“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

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Dalla padella islamica alla brace omosessualista =======================================

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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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martedì 16 settembre 2014

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Premessa  –  di Alessandro Gnocchi

Non è per pigrizia, ma questa settimana mi pare che le tre lettere riportate nella rubrica formino un vero e proprio pezzo che non ha bisogno di risposte o di commenti. Mi limito a una breve chiosa per la quale ci troviamo al termine dell’ultima lettera…

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Sono pervenute in Redazione:

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Gent. Dott. Gnocchi,

le voglio raccontare una domenica mattina a Messa, nemmeno tanto strana e inconsueta, e condividere con lei alcuni pensieri.
La Messa è celebrata da un sacerdote esterno alla parrocchia che viene ogni domenica. Va bene: sobria, ben celebrata, bella omelia. Fino alla preghiera che segue la comunione, prima del congedo finale, quando arriva il parroco con i cosiddetti avvisi (che sono puntualmente pubblicati sul foglio periodico e affissi sulle bacheche disposte agli ingressi della chiesa…). Oltre cinque minuti buoni ricordando il più e il meno: due o tre appuntamenti ordinari (nessun momento di catechesi o di formazione, da noi è raro trovarli); un prossimo incontro cittadino (o qualcosa di simile, non presto molto ascolto) per dibattere sulle sorti del locale ospedale che rischia di venire chiuso; la ricorrenza dell’ingresso del parroco in parrocchia. Seguono applausi. Appena finita la Messa, inizia il chiacchiericcio, tra saluti, abbracci e strette di mano; il tutto in chiesa. Niente canto o musica finale, tanto quando c’è nemmeno si sente, soffocata dalle voci di chi ha già rotto le file.

Mi dirigo verso una cappella laterale per pregare un po’ in silenzio. Intanto ci si sta preparando per la Messa successiva. Il parroco saluta e accoglie qualcuno tra i primi arrivati Si intrattiene sorridente con un gruppetto di persone che hanno un bambino piccolo, poi si allontana soddisfatto da un’altra parte. Nell’uscire, passo accanto a queste persone. La madre indossa un abito completamente smanicato e dotato di una profonda scollatura. Al suo fianco una ragazza con un paio di calzoncini (credo siano calzoncini, non gonna, non mi soffermo a guardare; ironicamente sarei portata a dire: speriamo almeno siano calzoni) che le coprono giusto le natiche.

Fuori dalla chiesa, vedo una giovane coppia mussulmana attraversare la piazza. Lei indossa i suoi abiti, modesti ma curati. E’ graziosa e garbata. Trasmette dignità. Col cuore gonfio di dolore penso: siamo troppo decaduti, ci estingueremo, noi cattolici o presunti tali e la nostra civiltà o meglio quel briciolo che ne resta. Non abbiamo la forza – in primo luogo morale – di resistere. O saremo annientati dall’islam violento o semplicemente scompariremo, quasi senza rendercene conto, di fronte all’islam moderato (uso quest’ultimo aggettivo per capirci meglio, non entro in merito alla questione se esiste o no un islam moderato, tra l’altro già ben trattata in questo sito).
Sì, lo so: in qualche luogo un piccolo resto continuerà, ma la maggior parte la vedo afflosciarsi.

Lei cosa ne pensa? Crede che io sia troppo impressionabile?
Grazie.

Claudia

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Caro Alessandro Gnocchi

sono sempre stato convinto che, col suo sistema ecclesiale rigorosamente “verticale”,  la Chiesa Cattolica si sia risparmiata la grave necessità di trasformarsi in partito politico, obbligato prima a conquistare il potere e poi a mantenerlo con la forza. Certo, gli assalti alla Gerarchia,  i tentativi (anche feroci) di assoggettare la Chiesa al controllo e alla giurisdizione statale, hanno sempre messo in pericolo questa autonomia, e in taluni casi la Chiesa ha dovuto usare la spada per difendersi.

