“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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martedì 10 giugno 2014

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è pervenuta in Redazione:

 

Caro Alessandro Gnocchi,

                                                 predica di domenica scorsa in parrocchia: il prete ha parlato dell’obbligo per il buon cristiano di fare la raccolta differenziata dei rifiuti. Ha detto che chi non la fa, deve confessarlo, perché è un peccato grave. Non so cosa abbia detto dopo, perché, non lo nascondo, non ho più ascoltato. Io credo che ci siano degli obblighi di legge che è ovvio che dobbiamo rispettare, certo che devo mettere nei sacchetti i rifiuti come ordina il Comune. Ma questo cosa c’entra con la predica a Messa? E adesso i peccati li stabilisce il sindaco? Una volta ci spiegavano il vangelo, ora non ci capisco più nulla, non mi sembra quasi di andare in chiesa.

Cordialmente

Annibale Foschi

 .

 

zrbrpsCaro Foschi,

cerco di immaginare la confessione da questo sacerdote così zelante nella diffusione del nuovo vangelo cattomondano. Quante volte non hai fatto la raccolta differenziata, Annibale? Tre volte padre. E ti sei pentito? Non tanto padre, perché la raccolta differenziata è davvero una rottura di scatole… Annibale non aggravare la tua posizione davanti alla Costituzione, per avere l’assoluzione adesso devi fare il proposito di non mancare più: la carta con la carta, la plastica con la plastica, l’umido con l’umido, il secco con il secco e non fare il furbo buttando le bucce di banana nel secco perché nel segreto della rumenta il parroco ti vede anche se l’assessore no.

E poi non basterà, caro Foschi, perché dovrà confessare se spegne le luci prima di uscire da una stanza anche se ci rientra subito, se chiude il rubinetto mentre si lava i denti o mentre si insapona sotto la doccia, se spegne il motore della macchina quando è fermo al semaforo rosso e non fa niente se induce in tentazione i quattrocento automobilisti in fila dietro di lei che la prendono a  male parole per avergli fatto perdere un verde che era un amore…

La situazione è drammatica, ma non seria. Però non c’è da ridere, non più. Questa Chiesa che ha deciso di andare a braccetto con il mondo poteva solo finire per predicare ciò che il mondo vuole, per imporre ciò che il mondo ama e per proibire ciò che il mondo detesta. Sono bastati pochi decenni di aggiornamento e si è prodotta una mutazione genetica che desta persino ammirazione per quanto è ben riuscita: dopo essere passato a sciacquare i panni nelle sedi del partito comunista, il cattolico ha virato decisamente sulla laicità e ora si presenta sulla scena come “cattolaico”. Una semplice “a” in più, ma che differenza: quella che fa del suo parroco un apostolo della raccolta differenziata e poi chissà di quanti altri doveri civici, fino a che le dirà che le leggi dello stato laico vanno rispettate tutte anche se vanno contro quelle di Dio, perché nel segreto della tua casetta il sindaco ti vede e il parroco no.

Il “cattolaico” è l’adepto di una nuova religione che ha un suo rito nelle pratica della legalità e un suo pontefice massimo nel presidente della repubblica. Può essere tollerato anche un re, ma solo se prima o poi abdica. Poi ci sono i vari ministri, tra cui si distinguono quei preti  che, per compiacere il mondo e il suo principe, si scandalizzano e si stracciano le vesti davanti a un mafioso che va a Messa e dice di credere in Dio, e invece vanno in sollucchero davanti a fior di galantuomini che alla Messa non ci pensano proprio, Dio neanche  a parlarne e praticano tutte le leggi contro natura volute dallo stato laico.

Avendone adottato il linguaggio e i valori del mondo, l’esemplare di questa nuova mutazione genetica si trova indifeso davanti all’aggressione del mondo e non è più in grado di opporre nessuna ragione a propria difesa. Anzi, finisce per far propri gli attacchi contro se stesso in una folle corsa all’autodemolizione. In particolare, adotta come fossero suoi da sempre i due cavalli di battaglia utilizzati dal mondo laico per aggredire il concetto di Regalità sociale di Nostro Signore. Il primo dei quali sostiene che lo stesso Gesù avrebbe sancito la separazione tra Chiesa e Stato affermando: “Date a Cesare ciò che è di Cesare, date a Dio ciò che è di Dio”. Il secondo spiega che la laicità, e poi il laicismo, sarebbero nati per sostenere le ragioni della libertà in contrapposizione al clericalismo.

