“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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Dopo il dibattito sulla Fraternità San Pio X. Guardiamo la realtà e vediamo alcune cose su cui riflettere: dal caso del prete colombiano sospeso a divinis, alla ripresa brutale della persecuzione contro Padre Manelli, ad Angelo Scola che si inchina davanti all’islam, all’affettuoso dialogo di Cesare Nosiglia con gli omosessuali, alle sanzioni a Padre Cavalcoli…  

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

PD

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Venerdì 3 febbraio 2017

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Gentilissimo dottor Gnocchi,

vorrei sapere quali conclusioni ha tratto dal dibattito sulla Fraternità San Pio X che lei stesso ha innescato proprio da questa rubrica. Mi sarebbe molto utile perché lei è uno dei miei pochi punti di riferimento, che tra l’altro sono sempre meno. Insomma, visti i molti pareri espressi, che cosa conclude?

Grazie per l’attenzione e tenga duro.

Gianni Faletti

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Caro Gianni,

le conclusioni le ho tratte fin dal principio. Quello che penso in proposito mi pare chiaro e non ho nulla da aggiungere. Nella mia rubrica rispondevo a una lettera, non aprivo un dibattito. Poi, più che altro, ho visto della cagnara con tanto di insulti, amicizie divenute zelanti ex amicizie, comunicazioni tramite terzi della cancellazione del mio nome dalla rubrica del cellulare e dall’indirizzario e-mail, accuse di sedevacantismo e finanche di eresia, esilaranti prove di incontinenza verbale scritta e orale, ponderose esibizioni di onanismo intellettuale. Come vede uso un linguaggio aulico per non farmi accusare di inopportuna verbosità. In ogni caso, tutta roba al termine della quale la penso ancora come prima. Con la naturale poca considerazione che le mogli hanno dei loro mariti, è stata la mia gentile consorte a inquadrare correttamente la vicenda: “Come mai se la prendono così tanto per quello che dici tu?”. Pensi che me lo sono chiesto persino io.

Nel frattempo, però, mi sono guardato attorno perché la realtà mi interessa sempre di più delle ardimentose costruzioni dei piccoli architetti dell’universo tradizionale. E ho visto alcune cose su cui riflettere, che sicuramente ha notato anche lei, caro Gianni.

Ho visto il caso del sacerdote colombiano sospeso a divinis per aver rifiutato di mettere in pratica gli insegnamenti anticristici di “Amoris laetitia”. Dice in proposito Marco Tosatti nel suo blog: “Luis Alberto Uribe Medina, così si chiama il sacerdote, della diocesi di Pereira, è stato convocato dal suo vescovo, Rigoberto Corredor. Uribe Medina, secondo quanto afferma un comunicato della diocesi, ha ‘espresso pubblicamente e privatamente il suo rifiuto del magistero dottrinale e pastorale del Santo Padre Francesco, soprattutto per quanto riguarda il matrimonio e l’eucarestia’. È inutile spiegare che si tratta delle famose noticine del documento che contraddicono il magistero precedente; quello della Chiesa fino al 2016, ciò che hanno insegnato San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, oltre al Catechismo della Chiesa cattolica, che si presume sia ancora valido. Il comunicato della diocesi afferma che a causa della sua posizione il sacerdote ‘si è separato pubblicamente dalla comunione con il Papa e con la Chiesa’. Di conseguenza in base al Codice di Diritto Canonico, come eretico e scismatico e apostata è colpito dalla scomunica Latae Sententiae, e rimosso dalla sua posizione ecclesiastica”.

Ho visto che padre Stefano Manelli continua il suo calvario per mano della feroce neochiesa bergogliana. Pochi giorni fa, il fondatore dei Francescani dell’Immacolata ha ricevuto un documento concordato dai responsabili della Congregazione dei Religiosi con il Bergoglio, nel quale si dice: “Si fa obbligo a padre Stefano Manelli di rilasciare una comunicazione nella quale dichiara di accettare e osservare tutte le disposizioni della Santa Sede e di esortare i Frati Francescani dell’Immacolata e le Suore Francescane dell’Immacolata a tenere lo stesso comportamento. Il Padre Manelli non potrà fare nessun’altra dichiarazione ai mezzi di informazione né apparire in pubblico. Non potrà partecipare ad alcuna iniziativa o incontro, né personalmente né attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Si fa obbligo a Padre Manelli di rimettere entro il limite di 15 giorni dalla consegna del presente decreto il patrimonio economico gestito dalle associazioni civili e ogni altra somma a sua disposizione nella piena disponibilità dei singoli istituti. È fatto divieto al Padre Manelli e al Padre G. Pellettieri di avere relazioni con i Frati Francescani dell’Immacolata ad eccezione di quelli delle comunità dove abiteranno con il permesso di questo Dicastero. Evitino ogni contatto con le Suore Francescane dell’Immacolata”.

