“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi

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… la Chiesa continua a esistere, soffre ma non soccombe: è lì, anche se appena percettibile, dietro il diabolico fondale da baraccone della Casa Comune e sbeffeggiata dal mascherone del suo Pontefice Massimo… Dobbiamo imitare Maria alla deposizione, che teneva tra le braccia il Figlio morto eppure sapeva di potergli parlare

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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PD

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Mercoledì 20 gennaio 2016

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Pubblichiamo oggi la seconda parte della risposta alla lettera del lettore Cristian, che qui di seguito nuovamente riportiamo. La prima parte è stata pubblicata martedì 12 u.s. e potete rileggerla cliccando qui. Dopodomani, venerdì 22, Alessandro Gnocchi completerà la risposta.

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Gentile dottor Gnocchi,

sono un cattolico di 40 anni un po’ confuso di fronte a una Chiesa che approva un movimento come quello neocatecumenale (e forse probabilmente non solo) e non accoglie, invece, la Fraternità San Pio X; confuso di fronte ad un Papa, di cui pur ammiro alcuni gesti di umiltà, ma di cui leggo anche frasi sinceramente sconcertanti, come ad esempio “Dio non è cattolico”, “Non m’interessa se un bambino viene cresciuto da genitori cattolici” o altro ancora. Sono al momento un po’ spaesato, devo ammettere, e quasi giunto a chiedermi se esiste ancora la Chiesa cattolica. Imbattutomi in questo sito scrivo forse per avere qualche lume in più che mi aiuti a capire in che direzione stiamo andando noi cattolici. Sperando in una gentile risposta invio cordiali saluti.

Cristian

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zrbrpsCaro Cristian,

la settimana scorsa si diceva che se “qualcosa” si muove in una direzione non può non esistere. Il problema sta nel fatto che quel “qualcosa”, ma si deve anche dire “qualcuno” dato che stiamo parlando della Chiesa cattolica, sta correndo di gran carriera verso il baratro della perdizione. Questa folle corsa, che ora suscita timore e tremore in un numero crescente di fedeli, ai suoi esordi inquietava un numero piccolissimo di anime e di intelligenze privilegiate nella vocazione al dolore. Giusto cinquant’anni fa, l’11 gennaio 1966, Giovannino Guareschi ne parlava in un articolo per “Il Borghese” dal titolo “Fiera protesta”. Erano i tempi in cui ci si sborniava fin nelle sacrestie di spirito-del-concilio, che doveva essere molto alcolico visti gli effetti, preti e laici divenuti improvvisamente adulti cantavano ovunque le magnifiche sorte progressive e senza rughe della Chiesa che aveva buttato a mare il suo passato assieme alle talari, ai paramenti, alle balaustre e alla fede in Nostro Signore… Nulla avrebbe più fermato “il tuo Popolo in cammino”, eppure, in una simile temperie, quel ferro vecchio di Giovannino vedeva ciò che sarebbe accaduto di lì a poco, anzi ciò che stava accadendo contro l’opposizione di poche lodevoli eccezioni. “In molte chiese” scriveva “il Cristo Crocifisso è stato tolto dall’altar maggiore e appeso dalla parte opposta, accosto alla porta. La ragione ‘ufficiale’ è che, essendo stata istituita al posto dell’altar maggiore la famosa ‘tavola calda modello Lercaro’, l’ex parroco, oggi Presidente dell’Assemblea, celebrando la ex Messa dovrebbe voltare le spalle al Cristo. La ragione vera è che il Cristo risulta sistemato in modo che i ‘fedeli’ gli voltino le spalle e possa rapidamente e senza scandali essere cacciato di chiesa. Stando così le cose, chi – nel passaggio dalla ex religione cattolica al nuovo ateismo cattolico – poteva, Santo e Marxista a un tempo effettuare con garbo la saldatura, se non Giorgio La Pira?”.

