“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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Con le attuali cerimonie delle Cresime si prova disagio davanti a quello che potrebbe sembrare solo cattivo gusto e, invece, è vera e propria apostasia. E forse non è neppure apostasia perché, per apostatizzare dalla fede cattolica, bisogna averla prima praticata…

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

PD

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Giovedì 11 maggio 2017

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E’ pervenuta in redazione:

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Caro Alessandro Gnocchi,

la scorsa domenica sono stato alla Cresima del figlio di cari amici di famiglia e ne sono uscito veramente avvilito. Quando dico uscito, intendo dire che a un certo punto me ne sono andato fuori a respirare un po’ di normalità. Canti da musical e da stadio, vere e proprie sceneggiate a ogni momento. Chissà dov’era lo Spirito Santo? Insomma, non la tengo molto lunga, che cosa possiamo fare?

Grazie per l’attenzione

Piergiuseppe Nava

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Caro Piergiuseppe,

le posso rispondere in fretta dicendole come ce la caviamo in famiglia in caso di Cresime, Prime Comunioni (le maiuscole sono mie) e cerimonie varie. Ormai da parecchi anni, andiamo solo al rinfresco o al pranzo saltando a piedi uniti la seduta di analisi comunitaria guidata dal presbitero, dal vescovo o da un suo delegato. Per la Messa, ci regoliamo come tutte le feste che Dio manda in terra: si va a quella buona e la si offre per l’occasione.

Devo dire che, le prime volte, parenti e amici ci sono rimasti un po’ male. In particolare, non riuscivano a capire la motivazione, che era la seguente: essendo noi cattolici non veniamo in chiesa perché non partecipiamo a riti di altre religioni. Poi, grazie anche al fatto che siamo stati sempre un pochino strani agli occhi del parentado e del circondario, la situazione si è fatta più distesa. Certo, con rosari, medaglie miracolose, scapolari, icone e crocifissi, siamo piuttosto giù di moda anche per i regali. Ma, d’altra parte, bisogna calcolare che, quanto ad iPhone, smartphone, smartbox, kit da fashion blogger, capi firmati e generi vari ci pensano gli altri invitati.

Questo, diciamo, è tutto quanto riguarda la parte pratica. Quanto alla parte teorica, caro Piergiuseppe, me la cavo altrettanto in fretta con due brevi considerazioni che spiegano il suo disagio davanti a quello che potrebbe sembrare solo cattivo gusto e, invece, è vera e propria apostasia. E forse non è neppure apostasia perché, per apostatizzare dalla fede cattolica, bisogna averla prima praticata. Condizione che, in molti casi, mi pare di poter escludere.

Prima considerazione. Alcuni amici fidati, certo anche loro un po’ strani con quella fissa per la religione cattolica, mi hanno riferito che durante l’omelia per la Cresima (la maiuscola è mia) il vescovo di una diocesi dell’Italia centrale ha spiegato ai ragazzi che si “stava facendo una finta perché lo Spirito Santo (le maiuscole sono mie) lo avevano già ricevuto nel Battesimo (la maiuscola è sempre mia)“. La legittima domanda che segue è se quel vescovo voleva  veramente fare ciò che fa la Chiesa (la maiuscola è mia). Perché, in caso contrario, ci sarebbe da porre in serio dubbio la validità del sacramento. E, mi creda caro Piergiuseppe, avanzando solo un serio dubbio, sto volutamente di manica larga per evitare sconcerto tra quei bravi fedeli che pensano di essere cattolici e, invece, sono adepti del neocattolicesimo.

Seconda considerazione. Non è un caso se la Cresima (la maiuscola è mia) viene ormai definita universalmente come “il sacramento dell’abbandono”. Pensi che ci sono persino presidenti di assemblea (ex parroci) e pastori odorosi di “Parfum de mouton Numero 5” (ex vescovi) che piangono calde lacrime su questo disastro. Ma come, si chiedono, questi ragazzi li abbiamo coccolati per tanti anni, non li abbiamo mai contrariati in nessun loro desiderio, li abbiamo accompagnati lungo qualsiasi strada volessero percorrere, abbiamo assecondato ogni loro voglia e adesso ci lasciano?

Presidenti di assemblea e pastori odorosi di “Parfum de mouton Numero 5” non si rendono conto che, così come l’hanno trasformata, la cresima non è più neppure il “sacramento dell’abbandono”, ma il “sacramento della consegna dei giovani al mondo”. È il segno rituale con cui i ragazzi vengono dati in pasto al male e al demonio privi di ogni difesa perché, pastore odoroso di “Parfum do mouton numero 5 docet”, “oggi stiamo facendo una finta”.