Ho visto su “Repubblica” del 31 gennaio un articolo a firma Zita Dazzi che si intitola così: “Milano, l’apertura del cardinale Scola: istituire una festa islamica in tutte le scuole”. Ha letto bene, caro Gianni. Persino Zita Dazzi, che a occhio e croce non deve essere una baciapile, non credeva alle sue orecchie, tanto da scrivere: “Una festa musulmana da celebrare nelle scuole milanesi. La proposta non viene dall’imam di una moschea, ma dall’arcivescovo Angelo Scola. E non era una battuta, ma la conclusione di un ragionamento che partiva dal ‘meticciato’ – tanto caro al cardinale – e arrivava alla presenza di ‘almeno un 20 per cento di alunni stranieri nelle nostre classi’. Un dato che Scola ha tirato fuori nel dialogo con il giornalista Gianni Riotta, all’Istituto dei ciechi, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Quindi non si rinunci al presepe perché ci sono gli islamici a scuola, ma si accolgano anche le loro specificità. ‘Una società plurale deve essere il più possibile inclusiva, ma non può rinunciare al simbolo se no perde forza comunicativa – ha spiegato Scola – Critico la laicità alla francese: non è pensabile creare uno spazio di neutralità, in cui tutti facciano un passo indietro sul tema delle religioni. Piuttosto, ciascuno si narri e si lasci narrare. Se aumentano i bambini musulmani, bisogna prendere qualcuna delle loro feste ed inserirle nella dimensione pubblica: spiegare, non vietare’”.

Ho visto, come riportato anche su Riscossa Cristiana, che dal 6 all’8 gennaio si è tenuto a Torino un ritiro dal titolo “Liberare le esistenze” a cura del “Tavolo di lavoro fede e omosessualità della Diocesi di Torino”. Naturalmente, non poteva mancare la presenza dell’arcivescovo Cesare Nosiglia, il quale, a proposito del tema omosessuali e Chiesa cattolica, ha spiegato con involontario umorismo che “le posizioni tradizionali vanno riformate”. Ha poi assicurato gli esponenti LGBT di essere “venuto qui a sentire la vostra voce e guardarvi negli occhi”, che il loro gruppo è “lievito per la Chiesa e preziosa risorsa” e deve diventare sempre più un gruppo “importante per tutta la Diocesi”, auspicando infine “Che il vostro gruppo diventi un ponte tra il mondo omosessuale e la Chiesa”.

Ho visto la strana vicenda del domenicano padre Giovanni Cavalcoli, il quale ha fatto sapere di essere stato sanzionato con una sospensione parziale che comporta divieto di presiedere alla Messa e quindi di fare l’omelia, divieto di confessare pubblicamente ex-officio, divieto di esercitare il ministero fuori del convento, divieto di pubblicare, rilasciare interviste e fare conferenze. Misure che, gli dicono i superiori, saranno tolte entro Pasqua. Sarebbe interessante conoscere le motivazioni, poiché padre Cavalcoli, pur essendo scivolato a Radio Maria sulla questione dei castighi divini, si è sempre distinto come esegeta di destra di una Chiesa di sinistra.

Potrei continuare a lungo e, come vede, caro Gianni, ho solo elencato dei fatti: banalissimi, semplicissimi, ma ineludibili fatti. E, come dovrebbero sapere gli amanti del latino, contra facta non valent argumenta.

Si fa sempre più profetica la blasfema proiezione di animali feroci andata in scena sulla facciata di San Pietro il giorno dell’Immacolata del 2015. Quelle belve, oltre sulle mura esterne, evidentemente, si aggirano anche all’interno della basilica e dettano la loro feroce legge a tutta la Chiesa. Davanti a questa evidenza, se proprio devo trarre una conclusione, faccio mia quella della lettera scritta nel 1988 dai Superiori e Rettori della Fraternità Sacerdotale San Pio X all’allora Prefetto della Congregazione per i Vescovi, tradotta da Radio Spada e pubblicata ieri da Riscossa Cristiana:

D’altro canto, non abbiamo mai desiderato far parte di quest’istituzione che si dà il nome di Chiesa Conciliare, che si riconosce nel Novus Ordo Missae e in un ecumenismo che porta all’indifferentismo e alla laicizzazione della società intera. No, non abbiamo niente a che spartire, nullam partem habemus, con il pantheon delle religioni di Assisi, e la nostra scomunica ad opera di un decreto di Sua Eminenza, o di un’altra Congregazione romana, costituisce solo l’irrefutabile prova di ciò. Anzi, non chiediamo altro che essere dichiarati fuori dalla comunione con questo spirito adulterino, che soffia nella Chiesa da 25 anni; non chiediamo di meglio che essere dichiarati esclusi da quest’empia comunione dei senza dio. Crediamo in un Solo Dio, nel Nostro Signore Gesù Cristo, con il Padre e con lo Spirito Santo, e sempre rimarremo fedeli alla Sua unica Sposa, la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana”.

Può darsi che ora qualche firmatario di quella lettera abbia cambiato parere e ora si tiri indietro. Per quello che vale, a parziale e indegna riparazione, ci metto il mio nome.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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68 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Xavier Pinyol

    Me he dato cuenta en moltos annos de mi vita que gli italiani parlano siempre de “onanismo intellettuale” (è verità que utilizan una esprecione più vulgare que non vado a dire) como vicio de suoi amici i vicini, que, si lo se mira bene, è lo que fan todos dal tiempo Petrarca. Pero Gnocchi tiene ragione. Molte cose que occorrono, le vedo io medesimo i me disgusta molto este spetacolo. Voy a pregar per toti voialtri.

