“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi

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Lentamente, giorno dopo giorno, con tenacia maligna, i predatori di anime tentano di sottrarre agli uomini almeno un po’ di alimento spirituale e lo fanno con efficacia sempre più grande poiché hanno minato le fondamenta della vita cristiana, la Messa e la fede nella presenza reale di Nostro Signore nell’Eucaristia. Hanno trasformato la liturgia in un happening e sono giunti là dove neanche Lutero osava sperare, lui che ripeteva ossessivamente: “Giriamo i loro altari e avremo distrutto Roma”.

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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PD

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Mercoledì 24 febbraio 2016

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È pervenuta in redazione:

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Gentile signor Gnocchi,

prendo spunto dalle sue riflessioni sul Family Day, ma non lo faccio per polemica, anzi. Io, che ero a Roma, sono stata colpita dai suoi interventi, in particolare dall’ultimo. Mi ha fatto riflettere specialmente il punto in cui dice che sarebbero stati più efficaci due milioni di Messe che due milioni di presenze in piazza. Siccome la seguo da tempo e noto che lei torna spesso sulla questione della liturgia e della Messa vorrei chiederle un approfondimento in proposito.

Grazie

Letizia Donelli

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zrbrpsCara Letizia,

insisto tanto su questi temi perché la qualità e l’efficacia della vita cristiana, che è anche vita civile mai disgiunta dalla fede, stanno o cadono con la Messa. E qui serve una precisazione, forse inutile se lei segue quanto scrivo, ma che è meglio non dare per scontata: quando parlo della Messa, intendo quella giunta intatta dall’epoca apostolica fino all’invenzione del nefasto messale elaborato da monsignor Bugnini e pubblicato da Paolo VI nel 1969.

Non si tratta di una distinzione dettata dal piacere per l’accademia o da quella che viene definita, con vezzo crudelmente effeminato, “sensibilità liturgica”. Cara Letizia, qui abbiamo a che fare con la sostanza della fede e si può osservare facilmente quanto la questione spirituale abbia sempre una ricaduta su quella sociale o, se preferisce, sulla vita civile. È un fatto che la liturgia seguita al Vaticano II, infettata dal culto per l’uomo e atrofizzata fino a non avere quasi più nutrimento per le anime e le menti, ha potuto ben poco, quasi nulla, contro gli assalti portati al gregge di Cristo dal mondo e dal suo principe. Non è un caso se il decadere della società, anche sul piano civile, ha preso a correre sempre più pazzamente man mano prendeva piede il nuovo rito. È vero che, sul limitare degli Anni Sessanta del secolo scorso, la società occidentale era già marcia fino al midollo. Ma, in molte legislazioni e nei costumi, si percepiva ancora una forza capace di trattenere quel male che avrebbe fatto la sua inarrestabile irruzione appena tolta di mezzo la Messa gradita a Dio. Per estremo sberleffo del demonio, e non per caso, in Italia la legge sul divorzio è stata controfirmata da un Presidente del Consiglio cattolico e quella sull’aborto è stata controfirmata e promulgata da politici cattolici. Il resto è storia e cronaca di questi giorni e dimostra che chi non si fida di Dio viene sempre tradito dagli uomini o se ne fa complice. “Se il Sacrificio della Messa dovesse cessare” diceva l’abate Guéranger ai monaci di Solesmes “non tarderemmo a ricadere nell’abisso di depravazione in cui si trovavano i pagani, e questa sarà l’opera dell’Anticristo”.

Capisce, cara Letizia, perché sarebbero stati più efficaci due milioni di Messe celebrate espressamente con l’intenzione di opporsi all’aggressione diabolica piuttosto che due milioni di manifestanti in piazza? Il Signore si sarebbe commosso anche davanti alla compunzione e all’abbandono sincero di sacerdoti e fedeli in grado di offrire solo quel che rimane di cattolico nel nuovo rito, la consacrazione e poco altro. Chi oppone a queste considerazioni che molti dei partecipanti al Family Day a Messa ci sono andati non ha capito quello che invece ha compreso lei: che la fede, la penitenza, la preghiera, che trovano il loro vertice nell’offerta del Sacrificio, non sono un coadiuvante, ma il fondamento dell’agire cristiano. Altrimenti si farebbe della magia o, nel migliore dei casi, della devozione da esercitare nel chiuso della propria coscienza, privatizzando la propria fede come gradisce qualsiasi stato che non sia veramente cattolico. E comunque si giocherebbe sempre al ribasso e al compromesso, invece che combattere anche in piazza perché Cristo regni.

In questa chiave, cara Letizia, sarebbe una gran cosa se una piccola, piccolissima, frazione dei due milioni del Circo Massimo manifestasse pubblicamente contro un evento ben peggiore dell’approvazione della legge Cirinnà anche nel suo disegno integrale. Sarebbe un gran segno se una manciata di irriducibili gridasse allo scandalo quando Bergoglio andrà pellegrino in Svezia il prossimo 31 ottobre per celebrare con il primate della chiesa luterana locale, la signora Antje Jackelén, i cinquecento anni della riforma protestante. Quel giorno, verrà esibito in mondovisione un amplesso ben più perverso di quelli contronatura tra due uomini o tra due donne codificati dalla legislazione laica. Verrà mostrato agli occhi e alle anime indifese di tanti fedeli l’abbraccio tra una donna qualsiasi travestita da papa e un Papa travestito da uomo qualsiasi. L’inversione, che sul piano naturale si manifesta nella sodomia, qui troverà simbolicamente compimento sul piano soprannaturale tra un uomo e una donna che si scambiano i ruoli. Si celebrerà così la fine di quel poco che ancora rimaneva in piedi tra le rovine dell’edificio riportato al suo antico splendore con il Concilio di Trento. La Chiesa cattolica, nella persona del suo capo visibile, si consegnerà alla ferocia di Lutero, capace di operare simbolicamente quella distruzione di Roma che aveva vagheggiato cinque secoli fa. Se il tradimento della Messa difesa a Trento ha condotto la società alla rovina, mette i brividi pensare a cosa potrà portare il rinnegamento definitivo della fede che ne stava a fondamento. Le celebrazioni della riforma protestante si protrarranno fino al 31 ottobre del 2017, l’anno del centenario di Fatima: se si dovesse arrivare a uno scontro tra i due fronti, sappiamo già da che parte starà il Vicario di Cristo.

