“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

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Chi fa davvero male all’istituzione del papato? = Cosa accadrà al Sinodo? Nulla, perché tutto è già fin troppo chiaro. = Galantino, uomo di una Chiesa che ha buttato a mare la trascendenza e a cui è rimasta solo l’immanenza = Renzi osannato al Meeting, luogo dell’ “attenzione all’umano”, troppo umano…

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Visto che durante la pausa agostana sono arrivate molte lettere, questa settimana abbiamo pensato di portarci in pari con le risposte scegliendone quattro che permettono di riassumere i temi più dibattuti in questo periodo. Dalla prossima puntata, torneremo alla solita formula con una lettera.

Ricordiamo che tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, al massimo di 800 – 1.000 battute, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ringraziamo tutti per la gentile attenzione e collaborazione.

PD 

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Martedì 1° settembre 2015

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sono pervenute in Redazione:

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Caro Gnocchi,

mi considero un cattolico all’antica e anche a me l’attuale situazione della Chiesa e del papato provoca molta tristezza. La seguo da tempo e quest’estate ho letto il libro che ha pubblicato col caro Mario Palmaro e con Giuliano Ferrara. Sono d’accordo praticamente su tutto quanto dice, però mi chiedo se sia giusto continuare scrivere di queste cose. Ho paura che alla fine si arrivi a fare del male alla stessa istituzione del papato. Che cosa ci rimarrebbe dopo? Le sarò davvero grato se mi dirà il suo parere.

Molte grazie e tanti auguri per il suo lavoro.

Primo Sintini

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zrbrpsCaro Sintini,

siccome contra facta non valet argumenta, guardi la foto pubblicata a corredo di questa nostra amabile corrispondenza e mi dica se, all’istituzione del papato, fanno più male le critiche di chi rileva il disastro in cui siamo precipitati oppure se non fa più male chi si concia in questo modo lordando l’immagine del Vicario di Cristo. Ma questo è solo uno dei tanti fatto contro cui non valgono gli argomenti: ci sono il “Chi sono io per giudicare?”, la “grazia dell’interreligiosità”, i pubblici insulti a coloro che sarebbero fuori dalla storia perché troppo legati alla tradizione, le telefonate piene di umana comprensione a Pannella e alla Bonino con incorporato invito a tenere duro, l’esibizione di falce e martello trasformati nella Croce di Cristo, le continue aggressioni alla morale che solo dei poveri cortigiani da quattro soldi possono mascherare erigendo comicamente Bergoglio a capo della crociata contro il gender, la convocazione di un sinodo sulla famiglia messo in mano a coloro che vogliono distruggerla… E tanto altro che non citiamo per amore di brevità e che lei, caro Sintini, mi pare conoscere bene.

zzzzpppnsMi dica chi fa effettivamente male all’istituzione del papato: chi sta facendo scientemente di tutto per demolirla o chi la venera e vuole difenderla urlando sui tetti lo scandalo? Vede, caro Sintini, se Bergoglio facesse tutto quanto ci scandalizza in privato, nel chiuso della sua cameretta di Santa Marta, si potrebbe persino concedere il dubbio sull’opportunità di denunciarlo. Ma qui siamo davanti a uno scandalo pubblico, in diretta planetaria. Ciò che mi stupisce è lo stupore di coloro che, pur consapevoli della gravità di quanto accade, stanno ancora lì a chiedersi se non sia meglio far finta di nulla per “difendere l’istituzione”.

Non mi riferisco a lei, caro Sintini, di cui comprendo benissimo la buona fede e la buona volontà. Mi riferisco a coloro che da molto tempo avrebbero dovuto parlare e ancora non lo fanno. A coloro che non hanno perdonato nulla a Benedetto XVI e non hanno neanche alzato un sopracciglio davanti allo scandalo di Bergoglio. E mi chiedo se questo silenzio è un estremo atto di responsabilità a difesa del papato o il furbesco rimanere sottotraccia in attesa di trarne qualche vantaggio

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Gentilissimo dottore,

mi piacerebbe sapere quali sono le sue previsioni sul prossimo Sinodo sulla famiglia. Io temo che vada per il peggio, ma almeno sarà tutto chiaro e ciascuno potrà fare le sue scelte. Non pensavo di arrivare a tanto alla mia veneranda età, ma se ci sarà da battagliare lo farò.

Grazie per l’attenzione

Fabio Pirola

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Caro Pirola,

non penso proprio che dovrà battagliare in seguito a chissà quali stravolgimenti della dottrina riguardanti il matrimonio messi nero su bianco al prossimo Sinodo. Formalmente, penso che finirà tutto in una bolla di sapone. Si dirà che la dottrina non è mutata e che nessuno mai penserebbe di mutarla, ma nel contempo si spiegherà che le esigenze pastorali sono cambiate, che la prassi va adattata ai tempi e alle nuove situazioni, che eccetera, eccetera, eccetera. Così saranno tutti contenti: i conservatori che potranno strombazzare, anche in buona fede, che sono riusciti a reggere il colpo, e i rivoluzionari che di fatto, e con ragione, avranno segnato un altro colpo sulla via della dissoluzione.

Ma, caro Pirola, se muta la prassi significa che è già mutata la dottrina, anche se nessuno si è preso la briga di dirlo. E mi stupisco che qualcuno si attenda il fatidico annuncio che dovrebbe suonare più o meno così: “Cari fedeli, da oggi la Chiesa cattolica non è più la Chiesa cattolica”. Ma lei pensa che i rivoluzionari siano tanto stupidi da farlo mostrando il loro vero volto? Alla fine la lezione l’hanno imparata e, come spiegava il modernista Buonaiuti, hanno capito che Roma non si cambia stando fuori, ma standoci dentro. Non si cambia Roma nonostante Roma, ma attraverso Roma. Se dicessero chiaramente di non essere più cattolici, non potrebbero più parlare in nome della Chiesa cattolica e il sogno rivoluzionario potrebbe svanire prima di compiersi.

