Forconi e insorgenti – di Massimo Viglione

Il grido degli insorgenti italiani di due secoli or sono era “Viva Maria!”. Se gli insorgenti di oggi capissero l’importanza di unire alle sacrosanti ragioni di difesa dei valori economici anche quelle di difesa dei valori spirituali, politici e morali del nostro popolo e della nostra tradizione, allora sì che i “forconi” diventerebbero “insorgenti”, e una nuova insorgenza divamperebbe irresistibilmente.

di Massimo Viglione

fonte: Il Giudizio Cattolico

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frcnVa da sé che chi scrive e milioni di persone con lui hanno simpatia per i forconi, o, per meglio dire, con quegli italiani che stanno rinunciando al calore familiare, al lavoro, al riposo e si sottopongono al freddo gelido, alla fatica, ai turni, alla scomodità, per ribadire il diritto di ogni uomo a non essere derubato da uno Stato usuraio e a sua volta esautorato da potenze straniere e servo di potentati finanziari nemici.

“Forconi” è solo un termine di comodo: in piazza non ci sono i contadini con i forconi, ci sono gli italiani: contadini, impiegati, imprenditori, e tante altre categorie vessate non da una crisi economica – come molti, anche nel centro-destra, vogliono far credere con intenti riduttivi e di comodo – ma da un sistema ormai ultradecennale di distruzione del lavoro autonomo e di quel minimo di benessere cui aveva un tempo diritto la classe media italiana, statale o non che fosse (ritengo che oggi la usuale e marxistica divisione tra statali e imprenditori non abbia più molto senso reale, visto che stiamo andando in miseria tutti insieme appassionatamente).

Italiani che stavolta però danno fastidio ai potenti e alla sinistra, per una serie di ragioni essenziali automaticamente collegate e consequenziali: 1) perché non sono gli usuali esponenti del popolo bue aizzato e pagato dai sindacati per andare a marciare sovente contro i propri stessi interessi; 2) perché non sono i “soliti autorizzati” a fare scempio delle nostre piazze (black block, centri sociali, ecc.) mascherati da comunisti al soldo di capitalisti e finanzieri; 3) perché, si tratta invece di gente che fino a qualche tempo fa era del tutto restia a scendere in piazza e per di più per giorni e giorni al gelo, con intenzioni dure e pronta a non cedere; si tratta insomma di quella “maggioranza silenziosa” che ha sempre tollerato tutto e ha accettato supina normalmente sia ogni follia politica e morale venisse propinata nel corso dei decenni dai governi che si sono succeduti, sia il continuo latrocinio delle proprie finanze e risorse. Tutto questo inizia appunto a spaventare potenti e sinistrorsi servi dei potenti, perché non si era mai visto prima e non si  sa dove potrebbe portare; 4) perché, al contrario delle sciocchezze imbarazzate di Letta, Alfano, Renzi e soci, è evidente a tutti che gli spregiativamente denominati “forconi” forconi non sono affatto, ma sono il ceto medio che non ne può più; sono appunto, al contrario di quanto detto da Letta, proprio gli italiani, quelli veri, e quasi tutti gli altri, pur non andando in piazza, sono con loro nel cuore e nella mente; 5) e, di conseguenza, sono proprio coloro che dovrebbero votare Letta, Alfano, Renzi e soci; 6) infine, la ragione più sovversiva e profondamente e amaramente vera in assoluto: è il fatto che tutti costoro sanno benissimo che questi italiani… hanno ragione!

È una brutta situazione per i potenti, di ieri e di oggi. È una brutta situazione per il signor Presidente della Repubblica, che vuole ancora propinarci la fedeltà alla Germania e a Bruxelles; è una brutta situazione per molti esponenti del centro-destra, scavalcati da coloro che dovrebbero rappresentare e dai quali invece sono giustamente disprezzati; è una brutta situazione per tutta la sinistra, che non capisce più che cosa deve fare, e infatti non ne parla proprio; è brutta per i sindacati, che sembrano spariti dalla circolazione; è brutta infine per la Finanza, che infatti, come scritto oggi (15.12.2013, N.d.R.) sulla “Voce di Sauron” (Corriere della Sera, Repubblica, ecc.), sta già armando gli orchi (black block e soci) per compiere violenze e assalti in caso di “marcia su Roma” degli italiani (e questa volta, nemmeno possono seriamente accusarli di essere fascisti… devastante situazione per i potenti).

