“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi

9 marzo 2014 – 9 marzo 2016

l’ultima mail di Mario Palmaro

.

zrbrpsAlla fine ce l’ho fatta, ma sono stati necessari due anni. Ieri ho avuto il coraggio di riaprire la mail con cui Mario mi mandava la solita metà di articolo che, appiccicata alla mia solita metà, ne faceva un intero da mandare al Foglio. “Sandro ecco il file, taglia e procedi. Mario”. Poi non ha scritto più nulla. Era martedì 4 marzo 2014. Il giorno dopo, Mercoledì delle ceneri, sarebbe uscito il nostro ultimo articolo firmato insieme, titolato “Assedio e bandiera bianca”. Era un commento alla relazione con cui il cardinale Walter Kasper, su richiesta di papa Francesco, aveva anticipato in concistoro le ombre fosche che già si allungavano sul Sinodo per la famiglia.

La sera ci sentimmo per commentarlo. Chiamò Mario, e fu una telefonata dolorosa perché era evidente che, da questa parte del Cielo, gli ultimi granelli di sabbia stavano scorrendo nella clessidra. Fin da quando si scoprì il male che l’avrebbe avuta vinta sul suo fisico, nessuno si era illuso di poter capovolgere quella clessidra una volta di più. Ma in certe amicizie, forti come vincoli di sangue, sono proprio la palese impossibilità di compiere un gesto ulteriore, l’incapacità di forzare il destino a far male. Prima dell’abbandono al Signore, la natura dell’uomo ferita dal peccato, forse si lascia tentare ancora una volta dall’idea di fare da sola. O, forse, chiede di provare dolore per redimersi almeno con un po’ di merito. Poi, tutto si compie, e nella vicenda terrena di Mario tutto si compì la sera di quattro giorni più tardi, dopo il canto del “Salve Regina”.

Le ferite, anche quando si chiudono, lasciano segni attraverso cui il dolore trova meno resistenza, anzi segue quasi una guida sicura per raggiungere i luoghi dell’anima, del cuore e della testa in cui sa di poter fare più male. Per questo, ci sono voluti due anni prima che riuscissi ad aprire nuovamente quel file in cui Mario aveva evidenziato in rosso la sua parte del nostro ultimo articolo. Non ne sono passato indenne, perché lui è lì, sul letto in cui sta per morire e parla del peccato, della morte e della vita eterna. Parla con la chiarezza di chi si trova sul limitare del tempo, con dolore ma serenamente, e dice:

I veri nodi che hanno imbrigliato la teologia cattolica e che l’hanno soffocata sono stati l’abolizione del peccato e la separazione tra fede e sacramenti. Il sacramento è, insieme, vincolo e mezzo per proteggere le creature dal peccare. Ecco qui il tema fondamentale, dimenticato e negletto: il peccato. Ecco lo scandalo, la vergogna senza la quale l’uomo è incomprensibile. Va bene il mistero pasquale, va bene la resurrezione, va bene il trionfo della pietra rotolata. Ma non esiste alcuna garanzia che le nostre anime siano preservate dalla morte ineluttabile. Il peccato porta con sé il mistero della dannazione eterna.

Ed ecco qui spuntare nella storia, insieme all’incarnazione, il sacramento, il mistero che è nello stesso tempo fondamentale per salvare l’uomo dalla sua condizione di peccatore. Una chiesa senza sacramenti è semplicemente impensabile, una terra di nessuno, o se va bene un ospedale da campo, dove l’uomo si salva da sé.

La discussione in corso intorno alla riammissione delle coppie divorziate risposate è estenuante, per certi versi assurda. La vera domanda è molto più semplice: da che cosa l’uomo deve salvarsi? Ma da che cosa si deve salvare, se si predica o si lascia intendere che l’inferno non esiste o, se esiste, è vuoto?

Cristo non si è fatto crocifiggere per salvare gli uomini dalla guerra, dalla povertà, dall’invidia, dal matrimonio andato male, dalla tristezza. Lo ha fatto per salvarli dalla dannazione eterna. E i sacramenti sono il mezzo per uscire da questa terribile malattia.

