“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

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Il processo di beatificazione di Pio XII è bloccato, ma intanto si esalta don Milani. Non c’è da stupirsi: la neochiesa non può permettersi di porre sui suoi neoaltari un santo della vecchia religione.

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Ogni settimana Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti possono scrivere, indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni settimana sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

PD

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Martedì 2 maggio 2017

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E’ pervenuta in redazione:

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Caro Gnocchi,

ho letto le attenzioni che il Papa ora riserva a don Milani, il “priore di Barbiana”, che ci viene presentato come un vero modello di sacerdote, tutto dedito alla Chiesa e ai giovani. Lasciamo stare la dedizione ai giovani, compresa l’omosessualità di cui il Milani era sospettato. Ma comunque questo prete è stato un pessimo esempio, con libri censurati dall’allora sant’Uffizio. Fu rimosso dalla sua parrocchia e mandato a Barbiana dal cardinale Dalla Costa e don Milani era così “obbediente” che il cardinale dovette addirittura minacciarlo di far intervenire la forza pubblica perché lasciasse la parrocchia. Un giudizio molto pesante lo diede su di lui anche Giovanni XXIII, che quando era ancora Patriarca di Venezia, dopo aver letto il libro di Milani “Esperienze pastorali” lo definì come “un pazzerello scappato dal manicomio”. E potremmo dirne altre sui suoi metodi educativi nella tanto osannata scuola di Barbiana. Ma se l’albero si giudica dai frutti, allora bisogna anche ricordare che personaggi come il Rodolfo Fiesoli, l’orco del Forteto, condannato per violenze sessuali su minori, era uno dei seguaci di don Milani e con lui altri personaggi di quell’inferno che era il Forteto.

Insomma, cosa possiamo dire su un Papa che su un personaggio così non ha almeno l’intelligenza di star zitto? Ma mi viene subito un paragone davvero sconcertante: adesso si beatifica Don Milani, ma intanto il processo di beatificazione di Pio XII è ibernato. Non se ne parla neanche più. A parte le vergognose diffamazioni sulla faccenda degli ebrei (e sappiamo quanti furono salvati proprio da Pio XII ai tempi del nazismo), questo è stato un vero grande testimone della fede cattolica. Forse nella “chiesa” di oggi è questa la sua colpa? Quando si riavvierà il processo di beatificazione per Pio XII? E chi lo sa? Ma intanto si esalta un don Milani. Stiamo grattando il fondo o dovremo vederne ancora delle altre?

Mi scusi, sono stato lungo, ma non potevo non dire queste cose. In questo caos in cui viviamo lei è un uomo libero e lo dimostra, uno dei pochi con cui si può parlare.

Buon lavoro, con tanta stima.

Donato Lorini

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Caro Donato,

oltre che di una neofede, di una neoliturgia, di una neomorale, la neochiesa a bisogno anche di una neosantità e dei neosanti. Naturalmente, alla gloria dei neoltari, si passa direttamente attraverso la neocanonizzazione proclamata dal neopapa nelle modalità che più gli aggradano. Nel caso specifico, Bergoglio ha provveduto per videomessaggio, come amava fare il Berlusconi dei tempi d’oro.

Don Milani, figlio di madre ebrea, cresciuto nell’agnosticismo e convertito in età adulta pare fatto apposta per un’operazione simile. E quell’ambiguo rapporto con i “suoi ragazzi”, che lui esprimeva con linguaggio e concetti tutt’altro che equivoci, ne fa addirittura un neosanto con la doppia aureola. L’uomo che ha contribuito a devastare il sistema scolastico italiano demolendo i concetti di insegnamento e di autorità, con quel suo sguardo tutt’altro che limpido sui giovinetti di Barbiana, è il testimonial perfetto della scuola del gender e dell’omosessualismo.

Lei caro Donato, si stupisce che, a fronte dell’esaltazione di don Milani e del donmilanismo, venga oscurata e obliata anche la sola possibilità di beatificare un pontefice come Pio XII. Ma la neochiesa non può permettersi di porre sui suoi neoaltari un santo della vecchia religione. Salvo il caso di abbinarlo a un neosanto che ne imponga una lettura e una recezione orientate alla nuova fede. Capitò a Pio IX, beatificato con Giovanni XXIII, che poi lo ha lasciato al palo per la canonizzazione.