Sarebbe dunque un bel segno se almeno una piccola quota di due milioni di oppositori alla Cirinnà, diciamo l’otto per mille giusto per adottare l’ultima formula ritenuta sacra alla Cei, portasse in San Pietro qualche striscione con scritto sopra “Bergoglio, ci ricorderemo”. E non fa niente se, come al Circo Massimo non ha funzionato con Renzi, qui non funzionerebbe con Bergoglio. Sarebbe comunque l’avvertimento che in piazza ci sono veramente dei cristiani.

Penso sia ormai chiaro, cara Letizia, che a questo punto la questione del Family Day è solo il pretesto per un giro di orizzonte più ampio e, spero, più profondo. So bene che gli ultimi a cui imputare le colpe della confusione in cui si trovano sono i fedeli. È difficile per tutti noi orientarci nel caos in cui ci hanno gettato i lupi travestiti da pastori. Lentamente, giorno dopo giorno, con tenacia maligna, i predatori di anime tentano di sottrarre agli uomini almeno un po’ di alimento spirituale e lo fanno con efficacia sempre più grande poiché hanno minato le fondamenta della vita cristiana, la Messa e la fede nella presenza reale di Nostro Signore nell’Eucaristia. Hanno trasformato la liturgia in un happening e sono giunti là dove neanche Lutero osava sperare, lui che ripeteva ossessivamente: “Giriamo i loro altari e avremo distrutto Roma”.

zzzzPPclbrtMalefico, ma geniale, il riformatore eresiarca aveva previsto con quasi cinque secoli di anticipo ciò che sarebbe accaduto anche dentro la Chiesa cattolica in pochi decenni di liturgia libera e creativa. Ma, forse, neanche lui sperava tanto e magari si troverebbe persino a disagio davanti alla comunione distribuita come al McDonald, alla simbologia sacra sostituita da segni oscuri e incomprensibili, alle chitarre ululanti, agli abiti indecenti, all’incapacità di stare in silenzio, alle formule liturgiche inventate, ai preti showman, alla cosiddetta “bellezza del trovarsi a messa per stare insieme”. “Bisogna fare così” gli spiegherebbe qualche pio sacerdote “perché altrimenti in chiesa non ci viene più nessuno”. Come se, in questi decenni, le chiese fossero andate riempiendosi invece che svuotarsi.

Non ci si rende conto che l’uomo ha continuamente bisogno di anticorpi per sostenere la lotta quotidiana con il male. O più probabilmente, cara Letizia, si vuole che ne sia privo. Un tempo, i fedeli, durante la Messa della domenica, vivevano la santa normalità che li fortificava per il resto della settimana nella lotta contro lo sberleffo invertito di satana. Oggi, travolta da un arte che ha disintegrato la figura umana e deformato il concetto di Dio, la liturgia non trasmette più quel senso di santa normalità. “Gesù Crocifisso” è divenuto “Uomo condannato a morte”, poi una “Forma colorata” e poi “Puro colore”. Non è rimasto più nulla, non si parla più all’anima e neppure al corpo.

In un capitolo della Mistagogia, San Massimo il Confessore spiega che l’edificio della chiesa è anche simbolo dell’uomo poiché “ha per anima il sacrario, per intelligenza il divino altare e per corpo il tempio. (…) E per mezzo del tempio, come del corpo, propone la filosofia morale; per mezzo del sacrario, come dell’anima, spiritualmente espone la contemplazione naturale; e per mezzo del divino altare, come dell’intelletto, muove verso la teologia mistica”. Bastano queste considerazioni per comprendere come l’uomo contemporaneo, che nel suo distorto rapporto con Dio ha perso la corretta percezione di se stesso, costruisca chiese in cui è impossibile pregare. Evidentemente, si è persa la vera nozione di questi edifici. I quali sono anche luoghi dove i fedeli si radunano per pregare e partecipare alla liturgia, ma di per sé sono luoghi sacri indipendentemente da tale funzione a cui sono preesistenti. Le chiese, anche quando non accolgono dei fedeli che pregano, sono case che pregano da se stesse.

Ma oggi gli uomini si sentono padroni di usare la liturgia per le proprie esigenze più private. Sarà accaduto anche a lei, cara Letizia, di partecipare a un funerale trasformato in un reality show. L’unica persona seria presente alla cerimonia, di solito, è il morto, del cui destino eterno non importa nulla a nessuno, visto che si insegna che l’inferno non esiste o, se c’è, è vuoto. Nessuno è lì a pregare in suo suffragio, ma per manifestare il proprio dolore, il proprio grazie, il proprio rincrescimento, il proprio senso di colpa, il proprio affetto, ma niente di più. Tutto perché si ritiene che la liturgia debba esprimere i sentimenti caduchi degli uomini e non il senso ultratemporale del destino eterno. Da un piano ontologico, che riguarda l’essere, si è passati a uno psicologico, che riguarda il percepire. Dall’oggettivo si è caduti nel soggettivo. Per questo la cosiddetta assemblea vale di più della Presenza Eucaristica e il popolo di Dio prevale sul sacerdote. Qualche anno fa, il vescovo ausiliare della diocesi in cui abito venne a celebrare la Messa di inizio anno nella scuola di mia figlia e, ai bambini che facevano chiasso subito dopo la consacrazione, disse con fare da vecchio zio: “Ragazzi, se qui ci fosse Gesù, vi comportereste così?”. Eppure Gesù era proprio lì, davanti a lui, sotto le specie eucaristiche.

