Fuggiamo dalla misericordia  –  di Patrizia Fermani

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… la misericordia è elargita a tutti, meno che alle vittime immediate dello sfacelo programmato dalla ideologia bergogliana. … nessuno si è ricordato dei piccoli, dei figli che sempre più numerosi  saranno schiacciati dall’ormai universale disegno di destrutturazione della famiglia. Segno che è ritenuta più importante ancora una volta la benevolenza del mondo delle passioni effimere.

di Patrizia Fermani

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zzzznfrgLa misericordia era il pugnale a lama corta triangolare o quadrata che poteva passare l’armatura  e serviva per dare il colpo di grazia al cavaliere colpito e disarcionato  o per ottenerne la resa.

La Chiesa  non godeva di buona salute,  già da quando si era messa a flirtare con quel  mondo che per secoli aveva  cercato di guidare e redimere, e di cui  è poi diventata a poco a poco la compagna patetica, disprezzata  eppure  sempre più comprensiva e servizievole. Non era mancato  qualche rigurgito di orgoglio  da parte di questo  o quel papa, subito scoraggiato dalla fronda interna di vescovi e di preti. La stragrande maggioranza di costoro seppellì le encicliche che infastidivano il mondo, e nessuno  più lesse gli atti della Congregazione per la dottrina della Fede, alla quale era stato cambiato il nome perché  apparisse ora come  una specie di istituzione accademica  e nessuno di sentisse  intimidito da quella  sua  autorità superiore  e da quei  giudizi  che avrebbero dovuto restare incontrovertibili.

Quando lo strapotere del mondo si è fatto più minaccioso e perverso, questa chiesa ha pensato che non  valesse più la pena neppure di giocare su due tavoli, e continuare a fare finta di difendere la fede perduta,  ma occorresse  dimostrare, d’ora in poi, di volere essere  solo un’amante devota e fedele. Così è stato chiamato Bergoglio che sapeva come portare a termine la  liquidazione del cattolicesimo,  per averla già sperimentata con successo  nel proprio paese.

L’arma letale per consegnare al mondo le spoglie della chiesa cattolica è stata individuata subito  nella  indulgenza generica e gratuita da elargire a piacimento secondo le esigenze del mercato,  ed è bastato  rivestirla  con i panni  contraffatti della misericordia, per accontentare il mondo e tranquillizzare quelli che volevano continuare a sentirsi in armonia con la chiesa senza fare la fatica di porsi troppe domande.

La misericordia secondo Bergoglio è stata la trovata geniale con cui prendere addirittura tre piccioni con un  colpo solo: la demolizione della chiesa, il favore del mondo, e la condiscendenza di quelli che volevano  continuare a sentirsi cattolici fedeli. La misericordia  ha cominciato ad essere spesa a piene mani  con successo, centrando tutti gli obiettivi.

Ma c’era sul tappeto la questione del Sinodo sulla famiglia, organizzato con il proposito di formalizzare la  trasformazione ufficiale della morale famigliare, ma che ha incontrato una forse inaspettata corrente risalente in senso contrario. Per evitare che l’ingranaggio si bloccasse, ecco l’dea di anticipare la demolizione del matrimonio cattolico giocando sia sullo snellimento misericordioso della procedura, che per principio non gode mai la simpatia della gente, sia sulla moltiplicazione delle cause di nullità del matrimonio.  Ma la procedura è normalmente funzionale alla serietà della materia trattata, e qui essa era stata stabilita  per sottrarre il sacramento al capriccio e alla manipolazione dei singoli interessati. Mentre  la moltiplicazione cervellotica delle cause di nullità, sempre in nome della misericordia, costituisce una manomissione diretta e arbitraria della istituzione sacramentale, cioè di una  materia indisponibile.

Su questo arbitrio applicato a sostanze religiose ha scritto in modo chiarissimo il prof  De Mattei (clicca qui). Tuttavia ci sono almeno  due aspetti  particolarmente interessanti su cui  forse vale la pena di ritornare.

