c’è mai stato ma le trattative sì…eppure anche allora non è che si trattasse con personaggi fatti con “farina da ostie”. Bisogna anche mettersi nelle manii della Provvidenza e fidarsi di questi Superiori, come allora ci fidammo seppur con l’amaro in bocca quando non ci fu l’accordo, che mons. Lefbvre ha messo a capo di questa grandiosa Opera che ha conservato la Messa di sempre. Vedo che, invece, con scritte sulle bacheche di facebook, con raccolte di firme, chiacchiericci, offese e comportamenti e delegittimanti. si ripercorrono le orme del Sessantotto conciliare ed ecclesiale. Ci mancavano anche le fazioni e la contestazione all’interno della Fraternità Sacerdotale. Ora siamo a posto. Proprio come gli altri. Non penso che don Petrucci sia contento…

    1. Caro sig. Cipriani,
      si ricorda, alla vigilia delle Consacrazioni, le promesse di Roma, puntualmente disattese? Servivano solo per impedirle di avere dei Vescovi che garantissero continuità al suo apostolato. E subito dopo, ecco la Commissione Ecclesia Dei, che avrebbe dovuto toglier chierici e fedeli alla Fraternità. Vi riuscì, ma i transfughi oggi tacciono, si beano delle loro liturgie, ma non ho sentito una sola voce di dissenso provenire né dai Superiori della San Pietro né tantomeno da quelli del Buon Pastore. Sa perché? perché Roma li tiene per le palle – absit injuria, e il primo che fiata salta. E poi, perché fingere che quella Prelatura non rappresenti un’accettazione del Concilio, quando essa stessa è un istituto del nuovo Codice di Diritto Canonico, che del Vaticano II è traduzione pedissequa? Riponiamo la nostra fiducia in Dio, poiché è maledetto l’uomo che spera nell’uomo (Ger 17, 5). Specialmente in chi ha dimostrato chiaramente di non venire da Dio.

    2. Caro dottor Pucci Cipriani, io sto leggendo avidamente tutte le opere di Mons. Léfèbvre attualmente in circolazione (ora sono alle prese con “Lettera ai cattolici perplessi”) e non mi sembra proprio che il Fondatore della FSSPX nutrisse una smania di riconciliazione, anzi, diceva che se Roma non fosse ritornata cattolica non c’era nessun margine di trattativa. accettava sì quanto il papa e a gerarchia emanava di cattolico, ma rifiutava di seguirli in tutto ciò che da esso si discostava (e ammeetterà anche Lei, caro Pucci, che non era poco!). Se il Monsignore era così fermo nelle sue determinazioni a quell’epoca, in cui la “bestia conciliare” era ancora un poco dissimulata, cosa avrebbe detto adesso, con Bergolio (il “grande riformatore”, come è stato aulicamente definito) al timone? certamente non quello che vorrebbe fargli dire, furbescamente, Mons. Schinedr. In tutta onestà, mi sento di consigliare i santi sacerdoti della Fraternità di non accettare nessun accordo, nessun compromesso, altrimenti faranno la fine della rana bollita (ma potrebbero sempre unirsi a Mons. Willimson ed alla sua Unione Sacerdotale Marcèl Léfèbvre).

  8. Ogni giorno prego per il Papa e per la Chiesa Cattolica. Poi prego per i fratelli cristiani che pur perseguitati continuano a vivere eroicamente la fede in Cristo. Poi prego perché faccia LUI, perché io proprio non arrivo a capire cosa LUI intenda fare o lasciar fare.Per fortuna so che LUI è la via, la verità e la vita e questo mi basta. Gli uomini sbagliano e hanno sempre sbagliato, perfino i santi, prima di farsi santi. L’importante è che da qualche parte rimanga un raggio di luce che ci indichi dove andare e che abbiamo il coraggio di indicarlo a nostra volta a chi possiamo. La Chiesa non ha mai avuto bisogno di sapienti, ma di santi. Facciamo il possibile per diventarlo, il resto passerà.

    1. Aggiungo poi che qui nessuno parla di foro interno, dato che le sue assurde eresie e bestemmie Bergoglio le proclama in pubblico e con l’ausilio dei grandi media di massa.

      Voler fingere che Mr. Bergoglio non abbia detto che non esiste un Dio cattolico, che non abbia detto che musulmani ebrei e cristiani pregano lo stesso dio, che non abbia detto che Dio è stato ingiusto con Cristo Figlio suo mandandolo in croce, che Dio Padre non conosceva l’abisso del peccato in cui sarebbe caduto adamo etc… etc… etc… è solo voler mettere la testa sotto la sabbia, e non faccio particolare cenno ai dubia cardinalizi…. altro che foro esterno caro Bongi, qua siamo oltre ogni limite di decenza e per invocare la buona fede si può solo provare a sotenere che Bergoglio è malato di sindrome bipolare, dissociato e malato, ed anche in tal caso mi apre che non ci siamo proprio.