Cosa diversa pare essere da sempre l’Islam, religione praticamente “orizzontale”, che per esistere deve conquistare il potere e magari contenderselo tra fazioni diverse, senza altra guida che non sia l’interpretazione letterale del Corano (a tal proposito Introvigne dice che i mussulmani non vogliono neanche sentir parlare di accostamento moderno al Corano, perché temono che faccia la fine della Bibbia…).

Ora, coi tempi che corrono nel nostro occidente post-cristiano islamizzante, non crede che una Chiesa gioiosamente avviata sulla strada dell’ecumenismo e dell’”orizzontalità di fatto”, perdente all’interno sul piano dell’unità del magistero, e dimissionaria all’esterno sul piano di una qualche rivendicazione di potere, possa solo implodere e poi (per un po’) scomparire?

Antonio Spinola

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Caro dott. Gnocchi,

ho appena letto la notizia della partecipazione dei gruppi di invertiti, lesbiche, vie di mezzo e compagnia bella, con le loro belle bandierine e striscioni, alla sfilata di S. Patrizio a New York, uno degli eventi classici della cattolicità in America.

Può darsi che gli organizzatori siano improvvisamente rimbecilliti. Ma che dire del Cardinale Arcivescovo Dolan che si nasconde dietro a un dito dicendo che lui non interferisce nelle scelte del comitato organizzatore? Aggiungendo che prega perché la parata sia un’occasione di “unità” tra tutti noi. Ma chi la vuole l’unità con gli invertiti e i loro colleghi di schifezze?

Sono tentato di continuo di dire “basta, questa non è la mia chiesa”, ma so che non è giusto. Mi piacciano o no, questi vescovi traditori e questo papa che organizza partite di calcio sono i miei pastori. Posso solo dire che non so più a che santo votarmi (e non è un modo di dire). Oltretutto immagino che per la mentalità comune un vescovo che è a capo di una diocesi importante come quella di New York sia avvertito come autorità particolarmente importante. Con quale risultato? Che tanta gente avrà l’occhio sempre più indulgente verso l’omosessualità, che è uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Per questo mi sento di chiamare, Dio mi perdoni, “traditori” certi vescovi, perché lavorano per mandare le anime all’inferno, non in paradiso. Se un pastore non ammonisce un omosessuale sulla gravità della sua condotta, se non gli spiega che deve cambiare strada altrimenti va all’inferno, quel pastore non è forse un traditore?

Era anche lecito sperare che da Roma arrivasse un’immediata reprimenda contro gli incoscienti di New York. Nulla di nulla di nulla.

Secondo me è urgente indicare a chi ancora voglia restare cattolico  quali preti, associazioni, movimenti ecclesiali, scuole cattoliche o quel che sia, diano ancora garanzie sotto il profilo dell’insegnamento della dottrina. Sa che ormai ho anche timore nel condurre i miei figli a Messa perché non so cosa sentiranno dire nella predica?

È vero verissimo che dobbiamo pregare per la chiesa e per i pastori. Ma mi pare che dovremmo fare anche qualcosa di più, ma non so cosa. Di sicuro andare avanti così è pazzesco.

Scusi lo sfogo. Le faccio tanti auguri per il suo lavoro, sempre così utile per noi lettori, e le faccio un grande saluto

Luigi Gallavresi

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zrbrpsLa chiosa consiste in una semplice constatazione. Dove andrà a finire, si chiedono la signora Claudia e il signor Antonio Spinola, una Chiesa che non in grado di reggere il confronto con l’islam? E, si badi bene, non si sta parlando di un islam che sguaini a ogni pie’ sospinto scimitarre insanguinate, ma anche solo un islam le cui donne e i cui bambini, e quindi anche i cui padri, si vestono ancora secondo decoro e secondo pudore.

Cara Claudia e caro Antonio, una Chiesa siffatta va finire in coda in quella sfilata di San Patrizio con omosessuali & affini, che tanto giustamente fa orrore al signor Gallavresi.

