“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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Non c’è scelta più controcorrente che quella di usare la propria testa per seguire la Verità, specialmente dentro una Chiesa occupata dall’antichiesa. In tutto l’Orbe (ex)cattolico regna la stessa attitudine che circa settant’anni fa Giovannino Guareschi attribuiva agli italiani, i quali, spiegava lo scrittore, preferiscono alzarsi la mattina e trovare già tutto pensato.

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

PD

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Mercoledì 14 dicembre 2016

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Sono pervenute in Redazione:

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Caro Gnocchi,

seguo da un po’ la sua rubrica su Riscossa Cristiana e mi conforta perché leggo nei suoi interventi il chiarimento dei dubbi e del disagio sempre più forte che vivo come cattolico. Poi soprattutto mi sento meno solo. Mi sono sentito dare ultimamente addirittura del matto e poi anche accuse di spezzare l’unità della chiesa e altro dello stesso tipo. Ho 29 anni, sono in Comunione e Liberazione dai tempi del liceo. Da quando c’è Papa Francesco sono sempre più disgustato. Però se ne parlo con gli amici, con quelli del mio gruppo di scuola di comunità, quello che ho finora ricavato è stata una specie di emarginazione, sono considerato il rompiscatole un po’ da evitare. E poi mi si dice che in ogni caso il Papa non si discute. Neanche quando arriva a dire eresie e bestemmie? Per ora il risultato che ho avuto è stato solo quello di perdere amici, mi evitano, molto semplicemente. Non le dico le reazioni quando ho detto che volevo partecipare a una messa in rito antico. Per questo la ringrazio, perché leggo il “Fuori moda” e mi sento un po’ meno solo. La prego, non smetta.

Federico T.

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Caro dottor Gnocchi,

da qualche anno, specialmente da quando c’è papa Francesco, mi sono avvicinato alla tradizione. Il fatto è che più mi avvicino a questo ambiente più mi allontano dalla parrocchia. Non mi sono ancora deciso a frequentare solo la Messa tradizionale, come lei dice di fare, ma quando vado in parrocchia non riesco più a sopportare niente, dalle prediche fino ai teatrini dei fedeli. Per non parlare di cosa si sente dire nel consiglio pastorale, a cui ho deciso di non andare più. Il parroco, con cui ho parlato di questa mia difficoltà, e molti amici mi dicono che papa Francesco è un dono dello Spirito santo e mi consigliano di non leggere più certe cose. Ma ora che ho aperto gli occhi mi rendo conto di cosa vuol dire lei quando spiega che nelle nostre chiese c’è un’altra religione.

Grazie per quello che fa

Lorenzo Festa

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Caro Federico e caro Lorenzo,

se vi può consolare, la prima volta che mia moglie, parecchi anni fa, decise di accompagnarmi a un convegno di studi tradizionali lo fece con un solo scopo che enunciò così: “Voglio vedere se sono tutti matti come te”. Poi, siccome certa follia è contagiosa, la malattia ha fatto il suo corso in famiglia, ma non è stata una passeggiata.

Ricordo benissimo i tempi in cui andavo ancora alla Messa nuova contorcendomi allo scambio del segno di pace per evitare mani avide di una fratellanza farsesca, agitandomi sul banco durante le omelie da comizio, riuscendo a stento a trattenere qualche imprecazione durante le demenziali preghiere dei fedeli, celando malamente l’orrore davanti alla tavola calda della comunione. Poi, naturalmente, si doveva passare sotto le forche caudine degli sguardi di compatimento di un clero e di un laicato desiderosi di accogliere chiunque tranne quelli come me perché, mi spiegavano, “bisogna dire che idea di Chiesa si ha in testa”. Non me ne capacitavo, ma avevano ragione loro, perché praticavamo, e pratichiamo, due idee di Chiesa completamente diverse in quanto apparteniamo a due religioni diverse con riti diversi.