  9. Non condivido certo eccessivo livore che evidenzia essenzialmente poca serenità d’animo. Se il Papa ordina cose evidentemente erronee certamente non va obbedito. Bisogna tuttavia pregare sempre per lui ed onorarlo per la funzione che comunque ricopre, anche se indegnamente. Anche perchè, come per qualunque altra persona, nessuno di noi ha il diritto di giudicare il foro interno.
    Quanto ai cardinali dei dubia: certo la loro reazione è tardiva, parziale, limitata e forse anche debole. Meglio comunque che ci sia stata questa reazione piuttosto che il piattume precedente. Ciò che è oggettivamente buono tale deve essere giudicato. Nostro Signore ci ordinò di parlare con “SI SI NO NO”, nè con SI SI SI SI e neppure con NO NO NO NO…

    1. Ma lei, caro Bongi, non prende minimamente in considerazione che Bergoglio possa essere “sic et simpliciter” un usurpatore, un massone mascherato (come tutto lascerebbe supporre) messo lì dai cd poteri forti (in specie la massoneria ebraica di stampo obamiano e clintoniano) per far tabula rasa del cattolicesimo, del papato, della civiltà occidentae (vedas lattuale invasione islamica selvaggia dell’europa occidentale). In questo caso ci sarebbe poco da pregare per il papa, nessuno dei 2 al timone è evidentemente cattolico, né poco né tanto (sul tedesco ci sarebbero da scrivere volumi sulle sue eresie…)

    2. Non vedo come si possa restare silenti o magari “sereni d’animo” di fronte alla chiesa che viene condotta alla apostasia e al protestantesimo modernista dal falso pastore biancovestito.

      Evidentemente caro Bongi anche Cristo quando scaccio a frustate i mercanti dal tempio non aveva serenita d’animo.

      Qua non si tratta di obbedire o non obbedire all’impostore, bensi di dire chiaramente se è un impostore o no.

      o Si oppure No, e poi si torna sereni, magari con un papa vero.

  10. Piu’ vado in la’ e sempre piu’ mi accorgo che di questi tempi si respira il male anziche’ l’aria. Per quanto riguarda la FFSPX Finiranno anche loro, salvo qualche eccezione di scelta del martirio, nelle spire della piovra. E cosi’ fuori anche loro. O col bastone o la carota si eliminano tutti.
    E finalmente la grande religione universale potrà iniziare le danze.
    Ma Dio aveva un’altra idea (?)

  11. Lo dico con grande dispiacere : sono completamente in disaccordo con quanto espresso da Alessandro Gnocchi.
    Comunque sottoscrivo in pieno quanto espresso da Pucci Cipriani e da Marco Bongi!

      1. Come ho dimostrato con i miei commenti di cui sopra, anch’io concordo totalmente con il bravo Alessandro Gnocchi, mentre dissento (pur con dispiacere) da quanto vanno affermando Pucci Cipriani e Marco Bongi. Lo dico per dovere di cronaca e per onestà intellettuale verso quel grande apologeta cattolico che è il dottor Gnocchi.

      2. Anch’io concordo in pieno con Gnocchi . E sono certamente indisaccordo con Pucci Cipriani. Invece non capsico Marco Bongi sopra tutto quando parla di “livore” .
        “Gesù Cristo nostro Signore e Redentore to supplichiamo per il trionfo della Tua Santa Causa. Tu voglia RAGGRUPPARE i Tuoi fedeli comabattenti la buona lotta affinchè si conoscono e si ACCORDINO NELL’ANIMA E NELL’OPERA: …… … ” (Mons. Umberto Benigni). Oggi il problema sono i Tradizionalisti che non si raggruppano e non si accordano. I conciliari (dai neocat ai pseudo tradizionalisti) sono già persi. Cerchiamo di non (dis)perdersi anche noi.
        Sia lodato Gesù Cristo.

        1. Io anche sono con Gnocchi, a Pucci Cipriani concedo l’attenuante della buona fede, ma se sapesse veramente che razza di fogna e’ oggi il vaticano di Bergoglio, cambierebbe certo idea, non si tratta di fare accordi con lachiesa post conciliare caro cipriani…. questo poteva valere ancora 10 anni fa….

          oggi sarebbe come mettersi d’accordo col proprio boia sui tempi e modi della esecuzione…. di stile eutanasico per di piu.

  12. Caro dott. Gnocchi, “pervicace volontà diffusa ovunque di chiudere gli occhi e di non porsi domande” è la fotografia esatta dello stato attuale della Chiesa – non soltanto: dell’intero Occidente, nel suo spensierato inabissarsi. Capire perché questo accada è molto difficile. Un conto è analizzare un’idea, metterne in luce la malignità intrinseca; un altro è spiegare perché un’idea maligna prevalga e si diffonda nella società, anche quando sia evidente che, realizzando quell’idea, la società si ammala e muore, si distrugge. Grazie, come sempre, per questo po’ di luce nella tenebra.