Rispondere al primo è molto semplice. Cesare è un uomo e quindi deve a Dio quel che Gli devono tutti gli altri uomini. Anzi, Cesare deve a Dio più di quanto Gli debbano gli altri uomini, perché ha una grande responsabilità sul destino dei suoi sudditi. San Tommaso, nel De regimine principum scrive: “Il fine della vita onesta che qui viviamo è la beatitudine celeste. Perciò rientra nei compiti del re curare la vita onesta della moltitudine, perché concorre al conseguimento della beatitudine celeste, comandando le cose che portano alla beatitudine celeste e proibendo, per quanto è possibile, quelle che le sono contrarie. Quale sia poi la via alla vera beatitudine e quali siano le cose che la ostacolano si conosce dalla Legge divina, il cui insegnamento rientra nel compito dei sacerdoti, secondo quanto dice Malachia”.

Se il primo argomento utilizzato dai laici è falso sul piano dottrinale, il secondo è falso sul piano storico. La laicità e poi il laicismo non sono nati in contrapposizione al clericalismo per difendere le ragioni della libertà. Sia storicamente, sia teoricamente, il clericalismo, che è un fenomeno degenerativo, nasce invece come conseguenza della laicità.

Dalla fine del XIII secolo, in Europa, i laici, vale a dire i “non consacrati”, hanno lentamente demandato al clero il dovere di essere religioso anche per conto loro. Ma, alienando ad altri tale compito, che si manifesta anche pubblicamente, si sancisce di fatto e di principio la propria laicizzazione, intesa come ritrarsi dalla necessità di fecondare e fortificare attraverso la fede la vita sociale.

A sua volta, il clero che assume tale compito senza preoccuparsi di chiedere al laico di non rinunciare alla dimensione religiosa della vita, diventa, secondo un felicissimo gioco di parole inventato dal Peppone guareschiano, un “clero clericale”. Inizialmente, utilizza degli atti di imperio nel campo religioso, ma poi finisce per adottarli, a livelli sempre più bassi, nella vita quotidiana. Questa è effettivamente ingerenza. Ma non è l’ingerenza della Chiesa, non è l’ingerenza della religione, non è l’ingerenza del fenomeno religioso: è l’ingerenza di un “clero clericalizzato” evocato dall’avvento della laicità. Non a caso, il laico si trova a proprio agio con un cattolico malato di clericalismo, sempre pronto a trattare e patteggiare gli spazi di azione nella società. Che gli concede volentieri di governare la pattumiera.

Alessandro Gnocchi

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Sia lodato Gesù Cristo

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12 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì”

  1. Basta una “a” a trasformare il cattolico nel “cattolaico”. Il problema serio e dramma-comico oggi è tutto qui: basta cambiare di pochissimo l’oggetto o meglio il Soggetto della fede ed essa si sarà trasformata come per magia in qualcos’altro…
    Sarebbe bene che tutti questi cattolaici si diano una bella svegliata!!!

  2. piero vassallo

    i preti (e i domenicani in special modo) giudicano San Tommaso “un pensatore reazionario”. il card. Siri aveva dimostrato l’evoluzione “mistica” del progressismo, i teologi del Vaticano II lo hanno “silenziato” – il disordine “mistico” prodotto dagli amministratori laici (di sinistra) oggi è ben visibile – se ne sono accorti gli elettori di sinistra a Perugia, a Urbino e a Padova, città nelle quali è evidente la corruzione seminata dai progressisti (spacciatori di droga in libertà, teppisti a ruota libera, estremisti impuniti, che occupano locali pubblici e privati, tolleranza & comprensione nei confronti degli immigrati che rubano e rapinano, sedicenni rumene sui marciapiedi, cortei pederastici ecc.) – se ne sono accorti gli elettori del Pd, non i preti – i preti hanno gli occhi foderati di carta da giornale (Repubblica, naturalmente)

  3. Veramente eccellente la risposta di Alessandro Gnocchi, il termine cattolAico è appropriatissimo!
    Ho una domanda per Annibale Foschi: quel prete parla anche contro l’aborto, la contraccezione, la sodomia, la fornicazione, l’adulterio, ecc. o predica soltanto contro ciò che è contrario alle leggi degli uomini?