Certo, nel caso di Pio XII l’operazione sarebbe difficile persino per Bergoglio, visto che bisognerebbe maneggiare la leggenda nera su un Pontefice accreditato definitivamente come “il Papa di Hitler” il “Papa connivente con l’Olocausto”. E, si sa, in questi tempi non esiste nulla di tanto definitivo e indiscutibile come una maledizione lanciata sulla Chiesa cattolica in nome dell’ebraismo. Perciò, con sfumature e argomenti diversi, si arriva sempre lì: al silenzio del “Vicario” sulla tragedia del popolo ebraico durante il nazismo.

Ma paradossalmente, se riguardasse solo i rapporti tra cattolicesimo ed ebraismo la questione sarebbe persino risolvibile: a rigore e alla lunga, la logica dovrebbe rendere evidente l’incongruenza di una religione che si occupa degli affari interni a un’altra. Il fatto che siano gli ebrei a stabilire quali debbano essere i santi cattolici, prima o poi dovrebbe risultare come un comico malinteso.

Il film sulla leggenda nera di Pio XII, invece, continuerà ad andare in onda in replica perché è frutto di un’antica partita tutta interna al mondo cattolico. Lo ha spiegato chiaramente il rabbino americano David G. Dalin in appendice al volume di Burkhart Schneider, Pio XII. “Quasi nessuno degli ultimi libri su Pio XII e sull’Olocausto” spiega Dalin “parla in realtà di Pio XII e dell’Olocausto. Il vero tema di questi libri risulta essere una discussione interna al cattolicesimo circa il senso della Chiesa oggi, dove l’Olocausto diviene semplicemente il bastone più grosso di cui i cattolici progressisti possono disporre come arma contro i tradizionalisti”.

Caro Donato, l’avversione a Pio XII nasce nel mondo cattolico molto prima che in certi ambienti dell’ebraismo. Sino al 20 febbraio 1963, quando il protestante Rolf Hochhuth, mise in scena a teatro “Il Vicario”, un lavoro che denigrava l’opera e la persona di Pio XII, le maggiori personalità del mondo ebraico avevano lodato pubblicamente il Pontefice per la sua azione in favore degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. La campagna sul Pio XII antisemita cominciò decisamente in ritardo sull’aggressione messa in atto dentro la Chiesa molto prima, con particolare virulenza in Italia, dove si annida il cattolicesimo più clericale del pianeta sotto forma di bigottismo cattoprogressista.

Qualche anno fa, Piero Scoppola, uno dei rappresentativi esponenti del clericalismo cattoprogressista, sul “Regno” pubblicò una celebrazione della politica di apertura a sinistra praticata da Alcide De Gasperi contro il volere di Pio XII. Affare che risale al 1952, quando il leader democristiano, che molti continuano a scambiare per un fervente anticomunista, rifiutò l’intesa con missini e monarchici sollecitata dalla Santa Sede. L’anfibia e ambigua visione degasperiana, ispirata al progressismo di Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier, rappresentava la perfetta strategia cattocomunista il cui strumento poteva essere solo un partito a due teste come la Democrazia cristiana: una bigotta che strizzava l’occhio al perbenismo e l’altra eterodossa, in perenne rivolta contro  l’autorità romana.

La cattiva politica, caro Donato, è sempre frutto della cattiva teologia. E la cattiva politica, di rimando, cerca sempre di influire sulla teologia: è lo strumento attraverso il quale i teologi e gli intellettuali cercano di modificare la realtà della Chiesa. La solita, banale e tuttavia pericolosa storia del progressismo cattolico di ogni epoca, dai fraticelli medievali ai giorni nostri.

Si capisce dunque che l’aggressione a Pio XII non poteva soffermarsi al piano politico, ma, per sua natura, doveva salire a quello teologico. Tanto più che il cattoprogressismo di stampo maritainiano, come dire tutto quello italiano da Giuseppe Dossetti  a Rosy Bindi,  aveva più di un conto in sospeso con Pio XII.  Nel 1950, da Pontefice, Pacelli con l’enciclica Humani generis aveva messo in guardia il gregge cattolico dalle teorie eterodosse di teologi come Rahner, Teilhard de Chardin, de Lubac. Ma, prima ancora, da cardinale aveva individuato nel pensiero di Maritain la chiave della deriva a sinistra del pensiero cattolico e ne aveva previsto l’esito prima cattocomunista e poi nichilista. L’idea di uno Spirito Santo “trasgressivo e rivoluzionario” non poteva garbare a Paio XII. Prova ne fu che, nel 1956,  ispirò il celebre articolo con cui padre Messineo, sulla “Civiltà cattolica”, stroncava il pensiero maritainiano come appendice dell’hegelismo.