Ma ora, caro Pirola, le faccio io una domanda. Lei ha proprio bisogno di una riga scritta in un documento di questo Sinodo per prendere definitivamente atto di dove ci troviamo? Sono cinquant’anni che ce lo stanno dicendo in tutte le salse, dai documenti del Vaticano II fino alle lezioni nelle prime classi di catechismo. Lei dice di avere una veneranda età e dunque mi permetta di rincarare la dose facendole un’altra domanda quale rappresentante simbolico della sua generazione: con la riforma liturgica, da un giorno all’altro, vi hanno portato via la Messa, vi hanno ribaltato le chiese e ora vorreste qualche parola messa male in un documento del Sinodo per scatenarvi? Ma non pensate che lo si sarebbe dovuto fare molto tempo prima? E, già che ci siamo, continuo: se quella famosa fatidica riga venisse scritta, lei pensa davvero che ci siano folle di cattolici disposte a scendere in piazza in nome della fede? O non pensa che, dopo che si è lasciato passare tutto, a cominciare dalla devastazione della Messa che è la cosa più grande che si possa avere qui in terra, quelle folle di cattolici andranno in piazza a manifestare tutto il loro entusiasmo?

Mi perdoni l’irruenza, caro Pirola. Come spesso capita ai preti che nelle omelie si scatenano contro i poveretti che stanno seduti incolpevoli nei banchi, anche io me la sono presa con lei quando avrei dovuto rivolgermi ad altri. Tornando quindi a un parlare più pacifico, ribadisco che non mi attendo nulla di straordinario dal Sinodo sulla famiglia. Certo, un passo deciso sul piano dottrinale servirebbe a fare chiarezza, ma sarebbe un passo falso dovuto a un eccesso di sicurezza suggerito da colui che fa le pentole ma non i coperchi. In ogni caso, mi pare tutto già molto chiaro. Il passo è già stato compiuto.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Gentile Dottor Gnocchi,

mi chiedo chi sia e a che gioco stia giocando il signor Galantino. Lo so che dovrei chiamarlo monsignore, ma cos’ha di religioso una persona che spara di continuo in materia politica con discorsi da bar? Per sentire che i politici sono tutti ladri, immorali e roba del genere non c’è bisogno di Galantino. Ma che cosa vuole? Come può un “monsignore” fare questo teatrino senza che nessuno lo fermi. Bagnasco c’è o dorme?

Un cordiale saluto

Luigina Mascione

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Cara Luigina,

Bagnasco c’è e dorme. D’altra parte che cosa dovrebbe fare il presidente della Cei che viene esautorato dal segretario? Certo, c’è sempre il civilissimo istituto delle dimissioni, ma si sa come funziona il mondo clericale: è sempre pronto ad additare il mondo come esempio, salvo quando seguirlo diventa scomodo. In qualsiasi azienda, un presidente in quelle condizioni sarebbe già andato a casa facendo valere le sue ragioni. Ma nel carrozzone burocratico a cui è ridotta l’attuale Conferenza episcopale italiana, quello che conta è mantenere il posto. Tanto più che non si può scordare che Galantino parla e scrive in nome e per conto di Bergoglio: e, in questa dittatura burocratica a cui è ridotta la Chiesa, chi osa prendere posizione contro il leader maximo? Non si è mai vista una Chiesa con tanti papisti a oltranza come quella del misericordioso e tollerante Bergoglio.

Lei, cara Luigina, mi chiede a che gioco stia giocano Galantino. Mi pare molto semplice e molto scoperto. In una Chiesa che ha buttato a mare la trascendenza, rimane solo l’immanenza, e l’immanenza, per un’istituzione, diventa sempre politica. Se non si guarda più in Cielo, ci si arrangia in Terra, se la fede nell’Aldilà si affievolisce prende corpo quella nell’aldiqua. Questa Chiesa deve dunque posizionarsi nell’agone politico planetario e lo fa attraverso l’azione e la propaganda.

Ma, attenzione, non agisce attraverso una politica che si potrebbe sbrigativamente definire di sinistra. Lo fa ponendosi in competizione con tutte le altre istituzioni, siano di destra, di centro o di sinistra. Ci faccia caso, cara Luigina, il linguaggio, i temi, i tempi, le scadenze seguite in quest’azione si accordano con una regia che va ben oltre gli schieramenti politici classici e non si cura dei singoli stati. Ha il respiro universale tipico di un’istituzione come la Chiesa e fa riferimento solo a chi possiede una visione parimenti vasta. Che cosa è l’ultima enciclica bergogliana se non una piattaforma di intesa con le entità sovrannazionali che hanno come scopo il governo del mondo?

Galantino, cara Luigina, farà anche discorsi da bar, ma quando parla di immigrazione, di politica, etica, di bioetica lo fa con uno scopo ben preciso, riferendosi a interlocutori ben precisi. E prefigura una Chiesa pronta a prendere la sua parte in un mondo ormai dimentico della trascendenza. Lei mi darà del visionario, ma pensi che, già nel 1966, Giovannino Guareschi parlava di “ex religione cattolica” trasformata in “ateismo cattolico”. Galantino è la conferma che, purtroppo, non sbagliava.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Caro Alessandro Gnocchi,

anche quest’anno, facendo sempre le vacanze a Cattolica, sono passato a Rimini per il Meeting. Purtroppo non ho visto niente di nuovo, a parte un’affluenza in calo e un tono generale più modesto. Ma quello che mi ha davvero scandalizzato è stato vedere che all’arrivo di Renzi sembrava che fosse sceso un santo in terra. Mi riferisco soprattutto alle ovazioni di popolo mentre passava per i padiglioni e poi agli applausi in salone. Ci si è del tutto dimenticati di quello che Renzi e il Pd, di cui è segretario, rappresentano? Il peggio dell’anticristianesimo. E non è certo di oggi la furia di Cl di essere servile col potente di turno, pensate a Napolitano, a Monti e via. Poi i responsabili del Meeting fanno tante belle parole sul dialogo, sull’apertura a tutti, però questa apertura non l’hanno avuta con Padre Carbone, censurato da Repubblica e subito censurato dal Meeting stesso. Ne parlavo con gli amici ciellini che mi hanno accompagnato e loro erano imbarazzati. Da parte mia mi chiedo se questa grande fiera all’americana serva ancora a qualcosa, se non a confondere le idee, perché poi per tanti Cl è un movimento ecclesiale. Ma di che? Dei potenti di turno? Mi piacerebbe sapere lei che ne pensa.