In tutto quello che sta accadendo, la mia deformazione professionale di storico, e di studioso più che ventennale del popolo italiano e delle insorgenze controrivoluzionarie, mi spinge ad alcune considerazioni che esprimo ora velocemente in poche righe.

Ancora oggi pochi conoscono quanto avvenne in Italia tra il 1796 e il 1799 (e poi a singhiozzo fino al 1814), durante cioè gli anni del dominio giacobino e napoleonico. Centinaia di migliaia di italiani (non black block, partigiani e sindacalisti, ma borghesi, contadini, nobili e pure ecclesiastici d’altri tempi) insorsero in armi contro l’imposizione violenta della Rivoluzione Francese nelle nostre terre, tanto contro il laicismo anticristiano e repubblicano, tanto contro i furti, il fiscalismo opprimente e le violenze dei rivoluzionari, e degli italiani ancor prima che dei francesi stessi.

Gli italiani asservitisi all’invasore erano di fatto quattro gatti, ma quattro gatti potenti, in quanto usufruivano delle armi nemiche e dei soldi rubati al popolo; gli italiani oppressi nel proprio sentimento religioso, nella propria identità e nelle proprie tasche erano milioni, e una consistente parte di costoro… prese i forconi, le pale, qualche fucile arrugginito, armi improvvisate e per anni in ogni angolo d’Italia diede l’assalto agli oppressori, agli sfruttatori e ai ladri, mascherati da rivoluzionari che avevano sempre in bocca la liberté, l’égalité e la fraternité ma che di fatto erano i peggiori banditi che gli italiani avessero mai visto.

Pochi potenti opprimevano e derubavano decine di milioni di italiani. Pochissimi italiani professionisti della Rivoluzione erano dalla loro parte e li appoggiavano violentemente. Milioni di italiani presero le armi per difendere il loro mondo e le loro finanze aggredite.

Qualcuno trova per caso in tutto questo qualche somiglianza con il presente?

Certo, oggi i forconi non prendono le armi: e non devono farlo: visto come è cambiato il mondo, sarebbe non solo una disfatta totale, ma farebbe il gioco dei potenti e degli sfruttatori. Ma, al di là delle armi, il meccanismo appare inequivocabilmente identico. Infatti, chi oggi – nascosto – opprime non solo economicamente ma anche spiritualmente, politicamente e moralmente il popolo italiano (e non comprendere che in gioco non v’è solo l’aspetto economico ma anche quello morale nel senso più vasto del concetto e quello politico è un limite di questa rivolta popolare e pacifica) è il perfetto erede dei potenti – nascosti – dei tempi della Rivoluzione Francese e di Napoleone, mentre chi è oppresso e inizia a ribellarsi è il diretto discendente – di sangue e di “situazione” – degli insorgenti italiani di due secoli or sono.

Dubito che siano molti i “forconi” di oggi che conoscono la storia delle insorgenze italiane, e questo anzitutto perché i vincitori che scrivono i libri storia e controllano tutti i media hanno da due secoli cancellato il ricordo di questa meravigliosa guerra di libertà condotta dal popolo italiano; ma, di contro, non certo i black block , ma chi li muove e li paga conosce bene quella storia, perché conosce i meccanismi delle rivoluzioni e controrivoluzioni di popolo, li studia da sempre, li promuove o li azzera a seconda dei propri interessi. Per questo è preoccupato. Per questo minimizza e critica. Per questo li chiama “forconi” e non “italiani”!

Per questo sta già scatenando i giovani sanculotti odierni e i matusalemme della resistenza (ANPI e derivati). Perché ha paura. Ha paura del ceto medio, ovvero, degli italiani, di quelli veri, di noi tutti, che non siamo al soldo della CGIL o dei potentati della finanza ma viviamo del nostro lavoro quotidiano.