Quando ho finalmente messo a fuoco questo fatto e ho accettato la realtà per quello che è, mi sono pacificato. Siccome la mia religione non mi consente di pregare con appartenenti a religioni diverse, me ne sono andato per la mia strada senza farmi alcun problema e senza alcun senso di colpa, anzi: se dei pazzi mi giudicano pazzo, significa che sono normale.

Non so a che punto del percorso vi troviate, caro Federico e caro Lorenzo, ma è evidente quale sia la strada intrapresa. Che è quella giusta e, proprio per questo, stretta, faticosa e dolorosa. Soprattutto dolorosa, perché vi porta, come ha portato tutti quelli che vi hanno preceduto, a fare i conti con l’ambiente in cui siete nati e cresciuti e a misurarlo sulla concreta e inappellabile evidenza della fede cristiana. A un certo punto si comprende che non si possono più fare sconti, non si può tacere  davanti a errori e tradimenti, tanto più se vengono dall’alto. La libertà dei figli di Dio, che non sono quelli indicati da Bergoglio ma quelli che individua San Giovanni nel Prologo del suo Vangelo, costa cara, cari amici.

Movimento o parrocchia, associazione culturale o di volontariato non sono altro che macchine più o meno grandi del consenso. Lo sono da decenni e l’avvento di Bergoglio non ha fatto altro che mostrarlo senza più alcuna vergogna. Il capo ha sempre ragione e si china la testa per quieto vivere, per connivenza, per convenienza, per arraffare qualche poltrona o qualche strapuntino del potere. O, semplicemente, perché si sta così bene al calduccio di una sacrestia, di un palasport, di un meeting dove si sente di appartenere a un popolo o a una comunità che, inesorabilmente, finiscono per celare la Croce di Cristo dietro alla voglia di essere tanti e contare sempre di più nel consesso degli uomini. Non c’è più bisogno di scegliere in prima persona e, soprattutto, non c’è più bisogno di scegliere la testimonianza vera, il martirio. Certo, ogni tanto si scende in piazza, si fa un po’ di voce grossa, ma senza disturbare veramente il conducator, al riparo delle grandi manovre che i “capi” conducono altrove e su altri tavoli. Naturalmente, per il bene del movimento, dell’associazione, della diocesi o della parrocchia, ma non della Chiesa e nemmeno delle anime.

Capisco che tutto questo vi metta a disagio, cari amici. Ma l’avete voluto voi. Non c’è scelta più controcorrente che quella di usare la propria testa per seguire la Verità, specialmente dentro una Chiesa occupata dall’antichiesa. In tutto l’Orbe (ex)cattolico regna la stessa attitudine che circa settant’anni fa Giovannino Guareschi attribuiva agli italiani, i quali, spiegava lo scrittore, preferiscono alzarsi la mattina e trovare già tutto pensato. È su questo modello che Guareschi inventò il trinariciuto, il perfetto comunista con la terza narice praticata per far uscire il cervello dalla testa e far entrare le direttive del partito. L’eterna sindrome del militante che dice sempre e ovunque quello che pensa l’Unità. Ma la terza narice non è solo politica e non è solo comunista. È la tremenda tentazione dell’uomo che non vuole faticare e non vuole rischiare. Da questo punto di vista, non c’è peggior trinariciuto di quello cattolico, che, oltre che del cervello, si è scaricato anche dell’anima, cosicché gli va bene che il dio arcobaleno vada sugli altari in luogo del Dio cattolico, che la riforma protestante cassi il Concilio di Trento o che Giuda pontifichi al posto di San Pietro. L’ha detto il capo e dunque va bene. Non capisce, ma si adegua, come il Ferrini di “Quelli della notte”. Poi, a forza di adeguarsi, non si pone più neanche il problema di non capire.

Ma il vostro problema, cari amici, sta nel fatto che capite e non vi adeguate. Benedite Dio per una simile croce, perché è la sua Croce, quella che il mondo considera stoltezza. “La parola della croce” dice San Paolo nella Prima Lettera ai Corinti “infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio”.

