“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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In un momento così drammatico, confuso e privo di punti di riferimento, la carità più grande che si possa esercitare è quella della chiarezza. E la chiarezza è sempre divisiva Per quanto riguarda la fiducia da accordare nonostante tutto a questo Papa e circa la necessità di mettere in evidenza le cose buone che saltuariamente dice, penso di essermi già espresso. Non vedo un motivo sufficiente per avallare il disegno di chi intende distruggere la Chiesa fondata da Nostro Signore, magari affettando un rispetto esteriore da ritirare in foro interno grazie alla riserva mentale.

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

 PD

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Giovedì 19 maggio 2016

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È pervenuta in redazione:

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Caro Alessandro,

perdoni la confidenza se la chiamo per nome, ma lei per me e penso per tanti lettori è un amico. Seguo sempre la sua rubrica e mi trovo quasi sempre nelle sue affermazioni. Però ultimamente mi pare troppo severo e così si rischia di creare divisioni anche tra noi tradizionalisti. Forse dovremmo guardare le cose con un po’ più di fiducia anche riguardo a questo Papa. Mi rendo conto che ha fatto un sacco di discorsi che hanno portato confusione, ma alle volte sembra che non vogliamo vedere le cose buone che ci dice, come ultimamente l’invito a non fare l’errore di amare gli animali più dei propri parenti, delle persone che abbiano vicino. Per quanto riguarda la questione del diaconato femminile, poi, mi pare che sia tutta colpa dei giornali. Il Papa ha detto solo che non sarebbe contrario e che la cosa va studiata. Insomma, vedremo e può darsi che la storia della Chiesa ci riservi delle sorprese. Concludo con una domanda diretta: con le sue prese di posizione non pensa di essere divisivo?

La ringrazio e la saluto

Augusto Broglia

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zrbrpsCaro Broglia,

rimando volentieri alla prossima settimana la preannunciata puntata sul “che fare” per rispondere alla sua lettera. Lo faccio perché quanto dice riassume l’umore di un certo mondo, che per comodità possiamo chiamare tradizionalista, in cui non si è ancora compreso quanto sta accadendo fuori e soprattutto dentro la Chiesa.

Partiamo dunque dalla domanda finale, che pare essere diventata la madre di tutte le domande e il padre di tutti gli argomenti. Caro Broglia, io ho passato l’adolescenza, la giovinezza e buona parte dell’età adulta spiegando che l’accusa di essere fascista non mi turbava per nulla, anzi; si figuri se mi mette in difficoltà quella di essere “divisivo”. Certo che penso di essere “divisivo”, e le dirò di più: ritengo sia mio dovere esserlo.

In un momento così drammatico, confuso e privo di punti di riferimento, la carità più grande che si possa esercitare è quella della chiarezza. E la chiarezza, caro Broglia, è sempre divisiva. Ricordi che cosa dice Gesù nel Vangelo di San Luca: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”. Se considera le circonvoluzioni e gli artifici dialettici con cui tanti misericordiosi esegeti hanno tentato di sterilizzare questo concetto, si renderà conto di quanto sia fondante nella sua inequivocabile chiarezza. La verità unisce solo coloro che la riconoscono e la fanno propria, pur con tutte le debolezze di una natura ferita.

Lei mi dirà che qui si tratta solo di diverse visioni strategiche, di differenti impostazioni tattiche che sono tutte volte a conquistare il maggior numero di persone possibile a Cristo. Ma, caro Broglia, allora pongo io una domanda a lei: se è solo una questione di strategia e di tattica, perché sono io il “divisivo” e non chi la pensa diversamente da me?

Come le dicevo, mi lascia indifferente questo marchio d’infamia, che bolla il peccato peggiore secondo la Chiesa del Terzo Millennio. Diciamo che trovo penosi quei tradizionalisti che, secondo il mantra di Giovanni XXIII, vanno in cerca di ciò che unisce invece di ciò che divide allo scopo di “essere in tanti per contare di più”. Ma non è questo il punto. Se ne facciamo una questione di accademia, e se mi permette un bisticcio di parole, la “divisività” andrebbe divisa in parti uguali fra chi la pensa diversamente.

