“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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Ciò che è accaduto a Radio Maria è solo la coda di un mostro così enorme che si fatica persino a vederlo, è la parte finale del potere mondano che ha occupato Roma senza che nessuno lo chiami con il suo nome… Quel “non cercare la verità” è l’essenza della neochiesa bergogliana che si fa dottrina e permea di sé ogni azione chiamando “pastorale misericordiosa” un metodo inquisitorio fondato sull’arbitrio.

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

PD

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Venerdì 11 novembre 2016

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È pervenuta in Redazione:

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Caro Alessandro Gnocchi,

la mia domanda è molto semplice: visto che lei ci è già passato, anzi ha inaugurato la triste serie degli espulsi da Radio Maria, che cosa significa il fatto che l’elenco si allunghi sempre di più e che ora sia toccato a padre Cavalcoli? Che cosa sta accadendo nella Chiesa?

Grazie per la cortese attenzione e buon lavoro.

Franco Dusi

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zrbrpsCaro Dusi,

per quando riguarda l’episodio in sé, non mi pare che ci sia niente di nuovo rispetto a quanto accade da quando l’uomo fornica con il potere e, quindi, con il servilismo. Più roncalliano di Roncalli, più montiniano di Montini, più wojtyliano di Wojtyla, più ratzingeriano di Ratzinger, penso che padre Livio Fanzaga abbia persino trovato il tempo di essere più lucianiano di Luciani nei 33 giorni di uno tra i più brevi pontificati della storia. Si figuri se ora non si sente in dovere di essere più bergogliano di Bergoglio. Se domani dovesse diventare papa lei, caro Dusi, padre Fanzaga sarebbe senza alcun dubbio più dusiano di Dusi. Da buon papolatra, il direttore di Radio Maria ha il suo idolo in un uomo che cambia a ogni morte, o dimissione, di papa. Ogni testa tagliata è un granello d’incenso bruciato ai piedi del potente di turno.

Ma questa, per quanto possa muovere a orrore e ribrezzo, è solo la coda di un mostro così enorme che si fatica persino a vederlo, è la parte finale del potere mondano che ha occupato Roma senza che nessuno lo chiami con il suo nome. Se ne contano le vittime, se ne riscontra la brama di conformismo, se ne osservano i meccanismi, ma raramente se ne coglie la natura anticristica.

Se me lo permette, caro Dusi, vorrei cercare di spiegarglielo partendo da un fatto personale, che non riguarda la mia espulsione da Radio Maria. Voglio dirle come il parroco del paese in cui abito, in nome e per conto del vescovo di Bergamo, giustificò la negazione del rito antico al funerale di mio padre. E tenga presente che sul soglio di Pietro sedeva ancora Benedetto XVI. Se la mia famiglia, mi fu spiegato in un breve colloquio nell’ufficio parrocchiale, fosse stata protestante, anglicana, di una “religione del Libro” o di qualsiasi altra credenza, in obbedienza all’ecumenismo e alla libertà religiosa avrebbe ottenuto ciò che chiedeva. Ma, essendo malauguratamente cattolici, noi non avevamo il diritto di dare scandalo provocando strappi allo “stile liturgico della comunità” e, naturalmente, della diocesi tutta. Dunque, niente funerale in rito antico e niente appello.

Ha capito bene, caro Dusi: in quanto cattolici, non abbiamo avuto ciò che la legge della Chiesa cattolica stabilisce come diritto dei suoi fedeli. Concessione che avremmo invece avuto se della Chiesa cattolica ci fossimo fatte beffe.

Se non le basta, le racconto un altro brevissimo episodio. Quello del vescovo che ha cacciato dalla parrocchia un sacerdote per eccesso di cattolicità spiegandogli, giustamente, che “la nuova Chiesa” non ha bisogno di preti come lui. Ma non è questo il punto. Il bello è venuto quando monsignor vescovo ha presenziato all’insediamento del nuovo parroco, più conciliare e conciliante del suo predecessore. Per timore che i fedeli, per nulla felici dell’avvicendamento, potessero esternare in modo vivace il loro dissenso, monsignore ha chiesto al sindaco di sinistra del paese che gli fornisse una squadra della protezione civile per scortarlo dal piazzale alla chiesa. Riassumo: il pastore chiede al capo dei lupi una squadra di lupacchiotti per essere difeso dalle pecore del suo gregge.