Per questo, caro Piergiuseppe, domenica 21 maggio, in occasione  della Cresima di mia nipote, ci presenteremo per la cena, con il solito rosario, la solita medaglia miracolosa e il solito scapolare. È poco? Non lo so, ma parenti, amici e soprattutto i loro figli, se cercano qualcosa di solidamente fuori moda, sanno a quale campanello suonare.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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25 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Caro Gnocchi, lei ha centrato il punto essenziale della questione: questi sacramenti sconvolti nei riti, somministrati da pastori farneticanti eresie a ragazzi totalmente ignari, “preparati” da catechisti di nuovo corso e figli di cattolici adulti, SONO VALIDI?

  2. Luciano Pranzetti

    Fossero Battesimo e Cresima i Sacramenti su cui si esercita la cialtronerìa dei “nuovi pastori” – scarpe ginniche, jeans, maglione girocollo, cellulare ultimo modello. Ho assistito, nella chiesa della mia parrocchia a uno sconcio ‘matrimonio’ (minuscolo) durante il quale, oltre agli applausi – spartiti equamente nei funerali – son volati cappelli e fischi alla maremmana, tra i lampi dei telefonini, grida e via vai. Spiccavano due scatenati fanciulli che agitavano, ciascuno, un pistolone ‘Magnum’. La forte e doverosa osservazione fatta, a fine rito, al celebrante, ha sortito un sorriso inespressivo, tra il rassegnato e lo stolido. Nel frattempo la navata s’eratrasformata in un mercato.

  3. Pure io, domenica 21 Cresima della mia nipote maggiore: catenina con crocifisso col Cristo (già avvertita ha manifestato gradimento, visto che l’orologio che ha voluto per la Comunione è già… ovviamente rotto…)
    Le medaglie miracolose in argento, una per ogni nipote già consegnate al ritorno dei vari pellegrinaggi, Medj, Lourdes ecct.
    Adesso speriamo bene per l’omelia del vescovo emerito che somministra la Cresima, perchè quella del vescovo attuale che mi è capitato di sentire mi ha fatto venire i brividi ahi (pubblicata a suo tempo anche da Riscossa Cristiana)

  4. Il vero problema è quando sono i nostri figli a dover ricevere il sacramento della Cresima . Da chi andare se si vuole rimanere sul sicuro ? Fraternità San Pio X ?

    1. E si, l’importante è il rito di prima. Non tanto per la validità che potrebbe ancora esserci nel rito nuovo anche se, dai discorsi dei vescovi e dei catechisti non sembra venire niente di buono riguardo all’intenzione, quanto per non partecipare alla profanazione liturgica e alle bestemmie intrinseche in questi comportamenti. Sia lodato Gesù Cristo.

  5. oggi sono stata ad un funerale , Il tempo dedicato alla S. Messa è stato un terzo di quello dedicato alle omelie laudatorie del defunto. Quando uso il plurale non lo faccio a caso, mentre invece uso abusivamente del termine omelia; ha parlato (laudativamente) il sacerdote, la moglie subito dopo, una nipote infine. Al termine della S. Messa ultimo discorso del figlio e grande applauso finale prima che il caro defunto venisse avviato alla cremazione. Naturalmente il defunto è stato accompagnato alla morte con una sedazione profonda perché non soffrisse, avendo lui detto che era stanco e si augurava che tutto finisse al più presto. I Novissimi? non pervenuti, tutti in Paradiso e santi subito.

    1. È invalsa la moda protestante di fare, da parte di un parente, l’elogio funebre del defunto (oltre a quello del sacerdote, che assicura immancabilmente che il defunto “ci sta guardando dal cielo”).
      Il Catechismo della Chiesa Cattolica (l’unico Catechismo che costituisce Magistero) all’art. 1688 dice:
      «La Liturgia della Parola, durante le esequie, esige una preparazione tanto più attenta in quanto l’assemblea presente in quel momento può comprendere fedeli poco assidui alla Liturgia e amici del defunto che non sono cristiani. L’omelia, in particolare, deve evitare “la forma e lo stile di un elogio funebre” e illuminare il mistero della morte cristiana alla luce di Cristo risorto».
      Ovviamente d’interventi sull’ambone da parte dei laici non ne parla proprio.
      NOTA: la prima parte dell’articolo potrebbe sembrare un invito a non “turbare” l’eventuale non cattolicità di chi assiste alle esequie. Al contrario, è un invito ad approfittare dell’occasione per fare un minimo di evangelizzazione – è detto nella parte finale – sul «mistero della morte cristiana alla luce di…

    2. Il mio preteso parroco ivece, alla fine dell’omelia/apologia del defunto, alzando gli occhi, ha esclamato: “carissimo ci rivediamo in Paradiso”, della serie “Cristo Giudice fòra di … che gh’ho bèle pensad mi!.