Il problema vero sta nel fatto che, quando ci si affida a tattiche e strategie allo scopo di “essere in tanti per contare di più”, si finisce irrimediabilmente per annunciare alle genti le tattiche e le strategie invece della Verità, si concede volentieri al mondo l’oscuramento del Crocifisso in cambio di un plotoncino di nuovi adepti. E stia pur certo, caro Broglia, che quando si comincia velando il Crocifisso in pubblico, si termina sempre per metterlo in un angolino oscuro anche in privato. Perché, anche nel segreto della propria stanzetta, davanti al Crocifisso si temerà di essere divisivi persino con se stessi e si preferirà trovare qualcosa e qualcuno di più pacificante.

Di solito, a questo punto, gli “unitivi”, se mi concede il termine, calano l’asso, l’argomento finale: la divisione è frutto del demonio. Francamente, comincio ad avere la nausea di certe vestali dell’unità tradizionale pronte ad accusare di collusione con il demonio chiunque la pensi diversamente da loro. Anche in questo caso, vale il ragionamento enunciato poco sopra: non pensano, queste angeliche vestali, che potrebbero essere loro stesse strumento del demonio visto che sono parte attiva di una divisione? Evidentemente no, ma anche questa è pura accademia. Il fatto più grave è che, distribuendo con generosa e angelica perfidia l’accusa di “diaballismo”, cioè di divisività dovuta al demonio, queste sacre vestali intendono dosare la facoltà di parola fra gli interlocutori e mettere fuori gioco chiunque dissenta dalla linea dettata da loro stesse, o da chi per loro. Di solito, lo fanno discretamente, in privato, sussurrando e suggerendo. Per non essere “divisivi”, naturalmente.

zzzztutti_insiemeE così, caro Broglia, si comprende che, come accade sempre, dalla teoria, si arriva alla prassi. Dietro a povere desistenze sulle questioni di principio, si manifesta sempre la difesa di piccole e grandi rendite di posizione messe in pericolo dalla sconsiderata insulsaggine dei “divisivi”. Diffidi, caro Broglia, di chi cerca ciò che unisce invece di ciò che divide, perché ha sempre qualcosa o qualcuno da preservare. È riflettendo su questo risvolto che mi sono reso conto della vera radicalità del “Beati i poveri”: chi non ha nulla da difendere è sempre più libero di seguire la Verità.

Per quanto riguarda la fiducia da accordare nonostante tutto a questo Papa e circa la necessità di mettere in evidenza le cose buone che saltuariamente dice, penso di essermi già espresso. Non vedo un motivo sufficiente per avallare il disegno di chi intende distruggere la Chiesa fondata da Nostro Signore, magari affettando un rispetto esteriore da ritirare in foro interno grazie alla riserva mentale. È uno sport che lascio volentieri ai poveri clericali che popolano anche le contrade della tradizione. Ed è uno sport pericoloso perché anche il poco di buono che esce dalla bocca di Bergoglio è sporcato dal pensiero da cui promana: in quanto strumentale a un disegno anticristico, è di fatto cattivo.

Di ossequio in ossequio, caro Broglia, si finisce per accettare tutto quanto passa Santa Marta, diaconato femminile compreso: che solo l’ingenua furbizia dei tradizional-clericali non riesce a vedere come anticamera del sacerdozio esteso alle donne. Vedrà caro Broglia, in attesa che Bergoglio “ne faccia una veramente grossa davanti alla quale non si può tacere”, finiranno per ingoiarsi anche quello. E magari saranno pure contenti se qualche brava donna timorata e tradizionale si metterà i paramenti sacri del barocco più lussuoso per dire Messa. Perché, spiegheranno con fare condiscendente, “così possiamo cambiare le cose dall’interno”. E guardi che non è fantaecclesiologia, è solo l’applicazione al futuro prossimo venturo dello schema strategico e tattico adottato fino ad ora “per essere in tanti e contare di più”.

