TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi

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Ormai il plot di Casa Bergoglio è consolidato, ma il conservator cortese si beve tutto quanto passa su Chiesa2.0 Tv.

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In un giornale, “trenta righe”, sono come un sigaro toscano e una medaglia di cavaliere: non si negano a nessuno. Sono perfette per i primi balbettii di un praticante, per i funambolismi del vecchio cronista, per l’elzeviro del professore un po’ dandy e per l’editoriale del direttore. Dunque bastano anche a noi per dare un taglio veloce ed esaustivo a questa rubrica che commenta quanto accade dentro e fuori la Chiesa. Ma per favore, anche se la forma non è più quella della risposta alle vostre lettere, continuate a scrivere. Gli spunti migliori vengono sempre da voi.

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A Casa Bergoglio tutto procede secondo copione. Ogni interprete sta recitando la sua parte con perizia e professionalità, specialmente chi ha avuto in sorte l’odioso ruolo dell’oppositore. Nell’ultima puntata, il cardinale Müller, aveva vergato una dotta introduzione alla laudatio di Amoris Laetitia firmata da Buttiglione spiegando che le dottrine insegnate dal padrone di casa “possono e devono essere lette” in continuità con il magistero di sempre e la Rivelazione. Poi, ha rilasciato un’intervista, con pezze d’appoggio tratte dalla suddetta introduzione, in cui ha ribadito di opporsi a tutti gli errori morali possibili e immaginabili.

L’ingenuo conservator cortese che si beve tutto quanto passa su Chiesa2.0 Tv, l’ha presa per una dubiosa autocorrectio e si è rincuorato. Ma, come al solito, non ha capito niente. In realtà, il Prefetto emerito della Congregazione per una Dottrina della Fede ancora più emerita di lui sta dicendo che quanto va contro Dio può e deve essere letto in armonia con l’insegnamento di Dio. Più che un recupero delle posizioni, questa sembra la retromarcia del carrista che con il suo Panzer vuole essere sicuro di aver ridotto in poltiglia tutto quanto aveva messo sotto.

Anche la puntata in lavorazione vede all’opera l’opposizione, perché una storia che sia una storia ha bisogno di un antagonista funzionale al protagonista. Questa volta tocca al cardinale Burke che, in un’intervista, uscita contemporaneamente su La Nuova Bussola Quotidiana, Settimo Cielo e  National Catholic Register,  cerca di capire che cosa sia accaduto ai tormentati Dubia su  Amoris Laetitia un anno dopo la loro pubblicazione. E dice: “la preoccupazione è stata ed è di determinare con precisione ciò che il papa ha voluto insegnare come successore di Pietro. Le domande nascono, quindi, proprio dal riconoscimento dell’ufficio petrino che papa Francesco ha ricevuto dal Signore al fine di confermare i suoi fratelli nella fede. Il magistero è un dono di Dio alla Chiesa per fare chiarezza sui punti che riguardano il deposito della fede. Affermazioni alle quali mancasse questa chiarezza non potrebbero essere, per loro stessa natura, espressioni qualificate del magistero”.

Invece è tutto chiaro, a partire dal fatto che il destinatario ha infilato i Dubia in fondo al cassetto della cucina di Santa Marta dove non li troverà neanche la suora più solerte. Non esiste nessun fraintendimento su ciò che Bergoglio ha voluto, vuole e vorrà “insegnare come successore di Pietro”. Se c’è ancora qualcuno che non lo capisce, toccherà fargli un disegno. A meno che non l’abbia capito benissimo e gli basti il ruolo assegnato dal copione, viste le uscite sulla natura scismatica della Fraternità San Pio X con cui si è distinto il Prefetto emerito della Segnatura Apostolica a suo tempo rimosso da Bergoglio e recentemente nominato da Bergoglio tra i membri giudicanti della Segnatura Apostolica medesima.

Ormai il plot di Casa Bergoglio è consolidato e diventa facile indovinare quali saranno e come si risolveranno le prossime scaramucce. Ora, per esempio, il cardinale Müller si dice preoccupato per le conseguenze che avrà il motu proprio Magnum principium con cui il “Beatissimo Padre” demanda alle Conferenze episcopali il compito di stabilire le formule della Messa secondo le lingue locali.

Bene, dice il conservator cortese, adesso ci pensa lui e di rinforzo arriva il cardinale Sarah. Ma nella mente dei diabolici storyteller, dopo i flebili sussulti dei flebili antagonisti sulle variazioni locali eretiche ed ereticheggianti della Messa Nuova, c’è già  Messa Nuovissima buona per tutti, dai protestanti agli atei, tranne che per i veri cattolici. E il cardinale Müller spiegherà che anche quella “può e deve essere letta” in continuità con il magistero e la Rivelazione perché porta la firma del successore di Pietro. Ma, intanto, continuerà a tuonicchiare sulle traduzioni di una Messa ormai superata. Per la gioia del solito conservator cortese e, soprattutto, del padrone di casa che grazie agli accomodanti antagonisti sarà riuscito a governare il malcontento incanalandolo istituzionalmente al calduccio dei sacri palazzi.

