Gender diktat: al via la terza annualità del progetto “La scuola fa differenza”

Redazione

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zzzzclrmedcznAl via, il 18 gennaio 2016, il corso di formazione per insegnanti ed educatori/trici di nidi e scuola dell’infanzia di Roma Capitale

Il 18 gennaio 2016 ha preso il via la terza annualità del progetto “La scuola fa differenza”, elaborato dall’Associazione LGBT “SCOSSE” per Roma Capitale. Il programma di indottrinamento alla teoria del gender prevede:

7 moduli di formazione di 15 ore ciascuno e un progetto pilota di formazione complementare che attraverserà 16 strutture pubbliche romane (asili nido e scuole dell’infanzia), dal centro alle periferie“.

Il progetto fa parte di un percorso formativo triennale sulla formazione delle identità di genere, avviato durante l’anno scolastico 2013/2014 dall’Amministrazione capitolina in accordo al proprio Piano di aggiornamento triennale 2013/2016, che si concluderà quest’anno.

Nella sua ultima annualità, come si legge sul sito dell’Associazione promotrice, “SCOSSE”:

il corso prevede approfondimenti sugli studi di genere e la pratica educativa per la fascia 0-6; la valorizzazione delle differenze e il rispetto di ogni nucleo familiare; la campagna di dis-informazione in atto e la cosiddetta ideologia gender; le  fiabe e la letteratura per l’infanzia; il ruolo educativo e la responsabilità degli/le insegnanti nel sottoporre a critica i modelli  stereotipati e metterli in dialogo con i desideri, talenti e sentimenti di ciascuno/a, per promuovere spazi di libertà e prevenire esclusioni, diseguaglianze e violenza“.

I promotori sottolineano l’importanza di impartire l’educazione al gender fin dalla primissima infanzia, quando i piccoli sono innocentemente più ricettivi all’indottrinamento:

“La scuola fa differenza nasce dalla valutazione che per incidere sul terreno dell’educazione alle differenze e al rispetto dei generi si debba intervenire fin dalla primissima infanzia, quando bambini e bambine vengono, o meno, messi in condizione di fare le medesime esperienze, sperimentare e acquisire le stesse abilità, imparare a esprimere, condividere e gestire le emozioni, formarsi attraverso le prime relazioni significative con gli adulti e tra coetanee/i, compiere scelte alla pari. Per fare questo, si impegna a fornire a educatrici e insegnanti strumenti utili per identificare, riconoscere dentro e fuori se stessi/e,  preconcetti e luoghi comuni che possono (spesso) tradursi in disparità di trattamento/ opportunità o discriminazione”.

Il progetto La scuola fa differenza” è l’ennesima dimostrazione che la teoria del gender non solo esiste ma viene già insegnata all’interno dei nostri istituti scolastici. I promotori di tali aberranti iniziative pretendono imporre la propria perversa ideologia alle giovani generazioni, violando intollerabilmente la loro infanzia.

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fonte: Famiglia Domani

9 commenti su “Gender diktat: al via la terza annualità del progetto “La scuola fa differenza””

  1. Possibile che ci siano insegnanti sedicenti cattolici che accettano di farsi “rieducare” la coscienza? CHI TRAVIA L’INNOCENZA DEI BAMBINI MERITA LA PEGGIOR PENA ETERNA!!! DIO LI CASTIGHERA’!!! NON CON LA MISERICORDIA TANTO SBANDIERATA DA BERGOGLIO, MA CON LA VERA GIUSTIZIA!!!

      1. Altro che macina, Paola, avranno ben altre sorprese, una volta giunti all’altra vita, e il peggio sarà sicuramente per i preti e gli insegnanti, i maggiori e peggiori responsabili (i primi perché non difendono a costo della loro vita i più deboli del popolo loro affidato da Cristo, i secondi perché sono diventati agenti del diavolo, votati alla peggiore delle perversioni umane); le loro urla attraverseranno l’universo, dallo stagno di fuoco dove andranno a finire !

  2. Mi chiedo se sia ancora lecito pagare le tasse o se invece non diventi finanziamento e partecipazione attiva a tutta questa immondizia e pertanto sia illecito, perchè si finanzia uno Stato che non riconosce la legge di Dio e non fa il bene dei suoi cittadini. A quando uno sciopero fiscale?

    1. Ha ragione, caro Mah! E’ un po’ come il pagamento del canone RAI, l’esimio ente che sfacciatamente ci propina propaganda gay e quant’altro ad ogni pié sospinto.

      1. Avete 1000 ragioni cara Tonietta e caro Mah!
        Ci propinano in continuazione, a volte in maniera esplicita e
        a volte in maniera subdola, propaganda gay!
        E soprattutto propaganda GENDER: questa sempre in
        maniera SUBDOLA…
        E DOBBIAMO (!!!!!) anche pagarli!

  3. Anche se ‘vecchio’ rosso bolscevico, ha ragione mio padre, comunque un uomo che ha il dono della sintesi e appoggiato saldamente con i piedi per terra: i bambini bisognerá proteggerli istruendoli e formandoli in famiglia, a casa; c’è brutta gente in giro, gente che fa schifo!
    Gli ho fatto notare che le famiglie di oggi non sono le famiglie di una volta, la famiglia numerosa in cui è cresciuto lui, dove persino i fratelli maggiori istruivano i piccoli. E comunque la famiglia è sotto attacco e chissà se ci sarà ancora la famiglia, anche per colpa dei suoi companeros! Ci toccherà studiare ed essere noi le guide e i maestri dei nostri figli. Ormai è chiaro che le iniziative più aberranti diventeranno leggi per il famigerato stato di diritto, il mostro assoluto.

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