“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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La “Marcia per la pace” di Assisi … Ma se, per una volta, invece di una marcia si facesse una processione? È pur vero che bisogna credercile marce non mi piacciono: tutte, perché alla fine sono tutte uguali… quando è scaduto il tempo, si va tutti a casa e non cambia niente, ma proprio niente. Non si ha neppure la possibilità di accorgersi se si è ottenuto un piccolo risultato, in quanto il vero obiettivo non è il cambiamento, ma la prossima marcia, alla quale bisogna essere almeno uno in più

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

PD

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Giovedì 13 ottobre 2016

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È pervenuta in Redazione:

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Carissimo Gnocchi,

abbiamo assistito per l’ennesima volta all’inutile spettacolo della marcia per la pace (“p” minuscola) in terra umbra. 100 mila persone inneggianti scontati slogan, sventolanti le famigerate bandiere arcobaleno … Ancora una volta, come sempre del resto, ci si riempie la bocca di questa parolina di 4 lettere che viene usata per fare i soliti pistolotti politici…

Così parliamo di Pace? Con la “P” maiuscola perché: Giovanni 14,27 “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. La Pace vera la può dare solo il Signore, perché Lui è il Principe della Pace… Non dimentichiamo che San Paolo lo dice chiaro quando nomina la Pace come Frutto dello Spirito Santo in Galati 5,22 dopo l’Amore e la Gioia (non a caso). Fare frutti significa restare uniti alla pianta, e Chi è la pianta? Giovanni 15,5: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla”. E invece noi cosa facciamo? Le marce per la pace senza la Vite Vera che non produrranno nulla perché senza Dio il Suo Santo Nome non viene neanche accennato. Se dai frutti si riconosce l’albero  stiamo arrivando sull’orlo di una terribile guerra mondiale. Albero non buono, frutti cattivi. È evangelico.

Povero S. Francesco, proprio nella sua terra.  Le file dobbiamo farle ai confessionali e non in inutili cortei, e poi, perdonati, riconciliati e penitenti, possiamo sì insieme metterci in cammino da Perugia ad Assisi con i sacerdoti in testa portanti il Crocifisso che guidano il popolo che prega il Santo Rosario.

Allora sì che il Signore volgerà il Suo Sguardo.

Cordiali saluti

Graziano Aiazzi

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zrbrpsCaro Graziano,

ho sforbiciato un po’ la sua lettera, ma ne è rimasto abbastanza perché ci sia la domanda e anche la risposta. Per la legge della compensazione, e per non affaticare i lettori, a lettera lunga faccio seguire una risposta breve. Anzi, sarei tentato di farla brevissima dicendole che le marce non mi piacciono: tutte, perché alla fine sono tutte uguali.

Quando sento parlare di marce, mi viene sempre alla mente una geniale vignetta in cui Guareschi ritrae una manifestazione di disoccupati dove un gruppo porta un cartello che dice “Pane e lavoro”, un altro porta un cartello con la scritta “Lavoro” e un terzo mostra la scritta “A noi solo pane”.

E poi finisce tutto lì, perché, quando è scaduto il tempo, si va tutti a casa e non cambia niente, ma proprio niente. Non si ha neppure la possibilità di accorgersi se si è ottenuto un piccolo risultato, in quanto il vero obiettivo non è il cambiamento, ma la prossima marcia, alla quale bisogna essere almeno uno in più. Non esiste immagine più impietosa della meschina e inutile logica numerica che presiede ai giochi democratici cui si sottopongono destri e sinistri, credenti e atei, buoni e cattivi, belli e brutti: tutti nell’illusione di contare qualcosa almeno per un giorno. Ma qualcosa agli occhi di chi? Del potere, caro Graziano, che gentilmente ringrazia i marcianti in piazza, i quali, per il solo fatto di essere lì a giocare alla democrazia, lo legittimano fin nelle peggiori porcate. Porcate che non sono giustificate tanto dalla maggioranza che le sostiene, quanto dalla inutile minoranza che democraticamente vi si oppone, a volte in buona fede e a volte in cattiva fede.

