“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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Sono arrivate ancora diverse lettere in cui si parla non solo dell’Amoris Laetitia, ma anche del senso di abbandono che opprime tanti fedeli che, smarriti dal contenuto della “Esortazione post-sinodale”, non riescono a trovare guide sicure tra i pastori della Chiesa. Oggi si parla di questo e settimana prossima si affronterà un argomento che inevitabilmente è correlato: la situazione della Fraternità San Pio X dopo le recenti “aperture” di Bergoglio. Infine cercheremo di dare una risposta alla domanda che, in questa drammatica contingenza, non può non scaturire: che fare?

Le parti precedenti sono state pubblicate il 13 aprile (clicca qui) e il 22 aprile (clicca qui)

PD

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Non è l’opera di Bergoglio a stupire e ferire tanti cattolici, ma la sconsolata constatazione che non c’è un solo pastore dotato di lucidità, coraggio e forza per dire la verità tutta intera pubblicamente ed efficacemente. Le deludenti dichiarazioni del Card. Burke e di Mons. Schneider.

Martedì 3 maggio 2016

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zrbrpsCari amici,

uno punti comuni a tutte le vostre lettere sull’attuale situazione della Chiesa è la dolorosa constatazione di far parte di un piccolo gregge abbandonato dai pastori. Ed è significativo il fatto che queste riflessioni non riguardino tanto l’attuale Pontefice, venuto dalla fine del mondo e avviato verso la fine del mondo nelle sua folle guerra a Cristo e alla Chiesa cattolica. Il piccolo resto cattolico non si fa più illusioni sul vescovo di Roma, anzi ha imparato rapidamente a diffidarne e a difendersi dai colpi di flagello con cui batte quotidianamente il Corpo Mistico di Cristo. Non si scandalizza se, parlando di un simile fenomeno, si usano espressioni come “tizzone d’inferno” (cfr. Tex Willer per i fumettari e i Promessi sposi per gli intellettuali). Il piccolo resto non ha i fremiti clericali di certe anime belle foderate con polverose tappezzerie clericali di fine Ottocento intente a baloccarsi con il “rispetto e l’ossequio comunque dovuti al successore di Pietro” mentre lui, il “successore di Pietro”, continua a devastare, reprimere e opprimere.

Non è l’opera di Bergoglio a stupire e ferire tanti cattolici, ma la sconsolata constatazione che non c’è un solo pastore dotato di lucidità, coraggio e forza per dire la verità tutta intera pubblicamente ed efficacemente. Quel poco che è uscito a commento della nefasta Amoris laetitia, un vero e proprio atto di perversione della fede cattolica, non basta. I testi diffusi in queste settimane come manifesti della resistenza cattolica sono solo il povero mormorio timoroso e attenuato dai “se”, dai “ma” e dai “forse” di chi non vuole o non può parlare e, alla fine, abbandona il gregge.

Non c’è un vescovo, non c’è un cardinale che abbia fatto e abbia detto tutto intero ciò che privatamente, magari, si azzarda a pensare e a confidare. Eppure, qualche anima bella tappezzata alla clericale spiega ancora come e qualmente quei poveri vescovi e quei poveri cardinali non bisogna turbarli e criticarli perché “stanno preparando il dopo Bergoglio”. E poi, dice ancora l’anima bella, come si può essere così grezzi da non capire che vescovi e cardinali non possono permettersi di dire certe cose?

Non so voi, cari amici, ma arrivati a questa fase della discussione, io devo sempre compiere un discreto esercizio di autocontrollo perché anche alla bellezza di certe anime belle ci dovrebbe essere un limite. Però bisogna spiegarglielo con le buone maniere, altrimenti il soffio barbarico della realtà si porta via anche gli ultimi brandelli di tappezzeria.

Dunque, niente strappi, anzi proviamo ad assumere come ipotesi la teoria di queste belle anime. Ammettiamo per assurdo che i consacrati, dall’ultimo dei sacerdoti fino al primo dei principi della Chiesa, non possano permettersi di dire tutto quanto pensano circa la verità tradita e che questa regola diventi tanto più ferrea e cogente più si sale di grado.

Ma che cosa discende da una tale teoria? Che, mano a mano si progredisce nella gerarchia, si è sempre più costretti a cooperare con la menzogna e con il male. Magari qualcuno collabora illudendosi di farlo a fin di bene applicando la solita distorsione del concetto di “male minore”, ma altri pare di vedere che lo facciano per amore della carriera. E questo è ancora niente, perché l’esito finale di questa tesi è il seguente: se mano a mano si sale nella gerarchia si è sempre più costretti a tacere la verità e tollerare l’errore, tutto questo si troverà in sommo grado al vertice della scalata, in colui che occupa il trono di Pietro: per essere Papa, bisogna rovesciare completamente le scelte da cui si era partiti, bisogna abbracciare il falso e rigettare il vero.

Da questo punto di vista, Bergoglio, vertice di una chiesa invertita in cui l’errore ha preso il posto della verità, risulta il modello a cui tende ogni ecclesiastico che aspiri a salire i gradini gerarchici rinunciando a urlare la verità dai tetti. Ma è anche colui a cui le anime belle continuano a portare il “rispetto e l’ossequio comunque dovuti al successore di Pietro” rinunciando ipso facto a dire la verità. In tal modo, anche loro finiscono per imbavagliare il vero e privarlo della sua forza pur rimanendo ai piedi della piramide gerarchica, laddove, secondo la loro teoria, ci dovrebbe essere più libertà.

In questa chiave, diventano comprensibili gli interventi su Amoris laetitia del cardinale Raymond Leo Burke e di monsignor Athanasius Schneider, che hanno fatto sentire tanti cattolici ancora più soli. Ma poteva andare soltanto così. Per mettere veramente in discussione un sistema servono due condizioni: non appartenervi, o almeno essere pronti a perdere le posizioni che vi si occupano, e poi riconoscere, denunciare e rigettare la radice teorica su cui tale sistema si regge. Della prima condizione abbiamo appena parlato, mostrando che viene del tutto disattesa. La seconda si concretizza con l’impugnazione della carta costitutiva della neochiesa della Casa Comune, i documenti del Concilio Vaticano II. Ma tutti, invece, si affrettano a citare proprio i testi conciliari come fonte esclusiva per definire natura, forma e mezzi del sistema in cui operano, chiudendo anche teoricamente il circolo vizioso da cui non possono più uscire.

In virtù di tutto questo, il cardinale Burke, nell’intervento pubblicato dal National Catholic Register, articola il suo ragionamento sui seguenti punti, che hanno bisogno di essere commentati solo brevemente:

“I media laici e anche alcuni media cattolici stanno dipingendo la recente Esortazione Apostolica Post-Sinodale  Amoris Laetitia “Sull’amore nella famiglia” come una rivoluzione nella Chiesa, come un radicale allontanamento dall’insegnamento e dalla prassi della Chiesa, sul matrimonio e la famiglia, così come trasmesso fino ad ora”.

zzzzvscvdnzntCari amici, qualcuno penserà che sono di parte, ma direi che non si può dare sempre e solo la colpa ai giornalisti. Secondo il cardinale, il problema non starebbe tanto nel testo e nella sua lettera, ma nell’interpretazione malevola e tendenziosa che ne viene data. Lo schema è quello ormai vecchio e triste applicato con insuccesso al Concilio Vaticano II, secondo cui esisterebbe una lettera buona e santa stravolta da uno “spirito del Concilio” cattivo e mondano. Dunque, per ripristinare l’ordine infranto, si tratterebbe soltanto di applicare la giusta ermeneutica, che, secondo il cardinale, è naturalmente quella della riforma nella continuità:

“In altre parole, l’Esortazione Apostolica post-sinodale può essere correttamente interpretata, in quanto documento non magisteriale, solamente usando la chiave del Magistero, come spiegato nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 85-87). La dottrina ufficiale della Chiesa infatti fornisce l’insostituibile chiave interpretativa dell’Esortazione Apostolica, di modo che possa veramente servire al bene di tutti fedeli, unendoli ancor più strettamente a Cristo, che è l’unica nostra salvezza”.