Sta in questa stoltezza la nostra ragione, caro Federico e caro Lorenzo. Ce lo dice ancora San Paolo: “Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione”.

Qualche anno fa, a un amico sacerdote che cominciò a chiedersi che cosa stesse accadendo dentro la Chiesa, dissi di pensarci bene prima di avviarsi lungo quella strada, perché lo attendevano soltanto sofferenza, incomprensione, isolamento e rancore. D’altra parte, cari amici, che cosa può attendersi lo scandaloso granello che fa scricchiolare gli ingranaggi di una gioiosa macchina da guerra? Di essere schiacciato. Ma, siccome è un seme, poi germoglia.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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38 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. ANTONIETTA PORTEGNO

    Non voglio aggiungere nessun commento all’articolo del Dr. Gnocchi, ma portare sono dei piccoli esempi personali (comuni più o meno ad altre persone). Dal 2009 per volontà Divina e per pura “fortuna”, vado quasi esclusivamente alla S. Messa Tridentina. Le poche volte che frequento la “messa protestante”, mi vengono i brividi. Un piccolo esempio di omelia di un funerale di una signora di oltre 80 anni, in sacerdote dice: la signora ha sofferto molto, anche noi soffriamo, però non è giusto soffrire. Credo che definire non è giusto soffrire una eresia. Con altre 3 persone (ergo 4 gatti), andiamo a qualsiasi conferenza, con un “occhio di riguardo” da quelle organizzate dal clero della Diocesi (Treviso), siamo diventati il loro TERRORE.

  2. Parlando con le persone l’ultima via di fuga di questi in buona e/o cattiva fede (prevale la seconda), è la seguente: ma tu non penserai di avere la VERITÀ e TUTTI gli altri che dicono il contrario sbagliano? La risposta da dare è la seguente: la Verità non è mia o di altri, la Verità appartiene all’oggetto del contendere. Esempio: di che legno è quel tavolo, la Verità è del tavolo. Io e chiunque altro deve essere bravo a scoprire la Verità, ovvero di che legno è fatto il tavolo. Esempio: poniamo che il tavolo sia fatto di OLIVO, se facciamo le votazioni e il 50% dice ABETE e il rimante 50% dice ROVERE, il tavolo resta di OLIVO; idem se il 99.99% dice ABETE e lo 0.01% dice OLIVO, resta OLIVO. Una volta trovata la VERITÀ “vera”, uno non si deve preoccupare se appartiene alla “maggioranza” o “minoranza” dei votanti. La Verità non ha bisogno della DEMOCRAZIA.

    1. Il punto è proprio questo: dopo decenni in cui al popolo è stato inculcato che la maggioranza vince e ha sempre ragione è naturale che abbiano assimilato il metro di giudizio distorto. A nulla vale spiegare che detto criterio non può essere applicato alla realtà. Se la maggioranza vuole il divorzio, è giusto il divorzio; se vuole l’aborto è corretto l’aborto, e così via. Ora è uno scherzo, per chi ha il potere in mano, far passare per vero e giusto ciò che non lo è. Si sveglieranno amaramente da questa follia.

  3. Rispondo più direttamente a Federico, ma può valere in generale. Ho 49 anni e sono “in” CL da quasi 30, quindi ho fatto in tempo a vedere un don Giussani in salute e “in sella”, e alcuni dei vecchi “capi” che ancora si occupavano più della fede cattolica dei loro ragazzi che della compiacenza mondana al movimento: e allora sì che CL era tutt’altro che macchina da consenso, quanto meno per la mia modesta esperienza, bensì vero strumento e veicolo di fede. Confesso che purtroppo vedo invece come fumo negli occhi le posizioni della CL di oggi, con la sua attuale pseudo guida, esattamente come quelle della ex-chiesa cattolica di oggi. C’è un grande dolore in tutto questo, ma non si può far finta di niente e continuare a inalare tutto dalla terza narice cattolica (peggiore di quella comunista): e se mi accusano di essere “divisivo” (proprio in CL il dissenso può essere irredimibile, nel sussiego di una falsa accoglienza e in barba alla misericordia vera) lo prendo alfine come un incoraggiamento, perchè sarà Gesù stesso a separare gli uni dagli altri come le pecore dai capri.

