TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi

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Parliamo di “buddanate”. E di (in ordine alfabetico) Baggio, Bergoglio, Budda…

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In un giornale, “trenta righe”, sono come un sigaro toscano e una medaglia di cavaliere: non si negano a nessuno. Sono perfette per i primi balbettii di un praticante, per i funambolismi del vecchio cronista, per l’elzeviro del professore un po’ dandy e per l’editoriale del direttore. Dunque bastano anche a noi per dare un taglio veloce ed esaustivo a questa rubrica che commenta quanto accade dentro e fuori la Chiesa. Ma per favore, anche se la forma non è più quella della risposta alle vostre lettere, continuate a scrivere. Gli spunti migliori vengono sempre da voi.

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Come si suole fare tra giornalisti perbene, prima i fatti e poi le opinioni. Ma, prima ancora, un titolo, o almeno un concetto, sotto il quale gustarsi quanto segue. Accordiamoci su “buddanate”. Non intese come termine enunciato da cittadino italiano di colore bianco affetto da raffreddore quando voglia definire in modo saporito delle solenni vaccate. Ma “buddanate” intese come effetti dell’infatuazione della ex chiesa cattolica per quel tesoro di spiritualità che sarebbe il buddismo. Dunque, “buddanate” intese come termine enunciato da un italiano bianco di sana e robusta costituzione spirituale e assolutamente libero da raffreddore.

Primo fatto. Una decina di giorni fa, un amico vicentino mi ha telefonato preso da sconforto dicendomi: “Non hai idea di cosa hanno fatto leggere a catechismo a mio figlio in preparazione alla Cresima. Te lo dico io perché da solo non ci arriveresti mai”. In effetti, da solo non ci sarei mai arrivato. “Gli hanno fatto leggere la Lettera ai giovani di Roberto Baggio”.

Ora, tutti sanno che Roberto Baggio è un calciatore famoso ai suoi tempi per il talento sportivo e poi per la sua conversione al buddismo. Tecnicamente, può dunque essere definito un ex fuoriclasse e un attuale apostata. La celebre Lettera ai giovani, letta nel 2013 dal Divin Codino sul palco del teatro Ariston durante il Festival di Sanremo, conteneva le seguenti parole chiave: passione (“non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi”), gioia (“quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa”), coraggio (“è fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi”), successo (“se seguite gioia e passione, allora si può anche parlare anche del successo”), sacrificio (“lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la realtà”). E il pistolotto finale arrivava al suo culmine concludendo così: “Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita ed è proprio questo che auguro a tutti voi ed ai miei figli”.

Insomma, un Angelus di Bergoglio, ma pensato da un fuoriclasse. Il quale, in un’intervista di Salvatore Giannella uscita nel settembre 2015 su Sette, supplemento settimanale del Corriere della Sera, spiegava chi è il suo eroe: “Il mio eroe è potente: di gioia e coraggio. È grande: di cuore e compassione. È ricco: di determinazione e passione. È un eroe moderno. Non è sui libri di storia poiché la storia di quest’ultimo secolo l’ha vissuta nella guerra, subendola. A 17 anni perse il fratello al fronte. Decise allora di dedicare la vita a sradicare le cause profonde della violenza tra gli esseri umani ed è diventato un protagonista del dialogo per la pace. Lui mi ha insegnato e incoraggiato a realizzare la mia ‘Rivoluzione umana’. Una rivoluzione interiore dove ho potuto individuare e trasformare tutto ciò che impediva la piena espressione delle mie capacità e potenzialità. Grazie al suo pensiero sono stato in grado, e continuo oggi a credere, che ogni individuo possiede uno stato vitale capace di dare alla propria vita positività e purezza. Il mio eroe mi ha insegnato, con il suo esempio di vita, che attraverso la nostra esistenza possiamo sperimentare che tutto ciò che ci sembra impossibile, in realtà è possibile. Grazie al mio eroe ho compreso che un’esperienza negativa o di sofferenza può trasformarsi in una grande occasione di crescita. Una crescita che può trasformare ognuno di noi in un eroe moderno, capace di offrire un contributo di valori orientati al dialogo, al rispetto, alla pace”. Anche questo, un perfetto Angelus di Bergoglio, tanto più che l’eroe in questione è il maestro buddista Daisaku Ikeda.

