“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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Come preannunciato la scorsa settimana, oggi si affronta l’argomento della situazione della Fraternità San Pio X dopo le recenti “aperture” di Bergoglio. Una riflessione necessaria e inevitabile, dato il senso di smarrimento che vivono molti fedeli, che stentano a trovare guide sicure in una Chiesa che ha ricevuto un ulteriore micidiale colpo con la pubblicazione dell’Amoris Laetitia. Infine cercheremo di dare una risposta alla domanda che, in questa drammatica contingenza, non può non scaturire: che fare?

Le parti precedenti sono state pubblicate il 13 aprile (clicca qui), il 22 aprile (clicca qui) e il 3 maggio (clicca qui).

PD

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È proprio sul fraintendimento, sul significato e sul contenuto diversi conferiti al concetto di “dottrina”, che si può giungere a un riconoscimento, anche inverosimilmente unilaterale, della FSSPX… è la guida della neochiesa anticristica quella che offre persino ai famigerati “lefebvriani” uno stanzino nella Casa Comune…

Giovedì 12 maggio 2016

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zrbrpsCari amici,

mai come di questi tempi, così avari di buoni pastori, tanti cattolici si sentono spronati ad aguzzare la vista in una penombra desolante, a tendere l’orecchio verso qualche voce che parli con parole riconoscibili e di casa. Per questo sono particolarmente sensibile anche al solo timore che i pochi punti di riferimento dati per certi possano venire meno. E non è strano che un buon numero di vostre lettere manifestino tale preoccupazione a seguito dei recenti incontri tra i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e l’attuale Pontefice. Ciò pur tenendo conto di tutte le precisazioni che ne sono seguite, perché una mappa dei commenti e dei sommovimenti sorti in proposito all’interno della stessa Fraternità fondata da monsignor monsignor Marcel Lefebvre presenta uno spettro di posizioni così ampio da rendere legittimo più di qualche allarmato interrogativo.

In una lunga intervista a Dici, organo della Casa Generalizia della FSSPX, il superiore generale monsignor Bernard Fellay ha definito “paradossale” la situazione degli attuali rapporti con Roma: “Bisogna qui utilizzare il termine ‘paradossale’, il paradosso di una volontà di andare avanti verso un qualche ‘Vaticano III’, nel senso peggiore che si potrebbe dare a questa espressione, e, dall’altra parte, la volontà di dire alla Fraternità: ‘Siete i benvenuti’”.

Una simile chiave interpretativa lascia intravedere una seria titubanza nella lettura di una realtà che, grazie all’irruzione sulla scena di Bergoglio, si chiarisce invece di giorno in giorno. Non stupisce, quindi, se dentro la stessa FSSPX in proposito emergono voci contrastanti che possono essere riassunte in due posizioni.

Quella di don Franz Schmidberger, il primo successore di monsignor Lefebvre alla guida della Fraternità, che in una sua nota parla di un sorprendente bisogno di normalità: “Roma abbassa progressivamente le sue richieste e le proposte recenti non parlano più di riconoscere il Vaticano II, né la legittimità del  Novus Ordo Missae. Così, sembra che sia arrivato il momento di una normalizzazione della Fraternità, e questo per diverse ragioni”.

E quella di tenore decisamente opposto di don Jean-Michel Gleize. Teologo di spicco della FSSPX, don Gleize ribadisce tutti gli impedimenti a una “normalizzazione” posti da un’eventuale accettazione dei testi del Concilio Vaticano II e dice, citando una conferenza di monsignor Lefebvre del 1984: “Quello che c’interessa innanzitutto, è mantenere la fede cattolica. E’ questa la nostra battaglia. Allora la questione canonica, puramente esteriore, pubblica nella Chiesa, è secondaria. (…). Essere riconosciuti è secondario. Allora non dobbiamo cercare il secondario perdendo ciò che è primario, quello che è il primo obiettivo della nostra battaglia”.

Per concludere questa breve panoramica, va segnalato che la FSSPX ha fatto proprie le critiche severe di don Gleize e don Matthias Gaudron ad Amoris laetitia. Analisi circostanziate che non lasciano margine all’interpretazione e da cui si può trarre la lecita conclusione che il testo bergogliano di cattolico ha ben poco: il che equivale a dire che non lo è.

Eppure, terminato il giro d’orizzonte, si continua a percepire la stessa idea di provvisorietà che si sentiva in principio. E per fugarla non serve a nulla privilegiare una delle diverse interpretazioni, che abbiamo ridotto a due per ragioni di semplicità. Perché, circa la questione dei rapporti con l’attuale gerarchia ecclesiale, id est Bergoglio, il dibattito interno e i riflessi esterni della Fraternità San Pio X si concentrano su un tema che non è più all’ordine del giorno: la dottrina.

Mi rendo conto che un simile fatto sia difficile da comprendere per intelligenze che si sono esercitate per decenni in cruente e meritorie diatribe dottrinali. Ma, per quanto possa sembrare paradossale, se si vuole riprendere il termine impiegato da monsignor Fellay, questa è la realtà. Bergoglio ha derubricato la dottrina dall’ordine del giorno delle discussioni con un atto di imperio e, se ci si siede al suo tavolo, si deve parlare d’altro. Le povere argomentazioni del segretario della commissione Ecclesia Dei monsignor Guido Pozzo, che tenta di porre qualche paletto estraendolo da un’ermeneutica continuista del Vaticano II, sono appunto solo povere argomentazioni. Al momento opportuno, il vescovo venuto dalla fine del mondo le rottamerà nella discarica delle vecchie procedure clericali e non se ne parlerà più.

zzzzmnslfvrA Bergoglio, della dottrina cattolica non importa proprio niente. Tutt’al più la considera un odioso balocco per infanti d’altri da custodire nella nursery: se vogliono giocare, che ci giochino, ma solo dentro il loro recinto. “Ha anche detto che noi siamo cattolici” riferisce monsignor Fellay nell’intervista a Dici. “Ha rifiutato di condannarci per scisma, dicendo: ‘Non sono scismatici, sono cattolici’, anche se dopo ha usato un termine un po’ enigmatico, cioè che noi siamo in cammino verso la piena comunione. Questo termine ‘piena comunione’… sarebbe proprio bello una volta avere una definizione chiara, perché si vede che non corrisponde a niente di preciso”.

E poi, a conferma del fatto che le questioni dottrinali non contano più, il Superiore della FSSPX ha aggiunto: “Ed ecco che, tutto d’un tratto, su questi punti che sono i punti di inciampo, gli inviati di Roma ci dicono che si tratta di questioni aperte. Una questione aperta è una questione su cui si può discutere. E quest’obbligo di adesione è fortemente attenuato e anche, forse, del tutto eliminato. Penso che sia un punto fondamentale”.

Quel “Penso che sia un punto fondamentale” è segno che l’esca gettata da Bergoglio ha avuto gioco facile nel catturare quanto meno l’attenzione dell’interlocutore cattolico: quanto la dottrina si riduce un vermiciattolo a buon mercato per chi la disprezza, tanto è un manicaretto succulento per chi ha trascorso una vita a difenderla. Ma è proprio su questo fraintendimento, sul significato e sul contenuto diversi conferiti al concetto di “dottrina”, che si può giungere a un riconoscimento, anche inverosimilmente unilaterale, della FSSPX.