È dunque chiaro, caro Dusi, ciò che muove l’azione di questa infernale macchina di potere guidata e sorretta da incandescenti e sulfurei tizzoni d’inferno: l’odio per il proprio popolo. Lo stesso odio che ha mosso tutte le rivoluzioni e si è manifestato con sistematica sete di sangue nei Paesi comunisti. Aleksàndr Solženicyn ne parla in Arcipelago gulag comparando le persecuzioni del regime sovietico a quello nazista: “Ancor più naturale il paragone veniva a chi, come Aleksej Ivanovič Divnič, emigrante e predicatore ortodosso, fosse passato tanto attraverso la Gestapo che al MGB. (…) Le conclusioni di Divnič non erano a favore della MGB: qui e là torturavano, ma la Gestapo cercava di appurare la verità e, quando l’accusa cadde, Divnič fu rilasciato. La MGB invece non cercava la verità e non intendeva far scappare chi le era capitato tra le unghie”.

Quel “non cercare la verità” è l’essenza della neochiesa bergogliana che si fa dottrina e permea di sé ogni azione chiamando “pastorale misericordiosa” un metodo inquisitorio fondato sull’arbitrio. In nome di una misericordia abbandonata nelle fauci di uomini dimentichi della verità, quindi selettiva, capricciosa e vendicativa, si sovvertono le regole più elementari della legalità. Nessuno può essere così libero nella propria cattiveria come chi ritiene ideologicamente di essere buono.

z-stalin-beriaIn questa chiave, ogni rapporto con quelli che il più grande sociologo dell’ultimo secolo, Massimo Introvigne, chiama “dissidenti”, diventa un processo alle intenzioni. Non sta più all’accusatore provare l’accusa e neppure sta all’accusato di provare la sua innocenza: tutto si risolve nel fatto che l’inquisito deve dimostrare di non essere ostile al potere. Che cosa era, se non questo, il senso di ciò che il kommissario chiedeva ai Frati Francescani dell’Immacolata accusandoli di “non sentire” con la neochiesa bergogliana? Ai frati inquisiti non veniva ingiunto di mostrare chi fossero e cosa facessero, ma di provare di non essere ostili al nuovo “sentire cum Ecclesia”. Per nulla interessata alla realtà poiché è irresistibilmente attratta dal nulla, anche nella procedura inquisitoria la neochiesa non cerca ciò che è, ma solo ciò che non è. Il suo occhio maligno, come quello di Mordor, cerca vendicativamente e vede solo chi ancora non riconosce il suo potere.

Di nuovo, per comprendere questo passaggio, è utile rileggere Arcipelago gulag: “Gli Organi erano esentati del tutto dalla fatica di cercare le prove. Il coniglio acciuffato, tremante e pallido, privato del diritto di scrivere, telefonare, portare qualcosa con sé, privato del sonno, del cibo, della carta, d’una matita e perfino dei bottoni, seduto sullo sgabello nell’angolo di un ufficio doveva mostrare DA SÉ ed esporre all’ozioso giudice istruttore le prove di NON avere avuto intenzioni ostili. E se non le trovava (come avrebbe potuto procurarsele?) offriva all’istruttoria prove approssimative della propria colpevolezza!”.

Tutto questo, caro Dusi, potrebbe persino essere ritenuto comprensibile in un sistema di potere solo umano. Da che esiste il peccato, uomini che inquisiscono, condannano, umiliano e dannano programmaticamente altri uomini non sono una novità nella storia del mondo. Ciò che qui inquieta è lo spettacolo di uomini che inquisiscono, condannano, umiliano e dannano Dio, o si illudono di poterlo fare. Fra le tante esibizioni bergogliane ascrivibili a questo filone, la più ripugnante è quella andata in scena nelle grotte vaticane il 2 novembre del 2013. Quel giorno, il vescovo venuto dalla fine del mondo si mostrò fortemente infastidito da un chierichetto che, al suo passaggio, teneva le mani giunte. Dunque si fermò e violò il gesto liturgico di quel bambino separandogli i palmi e chiedendogli se glieli avessero incollati.