Anzitutto, se la pubblicazione dei due Motu Proprio vuole essere senz’altro il colpo di grazia dato alla chiesa cattolica per dimostrare la sua resa senza condizioni al mondo impegnato nella  folle corsa verso il nulla,  non bisogna trascurare neppure il modo, la mossa a sorpresa con cui esso è stato inferto, cambiando  le regole del gioco: un colpo basso mirato a spiazzare in anticipo quella opposizione che si prepara a difendere la morale cattolica al  Sinodo. Un fendente brutale, preparato già con l’instrumentum laboris dell’anno scorso, dove si  auspicava lo snellimento delle procedure  facendo vagheggiare l’idea che una cosa di poco conto come la validità del matrimonio canonico non meritasse la competenza  di giudici di professione. Il tutto, mentre era già stata  decisa la rimozione del cardinale Burke dalla Segnatura Apostolica. Si tratta dunque di una regia studiatissima di cui nulla è stato lasciato al caso ma che ora ha puntato soprattutto a mettere fuori gioco i possibili avversari.

 Bergoglio ha dimostrato fin dall’inizio una volontà di ferro nel perseguire il proprio disegno eversivo, ma anche  una  scaltrezza  piuttosto grossolana nel  realizzarlo. Tanto grossolana da non essere percepita dalle masse che l’hanno scambiata per difetto di artificio culturale. Ma ora l’iniziativa  di accelerare improvvisamente i tempi, in base al principio che chi colpisce per primo colpisce due volte, è stata elaborata da consiglieri in grado anche di padroneggiare con disinvoltura il cinismo raffinato e quasi beffardo delle parole con le quali sono state avvolte  le intenzioni. Prima fra tutte, questa misericordia capace di coprire anche il gioco sporco, perché essa è a vantaggio del popolo e il popolo non ha di che lamentarsi.

Ma è proprio l’uso della misericordia che smaschera e tradisce le intenzioni. E anche questo non può passare inosservato. Qui infatti la misericordia è elargita a tutti, meno che alle vittime immediate dello sfacelo programmato dalla ideologia bergogliana. Infatti in tutto questo tripudio di intenzioni misericordiose,  nessuno si è ricordato dei piccoli, dei figli che sempre più numerosi  saranno schiacciati dall’ormai universale disegno di destrutturazione della famiglia. Segno che è ritenuta più importante ancora una volta la benevolenza del mondo delle passioni effimere.

Nei lineamenta per il Sinodo di ottobre ci si preoccupa ipocritamente delle vittime delle famiglie disunite, e si sollecita una particolare cura pastorale per loro. Però non ci si cura di  fare il minimo cenno alla cause del fenomeno dilagante delle famiglie dissolte, prima fra tutte alla perdita diffusa del senso e della importanza della stabilità del matrimonio. Del resto già da tempo quelle cause non vengono più ricordate neppure dai sacerdoti, per non disturbare la società gaudente che le coltiva.

Alla luce della nuova disciplina matrimoniale, se e quando verrà realizzato questo piano di particolare cura pastorale verso le famiglie separate, avremo lo scenario tragicomico di pastori dediti ad assistere le vittime delle disgregazioni familiari che sono state incoraggiate dalla Chiesa con l’ abolizione programmata del sacramento del matrimonio.

Questa misericordia  cieca, debordante, incontinente e incontenibile, che non risparmia  apparentemente nessuno e che assicura a tutti la licenza per tutto, finirà per affondare la chiesa e la società nelle stesse sabbie mobili.

A noi che guardiamo disincantati un  naufragio programmato, non resta che abbandonare questa  barca e cercare di mettere in salvo quello di cui non possiamo essere espropriati: la capacità di leggere la realtà del bene e del male e la volontà di trasmetterla senza sottintesi e senza incertezze.