In conclusione, una noterella sul fatto che “è sempre tutta colpa dei giornali”, i quali, in questo caso, avrebbero trasformato in dogma una semplice affermazione estemporanea sul diaconato femminile. La realtà, caro Broglia, è che questo è già un dogma dell’anticristica neochiesa della Casa Comune guidata da Bergoglio: i giornali hanno compiuto il loro dovere ratificandolo e diffondendolo solennemente nella forma connaturale alla neochiesa: quella di enciclica mediatica.

Il diaconato, e poi il sacerdozio, femminile non è ancora ufficialmente dogma della Chiesa cattolica, di cui pure Bergoglio è recalcitrante e quasi invisibile capo, ma è solo questione di tempo. I dogmi proclamati dalla neochiesa anticristica sono proclamati per corrodere quelli della Chiesa fondata da Cristo e, bisogna riconoscerlo, svolgono efficacemente il loro compito. Tramite i mezzi di informazione, lavorano su un ceto di pastori e di fedeli disposto a qualsiasi nefasta innovazione, che a volte, anzi, pratica già da tempo e per la quale attende solo una ratifica. Non possono fallire.

Vedrà caro Broglia, al momento giusto arriveranno anche le donne prete e nessuno avrà nulla da dire. A parte i “divisivi”.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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44 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Ma, signor Augusto, lei pensa che Cristo sia sceso in terra per unire o per dividere? Non si ricorda le Sue parole a proposito della divisione che il Suo Vangelo avrebbe portato nel mondo, anche all’interno delle stesse famiglie? L’unione non può basarsi sulla menzogna, sull’inganno, bensì sulla Verità tutta intera, e questa per noi cristiani è una persona, la 2^ persona della SS.ma Trinità. Cristo viene prima di tutto, di Bergoglio, del CV II, del quieto vivere, della carriera, ecc. Il c.d. “rispetto umano” è sempre stato condannato dalla Chiesa Cattolica, ovviamente quando implica il rifiuto di testimoniare la Verità, di seguire Cristo e non il mondo (comunismo, massoneria, lobbies Lgbt, ecc.), di ammonire i pubblici peccatori impenitenti (se Bergoglio lo avesse fatto con Pannella, forse avrebbe potuto salvargli l’anima, ma non lo ha fatto), di invitare alla conversione i non cristiani (altro che incitamento alla conquista, alla violenza).

  2. Caro dott. Gnocchi, concordo pienamente. La sua risposta è stata molto esauriente.
    Aggiungo solo che i tempi sono veramente difficili, anche i più buoni possono essere tratti in inganno. Il demonio è molto astuto, sa travestirsi da angelo di luce e far passare per bene ciò che è contrario. Se pensiamo alle tentazioni cui fu sottoposto Gesù, notiamo che sono molto fini. Anche basate sulla Sacra Scrittura, così da farle sembrare buone e quasi avallate da Dio. Il demonio sapeva bene che con Lui non poteva far leva sugli istinti più rozzi e bassi, allora ha elaborato un pensiero fine. Ma Gesù ci ha dato l’esempio di come vincere queste tentazioni: preghiera, penitenza, deserto, tanta umiltà di fronte a Dio. Poi non siamo soli: abbiamo i sacramenti, la Tradizione, la Sacra Scrittura. Abbiamo una Madre, che non ci lascia soli nella lotta e ci indica la strada. E abbiamo la certezza che alla fine la Verità trionferà.