Quanto sono lontani i tempi di San Giovanni Crisostomo che, nel trattato Il sacerdozio, scriveva: “Quando vedi il Signore sacrificato e giacente, e il sacerdote che celebra il sacrificio e prega, e tutti arrossati di quel sangue prezioso, credi ancora di essere tra gli uomini e di stare in terra? Ma non ti senti subito trasportato nei cieli e, spoglio lo spirito di ogni pensiero della carne, con l’anima nuda e con la mente pura, contempli le cose celesti? O meraviglia! O amore di Dio verso gli uomini! Chi siede in alto col Padre, in quel momento, è tenuto dalle mani di tutti e dona se stesso a quelli che vogliono abbracciarlo e stringerlo”.

Ecco perché, cara Letizia, insisto tanto sulla Messa e sulla questione liturgica. Perché il cuore della nostra vita sta lì, dove si trova il “Signore sacrificato e giacente”. La nostra debolezza sta nel dimenticarcelo, anche se lo facciamo per adempiere a compiti che ci paiono più urgenti: ma non lo sono.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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57 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi”

  1. San Roberto Bellarmino, Cardinale e dottore della Chiesa Cattolica, De Romano Pontefice, Libro 2, Capitolo 30: “Un Papa manifestamente eretico cesserebbe automaticamente, per sé, di essere Papa e capo, proprio come egli cesserebbe automaticamente di essere un Cristiano ed un membro della Chiesa. Laonde, egli potrebbe essere giudicato e punito dalla Chiesa. Questo è l’insegnamento di tutti gli antichi padri, i quali insegnarono che gli eretici manifesti perdono immediatamente tutta la giurisdizione.”

    1. Gli antichi Padri pensavano ancora secondo retta fede e ragione.
      Ma gli attuali? Tra tradimenti da una parte e pavidità dall’altra, non lasciano speranze.
      E una parte e l’altra sono complici.
      Mi ostino tuttavia a sperare che non sia detta l’ultima.
      Marisa

    2. Cè anche la bolla di Paolo IV “Cum ex apostolatus…”.
      Il problema è che il problema non si affronta, ci si piange addosso chi con il papa eretico, chi con il papa materiale, chi isolato e scomunicato dall’infallibilità altrui, chi col papa che vasemprebenequalunquecosadicaordinisi esegue… che ormai tutti sono infallibili ed hanno la ricetta giusta ..per far nulla e andare avanti alla meno peggio. I vestiti di Gesù sono stati divisi sotto la croce della Chiesa , ora sepolta ognuno fa il protestante nel senso (almeno al di fuori dellaconciliarsinodaledi recente invenzione) che fa i cavoli suoi conservando la dottrina almeno…. ma la tunica non è stata tagliata 2000 anni fa e neanche ora sarà tagliata:quindi una tunica è rimasta integra , basta sapere ove si trova…io però non lo so per ora

  2. Propongo un’idea: potremmo tutti noi mandare delle lettere direttamente al signor Bergoglio,dicendogli che abbiamo capito che lui è un antipapa eletto dalla massoneria e che quindi dia le dimissioni e lasci il posto al vero Papa di Cristo Benedetto XVI,oppure che se vuole continuare a fare lui il papa,lo faccia seriamente finendo di dire delle sciocchezze e delle eresie e comportandosi come tutti i suoi augusti predecessori….altrimenti torni a fare il perito chimico! Lui è molto sensibile agli umori della piazza nei suoi confronti;se gli arrivassero ogni giorno delle lettere molto critiche,comincerebbe a rendersi conto che i fedeli cattolici non sono tutti fessi come lui pensa.Indirizzatele direttamente all’ ESIMIO SIGNOR BERGOGLIO – CASA SANTA MARTA – 00120 CITTA’ DEL VATICANO. Lui le legge personalmente e, permaloso e suscettibile com’è, comincerà a rodersi il fegato e magari risponderà anche qualcosa, come ha fatto con Socci che gli aveva inviato il suo ultimo libro “L’ultima profezia”.

    1. Caro Camerata, ma la reazione potrebbe anche esse diversa da quella da lei ipotizzata se, come ormai è assodato, veramente lo hanno messo lì i massoni. Si ricorda la famosa frase “Agnosco stilum romanae Ecclesiae?”. Fu Paolo Sarpi a usare il gioco di parole in occasione dell’attentato subito nel 1607 e attribuito a sicari inviati dalla Curia romana. In quel caso lo “stile” vaticano era giunto all’uso dello “stilo”, il pugnaletto ben affilato usato dai sicari assassini. Quindi occhio, amico, a proporre certe uscite, la massoneria non va tanto per il sottile, come ci insegna l’omicidio di Mino Pecorelli nel 1979, dopo la pubblicazione dell’elenco dei massoni (laici e religiosi, politici e cardinali) sul periodico OP.

  3. Proviamo a toccarli sui soldi questi pastori senza fede.
    Alla prossima dichiarazione dei redditi niente 8 per mille alla Chiesa Cattolica.

    1. Concordo. Niente otto per mille e partecipazione al rito latino quando possibile. Quanto a scendere in piazza, non credo che cattolici tradizionalisti come li si intende qui siano in numero tale da riempire San Pietro, non parliamo poi del Circo Massimo: nonostante quel che si è detto, quella non era una piazza di destra né di cattolici tradizionalisti. Anzi, probabilmente in maggioranza erano cattodem, ciellini, neocatecumeni ecc., certamente accomunati dal senso cristiano della famiglia, ma assolutamente disimpegnati rispetto alla liturgia. Per coltivare la fedeltà al Vetus Ordo ci vuole una cultura e una educazione che ormai sono di pochi. Ma sulla cultura e sulla educazione, ovvero rieducazione del popolo di Dio, ci dobbiamo impegnare. Come fa egregiamente Alessandro Gnocchi.