Era solo l’11 gennaio 1966, ma in queste poche righe c’era già tutto, l’ex religione cattolica, il nuovo ateismo cattolico, l’ex Messa, l’altare tavola calda, l’ex parroco, il Presidente dell’Assemblea. Fino all’intuizione, di raro genio spirituale, del disegno perverso con cui i “fedeli”, ormai messi tra virgolette, venivano indotti a voltare le spalle a Cristo, a mostrargli le terga, mentre sull’altare si intronizzava un suo ex ministro divenuto padrone per fare la star nello show di squadra e compasso firmato da Bugnini e i suoi fratelli.

Non si deve sentire in colpa, caro Cristian, se dentro questa Chiesa cadente prova dolore e dubbi. Assalgono ogni giorno le anime rimaste cattoliche nonostante tutto, magari senza meriti speciali ma solo perché Cristo vuole testimoni, martiri, fino a quando tornerà sulla terra a giudicare i vivi e i morti, compreso il novello Lutero seduto di traverso sul soglio di Pietro, così ossessionato dalla giustizia e dal giudizio divini, al segno di spendere invano misericordia non sua sperando di farla franca nell’ultimo giorno.

Magari si può sentire fuori posto, ma non in colpa, se vale sempre la definizione di Chiesa che San Pio X, nel suo Catechismo riassume dicendo: “La Chiesa è la società dei veri cristiani, cioè dei battezzati che professano la fede e la dottrina di Gesù, partecipano ai suoi sacramenti e ubbidiscono ai Pastori stabiliti da Lui”. In effetti, caro Cristian, con i suoi fremiti cattolici si deve sentire proprio fuori posto, perché di questi tempi diventa impossibile ubbidire “ai Pastori stabiliti da Lui” e, nello stesso tempo, professare “la fede e la dottrina di Gesù”: o si seguono i “Pastori” o si professa “la fede e la dottrina Gesù”, tertium non datur.

E qui, se mai ce ne fossimo allontanati, siamo tornati al cuore del dramma che rischia di soffocare l’anima di tanti bravi cristiani. Non sono le depravazioni, la corruzione, i soprusi, le indecenze, le ingiustizie perpetrate dagli uomini di Chiesa a fare veramente male a chi appartiene a Cristo. Non sono i corvi di Vatileaks, i monsignor Balda o i monsignor Charamsa a scuotere le fondamenta della fede. Chi sferza davvero le anime piagandole nel loro profondo è il Vicario di Cristo che conquista le prime pagine dei giornali e le aperture dei Tg spiegando che rubare è un reato dimenticando che è un peccato, che evoca l’orizzonte terreno della legalità invece di quello celeste della religione. Fa male perché dice palesemente di non credere nell’unico vero destino che costituisce gli uomini come tali fin dalla creazione, in quella vita eterna che può essere di salvezza o di dannazione e non finirà mai. Fa male perché, senza volerlo mostra il vuoto da cui sorgono i corvi di Vatileaks, i monsignor Balda o i monsignor Charamsa. Fa male perché, dietro il simulacro del santo chiamato a fondare la Casa Comune, configura una Chiesa atea, la Chiesa “nuovo ateismo cattolico” diagnosticato cinquant’anni fa da Guareschi, per cui il destino eterno di un uomo vale meno di un centesimo falso. Una Chiesa che nasconde la sua mancanza di fede dietro la promessa di un misericordioso paradiso uguale per tutti, al quale si accede direttamente dopo l’eutanasia spirituale praticata sui lettini dell’ospedale da campo. Una Chiesa che semina la sua apostasia fra i dolci declivi di un eden evergreen, in cui le sorti dei microrganismi inteneriscono il Pontefice Massimo quanto e forse più di quelle degli uomini. Una Chiesa in cui i pastori diventano predatori di dogmi, di sacramenti, di morale.