    1. Dante Pastorelli

      Ma no, ovvio. Argomenti abusati sotto i precedenti pontificati. Non c’è più bisogno di ricordar la dottrina in merito. Tutti, ormai, vivon castamente e santamente.

  4. Va a finire che mi faccio buddista. Toh! Scusate amici, per la mia cruda spontaneità: almeno li, in quella che non è una religione ma piuttosto e bene che vada, una filosofia religiosa, sarò agevolato nella mia personale impresa fusionale con l’Assoluto Indistinto. Anzi Indifferenziato.

  5. E’ vero, adesso predicano le cose della terra, invece che quelle del cielo, non siamo piu’ noi a seguire il Vangelo e mettere in pratica quello che dice, adesso e’ il Vangelo che si deve adeguare alle cose terrene, ma noi per arrivare in cielo dobbiamo fare un cammino verticale verso il cielo, non orizzontale verso la terra, pensate prima alle cose di lassù, il resto vi sara’ dato in aggiunta, dobbiamo stare attenti in questo secolo, alle seduzioni del mondo, perchè satana e’ entrato nella chiesa, e vuole che facciamo un cammino che dice lui, pero’ non con la raccolta differenziata si commette un peccato grave, noi dobbiamo mettere in pratica la retta via, e seguire i diritti e i doveri che ci vengono dati, il peccato grave o la disunione con Dio, si ha sopratutto, quando non si mettono in pratica i 10 comandamenti.
    PACE E BENE

  6. in attesa di vedere la prossima enciclica ‘verde’ presumibilmente stampata su carta riciclata, certi ‘preti’ giocano d’anticipo e si occupano di rumenta…..

  7. Eh, cari amici, non siamo “up to date”, non amiamo il “politically correct”, che diamine! Siamo fermi a San Tommaso, il quale, da bieco reazionario, credeva, il poverino, che i peccati gravi fossero quelli che violavano i 10 comandamenti, che seguivano i 7 vizi capitali, che gridavano vendetta al cospetto di Dio – fra i quali la sodomia.
    Evidentemente ci sono altri comandamenti a noi ignoti, fra i quali differenziare l’immondizia, non usare la bicicletta al posto dell’auto, recitare il rosario con viso inespressivo, anzi “non recitare il rosario” se disturba abortisti, eretici e assassini vari, c’è un Dio solo (nonTrino, mi raccomando!) e tutte le religioni sono uguali.
    Tutto quello che è stato prima del Concilio Ecumenico Vaticano II non vale, deve essere accuratamente gettato nei rifiuti (nell’indifferenziato).
    Il mio voto e il vostro è un misero “five meno meno”.

  8. Grazie, Alessandro. Anche per la verve che in un tratto mi ha fatto persino ridere. E in questo pianto di stelle anche quello è benvenuto. Ma quella era anche la maestria dello scrittore. Preferisvo ben di molto il mio padre spirituale 93enne, ma grintoso, fermo e preciso nella sua dottrina e nelle sue omelie che parlano tranquillamente deih novissimi, che interrogano veramente le coscienze e che dovrebbero far risvegliare pure i morti. Ma il popolo si stufa, le coscienze dormono beatamente e nessuno torna a casa interrogandosi su di sé, sulla sua vita, sullo stato della sua anima. Ormai vivere la fede è come partecipare ad una bella lotteria. Ci sono premi per tutti, anzi, ricchi premi e cotillons ed è tutta una cuccagna. Praticamente il paese dei balocchi di tutti i grandi e grossi pinocchioni che ragliano e nascondono le grandi orecchie da somaro. Quindi, tirando le somme: meglio i Galantino di turno, i preti ecologisti, rappettari, super friends, o gli abbraccioni, piacioni, ecc.ecc? A voi la scelta!

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