      1. L’ho già scritto in un altro commento: io ho smesso di firmare per l’8 per mille per quell’istituzione che pretende ancora chiamarsi “Chiesa Cattolica”; inizialmente non mettevo alcuna firma, poi, per evitare che il mio denaro venga ripartito percentualmente fra i vari “convenzionati” con lo stato italiano, da quest’anno ho deciso di firmare per la comunità ortodossa, anche se l’archidiocesi ortodossa d’Italia dipende non dal patriarcato di Mosca ma da quello di Costantinopoli; per il 5 per mille ho invece optato per la Fraternità San Pio X. Comunque credo che dobbiamo diffondere questa protesta, bisogna pubblicizzarla: niente 8 per mille. Ci penserà Scalfaro a sovvenzionarli.

  4. A chi spetta dire se un papa è eretico? E quindi farlo dimettere . Il coniglio ( pardon volevo dire il consiglio ) dei Vescovi ? O I Cardinali ? Oppure un misto tra cardinali e vescovi ?

    1. i vescovi eretici, i cardinali eretici???
      Paolo montini (il card.Suenens ebbe un figlio di nome Paolo? mi viene un dubbio…) cambiò la Messa, …. e furono cambiati anche i sacramenti tutti nonchè il CIC
      …si definiscono nuova chiesa ed il loro gogma è il concilio ultimo…

  5. “…la Messa gradita a Dio.”
    Grazie Sandro, non avresti potuto scrivere meglio di così.
    … Sempre sia lodato con Maria SS Sua e nostra tenera Madre
    emanuel

  6. La “riforma liturgica” vaticanosecondista è stata usata dal massone Bugnini per scardinare la liturgia stessa considerata punto vulnerabile per ferire lentamente ma in modo inesorabile il Cattolicesimo, facendo dimenticare la Transustanziazione. Siamo ormai all’apoteosi: Bergoglio (il vero traditore, ben oltre i sedicenti “cattolici adulti” Renzi & Co.) il 31 ottobre sarà protagonista del becero amplesso del sincretismo progressista dove (permettetemi) il ruolo “passivo” spetterà a noi fedeli non consenzienti! L’usurpatore, degno successore di coloro che dal CVII gli hanno preparato il campo, ci stà togliendo anche la volontà di continuare a sdegnarci; le prodezze di questo Pontefice e soprattutto della cosiddetta Chiesa Conciliare hanno mandato in overload-information la capacità di ricezione e di discernimento del comune sentire cattolico. Ricordo che il compianto Mario Palmaro dovette combattere la sua ultima battaglia (vinta!) per riuscire ad avere un funerale cattolico degno di questo nome!

    1. “La “riforma liturgica” vaticanosecondista è stata usata dal massone Bugnini per scardinare la liturgia stessa considerata punto vulnerabile per ferire lentamente ma in modo inesorabile il Cattolicesimo, facendo dimenticare la Transustanziazione” : si, Ioannes, ma ricordi che la messa VO, con l’uso del latino, aveva anche un forte potere esorcistico contro il diavolo (come ci ha spiegato Padre Gabriele Amorth), potere rafforzato dalla preghiera a S. Michele Arcangelo, introdottavi da Papa Leone XIII. Tutto ciò venne abolito da Montini: ci sarà stat una logica in questo modo di agire, no? Abbassare il ponte levatoio della città di Dio per farvi entrare il nemico, che così potrà distruggerla facilmente. Oggi Bergoglio completa l’opera di Montini (sicuramente entrambi massoni esi stessi).

      1. Caro Catholicus, sono perfettamente d’accordo sul potere esorcistico del S.Messa V.O. Sicuramente l’abolizione della preghiera a S.Michele voluta da Montini non è un caso… Ho grande stima di Padre Gabriele Amorth (che ho la fortuna di conoscere): anche il Nuovo Rituale degli Esorcismi è stato compilato dai Sigg. Cardinali senza consultare i diretti interessati, ovvero gli esorcisti stessi. Vogliamo considerarla solo una grave omissione? E’ quindi evidente che il Vecchio Rituale sia ancora un riferimento per la sua efficacia, tenendo comunque sempre ben presente che i risultati nella battaglia contro il Maligno (ovvero contro la persona spirituale di Satana) si ottengono innanzitutto con la FEDE, la preghiera… e il miglior esorcismo rimane sempre la CONFESSIONE …e, ahimè, spesso è difficile anche trovare un confessore! Scusate se sono andato OT.

      2. Fermo restando che le azioni di Montini e Bergoglio possono essere discutibili sotto diversi aspetti, ci sono prove certe e inequivocabili che i suddetti appartengono alla massoneria? Oppure è il caso di non spingersi troppo dietro a ipotesi dietrologiche prive di fondamento, o a quanto pubblicato su riviste come “Chiesa Viva” (che per altro, su alcuni aspetti può anche avere qualche ragione?)

        1. Non importa che siano appartenuti o meno alla Massoneria, è tuttavia evidente che ne abbiamo abbracciato i dis-valori!