La difesa dei novatori, in perfetto stile rivoluzionario, partì dalla calunnia per cercare di erigere un castello teologico. Ci provò Mounier accreditando come reazione agli errori del cardinale Pacelli le atrocità commesse dai rivoluzionari spagnoli contro i cattolici. Dal canto suo, Maritain diceva di avere “una certa paura del cardinale Pacelli, di cui varie persone simpatizzanti dell’Action française, mi hanno decantato la santità tornando da Roma”. Una volta Pontefice, Pio XII divenne l’emblema della Chiesa costantiniana da abbattere per far luogo alla Nuova Chiesa dello Spirito. Tanto che Giuseppe Alberigo, uno dei padri storici del cattoprogressismo alla bolognese, raccontò a “Repubblica” che nel 1953, su istigazione di “un padre benedettino pio e assai famoso”, pregò perché il Papa morisse presto in quanto era “un peso per la Chiesa”. Il Papa, naturalmente, era Pio XII.

Per quanto grottesca, questa specie di macumba per invocare la morte di Papa Pio XII mostra di che pasta sono fatte le aggressione del pensiero progressista agli avversari, chiunque essi siano. Ma soprattutto mostrano quale sia il triste destino degli adepti a questa neoreligione, scissi tra la caccia spasmodica al male assoluto e il compromesso con il male necessario. Per questo gli attacchi a Pio XII non cesseranno tanto in fretta e troveranno eco e linfa ancora a lungo dentro al mondo cattolico.

Per la neochiesa, caro Donato, è molto più funzionale don Milani. E vedrà che si unirà al coro anche qualche neotradizionalista inebriato dal fatto che il prete di Barbiana disse di essersi convertito grazie allo splendore della liturgia e definì il Messale “molto più interessante dei Sei personaggi in cerca d’autore”.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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30 commenti su ““FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi”

  1. Purtroppo con questa (specie) di papa, di che altro stupirsi…?
    Continua imperterrito a demolire la Parola di Cristo…e papa Pio XII che è fedele a Cristo, ovvio, fa parte della demolizione, mentre il rosso (comunistoide) Milani…
    ci siamo capiti.

  2. Mesi addietro, all’ultimo “festival” di Fede&Cultura, mons. Antonio Livi manifestò l’intenzione di portare avanti il processo di beatificazione di Pio XII. Poi non ne ho saputo più niente.

  3. Luciano Pranzetti

    Non desta meraviglia che Bergoglio vada in “pellegrinaggio” (!) sulla tomba di don Milani. Similis cum simili – don Milani tolse il Crocifisso dall’aula perché segno della classe borghese, Bergoglio nascose il Crocifisso pettorale nella fascia, davanti al rabbinato di Gerusalemme durante la sua visita del 24/26 maggio 2014 per non imbarazzare i discendenti di Caifa.. Ragione politica-marxista del primo, ragione codarda, patinata da galateo, del secondo. Tradimento di entrambi di cui, uno ha reso conto a Lui, e l’altro lo renderà.”Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt. 10, 33).

  4. Xavier Pinyol

    Y de Bugnini y de Bea no parliamo? El Coronnello en las noches pasadas nella caserma nos diceva che furono el peccato più grande de Pacelli.

  5. Caro Alessandro,

    non consegniamo Don Milani a Bergoglio perchè con Bergoglio non ha nulla a che fare. Lo strumentalizzerà e basta. Si certo, il semplice fatto che esaltasse come centrale la santa Messa potrebbe controbilanciare anche eventuali eccessi ed errori su altre cose. Non credo che Don Milani si sarebbe intruppato con i bigotti cattoprogressisti di oggi o con le puerili illusioni del Concilio vaticano II.
    E poi, ha scritto un libro OGGI MOLTO ATTUALE, piu’ che ieri : L’OBBEDIENZA NON E’ PIU’ UNA VIRTU’. Profetico!!

  6. Il processo di beatificazione di Pio XII sta profondamente a cuore anche a me. E purtroppo non posso che rabbrividire al paragone giustamente portato a dibattito dal lettore: utile cartina tornasole per cercare di capire la deriva a cui sta andando incontro il Vaticano. Che il Venerabile interceda, assieme alla B V Maria per tutti noi e soprattutto per i nostri pastori….