Se il nocciolo della questione fosse veramente un concetto chiaro e condiviso di “dottrina”, l’eventuale soluzione potrebbe spiegarsi con una sola tra due ipotesi opposte. Ipotesi A: questa Chiesa e questa gerarchia hanno definitivamente rifiutato il Vaticano II, la teologia che lo ha preparato e le scelte che ne sono seguite. Ipotesi B: la Fraternità fondata da monsignor Lefebvre ha accettato tutto quanto si è prefissa di combattere. A meno che non si prenda in considerazione la via intermedia della semi-comunione, che però non esiste in natura e in soprannatura ed è affare per menti malaticce. Ma se le due ipotesi sono entrambe irreali, significa che il concetto di “dottrina” è talmente ambiguo da essere fondamentale per un interlocutore e inesistente per l’altro.

Tra il 2011 e il 2012, durante gli incontri tra la Fraternità San Pio X e i rappresentanti romani voluti da Benedetto XVI, ero convinto che ci fosse un margine di manovra. Ero convinto si potesse forzare la situazione sfruttando il clima di critica al Vaticano II alimentato dall’immeritata immagine di “Papa tradizionalista” con cui veniva presentato Ratzinger. Ne parlai a lungo con i vertici della FSSPX. Forse, e sottolineo forse, il riconoscimento della FSSPX allora avrebbe funzionato da detonatore facendo esplodere, o implodere, i caposaldi conciliari proprio perché il presunto “tradizionalista” Benedetto XVI poneva la questione dottrinale. Non se ne fece nulla e non so se avessi ragione o no.

Ora la questione è ben diversa e un’eventuale soluzione positiva della contesa tra Roma e Fraternità San Pio X sarebbe esplosiva, o implosiva, per la fondazione di monsignor Lefebvre e per il più vasto mondo tradizionale. Ciò perché Bergoglio, a differenza di Ratzinger, elimina la questione dottrinale con l’espediente della pastoralità.

Ma se il vero nodo della vicenda non sta più nell’oggetto della discussione, che per uno dei due interlocutori è privo di interesse, allora sta nel soggetto che ha mutato le carte sulla tavola. Questo, però, pare la FSSPX non lo voglia intendere. Anche i più ostili avversari di un eventuale accordo ritengono che la gravità della situazione sia solo mutata di grado: nell’errore erano i Papi conciliari fino a Benedetto XVI e nell’errore, anche se più evidente, è Francesco I.

Invece, dal “Buonasera” del 13 marzo 2013, i fatti dicono che qualcosa è cambiato e non si può non vedere la duplicità della figura di Bergoglio: da un lato, recalcitrante capo quasi invisibile di una Chiesa cattolica ridotta sulla soglia dell’ultimo respiro e, dall’altro, il trionfale e visibilissimo condottiero dell’anticristica neochiesa della Casa Comune. Un fenomeno inedito, se così si può dire, di schizofrenia spirituale in seguito alla quale il vescovo venuto dalla fine del mondo combatte Colui di cui è Vicario in terra. Di volta in volta, si tratta di capire quale delle due personalità prevalga e vi sono segni chiarissimi per individuarla.

Per esempio, quella che oscura le esigenze e il rigore di una pur fallace dottrina non può certo essere la figura che sta a capo della Chiesa cattolica. Dunque, è la guida della neochiesa anticristica quella che offre persino ai famigerati “lefebvriani” uno stanzino nella Casa Comune progettata di squadra e compasso. Eppure, dentro la Fraternità San Pio X si fatica a percepire questo gioco delle parti tra i due Bergoglio. Si vede solo quello in continuità con gli errori dei suoi predecessori e questo spiega l’incapacità di comprendere le ragioni di tanta e inattesa attenzione.

“Una delle spiegazioni” dice in proposito monsignor Fellay “è lo sguardo di Papa Francesco su tutto ciò che è messo ai margini, ciò che chiama le ‘periferie esistenziali’. Non mi stupirebbe che ci considerasse come una di queste periferie alle quali dona palesemente la sua preferenza. E in quella prospettiva, usa l’espressione ‘compiere un percorso’ con la gente in periferia, sperando che si arriverà a migliorare le cose. (…)

Si vede bene che per lui, quando dice ‘povertà’, include anche la povertà spirituale, la povertà delle anime che sono nel peccato, dal quale bisognerà che escano, che bisognerà ricondurre a Dio. Anche se ciò non è sempre espresso in maniera chiara, si trovano un certo numero di espressioni che lo indicano. E in quella prospettiva egli vede nella Fraternità una società molto attiva – soprattutto quando la si paragona alla situazione dell’establishment -, molto attiva vuol dire che cerca, che va a cercare le anime, che ha questa preoccupazione del bene spirituale delle anime e che è pronta a rimboccarsi le maniche per questo compito”.

Ancora una volta mi pare evidente che la tagliola del fraintendimento sia scattata senza pietà. Quando monsignor Fellay parla della “povertà delle anime che sono nel peccato, dal quale bisognerà che escano, che bisognerà ricondurre a Dio”, non tiene conto che Bergoglio conferisce al termine “peccato” un significato diverso da quello che intende la dottrina cattolica: così diverso che lo ha sostanzialmente abolito. Ancora una volta, non si potrebbe dare ambiguità più grande e fraintendimento più pericoloso, visto che le interpretazioni dello stesso concetto stanno ai due estremi opposti.

Non dubito che la Fraternità San Pio X continui e continuerà a professare la stessa dottrina, a celebrare il rito di sempre, ad assistere i fedeli con uguale zelo. Ma tutto questo impegno, pur rimanendo uguale a se stesso, sotto l’influsso della pastoralità con cui Bergoglio ha azzerato il concetto stesso di cattolicità, rischia di mutare l’asse su cui è diretto. Tirato un sospiro di sollievo per la dottrina che non viene più messa in discussione, si finisce irrimediabilmente a incontrarsi sul terreno della prassi con un movimento simmetrico: per la neochiesa, la dottrina depotenziata sta alla pastorale come per la FSSPX dialogante la pastorale sta a una dottrina restaurata. In linguaggio matematico si tratta di una proporzione in cui i due estremi sono legati dall’identità del termine medio che li domina e li regola: la pastorale.

 È questo che fa dire a don Schmidberger: “Noi abbiamo dei simpatizzanti tra i sacerdoti e i cardinali, tra i quali certuni vorrebbero appellarsi a noi per aiutarli, ci darebbero delle chiese e forse ci affiderebbero la cura di un seminario. Ma attualmente, a causa della nostra situazione, per loro è impossibile farlo. (…) Come supererà questa crisi la Chiesa? Nello stato attuale delle cose, si vede che non vi è neanche un barlume di speranza. Di contro, l’atto ufficiale di riconoscimento della Fraternità innescherebbe un sano trambusto all’interno della Chiesa. Il bene sarebbe incoraggiato, i malevoli subirebbero una disfatta”.