Grazie, tanti cordiali saluti

Marco Trentin

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Caro Trentin,

zzzzrnzrmnha già detto tutto lei. Chi sceglie come suo scopo fondamentale “l’attenzione all’umano” finisce sempre per privarsi dell’unica ragione che sostiene la vera libertà dell’uomo: l’attenzione al divino. Non si tratta di un semplice gioco di parole: chi non è veramente libero in Dio, finisce sempre per essere servo dell’uomo. Se penso alla sfilata dei potenti di turno, tutti fulgidi esempi “dell’umano”, che sono passati da quelle parti nel corso degli anni, mi vengono i brividi.

Ricordo alcuni amici ciellini che, quando mi permettevo di eccepire sulla moralità di Berlusconi, mi spiegavano che se uno viaggia in aereo non deve preoccuparsi se il pilota ha l’amante, ma solo che sappia pilotare bene. A nulla valeva rispondere che un buon governante deve, tra le altre cose, guadagnarsi il benvolere divino attraverso una buona condotta di vita, che un buon governante non deve dare scandalo pubblico e, infine, che se il pilota ha trascorso la notte con l’amante, magari, non è abbastanza lucido per pilotare l’aereo e precipita. No, non ci si doveva permettere di criticare Berlusconi. Allora. In effetti, basta dimenticarlo adesso, quando non conta più nulla.

Caro Trentin questa è “attenzione all’umano”, troppo umano.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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58 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì”

  1. Caro Gnocchi,
    perchè nelle sue parole mostra d’essere sempre così profondamente preoccupato? Perchè dalle sue parole non traspare mai un po di serenità?
    Che fine ha fatto la virtù cristiana della speranza?
    Ben altre tribolazioni hanno dovuto e saputo affrontare i cristiani, anche col martirio. Quelle attuali sono poca cosa al confronto…
    Certo tanti fratelli cedono “alla stoltezza del mondo” ma non pochi invocano il dispiegamento della “potenza” di Dio, che secondo i suoi tempi invierà lo Spirito.
    Noi umilmente crediamo nella promessa di Gesù a Pietro: “Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam. Et tibi dabo claves regni caelorum.”

    1. Non sono d’accordo con la posizione di Ettore. Sono invece d’accordo al 100% con il dott. Gnocchi. La sua preoccupazione è quella di tutti quei cattolici che alla Sposa di Cristo ci tengono sul serio. Non rilevo alcuna mancanza di serenità e fine della Speranza. Anzi. Solo chi ha Speranza – nonché Fede e Carità – conserva la lucidità e l’amore necessario per condurre la buona battaglia e conservare la Fede nella Chiesa fondata da Cristo su Pietro. E nel caso di dott. Gnocchi, aiutando anche noi a conservarla. Da cattolica, lo ringrazio di cuore.

      1. Adriana, io pure sono grato a Gnocchi, altrimenti non lo leggerei! Condivido pure la sua risposta, abbiamo solo sensibilità e atteggiamento verso la vita diversi, in conseguenze di carattere, temperamento, istruzione, cultura, esperienze, etc diversi. Anch’io sono preoccupato e a volte triste per la Chiesa, poi mi ricordo le parole di Gesù: «Io sarò con voi fino alla fine del mondo»; di Pietro: “Egli ci ha rigenerati…. per una speranza viva, in un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce…Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere per un po’ di tempo afflitti da varie prove…> (1 Pt. 1, 3 segg.) e di Paolo “Sono pieno di consolazione, pervaso di gioia in ogni nostra tribolazione”(2 Cor. 7, 4). E torno a essere propositivo ad majorem Dei gloriam.
        Il cammino della Chiesa (e di ogni credente) è sempre stato costellato da prove e tribolazioni…Allora preghi Dio, implori pace interiore e serenità di mente per affrontare ogni quotidiana circostanza con letizia.

      2. Sì ma ognuno deve stare al suo posto. Non è che divento Papa perché critico il Papa. Cosa ottengo mormorando? Che passo alla Storia come il mormoratore di quel Papa. Faccio prima a dire un rosario quando non condivido o non capisco

        1. Non credo abbia ottenuto poco Sant’Atanasio (Contra Mundum), scomunicato da un papa proAriano per non essersi allineato con gli eretici: ottenne la loro sconfitta! Non sarebbe riuscito se non avesse reagito contro gli Ariani, ordinando anche vescovi senza il permesso del “papa”. Vedo una grand’analogia con quanto avviene nella chiesa odierna. Anche noi abbiamo avuto un vescovo che reagì (Lefebvre) per salvare la Fede cattolica. E le dobbiamo molto.
          “Che Dio vi consoli! Quello che rattrista è il fatto che gli altri hanno occupato le chiese con violenza, mentre in questo periodo voi vi trovate fuori. E’ un dato di fatto che hanno la sede, ma voi avete la fede apostolica. Possono occupare le nostre chiese, ma sono al di fuori della vera fede. Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente: Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta – quella che mantiene la sede o chi osserva la fede?…

          1. È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo. Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo. Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale. Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese. Quanto i più violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa. Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada. Anche se i cattolici fedeli alla tradizione sono ridotti a una manciata, sono loro che sono la vera Chiesa di Gesù Cristo.” (Sant’Atanasio, Coll. Selecta SS. Eccl. Patrum. Caillu e Guillou,

          2. Atanasio difendeva – se non sbaglio – la divinità di Gesù. Non mi sembra che ci siano sul tappeto problemi di tale gravità.
            A che serve avere un Papa se poi tutti vogliono fare il Papa? Atanasio diversamente da Lefebvre fu riabilitato in vita. Gesù promise assistenza alla Chiesa, perché non Gli crediamo?

          3. Cara Adriana, ha perfettamente ragione, sembra che certe persone non ne vogliano sapere di imparare qualcosa dalla storia…e poi come si fa a non reagire quando la dottrina Cattolica viene sistematicamente demolita?