  2. Si è soliti tirare in ballo sempre il solito Einstein, manco fosse Dio, soprattutto il suo aforisma sulla soluzione facile per il problema difficile. Non è il caso contestuale a quanto toccato dal Dottor Gnocchi: una soluzione facile per un problema chiarissimo e chi non lo reputa tale è in mala fede e mente. Ora, da tempo, vado ponendo sempre la solita domanda: c’è qualcuno che ha il coraggio di affrontare l’ “eresiarca” per porre fine alla demolizione? Costui, attraverso uno spietato sistema inquisitoriale, di stampo sovietico, ha imposto la sua realtà malvagia e falsa. Aveva ragione mia nonna quando, da piccolo, mi metteva in guardia da coloro che fanno di tutto per passare da simpatici, bonari, bravi, da samaritani. Non è un caso che proprio da questo personaggio strano, da questa sua ‘chiesa’, si sta costruendo “la schiavitù maggiore e più selvaggia” (Platone).
    Segnalo questo filmato. Il personaggio in questione pare abbia avuto e ha dei seri problemi con le Autorità.

    https://www.youtube.com/watch?v=AD5KVu-dyD8

    1. “Aveva ragione mia nonna quando, da piccolo, mi metteva in guardia da coloro che fanno di tutto per passare da simpatici, bonari, bravi, da samaritani.”
      Il modo tipico in cui si presenta il diavolo……

    2. Don Alessandro Minutella, Diocesi di Monreale: o è una vaneggiante “scheggia impazzita” che Romeo non riesce a controllare, o è un sacerdote eroico… che Romeo non riesce a controllare!

      1. Non conosco Don Minutella. Non conoscevo neanche il suo nome. Il fatto che abbia dei problemi con le autorità lo si evince dal filmato, è lui stesso che lo lascia capire. Detto questo, non posso, personalmente, non appoggiare le sue parole. Ripeto, ignoravo totalmente l’esistenza di questo prete. Ho scoperto questo filmato nei rimandi di YouTube.

      2. Acchiappaladri

        Mai incontrato di persona o anche solo avuto corrispondenza col giovane parroco Don Minutella: però da mesi per caso ho scoperto il suo grande attivismo catechetico su Internet.
        Questo parroco non si dichiara affezionato particolarmente ai riti tradizionali, anzi ho ascoltato più volte sue attestazioni di stima per il Concilio Vaticano II, purché interpretato in continuità con la dottrina di sempre, e per i papi recenti fino a Benedetto XVI.
        Però nelle sue prediche e conferenze è molto chiaro nell’insegnare i dieci comandamenti e le devozioni come ricordo che mi venivano insegnate alle elementari mezzo secolo fa da bravi sacerdoti e ammirevoli suore.
        Mi sembra che celebri qualche volta col Summorum Pontificum.
        Don Minutella si dichiara molto mariano: un suo tallone d’achille potrebbe essere un entusiamo un po’ azzardato per qualche apparizione ancora da approvare
        Dalla stampa palermitana risulta che da anni sia oggetto di minacce, vandalismi, ecc; il vescovo bergogliano di Palermo sembra l’abbia già “bastonato” ripetutamente (il che potrebbe essere una buona referenza)

        1. Grazie. Ascolterò qualche sua omelia per farmi un’idea. Ripeto, ho ascoltato il suo filmato per curiosità e perché compariva nei rimandi dei filmati You Tube. Non conoscevo Don Minutella e ignoravo totalmente anche il suo nome. Personalmente, sono sempre molto scettico, non per partito preso, ma solo per prudenza. Certamente, non posso non sposare totalmente quanto affermato nel filmato.

  3. Forse stiamo assistendo agli ultimi colpi di coda del drago infernale e dei suoi collaboratori terreni, inebriati dall’ebrezza del potere e del dominio assoluto su quella che fu la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo. Le potenze dell’inferno ce la mettono tutta, forti delle posizioni di potere acquisite infiltrandosi nella Chiesa sino al suo vertice (vedansi profezie di La Salette e Fatima), ma per quanti sforzi facciano saranno sconfitte, e tanto più sarà il potere da loro acquisito tanto più grande sarà la loro sconfitta (e la meraviglia di chi avrà la grazia di assistervi). Nel frattempo a noi poveri cattolici amanti del tempo che fu resta il compito di pregare con insistenza, specie il S. Rosario, per accorciare il tempo che ci separa dal trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma.

    1. Pregare, ma anche martirio, testimoniare. Hai ragione caro Catholicus, la tua analisi, il tuo brevissimo excursus meta-storico risponde a verità, almeno per me. Allora, proprio in questo momento siamo chiamati a gridare la nostra fede, incuranti delle sassaiole. Santa Caterina da Siena l’aveva detto: “Avete taciuto abbastanza, è ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito”. Questo è il momento del gridare, affinché tutti sentano. Spetta a noi perché investiti dal Battesimo e appartenenti al Corpo Mistico di Cristo Gesù.

  4. Dott. Gnocchi, se c’è un piccolo posto ancora. ……ci metto anche la mia di firma!
    Che la Vergine Maria la protegga…..integro come lo è ora. SIGNORE VIENI PRESTO! !