  6. Se quel Vescovo ha veramente detto che la cresima era una “finta”, ha certamente sbagliato;se, come penso, voleva ricordare che la Cresima è propriamente il sacramento della Confermazione, quindi strettamente collegato al Battesimo, si muoveva teologicamente su un terreno sicuro.Sono abbastanza vecchio per non lasciarmi catturare da schemi contrapposti, e soprattutto per dubitare di una semplice laudatio temporis acti.Ho un vivo ricordo di celebrazioni di Cresime e Comunioni superficiali, con bambini (compreso il sottoscritto) che vi pervenivano con una formazione catechistica solo nozionistica, di modo che la celebrazione dei sacramenti appariva soltanto la fine di un percorso invece che l’introduzione, grazie ai doni dello Spirito Santo e alla partecipazione piena all’Eucarestia, alla VITA cristiana.Penso che i tentativi di rafforzare la catechesi conferendole, oltre alla necessaria base cognitiva,un’impronta esperienziale, sia necessaria e (a giudicare dall’esperienza della mia parrocchia), dia risultati significativi, anche per la permanenza dei ragazzi nella vita della…

    1. L’ importante è il rito e la fede chiara poi i bambini e ragazzi distratti contano meno o nulla. Ma almeno da quel bacino di fede può continuare a venire il bene secondo Dio e anche i distratti di allora potranno vivere fervorosamente se vogliono. Dalla liturgia post conciliare da qui in avanti non sortirà che miseria.

  7. Cesaremaria Glori

    MI collego a quanto scritto da Lucio R. Fosse soltanto per il funerale che i Cattolici imitino pedissequamente il Protestantesimo si potrebbe, seppur a fatica, accettare. Ma col CV II si è pragmaticamente accettata la rivoluzione luterana e la conferma viene proprio dal vescovo citato da Gnocchi che ha affermato che la cerimonia di quella cresima ( la minuscola è voluta) era una finta, in quanto lo Spirito Santo era stato già ricevuto al Battesimo. Non per nulla Lutero (e Calvino e compagnia brutta) avevano ridotto i sacramenti a due, anzi a voler essere precisi al solo Battesimo giacché l’Eucaristia luterana si basa sulla consustanziazione (una specie di ibrido con due nature) e non sulla Transustanziazione. La Chiesa cattolica ha resistito per quattrocentocinquanta anni per poi aderire mediante la prassi pastorale alla rivoluzione luterana. Assistere ad una Messa modernista è forse men duro che assistere ad una celebrazione dei riformati? Per me è anche più amaro, perché sento visceralmente quello che si è perso. Caro Gnocchi, grazie per queste pillole di saggezza.

  8. Acchiappaladri

    @Gnocchi

    mi ha dato una buona idea: per motivi di età ormai è improbabile che io venga invitato a Prime Comunioni, Cresime o Matrimoni (ormai sono frequenti per me solo Funerali di parenti e conoscenti e fino ad ora, in quelli religiosi cattolici, non mi sono ancora capitate dissacrazioni insopportabili da parte del ministro celebrante: i defunti sono stati fortunati) ma se avvenisse, per riti celebrati in chiese che io non conosca già come ancora non platealmente apostate, d’ora in poi arriverò sul sagrato giusto in tempo per le foto all’uscita della chiesa.

    P.S. Ricordiamo di NON pagare alla organizzazione sedicente chiesa cattolica (minuscolo voluto) l’ 8 PER MILLE delle nostre imposte sul reddito: facciamo il piccolo sacrificio di una beneficenza alternativa direttamente a qualche sacerdote o religioso o religiosa che ancora dimostri di appartenere alla Chiesa Cattolica.