Non si rifletterà mai abbastanza su questo episodio e, soprattutto, non lo si comprenderà nella sua essenza se ci si ferma a considerare l’ingiustizia dalla parte del bambino. Per quanto sia scandalosa l’umiliazione di un fanciullo orante, non lo sarà mai come lo sfregio portato a Dio, causa e termine di ogni segno di devozione. Per quanto sia odioso il sopruso perpetrato su un bimbetto inerme, non lo sarà mai come la negazione di un segno di adorazione a Cristo indifeso sulla croce. Sta qui la radice della tremenda misericordia bergogliana.

L’umiliazione dell’uomo è sempre frutto dell’umiliazione di Dio, il cui sintomo è il rancore che, nella Scala del Paradiso, San Giovanni Climaco definisce così: “Custode dei peccati, odio della giustizia, rovina della virtù, veleno dell’anima, verme della mente, vergogna dell’orazione, interruzione della preghiera, avversione all’amore, chiodo conficcato nell’anima, sensazione priva di dolore, amata per la dolcezza della sua amarezza, peccato continuo, trasgressione incessante, vizio di tutte le ore”.

Forse, caro Dusi, bastavano queste poche righe per spiegare che cosa sta accadendo dentro la povera Chiesa di Roma.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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42 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. L’episodio del chierichetto ricordato in questo articolo dal dott. Gnocchi in effetti è la vergogna delle vergogne. Traumatizzare un bimbo nell’orazione a Dio, per giunta da parte di chi dovrebbe essere preposto a dare fulgido esempio di virtù, rappresenta quell’ammonimento di Gesù Cristo descritto nel Vangelo a proposito di chi avrebbe “scandalizzato uno di questi piccoli”. La macina al collo sarà la fine ad essi riservata! SLGC

  2. Una precisazione, caro dottor Gnocchi: a essere occupato oggi non è la Chiesa di Roma, ma il Vaticano, cioè la Santa Sede.

    In pratica: Roma -compreso il suo Clero- era ed è ampiamente infiltrata dal Modernismo (quasi sempre sotto forma di “mafia di preti settentrionali”, usi alle frequentazioni transalpine e cisalpine e al ritrovarsi fra loro) da decenni.
    Dal 2013 il gruppetto bergogliano -espressione della “Mafia di San Gallo”- si è piazzato DENTRO le Mura Leonine, non valicate dai Bersaglieri nel 1870.
    Lo schema è semplice: “Avete sempre detto che la Chiesa si regge sull’ Autorità insindacabile e personale di Uno Solo, definito Vicario di Cristo o Capo Visibile della Chiesa? Benissimo: adesso questo Uno proclama il “Tutti a casa! “. Perciò, andate a casa! “.
    Ma non hanno considerato che noi SIAMO a casa: la Chiesa è casa nostra

    1. Bravo Raffaele : loro, da mafiosi quali sono e complottisti carbonari, massoni, adoratori di Lucifero, dicono “la Chiesa è cosa nostra”; pazzi ! non sanno cosa li aspetta, la Chiesa è solo di Cristo e presto Lui farà valere i suoi diritti contro questi traditori, a partire dal vertice per scendere giù giù, fino alla base dei pretini folli e depistatori (come quel don Bigalli che ha detto di bisognerebbe gettare napalm su Salvini). Hanno stravolto l’immagine della Chiesa di Cristo, ma pagheranno a caro prezzo le loro malefatte. Dai modernisti liberaci, o Vergine gloriosa e benedetta ! (Sub Tuum praesidium, Mater Dei…).

  3. Chissa’ se Dio usera’ misericordia con coloro che applicano la vendicativa ed ignominosa “misericordia” bergogliosa!

  4. Entrando nel merito della questione, è giusto o no ciò che ha detto il sig cavalcoli? Io leggo diversi giornalisti cattolici tra cui Socci, il quale “condanna” le parole del sig Cavalcoli. Io non capisco, eppure mi sembrano parole che trovano conferme nella Bibbia (quelle di cavalcoli intendo).