        2. Il mensile ChiesaViva, ora diretto dall’ing. Franco Adessa, erede di don Luigi Villa, mi pare che abbia spesso circostanziato e documentato le sue teorie accusatorie “estremistriche” con nomi e cognomi, riferimenti, etc. Certo, sarebbe auspicabile avere la possibilità di verificare inequivocabilmente…

          1. Citando quella rivista, mi riferivo più che altro ai suoi tanti articoli sulla presunta simbologia esoterico-satanico-massonica che apparirebbe su tiare e paramenti sacri indossati dai pontefici più recenti e ravvisabile, secondo i loro redattori, in ogni loro minimo accessorio. E’ qui che ogni persona di buon senso può constatare quanto una certa visione possa portare a derive assurde. Purtroppo, sono anche scritti di tale sorta che contribuiscono a screditare la giusta difesa della Tradizione cattolica. Un poco più argomentato e ragionevole mi sembra il discorso sull’ambigua simbologia che appare in edifici sacri moderni, portato avanti dallo stesso mensile.
            In ogni caso, è meglio non trasformare le riflessioni su questo articolo di Gnocchi in una critica a riviste cattoliche, cosa che sarebbe decisamente OT. Quello citato nel mio commento era solo un esempio tra tanti, per cercare di inquadrare meglio il discorso.

        3. comunque è lo stesso Magaldi che scrive di avere le prove per Roncalli dell’appartenenza alla massoneria, con elenchi che su richiesta produrrà…

  7. Sinceramente la maggior parte delle volte che mi capita di assistere alle Messe Novus Ordo è come se perdessi parte di quegli anticorpi spirituali di cui parla il dott. Gnocchi.
    Nel 2017 ne vedremo delle belle…sono pure i 300 anni della Massoneria! mica l’uomo venuto dalla fine del mondo vorrà deludere i grembiulini?!

  8. Prima
    Deus, qui humánæ substántiæ dignitátem mirabíliter condidísti, et mirabílius reformásti: da nobis per huius aquæ et vini mystérium, eius divinitátis esse consórtes, qui humanitátis nostræ fieri dignátus est párticeps, Iesus Christus Fílius tuus Dóminus noster: Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.

    Oggi
    Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo;lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.

  9. VORREI TANTO CHE SI BATTESSE ANCHE PER IL RIPRISTINO DEL TABERNACOLO NEL POSTO D’ONORE DELL’ASBSIDE. ARMAI SI ENTRA NELLE CHIESE E NON SI RIESCE A CAPIRE DOVE STA IL SIGNORE. PERCIO’ SEGNI DELLA CROCE CONFUSI,SGUARDI PERSI E,MAGARI,GENUFLESSIONI DAVANTI ALLA STATUA DI PADRE PIO ECC. GRAZIE DI TUTTO!

  10. Emilio Andreini

    La S Messa in rito antico nella zona in cui abito , rossa e catto comunista , non esiste , ma solo quella di Paolo VI : che devo fare ? Per ora vi partecipo andando ad una mattutina dove almeno c’è silenzio e raccoglimento anche se rimangono tutti gli altri aspetti negativi . Oppure non partecipare ? Ho letto un articolo di mons. Gherardini nel quale , a parte le critiche al rito ” novus ordo ” afferma che è una S.Messa valida ! Che fare ?

    1. Caro Emilio, rimane la validità dello spirito con cui si partecipa. Personalmente, io ci vado perché entro nella casa del Signore, anche se ci sono dentro gli usurpatori (un po’ come i Proci nel palazzo di Ulisse, a Itaca), e lì mi raccolgo in preghiera (specialmente durante le omelie cattocomuniste, ecologiste, ecumeniste). Offro al Signore la mia soferenza di non poter partecipare al rito VO. Del resto, se decidessi di ritirarmi a pregare in un eremitaggio per non vedere nemmeno l’ombra di questo clero traditore, forse che il Signore mi abbandonerebbe al nemico? non credo proprio. Quindi coraggio e sempre avanti, senza perdere la Fede né la Speranza (la Carità la dò per scontata). LJC.

      1. Si ricordi anche di quanto diceva S. Atanasio “..e allora, cos’è più importante, mantenere la fede oppure occupare le sedi? (le chiese,). Ovviamente mantenere la fede” . Pertanto non conta chi troviamo dentro la chiesa, né quello che dicono, conta la fede che custodiamo gelossamente nel notro cuore. Certo sarebbe bello trovarvi un novello Mons. Léfèbvre, o Mons. Michèl Guérard des Lauriers, ma pazienza, a noi ci è chiesto di sopportare ‘sta gente qua, senza cedere loro un centimetro di spazio del nostro cuore e della nostra mente :questa la prova della nostra fedeltà a Cristo ed alla Sua Chiesa bimillenaria.

    2. … Faccia come me, Signor Emilio, quando devo partecipare alla messa neoterica: reciti il Rosario! La ascolti in ginocchio, faccia la comunione in ginocchio, il ringraziamento … insomma tutto come se fosse alla Messa di sempre.

  11. Il patriarca Kirill nel 2009 non volle incontrare il capo della ‘chiesa’ luterana perché:
    1. la sedicente chiesa luterana non è una Chiesa, in quanto priva della successione apostolica;
    2. essendo il suo capo una donna, incontrarlo avrebbe potuto far credere ai fedeli che l’Ortodossia russa riconosca il ministero femminile e sarebbe stato quindi di scandalo;
    3. la cosiddetta chiesa luterana ha assunto posizioni inaccettabili in materia di morale sessuale.
    http://www.civiltacristiana.com/meno-lontani-di-certi-vescovi-cattolici/

    In piazza S.Pietro andrei anch’io a ‘manifestare’ (da tempo ho l’idea), una manifestazione fatta di preghiera e di lettura della Bibbia (tanti fautori del CVII dicono che uno dei maggiori pregi è l’aver avvicinato i fedeli alla Bibbia: ebbene leggiamola, proclamiamola). Ma anche catechesi della Chiesa, fino al penultimo Papa (GPII l’han fatto subito santo e in contemporanea il suo magistero, specie sulla famiglia, è stato messo fuori gioco).