Nel torno di una prima domenica d’Avvento, hanno strappato dagli altari il tesoro millenario della Messa per sostituirlo con un orrendo aborto di bassa bigiotteria, possono dunque compiere qualsiasi nefandezza allo scopo di pascolare anime morte nelle brughiere spoglie tanto care al Nemico. Combattono Cristo in nome di Cristo, sono i padri pellegrini di una Chiesa schizofrenica e costringono i fedeli a seguirli per virtù d’obbedienza dando corpo a quello che monsignor Lefèbvre chiamava il colpo da maestro di Satana. E sono riusciti così bene nei loro intenti da poter presentare al mondo la Chiesa dei suoi sogni, una Chiesa che non gli fa guerra e anzi ne mendica la pace, che predica il contrario di quanto ha sempre insegnato, una Chiesa invertita persino nella simbologia e che, non a caso, ora esibisce due Papi, proprio come una famigliola omosessuale della generazione del chi-sono-io-per-giudicare esibisce due padri.

A metà degli psichedelici Anni Settanta, caro Cristian, ero un ragazzotto che frequentava un oratorio di paese della profonda ed ex cattolica provincia bergamasca. La rivoluzione e la perversione della fede fomentate dalla pretaglia sfornata dal Vaticano II erano arrivate anche lì. Mi colpiva il fatto che, la domenica pomeriggio, continuavamo a giocare a pallone come si era sempre giocato, a guardare i film al cinema come si era sempre fatto, a scherzare con gli amici come si era sempre scherzato, ma a catechismo non si imparava più quello che si era sempre imparato. Ci volle mio padre, che qualche anno prima mi aveva spiegato il comunismo una volta per tutte, per farmi capire quanto fosse grave la questione. Una sera, davanti al telegiornale che parlava di non so quale ecclesiastica cannonata autodemolitoria sparata sotto il regno di Paolo VI, disse sconsolato: “Si vede che ci stanno preparando per dirci che non è vero niente”.

Non so se in certi frangenti lo sconforto può essere definito virile, ma quello di mio padre, quella volta, lo fu. Il tono, la forza e la decisione delle sue parole volevano dire che il Papa, il vescovo e il parroco avrebbero potuto annunciare che non è vero niente, ma lui non gli avrebbe dato retta. Se devo collocare nello spazio e nel tempo l’acquisizione della consapevolezza che la Chiesa cattolica non può soccombere, neanche sotto i colpi crudeli del Papa e della sua gerarchia, la colloco proprio lì, nella vecchia cucina di casa mia, davanti al televisore che sproloquiava di Paolo VI e della nuova Chiesa. Se c’è, la Verità non può mutare e, se non muta, ci deve essere qualcuno che la custodisce: lo afferrai una volta per tutte seduto su una sedia ricoperta in formica nocciola, sul pavimento di marmiglia bianca e nera. Ognuno ha le folgorazioni dove può.

zzzzgttdpsznQuello che mi insegnò allora mio padre, oggi, mi basta per parlare di Religione della Casa Comune, di Nuova Chiesa della Casa Comune, del Vicario di Cristo che combatte Cristo, senza però disperare sulle sorti della Chiesa Una Santa Cattolica e Apostolica. L’ammutinamento della ciurma sulla barca di Pietro capeggiata da chi dovrebbe tenere la barra diritta verso il cielo mi addolora, ma non mi turba poiché so che sotto la cenere del demonio cova la brace di Dio. Se fuggiamo ora, che cosa avremmo fatto sul Calvario nel giorno della crocifissione, quando pareva che tutto fosse finito? Dobbiamo imitare Maria alla deposizione, che teneva tra le braccia il Figlio morto eppure sapeva di potergli parlare.

Quando un sincero cattolico parla della Chiesa e parla alla Chiesa, guarda a Roma. E lo fa con più prontezza, con più devozione e con più familiarità di un musulmano che si inginocchia a pregare verso la Mecca. Perché la Chiesa continua a esistere, soffre ma non soccombe: è lì, anche se appena percettibile, dietro il diabolico fondale da baraccone della Casa Comune e sbeffeggiata dal mascherone del suo Pontefice Massimo.