  5. Non ho commentato la posta di settimana scorsa perche amareggiato dalle critiche a Gnocchi, soprattutto in altri siti, per i toni un po’ accesi da lui usati nella lettera. Gnocchi e’ figura adamantina, cui si puo’ attribuire un’ unica colpa, forse mortale, quella di non cambiare idea. I troppi che si sono distaccati dai toni dell’autore pensano che si possa cambiare parere con la stessa frequenza con cui si usa il telecomando del televisore. Costoro non si rendono conto che non e’ Gnocchi a cambiare ma e’ il clima che si fa sempre piu’ feroce e ti puoi difendere solo alzando il livello dello scontro. L’estromissione di padre Uribe e’ forse l’atto piu’ ferino dell’ultimo giro di giostra di Bergoglio, ma non sara’ certo l’ultimo. Cio’ che e’ certo e’ che questa chiesa dovra’ tornare sui suoi passi, non sappiamo se presto o tardi, in una situazione normale o straordinaria, ma la chiesa non e’ ne di questo mondo ne’ e’ modificabile al piacere del mondo. La Misericordia trova sempre compimento nella Giustizia, questo anche per persone dalla cervice dura, egregio…

    1. …egregio signor Bergoglio. Il sistema ha cancellato l’ultlma riga, i soliti scherzi del computer. E in fatto di scherzi, siamo quasi a carnevale, a Roma il quasi papa ha cambiato nome. IL VdR, Francesco il Misericordioso, ora deve rispondere alle pasquinate e non ha piu’ tempo per rispondere ai dubia. Credo che le dimissioni stiano diventando una possibilita’ concreta per un papato che raccoglie giorno dopo giorno sempre piu’ oppositori.

    1. Acchiappaladri

      Vero! il rev. prof. Cavalcoli ha dato di persona l’annuncio, nelle sue pagine Facebook, che la parziale sospensione a divinis di cui era vittima dallo scorso Novembre è stata oggi sospesa. Indipendentemente dal fatto che possono risultare poco convincenti, o peggio, alcune opinioni di questo dotto domenicano sulle innovazioni in corso nella Chiesa Cattolica, è una bella notizia che i suoi superiori si siano resi conto che forse era un tantino ingiustificato sanzionare canonicamente un sacerdote che pubblicamente commentava la possibilità di varie forme di castigo di Dio così come rivelato nelle Scritture e compreso e insegnato per quasi duemila anni dalla tradizione cattolica.

      Dal sito di Marco Tosatti apprendo che è stata tolta la sospensione a divinis al sacerdote colombiano don Uribe Median (spero senza obbligarlo a staliniana autocritica).

      Insomma: piccole ma buone notizie! Le interpreto come dimostrazione che con opere di convinta opposizione all’autodistruzione in corso e assidue preghiere ogni battezzato può contribuire alla lotta contro la confusione che ci affligge.

  6. Domando ad Alessandro Gnocchi e a chi la pensa come lui : se veramente tutta la gerarchia ufficiale non è più cattolica e non bisogna avere niente a che fare con essa, dove sopravvive la Chiesa ? Almeno un vescovo ci vuole altrimenti addio S. Cresime e addio nuove ordinazioni di sacerdoti, quindi fine della Chiesa e fine del mondo.

    1. La Chiesa va già cercata nelle catacombe e non nei due rami di sinistra (di cui il video sotto è illustrativo) o destra cosidetta di pizzi e merletti di orgine lienartiana, in fondo in fondo in fondo…. questo è il castigo di Fatima visibile nel 1960. La gerarchia ex cattolica apostatò ben prima del popolo, giace all’inferno si può presumere….Santissimo Rosario, unico nostro aiuto e ricerca della verità.
      La Salette e Madonna del buon successo: i preti attirano il castigo di Dio con la loro immoralità.
      https://gloria.tv/video/Cs8ESvBCqLjy3z4VLTcZCA7nW

    2. La Chiesa caro amico non finisce se lo dice lei, ne se lo dice Gnocchi. Ma anche ammettendo che abbia ragione Bergoglio e non Gnocchi, se si salvano atei, musulmani, protestanti ed ebrei, buddisti e induisti… allora di certo si salvano pure Gnocchi e tutte le declinazioni plausibili di “sedevacantisti”, no?

      E’ evidente che se haragione Bergoglio e la sua gerarchia indifferentista, questa chiesa indifferentista e gerarchica non serve a niente, altro che ordinazioni e cresime,
      andremo tutti a fare festa a maometto o a lutero in attesa di ritrovarci in paradiso con tante vergini a “disposizione”.

      1. Caro Matteo la ringrazio della sua cortese risposta. Chiaramente non ho scritto che sono io a decidere quando finisce la Chiesa. Il mio intervento era solo un richiamo alla logica elementare. Chi afferma che non esistono più Vescovi cattolici afferma che non c’è più successione apostolica e quindi afferma che è terminata la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

        1. Anche i sedevacantisti hanno ancora i loro vescovi… non abbia timore dunque e restiamo cattolici oltre ogni clericalismo.