  12. “Bergoglio andrà pellegrino in Svezia il prossimo 31 ottobre”.
    La Svezia è un paese civile, come la Norvegia.
    L’mportante è non essere cattolici, altrimenti c’è il rischi che ti tolgano i figli.
    http://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/i-figli-sono-troppo-cristiani-i-servizi-sociali-tolgono-i-bambini-alla-famiglia/ar-BBpVGPx?ocid=spartandhp
    Tornando in Italia
    “il Papa non si immischia nella politica italiana”.
    Con il ddl Cirinnà finalmente risolveremo il problema delle culle vuote.

  13. Stralcio dalla DICHIARAZIONE CONGIUNTA SULLA DOTTRINA DELLA GIUSTIFICAZIONE: “…Facendo sue le intuizioni dei recenti studi biblici e attingendo alle moderne ricerche della storia della teologia e della storia dei dogmi, il dialogo ecumenico, realizzato dal Concilio Vaticano II in poi, ha condotto ad una significativa convergenza a riguardo della dottrina della giustificazione. Essa permette di formulare in questa Dichiarazione congiunta un consenso su verità fondamentali della dottrina della giustificazione alla luce del quale le condanne dottrinali del XVI secolo ad essa relative oggi non riguardano più la controparte”.
    Dunque, Controriforma e Concilio di Trento, tutta roba vecchia. E, meraviglie dell’ecumenismo, si suonano le campane e si abbraccia fra’ Martino. Questa sì che è misericordia!

    1. Un abbraccio che durerà poco, cara Tonietta : come ben sa, e come ci insegna NSGC, il idavolo è segno di divisione, anche all’interno del suo regno infame; quindi i suoi seguaci non possono che farsi la guerra l’un l’altro, scannarsi a vicenda; solo i veri cattolici seguono l’esempio del Divin Maestro, consegandosi come agnellini inermi al carnefice. Lasciamo ai modernisti questi abbracci falsi ed ipocriti, provenienti da Lucifero, non certo dal Signore Gesù.Non si scambiano un segno di pace, ma un’intesa di comune tradimento di Cristo e della Vertà Rivelata

  14. L’8×1.000 di 2.000.000 è 16.000 persone a San Pietro a gridare Bergolio ci ricorderemo non sarebbe difficile da organizzare. Però ci vorrebbe più coraggio, perchè avresti contro tutti ,politici, intellettuali, pseudocattolici, protestanti, omosessuali…insomma tutti,proprio tutti! L’idea però non è male.

  15. Questo articolo è un vero inno d’amore nei confronti di nostro Signor Gesù Cristo, crocefisso per la nostra salvezza, e per la Chiesa Una Santa Cattolica e Apostolica. Da cattolici come si può non essere d’accordo che ” …il cuore della nostra vita sta lì, dove si trova il “Signore sacrificato e giacente”? Sono tra quei relativamente pochi fedeli che hanno la grazia di assistere al Santo Sacrificio della Messa (celebrata da un sacerdote formato in un seminario della Tradizione e consacrato da un vescovo della Tradizione) ogni Domenica. E non potrò mai ringraziare il Signore a sufficienza per questa grazia.
    Riguardo Bergoglio e le sue iniziative, il mio disprezzo è totale. Un continuo supplizio dal primo istante che apparve sul balcone del palazzo apostolico il 13.3.’13.

  16. Cosa dire di questo articolo se non meraviglioso e toccante. Mi permetto di riportare un piccolo esempio di degrado a cui ho assistito presso una chiesa nella Diocesi di Treviso. La prrocchia organizza 3 serate di spiritualità, con un biblista monaco camaldolese (nato nel 1942, ordinato nel 1970), naturalmente non era in “divisa” ma in borghese senza neanche una piccola croce. L’allocuzione (termine nobile in questo caso) era da sinagoga e da tempio luterano, con una manciata abbondante di modernismo. Esempio: per fortuna che abbiamo avuto il CV2, e adesso Bergoglio che accelera perché prima era frenato. Alla fine vado dal “monaco”, e chiedo: La Pascendi di S. Pio X è ancora valida? Risposta: si ma in continua evoluzione. Vede mi dice: è tutto in movimento prima abbiamo avuto in vecchio testamento ora abbiamo il nuovo. Concludo il brevissimo incontro dicendo: Lei fa parte di quelli condannati nella Pascendi da S. Pio X

    1. “… continua evoluzione… tutto è in movimento… prima il vecchio testamento ora il nuovo…” Prima NSGC con il suo insegnamento, S. Paolo, S. Pietro, S. Giovanni, ora il nuovo clero; prima il Concilio di Trento, con i Papi che hanno sofferto e lottato per colpa di Lutero e dei suoi seguaci, ora la dichiarazione congiunta di cui parla Tonietta (non la conoscevo, pazzesca) che si fa beffe di tutti i santi e i martiri che soffrirono per colpa della riforma protestante. Così, tutto in movimento, tutto fluido (che bello! fluido è meglio di solido, non trova?), niente è sicuro (non a caso qualcuno non dice più ‘sia lodato Gesù Cristo’ ; questo GC divide, pretende di essere la Verità, la sola Verità; ma così non va bene).
      OK, tutto in evoluzione, niente di stabile: ma allora non sono da prendere sul serio nemmeno gli attuali modernisti. Se tutto cambia, domani sono sorpassati pure loro. Quel che dicono non sarà più valido. Su questo ci sto!

      1. Anch’io ci sto, e lo dico apertis verbis a qualsiasi prete che contesti la mia fede tradizonalista. Se voi (modernisti) avete rifiutatocombattuto la Chiesa dei miei avi, perché io non dovrei rifiutare la vostra Chiesa 2.0?
        Rifiuto quindi ogni cosa (dottrina, pastorale, aggiornamento, ecumenismo, ecc.) che ia stato adottato ed imposto dal 1958 in poi. Non vi sta bene? e chi se ne frega? viva Cristo Re, abbasso i modernisti di ogn sorta, razza e continente…

  17. La messa tradizionale non è celebrata in tante parti.
    Come comportarsi?
    Basta la volontà di pregare e offrire?