  4. “Dignum et justum est” è stato cambiato con “È cosa buona e giusta”. Ma una cosa buona è migliorabile, non è necessariamente perfetta. Invece dignum si doveva tradurre “degna” perché adorare Dio è il vero significato della nostra dignità, non c’ entra nulla con la bontà. Altrimenti si inverte la dignità, cioè siamo noi buoni che facciamo un favore al nostro Creatore nell’adorarlo? Questo era uno dei punti che mi faceva storcere il naso durante la Messa nuova.

    1. Concordo assolutamente. Ciò che ci rende degni e giusti è il fatto di lodare ed adorare Dio in qualità di sue creature. Tale è la fonte divina della nostra vera edificazione che avrà compimento nella vita eterna, non del mero soddisfacimento mondano/sensuale che, nella sua finitezza, sarà sempre “perfettibile” e per sua stessa natura, cadùco. Purtroppo in molti “scopano il mare” con carità e opere buone (lodevolissime, per carità) dimenticandosi del nostro primo dovere e fonte di Redenzione.

  5. Anche io ho percorso questa strada. Prima ho frequentato GS poi CL con la scuola di comunità. Ho riscontrato col tempo la fede negli umili e le vuote ed astruse parole nei “sapienti”. Poi il mio re-incontro con la Tradizione e la Messa antica che da bambino aveva impresso un segno indelebile nella mia anima. Da allora è cominciata la difficile salita sull’“erto colle” fatta di derisioni, allontanamento di amicizie, minacce di scomunica, talvolta insulti. Sono riuscito comunque a vivere serenamente questa scomoda situazione, avendo la profonda convinzione di aver scelto irreversibilmente il Vero. Discorrendo talvolta con i “vecchi” compagni che non rifiutano il confronto, riesco il più delle volte a metterli in crisi, dato che a conclusione del discorso mi salutano dicendomi “tu mi fai pensare!”. Partecipo quando posso alle celebrazioni della Santa Messa V.O., ma continuo a frequentare anche la N.O. perché ho scoperto che molti sacerdoti sono perfettamente consci dello stato attuale delle cose. Me lo comunicano in segreto, nel confessionale, ma solo quando sono riuscito a perforare la loro corazza di obbligato conformismo. Questi sacerdoti hanno paura di esporsi perché mi dicono che le “orecchie di Dionisio” sono dappertutto. Allora io prego perché lo Spirito Santo dia loro il coraggio di salire sui tetti per proclamare finalmente a tutte le genti la vera parola di Cristo Signore.

  6. Vorrei consigliare a Federico e Lorenzo di rintracciare in qualche cineteca il bel film di fantascienza anni ’50 “L’invasione degli ultracorpi” : dopo averlo visto, ed averci riflettuto un poco, capirebbero subito il perché i loro amici e conoscenti li emarginano quando sentono che esprimono simpatie per la Chiesa preconciliare e per la messa VOM. In realtà quegli amici e conoscenti sono come la gente di quel film, persone “possedute” dagli ultracorpi (in realtà replicata da dei grossi baccelli, che si impadronivano delle loro menti e si sostituivano a loro, in tutto identici, dei veri cloni), che cercavano di far addormentare chi ancora non era posseduto per farlo diventare come loro. Mutatis mutandis (ogni riferimento alle mutande è puramente casuale, e non legato alle preferenze dell’attuale clero), questi amici, e questi preti modernisti, questo cercano di fare : vi sconsigliano di leggere cose cattoliche, che li farebbero apparire per quello che sono (traditori di Cristo) e cercano d coinvolgervi in una ebetica adulazione del tiranno e delle eresie del CV II.