Senza contare che di questi tempi, così come tutte le strade portano a Roma, tutte le marce finiscono in bocca a Bergoglio. Quella di Assisi non ci è finita fisicamente per ovvie ragioni geografiche, ma spiritualmente tramite lettura del profondo messaggio del vescovo di Roma. Ci finirà la prossima, quella per “L’amnistia, la giustizia e la libertà” in programma il 6 novembre, organizzata dai radicali e intitolata a Marco Pannella e a papa Francesco, che avrà la sua apoteosi in San Pietro.

z-mrc2Immagini lei, caro Graziano, quanto trema il potere davanti a queste manifestazioni. Pensi quante guerre hanno scongiurato i marcianti per la pace di ogni tempo e di ogni latitudine. Pensi quanto sono illusi coloro che partecipano a tali scampagnate convinti che davvero stanno facendo qualcosa di eversivo nei confronti di un establishment corrotto e malvagio.

Caro Graziano, i marcianti di Assisi erano così eversivi che, nell’ordine, hanno avuto il sostegno: del Vaticano con il messaggio in cui Bergoglio ha auspicato che “la manifestazione contribuisca a suscitare sempre più viva la consapevolezza che la guerra distrugge sempre e con essa si perde tutto, perché causa terribili sofferenze, specialmente ai più deboli”; del presidente della repubblica Sergio Mattarella, il quale ha ribadito che “La pace è questione che non interpella solo i vertici delle Nazioni o ristrette classi dirigenti. I popoli subiscono le conseguenze delle guerre. È da loro che può venire una nuova stagione di cooperazione, di sviluppo sostenibile, di rispetto reciproco”; della presidente della camera Laura Boldrini, che invitato a lottare “contro la rassegnazione, il cinismo, l’indifferenza: per ricordare alle istituzioni sovranazionali e nazionali, ai governi e ai parlamenti, che non si possono chiudere gli occhi sui troppi conflitti che insanguinano il pianeta e che concorrono a provocare le migrazioni forzate di decine di milioni di persone disperate”.

Una bella raccolta di pensierini in cui non si capisce neppure quale sia di Bergoglio e quale della Boldrini. Perfetti esercizi di politicamente corretto da cui emerge un solo dato certo: che della Pace, quella vera con la “P” maiuscola, non importa nulla a nessuno dei mittenti.

Eppure, al cospetto di questo nulla, padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, è riuscito a dire che si è palesato “Un fiume umano di pace che inquieta e orienta la storia nella misura in cui anche i governanti sono capaci di accogliere le speranze del popolo, un’onda umana di pace che ‘travolge’ ogni cosa. San Francesco è per tutti faro luminoso ed esempio concreto di pace”.

Ma se, per una volta, invece di una marcia si facesse una processione? È pur vero che bisogna crederci…

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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18 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Qualcuno di questi sfilanti è al corrente che alle soglie dei 2 conflitti mondiali, c’erano a quel tempo tanti non interventisti contrari all’entrata in guerra? E i governanti cosa fecero? Vi entrarono lo stesso alla faccia del “fiume umano di pace che inquieta e orienta la storia” (?????). Non mi risulta che il popolo abbia questo potere. Grave il commento della Boldrini: pare inconsapevole delle cause che scatenano i conflitti. Credo, invece, fortemente che a forza di provocare Dio e di nominare invano San Francesco, presto faremo compagnia a questi popoli, come suggerisce il signor Aiazzi…..

  2. Condivido tutto, caro nostro Alessandro Gnocchi, e soprattutto l’auspicio finale e cioè che al posto di queste insulse marce (per non parlare dei sacrileghi raduni delle “religioni”- sempre in terra francescana – sui quali non ci sono più parole di esecrazione adatte) sarebbe tanto meglio fare processioni con preghiere e santi canti (quelli di una volta, intendo) per invocare la Madonna affinché ci ottenga la grazia del ritorno della Santa Religione.

  3. Davvero impietoso per noi poveri uomini moderni il paragone marcia-processione, tanto dirompente quanto semplice! Del resto, cosa potrebbe mai accadere di diverso? Tolto di mezzo Dio, per forza ci si aggrappa a qualcos’altro. Il problema è che “qualcos’altro” diverso da Dio, per la salvezza dell’anima umana, non esiste: tutto, per strade diverse, porta comunque al male. Per restare in argomento, oggi l’uomo si affida alle cosiddette “marce” perché in fondo crede alle sue sole forze, senza capire che così le mette a disposizione del demonio; intanto guarda con scherno ai suoi avi che invece, apparentemente più ignoranti ma in realtà più saggi, facevano processioni e pellegrinaggi a Dio, alla Madonna e ai Santi per chiedere umilmente il dono del bene, ivi compresa la pace vera.
    La cosa peggiore è poi che, come giustamente osserva Gnocchi, le parole del vicario di Cristo si distinguono sempre meno da quelle dei Suoi (di Cristo) più grandi nemici.