    1. Caro Enrico,
      Ciò che ha detto Cavalcoli è giusto perché in linea sia con la Sacra Scrittura che con la dottrina costante della Chiesa e Socci non ha fatto un bel servizio alla Verità a contraddirlo (si è permesso pure di citare a sproposito il Vangelo, OMETTENDO SPUDORATAMENTE tutte le parti di Esso che gli danno torto).
      Su altre questioni Cavalcoli ha avuto torto, come ad esempio nell’ignobile difesa dell’Amoris laetitia, che è in contrasto sia con la Sacra Scrittura che con tutti gli insegnamenti costanti (e quindi IMMUTABILI, IRRIFORMABILI) della Chiesa su tali argomenti.

    2. Nell’Antico Testamento Dio manda le punizioni su chi non crede e su chi non segue la sua legge, gli esempi che si potrebbero fare sono tantissimi. Nel Nuovo Testamento Dio rimanda le punizioni al tempo della giustizia, cioè alla fine della nostra vita, e fino all’ultimo ci permette di convertirci e ci perdona. Si chiama Grazia e ne parla Giovanni: “la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.”. Eppure anche un Padre Buono punisce, non per giustizia ma per correzione. Nelle categorie di Dio c’è l’eterno che ci attende, cosa vale mai il presente? Ecco se Dio in questa vita ci punisce è per portarci alla vita eterna, non per vendetta nè per giustizia. Ammonisce, corregge, forse Cavalcoli avrebbe dovuto usare un altra parola. Lui stesso dice del castigo divino che non va inteso “nel senso afflittivo, ma nel senso di richiamo alle coscienze”.

    3. jb Mirabile-caruso

      enrico: “[…] è giusto o no ciò che ha detto il sig. cavalcoli?”…………

      Cavalcoli è stato pienamente COERENTE con la Dottrina millenaria della Chiesa per quanto ha detto a Radio Maria, ma NON si può sostenere un consacrato notissimo per essere – come Bergoglio – un cerchiobottista abitudinario, una persona, cioè, dalla coerenza ad ore alterne.

      Quando c’è in ballo la Dottrina della Chiesa il SI SI, NO NO è imperativo e NON ammette eccezioni! Perché una sola eccezione costituisce inesorabilmente l’inizio di un inevitabile disastro. Vedasi, per esempio, cosa è successo negli ultimi cinquant’anni: si è diabolicamente introdotta una prima eccezione al Concilio Vaticano II – sulla speciosa tesi di un tal Cardinale Tedesco secondo cui lo scoglio insormontabile della Dottrina potesse essere “aggirato” con una soluzione PASTORALE – e siamo pervenuti ad un Bergoglio che arrogantemente ha SCISSO la Misericordia dalla Giustizia, imbavagliato quest’ultima, ed IMBROGLIATO e INGANNATO centinaia di miioni di Anime forzandole ad una CONFUSIONE micidiale!

    4. Come ha affermato il commentatore Diego, Socci ha fatto un pessimo servizio. Basti leggere il post di Facebook nel quale si diceva addirittura “in sintonia col Vaticano”, riportando, tra l’altro, un articolo raffazzonato e impreciso dell’Agenzia ANSA, e biasimava le parole di Cavalcoli. Il motivo del biasimo è per puro spirito oppositivo: Cavalcoli non gli piace perché è ascritto al partito bergogliano, è stato protagonista di interviste di Tornielli e tanto è bastato per abbatterlo. Cavalcoli, in fondo, non ha detto altro che Dio può punire. Socci non ha fatto un servizio alla verità dei fatti, ma al proprio spirito di rivalsa nei confronti di un avversario.

  5. Non so se è da buon cattolico prepararsi il funerale prima;, ma io già da due anni ho(oggi ho trent’anni e sono in salute) organizzato il mio funerale tradizionale! Conosco il mondo ed ho messo le mani avanti…

  6. ” Nessuno può essere così libero nella propria cattiveria come chi ritiene ideologicamente di essere buono.”. Sante parole. Ed, infatti, sono esseri perversi e cattivi. E, da alcuni discorsi sentiti oggi a Messa, si preparano già ad isolarci e a dichiararci fuori dalla Chiesa, perchè parliamo di castighi divini.
    Persino Sodoma è stato rinnegata oggi nella mia parrocchia…….
    Cacciamo anche nostra Signora di Fatima, giacchè ci siamo? Adesso mi é CHIARISSIMO il motivo per cui abbiamo l’Isis alle porte.