Sono intendimenti buonissimi, ma posti lungo l’ambiguo asse della pastoralità pensato ad arte per frustrarli e traviarli. Tanto nella Chiesa quanto nella neochiesa di Bergoglio, la pastorale non è altro che esercizio di un potere ab-soluto, sganciato da qualsiasi vincolo superiore. Riconoscerla come terreno su cui collaborare per sottrarsi a richieste dottrinali è pura illusione, poiché significa riconoscere al sovrano ab-soluto la possibilità di abusare del potere senza limite alcuno su qualsiasi cosa, persona o idea si posi sul suo regno. Dottrina compresa, che può essere annientata definitivamente con la semplice decisione di dichiararla ininfluente ai fini di una disputa. Sarebbe paradossale se questo avvenisse grazie al riconoscimento di chi ha fatto della difesa della dottrina la ragione della propria esistenza.

In questa chiave, fatico non poco a vedere, come invece fa monsignor Fellay, che “certamente dietro a tutto ciò c’è la Divina Provvidenza. La Divina Provvidenza che opera per mettere dei buoni pensieri in un Papa che, su molti punti, ci spaventa enormemente, e non solamente noi”. E trovo ancora più problematica questa visione se la si legge in combinato disposto con la risposta di don Schmidberger all’obiezione, storicamente provata, che tutte le congregazioni che si sono sottomesse a Roma si sono adattate al sistema conciliare o sono sparite: “La nostra posizione di partenza non è la stessa: nel nostro caso è Roma che fa pressione per trovare una soluzione e che si avvicina a noi. Negli altri casi erano queste congregazioni che chiedevano, recandosi spesso a Roma con un senso di colpa”.

Chi ha letto anche distrattamente Tolkien non può fare a meno di pensare alla tremenda attrazione del potere dell’Anello, alla tentazione di collaborare con il male illudendosi di trarne il bene. Potrà anche sembrare ingeneroso evocare qui un tale tema, ma allora bisogna spiegare se è ancora attuale quanto monsignor Lefebvre diceva nell’omelia per l’ordinazione dei quattro vescovi il 30 giugno 1988: “È per questo che ho inviato una lettera al Papa dicendogli chiaramente: ‘Noi non possiamo, malgrado ogni desiderio che abbiamo di essere in comunione con Voi. Dato questo spirito che regna oggi a Roma e che Voi volete comunicarci, preferiamo continuare nella Tradizione, conservare la Tradizione, in attesa che questa Tradizione ritrovi il suo posto, in attesa che questa Tradizione ritrovi il suo posto nelle autorità romane, nello spirito delle autorità romane. Questo durerà quanto è previsto dal Buon Dio’”.

E la stessa domanda vale per quanto il fondatore della Fraternità San Pio X scriveva in una lettera ai futuri vescovi il 29 agosto 1987: “Vi conferisco questa grazia confidando che quanto prima la Sede di Pietro sarà occupata da un successore di Pietro perfettamente cattolico, nelle mani del quale voi potrete rimettere la grazia del vostro episcopato perché egli la confermi”.

La Sede di Pietro è occupata oggi da un successore perfettamente cattolico? È così importante avere dall’abbraccio mortale di Bergoglio un riconoscimento canonico? Non è più in atto quello “stato di necessità” su cui la Fraternità San Pio X ha sempre fondato la sua azione?

Ma è un’altra domanda a cui bisogna veramente rispondere: perché Bergoglio ritiene così importante chiudere la questione relativa alla Fraternità San Pio X? Anche qui siamo davanti al paradosso, perché in realtà al vescovo venuto dalla fine del mondo non interessa tanto riconoscere quanto essere riconosciuto dalla FSSPX. È nella natura del potere moderno, che non trova legittimità in un ordine superiore, trarla dal riconoscimento dei sudditi. Bergoglio, sovrano ab-soluto che ha eliminato qualsiasi visione soprannaturale della Chiesa, ha un bisogno vitale di essere legittimato dal consenso e non può tollerare il dissenso. Despota alla guida del leviatano, è inquieto se percepisce l’esistenza di qualcuno o di qualcosa che sfugge al suo controllo, non riposa fino a quando anche l’ultimo ribelle non ha riconosciuto la sua legittimità. Fino a quando tutti hanno chiesto di poter circolare nel suo regno portando il suo marchio. Per questo brama che la Fraternità San Pio X entri al più presto nella Casa Comune, come ultima e definitiva sfumatura dell’arcobaleno delle religioni in cui, da Bose e passando per i cannibali animisti, c’è posto persino per i “lefebvriani”. Basta che stiano buoni.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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69 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. massimo trevia

    è ciò che ho pensato anche io:serve a neutralizzare la fspx! altrimenti,bergoglio avrebbe altre idee di quelle che persegue!

  2. Da persona che ha cominciato ad apprezzare la FSSPX, dico che mai come in questo momento la SPX deve far suo l’avvertimento di NS: semplici come colombe e astuti come serpenti.
    I motivi di questa paradossale ‘benevolenza’ li trovo soprattutto:
    1. A B., che non sa nemmeno cosa sia, della dottrina non interessa niente. Quindi, che ci sia o non ci sia, fa lo stesso e va bene annche la SPX.
    2. Per lui la messa in latino è una moda. Probabilmente pensa che come tutte le mode, prima o poi finirà. Per cui, includiamo anche la SPX, lasciamola fare, non ostacoliamola e prima o poi essa si estinguerà da sé.
    Certo, se il punto n.2 non dovesse concludersi in questo modo, c’è sempre il n.3…
    Però ho fiducia nei responsabili della FSSPX, li vedo uomini di Dio e penso che sapranno trovare la soluzione giusta.
    Non mi stupirei se B. facesse tutto da solo e a un certo punto, come ha fatto con le confessioni, presentasse la regolazione canonica già bell’e fatta. Alla SPX: attenzione!

  3. GRAZIE. Un’analisi lucida, difficile da confutare nel merito…, speriamo sia di utile meditazione per tanti; anche fra laici, pensatori, intellettuali, catechisti, opinionisti… cattolici, o sedicenti tali.
    E nel frattempo attrezziamoci a ricominciare dalla preghiera, dalla dottrina, dal catechismo… fra di noi, per noi stessi e per i nostri giovani… prima delle scuole parentali…sarà il caso di istituire i catechismi parentali…
    Intanto il Mondo con la sua neochiesa abbraccia, riqualifica ed eleva a buona norma tutti i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio: omicidio volontario, atti impuri contro natura, oppressione dei poveri, frode nella mercede agli operai (e per questi si pensi ai nuovi “contratti” da fame…ed ai nuovi protezionismi per le banche)…

  4. Ho letto con interesse le sue conclusioni, dott. Gnocchi, perché non vi avevo pensato. Anche questa è una ragione nascosta dell’interesse di Bergoglio. A me pare che dietro i 2 punti che ho nominato prima, ci sia un’altra ragione nascosta, cioè la soddisfazione di arrivare a un risultato cui nessuno dei suoi predecessori era riuscito. PVI, GPII, BXVI, con la loro difesa della morale e della dottrina, con l’Humanae vitae, Familiaris consortio, Veritatis splendor, dittatura del relativismo, radici cristiane dell’Europa, ecc., giude dure capaci di scagliare i precetti morali come pietre sulla povera gente, non erano riusciti ad avvicinare la FSSPX, anzi in certi casi l’avevano allontanata. Mentre lui, che della dottrina e della morale se ne fa un baffo, ci riesce. Non c’è che dire: sarebbe un gran bel colpo.