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24 commenti su “Fuggiamo dalla misericordia  –  di Patrizia Fermani”

  1. “La Passione ci guida”. Slogan pubblicitario automobilistico di qualche anno fa.
    Metto al volante della mia fragile esistenza la Passone, che per definizione è cieca, egoistica, passiva, demoniaca, ingrano la quarta e parto. Mi schianto subito, non prima di aver travolto varie persone. No problem: i preti mii “perdonano”, Dio mi “ama”, i fedli meno disastrati di me pagano (economicamente) per me

  2. Lo stiletto e la situazione descritta mi fanno venire in mente una trama gia’ scritta, che da commedia si trasforma in tragedia. Rigoletto prima titubante, assolda Sparafucile per uccidere il Duca di Mantova che ha disonorato la figlia. Ma tutti sappiamo che il finale e’ completamente diverso. Inutile dire chi sia il Buffone di corte e chi il Duca in questa tragedia che stiamo vivendo giorno per giorno. ma forse al primo sfugge che si appressa la mezzanotte e presto le certezze svaniranno. L’alacrita’ e la determinazione con cui il vescovo di Roma porta avanti il suo piano sono tipiche della pianificazione dell’Urss dove si pensava che fosse sufficiente programmare l’economia per ottenere un risultato. Simili anche i metodi da polizia militare adottati da Bergoglio per ridurre al silenzio quanti si oppongono. Questo papato e’ purtroppo un dramma e le comparse devono attenersi a un copione, ma alla fine della finzione sara’ la realta’a svelarne tutta la tragicita’.

  3. Cara Dott.ssa Fermani,
    le sue parole sono sempre illuminate dallo Spirito (quello vero), Spirito di Verità, Spirito di Sapienza. Grazie sincere.
    E’ assai triste dirlo, ma la realtà che emerge da un’analisi oggettiva e coerente dei fatti, mai come in questi ultimi e cupissimi tempi ferisce nel profondo.
    Ormai i segnali (di ogni tipo) non si contano più, e tuttavia l’ottundimento delle coscienze è tale che tutti vengono normalizzati nella banalità, vera cifra del nostro tempo, quando poi nemmeno vengono colti dai più, o, se colti, vengono immancabilmente letti nel segno dell’universale progresso dell’uomo.
    Tuttavia voglio pensare che un esercito, nemmeno poi così piccolo, di pastori fedeli si stia “rodendo” il fegato nel silenzio (e nella preghiera), in attesa di un chiaro segnale di battaglia per poter uscire allo scoperto contro gli illuminati, che al momento stanno “sbancando” senza trovare una resistenza degna di questo nome.
    Al momento l’esito della battaglia è a favore degli…

    1. ….pseudo-cristiani. Di acclamati pesudo-priori-teologi che osano perfino scrivere: “….Di nuovo, serve una rilettura storico-critica di tutti i libri sacri, per scorgerne l’intenzione e non le forme. Nella chiesa c’è buona volontà ma poi della donna si hanno immagini irreali: il modello di Maria, vergine e madre, che non può essere il riferimento per una promozione della donna nella chiesa; l’idea, insinuata per moda, che la Madonna sia più importante di San Pietro, idea insipiente come dire che la ruota in un carro è più importante del volano… Non siamo ancora capaci di prendere sul serio l’uguaglianza indubbia tra uomini e donne. Il cammino per la chiesa è ancora lunghissimo perché ovunque ci sia un esercizio di comando restano gli uomini, mentre le donne sono confinate al servizio umile. …”
      Questi sono i tempi. Per ora.

      1. Chi si pone contro la Madre, si pone anche contro il Figlio, e Lui lo terrà ben presente nel giudizio individuale di costoro, stiamone certi. Quanto a questa nuova Chiesa di cui vanno farneticando lorsignori, per me possono farci la birra, tanto mi disgusta. Mi sto convincendo sempre più che aveva ragioni da vendere il bravo Mons. Michèl Guerard de Luisier, anche contro lo stesso Mons. Léfèbvre che, ovviamente, resta sempre un grande personaggio della Resistenza antimoderrnista. Serriamo le fila, come le falangi dell’antica Roma, perché lo scontro sarà duro.