  3. Nel clima confuso e nebuloso instaurato dal vdr è normale che il suo portavoce P.Lombardi si esprima così per la morte di Pannella? : “«Lo ricordo con stima e simpatia, pensando che ci lascia una eredità umana e spirituale importante, di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri e in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà […] di lui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause […] il rispetto per tutte le persone i cui diritti sono violati o conculcati».
    EREDITA’ SPIRITUALE, IMPEGNO PER NOBILI CAUSE, RISPETTO PER I DEBOLI E PER TUTTE LE PERSONE I CUI DIRITTI SONO VIOLATI. Ci vuole un bel coraggio, anzi, una bella faccia tosta dire questo di uno che dei diritti delle persone più deboli e indifese, come sono quelle ancora nel seno delle loro madri, se n’è sempre spudoratamente infischiato facendosi per giunta paladino di leggi omicide che gridano vendetta al cospetto di Dio.

      1. Caro Raffaele,come si può fare a pezzi un figlio?Io persi l’ultimo (il quinto) al primo mese di gravidanza (forse per la superficialità dei medici che senza un minimo di ecografia e solo per l’emorragia in atto, mi praticarono un immediato raschiamento). La vicenda mi recò un così grave dolore che ancora adesso, nonostante siano passati 23 anni, al solo pensiero,mi rattrista profondamente. Allora mi ferirono molto le parole di rimprovero di un dottore in visita al reparto per aver io osato avere un altro figlio a quarant’anni passati. Ho realizzato dopo diverso tempo che forse quel bimbo poteva essere salvato e che questa smania di “cancellare” anche il minimo spiraglio di vita,nel mondo di oggi (che non è l’oggi attuale, ma anche quello di ieri) appartiene a molti di quelli che invece dovrebbero adoperarsi per conservarla. Occorre estrema vigilanza, anche quando si è frastornati. Ché il mondo ci è contro, il bene è nascosto e gli evangelizzatori sono presi da estrema e micidiale stanchezza

    1. Concordo in pieno con la sua osservazione. Possibile che il rispetto che pur si deve a un defunto impedisca di dire chiaramente che quel defunto, da vivo, ha compiuto atti vergognosi e contro l’umanità? Divorzio e aborto (e eutanasia, ecc ecc) conquiste civili? Ma per favore… Ce lo siamo sorbiti da vivo, evitiamo almeno noi cristiani (pronto, padre Lombardi, presidente(?) Mattarella, sig. papa, c’è qualcuno in casa?) di santificarlo da morto

  4. tutti i pennivendoli ora esaltano Pannella come un grande. Secondo me e’ stato uno dei personaggi piu’ negativi dell’Italia. Ha lottato perche’ bimbi innocenti possano essere eliminati nel grembo materno, a favore degli invertiti (egli stesso aveva relazioni omosessuali), era alleato di Soros e di tutti coloro che volevano scristianizzare l’Occidente, infine ha mangiato veramente tanti soldi pubblici, arricchendoli con la politica, abitava in uno dei posti piu’ privilegiati di Roma. Possibile che nessuno dica le cose come stanno?

    1. Qualcuno c’è ancora, ma è gente divisiva….. chissà se a pannella nel giudizio particolare sarà imputata la divisivita o lo spregio per Cristo Signore.

      1. Il sangue di Abele innocente e il peccato dei sodomiti gridano verso il Cielo, checché ne dicano quelli non “divisivi”.
        Il defunto Pannella ha propagandato oltre ogni misura, fra gli altri, questi abomini.
        Finché fu in vita, era un avversario da combattere per le sue scandalose idee e azioni.
        Ora che ha sperimentato l’incontro faccia a faccia con nostro Signore, non rimane che pregare per la sua anima, senza presumere nemmeno per un attimo di essere più meritevoli di lui.