Ma il tentativo di negare il carattere magisteriale al documento bergogliano si mostra debole e perdente almeno su due fronti. Prima perché mette in discussione la forma invece che argomentare sul contenuto. Poi perché questa Chiesa, minata da una vera e propria crisi formale, ormai produce magistero secondo canoni e attraverso un linguaggio antitetici a quelli classici. Amoris laetitia ne è un esempio di scuola e, non a caso, è stata recepita universalmente come l’insegnamento autorevole di una nuova dottrina, quindi come neomagistero di una neochiesa che adotta una neolingua. E il cardinale Burke mostra di non aver compreso, o di non voler dire, che Bergoglio è l’incarnazione somma di tale mutamento. Tanto che scrive:

“Secondo l’insegnamento tradizionale, il Papa ha due ‘corpi’, uno in quanto membro individuale dei fedeli e perciò soggetto a mortalità e l’altro in qualità di Vicario di Cristo sulla Terra, e questo, secondo la promessa di Nostro Signore, perdurerà fino al suo ritorno nella gloria. Il primo corpo è il suo corpo mortale; il secondo è l’istituzione divina dell’Ufficio di San Pietro e dei suoi successori. I riti liturgici e gli abiti che rivestono il Papa sottolineano tale distinzione, cosicché una riflessione personale del Papa, mentre è ricevuta con il rispetto dovuto alla sua persona, non viene confusa con la fede vincolante dovuta all’esercizio del Magistero. Nell’esercizio del Magistero, il Romano Pontefice quale Vicario di Cristo agisce in una ininterrotta comunione con i suoi predecessori a partire da San Pietro”.

zzzzlpMa, in questa Chiesa che ha mutato forma, la distinzione tra i due “corpi” del Papa ha invertito il significato dei concetti e la loro gerarchia. Cosicché, invece di rivestire il suo “corpo” mortale con quello istituzionale, l’attuale Pontefice al momento di insegnare la fede compie proprio l’operazione opposta: il “corpo” di Jorge Maria Bergoglio si sovrappone a quello di Francesco inteso come Vicario di Cristo. Un’operazione che si manifesta nei riti e negli abiti liturgici poveri, mondani e sciatti al punto da scomparire al cospetto dell’abito bianco sotto cui si intravedono gli abiti feriali. Gli uffici e la gerarchia delle funzioni sono invertite: chi insegna e pontifica non è più il Vicario di Cristo, ma il vescovo venuto dalla fine del mondo.

In tale quadro, l’unico rilievo sul contenuto mosso dal cardinale Burke ad Amoris laetitia è il seguente:

“Nel documento ci sono frequenti riferimenti all’“ideale” del matrimonio. Una tale descrizione del matrimonio può essere fuorviante. Può condurre il lettore a pensare al matrimonio come ad un’idea eterna, alla quale gli uomini e le donne debbano più o meno conformarsi nelle circostanze mutevoli. Ma il matrimonio cristiano non è un’idea; è un sacramento che conferisce la grazia a un uomo e una donna per vivere in un fedele, permanente e fecondo amore reciproco”.

Persino certe anime belle, nel segreto del circolino clericale dove Dio le vede e Bergoglio no, si sono dette deluse dall’intervento del cardinale. Ma si sono subito rinfrancate alla lettura di quello di monsignor Schneider, che hanno trovato “puntuale, equilibrato e, soprattutto, rispettoso”.

Forse un po’ troppo “rispettoso” se inizia così:

“L’Esortazione Apostolica ‘Amoris Laetitia’ (AL) pubblicata di recente, che contiene una grande ricchezza spirituale e pastorale per la vita nel matrimonio e nella famiglia cristiana della nostra epoca, purtroppo ha già in poco tempo provocato interpretazioni contraddittorie perfino nell’ambiente dell’episcopato.

Anche qui, pare che il problema stia solo nell’applicazione di una corretta ermeneutica perché Amoris laetitia, dice il vescovo ausiliare di Astana, “contiene una grande ricchezza spirituale e pastorale per la vita nel matrimonio e nella famiglia cristiana della nostra epoca”. Ci sono dunque degli interpreti malevoli che la vogliono snaturare. E chi viene indicato tra i principali ispiratori di tale operazione? Il cardinale Christoph Schönborn, vale a dire colui che il Pontefice ha scelto come divulgatore del suo pensiero per la conferenza stampa di presentazione del documento. Evidentemente, è difficile arrendersi alla realtà, se monsignor Schneider arriva a scrivere:

“La strada per le interpretazioni abusive sembra esser stata indicata dallo stesso Cardinale Christoph Schönborn il quale, durante la presentazione ufficiale di AL a Roma, aveva detto a proposito delle unioni irregolari: La grande gioia che mi procura questo documento risiede nel fatto che esso supera in modo coerente la divisione artificiosa, esteriore e netta fra ‘regolari’ ed ‘irregolari’.  Una tale affermazione suggerisce l’idea che non vi sia una chiara differenza fra un matrimonio valido e sacramentale ed un’unione irregolare, fra peccato veniale e mortale”. 

Proprio così: il cardinale designato dal Papa a illustrare la sua visione della famiglia, con un colpo di mano ne avrebbe tradito il vero significato. Ma, in questo caso, bisogna spiegare come mai, alla domanda dell’inviato del Wall Street Journal che chiedeva se Amoris laetitia comporta una modifica nella dottrina sulla comunione ai divorziati risposati, Bergoglio ha risposto:

“Io posso dire: Sì. Punto. Ma sarebbe una risposta troppo piccola. Raccomando a tutti voi di leggere la presentazione che ha fatto il cardinale Schönborn, che è un grande teologo. Lui è membro della congregazione per la dottrina della fede e conosce bene la dottrina della Chiesa. In quella presentazione la sua domanda avrà la risposta”.

Quando si tratta di adesione all’errore, si sa che perseverare non è stupido, ma diabolico, e tanto dovrebbe bastare per capire quale sia l’ermeneutica di Amoris laetitia secondo il suo autore. E invece no, perché monsignor Schneider prosegue nell’elencare una serie di problemi che emergerebbero dal testo papale solo in virtù di una ermeneutica della discontinuità. Ma è il finale, che lascia senza fiato anche un cattolico con i polmoni da fondista:

“Considerando la confusione venutasi a creare tra sacerdoti e vescovi nella pratica sacramentale per quanto riguarda i divorziati risposati e l’interpretazione di AL, si può considerare legittimo un appello al nostro caro papa Francesco, il Vicario di Cristo e ‘il dolce Cristo in terra’ (Santa Caterina da Siena), affinché ordini la pubblicazione di una interpretazione autentica di AL, che dovrebbe necessariamente contenere una dichiarazione esplicita del principio disciplinare del Magistero universale e infallibile riguardo l’ammissione ai sacramenti dei divorziati-risposati, così come è formulato nel n. 84 della  Familiaris consortio. (…) Una interpretazione autentica di AL da parte della Sede Apostolica porterebbe una gioia nella chiarezza (“claritatis laetitia”) per tutta la Chiesa. Tale chiarezza garantirebbe un amore nella gioia (“amoris laetitia”), un amore e una gioia che non sarebbero secondo la mente degli uomini, ma secondo la mente di Dio (cf. Mt 16, 23). Ed è questo ciò che conta per la gioia, la vita e la salvezza eterna dei divorziati-risposati e di tutti gli uomini”.

A parte il fatto che l’interpretazione autentica è già stata esibita in più di una sede, siamo così sicuri di avere bisogno che venga ribadita, magari in altre 263 pagine di neomagistero? Siamo così certi che un pronunciamento in proposito da parte di questa Sede Apostolica “porterebbe una gioia nella chiarezza (‘claritatis laetitia’) per tutta la Chiesa”?

Non so voi, cari amici, ma io ne faccio rispettosamente a meno.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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(3 – continua)

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86 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Veramente splendide le considerazioni sulle anime belle che dicono che vescovi e cardinali non possono permettersi di dire certe cose!
    Perfette le considerazioni sui nostri PAVIDI pastori: Burke ha deluso completamente (a che serve che faccia pregare affinché nella Chiesa trionfi la verità se lui che ha la possibilità di dirla non la dice, questa verità, con tanto di ammonizione canonica a Bergoglio)?
    Molto deludente anche Sarah!
    Schneider ha detto qualcosa di buono e di giusto, ma infarcito di elogi a Bergoglio e all’A.L. e inoltre, invece che agire si è ridotto a fare una nuova supplica filiale (che sarà assolutamente inutile e che servirà solo ad attenuare la resistenza dei tradizionalisti più ingenui)!
    Perché non gridano un chiaro NON POSSUMUS?
    Perché non dichiarano Bergoglio ERETICO, visto che lo è fino al midollo e da molto prima dell’ A.L.?
    Dove’è finito l’esempio di Sant’Atanasio? Nel dimenticatoio?
    E’ più prudente tacere e abbandonare il gregge o smascherare e combattere i lupi?

    1. Bravo, Diego, parole sante le tue, con le quali concordo pienamente. In particolare sul fatto che questi pochi cardinali aparentemente ancora cattolici (ma forse solo in “foro interno”) con la loro pavidità ed il loro invito all’obbedienza implicitamente facciano opera di depistaggio, distraendo gli ingenui tradizonalisti dall’opporsi strenuamente a Bergoglio ed ai suoi scherani, tutti intenti all’opera di distruzione di quel poco che resta di cattolico in questa chiesa vaticansecondista.