        1. Forse intendeva Mons. Michel Guérard des Lauriers OP, che elaborò la parte dottrinale della lettera intitolata “Breve esame critico del Novus ordo missae” indirizzata a Paolo VI il 5 giugno 1969 dai Cardinali Ottaviani e Bacci (facilmente reperibile nell’Internet per chi non l’avesse letta) alla quale si attende ancora una riposta. Fu professore all’Università domenicana del Saulchoir e poi all’Università pontificia del Laterano.

          1. Proprio lui, caro Umberto, ed il “Breve esame…” è in bella vista sul mio scaffale, tra i miei preferiti (come la Bibbia del Ricciotti, ante CV II e quindi veramente “ortodossa”. Graxzie,

    1. A chi è “scoraggiato”, cara signora, non resta che la paralisi.
      Mi consenta di rinnovare l’invito di qualche giorno fa: “Loro” (la Giunta Rivoluzionaria) inaugurano la Neo-Chiesa? “Noi” (persone non impazzite e interessate alla realtà, come dice la dottoressa Fermani) li lasciamo cuocere nel loro brodo.
      Siamo senza Pastore… vivremo così. Non lo abbiamo né voluto né immaginato. Ci siamo capitati

  4. Mi riferisco a “un colpo basso mirato a spiazzare in anticipo quella opposizione che si prepara a difendere la morale cattolica al Sinodo”. Se molti intuirono come si sarebbe mosso Bergoglio (prevedibile vista la semi “sconfitta” nel sinodo 2014 e la sua inaudita condotta di sfida provocatoria durante quest’anno), come mai i vescovi “oppositori” non lo hanno ancora denunciato? Manca loro il coraggio (Fede), e temono la scomunica? Noto invece che non hanno mai mancato di proclamare la loro lealtà al “papa”. Non denunciando palesemente che Bergoglio è andato contro gli stessi comandi di NSGC potranno solo aspettarsi di essere considerati come lui, e con l’aggravante di avere creato false illusioni in quei fedeli che avevano riposto fiducia in loro. A cosa serve avere degli “oppositori” un po’ meno “modernisti” del VdR & C ? In questa situazione ci vuole un “Sant’Atanasio”. Non ci sono più attenuanti. Bergoglio, per nessun motivo può essere considerato papa dai veri cattolici.

  5. Dottoressa Fermani, lei dice di abbandonare la Barca. Ma siamo cattolici, ergo non possumus. Quello che possumus (et debemus) invece fare credo sia aspettare, speriamo non troppo, che Qualcuno allestisca una scialuppa di salvataggio che parte da quella medesima Barca. Il problema è, chi sarà il timoniere? Di recente, dalla Bussola ho appreso di apparizioni sudamericane di fine XVI secolo in merito al disgraziato secolo XX (e al XXI ineunte). Qui, inoltre, c’è una dettaglata ricostruzione, http://www.lamadredellachiesa.it/nostra-signora-del-buon-successo-regina-del-cielo-e-della-terra-le-profezie-si-stanno-avverando/
    Si parla di un restauratore mite… sarà il nostro timoniere.
    Non resta chepregare che il Signore ce lo mandi in fretta!

  6. Cara Dott. Fermani, NON siamo noi che abbandoniamo la barca, chi resta fedele a Cristo RESTA nella Chiesa di Cristo, ovvero nella Chiesa Cattolica: sono Bergoglio e i suoi complici che sono saltati fuori dalla barca!