Hanno paura di una nuova insorgenza, ed è per questo che chi – dalle nostre parti – ne critica l’operato, ne ridicolizza l’idea, è ancora una volta al servizio degli affamatori, affamatori non solo di soldi, ma anche di giustizia e di verità.

Il grido degli insorgenti italiani di due secoli or sono era “Viva Maria!”. Se gli insorgenti di oggi capissero l’importanza di unire alle sacrosanti ragioni di difesa dei valori economici anche quelle di difesa dei valori spirituali, politici e morali del nostro popolo e della nostra tradizione, allora sì che i “forconi” diventerebbero “insorgenti”, e una nuova insorgenza divamperebbe irresistibilmente.

Una insorgenza degli ITALIANI!

E, allora, le cose inizierebbero a cambiare. E in meglio.

5 commenti su “Forconi e insorgenti – di Massimo Viglione”

  1. Grazie dott. Viglione, articolo stupendo!!! Viva l’Italia, Viva Maria ! Purtroppo, oggi manca pure l’equivalente del Cardinale Ruffo di Calabria.

  2. Cesaremaria Glori

    Sinora questa brava gente ha protestato con ordine chiedendo scusa del disturbo arrecato ai caselli delle autostrade. Si limitano a distribuire manifestini ove indicano le loro sacrosante ragioni e la gente attende con pazienza nelle lunghe code che si formano. Molti solidarizzano e anche qualche poliziotto lo ha fatto. Sinora è stato così, perché è gente che vuole provare a convincerci e a convincersi che è ancora possibile trattare per voltare pagina. Ma non credo che questa classe dirigente abbia la capacità e la voglia di trattare, perché sa che trattare significa dover rinunciare al loro ingiusto potere, ai loro privilegi, alle loro inveterate abitudini di promulgare leggi che non derivano da un’attenta analisi della realtà. Sono leggi che inseguono ideologie che hanno fallito ovunque e che ora lo dimostrano a livello globale, perché questa crisi ha colpito tutto il mondo occidentale e sta aggredendo anche i Paesi che s’erano illusi di rimediare ai guasti di 70 anni di Comunismo imitando l’Occidente. Ora la crisi comincia ad aggredire anche loro. La situazione è destinata a peggiorare perché chi potrebbe mutarla non ha il coraggio di riconoscere gli errori compiuti e resta come ingessato, inebetito e senza il coraggio di metter mano alla scure scontentando i compagni che hanno provocato il disastro. VI ricordate il varo della riforma sanitaria? Furono abbattute le mutue che pure funzionavano discretamente e che bastava poco per farle funzionare al meglio, come tuttora avviene in Svizzera. Varata la riforma sanitaria si partì con una cosiddetta tassa sulla salute che fu prima di un timido 2% per poi salire gradualmente sino ad essere sostituita dall’ICIAP e questa dall’Irap, cui si aggiunse l’ICI, sostituita dall’IMU e ora da altre sigle che tutte significano alleggerimento del contribuente. Il fatto è che la riforma fu fatta all’oscuro senza una programmazione precisa e senza un calcolo ponderato di costi e ricavi. Si è andati a questa battaglia del Welfare con lo stesso grado di preparazione con cui affrontammo l’avventura della Guerra di Grecia. Pressapochismo, leggerezza e insipienza, frutto adeguato al motto “La fantasia al Potere”. La crisi attuale è il risultato tangibile e macroscopico del mitico 68! Quando le masse si renderanno conto che nulla cambia e che non hanno altra risorsa che la ribellione, allora la rivolta esploderà improvvisa, incontrollabile, virulenta. Spero di sbagliarmi ma non vedo spiragli di rinsavimento. Chi potrebbe farlo si culla nella fallace certezza che il popolo possa contentarsi ancora di promesse e di proclami tanto bugiardi quanto conditi di paroloni tecnici che nascondono incapacità e menzogna. Quando la borsa della spesa resterà vuota allora tutto cambierà ma saranno dolori per tutti

  3. Ringrazio di tutto cuore il dott. Massimo Viglione. Un articolo che scandisce bene il tic- tac dell’ orologio storico…la nostra storia, quella del meraviglioso popolo italiano.
    Sì, meraviglioso!!! Un popolo che ha sempre avuto amore per la propria Nazione e la propria Patria fin tanto che la Chiesa Cattolica era Una Santa Cattolica e Apostolica…

    Oggi il Napolitano, ha ribadito che il patriottismo è una cosa e il nazionalismo è un’altra…. ma …Patria e Nazione non sono la stessa cosa?

