GESÙ CRISTO INTRANSIGENTE – di Piero Nicola

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di Piero Nicola

 

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Luca Giordano (1632, Napoli – 1705, Napoli) “Cristo scaccia i mercanti dal tempio”

Dal Vangelo di san Matteo (testo sinottico con quello di san Marco e san Luca) ho estratto brani che si commentano da soli, essendo espliciti riguardo alla severitàdi Gesù.

Certamente questa estrapolazione non abbisogna di puntelli, e tuttavia è parziale rispetto all’intero insegnamento del Salvatore. Allora, il complesso della dottrina prescritta contempla sia la bontà e la misericordia divina, e quella debita umana, sia il giusto rigore del pastore, inteso alla protezione del gregge e alla disciplina dell’Ovile, necessaria alla salute morale e spirituale, sia la giustizia di Dio provvidenziale nel mondo e ultraterrena, sia le pratiche dei Sacramenti e delle virtù indispensabili per la salvezza. Nulla di tutto ciò può essere omesso o diminuito. Non si deve né optare né preferire questa o quella parte. La Religione si prende intera.

Giovanni Battista profetizzando la venuta del Messia, ammonisce: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire l’ira che vi sovrasta? […] La scure è già posta alla radice degli alberi. Ogni albero dunque che non fa buon frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco […] Egli [Gesù Cristo] purgherà bene la sua aia […] brucerà la paglia con fuoco inestinguibile”.

“Voi siete il sale della terra […] Se il sale diventa scipito […] non è più buono a nulla, se non ad esser gettato via e calpestato dalla gente”.

“Non crediate che io sia venuto per abolire la Legge o i Profeti: non son venuto per abolire, ma per completare”.

“Chi avrà detto al suo fratello stolto, sarà condannato al fuoco della Geenna”.

“Conciliati presto col tuo avversario […] affinché il tuo avversario non ti consegni al giudice, e il giudice alle guardie; e tu sii cacciato in prigione”.

“Se il tuo occhio destro ti scandalizza, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te che perisca uno dei tuoi membri, e non sia gettato tutto il tuo corpo nell’inferno”.

“Non date ai cani ciò che è santo, e non buttate le vostre perle davanti ai porci, ché non le pestino coi loro piedi e si rivoltino contro voi a sbranarvi”.

“Ogni pianta che non porta buon frutto, si taglia e si getta nel fuoco”.

“I figli del Regno [ebrei] saranno gettati fuori nelle tenebre: ivi sarà pianto e stridore di denti”.

“Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.

“I demoni lo pregavano: ‘Se ci cacci di qui, mandaci in quella mandria di porci’. Dice loro ‘Andate’. E quelli, uscendo, entrarono nei porci, e immediatamente tutta la mandria con grande impeto si precipitò nel mare, e perirono nell’acqua”.

“Se qualcuno non vi riceve, né ascolta le vostre parole, uscendo fuori da quella casa o da quella città, scotete la polvere dai vostri piedi: In verità vi dico: il giorno del giudizio, Sodoma e Gomorra sanno meno punite di quella città”.

“Non temete coloro che uccidono il corpo e non possono uccidere l’anima; temete piuttosto chi può mandare in perdizione all’inferno e l’anima e il corpo”.

Potere dei corruttori e ingannatori. Senza questa cura delle anime così minacciate, non c’è vera dottrina o carità per eventuale scusa di ignoranza.

“Non pensate ch’io sia venuto a metter pace in terra. Non son venuto a metter pace, ma la spada. Perché son venuto a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre e la nuora dalla suocera, e nemici dell’uomo saranno i propri domestici. Chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me […] Chi ha cara la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la vita per amor mio, la troverà”.

“Guai a te, Corozain, guai a te, Betzaida: se in Tiro e Sidone fossero avvenuti quei miracoli compiuti presso di voi, già da gran tempo avrebbero fatto penitenza […] A Tiro e Sidone s’userà maggior clemenza che a voi nel dì del giudizio. E tu Cafarnao, forse ti innalzerai fino al cielo? Tu sarai cacciata fin nell’inferno, ché se in Sodoma fossero avvenuti i miracoli compiuti presso di te, Sodoma forse sussisterebbe ancora”.

“Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde […] La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata […] chi avrà sparlato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né in questo mondo né nel futuro”.

“Razza di vipere, come potete parlar bene voi, se siete cattivi? […] D’ogni parola oziosa che avranno detta gli uomini, renderanno conto nel giorno del giudizio, perché dalle tue parole sarai giustificato, e dalle tue parole sarai condannato”.

“Questa generazione malvagia e adultera va chiedendo un prodigio: e nessun prodigio le sarà concesso, tranne quello del profeta Giona […] Gli uomini di Ninive sorgeranno nel giudizio contro questa generazione e la condanneranno: perché essi alla predicazione di Giona fecero penitenza […] La regina del Mezzodì si leverà nel giudizio contro questa generazione e la condannerà”.