    2. Il disordine imperversa a tutti i livelli.Davvero sembra che il buon senso sia divenuto merce più unica che rara.La crisi dellaChiesa ha ovviamente investito la società e la situazione odierna sembra davvero senza speranza.Non è questione di pessimismo o allarmismo,si tratta di riconoscere i segni dei tempi ed interrogarsi sul loro significato.E’ disonesto fingere che non stia avvenendo nulla di anomalo.Non affrontare con lucida obiettività la situazione odierna rischia di dividerci in fazioni contrapposte le une alle altre per la soddisfazione delNemico.C’è un problema relativo all’autorità nellaChiesa,un problema relativo alla custodia e alla trasmissione della vera Fede,c’è un problema che riguarda la condizione in versano le nuove generazioni orfane di figure autorevoli che le guidino e ammoniscano.Questi problemi sono reali non prodotti da allucinazioni di lugubri cassandre. Non sono dei visionari quanti ancora hanno sete diGiustizia e nostalgia dellaVerità.E in tutto questo marasma,dov’è Pietro?

      1. Come non preoccuparsi quando è ogni giorno di più evidente che quel relativismo che Papa Benedetto denunciava incessantemente ha preso il sopravvento e tutto si è fatto liquido, i capisaldi della fede si sono dissolti e la Dottrina rimane tuttora inosservata. Piuttosto oggi i suoi difensori sono perseguitati, guardati di traverso come fossero eretici e tenuti rigorosamente alla larga; tant’è che, notizia di ieri, solo per concessione di questo papa così misericordioso, anche “quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati”. Il concetto non mi è chiaro poiché non avrei mai pensato che confessarsi da loro equivaleva a non confessarsi (o forse confessarsi col diavolo). Graziosamente autorizzati, dunque, i pericolosi sacerdoti; ma essi assolveranno a cuor leggero l’orrendo crimine dell’aborto, visto che il VdR ha stabilito che tutti i preti del mondo potranno perdonarlo? Mi domando: -questa facilitazione sarà solo in occasione del giubileo o per sempre?- Se per sempre, anche questo grave peccato perderà la sua gravità. Non si sa più cosa pensare. Ma forse sono troppo bacchettona.

        1. Mi duole molto correggere le parole della cara Signora. I capisaldi della Fede e della Dottrina non sono affatto dissolti ed inosservati.
          Secondo il Catechismo “Dio solo perdona i peccati. Poiché Gesù è il Figlio di Dio, egli dice di se stesso: « Il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati » (Mc 2,10) ed esercita questo potere divino: « Ti sono rimessi i tuoi peccati! » (Mc 2,5).”
          Nel Sacramento della Riconciliazione il sacerdote agisce “in persona Christi”, cioè è Gesù stesso che agisce in lui (ego te absolvo in nomine patris et filii et spiritus sancti. amen )
          Il sacerdote, in modo subordinato al Vescovo, può e deve assolvere tutti i peccati che un penitente (battezzato) confessa, purché questi ne sia PENTITO ed abbia il PROPOSITO, con l’aiuto di Dio, di non commetterli più”
          La Chiesa di Cristo non può che essere madre di misericordia, lasciamo a Dio giudicare la sincerità delle “ri-conversioni”.
          Se qualche Sacerdote si comporta indegnamente, a Dio ne risponderà.

          1. E’ sicuramente certo che solo Dio perdona i peccati e che il sacerdote confessore agisce in persona Christi; e se mi sono posta quella domanda riguardo ai sacerdoti della FSSPX è perché, conoscendo il loro rigore, posso immaginare il turbamento del loro cuore; tuttavia lungi da me mettere in dubbio la loro obbedienza. Tutto vero ciò che lei dice riguardo alla confessione, caro Ettore, ma lei capirà che un povero fedele come me, cresciuto in un certo modo e con certe regole, fa un po’ di fatica a comprendere perché con tanta facilità e lievità un peccato grave che fino a ieri poteva essere perdonato solo da una autorità apposita, a un certo punto smette di essere così grave e si equipara a tutti quanti gli altri. Come se la misericordia di Dio diventasse di colpo a buon mercato. Ma sono cose di Dio, queste: solo lui sa giudicare e comprendere.

        2. Attenzione con BXVl perché, come i suoi predecessori, denunciava senza porre rimedio.
          “Riabilitò” il Vetus Ordo (distogliendo l’attenzione di molti sul vero problema) e al contempo proseguiva con incontri ecumenici, Assisi ecc, e a promuovere modernisti come Ravasi. Sono d’accordo che il danno (piano per rimuovere il katechon) risale da quando ci tolsero il Santo Sacrificio della Messa, Ratzinger favorevole. Esteticamente più presentabile di Bergoglio, ma identico nella sostanza (teologia). Non a caso al CVll fu perito di card.Frings, tra i più acerrimi modernisti che ospitò un incontro “ecumenico”con musulmani nella cattedrale di Colonia già allora! E non a caso Don Luigi Villa, incaricato da Pio Xll su indicazione di Padre Pio per individuare i Massoni infiltrati (lista Pecorelli- mai smentita- contenente molti cardinali e vescovi incluso Bugnini il “creatore” della nuova messa scelto da PVl) scrisse un opuscolo su Ratzinger “protestante”?.
          A BXVl dobbiamo anche l’inedito di 2 “papi” in Vaticano…

    3. Mi pare di capire che tutto va bene, il vero problema della Chiesa di oggi è la mancanza di serenità (di Gnocchi e di quelli come lui).

      Eppure anche San Paolo a suo tempo (morì martire se ricordo bene) era abbastanza preoccupato e ai Galati scriveva:

      “Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!” Quanta ansia!

      Comunque stiamo sereni, gente come San Paolo oggi si può curare, c’è…

    4. Credo che la preoccupazione del dottore Gnocchi sia data dal fatto che questi comportamenti della chiesa possano confondere i cristiani e portare tante anime a sbagliare e all’inferno, è certo che le porte degli inferi non prevarranno, ma quante anime si perderanno a causa di questo?