  5. L’ultima apertura di Bergoglio è che intende ammettere le donne al diaconato, ovviamente questo sarà il primo passo per ammetterle anche al sacerdozio.

    1. Caro Camerata, questo è il primo passo di un percorso prestabilito il cui traguardo sarà il sacerdozio femminile. Perché mai le cd “intenzioni di preghiera” per il mese di maggio riguardano la piena realizzazione e valorizzazione della donna in ogni ambito della società? Tutto fa parte del piano previsto. Come d’altra parte è avvenuto col Sinodo, evidente giustificazione (o paravento che dir si voglia) per lo stravolgimento della famiglia.

    2. Che le donne non possano accedere al sacerdozio è dottrina INFALLIBILE del Magistero Ordinario e Universale ed è stato pure confermato da una dichiarazione ex cathedra (di tipo non definitorio ma comunque definitivo) da Giovanni Paolo II!
      Verranno ordinate “sacerdoti” delle donne?
      Nessun cattolico ha il dovere e neppure il diritto di riconoscerli tali e di accettare Sacramenti da loro!
      Non ci si potrà confessare da loro neppure se si fosse in punto di morte (o meglio, visto che in punto di morte ci si può confessare da CHIUNQUE, anche da un ateo (confessione valida solo per evitare l’Inferno, non per potersi comunicare) se si fosse in punto di morte e ci fosse un comune laico cattolico, uomo o donna che sia, e una di quelle “sacerdotesse”, bisognerà dare LA PRECEDENZA al laico, piuttosto che ha chi si è fatto sacrilegamente e invalidamente “ordinare”).
      Inoltre, per nessun motivo si potrà riconoscere loro una qualche parvenza di autorità se dovessero diventare “vescovesse” o “papesse”.

      1. Figuriamoci se potrei accostarmi a una sacerdotessa (o sacerdota, viste le boldriniane riforme grammaticali)! Non sopporto di farlo neanche verso quelle che distribuiscono la Comunione… (spesso con le mani ingioiellate o con le unghie smaltate!) In verità non sopporto neanche gli uomini in questa veste.

  6. Ma se veramente “il vescovo venuto dalla fine del mondo combatte Colui di cui è Vicario in terra” non ha alcun senso un accordo con lui, anzi è rischioso; si corre il rischio, infatti, di cadere in un tranello o di essere comunque resi inoffensivi, delegittimando implicitamente ogni futura critica che la FSSPX rivolgerà all’operato di Beergoglio, in quanto avrà dato di fatto un riconoscimento a un finto papa, eretico confesso, distruttore di quel poco che resta di cattolico nella Chiesa. Carissimi fratelli della FSSPX, ve lo ripeto al’infinito : rimanete liberi, al di fuori della neo chiesa vaticansecondista, evitate il depistaggio dalla lotta intrapresa dall’eroico Mons. Léfèbvre !
    Laudetur Jesus Cristus

  7. “Ciò perché Bergoglio, a differenza di Ratzinger, elimina la questione dottrinale con l’espediente della pastoralità.”
    Questo è il vero punto nodale della questione. I due Papi coesistono come un Giano bifronte, rappresentando insieme la sintesi tra la tesi (dottrina) e l’antitesi (prassi). Superando col ritiro di Ratzinger, che però è ancora vivo e si veste da Papa, i concetti di ermeneutica che generavano neologismi (Novus e Vetus Ordo) in liturgia, per stabilire una base di discussione con la FSSPX, occorreva un Papa pragmatico, Francesco, che già nel suo insediamento dichiarava di essere stato preso (pare controvoglia) quasi alla fine del mondo, e che aveva bisogno della benedizione dal popolo, richiesta espressamente nella sera del 13 marzo 2013.
    Questo atteggiamento di sottomissione del Papa al popolo e di ambiguità verbale, nei discorsi e nei documenti, e’ il cavallo di Troia per rompere l’assedio con la FSSPX. Speriamo che non cadano nel tranello.

  8. giuliana gavini

    Caro dottore,la sua è l’interpretazione più acuta e profonda che sia stata espressa . Voglia il Cielo che sia adeguatamente recepita . Nostra Signora la protegga e protegga la sua fede .
    Giuliana

  9. Signor Gnocchi, le chiedo di comunicare alla fraternità le sue riflessioni, così da aiutarla a rimanere salda nella fede e a non sottomettersi a Bergoglio nell’illusione di fare una buona cosa.

  10. Caro Gnocchi, la sua è un’analisi completamente orizzontale, del tutto priva dell’elemento trascendente. Il che fa specie.
    Lei non riesce a vedere la Divina Provvidenza in questa possibilità di rientro, ma credo che Essa se ne farà una ragione…
    Io non penso che sia la FSSPX ad avere bisogno di rientrare nella Chiesa: credo sia la Chiesa ad avere disperato bisogno che la FSSPX rientri. E credo che nemmeno il momento sia scelto a caso.

  11. Per me basta quel “non sono scismatici, sono cattolici” a spiegare tutto. Appunto! Lui è la sua “chiesa” non lo sono e dunque,ha ragione Gnocchi, la FSSPX è semplicemente un’altra perlina da aggiungere alla collana del consenso.

  12. Una piccola nota aggiuntiva. Questo vdr è uno di quelli che vuole piacere a tutti. Lui vuole piacere ai gay, ai luterani, agli atei, ai comunisti, agli ebrei, ai poveri ed ai ricchi ecc. Sì proprio a tutti meno che a NS GESÙ CRISTO

  13. Satana non tenta chi è già suo.
    Attento, Cappuccetto Fellay!
    Non andare da Nonna Bergoglio.
    In questa favola-incubo il Cacciatore potrebbe non arrivare mai!

  14. Mi auguro che la FSSPX non giunga mai al “riconoscimento” del vescovo di Roma venuto dalla “fine del mondo”

      1. Anch’io la penso come lei. Ne fui subito molto colpita. La sua intenzione era certo dire che veniva da molto lontano, ma queste parole, messe lì dopo il buonasera e il VdR, vestito in quel modo, dopo le dimissioni di un Papa… Che si sia trattato di un avvertimento, nonostante lui, inviatoci dal Cielo per metterci in guardia?