  7. Cesaremaria Glori

    Se ci contassimo ci accorgeremmo che non siam pochi. Siamo soltanto scollegati ma uniti spiritualmente e personaggi come Gnocchi provvedono a chiarirci le idee e a mantenerci saldi. Quanto durerà questo periodo? Chissà? Se necessario ci ridurremo in moderne catacombe, i capannoni adibiti ad uso Chiesa ( ce ne sono tanti in disuso causa crisi economica!) perché riunirci e celebrare insieme l’antico rito sarà essenziale per tenere accesa la lampada sino al trionfo fi Maria. Coraggio, Alessandro e amici tutti. Manteniamo salda la fede come l’abbiamo ereditata da chi ci ha fatto dono della vita.

    1. Non posso capirne il motivo, ma NSGC sta permettendo allo spietato “delicadero” di infliggere questi tormenti alla Sua Sposa: ma fino a quando?

      1. Ci vuole soltanto pazienza: quando qualcuno gli dimostrerà (con i numeri) che la sua chiesa è il più devastante fallimento della storia bimillenaria del cattolicesimo, costui sarà costretto ad arrendersi e dimettersi…Il problema è che cardinali, vescovi, sacerdoti modernisti, adesso dettano legge, e non fanno altro che adularlo e imitarlo nei suoi stupidi gesti ed eretiche (sgrammaticate) parole! Avete notato le chiese sempre più vuote, i confessionali deserti, l’ottoxmille drasticamente ridotto e p.zza S.Pietro mai così poco affollata, quando il perito chimico si affaccia al balcone?!

    2. Francesco Retolatto

      Concordo con lei.
      Questo è il problema che riscontro anche io.
      Molti nomi che leggo qui li trovo lasciare commenti su altri siti come Radio Spada.
      Restiamo radicati nella Fede l’unica Salvezza.

  8. Caro Alessandro, tutto quello che sta succedendo mi pare come un vortice che mi confonde per l’aggressiva velocità con cui risucchia impietoso tutto ciò che gli appare ancora cattolico. E nel movimento vorticoso ogni cosa pare spostarsi di continuo, pare cambiarsi da luce a buio fitto, a volte anche viceversa, sia pure purtroppo molto di meno.
    Può darsi che lei abbia buttato giù qualche “parolaccia” di troppo, che tradisce un’ira (lo chiamano zelo amaro, ma è ira) incontrollata, magari intenzionalmente. Può darsi. Può darsi che lei si sia macchiato della colpa di scindere in maniera un po’ troppo netta il vero dal falso, il bene dal male, dal suo punto di vista. Può darsi che lei abbia compiuto qualche errore di valutazione, perché magari la realtà è più complessa.
    Ma io credo che ognuno di noi abbia la responsabilità di vedere ciò che gli occhi e le orecchie mostrano e di usare quella spada a doppio taglio, che è la verità, che ci è stata data (rivelata) non per esercitare l’intelletto e coccolarlo, ma per disboscare le foreste di errori, per disperdere le nebbie…

  9. Rinnovo la mia stima da sempre per il Dr Gnocchi. Il Signore certamente la proteggerà dai nemici. Pensando a lei mi è venuto in mente il Salmo 90(91) . Ed in particolare questi passaggi:
    “… Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra,ma nulla ti potrà colpire…Basterà che tu apra gli occhi
    e vedrai la ricompensa dei malvagi! . Calpesterai leoni e vipere, schiaccerai leoncelli e draghi… Lo sazierò di lunghi giornie gli farò vedere la mia salvezza”
    Sia lodato Gesù Cristo!

  10. Riporto il link di un intressante articolo di Mons. Williamson, apparso oggi nei suoi “Commenti Eleison” :
    Fiaba? – 04 febbraio, 2017 – Numero CDXCIX (499)
    https://stmarcelinitiative.com/fiaba/?lang=it
    Chiarisce in modo comprensibile la fine che sta facendo la Fraternità fondata da Mons. Léfèbvre; da leggere e meditare, una vera e propria “realtà romanzesca”, al pari di quelle che pubblicava tanti anni fa la Domenica del Corriere.

    1. Dimenticavo una cosa importante, un doveroso riconoscimento; questo articolo del fondatore dell’Unione Sacerdotale Marcèl Léfèbvre mi ricorda molto uno dei capolavori della premiata ditta Gnocchi e Palmaro, cioè “La bella addormentata”, con la sola differenza del lieto fine : mentre la bella addormentata, una volta risvegliatasi, sposa il suo bel principe azzurro, qui la ragazza sciocca rischia di fare una gran brutta fine (vedasi la vicenda dei frati e suore FF I, del card. Burke,, del SMOM, ecc.). Chi se deve svegliare, stavolta, è mos. Fellay oppure, se lui è ormai passato nelle file del nemico, sono i cr “resistenti” ancora presenti nella Fraternità a are muro, ad opporgli il loro “non possumus”. Pace e bene.

  11. Quando ho cominciato a frequentare la Chiesa tradizionale, dicendo a destra ed a manca ciò che pensavo della chiesa conciliare, mio zio mi ha ammonito: “Non attaccare i preti perchè poi si vendicano”. Niente di più vero. Quanto alla quasi santificazione di Lutero da parte di bergoglio, ho letto con piacere un volumetto di mons. Luigi Villa dal titolo: “Lutero omicida e suicida” e questo dimostra ancora di più in che razza di letamaio è sprofondata la chiesa conciliare.

    1. Egr. Sig. Mirco, di Mons. Luigi Villa legga anche ” Paolo VI beato ? ” che può scaricare gratis anche da internet. Da lì si capisce il perché ci troviamo in questa situazione.