  7. Dante Pastorelli

    Esiste un attivo comitato per la beatificazione di Pio XII. Bergoglio, ho sentito dire e da qualche parte ho letto, non sarebbe affatto contrario: sembra che a chi ne perorava la causa abbia risposto: portatemi il miracolo e lo beatifico. Manca, insomma, il miracolo. Si era parlato di un miracolo un po’ strano in verità: un uomo per gravi problemi pregò molto Giovanni P. II e questi gli apparve e gli consigliò di rivolgersi ad un altro intercessore più potente di lui, e gli fece vedere un volto. Quell’uomo successivamente, sfogliando non ricordo se un libro o un giornale, si rese conto che quell’immagine era di Pio XII di cui mai prima aveva visto una foto. Ottenne tramite Papa Pacelli quanto atteso. Questo miracolo non è stato ritenuto attendibile.
    Purtroppo non esiste un movimento popolare pro-Pio XII. Ben di più e meglio potrebbe illustrare l’iter della causa l’amico Artiglieri che se ne occupa. In ogni caso per me Pio XII, il “mio” papa, è santo.
    E su questo non ci piove.

  8. Non si tratta dei soliti opportunismi politici cui la chiesa non ha mai rinunciato? Poi XII tacque sul nazismo, Giovanni XXIII tacque sul comunismo, giovanni Paolo II servì al potere per dare una spallata al regime comunista che era ormai marcio, Bergoglio tace su tutti i disvalori e le merce ideologie pansessualiste che piacciono ai potenti di turno, e fa i loro giochi politici.
    Niente di nuovo sotto il sole.
    Lo squallore dell’asservimento della chiesa di oggi, mi ha fatto capire lo squallore dell’asservimento della chiesa in tutte le epoche. Tranne che nei tempi dei papi martiri. ma sono rari.

    1. No Veronica, Pio XII fu tutt’altro che pavido e silenzioso col nazismo. Si rilegga l’enciclica che scrisse ai cattolici del Reich prima della guerra (Mit Brennender Sorge). Rilegga anche le testimonianze dei tanti ebrei che aiutò. Se non fu più esplicito dopo il 1933, fu per prudenza: Hitler avrebbe ammazzato molti più cattolici, specialmente i sacerdoti, e a Roma avrebbe fatto man bassa degli ebrei. Certamente non ritroviamo lo stesso limpido coraggio nell’azione di Giovanni XXIII, che proibì esplicitamente anche solo di nominare il comunismo nei documenti del Concilio Vaticano II. Non generalizziamo sull’asservimento della Chiesa: anche dopo i tempi eroici dei martiri, spesso alzò la voce contro il Cesare di turno, si chiamasse Federico, Enrico, Napoleone o Hitler.

      1. Alessandro2,
        mi sembra che Lei faccia un po’ di confusione sul piano storico tra Pio Xi – Papa Ratti – artefice dell’enciclica da Lei citata – morto il 10 febbraio 1939 ed il suo segretario di Stato Eugenio Pacelli – che fu eletto Papa il 2 marzo 1939, assumendo il nome di Pio XII.

        1. Ha ragione Ettore, chiedo scusa per questo. Resta la continuità fra Pio XI e Pio XII nella difesa del cristianesimo contro le tendenze paganeggianti del nazismo, e soprattutto dei perseguitati dal regime tedesco.

          1. Non Metuens Verbum

            No che non ha ragione. Papa Pio XI dichiarò apertamente ai vescovi tedeschi che l’enciclica Mit Brendenner Sorge gliela aveva scritta il suo Segretario di Stato cardinal Eugenio Pacelli.

  9. Luciano Pranzetti

    Sarebbe opportuno, se non necessario, onde sgomberare il campo dagli equivoci su obbedienza e ortodossìa di don Milani, leggersi l’epistolario dove appare un prete più che cattocomunista, osannato da Ernesto Balducci, un prete che fa del Vangelo un fardello da sostituire con una “sana istruzione laica” perché, anticipandoo G XIII,sostiene che solo con questa l’uomo può preservarsi dal’errore. Bergolglio omaggerà don Milani perché è la sua fofocopia fatto Papa.

  10. Riferisce Socci che in una chiesa dell’America latina hanno posto una grande statua di Bergoglio da venerare costantemente (c’era anche la foto).E’ ovvio che onorare la statua di una persona vivente come fosse un santo, costituisce idolatria che ricorda molto il culto della personalità di famosi tiranni comunisti che erigevano le proprie statue ovunque. A questo punto mi domando se si fa peccato a pregare Dio che liberi al più presto la Sua santa chiesa da questo antipapa “demolitore” e che ci doni nuovamente un Papa VERO!