Quando il mio povero amico ha chiesto spiegazioni a proposito di questa lettura, si è sentito dire che “Papa Francesco ha spiegato che buddismo e cristianesimo hanno gli stessi valori. E poi tutto questo serve per illustrare il dono del consiglio dello Spirito Santo”. Il quale, come tutti sanno, si esibisce regolarmente sul palcoscenico del Festival di Sanremo. Fine del primo fatto.

Secondo fatto. Un lettore ha inviato a Riscossa Cristiana una brochure della “Chiesa di Padova” che ha per titolo “Incontri ecumenici e di dialogo interreligioso 2017-2018”. Qui non servono neanche le spiegazioni, basta il copia incolla della sezione intitolata “La via dello zen ed il vangelo cristiano”. Leggere per credere, ma forse il termine da usare è un altro:

Gli incontri sono promossi da “Vangelo e Zen” – comunità di dialogo interreligioso e da “La Stella del Mattino” – comunità buddhista zen italiana. L’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso aderisce segnalando i corsi come introduzione ad una conoscenza esperienziale della spiritualità buddhista.

Primo lunedì del mese h 17.00-19.30: Introduzione e pratica dello zazen, studio di un testo religioso della tradizione buddhista “Dogen, Shobogenzo Bussho, La natura autentica”. Terzo lunedì del mese h 17.00-19.30: Pratica dello zazen. Riflessione sul Vangelo, Eucaristia. Gli incontri sono guidati da G. Burbello (primo lunedì) e da p. L. Mazzocchi, missionario saveriano, consigliere cristiano de “La Stella del mattino” e animatore dell’associazione “Vangelo e Zen” (terzo lunedì).

L’inizio degli incontri è previsto per lunedì 18 settembre. Pur raccomandando la partecipazione all’intero arco degli incontri (in modo da seguire in modo completo gli incontri dedicati allo studio del testo della tradizione buddhista), è tuttavia possibile inserirsi anche a percorso iniziato. Portare il vangelo e il necessario per lo zazen (cuscino-zafu o coperta plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra + calzini). Fine del secondo fatto (e mi raccomando i calzini).

Terzo fatto. Durante il recente viaggio in Myanmar, Bergoglio ha tenuto a mostrare quanto cristianesimo e buddismo siano sullo stesso piano e rappresentino solo espressione diverse della stessa sensibilità. E qui bisogna lasciare la parola a Repubblica, organo ufficiale della Laica Sede, che a proposito della visita al tempio buddista di Rangoon, il 29 novembre scriveva: “Papa Bergoglio ha citato significativamente per primo Buddha, che nel Dhammapada (XVII, 223) dice: “Sconfiggi la rabbia con la non-rabbia, sconfiggi il malvagio con la bontà, sconfiggi l’avaro con la generosità, sconfiggi il menzognero con la verità”. Parole simili, ha detto, a quelle del santo di Assisi: “Signore, fammi strumento della tua pace. Dov’è odio che io porti l’amore, dov’è offesa che io porti il perdono, […] dove ci sono le tenebre che io porti la luce, dov’è tristezza che io porti la gioia”. Fine del terzo fatto.

Opinioni. A questo punto, lascio volentieri la parola a G.K. Chesterton, il quale spiegò che “il buddismo non è un credo, ma un dubbio”. Nel suo San Francesco, lo scrittore inglese, proprio per dissipare le oscure nubi buddiste addensate sul santo di Assisi, scrive: “San Francesco (…) era proprio il contrario di quel genere di visionario orientale che è un mistico solo perché troppo scettico per essere un materialista”. E poi, nell’Uomo eterno, dice: “Il credo cristiano è soprattutto la filosofia della forma ed è nemico delle cose informi. Ecco dove differisce da tutte le altre infinite filosofie – manicheismo, Buddismo – che formano una specie di lago notturno nell’oscuro cuore dell’Asia: l’ideale della non creazione”. E, in Tommaso d’Aquino, G.K.C. è ancora più esplicito: “Quanto più apprezziamo il nobile rifiuto e la rinuncia di Budda, tanto più scorgiamo che intellettualmente era l’opposto della salvezza del mondo da parte di Cristo. Il cristiano fuggirebbe dal mondo nell’universo, il buddista desidera fuggire dall’universo ancor più che dal mondo. Il buddista vorrebbe annientarsi, il cristiano vuole tornare alla sua Creazione, al suo Creatore. (…) E colui che non scalerà la montagna di Cristo precipiterà nell’abisso di Budda”. Fine delle opinioni.