Mario_PalmaroScriveva tutto questo e sapeva che poi sarebbe morto. Ferisce il cuore fino quasi a fermarlo il pensiero che tanti sacerdoti, salendo per i rami fino ai vertici della gerarchia, non sono in grado di concepire parole simili neanche essendo in piena salute. E Mario se ne è andato con il peso di questa consapevolezza sul cuore. Ma, ormai, era un peso lieve, diverso da quello che porta chi si illude che la sua fine sia ancora lontana correndo il rischio di affidarsi a uno sguardo sul mondo buono, ma solo naturale. Lo sguardo di Mario, invece, era divenuto quello dell’uomo paziente.

Gregorio di Nissa, in un’operetta che si intitola Fine, professione e perfezione del cristiano, al capitolo sulla “Virtù della pazienza”, sembra tratteggiare il ritratto di quest’uomo che sarebbe morto nella sua stessa fede diciassette secoli dopo di lui. Per conformarci al modello di Cristo, spiega San Gregorio “dobbiamo, nella nostra imitazione della bellezza, usare per quanto è possibile puri i colori delle virtù mescolandoli tra loro ad arte, in modo da diventare immagini dell’Immagine e da riprodurre la bellezza originaria attraverso un’imitazione il più possibile assidua. (…) Se poi occorre distinguere anche uno per uno i colori grazie ai quali si realizza l’imitazione dell’Immagine, diremo che un colore è rappresentato dall’umiltà. (…) Un altro colore è rappresentato dalla magnanimità, che in così larga misura rappresenta l’immagine del Dio invisibile. (…) Allo stesso modo, si possono vedere tutte le altre virtù nell’immagine originaria di Dio: chi la guarda può abbellire in modo evidente il proprio aspetto e diventare anch’egli un’immagine del Dio invisibile, delineata con la virtù della pazienza”.

Il coraggio, la lucidità, la tenacia, che persino certi avversari sono stati costretti a riconoscergli, negli ultimi tempi sono stati sublimati e purificati nella pazienza. Perché pazienza viene da patire. Scrive in proposito Sant’Agostino: “È risaputo che la pazienza retta, degna di lode e del nome di virtù, è quella per la quale con animo equo tolleriamo i mali, per non abbandonare con animo iniquo quei beni per mezzo dei quali possiamo raggiungere beni migliori. Pertanto chi non ha la pazienza, mentre si rifiuta di sopportare i mali, non ottiene d’essere esentato dal male, ma finisce col soffrire mali maggiori. I pazienti preferiscono sopportare il male per non commetterlo piuttosto che commetterlo per non sopportarlo; così facendo rendono più leggeri i mali che soffrono con pazienza ed evitano mali peggiori in cui cadrebbero con l’impazienza. Ma soprattutto non perdono i beni eterni e grandi, quando non cedono ai mali temporanei e di breve durata poiché, come dice l’Apostolo, i patimenti del tempo presente non meritano d’essere paragonati con la gloria futura che si rivelerà in noi. Egli dice ancora: la nostra sofferenza, temporanea e leggera, produce per noi in maniera inimmaginabile una ricchezza eterna di gloria”.

In un mondo in cui anche tanti cattolici non sanno più come si possa ben vivere, i cristiani esemplari come Mario Palmaro ci dicono che lo si apprende solo con il ben morire.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

29 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi”

  1. grazie mario, perché quel ricordare il motivo per il quale credo in Gesù Cristo mi ha cambiato il cuore. riposa in pace e godi la visione beatifica del Volto del nostro Salvatore!

  2. Cristiano Lugli

    Un giorno, un bel giorno, la Bella Addormentata si risveglierà, e la penna di Mario Palmaro avrà sicuramente contribuito a questo risveglio.
    Requiescat in pace.

  3. Michele Beghin

    Mario è stato un grande. L’ho conosciuto prima attraverso i libri del duo Gnocchi-Palmaro, poi di persona ai convegni di Rimini della FSPX. Difficile immaginare Gnocchi senza Palmaro. Dio però divide per unire. Mario continua a combattere la buona battaglia intercedendo presso Dio per gli amici e per tutte le anime di chi prega per lui. La Comunione dei santi è la cosa più bella della Dottrina Cristiana e ovviamente se ne parla poco o nulla (anche perché i sacerdoti non hanno ben capito cosa sia). Siamo uniti a Mario e a Dio anche tramite lui. Un abbraccio a Gnocchi in attesa del convegno di Civitella e un grazie a Palmaro. Ringraziamo Dio di avercelo dato e di essersi servito di lui per farci meglio conoscere il suo amore per l’uomo. Laudetur Jesus Christus.