“… lo stato ultimo di quest’uomo diventa peggiore del primitivo [quando era abitato soltanto da un demone, mentre adesso ne ha in sé “altri sette peggiori” del primo”]. Così accadrà anche a questa generazione perversa”.

“S’adempie in essi la profezia d’Isaia che dice: ‘Udrete con i vostri orecchi e non intenderete: guarderete con i vostri occhi e non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile: son duri di orecchi e hanno chiusi gli occhi loro: affinché non vedano e non odano, né intendano col cuore, né si convertano e io li sani’”.

“Al tempo della raccolta dirò ai miei mietitori: Sterpate prima il loglio e legatelo in fasci per bruciarlo; il grano poi riponetelo nel mio granaio […] Il loglio sono i figli del maligno”.

“Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, e toglieranno via dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d’iniquità, e li getteranno nella fornace ardente. Ivi sarà pianto e stridore di denti”.

“Il regno dei cieli è simile a una rete gettata in mare, che ha preso ogni sorta di pesci: allorché fu piena, tirarono a riva e, seduti, misero i buoni nei canestri e buttarono via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo: verranno gli angeli e separeranno i cattivi di mezzo ai giusti, e li getteranno nella fornace ardente. Ivi sarà pianto e stridore di denti”.

“Per la loro incredulità non vi fece molti miracoli”.

“Ipocriti, ben profetò Isaia dicendo: ‘Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me: e invano m’onorano insegnando dottrine, comandamenti d’uomini’ […] Quel che esce dalla bocca, questo rende immondo l’uomo”.

“Qualunque pianta non piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. Non badate loro: ciechi, son guide di ciechi. E se un cieco guida un cieco, cadono entrambi nella fossa”.

“Dal cuore partono i cattivi pensieri, gli omicidi, gli adulteri, le fornicazioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. Queste cose rendono immondo l’uomo”.

“Non è ben fatto prendere il pane dei figlioli e gettarlo ai cagnolini”.

“Voi sapete dunque distinguere l’aspetto del cielo: e non arrivate a distinguere i segni dei tempi? Generazione perversa e adultera chiede un prodigio: ma non le sarà dato altro prodigio che quello di Giona profeta”.

“Badate e guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei [“lievito” = “dottrina dei Farisei e dei Sadducei”].

Una volta di più confermata la grande nocività dei cattivi maestri e delle false dottrine, della vecchia religione come del cristianesimo (in particolare, vedi San Paolo circa le eresie).

“Va lontano da me, satana: tu [Pietro] mi sei di scandalo, perché non senti quel che è di Dio, ma quel che è degli uomini”.

“Il Figlio dell’uomo […] renderà a ciascuno secondo le sue opere”.

“O generazione incredula e perversa, sino a quando starò con voi? Sino a quando vi sopporterò?”

“Chi scandalizzerà uno di questi piccolini, credenti in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e fosse sommerso in fondo al mare. Guai al mondo per gli scandali! Certo, è necessario che vi siano degli scandali: ma guai all’uomo per colpa del quale viene lo scandalo”.

E al male degli scandali, si può equiparare l’inganno delle eresie.

“Ora, se la tua mano e il tuo piede ti è di scandalo, troncalo e gettalo via da te; è meglio per te giungere alla vita monco o zoppo, che con due mani e due piedi esser gettato nel fuoco eterno. E se l’occhio tuo ti è di scandalo…”

“Se [il fratello più volte ammonito per l’offesa commessa] nemmeno ascolta la Chiesa, sia per te come un gentile e un pubblicano”.

“Il padrone lo [il servo irriconoscente per il debito condonato, e duro verso il proprio debitore] diede ai manigoldi fino a che avesse pagato tutto il debito. Nella stessa guisa farà con voi il mio Padre celeste, se di cuore non perdonerete ciascuno al proprio fratello”.

“Lascerà l’uomo il padre e la madre e s’unirà con sua moglie […] Non divida pertanto l’uomo ciò che Dio ha congiunto […] Chi rimanda la propria moglie, se non per fornicazione, e ne piglia un’altra, è adultero, e chi sposa la ripudiata è adultero”.

“È più facile per un cammello passare per la cruna d’un ago, che per un ricco entrare nel regno dei cieli”.

Questa sentenza la dice lunga sulla gravità del peccato non assolto (circa l’assoluzione: “presso Dio tutto è possibile”).

“Allorché il Figlio dell’uomo sederà sul trono della sua maestà, sederete anche voi sopra dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele”.

“In vero, molti sono chiamati, ma pochi eletti”.

“Gesù entrò nel tempio di Dio e scacciò quanti compravano e vendevano nel tempio; e rovesciò le tavole dei cambiamonete e i banchi dei venditori di colombe, e disse loro: ‘Sta scritto: La casa mia sarà chiamata casa d’orazione. Ma voi l’avete fatta spelonca di ladri’”.