Conclusione. Questi signori che vogliono trascinare le anime e il mondo nell’abisso di Budda non sono “pastori che sbagliano”. Lo sanno bene quello che fanno e bisogna avere il coraggio di chiamarli con il loro nome: sono lupi, a cominciare dal capobranco.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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24 commenti su “TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi”

  1. Luciano Pranzetti

    ‘Nihil sub sole novum’ (Qoh.1,10). 1989 – Domenica delle Missioni: in tutte le chiese della Germania occidentale,a cura del movimento ecumenico, viene letta la seguente preghiera: “Che Tu sia benedetto Signore, Dio d’Israele/Tu conduci per terreni impervi/Tu liberi dalla schiavitù e dall’oppressione/Tu prometti un mondo nuovo.- Che Tu sia benedetto Signore, Dio di Maometto/Tu sei grande e augusto/incomprensibile e inaccessibile/Tu sei grande nei tuoi profeti. – Che tu sia benedetto Signore, Dio di Budddha/Tu abiti nelle profondità del mondo/Tu vivi in ciascun uomo/Tu sei la pienezza del silenzio. – Che tu sia benedetto,Signore Dio dell’Africa/Tu sei la vita negli alberi/Tu sei la forza del padre e della madre/Tu sei l’anima del mondo. – Che Tu sia benedetto Signore Dio di Gesù Cristo/Tu ti offri nell’amore/Tu ti dài nella bontà/Tu vinci la morte.——- Bestemmie confezionate nello spirito di Assisi 1986 di GP II. Ma fu Paolo VI l’apripista che, la notte di Natale del 1974, nell’inaugurazione dell’Anno Santo,invitò alcuni monaci buddisti. Nihil sub sole novum, Caro Gnocchi

    1. Intanto, Professore, in Kosovo, il 15 Agosto c.a. nel Santuario della Madonna di Letnica, ho assistito al Battesimo di 6 nuovi convertiti al Cattolicesimo.
      Lì, a Pristina, c’è un’isola felice dove i Sacerdoti, incoraggiati dal Vescovo Mons. Gjergji, sono impegnati nelle conversioni e sono numerosi, ogni anno, i nuovi Cattolici battezzati nella Cattedrale.
      Fuori moda, appunto.

  2. io penso anche alla gravita’ di un quarto fatto: la legge sull’eutanasia appena approvata dal parlamento italiano. Cosi’ i vecchietti, per non sentirsi un peso nei confronti di figli etc., accetteranno di andarsene, subendo chissa’ quante pressioni, e la cultura dello scarto avra’ fatto un altro passo avanti, l’Italia avra’ pure fatto un ulteriore passo verso il baratro e l’imbarbarimento

    1. Sarà ben peggio perché si dice anche che è vietato l’accanimento terapeutico così, se le cure per un vecchietto saranno costose o semplicemente non c’è posto in ospedale, basterà definirle “accanimento terapeutico” per rifiutargliele.

    2. Stefano Mulliri

      …ma non ci pensano Bergoglio e gli altri “super illuminati pastori”, che sono in età geriatrica?…..magari il nuovo Ciro sarà un ateo e super fanatico del fine vita .

  3. La setta conciliare si va mostrando ogni giorno che passa per quello che è: un’accolita di apostati, di seguaci del demonio, di adoratori del mondo e dei suoi errori. Ma questo rivoltante sinedrio che oscura la Chiesa di Cristo e che ne usurpa le cariche per meglio imporsi ha i giorni contati, e lo sa esso per primo. In questa sfacciata ed arrogante proclamazione della menzogna in odio alla Verità, a questa affermazione de vizio in spregio alla Virtù, a questa difesa del Male e dei malvagi in derisione al Bene e ai buoni c’è però qualcosa di positivo: tutto questo fa cadere il velo di rispettabilità e l’aura di santità che dal Concilio ha coperto le meschinità, i tradimenti, le complicità della Gerarchia e dei suoi partigiani. Ora non c’è più alcun alibi, nessun pretesto che possa essere addotto per minimizzare la gravità della situazione. Una situazione ch’era gravissima sin dall’inizio, appena aperto il Vaticano II, ma che oggi ha raggiunto l’apice con Bergoglio e la sua corte. Il Sedicente ci ha aperto gli occhi, mostrandoci il vero, orrido, ripugnante volto della…