    1. Quella è l’eresia portante dello pseudo-Giubileo, cara signora: “Dio non può far altro che amarci e riempirci di doni”.
      “Gesù Ti ama! ” : tipico striscione da predicatore protestante.
      Noi siamo già dichiarati fuori dalla “Chiesa della Misericordia”, o “Chiesa di Francesco”, ed effettivamente lo siamo: Francesco è decollato l’ 8 dicembre 2015, noi siamo rimasti a Casa

  7. Ricordo bene quell’episodio del chierichetto con le mani giunte. Un papa d’altri tempi lo avrebbe accarezzato intenerito e commosso. Ora, invece, proprio colui che ha inserito la parola “tenerezza” nella lista delle sue parole chiave insieme a tante altre subito ovunque acquisite, come “scarto”, “periferie”, “poveri” e soprattutto “misericordia”, proprio ora, nella sua pastorale misericordiosa si infastidisce per quel gesto antico e riverente. E mi viene in mente Marcellino pane e vino, un bambino educato all’amore di Dio, secondo gli insegnamenti della Vera Religione. Da lì la sua venerazione per quell’Uomo in croce e il Suo istintivo riconoscimento: “Lo so chi sei, sei Dio”, gli dice sicuro e si addormenta sereno fra le Sue braccia. Film meraviglioso, il più bello del novecento.
    E’ vero che “l’’umiliazione dell’uomo è sempre frutto dell’umiliazione di Dio”. Se ne renderà conto, crescendo, quel povero chierichetto che voleva tenere le mani giunte.

  8. Anche a me aveva colpito molto negativamente il fatto del chierichetto; l’ho trovato orribile!
    Mai mi sarei aspettato un gesto del genere da parte di un papa…in diretta TV poi…povero bimbo

  9. Giovanni Cismondi

    Anche se i modernisti non ci credono, oltre alla Misericordia, esiste una Giustizia divina. Non qui, dove ingiustamente agiscono i servi del demonio, ma di là.
    Questa certezza ci aiuta ad andare avanti, ci aiuta a sopravvivere non ostante tutto, ci aiuta a sperare e a sopportare.

  10. Giovanni Cismondi

    Chiedo scusa se aggiungo un altro pensiero ma anche io, come molti, avevo reagito d’impulso al fatto avvenuto e avevo scritto a Padre Livio.
    Non perché fossi convinto della cattolicità di Padre Cavalcoli, che conosco poco, ma per il metodo usato a Radio Maria.
    Incollo qui sotto la risposta integrale di Padre Livio:
    Livio Fanzaga
    “In ogni caso P. Calvalcoli non poteva più stare a Radio Maria…Solo un mese fa aveva sostenuto in Radio, provocando vivaci reazioni negli ascoltatori, che nelle Apparizioni mariane non è presente la Madonna col suo corpo…che cosa è presente allora? Ho sbagliato a non allontanarlo prima”.
    Ecco, all’amico Alessandro Gnocchi chiedo un commento, se possibile, di questa “particolare” affermazione del direttore di Radio Maria.
    In Domino.
    Giovanni

    1. E’ presente con il fisico ma non con la carne e le ossa come invece Padre Livio sicuramente pensa! Poi uno non si adegua agli ascoltatori ma a Dio. Oramai è chiaro che la commissione istituita per dare un parere su Medjugorie veda le apparizioni come un qualcosa di fallace ma le pressioni di potenti gruppi di potere curiali ed il rischio della rivolta di molti creduloni più che credenti fa si che si ritardi l’uscita dell’esito per ammorbidirlo nei contenuti! Da quanto so io il Papa non vuole togliere la messa quotidiana che trasmette Radio Maria nel mondo ma se solo si esprimesse negativamente come i documenti vogliono, Radio Maria chiuderebbe dopo due secondi senza più risorse economiche ed inoltre rischierebbe che molti di quei seguaci si sposterebbero in massa verso altre denominazioni cristiane più affini al miracolismo in ogni cosa! Non ultima, il Papa si vedrebbe uno dei veggenti dire uno dei Segreti della madonna di Medjugorie(per ora celati…) creati ad uso e consumo per contrattaccare; del tipo: “questo Papa è 1 apostata, l’ha detto la madonna”