    1. Credo che il Santo Padre dissenta più di quasiasi altra persona da questa forma di idolatria. Ricordo queste sue parole: ” Quando la gente vede i preti idolatri, che invece di avere Gesù, hanno i piccoli idoli dice: ‘Quello che ci salva dalla mondanità e dall’idolatria che ci fa untuosi, quello che ci conserva nell’unzione, è il rapporto con Gesù Cristo. E oggi a voi che avete avuto la gentilezza di venire a concelebrare qui, con me, auguro questo: perdete tutto nella vita, ma non perdete questo rapporto con Gesù Cristo! .

      1. Se è vero che dissente “più di qualsiasi altra persona da questa forma di idolatria”, papa Francesco riprovi e condanni apertamente l’accaduto. In caso contrario è lecito dubitare del suo effettivo dissenso: alle belle parole contro l’idolatria devono coerentemente seguire i fatti.

  11. Pio XII e’ gia’ sicuramente santo. Premesso cio’, e’ meglio aspettare per la sua proclamazione, tempi migliori , con un Papa e vescovi cattolici e un popolo credente. Pensate che squallore essere proclamati santi da bergoglio che concelebra la Messa insieme a vescovi eretici e apostati in puro rito N.O.. Da rivoltarsi nella tomba !!.

    1. Marina Alberghini

      Era un papa vero, emanava Santità e Maestà, veramente inviato da Dio sulla terra.Io ero piccola ma vederlo mi faceva impressione, era conscio di quello che rappresentava.Con Giovanni hanno cominciato a sbroccare.

  12. Il cerchiobottismo bergogliano,penso, sia ormai conclamato.Dipende dai momenti, se va dagli ebrei oppure dai musulmani,oppure a lavare i piedi ai suoi amici….,oppure dal suo amico giornalista ateo,oppure dai comunisti oltre italia,oppure …… lui è tutto un oppure.Secondo il personaggio con cui si trova lui lo asseconda. L’importante è non essere cattolici. Noi siamo : coprofagi,cattolici da pasticceria,facciamo figli come i conigli,siamo rigidi,di cuore duro,vecchie comari,cristiani pappagallo,signor e signora pignistei,piccoli mostri, facce da sottaceto et.et.et.Noi siamo la feccia della feccia della feccia. Volete un esempio? Guardate cosa ha fatto ai Francescani dell’Immacolata.Io ho una persona nella mia famiglia ( noi stessi eravamo nella MIM) che era dei FFI e so quante sofferenze e quanti pianti ha fatto e so quanto sta soffrendo Padre Stefano. Purtroppo questo signor bergoglio odia tutto ciò che è cattolico,difatti disse che Dio non è cattolico.

  13. Ricevo e diffondo la seguente notizia ( che “ci azzecca molto” con la morale cattolica di questo tale don Milani) :
    Tra i nuovi Consultori della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, (scelti da Papa Francesco), compare il none di Padre James Martin, gesuita e noto militante lgbt.
    Padre Martin rilascia regolarmente delle dichiarazioni volte a legittimare l’omosessualità e la sue derive, affinché essa sia riconosciuta come un modo di vita perfettamente cattolico
    La Segreteria in questione si occupa di tutti gli organi di stampa, di comunicazione e delle reti sociali del Vaticano: cioè dal sito internet ufficiale, New Va, alla televisione, CTV, al twitter del Papa; cosa che fa capire l’importanza di questa Segreteria che distribuisce nel mondo le informazioni relative al Papa e alla Chiesa cattolica. Se si considera che i mezzi di comunicazione sono ritenuti il “quarto potere” in grado di influenzare le mentalità, si comprende come chi lavora in questo settore abbia tra le mani un vero strumento di propaganda… al servizio del bene… o del male!
    Recentemente Padre Martin…

  14. … ha pubblicato un libro militante per la causa omosessuale, dove insiste con forza sia perché i membri praticanti della comunità “lgbt” non vengano più «discriminati» in seno alla Chiesa cattolica, sia per la loro accettazione a pieno titolo per quello che sono; per lui una vita cattolica può essere del tutto “gay-compatibile”, cosicché quanto prescrive la morale cattolica, e cioè rifiutare di riconoscere ad un uomo la possibilità di vivere con un altro uomo, sarebbe una «ingiusta discriminazione»!
    Meditazione a tema : don Minutella buttato fuori a calci dalla sua parrocchia, queste prete pro-gay chiamato a diffondere il nuovo “Verbum” di papa Francesco. Tutto bene ? sembrerebbe di sì… ma però, c’è un però : ricordiamoci le parole della Madonna a La Salette (senza scomodare San Paolo) “«I preti, ministri di mio Figlio, i preti, con la loro condotta malvagia e la loro empietà nel celebrare i Santi Misteri, con il loro amore per il denaro, con il loro amore per il successo e per piaceri, i preti sono diventati delle cloache di impurità».