      1. ChiesaViva, portavoce dell'”estremismo cattolico”, riporta molti fatti interessanti, spesso cirvostanziati e documentati con nomi e cognomi.

  12. Caro Alessandro
    Grazie. Hai accettato il lavoro “sporco” quello di avere contro tutti per il bene di tutti. Un risultato già c’è. Ufficialmente si parla di pubblicazione il 13 o 7 luglio pv. Significa che DATA MANCA e, se anche firma c’è, è come se non ci fosse. Il 7 è un diversivo, 13 luglio no, ma, bene che vada, significa 13 ottobre 2017. E, come è evidente dagli eventi che già oggi tu segnali, tutto sarà diverso. Ci avrà pensato il Cuore Immacolato di Maria ad aver configurato le condizioni in maniera opportuna. Un amico che la pensa come te fin dal 13 marzo 2013.

  13. Padre Manelli avrebbe tutte le ragioni per firmare pure lui, ma nella chiesa ci resta perché mantiene quella ubbidienza ai superiori che scelse in voto e che mantiene per fede in Cristo (anche se al mondo e a me pure sembra pazzia e debolezza che fa il gioco dei vigliacchi). Tutto ciò che scrive Alessandro sono fatti ,ma è un fatto anche che la gerarchia creata da Lefebvre abbia abbandonato la chiesa con Giovanni Paolo II che stava per affondare e adesso voglia la comunione con gli affondatori e i costruttori della cattedra delle eresie istituita proprio nel luogo santo. A me sembra che i disubbidienti hanno due facce ma sono la stessa moneta non rispettare i VOTI LIBERAMETE ASSUNTI VERSO DIO ACCETTANDO LIBERAMENTE L’UBBIDIENZA GERARCHICA AI SUPERIORI. Questo non significa ubbidire agli uomini invece che a Dio ma soffrire per la Verità i flagelli degli uomini per amore della vera chiesa e infatti chi ama la chiesa soffre da dentro per la fede e non da fuori con tutte le più giuste ragioni lasciando la barca agli usurpatori. Ritorna sempre la radice di quel NO SERVIAM

    1. Ma scusa, Davide, e se il tiranno ci tappa la bocca (intendo ai sacerdoti della Fraternità), chi educherà le prossime generazioni ? finirà tutto con la presente, il depositum fidei non deve esse trasmesso ? Bergoglio lo sta distruggendo, e rimanere “una cum” con lui significa vederlo affossar per sempre. Suvvia, un po’ di coraggio, quella di Bergolgio è un’antichiesa, serva di Lucifero, non le si deve NESSUNA OBBEDIENZA ! Si serva Cristo, non il diavolo !

    2. A parte che i primi a dire non serviam sono gli ultimi Papi e questo ultimo poi è arrivato al culmine della strafottenza verso Dio e le anime. Vorrei sapere come ,quelli che soffrono da dentro, servono prima Dio degli uomini, in che modo si fanno flagellare: dicendo la messa nuova, perchè così piace all’autorità ?(ma non a Dio ed è certamente dannosa per le anime). Come si combatte da dentro? quali sono le strategie ed i frutti? Sicuri che chi è dentro, accettando la riforma liturgica e tante altre cose, stia combattendo la giusta battaglia? A me pare di sentire un assordante silenzio da parte di tutti, sia da quelli dentro che da quelli fuori, silenzio sulle ingiustizie, silenzio sui martiri perpetuati ultimamente dal Papa misericordioso, nessuna voce di sdegno pubblica, forte, sulle bestemmie (Dio è ingiusto secondo il Papa) sui sopprusi. Il solito silenzio dei buoni che abbandonano i deboli al massacro. Alla fine mi par di notare che ognuno difende il propio orticello e che non vi sia più la comunione tra i cattolici, ognuno si arrangi e sopravviva come può!

  14. Il su citato Don Alessandro Minutella è un sacerdote che ha parole di fuoco.
    Credo che difficilmente riusciranno ad azzittirlo.
    Un Giovanni Battista dei nostri giorni!
    Non potranno mica distruggerli tutti i sacerdoti come lui.
    Qualcuno sfuggirà al “rastrellamento” in atto.
    In fondo bastano pochi buoni semi disposti a farsi stritolare………il resto lo farà il Signore.
    Preghiamo per queste piccolissime fiammelle di luce in un mondo buio pesto.
    Sia lodato Gesù Cristo e, (come dice Don Minutella) avanti con Maria!!

    1. Già sono alcuni mesi che lo seguo. La sera, anzichè pascermi della spazzatura ignobile della tv, mi guardo le sue omelie o le catechesi di don Leonardo Maria Pompei. Finchè non li metteranno al bando o li getteranno in prigione. Tanto oramai ci aspettiamo il peggio….