  7. Schiaccia e schiaccia… sono 50 anni che schiacciano… e non hanno concluso niente…. hanno fatto solo schifo.

    Le hanno provate tutte ma nonostante la persecuzione e diffamazione sistematica la religione cattolica vera esiste e resiste, evidentemente
    lassù qualcuno ci aiuta.

  8. Ebbene si’, e’ la prima volta che leggo di due distinte religioni, ed e’ vero, ma nessuno aveva avuto il coraggio di dirlo con chiarezza. La nuova fede sara’ una fede senza croce e non escludo che sia il papa stesso a dire che non e’ cristiano ostentarla. Del resto, la sua, gia’ la nasconde. La gente ama questo papa e confonde lo Spirito Santo con la televisione e la chiesa con lo stadio per la partita di calcio la domenica. Del resto Bergoglio, lo ha detto lui stesso, non appartiene ad un dio cattolico..

  9. Mi sono avvicinata alla Tradizione dapprima gradualmente, dentro un disagio che andava aumentando assistendo alle celebrazioni eucaristiche NO e alla vita parrocchiale, finché ho avuto una brusca accelerazione quasi 4 anni fa dopo un certo ‘Buonasera’. Lo strazio nel vedere la situazione in cui versa la Chiesa – la cara madre Chiesa alla quale devo tanto – è grande, ma al tempo stesso mi sento anch’io pacificata, come ha ben detto Gnocchi ‘quando … ho accettato la realtà per quello che è’ ; personalmente potrei aggiungere: soprattutto grazie al praticare la fede con maggior fervore rispetto a prima, non per mio merito, ma perché il Signore è stato buono con me.
    Sentite questa frase di S. Antonio abate, trascrittta non so quanto tempo fa su un foglietto e ritrovata ieri mentre facevo pulizia:
    “Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno e al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: tu sei pazzo! a motivo della sua dissimiglianza da loro”.
    Sursum corda!

  10. La testa e il cuore sono la bussola per ritrovare la Vera Casa della nostra Fede. Se ascoltando alcune omelìe o preghiere dei fedeli ci viene l’orticaria, facciamoci delle domande! Se i battimani e le schitarrate a Messa ci stonano, facciamoci delle domande! Se le sparate e gli atteggiamenti di sua santità ci fanno usate le minuscole, facciamoci delle domande! Se agli usurpatori della Chiesa Cattolica vorremmo gridare “bergogna!”, ricordiamoci sempre che dai frutti si riconosce l’albero.

  11. Capisco molto queste lettere. Con un amico con cui condividevo la fede da quando è arrivato questo Papa si sono create divisioni, ho litigato e mi ha chiesto esplicitamente di non parlarne più anche se non ha argomenti validi per giustificare la sua posizione; per lui il papa non si tocca, punto e basta. Vede anche lui che c’è qualcosa che non va, ma non ha probabilmente il coraggio di prendere una decisione. Il risultato è che quando esco con lui e altri si parla poco di fede rispetto ad un tempo.
    Non avrei mai detto che si sarebbe arrivati ad una situazione del genere, pensavo che i cristiani sarebbe sempre più diventati di meno ma con a capo un Santo Papa, ma invece…
    Sono mortificato ma offro al Signore le mie sofferenze.
    Tempo fa in confessionale dissi al sacerdote, tra gli altri peccati, che mi ero risentito del papa e lo avevo criticato; è stato come se avessi detto un peccato gravissimo, mi fece una romanzina di qualche minuto, era visibilmente arrabbiato anche se cercava di contenersi,ricordo che mi disse tra l’altro anche “chi sei tu per giudicare il Papa?”…

    1. Caro Daniel, come ho già detto ad un’altra amica del blog che aveva avuto un’esperienza simile ala tua durante una confessione, non è il caso di dare ascolto a preti di questo tipo, è meglio cercarsi un vero confessore cattolico,a magari dai sacerdoti della FSSPX. Io li evito, i preti di quella fatta, perché non riuscirei a trattenermi dal dirgliene quattro . Loro vogliono convincerci a seguire quel falso papa servo della massoneria e non di Cristo, un furbo ingannatore delle masse (fino a che Qualcuno non lo fermerà).