    2. Carla D'Agostino Ungaretti

      Caro Sig. Diego, non gridano NON POSSUMUS e non dichiarano Bergoglio ERETICO perché non sono, né hanno la tempra di Paolo di Tarso, capace di gridare pubblicamente in faccia a Simon Pietro che aveva torto, o di S. Atanasio, come io non ho la tempra di S. Caterina da Siena, anche se vorrei tanto averla. Siamo tutti poveri esseri umani pieni di dubbi e di incertezze, anche se i più responsabili vestono di rosso. Ha ragione Gnocchi quando dice che dovrebbero essere capaci di buttare alle ortiche la berretta cardinalizia o la mitria episcopale, ma cosa succederebbe nella Chiesa se il “quarto potere” finisse per cavalcare questa notizia? Non sarebbe tutta acqua al mulino protestante? Forse ho torto, ma anche questo dubbio dimostra il dramma spirituale che io sto vivendo, come tutti noi. Forse per diventare tetragoni nella nostra fede avremmo bisogno di vivere, come nei primi secoli, la persecuzione sulla nostra pelle.

      1. Carissima Carla io ci ho messo 3 anni,2 anni per convincermi che anche prima di lui avevano errato (su di lui mi è bastato il buon teologo kasper da anni maestro di seminari e parrocchie e il doppio papato che NON è possibile per un cattolico) e l’ultimo anno per superare lo schoch. La capisco ma per esperienza le dico , solo accettando la verità si va avanti. Ora dopo un anno di angoscia inizio a tranquillizzarmi.

      2. Gent.ma Sig.ra Carla ,frequentando diversi siti sia italiani che stranieri sto notando , con sempre piu’ inquietante frequenza , che il problema piu’ grave relativamente ai rapporti con le altre ‘ denominazioni cristiane ‘ e’ la martellante propaganda degli ‘ ortodossi’ verso di noi ,con la proposta di defezionare. Il loro ragionamento e’ semplice : se la Chiesa oggi e’ la ‘ chiesa (anche per loro eretica) di Bergoglio ‘ e lui stesso ci ha detto che una fede vale l’altra, chi ce lo fa fare a rimanere nella chiesa cattolica, se cattolica non e’ ? Tale propaganda fa presa anche con non pochi sacerdoti in crisi. Non parliamo poi del numero di quelli che non vogliono piu’ andare alla Messa N.O. e vogliono andare a quella ‘ortodossa’ ! Ne ho gia’ ‘ stoppati ‘ un paio ,ma purtroppo tra le lingue slave conosco bene solo russo e polacco,e ci sono moltissimi cechi,slovacchi ,sloveni e croati che vengono regolarmente ‘punzecchiati’ o blanditi. Grave la situazione anche negli U.S.A.

    3. Cara Carla, concordo pienamente con l’amico Alessio!
      Mi è successo proprio ieri che un ortodosso (su di un sito cattolico!) tentasse di convincermi a diventare ortodosso (o forse mi ha scambiato per ortodosso, non si è capito benissimo cosa intendesse dire, e forse non capiva bene l’italiano perché io avevo da poco detto che gli ortodossi sono ERETICI)!
      Già all’interno dei siti cattolici c’è che pubblica articoli di elogio agli ortodossi e ciò dimostra il fortissimo malcontento per Bergoglio e l’illogicità della sua pastorale: se tutte le religioni portano alla salvezza perché restare cattolici?
      E se quindi un islamico non è vincolato a credergli perché dovremmo essere vincolati noi?
      E in effetti a Napoli (IN ITALIA!) molti cattolici si stanno convertendo all’islam!
      D’altra parte se (come afferma erroneamente Bergoglio) tutte le religioni portano alla salvezza, e l’islam dice che solo la religione del “Profeta” è salvifica, la logica conseguenza è quella di aderire all’Islam.

  2. Il problema principale è che una chiara e precisa posizione di condanna dell’operato del “papa” da parte di vescovi o cardinali e la messa sotto accusa di Bergoglio, equivarrebbe ad avviare uno scisma nella chiesa…è questo che vogliamo ed auspichiamo? Comunque la si rigiri, il futuro della chiesa non è roseo; a questo punto solo Dio può metterci un rimedio!

    1. Scasa, caro Camerata, ma perché, tu consideri ancora cattolici tipi come Bergolio e Kasper, o Galantino e Ravasi, e via dicendo ? Consideri cattolica le chiesa che essi occupano con superbia ed arroganza? Medita le parole di S. Atanasio “Ora, cos’è più importante, occupare le sedi o mantenere la fede? Ovviamente mantenere la fede”, e quindi non si può ssere “una cum” con questi apostati, rosi dall’odio per tutto ciò che ricorda la Chiesa preconciiare. No, caro Camerata, sono loro che hanno fatto lo scisma, snaturando la Chiesa di Cristo, LORO sono fuori della Chiesa, non noi. Questo io credo sempre più fermamente, e tra poco forse lo diranno pure loro apertamente, se abboliranno il dogma della Transustasazione, se sanciranno la nascita della religione unica mondiale, senza Cristo e la Sua Croce. Occhio a satana, che sta facendo outing !

      1. Sono protestanti loro ma da tanti anni tanto vero che le parrocchie queste cose le fanno e dicono da decenni. Bene che venga anche chiaro dal pulpito primo apparentemente.

  3. Io apprezzo il dott.Gnocchi e rispetto le sue riflessioni.Tuttavia non è accettabile che un laico parli in questo modo di colui al quale riconosce l’autorità di SommoPontefice della Chiesa!Non disse Nostro Signore”Chi ascolta voi,ascolta Me;chi disprezza voi disprezza Me”,riferendosi agli Apostoli(Chiesa Docente)e in particolare al loro Capo,Pietro?O Bergoglio è Vicario diCristo e le critiche sono ammesse ma entro un certo limite(vedi caso correzione da parte di San Paolo),non certo ai livelli di “tizzone d’inferno”,”diffidarne e a difendersi dai colpi di flagello con cui batte quotidianamente il Corpo Mistico di Cristo”.Quanto grave e poi l’affermazione”chi insegna e pontifica non è più il Vicario di Cristo,ma il vescovo venuto dalla fine del mondo”! Ritengo sia a questo punto “meno opportuno(l’atteggiamento di Gnocchi) delle cosiddette anime belle”che,in buona fede,cercano di ridimensionare la portata degli scandali che quasi quotidianamente dobbiamo sopportare! Bergoglio NON è Vicario di Cristo!

    1. Caro Alessandro, non si scandalizzi per il “tizzone d’inferno”. Pure don Camillo quando non ne poteva più e gli scappava la pazienza ne diceva di simili. Ma era pur sempre don Camillo, quello che col Padreterno sapeva parlarci perché era un prete di quelli veri; tant’è che il Padreterno gli rispondeva pure; e gli rispondeva perché guardava nel profondo del suo cuore. E il cuore di don Camillo, lo sappiamo tutti, era un cuore puro.

      1. Non si tratta di non poterne più, ma del fatto che lapalissianamente il cosiddetto vescovo bianco non è ciò che dicono sia, non può insegnare il male perchè in questo caso non fa il papa e se non fa il papa è solo uo uomo per cui pregare che si converta.Un papa ha l’assistenza di Cristo. Se non ha l’assistenza di Cristo (lavora contro) non è tale. C’è un mistero nel papato e non è la prima volta che ci sono stati nella storia falsi papi, antipapi..L’importante che il clero si dichiari, certo senza attender nulla da chi è divenuto protestante nel frattempo..

  4. Se venisse prodotto un secondo documento, a commento della AL, a nulla servirebbe in quanto il VdR attinge acqua sempre dallo stesso pozzo, cioe’ considera solo cio’ che piu’ gli conviene e che e’ gia’ contenuto proprio nei pochi articoli della AL che gia’ hanno creato tanto smarrimento tra i fedeli.