  2. Il fallimento della cavalleresca carica ciellina partita dagli anni ’70 come “alternativa” al marxismo e tristemente finita fra lacchè e stallieri è sintomatica di un cristianesimo ridotto a buon sentimento, proprio quell’atteggiamento modernistico contro cui mons. Giussani prese le mosse. In ginocchio e pregare! La forza della testimonianza, anche singola, che smuove i cuori e converte anche la realtà può venire solo da lì.

  3. Caro Dott. Gnocchi al riguardo del Sinodo Anguera nell’ultimo messaggio e’ stata molto chiara:
    4.181 – 18 agosto 2015
    Cari figli, inginocchiatevi in preghiera. Quando gli uomini, con le loro leggi, cambieranno le verità che sono state sempre insegnate sarà un tempo di dolore per gli uomini e le donne di fede. Questi giusti soffriranno, ma non si tireranno indietro. Vi chiedo di essere coraggiosi e difensori della verità. Sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Non tiratevi indietro. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Restate con il Signore ed egli si prenderà cura di voi. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

    1. Caro Felipe, il messaggio è incoraggiante e il suo contenuto può ragionevolmente essere giudicato verosimile MA attenzione,In tempi confusi come questi la prudenza non è mai troppa e non può essere il solo entusiasmo a guidare le azioni di ciascuno. Satana può travestirsi da angelo di luce, non dobbiamo mai abbassare la guardia. Personalmente sono convinto che lo stesso discorso valga per qualsivoglia moderna apparizione, specialmente in riferimento a Medjugorje dal cui fenomeno mi terrei a debita distanza!!!

  4. “Se uno viaggia in aereo non deve preoccuparsi se il pilota ha l’amante, ma solo che sappia pilotare bene. A nulla valeva rispondere che un buon governante deve, tra le altre cose, guadagnarsi il benvolere divino attraverso una buona condotta di vita, che un buon governante non deve dare scandalo pubblico e, infine, che se il pilota ha trascorso la notte con l’amante, magari, non è abbastanza lucido per pilotare l’aereo e precipita” Certo! Se un cieco guida un altro cieco ambedue cadranno nella fossa ed, infatti, l’aereo Italia è precipitato nel burrone tra le ola e gli applausi di molti italiani a bordo e la barca di Pietro è alla deriva per ammutinamento.
    Caro dottor Gnocchi ha ragione: bisognava reagire molto tempo fa.

  5. Questa è la terza volta che parlo qui dell’inqualificabile accoglienza a Renzi al Meeting di CL. Si sono spellati le mani a forza di applaudire, pubblico e rappresentanze sul palco : una ennesima dimostrazione dell’incensamento al potente di turno, di qualsiasi colore esso sia. Una vergogna indicibile per un movimento che, almeno nelle intenzioni del suo fondatore, doveva avvicinare a Cristo i giovani che del Cielo non conoscevano la strada. Dimenticato il Cielo, davvero questa attenzione all’ umano è divenuta attenzione a ciò che è terra terra, troppo in basso per poter alzare lo sguardo verso l’Infinito.

    1. Ormai il meeting non se lo fila più nessuno, giusto Radio Maria poteva dare un tale risalto ad un così infelice e ambiguo evento.

  6. La Signora, professoressa Siccardi, in due libri da lei scritti, l’Inverno Della Chiesa e Don Bosco Mistico, pubblica un importantissimo documento, nato dentro le logge e che il grande santo torinese conosceva, nel quale si puntualizzava la strategia attraverso la quale distruggere la Chiesa di Roma. Ebbene, risulta in modo chiaro che la ‘verde’, con la definiva Monsignor Benigni, capì che lo scontro frontale non avrebbe portato i frutti velenosi desiderati. No, si dovette cambiare strategia: infiltrarsi, agire dall’interno e scalare il potere. Lo scontro frontale produce martiri e i martiri rafforzano. Agire dentro la Chiesa non produce martiri e ha come risultato lo smembramento. Caspita! Che genii! D’altronde Gesù aveva messo in guardia: siate astuti. Eh, i figli della luce sono fessi! L’aveva capito molto bene Mons.Benigni, grande lettore di gialli e uno che credeva profondamente in Dio ma non nell’Uomo.

  7. Mi ripeto:
    – Nel libro intervista Messori/Ratzinger, l’allora Cardinale fu chiarissimo su
    quanto stava avvenendo nella Chiesa.
    – Ratzinger nella Via Crucis del 2005 per il Papa G.P.II, scrisse che la Chiesa
    era immersa nella sporcizia..
    E questa definizione “ufficiale” fece scalpore.
    – Successivamente, quando era Papa, disse che nella Chiesa ci si morde e ci
    si divora..
    Ecc.

  8. Buongiorno. Quando esterno la mia preoccupazione per questi tempi cupi mi sento sempre rispondere di stare tranquillo perché Cristo ha promesso che le forze del male non prevarranno, ed io di ciò ne sono certo ma penso invece a quante anime nel frattempo si andranno perdendo ed è proprio per la salvezza di queste e la nostra che è giusto denunciare la verità di cosa sta accadendo nella Chiesa e nel mondo. Grazie e pace di Gesù

    1. Federico Fontanini

      I tempi attuali sono una grande prova per i cattolici. Il raffreddarsi generale della carità (inteso anche come venir meno all’annuncio della Verità) anche in coloro che dovrebbero guidare il gregge, indebolisce molto i fedeli. Verrà il giorno nel quale scegliere Gesù costerà sacrificare anche fisicamente la vita. Mi chiedo: sarò pronto, ne sarò capace o mi tirerò indietro. Preghiamo tanto perché meritiamo il dono della fortezza e della perseveranza, usque ad mortem, se necessario.