Volendo giocare con il paradosso, caro Cristian, si potrebbe dire che, in questo caso, viene in soccorso il Vaticano II. Mi riferisco al punto della costituzione Lumen gentium in cui si dice che la Chiesa fondata da Cristo “subsistit in”, sussiste nella, Chiesa cattolica. Si sono sprecati fiumi di inchiostro per dimostrare l’ortodossia di tale ambigua affermazione, quando sarebbe stato più semplice e onesto dire che la Chiesa fondata da Cristo “est”, è, la Chiesa cattolica. Si voleva, insomma, attenuare il concetto di romanità cattolica insinuando nella mente dei fedeli che non poteva essere tutto lì il vero e il buono.

Pericolosa e deviante a quel tempo, mi pare che oggi questa formula esprima perfettamente la situazione in cui il vero e il buono sono quasi del tutto oscurati dentro la Chiesa cattolica nella sua manifestazione ufficiale, negli atti e nel pensiero dei pastori e del popolo di Dio. L’attuale gerarchia, a partire dal vertice, tradisce sistematicamente Cristo, il popolo segue la gioiosa macchina da guerra verso il baratro, a Roma non c’è quasi più traccia di verità eppure, nonostante loro, anche tra loro la Chiesa fondata da Cristo “subsist”. Ed è proprio questo, nel fatto che tutti costoro testimoniano Cristo anche contro la loro volontà, anche facendogli guerra, anche arrivando a odiarlo, che rende palese l’indefettibilità della Chiesa cattolica: molto più della mia piccola fedeltà.

Chi di Vaticano II ferisce di Vaticano II perisce. Si tratta di un’argomentazione paradossale, naturalmente, ma spiega bene che la vera Roma non muore mai. Molto meglio di me, con più sostanza spirituale e teologica lo aveva detto monsignor Lefèbvre, l’uomo che, a mio avviso, continua a essere il più lucido baluardo di questi tremendi tempi di crisi. Nella dichiarazione del 21 novembre 1974, nella festa della Presentazione di Maria Santissima diceva:

Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l’anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità.

Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite.

Tutte queste riforme, in effetti, hanno contribuito e contribuiscono ancora alla demolizione della Chiesa, alla rovina del Sacerdozio, all’annientamento del Sacrificio e dei Sacramenti, alla scomparsa della vita religiosa, a un insegnamento naturalista e teilhardiano nelle università, nei seminari, nella catechesi, insegnamento uscito dal liberalismo e dal protestantesimo più volte condannati dal magistero solenne della Chiesa.

Nessuna autorità, neppure la più alta nella gerarchia, può costringerci ad abbandonare o a diminuire la nostra fede cattolica chiaramente espressa e professata dal Magistero della Chiesa da diciannove secoli.

(…)

Per questo ci atteniamo fermamente a tutto ciò che è stato creduto e praticato nella fede, i costumi, il culto, l’insegnamento del catechismo, la formazione del sacerdote, l’istituzione della Chiesa, della Chiesa di sempre e codificato nei libri apparsi prima dell’influenza modernista del Concilio, attendendo che la vera luce della Tradizione dissipi le tenebre che oscurano il cielo della Roma eterna.

Così facendo siamo convinti, con la grazia di Dio, l’aiuto della Vergine Maria, di San Giuseppe, di San Pio X, di rimanere fedeli alla Chiesa Cattolica e Romana, a tutti i successori di Pietro e di essere i fideles dispensatores mysteriorum Domini Nostri Jesu Christi in Spiritu Sancto. Amen.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

.