  15. Anch’io come lei Gnocchi le conclusioni le ho tratte fin dal principio e le riassumo:
    1)mi risulta che ella non frequenti regolarmente le Cappelle dove la FSSPX celebra la S. Messa di sempre, bensì quelle dove si celebra il SP, che per INCISO sono svolte da sacerdoti che hanno ACCETTATO TUTTO del conciliabolovat2; come la spiega questa strana presa di posizione nei confronti di un “accordo” FSSPX che per giunta si discosta da quelli proposti dai predecessori di Bergoglio?
    2)Non credo serva ricordarLe che fu Ratzinger che cambiò le carte in tavola all’ultimo minuto e per qual motivo mons. Fellay declinò l’invito!!!
    3)Che cos’è tutta questa “preoccupazione” che leggo in giro per le sorti della FSSPX, specie in quelli che sono parte degli Ecclesia Dei, i rami staccati dallaFSSPX (accordisti da decenni) e i vari gruppi SP? Non sono essi già “dentro”? Pertanto di cosa stiamo parlando? Lasciamo stare i sedevacantisti che si sono creati una loro “chiesa” neoprotestante tuttavia tutto questo livore non me lo sarei aspettata. (segue)

    1. Sigra Giustina, sono curiosa di sapere cosa esattamente intende per la “chiesa” neoproprotestante dei “sedevacantisti”. Io assisto ogni domenica ad una Santa Messa non una cum (Messa di San Pio V celebrata da un sacerdote proveniente dalla FSSPX) e le posso assicurare che non vi è nulla di più NON protestante di quella Messa e di quel sacerdote e relativi fedeli. Chi scrive è una cattolica proveniente da un paese di lingua inglese ove abbondano i protestanti di varie specie e genere. Quindi li conosco molto, molto bene. Aborro il protestantesimo, motivo per cui sono letteralmente fuggita dalle chiese e riti protestanteggianti del Novus Ordo.
      Sia lodato Gesù Cristo!

      1. Sig.ra Adriana lei scrive: sono curiosa di sapere cosa esattamente intende per la “chiesa” neoproprotestante dei “sedevacantisti”:
        Catechismo di S. Pio X dal n. 124 al 132. Ora i protestanti sono o non sono scismatici? E chi sono gli scismatici? Sono coloro che OSTINATAMENTE RICUSANO DI SOTTOSTARE AI LEGITTIMI PASTORI. Chi sono i sedevacantisti? Sono coloro che celebrano un rito NON UNA CUM che tradotto significa NON IN COMUNIONE.
        Una cosa è dissobedire al Papa, quando mette in pericolo la fede, un’altra è NON RICONOSCERLO come tale…così fanno i protestanti appunto.
        Poi scrive: (Messa di San Pio V celebrata da un sacerdote proveniente dalla FSSPX).
        Orbene, dovrebbe specificare anche che quel sacerdote NON appartiene alla FSSPX bensì alla IMBC o simili, dal momento che all’interno della FSSPX, i sedevacantisti sono stati allontanati. Questo era doveroso per chiarire e non aggiungere altra confusione ….c’è n’è già molta in giro. Grazie e SLGC.

      2. Xavier Pinyol

        Es che la Misa non una cum é un poco problematica sopratutto si no se sa chi haya ordinato el cura i che pensa effectivamente el cura su i sacramenti con le formule nuove. El error su chi è el Papa es posibile, el error su la validità dei sacramenti en la Iglesia algo como eresia. Cuando estaba nella Caserma tuve molte veci la tentacione de essere sedevacantista i de no reconocere le nuove formule, poi el Colonelo me convencì a rimanere catolico a pesare del Papa. El Colonelo era una persona muy buena.

  16. (continua)
    Anch’io soffro per la Chiesa e aggiungo anche che l’interesse odierno per la FSSPX non era tale prima, anzi tutti contenti e felici: la FSSPX non faceva testo…era “scomunicata” e stava bene dove stava nevvero?
    4)Dove erano prima tutti questi bravi sacerdoti Ecclesia Dei , SP ecc… troppo preoccupati a criticare la FSSPX perché “disobbediente”?
    5)Inoltre se vogliamo essere precisini nell’interpretare le parole e il pensiero di mons. Lefebvre estrapolato da vecchie missive o interviste, si dovrebbe almeno analizzarle alla luce della diacronia storica. La missiva del 1988 mi risulta essere stata scritta all’indomani della pseudo scomunica. Mi dica A. Gnocchi, esistono altre missive che dopo questa ripetono le dure frasi scritte dal Prelato? Non crede che le stesse fossero un tantino comprensibili dato il terribile contesto storico?
    Potrebbe lei mettere la mano sul fuoco e pensare che nell’attuale situazione mons. Lefebvre le avrebbe ribadite?
    Per quano riguarda i casi da lei citati nell’articolo mi creda nessuno di loro può ammantarsi di aureola di santità….

    1. Signora Giustina lei dovrebbe spiegare chi è cattolico (o Chiesa): solo la fraternità (con origine Lienart-massone)? il MP (con origine Ratzinger-nouvelle teologia)? i sedevacantisti parziali (scismatici)? i sedevacantisti totali ( contro il Papa che sussiste fino alla fine del mondo)? i bergoliani semplici? mi spieghi lei il cattolkico a quale di queste deve aderire? Con certezza che sia la vera Chiesa?