Una Chiesa che, avendo come unico faro la sola “dignità umana”, rinuncia a mettere in ginocchio gli uomini davanti all’unico vero Dio finisce per cedere davanti a qualsiasi torma dotata di una fede più virile. E poi lo farà, anzi lo sta già facendo senza che da Roma qualcuno eccepisca, davanti a qualsiasi manifestazione vociante che di virile non ha più nulla.

Come ci si deve comportare, si chiede il signor Gallavresi, con pastori che fuggono davanti a lupi, lupacchiotti, chihuahua e tortorelle?

Caro Gallavresi, intanto bisogna appurare che questi pastori non siano lupi, lupacchiotti, chihuahua o tortorelle travestiti: travestiti da pastori, intendo. Nel caso non lo fossero, bisognerebbe comportarsi come i contadini vandeani che andarono a prendere i nobili recalcitranti nei loro castelli per farli combattere anche controvoglia. Se, invece, si scoprisse che i pastori sono solo lupi, lupacchiotti, chihuahua o torterelle travestiti, oppure che semplicemente temono di compiere il loro dovere davanti a Dio a davanti agli uomini, allora lo si dica pubblicamente, lo si urli sui tetti e la si smetta di giustificare il loro tradimento in nome di una prudenza che nulla ha di evangelico. Si mettano in guardia le altre pecore del gregge, ci si aiuti facendo sapere dove si trovano ancora buoni sacerdoti, si lascino da soli a blaterare dal pulpito quelli che incensano il mondo invece che adorare Dio. Ma lo si faccia rendendo pubblico tutto quanto sta avvenendo. Non lecito sopportare in nome di una falsa obbedienza coloro che vogliono inoculare nelle anime una nuova religione continuando a chiamarla cattolica.

Mi rendo conto che i metodi forti possono disorientare quei fedeli che vorrebbero vivere in pace la loro fede. Ma questi non sono tempi pacifici: la rivoluzione ha preso il potere e ognuno deve fare tutto quel che può per restaurare l’ordine. Ma caro Gallavresi, parafrasando Mao Tse-tung, che in questioni simili ne sapeva molto di più di tanti cattolici, la restaurazione non è un pranzo di gala.

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Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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15 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì”

  1. Risposta perfetta, coraggiosa e che condivido in pieno!
    Bisogna gridare dai tetti contro certi (falsi) pastori che stanno distruggendo e snaturando il Cattolicesimo ma, siccome a gridare saremo in pochissimi, dovremo gridare veramente molto forte!
    Non è sufficiente respingere in foro interno gli insegnamenti anticattolici che arrivano e che arriveranno: dobbiamo avvertire e ammonire i fratelli meno informati, non possiamo lasciarli in balìa di certi pastori e di certi esempi: nel nostro piccolo dobbiamo cercare di salvare il maggior numero possibile di anime!
    Visto l’andamento, teniamoci pronti a respingere qualunque apertura blasfema venisse fatta al Sinodo, chiamandola apertamente e di fronte a tutti con il suo nome: “ANTIMAGISTERO”!

  2. Indipendentemente da cosa uscirà dal Sinodo della famiglia, bisognerebbe che quei pochi pastori, sacerdoti e laici che ancora conservano il lume della Fede e della ragione di fronte ad una pastorale confusionaria e liberalista, si uniscano e facciano sentire la loro Voce di dissenso ad essa direttamente a Papa Francesco, Voce che è quella del Magistero di sempre, quella della propria coscienza secondo la famosa frase del beato Card. Newman “il primo dei Vicari di Cristo è la propria coscienza” (se rettamentre formata alla Dottrina).Si potrà rischiare uno scisma? Ma lo scisma c’è già sotto traccia e cova sotto la cenere ed è meglio per tutti che venga fuori alla luce del sole. Si veda chiaramente chi sta nella chiesa mondana e chi nella Chiesa di Cristo. Infatti, in nome di una malintesa obbedienza all’autorità ecclesiale stiamo disobbedendo alla Somma Autorità, dalla Quale proviene ogni autorità umana,e da Questa saremo un giorno giudicati, persino i Papi delle “periferie…