  4. La ” sofferenza, temporanea e leggera” che “produce per noi in maniera inimmaginabile una ricchezza eterna di gloria”, caro Alessandro, è proprio quella che pian piano il mondo ha voluto accantonare in vista di un benessere perseguito a tutti i costi, anche stravolgendo la natura, sopprimendo i deboli e gli indifesi, rifiutando la stessa vita quando diventa faticosa. E’ la pazienza di cui qui si parla la virtù che occorre al vero cristiano, proprio quel senso del patire guardando a un premio di bene infinito. Difficile, è vero, fragili come siamo e senza ormai quasi più nessuna guida che ci dica quanto tutto ciò sia sublime e così, chi di una tale sofferenza è capace, davvero può annoverarsi fra i santi, anche senza finire sui calendari. E beati coloro che di questi santi hanno goduto l’amicizia perché essa è passata nel loro cuore riempiendolo di un bene fecondo che fa guardare in alto, molto più in alto delle contingenze quotidiane, tanto che su quell’esempio, tutto diventa un “peso lieve”; tanto lieve che leggere una mail che poco prima avrebbe acuito il dolore, diventa poi un sospiro di gratitudine.

  5. Mario Palmaro, già gravemente malato, ricevette anche lui una telefonata da Bergoglio: anche in quell’occasione (forse inaspettata) da lui stesso descritta, manifestò la coerenza e la fede che lo contraddistingueva. Un esempio per tutti noi.

  6. Federico Fontanini

    Grazie! Avevo bisogno di sentire queste parole. E specialmente le ultime sulla pazienza nella sofferenza.

  7. Elisabetta Frezza

    «Per fortuna il Signore sa quello che fa» diceva Mario sul limitare della sua vita quaggiù.
    Quel Signore ce lo ha donato, ci ha regalato il suo esempio e la sua amicizia. Ci ha messo davanti agli occhi la storia della sua vita, cominciata e conclusa sotto il Segno della Croce. Ce lo ha tolto quando c’era ancora tanto bisogno della sua voce autorevole e cristallina nel tempo della più cupa follia e del disorientamento anche dei buoni.
    «Spero nella misericordia del Signore, e nel fatto che altri raccoglieranno parte delle mie aspirazioni e delle mie battaglie, per continuare l’antico duello». Siamo deboli e inadeguati, ma la battaglia di Mario è la nostra battaglia, di cui lui rimane l’eroico condottiero.

  8. Cesaremaria Glori

    Satana sta infierendo e mena colpi paurosi seminando sconcerto, paura, sfiducia, disperazione. Ma può Dio essere sconfitto? No! Non è possibile caro Gnocchi. Cerco di guardare il mondo come dall’alto e mi par di intuire che Dio ci sta lasciando trasportare dalle nostre stesse passioni verso un mondo nuovo e che quello vecchio che stiamo per distruggere noi stessi servirà da punto di ripartenza verso nuove mete, ma prima l’Umanità deve precipitare verso il fondo da dove essa tenderà le braccia verso l’alto implorando perdono riconoscendo quel peccato che sinora rifiuta di ammettere. Eppure anche chiedendo perdono, l’Umanità, come il figliol prodigo, lo farà per interesse, per tornare a godere dei beni che gratuitamente Dio mette a disposizione, mentre il fratello maggiore perderà ancora l’occasione di dimostrare un amore simile a quello del padre e resterà ancora con la sua mentalità di servo che rispetta ed obbedisce ma non sa amare né il Padre, né, tanto meno, il fratello. Ci manca l’Amore,…

  9. Grazie sempre, cari Palmaro & Gnocchi, per avere dissipato un po’ della fuliggine tossica che ci avviluppa. Vedere è sempre benefico – un dono – anche quando quel che si vede è spaventoso.