  5. una sola fede

    Dopo il tardivo – a dir poco – pronunciamento (anche se netto) sulla legge sulle “unioni civili” adesso Bagnasco torna al consueto stile politico:

    “Ora il presidente Cei BAGNASCO precisa: “NON SONO ENTRATO NEL MERITO, ho solo riferito ciò che noi sacerdoti e vescovi raccogliamo nelle strade e tra le case. E le preoccupazioni che la gente ci segnala sono altri”. Li elenca, quelli che ritiene i “VERI PROBLEMI DEL PAESE”: la mancanza di occupazione per i giovani e la perdita del lavoro per gli adulti, l’assenza di una equità fiscale per le famiglie con figli a carico, che causa denatalità. E poi il diffondersi del gioco d’azzardo.
    Bagnasco aggira le polemiche anche sulla possibilità per i sindaci di rifiutarsi di registrare le unioni civili, RIMANDANDO alle parole del Papa che, in un contesto generale, aveva rivendicato l’importanza dell’obiezione di coscienza”
    http://www.repubblica.it/vaticano/2016/05/19/news/bagnasco_cei_unioni_civili_lavoro_otto_per_mille_vescovi-140138975/?refresh_ce

  6. Come si possa anche solo pensare di spezzare una lancia a favore di Bergoglio dopo le innumerevoli eresie, i 2 mutu proprio e l’Amoris laetitia è una cosa che non capirò mai!
    E’ un non cattolico che sta’ cercando di distruggere la Chiesa Cattolica….è così difficile da capire?

  7. Davvero invito tanti amici della tradizione a rileggersi bene queste considerazioni di Gnocchi. Anche fra le menti più eccelse, fra gli intellettuali più attivi e di ottima dottrina, di buoni insegnamenti, di approfondita ratio, ci riflettano. Siano attenti a questi tempi, in cui l’ansia del fare, l’ansia dei numeri, l’ansia dell’apparire… porta a cattive azioni, a cattivi pensieri e magari a qualche avventata maldicenza. Abbiamo un gran bisogno di lasciare ciò che ci preme per mettere al centro il seme della fede e difenderlo, anche quando e se ci può costare un apparente fallimento, un passo indietro o un bell’atto di umiltà. Rileggiamoci le belle LITANIE DELL’UMILTA’ del Card. Merry del Val (si trovano anche in internet)…

  8. Attento, Sig. Augusto, il suo buonismo ostinato nei confronti del personaggio biancovestito può esserle deleterio.

  9. Bergoglio e’ eretico? Dovremmo chiedercelo dopo la domanda posta dal Newsweek sulla cattolicita’ di papa Francesco. Leggendo AL sembrerebbe di si, cioe’ che sia andato ben oltre l’ortodossia. Ma AL e’ un documento ufficiale che tratta argomenti di ordine morale. Una enciclica non si puo’ interpretare, o si accetta e ci si adegua o si respinge. Qualcuno mi sa dire, pongo a lei la domanda dott. Gnocchi, se ad oggi ci sia stato qualche rappresentante del clero o ordine religioso che abbia respinto AL, senza tergiversare su possibili e inutili interpretazioni? Le critiche mosse a BXVI mi sembrano ingenerose dopo che la linea ufficiosa sia quella espressa dalla Cei dove io dico una cosa cosi’ tu puoi dire il contrario e si accontenta tutti. Il nodo resta il CVII, che lo si voglia o no, e il nodo non e’ stato ancora affrontato, perche le posizioni di BXVI hanno sortito l’effetto contrario, portando all’elezione del VdR.

    1. roberto buffagni

      Secondo me, non è esatto dire che papa Bergoglio è eretico. Papa Bergoglio è il papa di un’altra religione. L’equivoco nasce dal fatto che di questa diversa religione mancano ancora il brand e il logo, ma un po’ di pazienza: arriverà anche quello. Intanto si comincia a definire la mission (non è un refuso: volevo scrivere “mission”, secondo l’uso aziendale, non “missione” secondo l’uso ecclesiastico), a individuare il target di mercato, a rodare la pubblicità.