    2. Caro Daniel,

      Criticare Bergoglio non è un peccato: chiunque è aggiornato sui fatti non solo può ma DEVE farlo: non si può lasciare che scandalizzi in continuazione i cattolici facendo finta di nulla.

      Il suo amico mette prima l’autorità rispetto alla Verità (ammesso ma non concesso che un eretico come Bergoglio sia veramente Papa): di persone così è pieno il mondo, invece coloro che hanno il coraggio di dire la verità sono piuttosto rari e danno molto fastidio al Principe di questo mondo e a tutti coloro che gli si sono (volontariamente o meno) asserviti, a coloro che amano il quieto vivere, ai conformisti, ai papolatri e a tutti quelli che preferiscono non pensare troppo (o, almeno, non pensare troppo alle cose che contano veramente).

      E’ meglio non parlare di Bergoglio nei confessionali: la maggior parte dei sacerdoti sono ormai inaffidabili, usiamoli per confessarci e per avere messe e Sacramenti ma non riponiamo in loro nessuna fiducia, a meno che non se ne dimostrino degni.

  12. A Federico e Lorenzo voglio solo dire di non meravigliarsi più di tanto. Ne parlo continuamente con il mio parroco, un brav’uomo e ancora sensibile a certi problemi, ma conforme all’andazzo per ovvi motivi. Gli ho regalato, recentemente, l’opera di Monsignor Delassus e di don Julio Meinvielle e sono certo che ne farà tesoro. Aggiungo che ho capito gli intenti di Papa Francesco dal momento stesso della sua apparizione in San Pietro, dopo la sua elezione, dato che ero presente in piazza quel 13 marzo di tre anni fa, non perché la sapessi più lunga di tutti ma semplicemente dai suoi primi comportamenti; dal piegarsi alla folla per essere benedetto ho beneficiato da preghiere. Mi sono detto: bene, ecco il ‘martinismo’ trionfante! Infatti, cari Lorenzo e Federico, non si può capire Papa Francesco se non si comprende cosa accadde nell’aprile del 2005, durante il Conclave che ha eletto Ratzinger, e chi erano gli esponenti di quella banda di ‘spacciatori’ di eresie comandata dal pseudo ex arcivescovo mediolanense.

  13. Luca Checcucci

    Cerchiamo di non prenderci in giro e diciamo le cose come sono. La Chiesa di oggi e la stragrande maggioranza dei cristiani, a differenza di quanto disse Gesù agli apostoli, sono nel mondo e si sentono del mondo. Ma il mondo si sa ha un padrone, il suo principe che è satana. Ed allora non si può essere del mondo e di Dio contemporaneamente, non si può servire due padroni, non si può amare Dio e mammona.
    Questa Chiesa si preoccupa solo del sociale, perché dà all’ intendere che il suo scopo sia quello di organizzare e migliorare questa vita ai suoi fedeli. E questo papa ne è l’alfiere più sfrontato. Riassumo quello che è stato detto sopra con una frase semplice: non si può pretendere di godere sia questa vita che quell’altra, perché se amiamo Dio sopra ogni cosa, questa gliela dobbiamo sacrificare. “Prendete la vostra croce e seguitemi”. È dura da digerire ma è così. Seguiamo con fede la nostra Speranza e non ci lasciamo infinocchiare da chi ci vuol farci salire sul carro del bestiame, fosse anche il papa.