    1. Non indurite il vostro cuore come a Meriba nel giorno di Massa….dove mi tentarono i vostri Padri.
      Guardate ad Est. Sta sorgendo una stella…ex rossa…ma sempre stella è!
      Perdonatemi l’entrata ortodossa. Quello che voglio dire è che mi sembra che il ragionamento del dr. Gnocchi sia da condividere: soprattutto nella domanda che ci dobbiamo fare. Quello che stiamo vivendo è solo il risultato. Il lungo cammino è iniziato al tempo del CVII ma non è stato solo il CVII….
      Possiamo dire che non si arriva ad una situazione di sbandamento tale del gregge se i pastori con la loro 50ennale negligenza non c’hanno messo del loro nell’abbassare la vigilanza. Cosa possono fare i cani da pastore se il pastore stesso ha dormito beato e se come accade ora solidarizza addirittura con i lupi? Bergoglio è il risultato non è la causa di quello che vediamo. Se i Signori Cardinali in conclave, e prima ancora, chi in buona e chi in cattiva fede….lo hanno votato…..evidentemente una strategia c’è stata che è partita da lontano, senza scomodare le trame gesuitiche del Card. Martini……..

    2. Caro signor Marco Boggia, forse anche lei avra’ letto o sentito parlare del famoso libro: massoneria e sette segrette di Epiphanius, di li, non solo i contenuti ma anche le citazioni di altri autori, di cui anche eminenti membri della fu’ Chiesa Cattolica Apostolica Romana quali Monsignor Delassus, espongono un quadro che si e’ svilupato lungo qualche seccolo, fino ai nostri giorni. Un quadro che se lei avra’ la bonta’ e la pazienza di leggere comprende tutta la cristianita’, dal mondo cosi’ detto laico al clero tutto, un disegno che prevedeva in tempi non sospetti uno scisma nella chiesa proprio con i metodi che sono sotto gli occhi di tutti.E si badi bene che chi aveva proggettato questo disegno, aveva previsto tutto fino al minimo dettaglio, ed eccolo qui’ davanti ai nostri occhi. Se lei lo leggera’ rimarra’ stupito di come le cose sono andate, e come ancora si stanno avverando.

  13. Esattamente Gesù dice sì al sì e no al no, quindi no agli anticristi, per ciò è salito in Croce perché non disse ni. Chi vuole il ni , dice sempre Gesù, fa parte della schiera del maligno. e queste sono le scelte dei tiepidi del compromesso che non vogliono vedere che viviamo la 2 Tess. cap.2. E vogliono adorare satana al posto del vicario di Dio.

  14. C’è da pregare e molto. In caso di accordi, certo si può continuare a fare ciò che sempre fatto, diventa però più difficile, perchè ora ad esempio ciò che faccio è evitare come la peste la messa nuova ed andare esclusivamente a quella cattolica, perchè ho la grazia di avere dei sacerdoti della FSSPX che la dicono(oltre al buon catechismo e la buona direzione spirituale),ma se avviene l’accordo che fine faranno questi buoni sacerdoti? Non è che vedo chissà quale rinascita del cattolicesimo attorno, certo ci sono alcuni biritualisti che dicono pure la messa buona, ma non mi pare la stessa cosa, non c’è lo stesso spirito, perchè non si può dare il Buono ed il veleno alle anme con indifferenza, non si può ad alcune dare la buona messa ed ad altre (sepur ormai impregnate di modernismo) una messa velenosa solo perchè l’autorità lo vuole o i fedeli ormai protestantizzati lo pretendono. Lo scopo del sacerdozio, oltre ad onorare Dio con un rito a Lui consono, è proprio la salvezza delle anime per quanto orgogliose, fastidiose, testone esse siano. Io prego perchè gli accordi non ci siano.

  15. Secondo me oltre alla Preghiera che è fondamentale bisogna anche gridare dai tetti la Verità anche a costo di esporci a persecuzioni sia dentro sia fuori la Chiesa. Noi dovremmo denunciare queste cose pubblicamente perché il Signore un giorno non ci dica “perché non hai avvertito tuo fratello anche se Vescovo o Papa che stava sbagliando”. Se lo faremo saremo giustificati davanti a Dio ma se non lo faremo commetteremmo gravi omissioni e non saremo giustificati davanti a Lui ma complici. Ieri durante il programma Quinta Colonna una esponente del partito demoniaco (PD) che diceva che tutti i fondamentalismi sono da condannare , sia islamico che cattolico. Io sono sobbalzato. Se fossi stato nel programma avrei detto che i fondamentalisti cattolici sono i santi ed i martiri che piuttosto che abiurare la Fede si facevano ammazzare, mentre il fondamentalismo islamico uccide e si uccide per uccidere gli altri: nel fondamentalismo cattolico c’è l’amore in quello islamico c’è l’odio. Guardi un pò che differenza! Solo Gasparri ha balbettato qualcosa sulla differenza, ma senza incidere.

  16. “Santo Padre, ci faccia fare l’esperienza della Tradixione”, è quanto più o meno monsignor Lefebvre chiedeva a Papa Paolo VI. Mi sembra che, in un evidente eccesso di zelo, Alessandro Gnocchi chiesa di più.