  10. Alessandro ha ragione su molte cose ma affinché la verità sia intera bisogna dire l’altra metà: la “setta dei migliori” non è la soluzione. In altri articoli sembra quasi dire che occorre essere separati dalla Chiesa per dire la verità, o essere cristiani.
    Tutti quelli che l’hanno fatto hanno presto abbandonato la dottrina cattolica per le credenze più strane, dai Vecchi Cattolici che ormai non hanno nulla di cristiano ai Gallicani che celebrano messe per gli animali.
    Altro effetto è la continua divisione tra i tradizionalisti, proprio come i protestanti, basti vedere la FSSPX che ormai si divide ogni settimana per l’effetto di continue dispute (ma non hanno la verità loro)?
    Questa non è una difesa di Bergoglio e di certo clero, ma solo l’osservazione che la soluzione non è così facile come Alessandro sembra prospettare.

    1. mi associo a quanto dice Finnegan, essere la “setta dei migliori” non fa parte del dna della Chiesa cattolica. Non si puo’ combattere un’eresia con un’altra eresia o spingendo verso uno scisma. E soprattutto si puo’ dire la verita’ senza questo zelo pieno di rancore, che non mi sembra cristiano, credendo fermamente che “non prevalebunt”! Anche se i vertici della Chiesa sono nell’errore da 50 anni, essendo la Chiesa di origine divina, non verra’ certo abbandonata, ad un papa succede un altro papa, e così via. Quando Dio dispone, la Chiesa risorge a va avanti, non siamo così disfattisti! Tutto il mondo intorno a noi precipita nel caos, almeno noi manteniamo i nervi saldi!

  11. Silvia Elena Masetti

    L’ Amore verso Dio praticato in Chiesa, sembra più un desiderio legato alla trasgressione, che la volontà di creare nel tempo un legame stabile di indipendenza interiore con Dio.
    Qui si confonde un desiderio, un sentimento, un’attività lavorativa, la scarsa chiarezza genera malintesi sulla figura vera di un Papa. Un Papa deve saper separare un rapporto “professionale” dall’Amore verso Dio, che è abbandono senza remore. Altrimenti è meglio non avventurarsi mai in terreni deludenti, che oramai sono talmente gravi che procurano solo guai e disistima. Il Papa è come noi, con virtù e debolezze. E assurdo pretendere che cambi la Chiesa secondo i nostri desideri. La verità è che la gente vuole essere lodata e non soddisfatta del suo ben operare. Così abbiamo un Papa laico.

  12. Sia lodato Gesù Cristo.
    Buongiorno a tutti, la cosa, che secondo me è discustosa è che alle falle si mettono rattoppi peggiori delle falle stesse. In pratica si fa passare per bello e buono tutto ciò che effettivamente è un rimedio ad errori e disastri compiuti. Diaconato femminile, preti sposati, laici che fanno i “preti” ecc, sono un tentativo di mettere una pezza al collasso vocazionale, alla fuga dei fedeli, ecc.. Quindi invece di correggere le cause del crollo, ossia rimettere N.S.Gesù Cristo al centro, tornare al Sacro, adorare Dio, amare Maria, applicano correttivi che vanno di male in peggio. Purtoppo l’orgoglio e la disobbedienza sono un qualcosa che non permette di vedere i propri errori e così invace di essere umili, riconoscerli e convertirsi, si fa sempre peggio. Orgoglio di non riconoscere errori e disobbedienza a Dio a non servirlo, sono la causa del disastro ma costoro non se ne curano affatto, anzi.
    Paolo
    Viva Maria

  13. Dr. Gnocchi, ottima la sua risposta al sig. Broglia, al quale voglio ricordare che i “tiepidi”, ( fra questi l’eretico bergoglio) cioè che non sanno mai da che parte barcamenarsi…
    del tipo” mha… vedremo….è possibile…meditiamo etc…etc…sono i più deleteri per il Cristianesimo, che è ( si informi) una religione virile, coraggiosa e contro corrente….
    Gesù stesso scaccio i mercanti dal Tempio… e lo fece con violenza.
    Gesù nostro Signore è Colui che non ammette compromessi il Suo si è Si (se sì) e No (se no).
    Poi le chiedo? mai possibile che non si accorto di quanto bergoglio sia del tutto inadeguato al ruolo di Padre della Santa Madre Chiesa…?
    La donna diacono? sono senza parole!!!!!!!!!!!
    Dr. Gnocchi porti pazienza… che ci vuol fare!
    Le auguro tutto il bene possibile.