  15. Ed il peggio deve ancora venire……..entro la fine dell’anno….Come riportato da Fra Cristoforo , caro Catholicus, saranno approvate le variazioni Protestanti nella( ex) Chiesa Cattolica. Dalla preghiera liturgica,alla preghiera per l’Eucaristia, alle pretesse etc etc….

    1. Si, caro Nicola, temo anch’io che ciò avverrà; del resto, siamo negli >”ultimi tempi” e quindi non c’è di che sorprenderci, però penso sia il caso di intensificare gli sforzi per appoggiare, da quaggiù, la decisiva battaglia che sicuramente si sta combattendo Lassù, con le schiere celesti capeggiate da San Michele Arcangelo. La Madonna ha detto a Suor Lucia di Fatima che “quando tutto sembrerà perduto, allora Io sarò con voi” e che con il Santo Rosarii si possono fermare anche le guerre, oltre a vincerle, naturalmente (Lepanto docet). Quindi, in questo mese di maggio 2017, centenario di Fatima, recitiamo con il cuore il Santo Rosariuo quotidiano, chiedendo a Maria SS.ma di anticipare quanto più possibile la sua diretta discesa in campo, in questa “valle di lacrime”, in modo da bloccare e sconfiggere i nemici del Suo Divin Figlio e nostri. Ad Jesu per Mariam, L J C.

  16. Marina Alberghini

    Che Milani fosse gay non ci sono dubbi, basta leggere le sue lettere giovanili a un amico ,la sua ammirazione smisurata al David di Michelangelo, la sua frequentazione dei giovani e prestanti renaioli dell’Arno, per la quale fu trasferito. Diceva che solo un prete può resistere alla tentazione vedendo e frequentando ragazzi(!)Insomma…l’abito uno scudo!E mai volle insegnare alle bambine. I discorsi erano di un comunismo marxista totale, con imprecazioni invece di ringraziamenti ai ricchi che aiutavano i suoi ragazzi ,per lui era dovuto.La scuola prima di lui funzionava e sfornava persone colte, poi è stato lo sfascio.Meraviglia che piaccia a Francesco?Mi pare logico!!

  17. Luciano Pranzetti

    Chiudo su don Milani suggerendo, a chi non lo avesse fatto, di leggere “Don Milani – trame sinistre all’ombra dell’altare” di Domenico Magrini – Editrice Civiltà, Brescia 1983. Una accurata selezione dei luoghi più evidenti in cui emerge non un ‘ cattocomunismo’ così come si intende, ma vero e solo ‘comunismo marxista’. Pagine e frasi sconvolgenti che non si capisce perché il santo cardinale Elia dalla Costa non l’abbia “radiato” ma solo trasferito, come Pio XII trasferì Montini invece di scomunicarlo. Errori di misericordia che si pagano.

  18. La mia suonerà forse come una provocazione, ma sinceramente non ci tengo a veder beatificato né tantomeno canonizzato Pio XII da personaggi discutibili ed impresentabili; come non m’è piaciuto veder beatificato Pio IX assieme a Giovanni XXIII. Certo, a qualcuno qualche anno fa sarebbe venuto in mente di gemellare il Pastor Angelicus con Paolo VI, per replicare il binomio Mastai-Ferretti e Roncalli. Ma oggi sono così impudenti da non aver nemmeno più bisogno dell’alibi di Pacelli per canonizzare Montini. C’è chi si appella all’infallibilità: si accomodi. Lasciamo – come giustamente dice Gnocchi – che i morti seppelliscano i morti: che i modernisti si canonizzino tra loro, che si inventino la loro pseudoliturgia protestantizzata, la loro teologia ereticale, la parodia di un calendario e la farsa di una pastorale senza morale. Quando sul Soglio siederà un Papa degno di tal nome, verrà il momento di elevare agli onori degli altari – quelli veri – i Santi della Chiesa Cattolica. Queste aureole conciliari ed ecumeniche sono tarocche come le borse di Gucci vendute dai vu cumprà.

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