  5. Maria Teresa

    Quanti problemi avremmo in meno se detti cardinali abbandonassero per un attimo la loro cultura e, cominciassero a seguire il consiglio di Cristo: “Il vostro parlare sia sì sì sì no no no”.
    Basterebbe dire :
    “SI’ l’AL riflette il pensiero del cardinale Schönborn; NO, non rispecchia il Magistero; SI’ produce interpretazioni contraddittorie, perché eretica; NO da oggi il matrimonio non è più un sacramento, ma un ideale utopistico; etc”

  6. Maria Teresa

    La frase:
    “Gli uffici e la gerarchia delle funzioni sono invertite: chi insegna e pontifica non è più il Vicario di Cristo, ma il vescovo venuto dalla fine del mondo.”
    è comprensibilissima per tante anime semplici. Come può un cardinale arrampicarsi sugli specchi al punto di affermare che il PAPA può esprimere pubblicamente idee contraddittorie al Magistero in virtù di una scollatura tra la figura del Vicario di Cristo e la sua natura imperfetta di umano?
    Come dire che PIO IX, autore del Sillabo, come uomo avrebbe potuto condividere e apprezzare il matrimonio civile, il liberalismo, il comunismo, etc
    Siamo in piena schizofrenia.

  7. ILL.mo Dott. Gnocchi , Lei non sembra in grado di capire che ‘ a certi livelli ‘ ci vuole uno ‘stile adeguato’ e che il Cardinale in realta’ ha ‘ stroncato ‘ la Amoris Laetitia nonostante Lei creda alle fallaci apparenze ,come certi siti americani manchevoli in esprit de finesse .Che si debba salvare la porcellana e la tappezzeria fine Ottocento di nonna Amelia e’ fuori discussione , anche se il palazzo stesse bruciando. Inoltre deve sapere che l’uso ,ai nostri tempi di alta civilta’ , di spada e sciabola e’ strettamente vietato : a palazzo ( se sara’ ancora in piedi ) sono ammessi solo spadino e fioretto (femminile). Per martedi’ prossimo Le raccomando un tono maggiormente intonato alle circostanze ,un linguaggio piu’ urbano e molto piu’ rispetto per i ruoli e deferenza per i gradi .Diversamente temo che non La potremo piu’ ricevere alle fondamenta del palazzo .Per favore non esibisca lo stantio argomento di S, Caterina : il medioevo resta pur sempre medievale, DARK ages.

    1. Sono d’accordo, Alessio. Anche l’esortazione filiale di mons. Schneider a fornire un’interpretazione corretta di AL è una garbata condanna: se si dice che un documento appena pubblicato necessita di un chiarimento su cosa intenda significare, a me sembra chiaro che si stanno esprimendo fortissime riserve su tale documento.

      1. Gent.le Luigi ,speravo fosse evidente il tono ironico e un po’ satirico verso le ‘ anime belle ‘ e lo stesso Schneider . Forse ho sbagliato . Sono totalmente d’accordo con il Dott. Gnocchi . Sperare che Bergoglio risponda a qualunque richiesta di ‘ chiarire ‘ e’ metodo fallace , ingenuo ed illusorio .Bergoglio non lo fara’ MAI . Lascera’ passare il brutto tempo e quando vedra’ che tutto si e’ calmato e che le coscienze sono assopite ,per non dire lobotomizzate , riprendera’ la sua folle corsa .Il Motu proprio sugli annullamenti , dopo tanto scandalo ,e’ gia’ tranquillamente assorbito .Chi lo ricorda piu’ ? Tra 2 mesi massimo la A.L. sara’ gia’ nel dimenticatoio. Se non si dovesse avvertire calma piatta , il circo si muovera’ altrove con un’altra enciclica , lettera o sinodo , a piacimento ,e si riparte . Ancora peggio , tuttavia ,il metodo Spaemann : aspettare che il prossimo papa ‘ sistemi ‘ tutto .Sono rimasti solo i laici , pero’ basta con gli appelli , filiali o non .

    2. Non mi è chiaro se il suo commento fosse ironico; in ogni caso, è vero che quelle che al Dott. Gnocchi sembrano gran “leccate” in realtà, nel gergo dei Sacri Palazzi, sono effettivamente critiche evidenti. Questo, unito al fatto (e su questo concordo col mio omonimo) che non si deve MAI insultare il Papa, anche quando essendo uomo sbaglia, mi lascia un po’ di perplessità per la deriva scismatica di questo sito; ma anche un po’ di speranza per un futuro emendamento della Santa Chiesa.

    3. L’ironia non mi era evidente, Alessio. Ma dubito che mons. Schneider si aspetti davvero ingenuamente un chiarimento papale (e darlo dopo aver pubblicato una pappardella di trecento pagine sarebbe una clamorosa confessione di incapacità). Faccio un esempio. Lei pubblica un romanzo, lo fa leggere a un suo amico e la sua risposta è “bello, bello, ma dovresti farmi avere qualche cartella in cui mi spieghi cosa hai voluto veramente dire”. Penserebbe che gli sia piaciuto, che la stia lodando, che le stia facendo pubblicità?

  8. Il vescovo di Roma non è venuto “dalla” fine del mondo, ma, come ha detto lui stesso all’elezione, sono stati i suoi confratelli ad andare a prenderlo “quasi alla” fine del mondo. Questa affermazione ambigua, perché invece di richiamare la provenienza allude al periodo temporale della fine del mondo, e’ il biglietto da visita di comportamenti e atteggiamenti altrettanto ambigui che, chi in un senso chi in un altro, alcuni provano a spiegare, altri a giustificare.
    Inoltre sono già due i Papi, uno l’opposto dell’altro, che insieme partecipano alle occasioni importanti (beatificazioni e Giubileo), ma “inconciliabili” come le ermeneutiche che vorrebbero esprimere.
    Sembra che dalla rinuncia e dall’elezione ad oggi una sola domanda sia attuale per ogni cattolico : “essere o non essere? Questo è il problema!”.

  9. Perchè nessuno parla chiaro? Facciamo finta che un cardinale parli chiaro, chiarissimo, senza tener in conto la propria sorte. E poi? Poi bisognerebbe governare quello che segue. Facciamo finta che le pecore le si affidi per il momento a Dio. Una divisione si evidenzierebbe in tutta la sua tragicità. E sarebbe ancora il minimo di quello che potrebbe verosimilmente accadere. Se forze esterne si sono comunque infiltrate col tempo nella Chiesa, con una sua palese spaccatura entrerebbero, al galoppo, nella Chiesa a far da “PACIERI”le più scaltre forze politiche, culturali, finanziarie del globo. La Chiesa e tutte le sue fazioni troverebbero come d’incanto tanti protettori ognuna. E i protettori contestualmente cercherebbero di togliersi qualche sassolino che hanno nelle scarpe nei confronti di altri protettori di altre fazioni. Vi ricorda alla lontana nulla di già accaduto? E non sarebbero solo popoli europei a trovarsi in questa situazione. Ognuno curi con rigore la sua Fede di sempre.

    1. Grazie signora.
      “Con rigore” e, mi permetto di aggiungere, senza sentirsi vincolato al carro di questo o quel prelato. Loro se la vedranno con Dio (da Sacerdoti), noi pure (da laici); ma il nostro tempo non va speso dando pagelle ai preti

  10. Lo scandalo bergogliano si sta’ diffondendo a macchia d’olio!
    Vorrei raccontare ciò che mi è successo domenica a messa!
    Il sacerdote modernista che l’ha celebrata ci ha raccontato (durane la messa!) che è stato a trovarlo un divorziato “risposato” che gli ha chiesto se poteva fare il padrino di Battesimo e che la madre del bambino gli ha detto che Bergoglio, nell’A.L., ha dato il permesso!
    Quel prete ci ha detto che gli ha risposto così: bisogna valutare caso per caso, non è detto che tu possa farlo!
    Poi ci ha detto che non dobbiamo fidarci dei giornali, che fanno sembrare che “il Papa abbia aperto alla Comunione ai divorziati risposati”, ci ha detto che i documenti vanno letti e che il papa si è limitato a decidere che in alcuni casi la Comunione la possono fare, in altri no…secondo quello che valuterà il sacerdote a cui ognuno di loro si rivolgerà!
    Ha parlato in modo tale da far sembrare Bergoglio prudente, scrupoloso e rigoroso!

    1. Bene ha fatto quel sacerdote (modernista o no che fosse). Ha introdotto un principio di prudenza e tirato il freno a mano, anche se il suo capo (qui in terra) è sembrato molto più esplicito. Non ravviso scandalo nel suo comportamento, anzi.

    2. Dire che la Comunione può essere data ANCHE IN UN SOLO CASO ad un divorziato risposato adultero e impenitente è UNO SCANDALO DI UNA GRAVITA’ INAUDITA!
      Un sacerdote che dice che a volte è lecito PROFANARE il Corpo di Cristo da’ scandalo!
      Se dicesse che a volte (caso per caso) è lecito lo stupro non sarebbe sommamente scandaloso?
      In questo caso è MOLTO peggio, si sta’ parlando della profanazione di Colui al quale dobbiamo tutto!