    Grazie .Aspetto una risposta.

    1. il fatto è che la Messa tradizionale è non eretica, ma quell’unire una cum bergoglio ovvero il traditore di Cristo, non mi piace…
      penso che allo stato attuale ognuno deve fare i conti con la coscienza e valutare davanti a Dio, senza ascoltare cosa dicono gli altri.
      Ascoltare per capire meglio e decidere in totale autonomia, in attesa di un papa cattolico e che qualcuno abbia il coraggio di gridare pubblicamente la verità avvertendo TUTTI del rischio di perdere l’anima.
      Questo nessuno lo fa. per cui nello sfacelo attuale potrebbe anche essere meglio dire il rosario da soli o leggere la santa messa da soli…
      Tremendo questo dover rinunciare ai nostri templi, alla Presenza di NS Signore, alla S.Messa , …ed essere senza pastori… senza papa… Io scelgo i papi di 2000anni col loro magistero che cozzano ct questi ultimi .anti
      Sono i tempi dell’apostasia e del mistero d’iniquità nella sua ultima…

    2. Visto che l’assemblea conciliare non garantisce né grazie né benedizioni, meglio recitare un rosario come facevano negli anni sessanta i fedeli che hanno capito subito la truffa. Così hanno dovuto fare i cattolici durante la persecuzione con Enrico Vlll ed eredi eretici (e fino alla legge sulla “emancipazione dei cattolici” qualche secolo dopo che aboliva il “reato penale” di frequentare la Santa Messa). Altro che chiedere scusa agli eretici! Per noi non è così almeno per ora. Sperare nei vescovi è inutile: preferiscono dare le chiese agli eretici piuttosto che ai cattolici non protestantizzati. Quando impossibilitata, vado su https://www.youtube.com/watch?v=6ze9sEn5Xos oppure informasi sul sito Istituto Mater Boni Consilii. Nel Web si trovano elenchi di “messe in Latino” ma sono prettamente “una cum” (compreso quelle della SSPX), cosa che personalmente non mi sento di accettare. Bisogna comunque verificare se la Santa Messa è quella di San Pio V e non quella di Paolo Vl in latino.

    3. Cara Martina, anche dalle mie parti è difficilissimo trovare una messa tradizionale e se di questo proviamo dolore, mi è stato suggerito di offrire questa sofferenza al Signore.

  18. L’ Istruzione Universae Ecclesiae sull’applicazione del motu proprio Summorum Pontificum al punto 17.1 recita cosi: Per decidere in singoli casi, il parroco o il rettore, o il sacerdote responsabile di una chiesa, si regolerà secondo la sua prudenza, lasciandosi guidare da zelo pastorale e da uno spirito di generosa accoglienza.
    Quindi cara Martina, se per “prudenza” il parroco dicesse no, bisogna solo pregare Dio affinché converta il sacerdote che si rifiuta di celebrare la messa di sempre.

  19. Ma visto che il parroco si lascia guidare dallo zelo pastorale, come si legge al punto 17.1, ci si dovrebbe aspettare che da buon pastore lasci le 99 pecore per cercare quella smarrita ( tu Martina) per salvarla (celebrando la messa di sempre).

    1. Carissimo Aldo, ma lo sa che i preti, anche quelli anzianotti, la messa tradizionale non sanno dirla? Ho avuto col mio parroco una piccola discussione sul Confiteor (lui ha passato la settantina) e mi sono accorta che neanche nei suoi ricordi v’è segno della messa di una volta (l’avrà cancellata volutamente?Chissà…) Eppure io, che sono più giovane di lui, molti passi ancora me li ricordo.E ricordo con profonda nostalgia i mesi di maggio, le conferenze e le messe dei primi venerdì nella bella chiesetta delle suore da cui andavo a scuola. Ma non è perché quelli erano gli anni della mia prima giovinezza, ma perché cattolica adulta non mi ci sono mai sentita e come la Signora D’Agostino, sono rimasta bambina.

  20. Ho solo,53 anni e non ho mai assistito ad una Messa col rito antico.
    Se celebra un sacerdote di buona volontà,già si respira un po’ di cielo…
    Non oso pensare come starei,dopo una Messa con rito antico.
    Grazie,Aldo per la tua attenzione.
    Buon tutto..

    1. Purtroppo la “Messa di sempre” è quasi completamente perduta, nonostante il motu-proprio “Summorum Pontificum Cura” di Ratzinger, puntualmente ignorato, disatteso o addirittura osteggiato apertamente dalla stragrande maggioranza di Vescovi e di liturgisti diocesani. Si dovrebbero rieducare i Sacerdoti a celebrarla; i pochi volenterosi e coraggiosi che si sono cimentati, hanno dovuto fare questo sforzo… Ma ne è valsa la pena!
      Ribadisco quale credo sia la degna “cornice” per la VERA LITURGIA: latino + organo + incenso + candele di cera + inginocchiatoio + silenzio = PREGHIERA.