      1. Io credo che si debba essere semplicemente cattolici. Questo chiedeva Monsignore, questo sostiene Gnocchi…. se oggi essere Lefevriani non dovesse piu significare essere cattolici, be al diavolo la fraternita con tutte le altre sarabande moderniste che infettano la vera Chiesa di Cristo, Cattolica Apostolica Romana.

  17. Concordo con Pucci Cipriani sul fatto che bisogna aver fiducia dei superiori della FSSPX, almeno finchè non ci sarà il patatrac che tutti ultimamente si aspettano, chi con speranza e chi con paura. Riguardo a Mons.Nelly è già stato superiore d’Italia e mi pare fosse uno stimabilissimo sacerdote, umile ed attento, pertanto farlo passare ora come uno che sta macchinando in combricola con mons. Fellay chissà quale misfatto mi pare cosa errata, anche perchè a leggere bene il comunicato che i sacerdoti hanno letto nelle cappelle, mons.Nelly ha detto che non rimarrà a fare il superiore d’Italia, ma lo sarà solo fino all’elezione del nuovo superiore, non credo intendesse come Renzi e i suoi seguaci:finchè morte non ci separi. Riguardo a mons Fellay c’è da pregare, perchè non cada in tentazione, visto che è caduto il Papa (gli ultimi 50 anni di papato) nonostante le grazie speciali, nessuno è immune. Visto però che mons. Fellay è uomo di preghiera e fa continue crociate del rosario, speriamo sempre nell’aiuto di Dio.

    1. Qua non si tratta di macchinazioni, si tratta di fare un accordo con chi ti vuole morto, oppure no.

      Un errore resta un errore e ti rovina sia se agisci in buona fede che se sei male intenzionato.

      Che accordi vuoi fare con chi va ad onorare la memoria di un eretico scomunicato enon si inginocchia manco davanti al SS.mo?

  18. Ho fiducia piena nei vertici FSSPX. Se però si fideranno di colui che ha “accettato” il papato per distruggere Santa Romana Chiesa la perderò. Fidiamoci di Fatima. Fino al 13 ottobre 2017 preghiera, penitenza e nessuna firma. Di prelatura personale è già perita l’Opus Dei. Lo stato attuale è molto meglio.

  19. L’ accordo sarebbe un abbraccio mortale per la FSSPX, specialmente se per il loro apostolato dovranno comunque agire con l’autorizzazione dei vescovi diocesani rispetto ai luoghi in cui intendono aprire cappelle o recarsi ad amministrare i sacramenti. Conoscendo la realtà dell’attuale episcopato è meramente utopistico credere che li lasceranno liberi di agire, se non alla debita e previa accettazione del Concilio Vaticano II, integrando de facto quanto non richiesto dal Papa.
    La musica sarebbe la medesima del Motu Proprio Summorum Pontificum, con i vescovi locali che in modo impunito o non concedono le messe o le concedono a condizioni non richieste dal MP, in spregio al diritto, alla giustizia e all’obbedienza, senza che da Roma, ovviamente, si muova una mosca a difesa dei fedeli.

    Ai buoni e bravi sacerdoti della Fraternità il giorno in cui dovesse divenire de jure l’accordo – in quanto che vi sia di fatto è cosa che solo un ingenuo può escludere a priori – non resterà altra opzione che farsi espellere dalla confraternita od obbedir tacendo.

    1. C’è sempre, però, l’Unione sacerdotale Marcèl Léfèbvre, creata da Mons. Williamson nel 2014, dopo la sua espulsione dalla Fraternità. Non potrebbe, questa associazione, divenire la nuova sede della Resistenza Cattolica Antimodernista? con buona pace di Schnider, Burke e di quanti altri non si decidono a fare il gran passo : abbandonare al loro destino Bergoglio e la sua cricca di anticristi e presentarsi al mondo come l’unica, vera, sola Chiesa Cattolica (il famoso “piccolo resto”) esistente in questi tempi di deriva satanica del clero. ex cattolico.

      1. Forse sarebbe meglio, piuttosto che correre da gonne a altre gonne, ripararsi sotto un vero papato. Chiarire cosa è successo per essere giunti ad essere tutti protestanti. E già il fatto di dire di correre da mons.Williamson è segno di protestantesimo, con tutta la stima che ho per catholicus.

        1. Gentile terranuova, saprebbe indicarci un papato sotto cui ripararci?
          Per favore non dica quello bergogliano perché da quel “papato” ci arrivano addosso eresie, eterodossie, insulti e bestemmie con una frequenza impressionante…e lei saprà meglio di me che l’eretico è IPSO FACTO fuori dalla Chiesa e che non può esserne il capo.

          1. Ripeto che qua non si teatta di correre sotto le gonne di nessuno… si tratta solo di restare cattolici, con o senza la fraternita, con o senza falso papa, con o senza chiesa visibile.

            in Russia sono rimasti fedeli per 70 anni senza gerachia senza sacramenti e senza sacerdoti…. se bisognera tornare alle catacombe ci si torni, ma protestanti e apostati no.

      2. I cosiddetti sedevacantisti allora hanno credenziali assai maggiori rispetto al gruppetto di inconcludenti “nonsocosa” guidato da msg Williamson, il quale evidentemente deve ancora scegliere cosa vuol fare da “grande”!