  9. Marina Alberghini

    Caro Gnocchi ormai anche la Chiesa, come il mondo, è alla rovescia.Quando il papa auspica una amnistia mondiale per i carcerati, i religiosi e le anime belle che ci circondano dicono che è giusto, anche il Vangelo dice di andare a prendere la pecorella smarrita. In realtà il Vangelo dice che il Buon Pastore prima mette le sue pecore riposte e al sicuro, poi va a cercare la pecorella. Ma noi pecore non siamo per niente al sicuro! Chiedere alle vittime di furti, stupri, rapine e omicidii da parte di ex o futuri carcerati!
    La Chiesa ha sempre detto di “visitare i carcerati”, mica di liberarli, perché chi delinque è giusto sconti la pena. Se questa Chiesa c’è ancora, prego, batta un colpo!!

    1. Non c’è scritto che mette al sicuro le novantanove ma che le abbandona, nel deserto o sui monti, per andare dietro alla smarrita per la quale investe più attenzione, più sacrificio e in definitiva più amore. Se ne accorge il figlio maggiore della parabola che si immusonisce.
      Il carcerato pericoloso dovrebbe restare dentro, ma dentro ci stanno spesso quelli che non sanno difendersi. Non penso poi che parlasse solo dell’Italia.

      1. L’amnistia comporta la rinuncia da parte dello Stato a perseguire i reati di cui qualcuno si è macchiato,non ha a che fare semplicemente con l’estinzione della pena(indulto)ma determina la cancellazione di un reato a carico di tizio che diventerebbe incensurato al pari di mia nonna.Oltretutto l’amnistia è un atto per sua natura generalizzato che non fa distinzioni tra presunti innocenti o colpevoli agisce come nei confronti di soli colpevoli, pertanto un innocente resterebbe pur sempre presunto colpevole non essendo mai stata certificata la sua presunta innocenza.Ed io aggiungo che la pena è terapeutica poiché lenisce i sensi di colpa e solo una piena espiazione può gettare le basi per una definitiva”rinascita”morale e sociale.Non si può in nome della misericordia invocare sconti indiscriminati.Infine per ogni cosa c’è un tempo e parlare adesso di amnistia è comunque semplicemente folle!Occorre un tessuto sociale in condizioni ottimali per poter permettersi di adottare un simile strumento giuridico!

        1. Caro Alessandro, è un piacere vedere così tanti suoi commenti, tutti cattolici e agguerriti: purtroppo l’effetto Bergoglio sta devastando quasi tutto, ha ragione a dire che il disordine imperversa a tutti i livelli e che sembra che il buon senso sia divenuto merce più unica che rara: quanti ottimi cattolici, siti cattolici e associazioni di cattolici sono passati dalla parte della rivoluzione, e sappiamo bene entrambi che le cose peggioreranno ancora, sia a livello ecclesiale che legislativo.
          Io sono sicuro che lei sarà fra coloro che resisteranno sempre e comunque, ci aspetteranno tempi durissimi ma dobbiamo aggrapparci ad una certezza: la Chiesa Cattolica NON aprirà mai a ciò che Dio ha proibito, se apertura ci sarà le conclusioni possibili sono soltanto due:
          1)Apertura nulla e invalida.
          2)Apertura nulla e invalida operata da un’antichiesa che di cattolico ha solo il nome (io sono convinto che questa sia la conclusione giusta).

          1. Grazie caro Diego delle belle e confortanti parole! Preghiamo tutti gli uni per gli altri. Sappiamo infatti che alla base di questo disordine e dietro l’azione scellerata delle persone che, a vario titolo, lo alimentano c’è sempre lui, l’Avversario del genere umano: Satana in persona. Occorre, e spesso io personalmente tendo a dimenticarlo, che le armi da imbracciare siano anzitutto armi spirituali perché spirituale è la potenza di colui che ci attacca. Rivestiamoci dell’armature di Dio e lasciamo che sia il Signore a combattere al nostro fianco, lasciamo che sia Lui a fornirci le strategie da seguire, certi che nonostante tutto e tutti: NON PRAEVALEBUNT!!! Insisto nel sollecitare lei e quanti leggeranno ad un reciproco ricordo nella preghiera, questa e la soluzione, l’unica possibile, infatti “se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode” (dal salmo 126).

      2. Da come scrive sembra che Gesù ami più i peccatori che i giusti: lei ha dato una sua personale interpretazione, che secondo me è assolutamente sbagliata, di quella parabola e per quanto riguarda il figlio minore, il Padre non lo ha seguito: il figlio minore è ritornato figlio SOLO tornando a casa e al figlio maggiore non è stato tolto niente visto che il Padre è andato a pregarlo di entrare alla festa e gli disse che tutto ciò che ha è suo (il figlio maggiore, restando fedele, ha conservato INTATTA la sua eredità).
        Dio non ama i peccatori incalliti più dei giusti, anzi Gesù ci dice IL CONTRARIO e io di Lui mi fido:
        «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 49 Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; 50 perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».
        “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.

          1. Sì, caro/a Frama, la grazia sovrabbonda dove abbonda il peccato, perché la grazia è più forte del peccato. Gesù è venuto per i malati, non per i sani: ma chi può ritenersi sano di fronte a Dio? Ognuno è peccatore, e più uno si avvicina a Dio più capisce di essere peccatore; l’esempio di tanti santi – uomini e donne giusti – ce ne dà testimonianza. Ma Dio ama i giusti (tanti salmi ce lo ricordano): non il giusto che sa o che si vanta di essere giusto, ma l’umile che sa di essere niente di fronte al suo Dio e che cerca in tutti i modi di piacerGli. Il giusto per eccellenza è Gesù. E la creatura più amata da Dio è Maria: “ha guardato l’umiltà della sua serva”. Uomo giusto fu ancora S.Giuseppe.
            Insomma, Dio guarda all’umile ma al superbo volge lontano lo sguardo (forse non è precisa la citazione, sto andando a memoria).
            Forse sono superflue queste mie considerazioni, anche lei voleva dire la stessa cosa, ma ho ritenuto di precisare perché mi sembra che al giorno d’oggi ci sia tanta confusione.