  9. Di prelati che non capivano a cosa servisse la cresima ne ho incontrati parecchi: tutti dicevano che lo S. S. si riceve già nel battesimo. Questi sono i frutti della nuova teologia sacramentaria. Quasi che negli altri sacramenti lo S. S. sia insignificante. Alla lettura della definizione di cresima riportata nel dizionario di teologia dogmatica del Piolanti Parente rispondevano invariabilmente “si sarà vero ma secondo me ….”. Per di più in detto dizionario era richiamato il fatto che tale pensiero di inutilità della cresima era un eresia già condannata. ” si ma secondo me ” era la nuova risposta. Non sono cattolici manteniamo la fede e combattiamo la giusta battaglia. Dio aiuterà come vuole i suoi. E al diavolo letteralmente la finta pace familiare e parentale. Essere accondiscendenti non serve a Dio a noi e neanche a loro.

  10. Per chi volesse fare un regalo utile ai ragazzi delle Prime Comunioni e delle Cresime, consiglio assolutamente la ” Spiegazione del Catechismo di San Pio X per Catechisti” di Padre Dragone, ristampata lodevolmente dal Centro Librario Sodalitium. Lo si può richiedere al sito www sodalitium.it ( email centrolibrario@ sodalitium.it) oppure nelle librerie anche se magari storceranno il naso e ci vorrà un po’ di tempo. È il vecchio Catechismo di San Pio X ma con l’aggiunta di altre righe di spiegazione è con allegati esempi tratti dalla Bibbia , dalla Vita dei Santi e dalla grande Storia Mondiale. Assolutamente imperdibile ed utile viste le pubblicazioni per ragazzi in circolazione oggi per tali occasioni. P. S. Contiene una prefazione molto elogiativa del Beato Giacomo Alberione.

  11. Ero una catechista. Ero. Ho cercato di donare il mio amore per Gesù ai piccoli e l ho fatto in un modo che la chiesa modernista odia. Ma non mi è importato, perché i bambini adoravano quel modo… Ho trasmesso loro l amore per il Santo Rosario, ho litigato con il diacono furiosamente per poter avere il privilegio di vedere i miei
    piccoli ricevere in bocca la
    Prima Comunione (non l ho spuntata, naturalmente) e
    tante tante altre cose ancora.
    Dopo anni ho detto: basta!
    Non a ciò che ho sempre
    portato avanti ma a una
    missione che la mia
    Parrocchia non meritava. Ho
    fatto male? Forse. Ma non ce
    la facevo più ad assistere a
    una messa schifosamente
    modernista! E nemmeno
    riuscivo a tollerare di
    accompagnare i bambini
    verso questo sfacelo…!
    “Sogno” un catechismo di
    tipo privato, familiare, stile
    ‘800… Magari…

    1. Cara Caterina, il suo coraggio e la sua onestà sono ammirevoli quanto rari. Proprio stamattina il parroco del duomo, un sant’uomo ormai a riposo (cioè senza più parrocchia) ha improntato l’omelia sulla “cena del signore” e, al termine ha detto “dopo aver partecipato a questa mensa, vi auguro di partecipare a una buona mensa anche nelle vostre case, quest’oggi” : insomma, una variante del “buon pranzo” di mister Bergoglio. L’allineamento e la piaggeria sono sconfortanti, dilagano anche tra chi meno ti aspetteresti di vedere prono al dittatore argentino; e dire che nutrivo vera ammirazione per quel sacerdote ! Ha, dimenticavo di aggiungere che, sempre durante l’omelia, ha affermato (sebbene non ci azzeccasse per niente) che Bergoglio sta portando avanti la riforma della Chiesa in modo ammirevole (sic!). Sono rimasto così sbalordito che non ho avuto le forza di uscire di chiesa. Lei ha pienamente ragione, Caterina, quando parla di “schifosa messa modernista”, forse è meglio non parteciparvi, ritirandoci a pregare nella nostra cameretta.

  12. Due anni fa ho ricevuto la Santa Cresima, dopo mesi di preparazione teologica e spirituale, voluta dal mio parroco. Non conosco le realtà lontane dalla mia, ma in questo scorcio molisano si è soliti preparare i cresimandi. Il mio parroco, squisita persona attenta alla rettitudine, ci spiegò, una sera, che la Santa Cresima è anche diventare guerrieri di Cristo Gesù, Cavalieri di Nostro Signore. Ci parlò della relazione tra la Santa Cresima e l’investitura cavalleresca. E ci parlò di coraggio, onore, lealtà. Ci parlò soprattutto di sacrificio; sacrificio che scaturisce dall’amore e dalla consapevolezza di amare nonostante tutto e tutti. Mi tornò in mente Chesterton e la stretta relazione tra amare e lottare. Una grande lezione quella del mio parroco, lezione che obbligò a meditare anche coloro i quali si apprestavano alla Santa Cresima totalmente digiuni di teologia e spiritualità.