  15. L’articolo del dr. Gnocchi è tutto interessante, ma mi pare che l’ultimo capoverso contenga l’essenziale: è una trappola, condita di qualche lusinga. Anzitutto è paradossale fin quasi al ridicolo che l’attuale papa dica degli aderenti alla FSSPX “non sono scismatici, sono cattolici”: caso mai, “scismatica” è questa sua neo-chiesa. Ma più in concreto, come pensare seriamente che Bergoglio, con tutto quello che sta facendo in aperto spregio alla tradizione della Chiesa, possa abbracciare quelli che di tale tradizione sono i più accorati custodi? E’ credibile che possa sinceramente “aprire” nello stesso modo a tutti, dalla Bonino alla FSSPX passando per Scalfari e la raccolta differenziata? Mah. Fosse almeno in nome di Cristo, ma pare invece sempre più in nome dell’Uomo e/o della Terra. Del resto, se si vuole tenere in pugno tutti bisogna anzitutto livellare tutti al peggio, quindi si deve prima “tirare dentro” e poi soffocare anche chi è disallineato e, soprattutto, in qualsiasi modo, migliore

  16. Vedremo come si metteranno le cose, ma ho l’impressione che l’analisi di Alessandro Gnocchi sia azzeccatissima.

  17. La questione mi sembra più semplice: “rientrata” la FSSPX, le si imporranno vertici obbedienti al VdR.
    Come opporvisi se si è appena accettata l’obbedienza?
    E la ricetta applicata ai Francescani dell’Immacolata è già stata sperimentata.
    Personalmente cerco la chiave di lettura nella stretta di mano di Monsignor Fellay a Benedetto XVI: non illudiamoci, ma aguzziamo la vista.
    Che la FSSPX rimanga stretta al suo fondatore, Monsignor Marcel Lefebvre: la vera Chiesa e noi tutti ne abbiamo bisogno!
    Dott. Gnocchi, convinca la FSSPX a temere il canto delle sirene come si trovasse condotta sul monte sopra Gerusalemme per essere sedotta per un solo atto d’adorazione.

  18. Stefano Mulliri

    Confesso sinceramente, che a questo punto , spero che la FSSPX , opponga una strenua resistenza , perchè prima o poi si deve fermare B. resistendogli il tiranno cade , è come il gigante del libro di Daniele. sembra tenace, ma ha i piedei di argilla , e prima o poi lo schianto lo sentiamo.
    Sia lodato Gesà Cristo.

  19. Pur trovandomi spesso in disaccordo con Gnocchi, stavolta ha messo a fuoco un punto importante: bisognerebbe porsi il problema dell’identità di Bergoglio. Molti lefebrviani considerano Bergoglio solo un estremista del modernismo ecclesiastico, mentre Ratzinger un moderato, al max un frenatore. La matrice sarebbe tuttavia la stessa, o comunque simile. Non condivido tale opinione, ma non è questo il problema. Chi è Bergoglio? E’ un vescovo modernista, uno che non crede in sostanza all’immutabilità del messaggio evangelico? E’ uno dei tanti preti che pensa che la Chiesa non abbia che la scelta di adattarsi allo spirito del tempo? O è qualcos’altro? Io penso che sia qualcos’altro! Io temo che Bergoglio non sia un cattolico più o meno eretico. Temo, anche se non posso esserne certo, che sia …lasciatemelo dire…un non cattolico…insomma un infiltrato!

    1. Perfettamente d’accordo. È il frutto di un’operazione preparata nei minimi dettagli da anni. E il prgetto si sta eseguendo punto su punto. Demolizione della dottrina, della famiglia, del sacerdozio e dei sacramenti. Un po’ come facevano I sovietici quando crescevano delle spie in america per farle agire al momento opportuno.

    2. mi sembra un pochino esagerato temere che sia un infiltrato per il semplice motivo che nessuno sarebbe in grado di recitare così bene la parte di Papa da essere riconosciuto come tale dal mondo intero, e col controllo costante e invasivo di telecamere e fotografi, che registrano ogni minimo sospiro, ogni mezza parola, ogni cambiamento di espressione ecc., altro che premio oscar!! pero’ un qualcosa in lui di non chiaro c’è, indubbiamente, e bisognerebbe indagare, sono d’accordo su questo, secondo me ha delle idee nascoste che non esprime…

  20. Una volta accettato l’invito ed ottenuto uno stanzino nella Casa Comune, in due e due 4 si fanno sparire anche i famigerati “lefebvriani”.
    Cosa ci vuole? Basta mandare loro un Commissario.

  21. giacomo muraro

    Desidererei che qualcuno mi spiegasse il motivo per cui papa Bergoglio che in brevissimo tempo ha eliminato i francescani dell’Immacolata (critici del CVII) non possa fare altrettanto con la FSSPX (che quanto a critiche dei documenti conciliari e del postconcilio non ha rivali). Ave Maria.

  22. Purtroppo tutto questo caos è stato generato dal grande rifiuto di Benedetto XVI . Egli ci ha lasciati orfani e in balia di personaggi strani e scombinati. Le azioni che noi tutti commettiamo, e ancor più di coloro che occupano posti di comando ( in modo unico e particolare nella Chiesa ) , generano : se buone un grande bene, ma se cattive : grandi sofferenze. E non credo che nessuno possa dire il contrario, visto i risultati che noi tutti vediamo delle conseguenze dell’abbandono di B. XVI .

  23. Io mi domando: Bergoglio vuole in tutti i modi la comunione con la FSPX, ma i Francescani dell’Immacolata che fine hanno hatto? E perché il loro Ordine è stato praticamente distrutto? Non è che B. Voglia fare a questi quello che ha fatto a quelli? I conti non tornano, non tornano proprio.

  24. Tento una sintesi: “voi siete fuori dalla mia chiesa. Siete autonomi ma scomodi e talvolta irritanti. E poi non siete nessuno. Io vi chiedo di entrare perché devo cercare di completare il mio poliedro e perché così mi procurerò altri applausi. Se entrate potrete continuare con i vostri riti “magici” ma dovete fare ufficialmente atto di sottomissione (nota- in questo caso il figlio deve umiliarsi e chiedere perdono al padre responsabile della dissipazione delle immense ricchezze di famiglia, dottrinali, spirituali e morali). Io vi darò visibilità, un seminario e qualche chiesa chiusa, ma non accetterò più nessuna critica, perché io sono misericordioso ma i miei nemici so come distruggerli e tutti mi temono”.

  25. Quindi secondo voi Fellay e Schmidberger sarebbero due sempliciotti pronti a collaborare col male o comunque pronti a “riconoscere” gli errori del Papa?
    Ma pensate davvero che gli unici sacerdoti cattolici siano quelli della FSPX ? Vi assicuro che ne esistono anche fuori della FSPX, anche in realtà riconosciute dal Papa.
    Cerchiamo di ragionare da cattolici : anche se fosse il peggiore Papa della storia Francesco, fino a prova contraria, resta il Papa e se la Provvidenza lo usa, magari anche contro le sue stesse intenzioni, a fin di bene sarebbe quantomeno imprudente non sfruttare l’occasione.
    Se l’accordo è offerto a costo zero e a rischio zero, perché rifiutarlo ?
    Neanche Lefebvre l’avrebbe rifiutato.

  26. La S.PioX ha sede in Svizzera, dove per tradizione la scelta dei vescovi ricade piu’ sulla conferenza episcopale che sulla Santa Sede, anche se l’ultima parola spetta al papa. La Svizzera da sempre ha fatto dell’autonomia la propria identita’, garantita anche da Napoleone. All’interno di una propettiva europea il ruolo della S.PioX e’ comunque marginale e mi pare non sia possibile paragonare lo spessore intellettuale di Mons Lefebvre con chi gli e’ succeduto. Il “problema” del CVII resta con o senza i lefebvriani ed e’ il nodo centrale della Chiesa oggi. Le motivazioni della scomunica a Lefebre erano ampiamente comprensibili e, a mio avviso, GPII si comporto’ in modo corretto e onesto. Paragonare Bergoglio a BXVI lo trovo inaccettabile tanto piu’ se supportato da teorie sedevacantiste utili solo a disconoscere gli errori che la chiesa oggi persegue.