          2. Appunto laGrazia,seLa si accoglie con cuore contrito e affranto, non l’amnistia,l’indulto,gli sconti di pena o le varie concessioni,la Grazia che infonde la forza di sopportare le tribolazioni e le avversità,anche quelle che patiamo a causa dei nostri peccati.Non mi risulta che il buon ladrone abbia chiesto di essere sottratto alla morte in croce bensì che abbia detto”noi siamo condannati giustamente perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni”.Ma è così difficile da capire cheGesù, avendo a cuore la nostraSalvezza eterna permette che soffriamo quaggiù,che scontiamo le nostre colpe quaggiù per aprirci poi ilParadiso al momento opportuno?La pena, la sofferenza,le difficoltà ci uniscono a Gesù,mentre la pretesa di vederci accordata incondizionatamente la misericordia è finalizzata a zittire la nostra coscienza e rafforzare il morso delle catene alle quali Satana ci tiene legati!L’uomo ferito dal peccato originale, orgoglioso e superbo,trova nel castigo la mano tesa delPadre che lo educa e guarisce

  10. In sostanza, non è che nella storia siano mancati per i cristiani i tempi bui, ma certo è che per la prima volta nella storia la Chiesa di Roma non li difende, anzi, lavora contro di loro.

    1. Esattamente!
      Meglio: “il Vescovo” di Roma .
      Questione millenaria: il vescovo di quella sede è importante perché la sede è importante? Risposta cesaropapista (applicata poi, con esiti rovinosi, a Bisanzio): sì. Risposta cattolica: no- è importante perché “Successor del Maggiior Piero” (Dante)

  11. Ormai cattolici (?), sacerdoti tra cui segretari di Vescovi, parroci, Gesuiti non osano piu’ esprimere il loro vero pensiero sull’attuale pontificato se non a bassa voce e con infiniti ‘distinguo’ perchè far arrivare in Vaticano il loro pensiero potrebbe causare pericolose reazioni… Solo Dio sa a cosa possono servire queste testimonianze per far risvegliare la coscienza retta a fronte di una obbedienza cieca e comportamenti a dir poco ignavi.

  12. massimo trevia

    non ritengo giusto che ,con la grave insicurezza attuale,si mettano in libertà i carcerati.e il papa,prima di esigere da noi la”misericordia”,potrebbe dire qualche parola di compassione per le vittime,ultime quei due coniugi massacrati in sicilia?e smettere di dire”benvenuti”agli invasori?e magari riconoscere che,anche grazie a lui,ci stanno invadendo?ma i farisei….mettono pesi sulle spalle degli altri che poi essi non porteranno.io non mormoro.AFFERMO:bergoglio è un fariseo!

  13. Possibile che il successore di Pietro lavori contro Cristo? Ma il guaio è che non è solo lui a lavorare contro Cristo ma il clero in massa e ben peggio e ben prima… All’epoca S.Paolo ammonì il vero Papa che sbagliava, ma qui c’è un Papa? C’è un clero riconfermato dal vero Pietro? Temo di no, per ora. E temo non ci sia neanche un vero Pietro. Oggi non c’è solo l’eresia ariana ma la cloaca di tutte le eresie come già scrisse San Pio X e spacciate da decenni. Il modernismo. Quindi i San Atanasio di oggi facciano le loro scelte come fece lo stesso allora.

    1. Ha perfettamente ragione: il modernismo è molto peggio dell’arianesimo, esso è la negazione di tutto il Cattolicesimo!
      San Pio X ha giustamente scomunicato ipso facto TUTTI i modernisti!

    2. Sì: come dicevo giorni fa, non so se oggi ci sia “IL” Papa, cioè se l’elezione del 2013 sia valida o meno.
      So però che l”azione di chi “veste di Bianco” in pubblico (c’è anche chi o veste in privato) è CONTRO la Chiesa.. E questo accade per la PRIMA volta nei duemila anni.
      Che il Clero fosse eretico in massa prima del 2013 non è vero. Ricordiamo ciò che il professor de Mattei ha tante volte ricordato a proposito delle ondate rivoluzionarie moderne: in ognuna, un nucleo molto aggressivo si organizzò e presentò le proprie scelte come “insopprimibili esigenze della Massa e dei Tempi”

  14. Per tutti coloro che credono che l’attuale crisi della Chiesa sia meno grave di quella dei tempi di Sant’Atanasio: ora si nega addirittura l’esistenza di un Dio Cattolico (che è l’unico vero Dio), si dice che noi adoriamo lo stesso Dio di musulmani ed ebrei (dire ciò è peggio che essere ariani perché si nega implicitamente sia la divinità di Gesù che l’esistenza dello Spirito Santo), si dice che bisogna VANTARSI dei nostri peccati (si confonde il bene col male a tal punto che molti fedeli sono arrivati a credere che Dio ami più i peccatori che i giusti), si offende la Santa Vergine affermando che dubitò, si indice un Sinodo in cui verranno messi AI VOTI alcune fondamentali Leggi di Dio (con conseguente possibile dannazione di innumerevoli anime, visto che il Diritto Divino non può cambiare) e in cui potrebbe essere deciso di acconsentire alla profanazione di Cristo (la più grande aspirazione di Satana), ecc., ecc.: il “NON PREVALEBUNT” avverrà grazie a coloro che respingeranno tutto ciò!

    1. Vedo solo adesso che ieri, alle 9:11 e alle 15:22, la signora Tonietta sottolineava la gravità della derubricazione del peccato di aborto, che comporta la scomunica (= non essere più parte del Corpo Mistico), a uno fra i tanti, che il sacerdote deve “perdonare” (e sai quanto ci importa che un sacerdote ci perdoni… a noi importa che ci perdoni Dio, per poter vivere in Grazia Sua).
      È una cosa talmente grave, cara signora, che non volevo commentarla.