    1. Patrizia Fermani

      certo, ma io mi riferisco alla barca dei falsari, alla barca di quanti stanno contribuendo in modo decisivo allo affondamento di una civiltà. che senza il loro contributo, cioè senza la loro eresia, avrebbe resistito e ricacciato il nemico esterno. So che si tratta di una chiesa simulata, ma bisogna prendere atto che noi abbiamo a che fare col male che propaga, e da essa dobbiamo allontanarci per non essere risucchiati, tenendo fisso lo sguardo a quella vera che è stata nascosta. Giorni fa, a Venezia, sono tornata dopo tanto tempo a Santa Maria dell’Orto , scrigno di tesori di arte sacra. Ma dell’altare maggiore col tabernacolo, che non poteva mancare in una chiesa antica , non rimane traccia. Al centro dell’abside c’è un tavolone e dietro tre poltroncine di velluto rosso luigi XV che mi hanno fatto pensare alle maisons di Toulouse Lautrec. Davanti alla nicchia da cui è stata trafugata una Madonna del Bellini, un enorme pannello di incomprensibile “arte” moderna. Ecco una metafora di quella…

      1. Esatto, car dottoressa: si tratta di “allontanarsi” psicologicamente, culturalmente, e anche praticamente.
        Sono stato oggi a Messa in una chiesa per me nuova. Ho sentito esaltare, nell’omelia, il fatto che la foto del bimbo morto avesse spinto l’Europa a far entrate “decine di migliaia di migranti”. Ho aspettato la Consacrazione e me ne sono andato.
        Questo per dire, a me stesso e agli altri:
        1- che consideravo comunque quella Mesa valida, e non nulla
        2- che consideravo quel celebrante non cattolico, nel senso appunto psicologico e culturale

        Ovviamente quel celebrante è pienamente “francescano”. e/o terrorizzato dalla Giunta Rivoluzionaria

        1. Tombola: anche il parroco della chiesa dove sono stato io, stamattina, nell’omelia ha parlato di quel bimbo, dando la colpa della sua morte a chi non accoglie (mica a chi illude queste povere persone, invitandole ad invaderci, o a chi ci specula sopra, dagli scafisti alle coop rosse. Prima aveva paragonato “la fuga in Egitto” della sacra Famiglia agli attuali migranti. Non sono uscito per non dare adito a commenti, ma mi sono ritirato in me stesso, pregando in latino, anche per questi preti disgraziati.

    2. Ottima sintesi, Diego, lei si è espresso perfettamente. Sottoscrivo. Allora rettifico il mio commento: restiamo sulla Barca aspettando un timoniere e la scialuppa di salvataggio regaliamola a chi la Barca la rifiuta (eventualmente anche al vdR, se non si riconverte al cattolicesimo).

      1. Ho 78 anni, mi sono sempre sentito al sicuro nella Chiesa retta dai molti pontefici che ho conosciuto. Ora non più. Ero a Piazza San Pietro aspettando l’elezione del Papa. Quando si affacciò Bergoglio rimasi subito perplesso da come si presentò. Mi rimproverai. Ma dopo pochi giorni le perplessità divennero timore che stesse per arrivare una tempesta dentro la Chiesa. Ora siamo in piena baraonda. Ho sentito un vesovo a Radio Maria che salutava Papa Francesco e lo ringraziava (cito a memoria) per la determinazione con la quale porta avanti il suo straordinario pontificato. Ho spento la radio. Tutto questo dopo la pubblicazione dei due “motu porprio”. Lo sconforto mi ha assalito. Non riesco più a capire che cosa stia avvenendo. . Ma c’è qualche pastore che ha “misericordia” di noi? Possibile che nessuno osi oppoersi a Papa Bergoglio, per lo meno per la prepotenza che ha usato nel promulgare i due motu proprio senza aspettare il Sinodo da Lui stesso convocato? Unica speranza: “Non è Francesco”.

        1. È probabile che non sia Papa (né si definisce tale…), caro signor Italo.
          Del resto i rivoluzionari, da Robespierre a Mao Tse Tung, hanno sempre detto “Vedete? Il Popolo voleva proprio me e la mia NOVITA’ “, quando erano imposti da ristrettissimi circoli odiatori dell’uomo. In questo caso, i “circoli” sono un po’ meno ridotti, perché il Clero è un insieme di persone molto speciali- questo insieme si è gettato nelle fauci della Massoneria al 40%, diciamo.