  10. Per mia esperienza i Sacerdoti che onorano ed amano veramente la Madonna e la pregano con il Santo Rosario,non hanno abolito il peccato anzi , e la loro teologia non é offuscata anzi é correttissima e secondo il Magistero della Chiesa di xx secoli. Per cui affidiamoci a loro con fiducia. Ve ne segnalo uno meraviglioso su internet. Don Leonardo Maria Pompei e potrete trovare le sue prediche su Youtube e Gloria Tv e sul sito della sua Parrocchia : Parrocchia San Michele eu. Qui ci sono tutti i files audio mp3 delle sue prediche e catechesi. Centinaia e centinaia , meravigliose e cattolicamente scorrette. Ascoltatele datemi retta.

    1. Grazie della segnalazone, ce n’era proprio bisogno, in questi tempi bui, in cui non si trova un sacerdote cattolico nemmeno a cercarlo col lanternino. LJC

      1. Carissimi Catholicus e Nicola, don Leonardo M.Pompei tiene una eccellente rubrica su Il Settimanale di P.Pio edito dalla Casa Mariana Editrice delle suore Francescane dell’Immacolata.Vi assicuro che non solo Il giornale è di per sé un ottimo strumento di meditazione e di elevazione, ma che gli interventi di don Leonardo, che in genere vertono sulla dottrina della Chiesa Cattolica (quella vera) di cui egli è un attentissimo difensore, proprio per la loro connotazione, rasserenano e nutrono sempre lo spirito.

  11. Molto molto molto commoventi entrambi: Mario Palmaro e lei Alessandro Gnocchi!!!
    E ha centrato due dei punti fondamentali della vita e della morte!!!
    “…Ma, ormai, era un peso lieve, …”.
    “…sublimati e purificati nella pazienza…”.
    Quando uno, come ha fatto Mario, muore unito completamente a Cristo, ogni timore,
    ogni dolore, ogni peso diventa lieve. Lui vedeva già le braccia spalancate di LUI!
    E la pazienza!!
    “Nella pazienza possederete la vostra anima..”: anche questa virtù ha certamente
    sublimato e purificato gli ultimi tempi della santa vita di Mario!!!
    Chiederò spesso la sua intercessione.
    GRAZIE!!!

  12. cattolico triste

    Grazie Alessandro per il commovente e appassionato ricordo di Mario Palmaro. E’ stato un esempio di combattente per la “buona battaglia” che fino all’ultimo ha conservato la Fede, a differenza di tanti clericali che confondono il presunto vescovo di Roma con il Messia. Ho ancora viva la ferita per una frase detta da un “popolare” portavoce di Bergoglio che un tempo si vantava di essere “una voce cristiana nella tua casa”. Egli dai microfoni della sua radio disse, dopo aver licenziato Palmaro, : “Finalmente abbiamo fatto pulizia a Radio Maria!”. Ho subito paragonato questo gesto alla vicenda del “prode Maramaldo” che infierì usque ad mortem su Ferrucci ma a differenza di quest’ultimo possiamo affermare che PALMARO non è stato ucciso come uomo morto ma come UOMO VIVO in CRISTO!
    Ringrazio anche don Giorgio che ieri sera ha celebrato una S. Messa “Vetus ordo” a Modena in suffragio di Palmaro.
    Laudetur Jesus Christus.

    1. Al di là della “rottura interiore” con Radio Maria -che condivido-, credo che possiamo dire che quella radio era diventata il porto e il punto di riferimento dei Cattolici “normali” (quelli dei “Tre Biancori”: Papa, Immacolata, Eucarestia).
      È avvenuto l’ impossibile, cioè che uno dei Tre Biancori passasse in campo avverso, e la direzione della radio si è adeguata.

      Molti laici -fra i quali il carissimo Palmaro e Paolo Deotto- hanno detto “Devo costatare l’incredibile situazione: non è possibile dire che quel Biancore è bianco, perchè i nostri occhi ci dicono il contrario”

    2. Anch’io sono grato a don Giorgio, che ricordo Parroco a Montecreto, per la sua tetragona difesa dei valori cattolici e il rifiuto delle manie dialogistiche oggi tanto di moda

  13. Gentile Dr. Gnocchi, il suo articolo nasce dal cuore…
    Si percepisce tutta la sofferenza per la perdita del suo amico Dr. Mario Palmaro;
    La separazione dalle persone a noi care è assai dolorosa, ma non dobbiamo temerla, perchè essa non potrà MAI spezzare il legame profondo che ci unisce in Cristo.
    Dr. Gnocchi, lei è, e lo sarà per sempre legato al suo amico, perché vi unisce la Fede in Cristo.