(2 – continua)

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29 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Più che combattere direttamente Cristo, caro dottor Gnocchi, l’attuale Vicario di Cristo (che non vuole essere tale, e secondo me non lo è, cioè è stato eletto con una forzatura delle regole da parte della “San Gallo Mafia”) combatte la Chiesa, cioè i fedeli.
    Il Vaticano è svuotato: non solo nel senso della desolazione del Palazzo Apostolico, ma nel senso che è frequentato da quattro gatti. Immagino che una penuria simile ci fosse solo nei primi 50 anni dalla Presa di Roma.

    Chi viene oggi “accompagnato all’uscita” delle chiese non è tanto il Signore (spesso messo in un angolo e usato come riferimento occasionale), quanto il fedele non “riformato” e non autocelebrativo. Si tratta dell’esito virulento delle prediche degli anni ’70, il cui bersaglio non era il Peccato o il compromesso, ma l’ “andare in chiesa per abitudine”. Il messaggio era “Non venite: vogliamo solo dei talebani ultramotivati e solitari- pochi e adamantini”

  2. “Nessuna autorità, neppure la più alta nella gerarchia, può costringerci ad abbandonare o a diminuire la nostra fede cattolica chiaramente espressa e professata dal Magistero della Chiesa da diciannove secoli.” : ammirevoli e confortanti queste parole di Mons. Léfèbvre, ci fornicono la risposta da opporre alla spocchia livorosa e aggressiva dei parroci odierni, che si stracciano le vesti ogni volta che si fa loro anche la più piccola osservazione sul deragliamento delle loro omelie dal Cattoicesimo preconciliare. Bisogna armarci di santo coraggio e rispondere in questi termini a parroci, vescovi e cardinali, oltre che, ovviamente, all’uomo biancovestito al timone della barca di Pietro.

    1. Christian Nomenomen

      Comincio a pensare che tu abbia ragione. Fatto salvo la (purtroppo brevissima) presenza di Giovanni Paolo I, comincia a scricchiolare la posizione dei papi dal concilio VII in poi, come se si fossero passati il testimone di un progetto ben definito, lento ma progressivo. Uno stordimento delle coscienze. Una strana pace ecumenica non fondata sulla libertà degli individui ma su poteri occulti. Léfebvre profeta inascoltato.

  3. Sante parole. Mi dispiace solo che faremo in tempo a vedere e a subire ulteriori danni, peggiori di quelli elencati, prima dell’intervento di Dio.

  4. Si, la vera Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, continuerà a vivere nonostante il CVII e nonostante Bergoglio. Prendiamo ancora ad esempio i Francescani dell’Immacolata: il loro sistematico sterminio non può esser fatto passare come “danno collaterale”; non sono vittime del “fuoco amico” ma del loro stesso “comandante”! E’ già stato ripetutamente ricordato cosa disse la Madonna a La Salette: “Roma perderrà la fede!”… Noi siamo chiamati a vivere questa incomprensibile “tribolazione”: cerchiamo di portare almeno la nostra umile ed insignificante goccia nell’oceano di Dio.
    “Castigans castigavit me Dominus, et morti non tradidit me”.

  5. Però negli anni ’70 chi parlava bene di monsignor Lefebvre erano solo i giornali della Destra, il “Secolo d’Italia”, il “Candido” (ex di Guareschi)
    il “Borghese”, mentre la stampa centrista e democristiana (filomontiniana) lo condannava come un eretico da esorcizzare e dimenticare.
    E’ singolare come quarant’anni dopo, chi sembrava nel torto (Lefebvre) aveva invece pienamente ragione e chi costituiva l’autorità ufficiale politica e religiosa, aveva invece già intrapreso la strada sbagliata…Non mi pento quindi di aver militato in quegli anni dalla parte
    dei “politicamente perseguitati” che stavano fuori dal cosiddetto e famigerato “arco costituzionale” (cioè quando “uccidere un fascista non era reato”); la storia ci sta dando ragione (come disse qualcuno ucciso settant’anni fa).