  27. roberto buffagni

    Concordo pienamente. Nella visione di papa B., Chiesa invisibile = Chiesa Possibile, o Chiesa Utopica. La trascendenza è intesa come metafora del possibile e del futuro, perchè viene proiettata Quindi, la dimensione che conta sul serio è la dimensione politica. E’ scismatico chi non ubbidisce al papa comunque la pensi, e punto. Chi invece ubbidisce al papa, anche se magari è portatore di una linea seriamente diversa dalla sua (non importa se diversa perchè tradizionale, modernista, buddista, etc.) è dentro la Chiesa. Quindi, se la Fraternità San Pio X si allinea e ubbidisce al papa, può pensarla come vuole, celebrare la Messa in latino, in quechua o un esperanto, e va comunque bene. Maggioritaria nella Chiesa (visibile, politica) non sarà mai, e quindi non costituirà mai minaccia all’attuale maggioranza di governo. Garantirà invece la copertura di un interessante, benchè piccolo, settore d’opinione o mercato di nicchia, e costituirà vivente prova della inclusività e della democraticità della Chiesa…

  28. roberto buffagni

    erratum corrige:

    “La trascendenza è intesa come metafora del possibile e del futuro, perchè viene proiettata..” sul piano storico orizzontale come la sfera terrestre viene trasferita sulla superficie piana della carta geografica dalla proiezione di Mercator.
    Addendum:
    La neoChiesa non nega apertamente la trascendenza e il soprannaturale, nè, come il Modernismo storico, li diluisce nell’emotività, nello spiritismo, nella supercazzola erotico-decadente. La neoChiesa NON RIESCE PIU’ A IMMAGINARE la trascendenza e il soprannaturale. La cosa risulta evidente quando prova a parlarne. Lo squallore grottesco del linguaggio da essa impiegato (in confronto, Fogazzaro sembra Dante) mi sembra una prova schiacciante. Come fai a parlare dell’Aldilà se non te ne fai la minima idea? Se non te lo sogni neanche? E infatti. Notevole come prova a contrario dell’esistenza del trascendente e del soprannaturale è il fatto che non riuscendo a immaginarselo, la neoChiesa spari patetiche cavolate in sindacalese anche…

  29. Se per restare cattolici si dovrà fare a meno pure della FSSPX, se ne farà a meno e amen.

    Una cosa è sicura: la chiesa babilonia di Bergoglio non è la Chiesa di Cristo, rappresenta invece una falsa religione che non ha niente di buono da dare a nessuno.

    Chi volendo restare fedele a Cristo si ritroverà solo sappia che non lo è comunque, perché restare soli con Cristo è molto meglio
    che stare in milioni assieme all’anticristo (anche se veste di bianco).

    1. Bravo Matteo, Dio la benedica, così si ragiona, così agisce un vero cattolico, alla sequela di Nostro Signore Gesù Cristo. I normalisti non hanno altro argomento, per criticarci, che chiamarci sedevacantisti? lo facciano pure, nun ce po’ fregar de meno, come dicono a Roma. La sostanza è quello che conta, e la sostanza è che tutte le sedi sono occupate da gente che ha rinnegato Crisot e il suo “si si, no no” e non dal 13 marzo 2013, la cosa è iniziata nel 1958 e covava da decenni, dopo la morte di San Pio X ( quello di cui Roncalli disse a Montanelli, con evidente ira ed insofferenza “ma quale santo!”).

      1. I normalisti non hanno altro argomento, per criticarci, che chiamarci sedevacantisti?

        E NO!!! Matteo e Caholicus

        I sedevacantisti sono un gruppo che con la scusa degli errori dei papi postconciliari, hanno colto la palla al balzo per costituire una chiesa protestante e autocefala, proprio come i modernisti. Anzi ritengo i sedevacantisti modernisti travestiti da tradizionalisti ai quali si sono aggiunti pure i normalisti alla Socci. Non a caso odiano la FSSPX. I neosedevacantisti alla Socci , vorrebbero disconoscere Bergoglio perchè costui, palesemente mette in atto tutti gli ERRORI ED ORRORI usciti dal concilibolo vat2. Così facendo, non dovranno ammettere le colpe di essere stati sempre pro cv2 e sperano di assolvere i predecessori di Bergoglio G23, P6, Gp2 e B16 (loro beneamini ) che all’opposto gli stessi ERRORI ED ORRORI hanno invece scientemente mascherato.

        1. Cara signora io non sono ne sedevacantista ne sedeprivazionista etc.. ne ritengo corretta la posizione (o meglio le posizioni) della fsspx, sono semplicemente un cattolico che riscontra dei fatti e trae delle necessarie conseguenze.

          Bergoglio è stato eletto papa e poi è caduto in eresia formale, ergo non è piu papa.

          Vale per bergoglio e solo per bergoglio
          saluti.

          non mi interessa alcuna etchetta o appartenenza a setta o gruppo o altro, mi interessa restare cattolico
          tenendo conto dei fatti.

        2. una sola fede

          A sa Giustina quante e quante volte in questi anni ne abbiamo discusso anche con amici che purtroppo per un verso o per un altro non ho più incrociato (ad esempio Amicus, praeceptoris, Ugoccione solo per far qualche nome)? È palese infatti che finché si prende a bersaglio un soli protagonista (l’ultimo in senso cronologico) di questi disgraziatassimi anni, non si può minimamente avere un’idea del perché e del percome siamo arrivati a questi punti. Sarebbe infatti assurdo svegliarsi di sobbalzo e dire: “Ecco la causa di tutti i mali! È lui, è questo qua! “, illudendosi così che prima di esso non fosse quasi accaduto nulla di eclatante o di particolarmente grave, mentre al contrario dal CVII in poi si stavano non solo ponendo le basi (sarebbe stato troppo poco), ma iniziando proprio a minare l’intera struttura portante della Chiesa bimillenaria. E anche laddove gli scritti e le dichiarazioni fossero state buone, non raramente la prassi si è rivelata cattiva….

          1. È palese infatti che finché si prende a bersaglio un soli protagonista (l’ultimo in senso cronologico) di questi disgraziatassimi anni, non si può minimamente avere un’idea del perché e del percome siamo arrivati a questi punti.

            @ Gentile Una Sola Fede, ciò che scrive è SACROSANTO, ma l’orgoglio acceca e lavora ( censurando o umiliando) molte verità scomode che smascherano le proprie posizioni portate avanti con troppa convinzione e alter ego, proprio perchè si era sicuri sopra al carro del vincitore. Purtroppo il carro ha perso tre ruote ed ora questi, dovendo scendere e ammettere che quel carro non ha mai funzionato, sfornano sofismi, arzigogoli e distiguo pro cv2 che lasciano il tempo che trovano. Tuttavia tutte le persone semplici che conosco, se paragonati a questi “esempi” brillano per acume ed intelletto. Ecco il grande problema dei giorni bui che viviamo: la superbia che acceca, gonfia e insiste da anni affinchè la FSSPX, ad esempio, abbia un “abito canonico”.