  11. Rispondo a Enrico. Io ho trovato una risposta veramente esauriente sul sito La Baionetta per opera di un cardinale che evidentemente e’ maestro

  12. Ricordo il video: mi aveva spiacevolmente colpito… Mi pare pero’ di ricordare che il bambino, dopo che le palme gli erano state separate a forza, le aveva tranquillamente ricongiunte: questa sua serena reazione a quella che io avrei patito come una cocente umiliazione mi aveva rasserenato. Ci avevo visto un piccolo esempio di fortezza cristiana… Fortezza di cui noi cattolici abbiamo ogni giorno di piu’ bisogno.

  13. Silvia Elena Masetti

    Mah! a me hanno insegnato che Dio è Amore, che vuole che viviamo senza paura, è Lui che da risposte alla paura
    Assurdo tutto questo che accade, paura continua, paura di sbagliare, di crescere, ma Giovanni Paolo II , fatto Santo, non aveva detto : non abbiate paura?
    Marcellino Pane e Vino non ebbe paura, nonostante le diffide dei frati ….superò la paura e conobbe la trascendenza.

    1. “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione…” Esodo 34, 6-7
      “Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geènna? Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi: di questi, alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sulla terra…” Matteo 23, 33-35

  14. Anna e famiglia

    A settembre, il giorno della Prima Comunione, il sacerdote ha negato a mio figlio di ricevere la Prima Comunione sulla lingua, obbligandolo a riceverla sulle mani, nonostante la richiesta del bambino e di noi genitori, che gli avevamo spiegato l’importanza di ricevere il Corpo di Gesù sulla lingua. Richiesta negata in maniera molto brusca e infastidita, con questa motivazione: la deve ricevere COME TUTTI GLI ALTRI! Commento del bambino a casa: credevo che il Don fosse buono.

    1. Cara Signora Anna, è molto triste quanto lei scrive, soprattutto il commento del suo bambino. Ma non demorda e continui a insegnargli che così si deve fare la Comunione, per rispetto di Gesù. Sulla bontà del parroco (che il bimbo mette giustamente in dubbio), cerchi di rimediare in qualche modo. Ma diciamocelo fra noi senza che lui ci senta: Questi sono completamente impazziti.

    2. Cara Anna, non ce lo mandi più il suo bambino da quel prete arrogante e dittatoriale, degno emulo dell’uomo biancovestito di Santa Marta; guardi, piuttosto che aver a che fare con simili preti è meglio pregare da soli, nella propria cameretta, si è certamente più graditi a Dio. Mi creda, Anna, loro non sono la Chiesa di Cristo, sono usurpatori eretici ed apostati, li mandi letteralmente al diavolo, che già stanno servendo. Ci sarà pure un santo sacerdote della Fraternità S. Pio X nel raggio di 100 Km. da casa sua : ebbene, se lo trova, ci vada, anche una sola volta al mese, una loro messa vale più di mille messe moderniste, così come una confessione o catechesi da loro. Un caro saluto, in corde Jesu et Mariae.

  15. L’episodio del bambino è gravissimo per due motivi: 1) è stato richiamato da un’Alta Personalità che è il Papa; 2) ma la più grave è che il richiamo da parte di un Papa, non è avvenuta per un male, ma per il bene che aveva fatto con quell’attegiamento di sacra devozione e rispetto. Mi dispiace molto per quel bambino perché è una ferita morale che è difficile da dimenticare perché non se l’aspettava una cosa del genere e credeva di comportarsi bene ed invece è stato ripreso con una certa umiliazione. Comunque la situazione non è brutta è semplicemente drammatica perché dopo questo Papa verrà forse qualcuno migliore se l’andazzo è questo? Spero solo in un intervento diretto di Dio che la Madonna ha promesso a Fatima con il Trinofo del Suo Cuore Immacolato.

  16. Scusate ma se Padre Cavalcoli, che ho sostenuto sul fatto del castigo Divino facendo le mie rimostranze a Padre Livio, dice che la Madonna non appare con il Suo corpo allora ha detto una cosa al limite dell’eresia anzi lo è. Perché è dogma di Fede che la Madonna è stata Assunta in Cielo in anima e corpo, quindi quando appare non lo fa solo con l’anima ma di che stiamo a parlare. Appare con tutta la Sua Persona in anima e corpo fatto di carne ed ossa glorificato come quello di Cristo.