  6. Non possiamo avere la superbia di giudicare come Dio guida la Sua Chiesa. Se tutto quello che dice il dott. Gnocchi balza al cuore come vero (ed i fatti descritti sono LA VERITA’ storica), l’interpretazione possibile è anche un’altra: l’apertura del “famigerato” Concilio Vaticano II alla Sacra Scrittura, resa accessibile a tutti i fedeli, non è solo leggibile in chiave protestantizzante, ma spirituale e personale. Con la Grande Tribolazione, Dio verifica la nostra capacità di essere ancora cristiani e, proprio mediante il Concilio, dà ad ognuno la possibilità di conoscere la Sua Parola. Che, tranne forse qualche passaggio che abbisogna di aiuto, in genere è SEMPLICE E CHIARA: chi mi ama , osserverà i miei comandementi, ed anche il Padre Mio lo amerà. Quanti di noi si appoggiano al Conciio per interpretarlo cattolicamente? Fino a Benedetto XVI, malgrado aperture ancora da comprendere, è accaduto questo. Se non accadrà d’ora in poi, peggio per chi ci casca, perchè DOPO LA MISERICORDIA VERRA’ LA…

  7. Sublime riflessione di un vero Cattolico, dottor Gnocchi, la Santissima Trinità la benedica e la Vergine Madre di Dio la protegga.
    E grazie per aver citato monsignor Lefèbvre, il “Sant’Atanasio del XX secolo” .

  8. “Attendendo che la vera luce della Tradizione dissipi le tenebre che oscurano il cielo della Roma eterna” non perdiamo la speranza e crediamo fermamente che proprio quando il nostro nemico pensa di essere sulla dirittura di arrivo e di uscire vincitore, ecco che avviene la sua sconfitta. Nelle sue memorie P.Paolino da Casacalenda, ricordando gli anni trascorsi accanto a P.Pio (costretto per circa tre anni non solo al completo isolamento, ma anche fatto oggetto delle più turpi accuse e ingiurie provenienti soprattutto da ambienti ecclesiastici, proprio quelli che anziché proteggerlo e difenderlo, facevano a gara nel metterlo quanto più possibile in cattiva luce), così si esprime: “Il Signore che ha dato il Suo sangue e tutta la Sua vita per amore delle anime, non può assolutamente permettere che in questo grande problema della salvezza delle anime stesse, il quale forma l’oggetto principale, anzi l’unico del disegno della divina redenzione, il demonio debba o possa trionfare. E’ sempre Lui, il Divin Redentore che riporta la vittoria finale”.

    1. Mi permetto di ripetere, cara signora, non per lei ma per molti lettori, che insieme alla retta Fede e Speranza è molto importante usare un giusto distacco.

      “La situazione è grave, ma non è seria”: è sfasciata, paradossale, inverosimile, gestita da personaggi granguignoleschi. Guardiamola com’è, senza morirci sopra

      1. Caro Raffaele, le confesso che apprezzo molto questo atteggiamento che lei esprime da un po’ di tempo, cioè questo suo non minimizzare, ma guardare gli avvenimenti col distacco adeguato, in fondo con quella fortezza d’animo che racchiude e manifesta l’esercizio della fede, della speranza e della carità. Di gente forte ha bisogno la Chiesa, e di costoro il Padreterno è contento, ché il continuo lamento fine a se stesso serve a ben poco. Piuttosto, nell’affidarci alla Sua imperscrutabile volontà, siamo sempre lieti e intensifichiamo le nostre preghiere, soprattutto col S.Rosario e con la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Tutto il resto avverrà di conseguenza.
        Cari saluti

  9. Antonella Lignani

    Caro dott. Gnocchi, il vederla così turbato provoca anche in me un certo malessere. Eppure, le assicuro, non mancano anche nel nostro mondo persone buone e di fede. Mi ha molto colpito poi il fatto che mons. Fellay abbia scritto un libro contro il sedevacantismo.