      2. una sola fede

        Infatti Catholicus il punto è proprio questo, ma anche oggi in troppi, anche e soprattutto in ambiti legati alla Tradizione, sembrano non volerlo sentire , cioè ci si ostina a inquadrare il male della Chiesa essenzialmente negli ultimi tre anni. Ma chi potrebbe però ragionevolmente affermare che esso non sia stato GIÀ ben presente e vivo molto prima, da mezzo secolo almeno almeno, e che oggi ci troviamo di fronte semmai ad una ulteriore sua evoluzione favorita per l’appunto e preparata dalle tappe precedenti in cui erano altri i protagonisti (sebbene molto più acclamati da chi oggi invece inorridisce sorpreso di fronte all’ultimo arrivato)?

        1. «Non pochi dello stesso ceto sacerdotale, fingendo amore per la Chiesa, scevri d’ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, anzi tutti penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si danno, senza ritegno, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gettano su quanto ha di più santo nell’opera di Cristo». (S. Pio X, “Pascendi”)
          “Sento intorno a me dei novatori che vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti, procurare il rimorso per il suo passato eroico! Ebbene, mio caro amico, ho la convinzione che la chiesa di Pietro debba appropriarsi del proprio passato, altrimenti si scaverà
          lei stessa la tomba… Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui la Chiesa dubiterà, come Pietro ha dubitato. Sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia come tante altre…” (da: Pio XII: “devant l’histoire”)

        2. una sola fede

          Vede Giustina, quel che è più doloroso è constatare come dei fratelli o sorelle nella fede pretendano attraverso censure totalmente arbitrarie di avere il possesso della verità sugli ultimi decenni di storia ecclesiale. Non ci sarebbe niente di male a pensarla diversamente, ma ciò che mi lascia ogni voltar perplesso è invece la mancanza di tolleranza nei confronti di chi espone le proprie idee che non collimano con quelle di chi ha il potete di censurare, e ciò anche quando non ci sono né insulti né altro di disdicevole da mettete nel cestino. Ma dobbiamo restare sereni Giustina, confidando che la verità delle cose (specie di “queste” cose) è ben più forte di chi le vorrebbe ogni voltar filtrare e minimizzare con la scusa una volta che si è “fuori argomento”, un’altra che “vengono ripetute le stesse solfe ad nauseam” e via di queste espressioni, mentre è lasciato campo libero a chi appare del tutto omologato nelle diagnosi a senso unico del male, consentendogli di scrivere ad libitum

          1. Caro Una Sola Fede, ciò che ha descritto …purtroppo l’ho constatato anch’io. A causare tutto ciò è semplicemente la superbia umana che acceca, gonfia e si gongola su quel poco che uno crede di sapere, perchè magari ha tra le mani un misero pezzettino di carta che attesta qualche apprendimento. Ecco perchè noto sempre più che persone semplici, oneste e veramente cattoliche siano dotate di più acume ed intelletto.

  30. Tranquilli, proprio la FSSPX nella Chiesa, e la Russia di Putin nel Mondo saranno le armi con le quali l’IMMACOLATA VERGINE SANTA MADRE DI DIO annienterà la chiesa conciliare e la massoneria. Noi, piccolo gregge, dobbiamo recitare il Santo Rosario ed essere pronti al martirio. Che la Santissima Trinità ci protegga.

  31. Per questo brama che la Fraternità San Pio X entri al più presto nella Casa Comune, come ultima e definitiva sfumatura dell’arcobaleno delle religioni .. Basta che stiano buoni.

    @ Carissimo dott. Gnocchi, lei ha ragione e questo è anche il mio timore. Tuttavia non credo che i vertici della benemerita FSSPX, si lascino sedurre senza prendere le dovute precauzioni. Una di queste ovviamente sarà che li bebbono accettare così come sono e senza interferenze vaticane sull’elezione dei loro dirigenti ,che DOVRANNO sempre essrere scelti dalla stessa FSSPX. D’altro canto, quando Innocenzo II, decretò la Bolla Papale ” Omne Datum Optimun” per il riconoscimento dei Templari, formulò ordini precisi:

    “Inoltre, stabiliamo che dopo di te, Roberto, nostro amato figlio nel Signore, o di tuo qualunque successore, non sia accolto in questa casa alcun fratello se non è un militare e persona religiosa, che non abbia interesse per il vostro ordine, né venga eletto da altri se non da tutti i fratelli”

    1. Bergoglio prima finge un dialogo e poi decide. Lo ha fatto con il Sinodo sulla famiglia per imporre il sacrilegio, a tutti i livelli, fino al diaconato!
      E’ la sua prassi. Così farà con la FSSPX!

  32. MICHELE BEGHIN

    Caro Gnocchi, Lei ha perfettamente ragione. Bergoglio vuole solo aggiungere un’altra tessera al mosaico che sta componendo. Gli interessa esclusivamente l’approvazione della FSSPX. Io guardo alla Fraternità come all’unico faro che serva da orientamento nella notte buia e tempestosa in cui le potenze del male si sono scatenate e spero che essa non cada nel tranello abilmente tesole. È vero che il rientro potrebbe anche essere uno strumento predisposto dalla Provvidenza per controriformare la Chiesa, ma il rischio di essere fagocitati e resi inoffensivi è troppo grosso. L’argentino continua a schiacciare tutto, in perfetta adesione al piano distruttivo che aveva, esplicitamente od implicitamente, enunciato. Solo chi è stato rovinato da cinquant’anni di chiesa post-conciliare può credere che egli sia cattolico e sia un papa. Formalmente potrà anche esserlo, se pure vi siano seri dubbi anche sulla regolarità dell’elezione, ma nei fatti papa non è. Occorrerebbero grandi santi, ma ubi sunt? Preghiamo.

  33. Mettiamoci il cuore in pace, papa Bergoglio non avrà requie finché non avrà ridotto la Chiesa di N.S.G.C. a Babilonia.
    E tutto per lui fa brodo per arrivare alla meta, per confusionare le menti delle persone rette (‘ma hai visto che vuole rientrare in comunione con xy? Allora non è eretico!”).
    La baraonda generata dalla AL con una disputatio dalle interpretazioni surreali (‘consideriamone la parte costruttiva’) non è stata all’altezza di generare il caos desiderato?
    Allora buttiamo sul piatto della bilancia un pezzo di carne forte, chesso’, massi’ le diaconesse. Per carità, solo la promessa di istituire una commissione di studio del problema (per ora).
    Ma se i media, tutti i media, e i vescovi, e i cardinali, e le parrocchie, e i conventi e monasteri, dell’universo mondo non faranno l’atteso putiferio niente paura, il papa nostro ha un freezer stracolmo di argomenti all’altezza, bell’e pronti per essere scongelati al momento giusto.
    Delirio perfetto, da manuale…

  34. Tutto ciò che ha espresso Gnocchi, l’ho pensato anch’io. Mi auguro per il bene delle anime, che la FSSPX ritorni a pensare che ciò che in questo disastro conta, è custodire, salvare e trasmettere la Fede, conservare il seme, da restituire un giorno nelle mani di un vero Pastore di anime. Oggi non ci si può mettere nelle mani di Bergoglio, si farebbe la fine di Campus. E poi dove sono tutti questi vescovi, sacerdoti, fedeli pronti a correre dalla FSSPX una volta riconosciuta, se nemmeno vanno da quei tradizionalisti già canonicamente in regola con il Vaticano?Quanta gente va alla messa del Summorum pontificum, per intenderci? Ho il sospetto che la paglia si è fatta pesante, perchè il viaggio risulta più lungo del previsto. Che il buon Dio ci sostenga e ci protegga e abrevi il tempo della prova, perchè anche i buoni non cadano. E’ caduto Pietro, come fanno a credere che loro non cadranno?