  20. Se il Direttore mi dara’ spazio dirò anch’io la mia su cio’ che penso riguardo ad un eventuale accordo tra Roma e la Fraternità San Pio X (se non erro fui, con il Conte Capponi, il primo nel 1970 a far parlare pubblicamente, a Firenze, mons. Lefebvre che tenne, poi, un pontificale solenne nella Arcibasilica di San Lorenzo e fui io a far stampare l’opuscolo di Una Voce su “La Messa di Lutero”). Qui la discussione mi sembra tra persone civili ma testimonierò anche la posizione “sessantottarda” di un “gruppetto di filosedevacantisti” , arroganti e cialtroni, come tutti i neofiti ignoranti, che stanno trasformando la Fraternità San Pio X in una setta. Naturalmente non c’entra nulla Alessandro Gnocchi, dal quale dissente sulla questione, ma con il quale sono in pieno accordo sulla tragicità del momento. A proposito di “transfughi” sappiate allora che i transfughi di tutte le risme stanno remando contro l’accordo (cfr. Disputationes theologicae)…come i sedevacantisti e i cattocomunisti.

    1. E’proprio l’accordo il problema caro Cipriani. La Fraternità ha camminato e prosperato per mezzo secolo senza accordi e adesso che siamo arrivati al papa eretico e protestanteci si accorda?

      Monsignore si rivolta nella tomba altro che storie.

      Se ci sara accordo la Fraternità sara liquefatta e non ci vorra neppure molto tempo…. qualche annetto…. questo è il piano dei modenisti incistati a Roma.

      Mons. Schneider si occupi della sua Diocesi di cui è certo esperto, e eviti di farsi strumentalizzare… a Roma la situazione è mefitica.

  21. Caro Alessandro, purtroppo tutto questo articolo, così carico di risentimento, si fonda su un grave fraintendimento della natura del Papato e della Chiesa, salvo ammettere che Francesco sia l’Anticristo apocalittico. Di ciò abbiamo parlato tante volte e mi dispiace che Tu sia giunto a queste conclusioni sulla Fraternità, sulla Chiesa e sul Papa. Non erano quelle dell’Alessandro Gnocchi con cui fondai la Confraternita, di cui lessi le belle interviste a Monsignor Fellay e al Cardinal Burke. Un tempo ti parve plausibile che la Chiesa potesse essere simile al Corpo di Cristo piagato e insanguinato. Te ne aveva parlato Monsignor Fellay durante una visita a Menzingen e ti sembrava un buon argomento per escludere la visione deformante di una “neochiesa”. Purtroppo hai cambiato linguaggio (e forse anche idee) senza che lo cambiassero gran parte dei tuoi amici. Ora tutto sarà più difficile.

    1. Gli anticristi ci sono sempre stati e Bergoglio e l’ultimo di una serie che continuera.

      Non serv ono millenarismi o sofismi, serve solo il si si e il no no.

      Di fornte a fatti e avvenimenti inoppugnabili non si puo fare finta di nulla, Gnocchi resta uomo coerente e cattolico vero e libero.

  22. Può darsi che Papa Francesco sia un massone, un anticristo, un consapevole distruttore della Chiesa. Può però anche darsi che sia solo un debole, un pauroso, un uomo con disturbi della personalità, un incoerente, un superficiale, insomma uno strumento inconsapevole del maligno. Nessuno di noi penso possa essere in grado di saperlo ed anche Alessandro Gnocchi, in più occasioni, ha affermato che non intende affrontare il problema dell’eventuale sede vacante. Dunque, lo ripeto ancora una volta, l’unica strada davvero Cattolica attualmente è la seguente: rifiuto di assoggettarsi ad imposizioni apertamente contrarie alla Fede ed alla Morale ma rispetto per la persona del Papa, preghiera incessante per la sua conversione, suppliche filiali anche quando umanamente si sa che saranno inascoltate. Insomma: l’atteggiamento di S. Caterina da Siena nei confronti dei Papi avignonesi. Anche l’uso, ormai comune, di chiamarlo Bergoglio anzichè Papa Francesco è indicativo di un atteggiamento altezzoso, irriverente, astioso che nulla ha di cattolico. Ripeto: questo è l’atteggiamento da tenere…

    1. Chiamare Papa Francesco un eretico è indicativo di un atteggiamento che non ha nulla di cattolico.
      Ammesso ma non concesso che non si possa sapere se è papa oppure no, SE sbaglia (con altezzosità, irriverenza ed astio) chi lo chiama Bergoglio, ALLORA sbaglia (con supponenza, altezzosità e papolatria) chi lo chiama Papa Francesco.
      Ma, se come dice lei, sussiste un ragionevole dubbio (non vedo come, visto che gli eretici non appartengono alla Chiesa Cattolica), allora vale la massima seguente: LEX DUBIA NON OBLIGAT ed è quindi lecito chiamarlo sia Bergoglio che Francesco.