    1. Caro Petrus, vorrei ricordarle cosa lesi anni fa su questo tema a proposito dell’apparizione della Madonna alle Tre Fontane a Roma, a Bruno Cornacchiola, all’epoca accanito protestante e intenzionato a pugnalare Pio XII. All’apparizione, come noto, erano presenti anche i suoi tre bambini, per cui anch’essi subirono l’interrogatorio da parte dei prelati vaticani. La Madonna apparve dapprima a Gianfranco, il figlio più piccolo di Bruno, poi anche a Bruno, Quando fu chiesto al piccolo se era apparsa una persona in carne ed ossa oppure se si fosse trattato di ua semplice immagine, il bambino rispose subito “era de ciccia !”, ; commovente e lirico, quasi. Ecco, sembra che questo episodio sia sconosciuto a Padre Cavalcoli, oppure chde non vi dia alcun peso.

      1. Ha, dimenticavo, caro Petrus, c’è anche il caso di Santa Caterina Labouré, la suora a cui apparì la Madonna a Parigi, a Rue du bac, nel 1830 ; si tratta della famosa apparizione della Madonna della Medaglia Miracolosa, dove maria SS.ma si presentò come l’Imacolata, anticipando l proclamazione del dogma da parte di Pio IX e la sua conferma con l’apparizione di Lourdes. Ebbene, dopo che l’angelo apparso in veste di fanciullo (ma con una potente voce da adulto) ebbe condotto suor Caterina nella cappella, poi scomparendo, apparve la Madonna, seduta sulla sedia riservata al sacerdote; a quel punto Caterina ebbe come uno scatto e si inginocchiò ai piedi della Madonna, ponendo le sue mani sulle ginocchia della Madonna, non su di un ologramma. Quando, parecchi anni dopo la sua morte, vi fu la prima ricognizione dello stato del suo corpo, le mani che avevano toccato la Madonna risultarono incorrotte. serve altro al caro Padre avalcoli per non essere più incredulo, ma credente ?

    2. Caro Petrus, la Vergine Maria appare nella sua interezza, forse ci si dimentica che ella ha (come Gesù) un “Corpo Glorioso” o spiritualizzato, se poi si possa o non si possa toccarla questo dipende dalla sua volontà.

      1. Il termine “apparizione” è fuorviante, anche se non è facile immaginare quale altro termine si potrebbe utilizzare. Il Nuovo Testamento usa (per il Signore Risorto) i verbi greci che significano “rendersi manifesto” e “rendersi visibile”

  17. Comunque è giunta l’ora che oltre alla preghiera occorra agire e manifestare pubblicamente il mostro dissenso nei confronti di questo nuovo corso ecclesiale bergogliano in nome della Santa Dottrina. La Preghiera sia Fortezza per l’Azione.

    1. jb Mirabile-caruso

      Petrus: “La Preghiera sia Fortezza per l’Azione”……………………….

      Lei pone il dito su una dolorosissima piaga della Chiesa, signor Petrus. La preghiera, infatti, sembra essere diventata per i Cattolici una sorta di scusa per sfuggire alla “costosissima” responsabilità dell’AZIONE. Bergoglio, e gran parte della Gerarchia, sarebbe riportato alla REALTÀ – dalla sua presente fantasia eretica – se fosse semplicemente confrontato da una Piazza San Pietro piena di Cattolici dimostranti. Con una massa di Fedeli SOLO preganti, invece, gli è fin troppo facile indulgere nella sua ERESIA da fantascienza!!!