    1. GIA’.. e i tiepidi li vomiterò dalla Mia bocca….
      Meglio chi si gode questo tempo (che finisce per tutti) ma … meglio ardere per difendere Gesù Cristo.

  14. Gnocchi condivido la sua risposta, in linea con quanto insegnato da Sant. Agostino. “In molti punti, gli eretici sono con me, in qualche altro no; ma a causa di questi pochi punti in cui si separano da me, non serve loro a nulla di essere con me in tutto il resto” (S. Agostino, In Psal. 54, n. 19; PL 36, 641).
    Non smettiamo, in questi tempi di apostasia, di fare sempre riferimento a quanto ci hanno insegnato e ci insegnano i Padri della Chiesa, i Santi. Grazie per il suo impegno, lavoro, testimonianza.

  15. Egregio Sig. Augusto, San Tommaso insegna, rifacendosi ad Aristotele, che la Verità è talmente forte che ogni tentativo di minarla e attaccarla è vano: una fortezza che non soccombe alle cariche del nemico. Oggi assistiamo alla costruzione del grigio, del nebbioso, dell’indifferenziato. Ma tutto ciò è pericoloso poiché la Verità è forte e intaccabile proprio perché è una. Oggi si assiste a qualcosa di diverso in quanto vogliono più verità. Ognuno ha la propria verità. Per giustificare questa presa di posizione si ricorre alla solita arma, quella dell’accusa di integralismo e totalitarismo. Non è questione di portare divisione, è solo questione se seguire la Verità o vivere nell’illusione. Quando lei sente discorsi tipo ‘ci sono molte vie diverse che portano tutte alla stessa meta’, allora si metta in allerta perché, primo, la Verità è una sola e, secondo, la parentesi inerente a questa valle di lacrime è breve e non bisogna buttare il tempo a disposizione.

  16. Nostro Signore non ha fondato tante Chiese come strumenti di salvezza ma una sola, all’infuori della quale non c’è salvezza. Non si può pretendere strade diverse con opinioni divergenti e contraddittorie inerenti alla salvezza.

  17. Concordo in toto il suo articolo Dott. Gnocchi. Anch’io avrei dato la stessa risposta sul fatto di essere divisivi. Il vero cristiano deve arrivare ad essere unito agli altri fedeli come ci ha detto Gesù “siate una cosa sola come Io e il Padre siamo una cosa sola”, ma questo non significa non essere divisivi, cioè occorre essere divisi dal male. La Verità porta sicuramente la divisione in chi non L’accetta e L’accoglie. Pertanto non è tanto il cristiano ad essere divisivo ma sono gli altri che si discostano dalla Verità. Il cristiano infatti vorrebbe portare a tutti la Fede in Gesù come Dono più grande ed essere uniti nell’Unica Verità. Ciò sappiamo non sarà possibile se tutti gli uomini non accoglieranno Gesù nella Chiesa Cattolica (quella Vera). La Chiesa non deve puntare all’audience, ma ad annunciare la Verità anche se dovessimo rimanere in pochi (il piccolo resto). Da parte mia trasformo il detto “bisogna puntare a ciò che ci unisce per risolvere(non “lasciar perdere”) ciò che ci divide”.