“La mattina, nel tornare in città, ebbe fame. E vedendo lungo la strada un albero di fico, s’accostò ad esso, e non trovandovi altro che foglie disse: ‘Non nasca mai più da te frutto in eterno’. E sull’atto, il fico si seccò. Avendo veduto ciò i discepoli dicevano: ‘Come s’è seccato in un attimo’. Ma Gesù rispose loro: ‘In verità vi dico: se avrete fede e non vacillerete, farete non solo come a questo fico…”

“Vi dico che vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. E chiunque cada su questa pietra, si sfracellerà; e quello su cui essa cadrà, sarà stritolato”.

Si capisce che sono figure, ma rappresentano castighi e strazi spirituali più gravi di quelli fisici.

“I grandi sacerdoti e i Farisei compresero che parlava di loro”.

“Il regno dei cieli è simile a un re il quale fece le nozze per suo figlio”. Gli invitati che trovarono scuse per non andarci e uccisero i servi a loro inviati, ricevono questa punizione: il re, “mandate le sue milizie, sterminò quegli omicidi e dette alle fiamme le loro città”. Poiché gli invitati non sono venuti, il sovrano fa chiamare al banchetto quelli che si trovano per strada. “Entrato poi il re per vederli, osservò un uomo che non era in abito di nozze. E gli dice: ‘Amico, come sei entrato qui senza la veste di nozze?’ Ma quello ammutolì. Allora il re disse ai domestici: ‘Legatelo mani e piedi, e gettatelo fuori nel buio: ivi sarà pianto e stridore di denti’. Perché molti sono i chiamati e pochi gli eletti”.

“Sulla cattedra di Mosè s’assisero gli scribi e i Farisei […] Non fate secondo le loro opere […] Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, che chiudete in faccia agli uomini il Regno dei cieli; perché non c’entrate voi, né permettete d’entrarvi a chi vuole entrarci […] Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, che scorrete mare e terra per fare un proselite, e fatto che sia, lo rendete figlio dell’inferno il doppio di voi. Guai a voi cieche guide […] Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, che pagate la decima […] e avete trascurato le cose più gravi della Legge […] Condottieri ciechi, che colate il moscerino e inghiottite il cammello! Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, che lavate il di fuori del bicchiere e del piatto, e dentro siete pieni di rapina e d’immondizia […] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti: siete proprio simili a sepolcri imbiancati […] Così anche voi di fuori comparite giusti alla gente, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità […] E dite: ‘Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati complici con essi del sangue dei profeti’. Così provate contro di voi medesimi d’essere figli di coloro che uccisero i profeti. Anche voi colmate la misura dei vostri padri. Serpenti, razza di vipere, come scamperete alla condanna dell’inferno? Perciò, ecco vi mando profeti, savi e scribi; e di questi ne ucciderete, ne crocifiggerete e ne flagellerete nelle vostre sinagoghe. E li perseguiterete di città in città, finché non venga su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal giusto Abele sino al sangue di Zaccaria […] In verità vi dico: tutto ciò ricadrà su questa generazione”.

Dopo di che, dovrà ricredersi chi avesse ancora qualche dubbio sul pessimo effetto causato dai cattivi maestri e sul dovere di porvi riparo.

“Badate che nessuno vi seduca. Molti infatti verranno nel nome mio, dicendo: ‘Io sono il Cristo’, e sedurranno molti […] E usciranno fuori molti falsi profeti e sedurranno molti. E per il moltiplicarsi dell’iniquità si raffredderà la carità di molti […] Allora, se uno vi dirà: ‘Ecco qui’ o ‘ecco là il Cristo’, non date retta. Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da ingannare, se fosse possibile, gli stessi eletti”.

Alle dieci vergini che giungono in ritardo alla casa dello sposo, perché le loro compagne avvedute non hanno loro ceduto l’olio per le lampade ed esse hanno dovuto procurarselo altrove, lo sposo non apre la porta, e risponde: “In verità vi dico, non vi conosco”.

“A chi ha, sarà dato di più, ed egli sarà nell’abbondanza. Ma a chi non ha, sarà tolto anche quel che sembra avere. E gettate l’inutile servo fuori, al buio; ivi sarà pianto e stridore di denti”.

Al Giudizio universale: “Allora dirà a coloro alla sua sinistra: ‘Via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere…’ E questi andranno all’eterno supplizio”.

“’Il Figlio dell’uomo è tradito. Era meglio per lui che non fosse mai nato quell’uomo’. Ora Giuda, il quale lo tradiva, rispondendo disse: ‘Son forse io, maestro?’ Gli risponde: ‘Appunto come dici’”

Gesù prevede la condanna finale di Giuda e l’espone a lui e agli altri apostoli.

Al Getzemani, il rimprovero: “’Non avete potuto vegliare un’ora con me? Vegliate e pregate per non cadere in tentazione”.

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