  10. giorgio rapanelli

    Articolo puntuale, quello di Alessandro Gnocchi. Se il Bergoglio, i cardinali e i vescovi rinnegati, il clero “progressista” sono fuggiti da sotto la Croce con il suo Crocefisso, per andare a “dialogare” con i nemici accoliti di Satana ed essere “accettati” dal Potere Mondiale, lasciamoli rimanere nel loro minestrone di “misericordia”. Sotto la Croce ci sono rimasti altri cardinali, vescovi e sacerdoti, insieme al popolo di Dio che cerca la “conversione” per ricevere la Misericordia.
    Il “mistero” è il perché lo Spirito Santo abbia ispirato la maggioranza dei cardinali a scegliere un argentino che è sopravvissuto alla spietata dittatura. mentre altri confratelli morivano, e che sta mettendo in confusione il popolo di Dio.
    Il Dio, quello nostro, non quello dei musulmani, che col nostro Dio non ha nulla a che spartire. E per il quale andare a pregare nelle moschee, in quanto unico Dio, è la cosa fuorviante che ci rende eunuchi e non combattenti per il Cristo.

    1. E’ sicuro che sono stati ispirati dallo Spirito Santo? Forse Dio l’ha permesso per provare la nostra fede? Non lo sappiamo ma sappiamo la strada da seguire se esaminiamo ogni cosa.

  11. Christian Nomenomen

    Solitudine: condizione di chi ha il difetto di dire la verità e che è dotato di buon senso. (Ambrose Bierce) Il fatto che gli ultimi miei commenti non siano stati pubblicati rafforza la mia “solitudine”. Ben venga, anche Gesù la cercava!!!

  12. Ha colpito anche me che mons.Fellay abbia scritto un’introduzione CONTRO il sedevacantismo, e non favorevolmente, la sua foto poi con l’exmassone consacrato (?) ancora meno favorevolmente a pelle.. e il commento di un amico che mi scrisse che forse potrebbe esserlo anche lui…..meno ancora. Non è un caso che il successore di Castro de Mayer sia in piena amicizia con Bergoglio, che mons.Fellay (ho letto qualche sua intervista) usi dei terminipoco chiari del tipo ..non per noi ma per i fedeli… , che Mons Tuc sia stato denigrato malamente (sede vacante dichiarazione di Monaco), che un altro vescovo americano sia morto precocemente, che siano stati arrestati dei preti resistenti al NO…?
    Caifa e Anna, Ratzinger Bergoglio? “quando vedrete l’abominio della desolazione nel luogo santo, chi legge comprenda, fuggite” . Ci sta dal 1958, ci ho messo parecchio a capirlo.

  13. Nella Chiesa Cattolica di fatto è già in atto uno scisma, solo Cristo e la sua Madre misericordiosa possono salvarci. Chiediamo al Signore la forza di testimoniare con fedeltà e coerenza la sua parola.

  14. Non è un caso ….. che mons.Fellay (ho letto qualche sua intervista) usi dei termini poco chiari” : gran brutto sintomo, purtroppo; è indice della malattia modernista, riscontrabile nei teologi della Nouvelle Théologie e nei discorsi dei papi post Pio XII; se a ciò si aggiunge l’orrenda statua della Madonna commissionata dalla FSSPX spagnola, siamo già a due indizi; speriamo non ne arrivi un terzo, ché allora avremmo una prova della brutta china che potrebbe prendere anche la nostra cara Fraternità. Che Dio li guardi e li preservi dalle trappole delle gerarchie moderniste.