    1. Caro Petrus, Lei ha ragione: la FALSA unità è la cosa peggiore!
      Il Sinodo può essere una buona occasione per scoprire in modo inequivocabile i lupi travestiti da pastori, ma anche se non dovesse avere un esito negativo la situazione è GIÀ insostenibile: ci sono oltre un miliardo di cattolici che hanno il DIRITTO di ricevere dalla Chiesa indicazioni CHIARE e PRECISE su ciò che è bene e su ciò che è male, oltre ad una SERIA predicazione sui NOVISSIMI; invece di ciò la maggior parte di loro riceve aria fritta o addirittura eresie, con l’approvazione e la cooperazione dei vertici della Gerarchia!
      Inoltre si è praticamente rinunciato a convertire gli atei e gli idolatri, si assegnano le alte cariche ai peggiori e si da un’approvazione implicita a preti eretici come don Ciotti e don De Paolis: così non si può più andare avanti e siccome non esiste unità se non nella Verità lo scisma di fatto c’è già.

  3. Grazie, carissimo dott. Gnocchi.
    Vorrei dare questo spunto su questo recentissimo fatto: il comune di Milano ha decretato la possibilità di far entrare in chiesa i cani, purché di piccola taglia e non aggressivi. La Curia milanese ha risposto con una nota in cui si “affida alla sensibilità dei Parroci”. Mi piacciono gli animali, ma perchè portarli in chiesa? Ma soprattutto: perchè la Curia non ribatte che la chiesa non è un posto adatto per portarci cani? Scusi, non sono brava a scrivere, e per di più sono MOLTO arrabbiata e addolorata. Che tristezza.

  4. masssimo trevia

    io,modestamente,come sicuramente anche voi sto cercando di svegliare i miei amici cattolici e non vedo l’ora che si delineino le posizioni riguardo al sinodo e non solo.lottiamo insieme!!!!!

  5. Sempre d’accordo con tutti, e noto che sempre più spesso vengono espressi
    il desiderio, il bisogno, la necessità di lottare, di “fare” qualcosa.
    Ne sono convinta anch’io, ma perché continuiamo a dirlo e a non farlo?
    E poi, che cosa fare?

    1. Cara Paola,
      un’ottima proposta è stata fatta da Alessandro Gnocchi in questo articolo, un’altra ottima proposta è quella di Petrus, altre proposte sono state fatte precedentemente e ne ricordo alcune che può trovare nei commenti ai seguenti articoli:
      Ricordo di Oriana Fallaci – di Pucci Cipriani
      Dopo moschee e centri culturali, ecco la prima scuola musulmana
      Perché un Sinodo sulla famiglia? – di Patrizia Fermani
      Le diverse proposte non sono incompatibili, hanno anzi dei punti in comune e si completano a vicenda!
      L’ideale sarebbe che uscisse un’articolo che chieda esplicitamente ai commentatori del sito CHI è disposto a formare un gruppo tradizionalista compatto e che sappia schierarsi e agire con coraggio e decisione: non sarebbe neppure necessario incontrarsi di persona, basterebbe una rete di contatti e-mail per conoscerci meglio e per le decisioni e le comunicazioni che non possono essere fatte sotto gli occhi di curiosi, laicisti e modernisti.
      Però dobbiamo anche…

    2. …Però dobbiamo anche usare un’estrema prudenza, soprattutto nelle comunicazioni via e-mail: la proposta sarà letta anche dai nemici della Fede, quindi potranno esserci infiltrati e traditori pronti ad usare a nostro danno eventuali informazioni personali fornite: come ha detto Gnocchi “la rivoluzione ha preso il potere” e coloro che a questa rivoluzione sono favorevoli faranno di tutto per impedire la restaurazione!
      Male che vada, ci saremo battuti per difendere la Fede e nel giorno del Giudizio non potremo essere accusati di non aver fatto il nostro dovere!