      Gesù e San Paolo hanno parlato invano?
      I dogmi del Concilio di Trento sono forse aboliti? E chi avrebbe l’autorità per farlo?
      Il sesto Comandamento vale “caso per caso”?
      San Giovanni, San Tommaso Moro e il Santo Cardinale John Fisher si sono fatti tagliare la testa invano?
      Avrebbero dovuto applicare il “caso per caso” ad Erode ed Enrico VIII…e se lo avessero fatto avrebbero “introdotto un principio di prudenza e tirato il freno a mano”?
      Fortunatamente hanno preferito guadagnarsi il Paradiso!
      L’unica prudenza in questo caso è rigettare l’ereticissima Amoris…

    3. L’unica prudenza in questo caso è rigettare l’ereticissima Amoris Laetitia!

      “Prometto di esserti fedele sempre,
      nella gioia e nel dolore,
      nella salute e nella malattia,
      e di amarti e onorarti
      tutti i giorni della mia vita.”

      Questa frase, secondo chi approva la Comunione agli adulteri “caso per caso”, dovrebbe essere cambiata con la seguente:

      “Prometto di esserti fedele,
      caso per caso,
      a seconda delle circostanze della vita.”

      1. D’accordo, d’accordo. Restano due fatti: 1) qualcuno, siano essi Cardinali o semplici parroci, mostra la propria perplessità sulle parole del Papa; e 2) dare corso alla propria santa rabbia e organizzare uno scisma, dichiarando eretico il Papa, oltre che materialmente impossibile nel 2016, sarebbe un tacòn peggio del buso. Si ricordi che neanche Santa Caterina, certo non tenera col suo Papa di allora, pensò mai si separarsi dal Corpo Mistico della Chiesa, di cui Cristo (e NON il Papa) è capo. Il Papa è un uomo che passerà, le cui azioni e parole saranno emendate; quando passerà, cari amici di RC, non facciamoci trovare fuori dall’unica Chiesa.

        1. Caro Alessandro, COSA fare è un’altra questione, per ora si può comunque CONSTATARE che Bergoglio è eretico (non credo che le serva un elenco delle eresie da lui dette)!
          Il prete di cui ho parlato ha approvato pienamente l’Amoris Laetitia, non fa altro che elogiare Bergoglio e fare discorsi di tipo simil-luterano (“chi crede che Dio avrà misericordia di lui si salverà, chi crede che Dio ci ha dato delle leggi che dobbiamo osservare per poterci salvare si dannerà”) e discorsi immanentistici (“le leggi di Dio si devono osservare per vivere meglio IN QUESTA VITA”), oltre che a negare fatti del Vangelo (Re Magi e tentazioni subite da Gesù nel deserto)!
          In caso di scisma è colui che è eretico (anche se veste di bianco) che si separa dalla Chiesa Cattolica…che non può in nessun caso tradire il Depositum Fidei, pena la perdita dell’Apostolicità!
          Io e lei siamo sempre andati d’accordo, spero che questo piccolo diverbio non crei rancori o fraintendimenti!
          La saluto con sincera stima,
          Diego

      2. Ottimo e lapidario, Diego!

        Non sono un teologo, non ho la competenza per discutere in profondità, ma come uomo sposato che ha pronunciato quella frase all’altare la questione messa in questi termini la capisco benissimo.

        A.L. ha distrutto tre sacramenti in un colpo solo, se i pastori non lo capiscono o se non hanno il coraggio di affermarlo dai loro pulpiti, toccherà ai laici di predicarlo dai tetti.

        1. Veramente ai lei, come a ogni laico, non tocca proprio predicare, essendo ciò uno dei munera che appartengono ESCLUSIVAMENTE alla Chiesa Docente! Attenzione ad appropriarsi di prerogative che non ci spettano altrimenti si corre il serio rischio di dare scandalo ai pusilli!

  11. cattolico triste

    Nuova evangelizzazione di Bergoglio “ha rovesciato i potenti dai troni e innalzato gli umili” ovvero come
    un schumacher (calzolaio) austriaco ha fatto le scarpe a un müller ( mugnaio) tedesco.
    L’unica “bestemmia” rimasta è dire che il Concilio Vaticano II continua a generare sofismi e rende sempre più inaccessibile la Verità. Occorre rileggersi una frase del discorso di apertura pronunciata da Papa Giovanni XXII, di santa memoria,:” occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, sia approfondita ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi. Altro è infatti il deposito della Fede, cioè le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, altro è il modo con il quale esse sono annunziate, sempre però nello stesso senso e nella stessa accezione. Va data grande importanza a questo metodo e, se è necessario, applicato con pazienza; si dovrà cioè adottare quella forma di esposizione che più corrisponda al magistero, la cui indole è…

  12. Ma dunque, è possibile che non solo ogni parola pronunciata in alta o in bassa quota debba sempre essere spiegata da qualcuno che non sia colui dalla cui bocca è uscita, ma persino un documento con tanto di firma autografa debba essere supportato da una “interpretazione autentica” da parte della Sede Apostolica per portare una “gioia nella chiarezza”?
    Caro Mons. Schneider, mi scuso di questo mio ardire, ma proprio lei che sembrava suscitare tante speranze e che appariva sicuro difensore del cattolicesimo vero, si mette ad auspicare un rimedio così ridicolo?
    Non so più cosa pensare, ma qui mi pare che mattone dopo mattone, la casa stia crollando tutta.

    1. Cara Tonietta, concordo con lei, oltre che con Diego: i cardinali sono tutti pienoi di “sacro timor di Bergoglio” (non di Dio) e lasciano tranquillamente che lui trascini le anime verso l’inferno, rifiutandosi di dire apertamente il “si si, no no” richiestoci da Nostro Signore. Il di più (tutte queste chiacchere a vanvera, i libroni di interpretazione autentica di ambiguità espressasmente volute), “viene dal maligno”, parole di Cristo, se lo ricordino questi principi della Chiesa !

      1. Splendido commento, caro Catholicus: hai espresso ALLA PERFEZIONE il motivo principale per cui i pastori ancora ortodossi non si schierano apertamente contro il biancovestito: “sacro timor di Bergoglio”!

  13. Sinceramente non so cosa pensare. Può darsi che alcuni cardinali e vescovi stiano preparando qualcosa contro Bergoglio; in questo caso dobbiamo concedere loro un po’ di tempo (non troppo però, ne va del bene dei fedeli) per studiare un’efficace difesa. Può darsi invece che non succeda nulla e tutto continui o si trascini come è stato finora, salvo qualche debole perplessità lasciata trapelare un po’ di sfuggita. Anche in questo caso non ci sarebbe da stupirsi più di tanto: ‘sorgeranno falsi profeti, e faranno segni e prodigi da sedurre, se possibile, anche gli eletti ‘. Mi rendo conto che è difficile essere sedotti in questo modo, però… coi tempi che viviamo lo ritengo possibile.
    Molto avanti di questo passo non credo si possa andare. O succederà qualcosa di grosso oppure il cattolicesimo in breve si affloscierà e chi resterà dovrà rimettere insieme a uno a uno i cocci.

  14. Link dell’articolo intitolato nientemeno che “Il discernimento, CURA DELLE FAMIGLIE nella AL”, di Giacomo Costa s.j., direttore di Aggiornamenti Sociali, think tank dei gesuiti italiani.
    http://www.aggiornamentisociali.it/easyne2/Download.aspx?CODE=AGSO&Filename=http://clmr.infoteca.it/bw5net/ShowFileAS.ashx?Filename=vJHFoVgrL2f8vX9YgE3LlS6YeiWwBRG9IN5eD2Cn9sHNspa3M4lbQJ9D+9oT7+6i

    Prendiamo nota che la AL è un frutto della pastorale della cura bergogliana.
    Ma, ammesso e non concesso che un documento così sia stato partorito in buona fede: “Coloro che fanno del conforto il soggetto principale della loro predicazione sembrano confondere il fine del loro ministero. La santità è lo scopo ultimo. Qui ci deve essere una lotta e una prova. La consolazione è un cordiale, ma nessuno beve cordiali dalla mattina alla sera”
    (Card. J. H. Newman).

    C’è la battuta di un religioso ormai defunto che sosteneva che la sigla s.j. posposta dai gesuiti al proprio nome sta per “sine Jesu”

  15. carlozorzoli

    caro dr. Alessandro Gnocchi mi dispiace contraddirla ma un vescovo che ha parlato chiaro c’e’ e invito lei e tutti i lettori di riscossa cristiana ad informarsi;mons Bernard Fellay,Superiore generale
    della fraternita’ di san pio x in merito all’esortazione apostolica Amoris Laetitia definisce tale documento”Esortazione terrificante che fa tanto male alla Chiesa” e continua dicendo”c’e’un gran numero di prelati,di cardinali e perfino il Papa che dice non soltanto delle sciocchezze ma delle eresie che aprono la strada al peccato”…piu’chiaro di cosi’?
    Ma e’ uno solo?No, se chi e’ fedele al magistero della vera chiesa cattolica,laico o consacrato,ha il coraggio di sostenerlo,prima di tutto con la preghiera e poi con la perseveranza nella fede in Cristo.Ricordiamoci tutti quanti che il futuro della Chiesa e’stato,e’,sara’sempre nelle mani di Dio.Io faccio nuove tutte le cose disse Cristo e sono parole Eterne.Sia lodato Gesu’ Cristo.