    Si avvicina la Santa Pasqua, e la Pasqua dà un senso alla nostra vita perchè ci indica una meta per la nostra esistenza…
    Se Gesù è risorto dalla morte , anche Mario risorgerà con Lui.

    Concludo con una bellissima considerazioni di S. Giuseppe Moscati , che senz’altro avrebbe potuto scrivere anche il Dr. Palmaro, lo scritto recita così:
    “Ama la verità, mostrati quale sei, e senza finzioni e senza paura e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala, e se tormento, tu sopportalo.
    E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel dolore”
    Eterno Riposo per il nostro fratello Mario.

  14. Grazie, caro Alessandro, per questo ricordo meraviglioso di Mario.
    Il Signore lo accolga teneramente tra le Sue braccia.

  15. Ho conosciuto bene Mario Palmaro sicuramente uomo scelto da Dio, per paradosso questo si capisce dalle “stangate” che ha ricevuto all’interno della chiesa cattolica. Questo lo capiremo bene “quando noi vedremo tutto, quando tutto sarà chiaro, pensa un po’ che risate ….”

  16. Il libro di cui parla ossia Gregorio di Nissa Fine, professione e perfezione del cristiano è per caso disponibile? Vorrei comprarlo. Ottimo e commovente ricordo

  17. …MARIO PALMARO è un Santo,..Gesù lo ha chiamato perchè era pronto,..perchè dal Paradiso–dove lui è già..deve aiutare noi nella lotta -terribile che è in atto, contro la CHiesa ( che si sta auto-distruggendo dal di dentro )contro l’uomo, la vita,la famiglia,..e sarà il nostro Protettore, dei Laici lasciati soli nel proclamare e difendere la Dottrina della vera Chiesa.
    Certo è che quello che è scritto nel libro di Saverio Gaeta : IL VEGGENTE-Il segreto delle 3 Fontane-…notizie tratte dai Diari del veggene Bruno Cornacchiola,..è da prendere molto sul serio,.tutto quello che ha visto nelle Visioni, e sogni premonitori : sta avvenendo,..purtroppo vede anche “…Ho visto scorrere molto sangue in san Pietro…tutto fuori con le scalinate e le colonne intorno e le due fontane…”. il 3 marzo 2.000= un anno prima di morire(pag. 220 ). La Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine.

    urla

  18. Per Corrado che ha chiesto notizie sull’opera di Gregorio di Nissa, consiglio se vuole trovare opere cattoliche d.o.c. veri capolavori della dottrina e della letteratura cristiana, come consigliato dalla Redazione, di cercare sul web il sito della Città Nuova Editrice e la sua Collana Patristica che contiene quasi tutte le opere dei Padri della Chiesa : da San’Agostino a San Gregorio Magno a San Giovanni Crisostomo (meravigliose tutte le sue opere) al Venerabile Beda ecc ecc. I libri della collana sono tutti di colore rosso,ed in un’epoca di smarrimento e di confusione dottrinale le loro opere fanno un bene dell’anima.

  19. Per Corrado consiglio ancora , se vuole formarsi Cattolicamente bene, i libretti del compianto Sacerdote Salesiano( nonché Esorcista per circa quarant’anni) Don Giuseppe Tomaselli morto in odore di santità. Ne ha scritti più di cento tradotti in tutto il mondo e può richiederli alla OPERA CARITATIVA SALESIANA DON GIUSEPPE TOMASELLI c/o ISTITUTO SAN LUIGI -VIALE REGINA MARGHERITA 27 – 98121 MESSINA.. sono meravigliosi…Nicola.

  20. Mi accade a volte di non rattristarmi tanto per la dipartita di persone eccellenti, per quanto prematura, ma quasi di invidiarle, perché hanno conseguito il premio promesso ai giusti e sono stati sottratti a questa triste decadenza.

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