          Chi non è “francescano” nell’animo, o non trema come una foglia, comunque non si distacca culturalmente. Non ho MAI sentito un prete “normalmente al lavoro” dire espressamente “Questa impostazione non è cattolica”.
          Questa impostazione vuole noi (“churchgoers”, in termini anglosassoni) sul marciapiede, e sbandati vari, preferibilmente non battezzati, IN chiesa. Mentre nella chiesa di Castiglione delle Stiviere, paese del santo gesuita Luigi Gonzaga, la chiesa fu ospedale da campo perché il popolo vedeva dei soldati morenti TUTTI CATTOLICI

  7. Un cattolico non cadrà mai nello scoraggiamento. Un cattolico è consapevole che la vita è guerra e questa guerra è contro entità che ci superano. Un cattolico è consapevole che l’unica arma a sua disposizione (e che arma!) è la preghiera. Un cattolico è consapevole che la guerra si vince solo se si accetta la totale subordinazione a Colui che ci ha voluti, perchè l’essenza della vita è la lotta. Quanti paroloni, quante domande sul senso della vita. Il senso della vita è uno solo: la lotta! Non siamo venuti al mondo per essere del mondo, ma per impugnare la spada. Rassegniamoci a questa realtà: la nostra vita vera sarà altrove e in un altro momento. Ora è il momento dell’azione, magari dopo essere feriti al femore!

    1. Ma ricordiamoci, carissimo, che le pecorelle del Signore sono vocate non alla lotta titanica dell’ “Uno conttro tutti”, ma a seguire il Pastore (e Re Vittorioso, dopo la battaglia contro il Violento… più forte di qualsiasi uomo, cioè il Demonio) dovunque le conduca, attraverso la valle oscura o sui freschi pascoli.
      Si trratta di un atteggiamento mite e forte- oggi messo a dura prova dal fatto che i pastori terreni sono spesso lupi, o mentalmente succubi ai lupi

  8. E’ in atto l’ avverarsi del 3° segreto di FATIMA !! : l’ Apostasia dentro la povera Chiesa Cattolica, ad opera di molti suoi Pastori. Questo è il tempo di essere fedeli alla Dottrina , al catechismo di S. Pio X ,stare vicino ai sacramenti: confessione, eucarestia ( più volte a settimana),S. Rosario !! BASTA. Quello che succederà sarà così sconvolgente che solo avendo Gesù Eucarestia in noi, potremo avere la Luce e la FORZA per non essere travolti. ATeresa Musco, mistica casertana, morta nel 1976 a 33 anni ( dopo 117 operazioni), a 9 anni offertasi vittima per i SACERDOTI e per la Chiesa, la Madonna aveva detto che dal 1972 iniziava l’era di tenebra per il mondo, in visione ha visto arrivare e scendere “fuoco” sull’Europa e su Roma. Le dice Gesù:”sembrerà che vogliono far pace ma non la faranno, la scintilla inizierà dalla mia terra. e si propagherà anche in Europa”. Preghiamo molto anche S.Giuseppe perchè è il protettore della famiglia e della CHIESA Cattolica.Leggere anche messaggi di La…

  9. Se è possibile vedete i programmi di FATIMA TV : canale 630- con conferenze, dibattiti, apologetica, teologia in breve , S.Messa e S.Rosario. Uno dei pochissimi canali TV- veri cattolici tradizionalisti, un faro di Luce in mezzo a tenebra profonda . .dove è possibile condividere pienamente la Fede. A Fatima la Madonna a Suor Lucia ha detto che “…soltanto un piccolo gregge resterà fedele alla Verità e a Suo Figlio Gesù Cristo..” . Lei non ci abbandonerà,.preghiamo tanto il S. Rosario perchè dobbiamo essere questo piccolo gregge. (consiglio anche la pratica dei Primi 5 sabati del mese). A La Salette ,la Vergine Maria piangente…a Melania Calvet aveva profetizzato quanto oggi sta vvenendo dentro la Chiesa e nel mondo !!

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