  4. “…ma il signore aveva altri progetti” riferì la beata Katharina Emmerick, marrndo le sue visioni a Clemens Brentano, a cui siamo debitori per queste consolanti rivelazioni. Sapevamo che Dio non ci abbandona, il Dio che vede e provvede provvederà anche a quest’ultima emergenza; s, poiché questa sembra essere proprio l’ultima battaglia del diavolo, come recita il libro del reverendo Paul Ktamer, una battaglia dalla quale sappiamo già chi uscirà vincitore e chi sconfitto. Rimaniamo ben svegli, quindi, con le lucerne accese (ben rifornite di olio) e la veste cinta, per non farci trovare in difetto ed esser cacciati fuori dalla festa di nozze, come quelle vergini stolte. Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma segnerà la sconfitta del clero modernista, ma anche del braccio secolare, i governi manovrati dall’élite massonica mondiale, all’improvviso “loro” scompariranno dalla scena mondiale, che hanno occupato con astuzia e malizia; c’è solo da sperare che ciò avvenga “senza rompere un vetro”, come è stato detto a proposito del crollo dell’Urss.

    1. Vorrei essere ottimista come lei, caro anonimo fratello. Ma non ci riesco, e penso che il cancro potrà essere estirpato solo con chirurgia cruenta.

  5. Enzo Ricciardi

    Sono lupi che non hanno più necessità di apparire come pecore. Ogni giorno sempre più forti e sfrontati. E a questo si aggiunga l’altra conquista della legge appena approvata sul fine vita. Orgogliosamente legge di (in)civiltà e dignità per l’uomo e la donna!???? Sia lodato il Nome di Gesù, Giuseppe e Maria. Buon Natale a tutti .

  6. Tutto questo cominciò con i cedimenti eretici del Concilio, per una buona intenzione risibile, pretestuosa: non dobbiamo dispiacere ai fratelli separati, col dialogo “si farà un solo ovile con un solo pastore”. E per lo stesso fine di unione fraterna si è corrotto il Deposito della Fede. Tutte le religioni hanno del buono – si stabilì – “lo Spirito spira dove vuole”; ciò che conta è la buona intenzione, la buona coscienza. Basta che l’indù, il buddista siano buoni indù, buoni buddisti per piacere a Dio, affermò, Madre Teresa di Calcutta, fatta santa. Il gioco è fatto. Errore, eresia, vecchia Comunione dei Santi e altri articoli del Credo: stracciati, carta da macero. Il Concilio di Trento, Pio IX, Pio X, ecc.: da reinterpretare e oggi da emendare. Meglio però lasciar perdere i dogmi e il Denzinger, dopo il grande, misericordioso rinnovamento francescano.

  7. Buddanate…. che meraviglia!
    Ho lo stomaco che continua a sobbalzare nel sogghigno “de panza”.
    Davvero gagliardo, copierò nel mio linguaggio senza spiegazioni… e sarà “segno” con chi mi comprenderà.
    Grazie, sto ridendo di gusto.

  8. D’accordo, con un caveat però, concernente il giudizio sulle filosofie precristiane (in senso strettamente cronologico o più largamente culturale) che non hanno conosciuto la Rivelazione (quella in senso proprio, giacché, in senso lato, per esempio, anche la Natura e la Provvidenza che vi agisce sopra sono elementi della Rivelazione). Tutte queste filosofie, da quelle asiatiche a quelle greche, platonismo, aristotelismo, stoicismo e perfino epicureismo, avevano elementi di sapienza che allo stesso tempo conservavano una certa ambivalenza proprio perché non ancora incardinati su una Verità Rivelata; elementi che con l’avvento del Cristianesimo avrebbero dovuto confrontarsi con esso per decidere se rifiutarglisi o se trovarvi compiutezza. Quindi noi non sappiamo se Buddha (la cui filosofia, peraltro, personalmente non conosco bene) nell’incontro col Cristianesimo sarebbe diventato cristiano o no: magari sarebbe stato proprio lui a condannare i buddisti impenitenti!

  9. Luciano Pranzetti

    Carissismo Lister: lieto assai per le conversioni di cui ci dà notizia, in quel di Pristina, con la speranza, però che non siano cattolici che reciteranno la “preghiera ecumenica” che ho pubblicato.Confido che ciò non accada ma il clima è quello di un relativismo teologico di moda CV2, che, ricordo ancora – e lo scrissi in un mio intervento – portò Teresa di Calcutta e non considerare importante battezzare i bambini moribondi affermando, invece, essere segno di salvezza morire da buoni cristiani, buoni buddisti, buoni indù, buoni islamici ecc- E se si guarda attorno, noterà che l’andazzo è questo: cattolici che bazzicano moschee e ashram, templi luterani e antri di astrologi. E’ di oggi la notizia che l’arcidiocesi di Firenze ha venduto alla comunità islamica toscana un terreno per 300.000€, un vero affare: 10.000 volte quello stipulato da Giuda. Insomma, spero che i battesimi, di cui lei ha scritto, non siano NELLA MODA.