  18. Come già scritto, per me il signor bergoglio è l’anticristo e i suoi seguaci, preti, vescovi e cardinali (per fortuna non tutti) sono al servizio permanente effettivo di satana.
    Mirco

  19. L’esperienza mi ha insegnato una cosa: che in questa situazione l’unica cosa è non esternare anche se siamo tentati di farlo e io stesso mi sono sfogata all’inizio purtroppo con persone di Chiesa e non che dopo l’elezione di Bergoglio si sono ancora di più arroccati sulle proprie posizioni . E questo mi ha amareggiato ulteriormente.Nella mia città la fa da padrone, oramai da anni, il Rinnovamento nello Spirito che considero a tutti gli effetti una setta con tutto ciò che questo movimento porta con sé: gente che con la giustificazione dell’effusione si sente in grado di giudicare tutto e tutti, detentori della verità assoluta, solo loro curano e risolvono tutti i mali… movimento guarda caso che ha avuto da subito la benedizione bergogliana.Due pesi e due misure, tanta confusione, tanti cristiani alla ricerca di spiritualità , di preghiera, di misticismo che oramai questa pseudochiesa non sa più nemmeno cosa siano!! Esiste oramai un pensiero unico: o stiamo da una certa parte o siamo emarginati così nella Chiesa, come nella società, nel posto di lavoro, nella vita di tutti i…

  20. Ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso , nella mia strada, tanti tanti anni fa un sacerdote santo, Padre Tommaso Torres, che mi ha illuminato e fatto coraggio: dopo la sua morte , il nulla o quasi: con il suo ministero di esorcista ha salvato tanta gente, ha fatto coraggio a tante anime smarrite poi alla Scala Santa non è stato nemmeno incaricato un altro sacerdote al suo posto, visto che già quando c’era lui, molti suoi confratelli non potevano nè vedere nè sentire tanta gente , tanti disperati tanta gente bisognosa delle sue parole e del suo conforto: e questa sarebbe una Chiesa che apre le porte? No, assolutamente no, una Chiesa sempre più ipocrita e di facciata ma che dimentica ed emargina.

  21. Bisognerebbe indigagare a fondo le probabili e variegate motivazioni che inducono padre Livio a questo atteggiamento degno dei regimi comunisti più feroci. Mi spiego: il personaggio, di per se, ci è, su questo non ci sono dubbi; certo è che, a fronte comunque di una intelligenza viva e di una propensione apologetica degli ultimi anni chiaramente offerta, mi sembra che padre Livio voglia tenere lontani dalla sua creatura problemi, fastidi e imprevisti. Insomma, si parla di Radio Maria e non di un’ emittente locale di provincia. Milioni di ascoltatori, mica noccioline. Dall’altra parte abbiamo il ‘regime’, ovvero chi, ben conscio del potenziale dell’emittente, cerca di metterci le mani, avendo a disposizione il mezzo giusto per diffondere il bergoglismo. Fino a quando padre Livio, che comunque ci è, non dimentichiamolo, scenderà a compromessi? Insomma, ha ragione il dottor Gnocchi che ha cambiato casacca più di Ibraimovich, ma ora al soglio di Pietro c’è il leader assoluto è unico della sinistra mondiale. Troppo, almeno dovrebbe, anche per padre Livio.

    1. jb Mirabile-caruso

      Feder: “Fino a quando padre Livio, che comunque ci è, non dimentichiamolo, scenderà a compromessi?”……….

      Padre Livio, signor Feder, scenderà a compromessi – sempre e comunque – fino a NON minimamente rischiare di ritrovarsi in mezzo alla strada, solo e senza un mestiere! Ora, se la cosa è umanamente comprensibile, NON lo è, tuttavia, dal punto di vista PASTORALE che implica – senza ‘se’ e senza ‘ma’ – la scelta del SI SI, NO NO, per il sol fatto che un pastore è sacralmente OBBLIGATO ad assicurare che la LUCE della Fede della Chiesa millenaria NON venga mai meno ai propri Fedeli!

      Il venir meno a questo preciso obbligo pastorale equivale a TRADIMENTO. E gran parte della Gerarchia Ecclesiastica, va aggiunto, si trova in questa situazione in nome del cosiddetto “quieto vivere” e della conservazione del proprio “posticino al sole” attraverso un allineamento con la dittatura dell’ERESIA bergogliana.

  22. La neochiesa è in uscita non per giudicare, ma per accogliere tutti tranne i cattolici. Cattolico vuol dire universale, mentre Bergoglio guarda alle periferie del mondo; quindi il vescovo di Roma preferisce una neochiesa solo per il mondo, ed esprime concetti Terra-Terra, nelle encicliche sul clima e sull’amore terreno. È talmente chiaro!

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