      1. Il Bellarmino insegna che papa dubbio non è papa… ed io mi fido molto piu di un santo dottore della chiesa che di tanti cerchiobottisti odierni che siano o meno
        appassionati di pizzi e merletti.

        Il papato è cosa seria che non si addice certo a questa cialtronata argentina.

  23. TEmo che sarà un amplesso fra la capretta e il serpente: La capretta non vorrebbe farsi inghiottire, ma è stanca di resistere con eroismo,puntando le corna contro le fauci del serpente, che già da ora sta avvolgendo le zampe del povero animale. Gnocchi, asserisce che mons Athanasius era favorevole da sempre all’amplesso mortale. nella mia ignoranza non me ne ero accorto.
    Non vorrei che che alla fine i ‘fedelissimi’ divenissero sedevacantisti, sen za se e senza ma.

    1. Va chiarito se uno è Papa o non lo è. Marco Bongi parla con massima tranquillità di un papa massone, anticristo oppure con disturbi della personalità che va riverito comunque: mi risulta che un papa con disturbi della personalità NON possa essere Papa, un anticristo o massone NEPPURE, in quanto rientrerebbe tra i motivi: morte dimissione pazzia eresia, nonché NON PARTE del CORPO MISTICO.

        1. E’ la decennale sindrome del si ma pure no, che contraddistingue da sempre molti “lefevriani”.

          E’ papa a prescindere, anche se eretico o pazzo, ma io tanto faccio come mi pare e non gli obbedisco…. questa posizione della fraternita è
          teologicamente e logicamente insostenibile… non puo essere papa e al tempo stesso non esserlo perché se è papa non sbaglia e se sbaglia non è papa.

          il punto e’ che se e’ papa bisogna obbedire, se non lo e’ bisogna cacciarlo perché è un impostore.

  24. Sono d’accordo con lei dottor Gnocchi, soprattutto quando scrive ” la Provvidenza scrive in tutto ciò che accade”, ed a noi non resta che ripetere: Adiutorium nostrum + in nomine Domini.

  25. Mi permetto di non condividere il tono troppo ostile di questo scritto, nonostante la mia stima e il mio attaccamento allo stile e alla sostanza degli scritti di Gnocchi. Marco Bongi e Pucci Cipriani vanno ascoltati. Ci sono cose in questa chiesa che gridano vendetta al cospetto di Dio e cose, a volte incomprensibili, che invece vanno messe nell’ordine dello svolgersi della Provvidenza. Non è tutto sullo stesso piano. Penso alla sofferenza di certi sacerdoti della Fraternità per ciò che sta accadendo e questo scritto non fa che allargare le già profonde ferite di una realtà che per tanto tempo è stato un porto sicuro per molti. Mi pare che tutto questo livore passi come una macchina per la pavimentazione stradale portando via con sè, nell’asfalto dell’astio, anche le cose che invece si devono salvare. Cose che magari sono imbruttite dall’atmosfera, inadeguate, intempestive, ma che conservano un barlume di desiderio di luce. E dunque perchè asfaltare tutto? Ci vuole la PIETAS. Con affetto e in unità di preghiera!

  26. Io credo che la Carità, il Perdono e la Misericordia siano cosa molto diversa da infingimenti, edulcorazioni e cerchiobottismo di varia natura (vale questo ma anche quello). Il buonismo lessicale che induce a chiamare persone e cose in modo scorretto e deviante facendo finta che si tratti sempre della stessa cosa ma che, nel tempo, trasforma tutto in ben altro, alla fine si sostanzia in atti concreti che rovesciano la verità. SI al SI NO al NO! Dunque chiamare le cose con il loro nome è il primo passo! La chiarezza delle posizioni, degli argomenti e, non ultima, delle parole è strumentalmente in disuso. Essa è utile agli ignavi “spiacenti a Dio ed a’ nemici Suoi”. Bergoglio, si Bergoglio non Papa, che bestemmia, che pronuncia un’eresia al giorno, che strizza l’occhio all’islam, che ci offende nel nostro Credo, che non dice mai SLGC, ecc. ecc. NON è Papa. Nessuno di noi conosce il disegno Divino ma, personalmente, mi assumo la responsabilità dell’umano libero arbitrio e dico che no, non lo rispetto. Non come persona e tantomeno come Papa.

  27. Prima di conoscerla,avevo il”mito” della fraternità di s. Pio X. Quando l’ho conosciuta, ho capito che tutto il mondo è paese: Per esperienza personale ho constatato che, dietro a tanta perfezione dottrinale e di forma, convivono tanti sacerdoti veramente scarsi umanamente accanto ad altri in gamba e ispirati….anche se questi ultimi non sono purtroppo la maggioranza. Per me è stata una grande delusione ma anche un’esperienza molto molto istruttiva. Quindi condivido in pieno il suo articolo e dico che è ora di seguire veramente Cristo e non nascondersi nelle riserve indiane che spesso, sotto l’apparenza non hanno nulla….a costo anche di rimanere in solitudine