    Con ogni probabilità, non conosce il significato dei termini giacchè per uno che proviene dalle fila comuniste Patria e Nazione sono in antitesi all’ideologia rossa.

    Gli italiani per gli immigrati sborsano milioni di euro l’anno….e i rossi sono contenti perché così si compirà finalmente il loro sogno…..mettere alla fame gli italiani brutti cattivi perché non si piegano alla loro ideologia….e alcuni di loro ….orrore!!! malgrado tutto ( 50 anni di ecumenismo idolatrico) sono rimasti ancora veri cattolici.

    La tv di stato fa propaganda politica sinistrosa, con i nostri soldi…ci delizia di immagini tratte da certi tuguri ad hoc o storie di vario tipo dove ci mostrano, in che “condizioni” vivano…..

    Non tutti sanno però, che il tugurio rimane tale se non lo pulisci, se non lo curi. Ci propinano immagini ad hoc… muri fatiscenti con l’intonaco staccato, pieno di muffa e/o infiltrazioni di acqua. … stracci e sporcizia ovunque …..Che significa?

    Significa che non hanno rispetto per l’altrui intelligenza.

    Il muro può e deve essere pulito basta volerlo. La pulizia e l’ordine rende decorosa persino una stalla, vedasi, la Santa Stalla dove venne alla luce Nostro Signore Gesù Cristo.

    Sì, caro dott. Viglione, mi/ci tocca dare ragione nuovamente alla storia, quella con la S maiuscola e ben conosciuta dai nemici della nostra Patria e Nazione ….

    Ma come ben conclude lei, le armi o i rudimentali attrezzi di allora, oggi non servono affatto, qui ci vuole l’intervento Divino il quale non tarderà a venire se solo si cominciasse ad invocare dalle Chiese la protezione di Maria la Castellana d’Italia. Solo lei potrà schiacciare il serpente travestito da “buon samaritano e benefattore dei poveri” …ovviamente con i soldi e le risorse degli Italiani.

    Hanno pensato proprio a tutto…. Sapevano che prima o poi le persone sarebbero scesa in piazza…. ma in pochi sanno che a partire dal 2006 proprio in Italia, in una città del nord (Vicenza) risiede una particolare polizia europea (eurogenderforce) dove al suo interno vi sono uomini provenienti da vari paesi. Codesta organizzazione militare ha il compito di “sedare gli animi” … un corpo poliziesco che prenderà il posto delle nostre forze dell’Ordine in primis i Carabinieri che saranno sciolte a breve.

    A garantire il loro operato ( qualsiasi esso sia) la totale immunità al di sopra delle leggi dello stato, di cui godono, sono al servizio di Nato e Onu. Voluta in primis da Prodi e accettata da tutti gli altri….

    Per conoscerla meglio si cerchi il Trattato di Velsen…..si legga il capo VII, articolo 21 scaricabile al link sotto.

    http://www.nocensura.com/2011/11/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea.html

  4. Lei ha ragione, caro Viglione. Purtroppo, però, è impressionante vedere come attraverso televisione e giornali il pensiero dominante confeziona e fa entrare nella testa della gente il messaggio che vuole: i forconi evocano le antiche “jacqueries” francesi, classificate come sollevazioni perdenti di contadini ignoranti e velleitari, nemici della modernità. Contro di essi il ministro dell’interno si fa vanto d’esser pronto all’uso della forza. E’ sempre la solita storia: forti con i deboli, deboli con i forti e con i protetti dai poteri forti.

  5. Condivido l’otimo articolo.
    Mi chiedo cosa pensi l’autore e la redazione del sito sulle tesi portate avanti da Forza Nuova, che oltre ad una “Rivoluzione” finanziaria, auspica anche una “Rivoluzione” morale e spirituale, come invocato dal Sig. Viglione.
    Grazie per la cortese risposta.

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