    1. Eh… magari, Professore!
      Magari fossero educati al cattolicesimo pre-concilio! Purtroppo anche Santa Madre Teresa si era accodata all’ecumenismo/sincretismo conciliare.
      Se non altro, il Vescovo non afferma che “il proselitismo è una solenne sciocchezza”, anzi…
      Lì, comunque, le posso assicurare che né i Cattolici, né gli Ortodossi bazzicano le moschee: sono, piuttosto, i musulmani che sono attirati dalle Funzioni Religiose in Cattedrale.
      A Natale ed a Pasqua, il Vescovo è costretto a sistemare due maxi schermi all’esterno (in quelle occasioni, l’interno della Cattedrale monumentale di Pristina è stracolmo), per consentire a moltissima gente, musulmani compresi, di assistere alle Messe. Persino alle Veglie.

  10. Splendido articolo!
    In effetti sono lupi, non pastori, capobranco compreso (a cui va una parte del “merito” dell’immonda “legge” sull’eutanasia).
    Ora però bisognerebbe dedicare almeno un’articolo alla questione della Sede: può uno scandalizzatore in fatto di fede e di morale essere considerato vero Papa?

    1. No, non lo può assolutamente, caro Diego, sono perfettamente d’accordo con te. La massoneria spadroneggia in quella che fu la gloriosa Chiesa di NSGC (fino alla morte di Pio XII). Siamo di fronte a massoni mascherati da prelati, oppure a prelati manovrati da massoni, prendetela come volete, ma la regia è sempre quella dei servitori di satana. periamo che il Signore intervenga presto, solo lui può sconfiggere questa gente, dato che è protetta dal diavolo. Christus Vincit !

  11. normanno Malaguti

    Nonostante tutto quello che abbiamo udito o letto e visto sino ad ora, sono esterrefatto. Ciò che ha scritto e commentato, magistralmente Alessandro Gnocchi e che, progressivamente, assistiamo dal tempo dell’ascesa al trono pontificio di Angelo Giuseppe Roncalli, è superato dalla serie di discorsi, atteggiamenti, dichiarazioni e atti, del Bergoglio che continua fedelmente a seguire la regia del suo’padrone del vapore’ senza che una schiera di prelati, vescovi o sacerdoti, o comunque intervenga per denunziare fatti dei quali, il più recente denunziato nell’attuale “fuori moda”, m’appare come il culmine del criminale attacco alla Chiesa, Una Santa e Cattolica.
    Spero che dalla Polonia e da qualche altra Gerarchia, ancora non arresa al putridume dell’immane tradimento di Cristo, ci giunga presto prestissimo il grido di riscossa, prima che si attui l’Ira di Dio pronosticata a Fatima e predetta da tanti veggenti !

  12. Domenica 17 settembre. Per commentare il brano del Vangelo basato sulla misericordia di Dio, il parroco disse che ciò è tanto vero che ogni sura del corano comincia col versetto “Dio è misericordia”, secondo quanto la Chiesa cattolica insegnò a Maometto. Avendogli chiesto, dopo la messa, ragione di questo riferimento, quando nel Vecchio e nel Nuovo Testamento gli esempi di misericordia di Dio (cristiano) sono innumerevoli, mi ha risposto :” perchè, che fanno i cristiani?”. Gli ho fatto presente che muoiono, ancora oggi, col nome di Gesù Cristo sulle labbra. Mi ha mandato via sgarbatamente. Ho cambiato parrocchia.

    1. Carissima Giulia2, a me è successa a stessa cosa: parlando con un prete della Madonna di Lourdes, questi si è subito agitato, ha preso ad inveire dicendo che, mentre i santuari mariani sono ancora pieni, le chiese vuote, poi ha detto che per fortuna c’è stata la Riforma e, quindi, mi ha sbattuto fuori. Era un comunista convinto, che ha creato problemi anche al suo vescovo modernista, il che è tutto dire. Ignoriamoli, Andranno là dove hanno scelto di andare (cioè all’inferno), ma che ci vadano senza di noi.

  13. Per mera precisione, faccio presente che l’unione Buddista italiana ha più e più volte diffidato Baggio dal proclamarsi buddista. La setta cui fa parte, quella del suo guru, sta al buddismo come i TdG stanno al cattolicesimo.

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