  14. Sto vivendo anch’io come voi questa situazione di grande sofferenza. Ha portato divisione in famiglia, solo con mio marito riesco ancora ad affrontare certi argomenti; con gli altri non si può:o Non si parla o si accenna appena e poi mi si dà ragione con sorrisi di compatimento come si fa con una persona anziana o demente. Ho parlato con il mio confessore addirittura con il vescovo,ma(a parte il mio confessore che è un uomo santo e per questo è stato “sistemato “in un santuario isolato )è come confrontarsi con un muro di gomma. E così nel gruppo di preghiera ecc….che Dio ci aiuti!

    1. @ Bea : “è come confrontarsi con un muro di gomma” : ed è giàà tanto che non cerchino di farle il lavaggio del cervello ad ogni costo, cara Bea. E’ l’efetto della c.d. “invasione degli ultracorpi”, di cui parlavo nel mio commento di ieri sere alle 21:19, citando un bel film di fantascienza degli anni ’50 che mi è rimasto impresso nella memoria (sono stato un grande fan della fantascienza anni ’50-’60). Le persone invase da questi strani ultracorpi (all’epoca erano gli alieni, oggi sono gli angeli caduti che hanno trasmesso lo spirito del CV II) non ragionano più con la loro testa, hanno messo il cervello all’ammasso su invito della massoneria (vedasi Omissis e il clero in genere), commiserano o considerano strani e stolti quelli che non sono come loro. Non possiamo farci niente, se non pregare per il loro rinsavimento e, nel frattempo, evitarli o evitare certi argomenti con loro (io con i preti parlo solo del tempo e del traffico, si figuri…).

  15. Cari amici, vi invito a leggere questo interessante articolo di Maurizio Blondet dal significativo titolo: “Francia: Cattolici ringiovaniti. In rito antico”. E’ sbalorditivo come il pur esiguo numero di cattolici praticanti (il 5% della popolazione) stia mostrando una sempre più evidente preferenza per la Messa in latino secondo il rito antico. Ed è ancora più incredibile e sbalorditiva – se si pensa che in Italia la celebrazione del rito antico è rarissima- la grande diffusione delle Messe in VO, così come si può notare nella mappa allegata.

    http://www.maurizioblondet.it/francia-cattolici-ringiovaniti-rito-antico/

    1. Cara Tonietta, tra i commenti all’articolo di Blondet ce n’è uno che ha catturato la mia attenzione: “vi prego, non fate vedere quella cartina a Bergoglio”! Eh, altro che Francescani dell’Immacolata, gli occorrerà scatenare una guerra europea, una guerra su vasta scala.

  16. Al termine idolo “inclusivo” noi cattolici dobbiamo contrapporre il termine “divisivo” perché la Verità in questo mondo macchiato dal peccato è di per sé divisiva. “non sono venuto a portare la pace, ma la divisione”. La divisione nasce dalla guerra già vittoriosa tra il bene e il male. Nel mondo sembra prevalere il male ma occorre essere fedeli al bene che ha già vinto e che avrà il suo sigillo al momento del giudizio individuale e Finale. Per cui chi è nella Verità è unito a Dio e di conseguenza ai fratelli nella Fede, ma chi è nella menzogna è diviso da Dio e dal prossimo. Quindi, la Divisione di cui parla Gesù è quella che nasce dalla Sua Stessa Persona Via Verità e Vita chi Lo riconosce e chi non lo riconosce; da questo ci sarà la divisione finale come è ben descritto nel Vangelo: Lui stesso separerà le pecore dai capri.

  17. da ciellino ben comprendo lo sfogo di federico. la deriva del movimento è sotto gli occhi di tutti gli aderenti che non abbiano il paraocchi griffato cl. leggere il documento del movimento sul referendum. ipocrisia allo stato puro!