      Fra l’altro le due righe informali del Papa saranno usate per “stanare” i Preti Refrattari, cioè non rivoluzionari. Accadrà certamente che delle “penitenti”, vere o fittizie, si sentiranno dire “Non posso assolverla, la questione è grave. Si rivolga al Vescovo”, e correranno al Telegiornale a dire “Ecco, nel 2015, in quella Parrocchia, c’è un fossile del Medioevo, ribelle al Papa”. E questo è desiderato dalla Giunta Rivoluzionaria Vaticana, per eliminare le “sacche di resistenza”

    2. Nessuno pensa che Dio ami il peccato. Ma il peccatore si, lo ama. Una volta Papa Wojtyla paragonò il peccatore a una pianta, magari pregiata, ma tutta rovinata. Una volta ripulita sarà più bella della piantina che mai si è rovinata. Dio ama l’opera sua anche nel peccatore.
      Per questo si affatica a cercare la pecora smarrita…si affanna a cercare la
      moneta smarrita…ammazza il vitello grasso suscitando la gelosia del fratello
      maggiore che come gli operai della prima ora vantavano un trattamento più
      vantaggioso.
      E’ Padre, non capoclasse maligno!
      Gesù è il vero giusto perché (come Maria e Giuseppe) fa la volontà del Padre.
      E in che cosa consiste? Nel pretendere di essere pecora al sicuro e senza rischio nel recinto? O a morire “giusto per gli ingiusti”? In questo senso ha
      amato di più il peccatore.

      1. Li cerca come atto di guerra al Demonio – che si è istallato come Principe questo mondo (Gv 12, 31), avendo avuto la collaborazione suicida dei Progenitori.
        Senza Peccato Originale, con l’Umanitarismo massonico, c’è solo una “colpa”: quella attribuita a Dio, che non ha fatto bene le cose.
        Vedo che lei ha una professionalità nel commentare. Non so se programmaticamente deviante (c’erano commenti “anti” su altri blog) o in buona fede, deviata dalla cattiva catechesi contemporanea, ma non è importante.

        P.S. Un canto di Chiesa “attuale” dice testualmente, a proposito di Cristo: “Santo di Dio/ vesti il Peccato”. È una bestemmia vera e propria, che muta l’Incarnazione in In-demoniamento

      2. Secondo me lei fraintende il reale significato della Parola di Dio.Il Signore ama il peccatore che accetta di essere amato da Lui e si dispone con docilità ad essere corretto e guarito.L’affermazione di Woytyla è un concentrato di modernismo e ambiguità(come lo sono del resto parecchie sue uscite)riscontrabile nei protestanti e negli eretici di ogni risma che sono disposti a dar credito ad ogni propria intuizione più di quanto lo siano ad accettare gli insegnamenti certi e immutabili della Chiesa.Mi dispiace ma tutti questi sofismi sono utili solo a sviare e confermare nel peccato anziché a destare la volontà e spronarla a desiderare di abbandonarlo,almeno nelle intenzioni,una volta per tutte!Poi certo si può cadere nuovamente ma diversa è la situazione di chi cade per debolezza e chi persiste per malizia,il peccatore che cade è si rialza di continuo è amato dal Signore, i peccatori maliziosi e impenitenti hanno per padre il Diavolo.Non è possibile avere due padri come non lo è servire due padroni!

        1. Ha ragione, caro Alessandro, e non riesco proprio ad immaginare cosa ci sia di così difficile da comprendere in ciò che una volta era ovvio per tutti i cristiani tranne che per gli eretici.
          Io so benissimo di non essere un giusto ma un peccatore, un peccatore che sa che se peccasse di meno e che se avesse molta più volontà di abbandonare il peccato e di rialzarsi ogni volta che cade, Dio lo amerebbe di più, non un peccatore che pretende di poter fare impunemente tutto ciò che vuole e che si illude di essere amato da Dio quanto (o addirittura di più di) coloro che lo ascoltano e che vogliono ascoltarlo molto di più!
          Ciò che ho scritto è un concetto semplicissimo e talmente ovvio che lo capirebbe chiunque non sia accecato dal buonismo, dall’autoindulgenza o da false ideologie…purtroppo moltissimi cattivi pastori predicano l’opposto!

        2. Guardi che Wojtyla è un grande santo. Procedeva, immerso nel suo
          dolore, come una spugna imbevuta di Spirito santo, suscitando emozioni e sensazioni anche fisiche in quelli che lo circondavano.
          Così tutti i mistici.
          Vede, certe analisi possiamo farle solo per noi perché dell’intimo degli altri non ci è consentito di conoscere un bel nulla.
          Quello che lei chiama sofisma è Vangelo, è Parola di Gesù. E’ vero che non basta solo leggere ma che bisogna avere il cuore puro.
          ”Crea in me un cuore puro!” implorava Davide. Imploriamolo pure noi perché solo i puri di cuore potranno vedere Dio e la sua verità. Lei e’ giovane (se è del 90) e ha la fortuna di avere più tempo.

          1. È Vangelo (“Parola del Signore”, non “di Gesù”- che sarebbe uno dei tanti uomini, se non fosse “Gesù Cristo”) che il Padre faccia uccidere il vitello grasso per festeggiare il ritorno in casa del figlio minore sbandato.
            Quindi:
            1- il figlio minore era PECCATORE, e si teneva lontano dal Padre, sorgente di Vita, con i soldi di Lui. Era spiritualmente MORTO.
            2- il figlio minore era RITORNATO, affamato, pensando di chiedere solo di essere trattato come un servo (schiavo, e non figlio)..

            La parabola del Figliol Prodigo (tipico lingaggio attenuato di una volta: “prodigo” anziché “tradtore e dissoluto”) è stata ribattezzata dai Modernisti “del Padre MISERICORDIOSO”. E il culmine della loro ipocrisia è il cestinare la chiusa “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo…”, detto al figlio maggiore, presentando invece costui come gretto e materialista

          2. Ottimo commento, caro Raffaele, si è arrivati all’inversione: si preferisce uno che dilapida i soldi del padre con le prostitute a colui che è sempre stato fedele!

            Frama, lei come può fare illazioni sulla purezza di cuore altrui?
            Chi dissente da lei e/o da Giovanni Paolo II sarebbe una persona dal cuore impuro?
            Anche se il dissentire è basato sull’immutabile Magistero e sulla Sacra Scrittura?

  15. Normanno Malaguti

    Dibattito interessante, che mostra tutte le sfaccettature del problema! Ma mi urge una risposta, cui spero potrete darmi risposta. Cosa sono le profezie di Anguera? dove posso trovarne il profilo? Anguera é una località o una persona?
    Grazie!

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