    1. PECCato PERò CHE FELLAY ABBIA TRADITO LEFEVBRE… e parla di riconoscimento nella prassi da Bergoglio, dire e dire il contrario:lo fa già il vescovo di Roma

      1. Non capisco, terranuova: come e quando avrebbe tradito Mons. Lefebvre? Per quanto riguarda il riconoscimento di Bergoglio, mi pare che la spinta forte venga proprio da lui, cioè Bergoglio, così come di sua iniziativa, senza avvertirli prima, ha dichiarato lecite e valide le loro confessioni. Il motivo di questo apparentemente strano e contradditorio comportamento papale sarebbe un po’ lungo da spiegare qui e si andrebbe fuori tema. Io un’idea me la sono fatta. Ne riparleremo tra non molto.

    2. Se Fellay è convinto che bergoglio è eretico perché continua a celebrare una cum l’eretico e non ne chiede invece la deposizione dichiarandolo decaduto per eresia formale?

  16. Stralcio del Messaggio a Mirjana del 2 maggio 2016
    “…………….Non dimenticate che nella Eucaristia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perché, figli miei, per voi è morto, è risorto e viene nuovamente. Queste mie parole vi sono note perché esse sono la verità, e la verità non cambia: solo che molti miei figli l’hanno dimenticata. Figli miei, le mie parole non sono né vecchie né nuove, sono eterne. Perciò invito voi, miei figli, a osservare bene i segni dei tempi, a “raccogliere le croci frantumate” e ad essere apostoli della Rivelazione. Vi ringrazio».

    1. Sembra un messaggio incitante l’eresia: da quando Cristo verrebbe a spezzare il pane con noi? Il “pane” quando nel Santo Sacrificio della Messa viene spezzato NON è già più pane, poiché si è già operata la Transustanziazione.

  17. una sola fede

    A parte la frase del vescovo ausiliare di Astana in cui afferma che “Amoris laetitia contiene una grande ricchezza spirituale e pastorale per la vita nel matrimonio e nella famiglia cristiana della nostra epoca”, che sinceramente magari, con tutto il rispetto, uno poteva risparmiarsi, direi che però neanche mi straccerei le vesti. In fondo abbiamo sempre sperato e pregato che qualcuno tra vescovi e cardinali cominciasse a prendere qualche distanza, a chiedere spiegazioni al supremo Pastore. E così mi pare che ora ci sia qualcuno, no? Certo, non è come noi laici vorremmo, ma è anche vero che noi non conosciamo per niente bene la situazione dal “di dentro” i palazzi che contano, quindi difficile esprimere con avvedutezza opinioni al di là di quanto facciamo quotidianamente. Io insomma lascerei ancora un po’ di tempo a questi pastori che cominciano ora a “svegliarsi”.

      1. ERRORE: io la situazione la conosco bene dal di dentro, da decenni ne vedo i frutti marci in parrocchia (e diocesi)

        1. Come si dice altrove in questo sito, caro Terranuova, i vescovoni sessantottini sono già in là con gli anni. I prossimi prelati saranno i preti trentenni di oggi, figli di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, magari un po’ impreparati e disorientati, ma certamente meno “marci” dei vecchi. Io ne conosco – anch’io frequento ambienti parrocchiali e diocesani – e qualche speranza la nutro.

          1. “I prossimi prelati saranno i preti trentenni di oggi, figli di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”
            Non si illuda, carissimo omonimo amico, laddove non si è estirpato del tutto il tumore, le cellule tumorali potranno sempre ricominciare a crescere e sviluppare metastasi in ogni dove! Wojtyla e Ratzinger e quanti sono frutti cresciuti e maturati sui rami del loro pontificati, a loro volta innestati nella mala pianta del conciliabolo vaticano II, purtroppo rimangono per la Chiesa un problema, per un certo tempo magari anche latente, ma pur sempre potenzialmente micidiale, non certo la soluzione!

          2. Caro Alessandro, Scola è nato e cresciuto addirittura sotto il pontificato di Pio XII e quando era trentenne era CATTOLICISSIMO!
            Anche Schonborn era un conservatore (non un tradizionalista) e persino l’eretico e pedofilista Dannels (nato sotto Pio XI e formato sotto Pio XII) quando diventò primate del Belgio sembrava un moderato, non un conservatore ma nemmeno un modernista…poi virò a sinistra e nel modernismo e completò l’opera di devastazione del cattolicesimo belga iniziata dal suo predecessore Suenens!
            Conosco sacerdoti under 40 che, ortodossi fino a 3 anni fa (arrivavano addirittura a parlare dei Novissimi), ora sono modernisti, immanentisti, bergoglisti e immigrazionisti: uno di loro durante una messa ha persino citato ed elogiato Balthasar!
            Persino uno come Cavalcoli è andato fuori strada…e ad un’età in cui i cambiamenti di opinione sono molto più difficili che a 30 anni!
            Le dirò sinceramente che io non sono affatto ottimista.

  18. Michele Beghin

    Caro Gnocchi, siamo tutti umiliati, avviliti e sfiduciati. Io sono arrivato al punto di non voler neppure più seguire le bergogliate, tanto mi fanno schifo. Quella poi del regalo a Pannella è la ciliegina di sterco su una torta al cianuro. Mi capita ormai troppe volte di uscire mondato nell’anima dalla Confessione e di perdere poco dopo la grazia a cagione di un accesso d’ira causato dalla lettura delle nuove gesta del pampero biancovestito. Cosa fare? Innanzitutto pregare, perché Dio può ribaltare situazioni umanamente “impossibili” in modi che non possiamo neppure immaginare. Poi studiarci di conservare la Fede di duemila anni di Cristianesimo, assistendo alla Santa Messa di Pio V e coltivando lo spirito con la lettura e lo studio di testi ante CVII o “controcorrente”. Lo scisma c’è, è in atto da tempo e ora appare in tutta la sua gravità; lo è nella sostanza se non ancora nella forma. Santa Caterina da Siena aiuti noi ed i pastori d’anime ad essere virili in tempi di froci osannanti e osannati…

    1. Lei fa solo bene a non seguirlo più nelle gesta e nelle parole, non se ne deve rammaricare. Dobbiamo proteggere la nostra salute spirituale, prima di tutto, e poi anche quella mentale.

  19. cattolico triste

    seguito: …è prevalentemente pastorale.” Con questo diabolico strattagemma si è inaugurato un “nuovo evento di lingua”, come afferma il card. Schönborn nella presentazione della esortazione AL, archiviando definitivamente l’affermazione di Gesù: “Sia invece il vostro parlare Si, Si, No, No, il di più viene dal maligno” (Mt 5,37). Per illustrare meglio l’impatto mediatico di questo linguaggio il Primate austriaco aggiunge: “È un “evento”, una freschezza, un’immediatezza di linguaggio, che colpisce, perché a volte dobbiamo ammettere – umilmente! – che i nostri documenti ecclesiastici non sono tanto leggibili… Si sente che il Papa è un uomo che ha insegnato la letteratura, che ama i poeti, gli scrittori. Ha un linguaggio con un sapore di vita, di freschezza, di immagini.” Con questa “dolcezza” di linguaggio il card. Christoph ha fatto capire al card. Müller che sarebbe ora che si “levasse dalle sacre pantofole” sostituite da “neri scarponi da pampas”.

  20. Splendido commento Dr. Gnocchi, ovvio, concordo su tutto.
    Ma Santo Dio, mai possibile che non ci sia un solo prelato che una volta per tutte dica semplicemente ciò che Gesù indica nel Vangelo:” Se uno mi ama osserverà la mia Parola” (Gv. 14,23) e non la parola di bergoglio and company.
    Ancora GRAZIE.