  6. Oggi la Parola di Dio, espressa nella liturgia, ci mette tutti in riga – dal Papa ai suoi critici, conservatori o progressisti che siano -, ma lo fa con lo stile misericordioso di Dio. Così, spesso non teniamo conto delle due regole, specialmente quando siamo moralizzatori alla Giovanni Battista, ma senza misericordia; o misericordiosi senza tener conto che Gesù non è venuto ad abolire la antica legge dei comandamenti. Per questo Gesù ci paragona, nel vangelo di oggi (Luca 7, 31-35), a dei bambini sempre scontenti, non trovando un equilibrio tra la regola di Giovanni e la perfezione di Gesù, espressa in questo mirabile inno alla carità tratto dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Solo così saranno abbattute le divisioni anche tra i fratelli di fede.

    Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.
    Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo…

  7. Cosa deve ancora succedere perché si capisca cosa è successo e cosa sta succedendo nella Chiesa Cattolica Apostolica Romana ? scriveva il carissimo Mario Palmaro solo pochi mesi addietro. Da allora ne sono successe di cose assurde a ritmo sempre più incalzante. Ora credo sia indispensabile, come già stiamo facendo, serrare le file di noi pochi “riservisti” abbandonati nella giungla in mezzo al campo nemico dagli elicotteri amici che sono ripartiti lasciandoci soli in mezzo a lupi. Travestiti o meno, lupi più o meno conclamati,hanno diritto di cittadinanza senza neppure nascondersi. Quando il pastore, il vicario di Cristo, temporaneamente chiamato a proseguire un ministero non suo, lo personalizza e ridicolizza in modo pasticcione, confuso, approssimativo profondamente schizofrenico con pesi e misure diseguali fino all’assurdo divenendo la star e l’idolo di un mondo malato e putrefatto in disfacimento morale culturale ed economico…che fare ?

  8. Rimane la necessità di sapere a chi rivolgersi materialmente. Io purtroppo non ne conosco. Magari ne conoscessi. Sono di Verona, qualcuno mi aiuta? Grazie fin d’ora.

    1. Caro Giovanni, a Verona c’è un ottimo Sacerdote, don Enzo Boninsegna: su internet può leggere quello che scrive sull’Inferno, sulle bestemmie e sui preti progressisti.
      Le consiglio in modo particolare questi suoi articoli:
      “LA COMUNIONE SULLA MANO”
      “Il motto dei preti progressisti di don Enzo Boninsegna”
      “ESAME DI COSCIENZA PER QUALCHE PRETE”
      “Inferno: terribile realtà”
      Sono articoli molto interessanti e leggendoli si potrà rendere conto di quanto Cattolico sia questo Sacerdote.
      Nel caso voglia contattarlo vorrei però avvertirLa che non ho trovato niente scritto da lui che parli del pontificato di Bergoglio, quindi non posso assicurarLe nulla, ma credo che valga la pena di fare un tentativo!

  9. Come si fa a paragonare il modo di vestire di una cristiana a quello di una mussulmana? Soprattutto come si fa a prendere lezioni da chi vive nell’errore e, per quanto riguarda le donne, è anche vittima dell’errore ?In quale altro mondo, al di fuori di quello cristiano, le donne (metà della popolazione)  e gli uomini hanno pari dignità? Sarà mica “colpa” del battesimo? Se poi alcune donne col loro modo di fare vogliono contestare alcuni aspetti del mondo in cui vivono si faccia notare loro che, se pur imperfetto, questo è il piatto in cui tutti mangiamo. Mi viene in mente la recente, triste, vicenda dei ragazzi iraniani condannati per aver ballato.

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