    1. Gent. Isia, a questo mondo lei non troverà mai l’isola felice abitata da angeli. Anche in un convento di clausura non ci sono angeli e tutte le piccolezze umane vi si possono trovare. Non bisogna farne motivo di scandalo, ma semplicemente constatare che così siamo noi. A tutti i livelli la Chiesa è santa e peccatrice. E’ anche per questo che la vita cristiana è un combattimento continuo, una conversione da attuare giorno per giorno, in primo luogo su noi stessi.
      Mi sono astenuta di proposito dal commentare questo e altri articoli sullo stesso argomento, perché penso non serva lasciarsi prendere dall’emotività del momento su una questione che non è ancora ben chiara e che, qualora ci sia qualcosa all’orizzonte, richiede tempo. Ma soprattutto silenzio e tanta preghiera. Siamo di fronte a un’emergenza terribile nella Chiesa, che ci richiede un elevato livello spirituale. Non prestiamoci al gioco del nemico, teniamo sempre a mente che è molto astuto (divide et impera gli fa comodo). Prudenza. E ripariamoci sotto il manto di Maria.

      1. Divide et impera lo dicevano i romani, Cristo invece ha detto: Non pacem veni mittere sed gladium,

        e ancora:

        “Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno”

        Non si può obbedire a chi disobbedisce a Dio, neppure se si tratta di un vescovo o di papa.

  28. Provo a mettere sul tavolo alcune tessere di un mosaico per riflettere. “Roma perderà la Fede e diventerà la sede dell’Anticristo” (Rivelazione privata a Melania Calvat quindicenne, La Salette). La frase è scioccante e colossale. Si tratta di una rivelazione privata tenuta molto bene in conto da Pio IX, Leone XIII sebbene per l’enormità dell’affermazione, ha lasciato perplessa tutta la gerarchia.
    Sembrerebbe in contraddizione con la frase “Io sarò con voi fino alla fine del mondo”. Ma va anche letta l’altra: “Quando vedrete l’abominio della desolazione nel tempio santo di Dio”. Ci si potrebbe chiedere nel corso dei decenni intercorsi, quando questo succederà. Nella rivelazione ci sono altre parole illuminanti: “Ci si ammazzerà perfino all’interno delle famiglie”.
    Già Mons.Lefebvre dopo i colloqui con Ratzinger al S.Uffizio, aveva detto: “Loro lavorano per la distruzione della Chiesa, noi per la difesa. Tra noi non ci può essere dialogo.” Ho letto le motivazioni di Mons.Fellay sembrano in linea di principio convincenti. Ma guai a sviarsi dal colui che Dio volle…

  29. L’articolo di Gnocchi riflette una posizione a parer mio equilibrata, seria e ferma. Condivido anche le osservazioni di molti dei commentatori, soprattutte quelle di Catholicus. Non condivido quelle di Pucci Cipriani -mi perdoni, non me ne voglia, nulla di personale. E contro il tentativo di conciliare gli inconciliabili vorrei solo dire: non ci si può permettere a mio avviso ingenuità per presunta buona fede in questo campo. Il Vaticano da 60 anni non tenta di convertire più nessuno, né “ortodossi”, né luterani, né voodoo, insomma tutti i partecipanti di Assisi. TRANNE gli ultimi Cattolici che hanno mantenuto la Fede rimanendo fedeli alla Tradizione. Ciò è indicativo del fatto che i partecipanti di Assisi hanno una fede cieca, ma il diavolo ci vede moooolto bene e sa chi colpire. L’Anticristo ha sempre mirato a conquistare i vertici contando sull’obbedienza. Sono caduti interi Ordini Religiosi. Chi non ricorda la storia è condannato a riviverla. La vera Fede non è cieca né ingenua. Forse il Vaticano ha dato segni di pentimento e conversione? Anzi.

  30. Leggo una risposta all’articolo di Gnocchi da parte di un tal Don Angelo Citati che sembra rispondere in forma ufficiale per conto della Fraternità.

    Gli argomenti del Citati sono imperniati sul riconoscimento da parte di Roma come effetto di un diritto spettante alla Fraternità. L’ottenimento di tale diritto non deriverebbe dal sacerdozio e dall’episcopato dei membri della fraternità ma dal “ri-riconoscimento” canonico parte di Roma. Una volta ottenuto formalmente tale riconoscimento
    per il Citati tutto va a posto. La questione di un papa che propugna assurde eresie è per il citati un fatto marginale, quello che conta è che venga la prelatura personale (che io leggo tradotto in sostentamento clero by CEI).

    Invito tutti a leggere questo comunicato che conferma per filo e per segno tutto quello che Gnocchi aveva espresso.