E il conservator cortese non si illuda che, in caso di estrema necessità, questi antagonisti si mettano a recitare a soggetto. Quello che fanno con un Bergoglio lo faranno anche con un Bergoglissimo.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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24 commenti su “TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi”

  1. E’ proprio così! Dopo un anno ancora chiacchiere e basta. Burke e Co. non hanno capito che non c’è da far chiarezza, è già tutto chiaro, ciò che c’è da fare è proprio il FARE. Invece di blaterare, riformino i loro seminari, riformino le curie, smettano di dire la messa nuova, insegnino ai loro sacerdoti come si sta al mondo e ai fedeli le verità della Fede e avranno fatto il loro dovere. Invece parlano, parlano, parlano e non fanno niente di concreto per il bene delle anime. Mi stupisce che ci sia ancora qualcuno che li ascolta e si esalti quando dicono qualcosa di cattolico, come se non dovesse essere la regola dire sempre cose cattoliche.

  2. “L’uomo morto ha perduto il senso dell’unità […] In cambio compone una parodia satanica dell’unità; cerca di amare insieme il vero e il falso, il bene e il male, il bello e il brutto; non sempre si adira, almeno in apparenza, se si affermano i dogmi, ma preferisce che si neghino. Non avendo voluto unire ciò che è unito, credere a tutta la verità, conciliare ciò che è conciliabile, cerca di unire ciò che è necessariamente ed eternamente contraddittorio, di credere insieme alla verità e all’errore, di conciliare il Sì e il No; non avendo voluto amare Dio tutto intiero, cerca di amare insieme Dio e il diavolo: ma è l’ultimo che preferisce” (“L’uomo” Ernst Hello ed. R. Carabba, pp. 19-20).

  3. Intanto, l’eutanasia è sdoganatissima: “Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona” (Messaggio del Papa in occasione del Meeting della “World Medical Association” sulle questioni del “fine-vita” ). Tradotto: l’uccisione di Charlie Gard non fu eutanasia, ma evitato “accanimento terapeutico.
    Prosegue il documento: “In seno alle società democratiche, argomenti delicati come questi vanno affrontati con pacatezza: in modo serio e riflessivo, e ben disposti a trovare soluzioni – anche normative – il più possibile condivise. […] D’altra parte lo Stato non può rinunciare a tutelare tutti i soggetti coinvolti”.
    Tradotto: legge sul fine vita approvata…

      1. Saranno le anime angeliche del piccolo Charlie e di innumerevoli altri, comprese quelle dei bimbi mai nati i cui difensori Bergoglio sbeffeggia, a cacciare la sua all’inferno. Luca 12:9 “Chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio”.

  4. Gianna bassetti

    Per me questi vescovi e cardinali sono stata una grande delusione. Devo dire che mi ero illusa sul loro conto, come mi ero illusa su Benedetto XVI. L’ho capito grazie a Riscossa Cristiana e non vi sarà mai grata abbastanza. Per favore continuate a dire quello che nessuno ha il coraggio di dire. Grazie.
    Gianna Bassetti

  5. Io l’ho sempre detto che questi conservatori sono il peggio che ci possa capitare. Loro fanno il loro gioco e li capisco. Non capisco quelli che continuano a corrergli dietro come se fossero i salvatori delle Chiesa.
    Fabio D.G.

  6. Non hanno fatto niente fino adesso, e non faranno niente dopo, o meglio, continueranno a fare quello che sanno fare meglio: sonnecchiare, sganasciare nei pranzi di gala, pavoneggiarsi ai convegni e alle cerimonie, rilasciare interviste di cartapesta e scrivere libri inutili.

    Questi panzer senza benzina non sono inutili, ma dannosi perche’ intasano pure la ritirata dopo il cedimento degli ultimi capisaldi.

    Non resta che darsi alla macchia e lasciare questi residuati bellici a sprofondare nel fango.

    1. Se invece di dimettersi senza ragioni avesse avesse avuta la tenacia di bergoglio non ci ritroveremmo senza papa, uno dimesso e l’altro eretico.

      BXVI e’ doppiamente responsabile, primo per essersi dimesso e secondo per continuare a tacere davanti a questo scempio.

    2. No no no, tocchiamolo eccome quello che “per paura di fronte ai lupi” è scappato, va!
      Coltissimo, finissimo, issimo tutto quel che si vuole, e poi? Questo sta alla fede come Zavarov sta alla classifica cannonieri…

  7. E’ morto Totò Riina : il signore lo accoglierà nella Sua tenda? Stando alle recenti affermazioni di papa Francesco non ci dovrebbero essere dubbi, sarà senz’altro accolto. Infatti Papa Bergoglio, in una udienza pubblica in Piazza San Pietro, ha detto che, alla fine dei tempi, Dio accoglierà “tutti gli uomini sotto la sua tenda”, dove “tutti” vuol dire, evidentemente, “tutti”: battezzati e non battezzati, credenti e increduli, buoni e cattivi. Non si parla più, infatti, di giudizio, di paradiso e inferno: solamente di paradiso per tutti, indipendentemente dalla vita buna o cattiva. Questo, almeno, è quanto si evince positivamente da quel “tutti” (senza contare i silenzi deliberati di Bergoglio sulla dottrina teologica dei Novissimi); ma forse qualcuno ne resterà escluso: vedansi mons. Léfèbvre, don Alessandro Minutella, i rigidi e intransigenti cattolici tradizionalisti, ecc.

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