  4. Stefano Mulliri

    A quando le retromarce,? Non sapevo che il vescovo di Roma avesse mandato un messaggio, tanto non costa nulla, quello che consta invece è che stà finendo tutto in una farsa, sembra una recita di fine anno, e invece ha il sapore di una tragedia dove è tutto finito a cominciare dal buon senso, chi guida le sorti della nostra povera Italia, sembra alienato da sostanze oscure, chi guida la Chiesa, sembra guidato da spiriti oscuri, se nin fossi sicura della mia pocchezza, direi che è la fine è il Signore è alla porta , perchè oramai ,veramente troverebbe molta poca fede sopprattutto, in chi doveva mantenere la lampada accesa.

  5. Processioni! Scusi Dr.Gnocchi, la Lei è proprio “all’antica”, le processioni, si facevano una volta in qualsiasi luogo dal villaggio più sperduto con pochissime persone (anche poche unità), precedute dal prete con tanto di chirichetto. Sono cose “miracolistiche”, come mi rispose un vescovo, quando scrissi che per “risolvere” i problemi materiali servono delle AZIONI SPIRITUALI. Le persone che facevano le processioni (prete in testa), avevano fede, ne basta quanto un granello di senape per sposare una montagna, oggi non riusciamo a spostare un bicchiere con le mani.

  6. Già nella definizione si può cogliere la contraddizione tra “marcia” e “Pace”. Marcia è, appunto per definizione, qualcosa di militare dunque di armati che avanzano per l’acquisizione/conquista di un obiettivo. La Pace, l’ideale di Pace, non si afferma in dipendenza del numero ma nella coscienza, nel cuore dell’individuo. Nella Processione ciascun individuo, animato da desiderio e volontà di Pace, “procede” nel processo/percorso verso Dio e la Sua Pace. Come giustamente sottolinea Gnocchi, la partecipazione a marce, manifestazioni di piazza, sit-in e quant’altro è strumentale per alcuni e illusione di essere visibili e protagonisti per i restanti. Tornare a casa contenti per essere stati parte di qualcosa che per un giorno ha attirato l’attenzione dei media, di Mattarella e di Bergoglio restando vuoti di ogni altro valore vero.

  7. Luca Checcucci

    I conflitti nascono solitamente a causa dell’avidita’ degli uomini, per l’attaccante alle cose del mondo. Per trovare la pace, bisogna quindi staccarsi dal mondo (il cui principe è satana). Per staccarsi dal mondo, bisogna avere un prospettiva più grande del mondo. Ecco perché solo Gesù può dare la pace, perché se guardiamo a lui, tutto il mondo ci appare piccolo e non ci passa nemmeno per la testa di scannacii tra di noi per le cose di quaggiù: la nostra metà è il cielo. Cercare la pace attraverso le rivendicazioni terrene, e le marce sono tra queste, è una contraddizione in termini: serve solo a sentirsi buoni e bravi, sostenuti dall’ipocrisia generale. Auguri !

  8. confesso, quando vedo le bandiere arcobaleno…penso subito al Male: in quelle marce c’è il peggio del peggio che c’è…(catto sinistrosi, nazivegani, ambientalisti, black blok etc…etc..)
    Ho dimenticato qualcuno?
    sicuramente NON è il popolo che Dio vorrebbe.

  9. Caro Gnocchi, capisco bene quando dice che tutte le marce non le piacciono perchè sono tutte uguali. E’ una cosa che penso anche io da un po’ di tempo anche per la Marcia per la vita, perchè alla fine, mi chiedo, cosa abbiamo concluso? Siamo stati anche tanti, ma comunque tutto va come prima e magari peggio. Ma allora c’è qualcosa che non va. Credo proprio che lei abbia ragione, se invece di marciare facessimo una processione sarebbe meglio.