  18. Grazie dott. Alessandro Gnocchi per questo articolo in cui mi ritrovo appieno ( come in tutti del resto) ma qui Lei rincuora chi si sente ,ed e’ totalmente emarginato sia nel vedere lo stato in cui versa la Chiesa, sia nei pensieri che vengono assistendo alla Messa N.O e non se ne parla poi se solo si “accenna” con un qualunque fedele anche solo una perplessita’ su questo andazzo e….peggio ancora una pur minima e flebile contraddizione verso il Papa !!!!! La prego non ci abbandoni……siamo un esercito silenzioso di emarginati messi a tacere in malo modo …pure dagli amici!!!! Il Signore La protegga e sostenga sempre!!!!!!!!!! Buone festivita’!!!

  19. Stefano Mulliri

    Leggendo la lettera che ha mandato Federico T, mi impressiona il fatto che, addiritura all’interno di un movimento ecclesiastico quale è C.L., si vede come fumo negli occhi una Messa, che dopo tutto è: La Santa Eucarestìa di sempre. Si parla addiritura di reazioni ( e io aggiungo scomposte)…. e roba da matti, da vergognarsi che si storca il naso al solo sentir parlare del Santo Sacrificio, nel modo in cui lo hanno celebrato grandi Santi, non ultimo il grande San Padre Pio. E la maggior responsabilità di questa tragedia c’è l’hanno gli adoratori del CVII. Qualche anno fà, quando mi ero appena riavvicinato a i sacramenti, parlando con un sacerdote, gli chiesi il perchè non si celebrasse più spesso la Santa Messa in rito antico, e lui mi rispose testuale ” perchè sarebbe uno spettaccolo” ora io ignoro totalmente il motivo della sua risposta, e quindi non esprimo giudizzi in merito, però il fatto stà che, alcuni la vedono come fumo negli occhi e io francamente, non riesco a capirne il motivo.
    Siano lodati Gesù e Maria.

  20. Io sono stata mandata via da un Gruppo di Preghiera dedicato alla Madonna di Medjugorje.
    Ho saputo che il sacerdote che guida questo gruppo sta partecipando a degli incontri in Duomo (nella mia città) con esponenti di altre religioni (protestanti, ebrei, arabi).
    Questo sacerdote adotta il secondo nome “Maria” e si veste con l’abito talare.
    Io penso che la Madonna stia cercando apostoli coraggiosi che dicano le cose come stanno, mi sembra però che siamo in pochi ad averlo capito.
    Molte persone, probabilmente in buona fede, pensano si debba ubbidire al Papa ed alla Chiesa ad ogni costo: non comprendono che siamo in tempi eccezionali e che stanno accadendo cose eccezionali.
    Grazie Signore perché ci sorprendi sempre. Tu solo sai fare nuove tutte le cose. Grazie perché vuoi apostoli coraggiosi. Vieni Signore Gesù.

    1. Io il mio gruppo l’ho abbandonato perché tra una decina e l’altra si meditavano ormai solo passi delle omelie di Bergoglio e andavo in confusione. L’ho abbandonato con dolore perché in quel gruppo c’erano sacerdoti e persone sante. Però ho assistito anche a sorprendenti ramanzine o discorsetti di propaganda sul “vero fine” del “papa” quando faceva questa o quella cosa particolarmente inaccettabile.

  21. Saluto desde Spagna. Excusi, scrivo un mal italiano: mi sembra que lo que dr. Gnocci dice in questo bravo artículo se puo riassumere en questa frase:
    En una época de relativismo, la única rebeldía posible que nos queda es la ortodoxia.
    Grazie per su “Fuori Moda”.

  22. Le persone nelle grandi città o agglomerati urbani sono avvantaggiate, ma noi poveri fedeli che viviamo nei piccoli centri che dobbiamo fare?
    Ho chiesto al mio parroco, se volesse fare una mesa tradizionale, mi ha risposto “Che la faccio a fare? tanto i fedeli non capirebbero niente”.
    Beati voi…noi dei piccoli centri, siamo proprio abbandonati al nostro destino, e alla curia non gliene frega niente.
    Che Dio sia con Voi.

  23. Bellissimo articolo, anche se noi dei piccoli centri non abbiamo alternative, la situazione sta diventando insostenibile

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