    1. Michele Beghin

      Gentile Vittoria, la cosa più incredibile è proprio questo assordante silenzio che accompagna ogni scemenza papalina. Sembra che il pensiero globale e liquido di Bergoglio abbia atterrito ogni cuore. Ricordo che, al contrario, gli attacchi contro Benedetto XVI erano continui, in ambito ecclesiale e non; ora un consenso bulgaro grava come una cappa di piombo a soffocare ogni tentativo di ribadire la Dottrina di sempre e con essa l’unica Verità. È veramente sconfortante: almeno un “piccolo gregge” dovrebbe sussistere e con esso almeno un pastore. Forse è un chiaro segnale che ormai la Chiesa ufficiale è asservita totalmente al mondo e a messer satanasso e che non dobbiamo attenderci nulla da essa ma invece cercare la buona dottrina e la via per la salvezza dell’anima solo in chi non ha mai rinnegato Cristo, vale a dire nei c.d. tradizionalisti (leggasi FSSPX). Però non posso davvero pensare che TUTTI i sacerdoti, i vescovi e i cardinali abbiano venduta l’anima al diavolo. Spero di essere smentito. LJC

  21. @ Manuela che riporta uno stralcio del Messaggio a Mirjana del 2 maggio 2016:

    Quel messaggio non proviene certamente dalla Madonna. Perché è chiaramente eretico.

    L’Eucarestia non è il “cuore della fede”, è nostro Signore Gesù Cristo presente realmente in corpo, sangue, anima e divinità

    Gesù non viene con noi a spezzare il pane, ma per mani del sacerdote (non noi ma il solo sacerdote, alter Christus) per compiere, come sacerdote e vittima, il suo sacrificio per noi, La Messa è il Santo Sacrificio, il solo gradito a Dio. Lui non spezza il pane. Lui E’ il pane consacrato.

    Non dobbiamo raccogliere croci frantumate (“costei” parla come Bergoglio), dobbiamo portare le nostre croci, sane e pesanti, insieme alla croce di nostro Signore.

    1. C’era un grande inquisitore (del regime di Stalin, credo) che diceva “Datemi due parole qualsiasi pronunciate da un uomo e ve lo farò impiccare”.
      Simile atteggiamento si trova nei “rigorosi” oppositori della “Madonna troppo ciarliera”

      1. Caro Raffaele, che dire di quando la “Madonna” disse a quei presunti veggenti che lei sulla terra pregava costantemente il Rosario?
        Oltre alle incoerenze teologiche (l’Ave e il Pater non sono preghiere pronunciabili da Maria), il Rosario esisteva forse già quando era sulla terra?
        E perché i “veggenti” hanno riferito che recitava insieme a loro e ai presenti anche i Pater?
        Secondo lei a Medjugorje compare una “Madonna” che parla a caso?
        Se dobbiamo distinguere messaggio per messaggio non è meglio dire che quelle apparizioni, ammesso che avvengano, sono opera di colui che lavora per la nostra perdizione?

    2. Concordo pienamente . In piu’ , la Madonna non sosterrebbe mai che ” TUTTO cio’ che e’ spirituale e’ vivo e molto bello ” . La Chiesa ha ( quasi ) sempre messo in guardia contro il diluvio di false e a volte dannosissime spiritualita’ . L’ Occidente e’ stato letteralmente invaso prima e dopo il ’68 da forme distorte di spiritualita’ ‘ orientale , da Induismo e Buddismo soprattutto ( scriteriatamente portati alle stelle dalla ‘ Nostra Aetate ( 2.2 )’ nel ‘ concilio ‘) e poi diffuse negli anni ’70 da diversi Gesuiti. Il buddismo e’ una filosofia nichilista ,che pone in opposizione corpo e spirito anziché armonizzarli , negando il mondo e l’io come realta’. E’ una metafisica del nulla che porta al Nirvana, ‘scomparsa’ o ‘estinzione’ una parola di per se’ eloquente . Massimo Introvigne ,molto prima del periodo in qualita’ di ‘ pompiere personale di Bergoglio’ ha scritto , va ammesso ,analisi interessanti ,molto critiche, a riguardo ,riconosciute anche a livello…

  22. Anna lei mi fa riflettere (dato che non si capisce più nulla in questo tempo) e gradirei qualche altro commento in merito. Ha ragione , Gesù non spezza il pane, Gesù non è la carne dei poveri… Gesù è Corpo Sangue Anima e Divinità nel Sacramento , consacrato separatamente nelle 2 speci dalle mani consacrate del sacerdote…… a meno che il NO non consacri più validamente, come anche i sacramenti che sono stati cambiati dai papi o pseudo conciliari……Che situazione complessa!

  23. Se questi sono gli ultimi difensori della fede, allora la fede non ha più difensori.

    Invece per fortuna non è così, ma per sfortuna sono rimasti solo laici come Gnocchi a dire la verità.

    Sia Burke che Schneider hanno deluso moltissimi fedeli, ma non è questo il problema, essere deludenti può capitare a tutti, il guaio
    è che oltre a deludere i fedeli, hanno tradito Cristo.

    Non sono i soli si dirà, ed è vero, sono solo gli ultimi in ordine di arrivo…. e non c’è nulla di cui andar fieri.

    Non sono diversi da tutti gli altri…. con cui hanno scelto di restare, belli tranquilli con le loro cariche, le loro prebende, i loro pizzi e merletti.

    Vadano anche loro per la loro strada e tanti saluti.

    1. “Vadano anche loro per la loro strada e tanti saluti” : triste ma inevitabile conclusione, caro Matteo; e sempre nuove delusioni ci attendono al varco, dato che la campagna acquisti den diavolo non si ferma certo qui.Nei giorni della Passione, tutti i discepoli (tranne Giovanni) abbandonarono Gesù, nessuno ebbe l coraggio di metterci la faccia. Si legge che negli ultimi tempi la Chiesa dovrà anch’essa passare il tempo della Passione, in cui tutti abbandoneranno la retta dottrina, ingannati da falsi pastori, e questi sembrano proprio essere quei tempi.

  24. Luca Checcucci

    Da parte mia lascio perdere AL: meno se ne parla meglio è.
    Mi torna in mente Virgilio nella Divina Commedia: “non ti curar di lor ma guarda e passa”. È evidente che la Chiesa è a un bivio, ma è altrettanto evidente che è di Cristo e di nessun altro. Premesso ciò poiché Gesù ci ha promesso che non la abbandonerà nelle mani del nemico, questa fase triste in cui si trova deve avere un senso in positivo. Qual’è ? Provo a fare un’ipotesi. Intanto esiste un altro Papa, Benedetto XVI che è ancora in vita, che sicuramente è perfettamente ortodosso rispetto alla dottrina secolare della Chiesa e che, come aveva già previsto, si è dovuto fare da parte, lasciando il gregge in pasto ai lupi, (mi è venuta l’idea vedendo la foto). Che sia lui la continuità della vera Chiesa garantita da Gesù, in questo periodo in cui quello che dovrebbe essere il vicario di Cristo, sembra remargli contro? Non sarà che questa situazione è un crivello per far emergere i nemici interni alla Chiesa?

    1. Ma come mai allora Ratzinger è sempre d’accordo su tutto con Bergoglio e nelle apparizioni pubbliche lo abbraccia amichevolmente…non ha mai detto una parola di critica o di condanna delle eresie bergogliane!

    2. NON SI ILLUDA, ci speravo anch’io. ha scritto e fatto anche lui da giovane e da vecchio: sono concordi i 2

  25. Il Card. Burke, concordo anch’io, effettivamente negli ultimi mesi ha assunto
    per i miei gusti una posizione un pò troppo da pompiere normalizzatore… non è da lui…
    Ma il Card. Burke è il Card. Burke,
    mentre Mons. Schneider è Mons. Schneider…

    Scusate, ma solo io ho letto l’intervista di Mons. Schneider dove dice apertis verbis che
    “il Papa fa affermazioni contrarie alla Parola di Dio” ?
    (http://unafides33.blogspot.it/2016/04/intervista-s.html).

    Faccio notare che nemmeno S. Atanasio, a suo tempo, aveva fatto affermazioni così pesanti e dirette ad personam contro un Romano Pontefice…
    Più che dire questo, rimane solo deporlo… sicuri che vogliamo questo?

    Quella di Mons. Schneider non mi pare “deludente prudenza” o “atteggiamento pavido”.

    1. San Pier Damiani chiamava Benedetto X, asinoo, ignorante, diavolo travestito, etc… tanto che poi nel sinodo di sutri fu deposto, scomunicato e dichiarato antipapa, pur essendo stato papa. Ovviamente un conto è S. Pier Damiani, un conto sono gli attuali vescovi e cardinali pusillanimi di oggi.

      Per quanto riguarda poi la eventuale deposizione di Bergoglio, sarebbe una mano santa ed io prego tutti i giorni perché avvenga prestissimo.

    2. Grazie molte, gentile Jacobus per la segnalazione dell’intervista a Mons. Schneider. Invito gli amici di Riscossa a leggerla.