  18. una sola fede

    Anche Paglia “beatifica” Pannella e riesce pure nell’impresa di citare San Paolo:

    MONS. PAGLIA frequenta PANNELLA dagli anni Novanta. Nelle ultime settimane si sono visti più spesso. “A marzo ero alla Casa del Divin Maestro di Ariccia con il Papa e gli altri prelati della Curia durante gli esercizi spirituali di Quaresima – ha raccontato Paglia a Famiglia Cristiana – quando ho ricevuto una telefonata di Pannella. Voleva vedermi. Ho informato il PAPA e lui mi ha detto: ‘VAI DI CORSA’. Prendo la macchina e lo raggiungo. Lui stava a letto un po’ rattristato, ci siamo abbracciati e poi abbiamo cominciato una delle nostre chiacchierate”. Pochi gioprni fa l’ultima telefonata, ma Pannella, ormai sopraffatto dai dolori, non poteva più rispondere. “Mentre parlavo con Matteo Angioli sentivo in sottofondo i suoi lamenti – dice Paglia – IL MIO AMICO MARCO AVEVA ORMAI FINITO DI COMBATTERE LA SUA BATTAGLIA”.
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/quando-pannella-bened-papa-amo-tuo-vangelo-degli-ultimi-1261451.html

  19. Stefano Mulliri

    Questa chiesa è veramente penosa , ma non si rendono conto i pastori loro si, che stanno dividendo e disperdendo il gregge.

  20. La coerenza della Verità tutta intera è la sola via di salvezza. Altrimenti ricadiamo nel “Quid est veritas?” di pliatiana memoria. Il dott. Gnocchi crede e proclama questo, e lo fa con logica serrata ed anche con estrema umiltà, che non è l’apparente umiltà di Bergoglio e dei buonisti, ma è l’umiltà che deriva da credere, senza Se e senza Ma, in Cristo che è il Salvatore. Per chi è nell’errore, voluto o indotto, non resta che pregare, finchè vive per la conversione pur sempre possibile se viene accettata la misericordia di Dio che fino all’ultimo va in cerca dei peccatori; Dio è misericordioso! Ma non è certo riconoscibile nell’immagine dell’uomo che porta se stesso scelto come logo del giubileo.Questo logo è invece l’immagine perfetta della “misericordia” vista da Bergoglio. Per quanto riguarda unità e divisione, unire nell’errore e nel peccato non è forse esttamente il lavoro di Satana? E d’altra parte gli Eletti non sono proprio coloro che Dio sceglie dividendoli dalla pula che brucerà…

  21. Se è la verità a dividere allora che divisione sia. Se la scelta è tra Cristo e Bergoglio, allora che divisione sia. Mai col signor Bergoglio, questo pifferaio di Hamelin che raduna topi da condurre allo sprofondo. Fa anche oscillare il pendolo, dicendo alternativamente cose “buone” e cose inaccettabili, e lo fa velocemente in modo che le une si sovrappongano alle altre divenendo difficili da distinguere, e così confonde e incanta i deboli e gli stolti. Non ci sarà unità, si dovrà stare per forza da una parte o dall’altra, non si può più nascondersi nel mezzo perché questo è il tempo della prova e della scelta. Quando il grano sarà diviso dal loglio vedremo chi avrà il coraggio di rimproverare a Dio di essere divisivo.

  22. Come ho già avuto modo di dire, questa storiella del “cercare ciò che unisce anziché ciò che divide” è una delle formule più fastidiose del linguaggio “ecclesiasticamente corretto”

  23. In genere, chi dimostra di avere carattere è accusato di avere “un brutto carattere”. Allo stesso modo, chi dimostra zelo per la Fede è accusato di avere uno “zelo amaro e pieno di rancore”

  24. sia lodato G. C.

    Caro Gnocchi grazie, lei si mette in pratica il giubileo, in particolare con la seconda opera di misericordia spirituale: “insegnare agli ignoranti”.

    1. E’ MEGLIO ESSERE DIVISI, CHE SEGUIRE L’INSEGNAMENTO DI QUESTA FALSA MISERICORDIA UMANA CHE PORTA LE ANIME DRITTE ALLA DANNAZIONE ETERNA. LA MADRE DI GESU’ CI INSEGNA CHE NON C’E’ SALVEZZA SENZA CONVERSIONE. RESTANDO NEI VIZI NON CI SI SALVA……
      SIA LODATO GESU’ CRISTO

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