  10. “la manifestazione contribuisca a suscitare sempre più viva la consapevolezza che la guerra distrugge sempre e con essa si perde tutto, perché causa terribili sofferenze, specialmente ai più deboli”
    Quest’uomo ha delle ossessioni monomaniacali, qualcuno dovrebbe dirglielo: mi appare oscuro come possa mai accadere che una guerra condotta a suon di bombe termonucleari produca effetti differenziati a tal punto da discriminare tra benestanti e poveri. Posto che, a questo punto, l’attacco dello stato al ceto medio ha ridotto tutti quanti ai minimi termini, trovo tutto ciò del tutto intollerabile: ormai è come ascoltare un disco rotto. Si tratta di un’ipocrisia senza più’ limiti, senza pudore alcuno. Quest’uomo, con la sua scarsa cultura, supportata dalla sua grande arroganza, ha ormai distrutto la Chiesa.

    1. Certo. Infatti le guerre hanno causato danni e lutto a tutti: ricchi e poveri. Hanno rovesciato interi governi e regimi. La guerra non fa distinzioni. Omissis parla per slogan usando il solito mantra dei poveri, del popolo, etc….. Ed in ogni caso il conflitto è da condannare a prescindere da chi tocca. In ogni caso questi signori fanno di tutto per alimentare discordie e per allearsi con i guerrafondai. Di loro non mi meraviglio. Di coloro che sfilano per questi ipocriti, sì, mi meraviglio.

  11. Dovremmo riuscire anche a vedere il lato positivo delle cose.
    E’ difficile guardarsi dal principe degli inganni. Ma qualunque tesi affermazione, teoria provenga da persoanggi quali quelli citati (Bergoglio, Mattarella, Boldrini…e a loro aggiungiamo pure gli altri soliti noti che altro non sono gli esponenti del mainstream o della finta opposizione) puo’ essere solo errata. E’ un vantaggio non da poco.

  12. Caro Alessandro, per il 99% di noi sarebbe stato superfluo, ma quel “profondo messaggio” del vescovo di Roma andava comunque virgolettato. “Tanto per la precisione…”, come sosteneva un tassonomico in una trasmissione televisiva di qualche anno fa.

  13. Basta la presenza della bandiera della setta della Blavatsky per comprendere il taglio della manifestazione. Una bella bandiera vandeana no? Strano però, anche nel mondo cattolico si punta e si sottolinea molto lo ‘spirito’, si enfatizza molto il termine ‘spirito’. Noi sappiamo che l’enfatzzazione di questo termine è pericoloso e porta, sovente, al male. Povero San Francesco e poveri noi. Il poverello era ben cosciente che la vera Pace la dà Dio ed è una Pace molto diversa da quella che dà il mondo. Torno a ribadire, come ho fatto altre volte, che al cospetto del sultano San Francesco predicò Cristo Gesù e non la pace del mondo. Impera la prostituzione e non è solo quella di alcune damazze che vendono il proprio corpo ma l’atto di mettere a disposizione il proprio cervello alla scimmia. In fondo, le prostitute passeranno avanti nel Regno.

  14. Caro Alessandro, le tue sono considerazioni sacrosante, argute, che i cattolici normalmente sentono come vere…Però manca un tassello per arginare e controbattere questa operazione di vendita di fumo degli arcobaleno e dintorni. E’ un pò come quando qualcuno promuoveva goliardiche partite di calcio con le glorie presenti e del passato (vedi Maradona) per “aiutare” a sensibilizzare la sorte degli yazidi e dei cristiani maroniti e siriaci-caldei che venivano smebrati e seviziati dagli islamici dell’Isis. Eravamo e siamo convinti che tutto ciò era ed è originato solo dal desiderio dei promotori di farsi pubblicità come “santi”, “progressisti” e alamode anti capitalisti “infami”… Tutti coscienti che sono inutili auto-incensazioni. Però manca la controproposta (PROCESSIONI, ADORAZIONI EUCARISTICHE COMUNITARIE…) reale fatta di una fonte autorevole, non antagonista in modo superbo, ma che promuova semplicemente ciò che veramente può salvare il mondo: GESU’ CRISTO E L’AMORE IMMENSO DI SUA MADRE………Ciao

  15. Antonio Manzionnaa

    Da quando la Chiesa ha smesso di opporsi alle logiche del mondo la caduta verso il basso ha assunto un moto uniformemente accelerato, proprio della caduta dei gravi. A tale accelerazione si aggiunge l’inversione di marcia dei nostri “pastori”.

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