      1. Sig. Terranuova: E allora molti si scandalizzeranno e si tradiranno e odieranno l’un l’altro. E molti falsi profeti si leveranno e sedurranno molti. E per il moltiplicarsi dell’iniquità, si raffredderà la carità di molti Ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvo. E questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, per essere una testimonianza a tutti i popoli; allora verrà la fine. (Mt. 24; 10-14)
        Vede, l’apologia sedevacantista/modernista, si appiglia a tutto pur di demolire il VALORE della PUBBLICA RESISTENZA “Una Cum” di mons. Lefebvre.
        Orbene se anche Leinart fu massone e il vescovo ordinante di monsignore, crede davvero che la sua ordinazione sia invalida dal momento che la massoneria è tuttora scomunicata? Secondo lei la Divina Provvidenza si sarebbe fatta intimorire da questo massone o non piuttosto lo ha legnato per benino con la futura Missione di mons. Lefebvre che salvò Sacerdozio e S. Messa Cattolica? Si faccia due conti e lasci perdere gli specchietti per le allodole. La “vera Chiesa” anche se ferita sussiste nella Apostolica Romana.

      2. Xavier Pinyol

        Esta storia de la “massonica” linea Lienart la inventarono i sedevacantisti para darse forza en i momenti tristi nei cuali le soviene que i suoi vescovi vengono de un vescovo enloquecito como Tuch i que i suoi cosini nel episcopato sono quelli de Palmar de Troya. A parte de eso no intendo Terranuova a quale iglesia o grupo pertenece. Este Senior parece haberse perdito en un bosco.

        1. Gentile Xavier Pinyol, lei scrive:

          Esta storia de la “massonica” linea Lienart la inventarono i sedevacantisti para darse forza en i momenti tristi nei cuali le soviene que i suoi vescovi vengono de un vescovo enloquecito como Tuch i que i suoi cosini nel episcopato sono quelli de Palmar de Troya.

          Grazie per averlo ricordato. Aggiungo anche che, sempre gli stessi, hanno dichiarato nulla l’ordinazione di Mons. Lefebvre…..pensi un po’ da che pulpito….

    1. La fraternità così come è stata finora smetterà di esistere con l’accordo. Ci sarà ovviamente una ulteriore scissione e il resto solo Dio lo conosce. Una cosa è certa, dopo l’accordo la differenza tra realtà come la San Pietro e la Buon Pastore e la compagine Fellay sarà nulla, come nulla la sua credibilità rispetto a queste realtà che hanno fatto
      lo stesso passo di Fellay ma con un anticipo più che abbondante e uno spirito accordista assai più coerente.

    2. Xavier Pinyol

      Me sembra que aquesto seniore, que se hace chiamare Baronio, es el medesimo autore de La Messa di San Pio V, Marietti, 2007, un libro buono que me gustò. Necesita legerlo nuovamente per intendere lo que es occorso.

    1. Questa mattina, almeno il tg di LA7 ha fornito una spiegazione sommaria, ma, tutto sommato, oggettiva, dei fatti elencati in quel manifesto. Se lo scopo di chi lo ha realizzato era portare a conoscenza del vasto pubblico, l’esistenza di certe problematiche, c’è riuscito. Adesso almeno gli ascoltatori di quel tg, sanno che “Il Papa è accusato di non essere misericordioso con i cattolici attaccati alla tradizione”. La frase virgolettata e’ più o meno ciò che ha detto il giornalista alla fine del servizio.

  17. C’è una cosa che mi preoccupa molto: è il silenzio, questo strano silenzio degli uomini di Chiesa in generale, tradizionalisti e non, ma soprattutto dei tradizionalisti o cattolici per intendersi, è quel tipo di silenzio dei buoni, che badano solo al loro orticello e non alzano la voce in difesa di quelli che vengono martirizzati. Non c’è corpo tra i cattolici, se padre Manelli viene martirizzato, peggio per lui, nessuno che pubblicamente (mons. Lefebvre credo l’avrebbe fatto e anche i superiori dei distretti che firmarono la lettera nel 1988) dica che l’autorità si sta comportando da despota, vengono distrutti gli ordini di Malta e dei FFI, pazienza, staremo a vedere come finiscono, sempre questo tremendo silenzio. Questo mi preoccupa, più del fatto che mons. Fellay, chiamato, si rechi a Roma, mi preoccupa questo strano silenzio sulle ingiustizie perpetuate. Nel 1988 quella lettera così diretta, veritiera e dura, oggi silenzio, proprio oggi che bisognerebbe gridare con 100000 lingue, dai tetti, dai garage, ovunque! Che strano, pare quel silenzio prima della tempesta.

    1. Cara Annarita, ciò xhe dici è vero: quando mi azzardo ad esternare l’unica risposta che solitamente ottengo è il silenzio-dissenso, il silenzio-timore o il silenzio-menefreghista. L’ultima risposta esplicita è stata: “No comment, please”.

    2. Ciò dipende anche da una concezione distorta dell’ubbidienza e da un’interpretazione sgangherata del dogma dell’infallibilità, per cui si ritiene peccaminoso criticare le decisioni della gerarchia, sempre e comunque. Sotto questa logica, S. Atanasio era un cattivo soggetto, al pari degli ecclesiastici e dei laici che si opposero a Giovanni XXII sul problema della visione beatifica e di S. Paolo che contestò S. Pietro-

  18. Caro Gnocchi, la seguo sempre e prego per lei. Il conforto che lei da a noi poveri abbandonati, noi profughi di una Chiesa perseguitata, merita ricompense divine. Dio la benedica.

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