    1. “statua della Madonna commissionata dalla FSSPX spagnola”: l’ho vista, caro Catholicus: davvero orribile!!! sembra la morte con la falce (rappresentata dalla grossa mezzaluna). Ricordiamoci che la simbologia (troppo spesso ignorata) ha una rilevante importanza anche per il “nemico”…

  15. Carissimi, non bisogna fare pubblicità…ma per capire chi è papa bergoglio è anche utile leggere un libro di padre Livio del 2007 “Dies Irae i giorni dell’Anticristo.”Lì sono ben sintetizzati i libri di George Benson e Vladimir Soloviev, a della Valtorta. Si prefigurano i tratti dell’anticristo, dell’antipapa in questi testi profetici che si collocano tra il 1870 e gli anni’30 del Novecento, se non erro. E sorprendente come tali prerogative si adattano sorprendentemente al modus operandi di papa Bergoglio. Quel che ci chiediamo è: come finirà? In uno scisma? o nel piccolo gregge fedele idealmente di nuovo nelle catacombe?eppure la barca di Pietro non può affondare. Propendo per un piccolo gregge, ma senza Papa?

    1. Caro Giova, Padre Livio è un irriducibile bergogliano (io dico bergoglione), dai microfoni della sua radio sempre intransigente sostenitore e difensore del Vescovo di Roma; ha epurato persone validissime di grande caratura e spessore (Roberto de Mattei, il compianto Mario Palmaro, ecc.) perché hanno osato criticare o soltanto esprimere perplessità sul suo amato Francesco! La sua è papolatria disinteressata? Chi vuole vedere VEDE, chi non vuole vedere GUARDA soltanto.
      Laudetur Jesus Christus!

  16. Per quanto attiene all’insegnamento naturalista e teilhardiano consiglio la lettura di http://www.sisinono.org/j3/anteprime-2012/64-anno-2015/252-anno-xli-n%C2%B0-14.html A pagina 4 ove si tratta di Henri de Lubac, condannato da Pio XII, basta far seguire Theilard, Maritain, Danielou, Balthasar, Konig, Kung, Rahner, Alfrink, Bea, Arrupe, Martini, Kasper e … si arriva a Bergoglio.
    “La coscienza è autonoma e ognuno deve ubbidire alla propria coscienza”. “E qui lo ripeto: ciascuno ha la sua idea del bene e del male e deve scegliere di seguire il bene e combattere il male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo”. “Non esiste un dio cattolico”. Non importa la rivelazione, la morale e il catechismo della chiesa cattolica: per Bergoglio è lo stesso essere credente battezzato o antropofago selvaggio. Si ha l’impressione di una grave impreparazione: emerge il perito chimico che non è riuscito a ottenere il dottorato in teologia. Anche i suoi scritti sembrano un copia…

  17. Caro Alessandro Gnocchi, Dio la ricompensi perchè mette in guardia. Gesù dice che dai frutti si conosce l’albero.Bergoglio con la sua umiltà attira molto ma questa umiltà può darsi che sia l’esca per… perchè il vangelo insegna che ciò che fa la destra non deve sapere la sinistra e quando si fa l’elemosima non dirlo in piazza e Gesù dice : Io sono la Via la Verità e la Vita. Come ha detto la Madonna di Fatima preghiamo, Molte cose ci dovrebbero fare riflettere che sono la Madonna ha espresso molto chiaro la consacrazione della Russia, E’ stanta consacrata? La morte di papa Luciani,il sosia di Paolo vi, l’attentato a Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI che si è dimesso da vescovo di Roma. Il vero papa è Benedetto XVI .

  18. “il sosia di Paolo vi, ” ? ; mi piacerebbe saperne di più, non ne avevo mai sentio parlare prima d’ora; qualcuno può darmi qualche indicazione per approfondire l’argomento? grazie fin d’ora.

  19. A Ioannes – precisazione. Lo so che padre Livio è un bergogliano. Ma il libro lo scrisse nel 2007 ! e vi assicuro che quei tre autori sono da leggere. Certo padre Livio non si è accorto che quel libro ora è più che mai attuale. Non lo vede che descrivono Bergoglio? me lo chiedo anch’io

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