  26. Anna scusa ma non condivido perché il sacerdote che spezza il Pane rappresenta Cristo che spezzo il Pane nell’Ultima Cena per distribuirlo agli apostoli e trasformò quel pane in Se Stesso. Pertanto il Sacerdote commemora e fa rivivere ciò che fece Gesù nell’ultima cena. E’ chiaro che si rinnova nella Messa il Sacrificio di Cristo incruento. L’Eucarestia è il cuore della Fede perché è la Presenza Reale di Gesù ed è il più Grande Dono che Egli ci ha fatto perché Egli Eucarestia è sempre presente con noi Risorto fino alla fine del mondo. Le croci infrante sono invece i tradimenti all’interno della Chiesa soprattutto dei Pastori che hanno la responsabilità della Guida del Gregge e questo messaggio ci invita a guardare i segni dei tempi dove l’apostasia dalla Verità è un fenomeno che rischia di prendere principalmente i Pastori: “Percuoterò il Pastore perché il gregge sia disperso”…. vedi le ultime vicende con l’Esortazione post sinodale AL.

    1. Carissimi,
      per una maggiore chiarezza, mi permetto di riportare qui cosa dice S.Ambrogio a proposito del momento della Consacrazione:
      “Tutto ciò che il sacerdote ha detto prima di quel momento (cioè prima delle parole “Prendete e mangiate ecc.”) sono parole sue, ma nel momento della consacrazione il sacerdote non usa più le sue parole, bensì quelle di Gesù Cristo. E sono appunto queste parole che producono il sacramento.
      Egli, dunque, come dice Esichio di Gerusalemme (V sec.) diventa “lingua di Cristo” (un tramite) e in quel momento celebra in “Persona di Cristo”. Se così non fosse, dovremmo attribuire al sacerdote il miracolo della trasformazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Cristo (transustanziazione). Ma ciò non è né possibile, né ammissibile, poiché egli è solo un uomo.
      È Cristo, dunque, che consacra le specie e trasforma il pane e il vino nel Suo Corpo e Sangue e realizza questo in virtù della sua potenza e della parola che Egli stesso pronuncia per bocca del sacerdote celebrante.

    2. Concordo con le considerazioni del dott. Gnocchi e l’analisi di Petrus, prepariamoci a diventare
      apostoli della Rivelazione (=Apocalisse). Maranathà.

    3. La frase relativa alle croci frantumate è un riferimento all’apparizione a Bruno Cornacchiola alle Tre Fontane (ROMA) dove la Vergine si presentò come Vergine della Rivelazione. Nel messaggio la Madonna conclude invitando ad essere apostoli della Rivelazione. Ricordo che Cornacchiola era PROTESTANTE e si convertì e che l’apparizione fu riconosciuta da Pio XII. Cornacchiola vide croci spezzate e talari gettate via.

  27. Lei, caro dottor Gnocchi, è legato, come me, ad un’opera che spesso cita nelle sue conferenze mettendo in luce dei parallelismi: The Lord of The Rings. Niente di più coerente del ‘sarumanesimo’ con l’attuale situazione delle gerarchie vaticane, a cominciare dal Vescovo di Roma. Se c’è una cosa che ho capito di Tolkien e dei suoi lavori, al di là delle interpretazioni a cascate, è che i piccoli, nel senso evangelico, salvano il mondo. Ebbene, a questo siamo chiamati, con umiltà ma anche con astuzia e tenacia. Per non finire raminghi.

    1. Purtroppo , Sig. Massimo ,la chiusura dell’ intervento di Spaemann fa cadere le braccia ,come minimo . Secondo Spaemann ,se Bergoglio non sistemera’ dottrinalmente le cose ,bisognera’ attendere che il prossimo papa ( minuscola intenzionale )lo faccia . Campa cavallo…. Come se Spaemann non sapesse che Bergoglio ha gia’ abbondantemente ‘ blindato ‘ il prossimo conclave con nomine di cardinali liberal e ultraliberal ( cioe’ neomodernisti = eretici ). In piu’ ,come se questo non bastasse ,Bergoglio pensiona alla velocita’ della luce qualsiasi cardinale conservatore arrivato all’eta’ pensionabile ( 75 anni ) mentre mantiene in attivita’ ogni cardinale anche liberal anche fino agli 86 anni.Vedasi come esempio il caso del ‘ cardinale ‘ Daneels ( 86 anni ) e quello del Cardinale di Hong Kong , 75 anni forse neanche compiuti all’inizio del sinodo 2015 .Il primo invitato al sinodo, il secondo no. Motivo ? Mai dato .E chi ci assicura che Bergoglio non viva quanto Leone XIII ( 93 ) ?

  28. massimo trevia

    non avevo dato peso al finale dell’intervista.perchè fra varie voci,quella di spaemann mi sembra davvero forte e chiara!d’altra parte purtroppo il coltello dal manico lo tiene il papa,o quello che crediamo che lo sia.o che non lo sia…..ma finchè non lo scomunicano è bergoglio!non credo che spaemann non desideri cio’ che vogliamo noi,quindi credo che la sua frase sia da intendersi in senso puramente pragmatico….non certo perché lui è indeciso sul bene per la Chiesa!

  29. Da quanto ho capito ultimamente sulla DOTTRINA INVARIABILe della Chiesa Cattolica un Papa non è perfetto ma riceve l’AUTORITA’ da Cristo, in modo migliore o meno, maggiore o minore , ma per essere Papa deve avere l’Autorità Papale, requisito INDISPENSABILE . Ora sempre la teologia tradizionale afferma che il fedele singolarmente o comunitariamente anche discerne SE quell’uomo ha l’AUTORITA’ dal fatto che agisce per IL FINE della Chiesa, cioè il Suo Bene (basato sul Vangelo che non cambia). ORA DUNQUE SE QUALCUNO NON FA IL FINE BENE DELLA CHIESA OGNI PERSONA RAGIONEVOLE DISTINGUE SE è O NON è PAPA, CIOè SE HA RICEVUTO O NO L’AUTORITà PAPALE DA DIO.
    Dicono i SANTI e i DOTTORI della Chiesa. Non si tratta di giudicare un Papa (cosa che un cattolico in fede e dottrina non può ) ma di giudicare se costui (o meglio costoro) è o non è Papa. Se non agisce da Papa NON ha ricevuto l’AUTORIT° e di…

  30. massimo trevia

    allora dico quello che mi è passato nella mente(e anche nel cuore),proprio di istinto quando ho visto bergoglio affacciarsi dal balcone subito dopo l’elezione.ecco qui:”ma chi è?non è il papa.E’ uno “vestito” da papa”! e così,credendo di essere quasi malato di cervello,ossessionato,ho cominciato a cercare sul web ,diciamo,uno sfogo….trovando questo e altri siti in cui ho capito che ero in buona compagnia!ma bergoglio l’ho sentito e lo sento come un nemico.e ho anche perso delle amicizie di antica data.pazienza.

  31. Il papolatra Cavalcoli come poteva difendere l’ereticissima Amoris Laetitia? Ovvio: ATTACCANDO SAN PAOLO e quindi il Depositum Fidei!
    “San Paolo, con la sua famosa teoria del matrimonio come remedium concupiscentiae [cf. I Cor 7,9] ha evidentemente sott’occhio solo i bollori della gioventù e non la debolezza dell’anzianità. Si ha l’impressione che egli non consideri cosa buona l’atto sessuale, per cui diventa scusabile e tollerabile nel matrimonio: «è cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non possono vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere» [vv.8-9]. Ma tutto ciò sembra sottendere in Paolo una dissociazione per non dire una contrapposizione fra amore ed unione sessuale. Purtroppo non ci si è accorti per molti secoli che qui Paolo non riflette autenticamente la visione del Genesi e neanche quella evangelica, dove l’essere “una sola carne” è visto come qualcosa di buono, sia in se stesso [Gen 2], sia in rapporto alla procreazione [Gen 1].”

  32. Quindi Cavalcoli, per difendere Bergoglio, si permette addirittura di dire che la Chiesa avrebbe sbagliato per quasi 2000 anni!
    E non si accorge di cadere proprio sotto l’anatema di San Paolo (come Bergoglio, del resto)!
    E che razza di teologo dogmatico è se non conosce (o se gli fa comodo fingere di non conoscere) il seguente DOGMA del concilio di Trento?
    “Se qualcuno dice che lo stato coniugale deve essere anteposto allo stato di verginità o di celibato, e che non è migliore e più felice cosa (“melius ac beatius”) rimanere nello stato di verginità o di celibato piuttosto che contrarre matrimonio, sia anatema” (sess. 24,10, DS 1810).
    Ranher sarebbe fiero di lui!

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