  13. Mi sono ritrovata a pieno nelle sue parole caro Alessandro Gnocchi, anche noi considerati strani evitiamo queste cerimonie e i regali sono più o meno i suoi: rosari, medaglie miracolose, scapolari, libri di santi o dipinti sacri e a dire la verità non ci capita mai di fare dei doppioni con altri. La più bella cosa che si possa fare per questi bambini o ragazzini è pregare per loro durante una buona Messa. poi se siamo strani saremo al massimo compatiti, il che solitamente rende allegri gli spettegolatori di turno. E’ sempre bello contribuire alla gioia altrui

  14. Cara Caterina, catechista anch’io. Tanto dolore, senso di vuoto, di impotenza. Bisogna lasciare per forza. Intorno solo una farsa : vogliono un numero di gente sempre allegra che canta e balla . Guai a chi parla dell’inferno, del peccato mortale, del giudizio. Guai a dire che è obbligatorio partecipare alla Messa domenicale. Guai a dire che bisogna confessare i peccati per essere in Grazia di Dio. Chi capita alla Messa si mette in coda, magari con le mani in tasca, magari mastcando una gomma, e si accosta al Sacramento. Di come si va vestiti in Chiesa meglio non dire. E allora a quelli come me o come lei non resta che la preghiera. Il Signore provvederà alla sua Chiesa

  15. Trovato sul Web

    Testo del 2001. Anni fa promisi ad un amico che gli avrei fatto da padrino di Cresima. LA Cresima è
    il Sacramento che le riforme bugniniane hanno trattato peggio. Se, in sè, non si mette in discussione
    la validità della Messa riformata, almeno nella sua editio typica ( se mai è stata celebrata, a forza di “creatività” e abusi è stata talmente stravolta, al punto che dubito che esista più) la dubbiosità della
    Cresima riformata è LAMPANTE. In pratica è stato fatto scendere il dubbio su tutTi i quattro caraTteri che fanno si che un Sacramento si compia :materia, forma, intenzione e ministro. Dicevo che era in programma,da anni , questa Cresima. Purtroppo, il mio figlioccio . Purtroppo, il mio
    figlioccio ha avuto una necessità sociale, per cui doveva cresimarsi al più
    presto. Con lo spirito di chi compie, effettivamente, un’obbligo, (tipo,
    l’imperatore d’Austria che, per atto di rispetto verso i suoi sudditi di
    quella fede, tutti i venerdì assisteva al culto islamico, i sabati a quello
    ebraico e la domenica se la vedeva proprio nera, perchè, oltre alla messa
    di rito…

    1. Trovato sul Web

      Andiamo alla cresima. La prima cosa che si
      nota è la onnipresenza di quella divinità cieca che si chiama
      MODA. Schiene e/o pance nude di donne giovani, giovanissime e non più giovani si
      sprecavano.Di che meravigliarsi, visto che è andata così pure Cristina
      Parodi in San Pietro? Per la cronaca, mi tocca aggiungere non tutte erano
      all’altezza del fascino di Cristina Parodi. Si sa, più sono brutte, più si
      mettono in mostra. Il massimo poi, un ragazzo con i pantaloncini corti ed
      un braccio, vera pinacoteca ambulante, ornato da un ENORME dragone tatuato.
      Ovviamente in queste tenute sono andate/i a ricevere tanto la “cresima”,
      quanto l’ostia “Consacrata”. Ho dovuto trattenere le risate quando mi sono
      accorto che i poetici (anche se un po’ “infantili) testi dei canti, erano
      intonati sull’aria di “Io tra di voi” . aNDIAMO ai
      punti più strettamente liturgici. Alla “preghiera dei fedeli”, si è letta
      la colletta che recita:” Rivelaci, o Padre il mistero della preghiera
      filiale di Cristo, nostro fratello e salvatore[con la minuscola]”

  16. MICHELE BEGHIN

    Grande Alessandro!
    Sei riuscito a farmi sorridere di una situazione tragica…
    Io sono ancora di quelli che “diventi soldato di Cristo”, pensa un po’!
    In veneto si diceva “te cresemo” per minacciare busse a ragazzi discoli (allusione al buffetto che impartiva il Vescovo al cresimando)…
    Ci vorrebbe davvero una bella “cresima” per i pastori aulenti di gregge esoterico…

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