    La Fraternità oramai ha fatto il suo tempo e dopo l’accordo non vi saranno motivi per i fedeli per preferire il priorato alla parrocchia diocesana, parimenti i redditi
    dei diocesani pari saranno ai sacerdoti della fraternità con buona pace di…

  31. “Santo Padre, ci faccia fare l’esperienza della Tradizione”. Ora mi si perdoni se credo che la citazione di S.E. Mons. Lefebvre, riportata da don Citati, debba esser presa come una provocazione, come un paradosso al pari di quello con cui i Martiri dei primi secoli chiedevano alle autorità romane la stessa tolleranza di cui godevano tutte le false religioni. Ma proprio qui sta il punto: l’intolleranza verso la Verità è impossibile perché essa si pone come unica ed esclusiva, e non può ammettere cittadinanza per l’errore. Ora, quell’esperienza della Tradizione di cui parlava il Fondatore della FSSPX rappresenta per la Roma di oggi lo stesso pericolo che rappresentava per la Roma di Diocleziano: o i Cristiani accettano che il loro Dio entri a far parte del pantheon, o non possono esser tollerati. E dal Concilio si chiede la stessa cosa: o la Fraternità accetta di esser un’opzione tra le molte possibili (e per farlo deve rinnegar se stessa) o non è possibile alcun accordo. [sequitur]

  32. [sequitur] Credere che Roma regolarizzi la Fraternità senza condizioni – anzi addirittura lasciandola libera di continuare a criticare le deviazioni del Concilio – significa pensare che Bergoglio voglia rafforzare in seno alla Chiesa quanti si oppongono alla rivoluzione conciliare ch’egli incarna, il che sarebbe puro autolesionismo. L’alternativa è ritenere che, dietro le apparenze di una regolarizzazione canonica si celi invece un colossale inganno, ossia la deliberata volontà di indebolire la Fraternità, cosa che sarebbe ottenuta anche solo facendo in modo che una parte di essa accetti questo riconoscimento e che un’altra lo rifiuti. Non capisco per quale motivo la Fraternità consideri tanto importante questa regolarizzazione da parte di Bergoglio, quando essa è, davanti a Dio, perfettamente in comunione con la Santa Chiesa (cosa che non si può dire dell’argentino). Dicevano le stesse cose anche quanti lasciarono la Fraternità dopo le Consacrazioni: avrebbero conservato tutto come prima; la realtà di questi decenni li sconfessa senza possibilità di appello. [sequitur]

  33. [sequitur] Il Cattolico non può chiedere il permesso di esser Cattolico al Papa, soprattutto quando questo implica una dipendenza giuridica e canonica che – come ci insegna la Fraternità stessa – può conoscere delle deroghe in caso di necessità. Né può accettare di condividere questa legittimazione con coloro che rappresentano l’esatto opposto di ciò che essa è: ecumenisti, pacifisti, conciliaristi, modernisti, catecumenali, fautori del divorzio cattolico, demolitori della dottrina, negatori della morale, profanatori dei Sacramenti. In questo grande supermercato conciliare, chi in coscienza ritiene di seguire la Verità – e di esser quindi a tutti gli effetti parte della Chiesa – non può e non deve entrare. Proprio come non entrò mai il Dio Vivo e Vero nel pantheon della Roma pagana. Avere una visione soprannaturale non autorizza a tentare Dio né a mettere in pericolo la propria vocazione: il Signore ci vuole fedeli alla Chiesa e al Papato, non a colui che usa la propria autorità per demolire entrambi. [sequitur]

  34. [sequitur] E mi stupisce infine che si mettano da parte le implicazioni giuridiche della Prelatura, che essendo un istituto inventato dal nuovo Codice di Diritto Canonico, comporta l’implicita accettazione della sua impostazione conciliare, che la Fraternità considera controversa. E ancora: i chierici che hanno giurato fedeltà alle Costituzioni della Fraternità San Pio X, si troverebbero costretti a dover rinnovare il giuramento in un istituto diverso, a meno che questa società di vita apostolica non fosse lasciata esattamente com’è oggi. Né il Superiore Generale avrebbe il potere di imporre ai suoi sudditi di passare al nuovo istituto.
    Condivido quindi l’esasperazione del dott. Gnocchi, ed auspico la massima diffidenza verso chi legittima eretici, scismatici, deicidi, idolatri e pagani prima ancora della Fraternità. Quando al posto di Eliogabalo regnerà Costantino, se ne potrà riparlare.

  35. La realtà è assai semplice e al tempo stesso triste. La Fraternità è rimasta ferma per troppo tempo nella sua posizione ambigua secondo cui i papi del post concilio sono papi ma non vanno obbediti. Ai tempi di Monsignore era ancora giustificabile, col passare degli anni è divenuta assurda ed anacronistica.
    Con Bergoglio poi e le sue eresie vere e proprie, tale posizione è diventata insostenibile teologicamente e logicamente. Gnocchi evidenzia solo una parte della verità sulla FSSPX. Oggi coi “Dubia” la fraternità è stata sorpassata a destra dai cardinali e vescovi che li appoggiano (compreso Mons. Schneider). Nulla però ha dichiarato sui Dubia cardinalizi né Fellay né altri (a quel che mi risulta). Restare su Nostra Aetate o su questioni liturgiche quando vengono scardinati i sacramenti e onorato Lutero è fuori tempo, persino patetico. Forse alcuni nella Fraternità se ne sono resi conto ma rientrare in linea accordista adesso che senso ha? Si contestavano B. XVI e GPII sulle aperture ecumeniste e ora che Bergoglio nega persino l’esistenza del Dio cattolico si tace e rientra?

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