  35. Credo anch’io che il fine ultimo sia quello di “normalizzare” la Fraternità, per poterla poi annichilire in forza della riaffermata “autorità” (finalmente svincolata da quello stato di necessità, che giustifica per lo stesso Ordinamento della Chiesa).Peraltro non si possono sottacere i molteplici effetti positivi che deriverebbero da un formale riconoscimento ufficiale per l’intera Barca di Pietro e per la salute delle anime in genere. Si potrebbe ovviare a questo intendimento (neppure troppo dissimulato), se la stessa Fraternità inserisse nel proprio statuto costitutivo la previsione esplicita del permanere della suddetta causa di giustificazione, anche nel caso in cui venisse assunta un’iniziativa da qualsivoglia autorità, in odio alla Santa Tradizione? In altri termini si potrebbe stabilire un richiamo permanente a quella specifica “esperienza di fede” che gli stessi relativisti per coerenza non possono comunque ignorare? In tal caso, forse, l’inquilino di Santa Marta non sarebbe così…

  36. Noi ci ostiniamo a chiamare Chiesa Cattolica un relitto alla deriva: parrocchie senza parroco, seminari chiusi, monasteri e conventi chiusi e venduti, chiese chiuse e vendute, laicato allo sbando. La primavera non è arrivata, la nuova pentecoste nemmeno: c’è un gelido inverno ed al posto del soffio dello Spirito Santo, il fumo di Satana. Il nuovo corso imposto dal concilione si è rivelato fallimentare e le uniche realtà cattoliche fiorenti sono quelle legate alla Fede, alla Dottrina e alla Messa DI SEMPRE: tutto questo un rimprovero costante per i modernisti, di cui il dottor Bergoglio è esponente di spicco; costante e perciò intollerabile! Ecco la necessità di normalizzare il fenomeno in attesa di ridurlo al silenzio. La Fraternità San Pio X gode già del credito di quanti non vogliono rinnegare il Signore, non ha bisogno del riconoscimento di Bergoglio: ancora un decennio e sarà fra le pochissime realtà ecclesiali cui i fedeli potranno rivolgersi per trovare sacerdoti o suore.

  37. cattolico triste

    Quae autem conventio Christi cum Beliar ? (2 Cor 6,15)
    Come può essere credibile una autorità che non rispetta la “Santa Dottrina” e si pone come unico interprete di un fantomatico “Konzils ungeist”, che aveva profetizzato una Chiesa bella, giovane, aperta, comprensiva, misericordiosa, aliena da ogni condanna, desiderosa di perdonare ……… (Mons. Brunero Gherardini docet) e che ora si trova ad accogliere tutti i compromessi imposti dalle sette protestanti per mostrare che il CVII non è stato un gesuitico paravento per far entrare “i sofismi” della massoneria?

  38. La parola d’ordine è sempre “pastorale”, ma Francesco I non rispetta il senso neanche di questa parola magica: l’impressione che mi dà è che intenda “pastorale” nell’altro significato, di sostantivo maschile, di grosso e nodoso bastone, insomma.
    Per farne che? lo abbiamo purtroppo già visto con i FDI.
    Quanto al riconoscimento della FSSPX, sento puzza di patto Von Ribbentrop – Molotov, dove ENTRAMBI i contraenti fanno pace ma con la sottintesa speranza di poter riaprire le ostilità più tardi da una posizione di maggior forza. Preoccupazioni di ordine mondano, comunque.
    Dio non voglia.

  39. La Chiesa si è manifestata appostata solo agli accorti, allora una Fspx fuori da lei punterebbe il dito su di lei smascherandola palesemente a molti e potrebbe essere un vero seme di futuro pericolo. Allora la si invita dentro. Se Fspx non entra, la chiesa avrà la falsa veste di buona incompresa, e se fspx entra, la fagociterà. Ogni mossa passiva della fspx sarà dannosa perché manifesta un sale che non ha sapore. Contrariamente ogni mossa attiva della chiesa, qualunque cosa lei faccia sarà ben visto, come un organismo vivo, che per solo esserlo è già giustificato.
    Fspx non solo non deve entrare, ma accusare più che mai il vuoto spirituale della chiesa oggi.

  40. Se fsspx non condanna oggi quello che accade con tutta la sua forza e in nome della liturgia, allora fsspx si dimostrerà che è solo formalità, e che è tanto infedele come la cosiddetta neochiesa.
    Oggi o mai. E se mai, sarà perché mai è esistita, solo una illusione altra.

  41. concordo con Giustina riguardo ai sedevacantisti di ogni forma, alla fine diventano dei protestanti, perchè se si arriva a pensare che la Chiesa può anche non esistere, cioè è posibile che per 60 anni non ci siano successori di Pietro e pertanto nemmeno degli apostoli, allora dobbiamo credere che Gesù interviene direttamente sulle anime da Lui scelte a cui conferisce la giurisdizione. I protestanti pensavano e pensano così. Se oggi non c’è un Papa e pertanto nessuna giurisdizione può essere data, la Chiesa intesa come quella voluta da Gesù (gerarchica) non c’è più, dunque vale l’ideologia protestante di un dio che da, volta per volta, la giurisdizione a chi vuole, in questo caso solo ai due e tre sedevacantisti, gli unici a poter fare lecitamente sacerdoti, gli unici a dare lecitamente i sacramenti. oiH! Tutto può essere nel mondo del relativismo. Per me siamo in un guazzabuglio, da non capirci più nulla e credo sia più sano fare le poche cose possibili: santificarci nei nostri doveri di stato.

  42. Tanti discorsi intellettualistici, ma si dimentica il mistero, il mistero di Dio che si compie nella Sua Chiesa anche in presenza di tali pastori. Bergoglio non è disinteressato nel permettere alla FSSPX la riconciliazione, vuole spaccare il fronte avverso, confermare la ‘riserva indiana’ nella quale vuole porre per sempre, per poi fare morire chi ama la Tradizione. Ma appunto, si dimentica il mistero: Dio che attua i suoi piani facendo leva sull’orgoglio degli uomini. E’ già avvenuto una volta che il popolo eletto sia stato salvato da un re pagano invaghitosi di una bella figliola d’Israele, è stato un re pagano a fare tornare il popolo d’Israele a Gerusalemme. I Williamson di allora avranno certo protestato perché si finiva per obbedire a un re pagano, ma il ritorno in Patria era un piano di Dio, confermato dal ritrovamento, in una grotta, del fuoco sacro.
    Mark my words; Bergoglio pensa di dare il cappio alla FSSPX affinché s’impicchi da sola, finirà, con rispetto parlando, per impiccare se…

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