  21. Il direttore di una rivista, che si definisce cattolica, ad un lettore sconcertato dall’elogio di un sacerdote della preghiera comune con i musulmani, che definisce eretica, risponde: “Magari fosse facile rispondere a queste domande! Trovo invece che l’etimologia della parola “eresia” abbia a che fare con scegliere, separare, quindi neppure tanto con la verità o meno…” Infine termina, dopo varie affermazioni contorte, così: “Gesù e Maometto non sono sullo stesso piano, perché cristiani e musulmani danno a loro significati molto diversi (e sicuramente i secondi di per sé non “pregano” Maometto ma Allah). Ma come la mettiamo con Dio?” La gravità di una simile domanda ed il resto, dimostra la totale perdita della fede nella Santissima Trinità. Ci sarebbe un altro Dio oltre Gesù Cristo, il Verbo incarnato non sarebbe più Dio. L’abbandono della Messa Tridentina ha portato a questo, alla perdita della fede nel clero.
    Emanuele

  22. Donato Franchino

    “Ragazzi, se qui ci fosse Gesù, vi comportereste così?”. Eppure Gesù era proprio lì, davanti a lui, sotto le specie eucaristiche”. E’ esattamente questo il vizio acquisito, la prova della negazione del carattere escatologico dell’esistenza umana. La chiesa è la prima a non prendere sul serio e a non credere veramente all’esistenza e presenza viva del Signore nel mondo attuale. Nonostante sia vero che ognuno è responsabile della propria anima è altrettanto vero che il sacerdote è responsabile di ogni anima. L’odierno sincretismo e la miscredenza dei credenti ha pure un’origine, ossia la secolarizzazione della chiesa e la detronizzazione del Signore dagli altari e dal vissuto quotidiano. Moltissimi sedicenti cattolici, non leggono i Vangeli, molti amano credere “autodidattamente” costruendosi un credo a propria misura credendo anche nella reincarnazione. La piazza non è servita, la porno-legge è cosa fatta. Le messe al Signore rimarranno in eterno, come la condanna degli autori. Sia lodato Gesù…

  23. “Giriamo i loro altari e avremo distrutto Roma”: una frase impressionante, considerato che li hanno girati veramente. Ma non siamo ancora alla profezia di Daniele, richiamata da Gesù (cfr. Mt 24, Mc 13 oppure Lc 21) che parla di cessazione del sacrificio quotidiano (cfr. Dn 12, 11).
    E allora che ne sarà? “Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni” (Dn 12, 12).
    Eppoi la Madonna è con noi.

    1. Sono 3 anni e 8 mesi circa : ma allora non è il passo dove si parla di “due tempi, un tempo e mezzo tempo”, che se rapporati agli anni danno un numero inferiore di giorni (sia con l’anno civile che con quello commerciale, di soli 360 giorni). Comunque il riferimento numerico del passo di Daniele è oltremodo significativo; infatti il numero 12, nella Sacra Scrittura, è indice di un compimento, un completamento di un disegno divino : i 12 apostoli, le 12 tribù d’Israele, l’età di Gesù ritrovato tra i dottori del tempio, la donna che solffriva di emorragie da 12 anni, guarita da Gesù, la figlia di Giairo, resuscitata da Gesù, le 12 ceste riempite con gli avanzi dei pani e dei pesci moltiplicati da Gesù. C’è di che riflettere, anche non essendo appassionati di numerologia..

      1. Comunque, se Bergoglio rinnegherà apertamente il Concilio di Trento e la condanna di Lutero, riammettendolo a pieno titolo nella Chiesa e giudicando giusta la Riforma e sbagliata la Controtiforma, potrebbe anche togliere la Transustansazione dalla messa, per renderla identica alla cena protestante. Sicuramente nessuno membro del clero oserebbe dissentire apertamente. Mi sembra di ricordare che Montini già avesse predisposto una prima bozza di NOM di quel tipo, poi ritirata a seguito dell proteste del clero dell’epoca (non ancora maturo per un simile tradimento), così incaricò Bugnini ed i sei pastori protestanti di “protestantizzare” quanto più possibile la messa cattolica.

        1. Io son nato dopo la riforma liturgica e non sono mica protestante.
          La storia è nelle mani Dio, e se nel mondo c’è qualcosa che non ci piace non dobbiamo piangere, ma pregare ardentemente il Signore e chiedere l’intercessione dei santi e compiere al meglio, per quello che è di mostra competenza, il nostro dovere.
          Il compito di Papa, vescovi e sacerdoti spetta al Papa, ai vescovi e ai sacerdoti, non ad altri.

      2. Io ho riportato ciò che profetizzò Daniele senza fare conti. Certamente vi sarà un tempo in cui cesserà il sacrificio quotidiano, e ancora sicuramente quel tempo non è quello iniziato con la riforma liturgica postconciliare.
        Quindi, la Messa non ci è ancora stata tolta.
        Il mio invito è pregare di più con la corona del Rosario. E volendo il S.Rosario si può anche dire in latino.
        Sia lodato Gesù Cristo!

  24. Caro Gnocchi, Lei invita a mostrare al Santo Padre striscioni con scritto “Bergoglio ci ricorderemo”, sull’esempio di quelli esibiti (ahimè inutilmente) ai politici.
    Ma se ai politici quel “ci ricorderemo” può fare un po’ di effetto, in riferimento alla successiva tornata elettorale, per gli uomini di Chiesa, è un monito ben da poco, perché la loro poltrona non la devono ai fedeli, bensì a chi sta sopra di loro.
    Certo, sopra al prete c’è il vescovo, sopra al vescovo c’è il Papa, sopra al Papa…
    Forse, più che ammonirlo che di certe cose ce ne ricorderemo noi, sarebbe opportuno rammentargli che se ne ricorderà Nostro Signore e che a Lui dovrà risponderne, come coraggiosamente gli ricordò il defunto vescovo Livieres Plano, dal Pontefice sollevato dal governo della diocesi in modo alquanto pretestuoso, per non volersi piegare all’andazzo fallimentare dei suoi colleghi latinoamericani.

    1. Forse bisogna pregare di più e fare più penitenza.
      La Madonna ha detto: “Pregate, Pregate, Pregate!” e anche “Penitenza, penitenza, penitenza!”.

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