Giubileo a “chilometri zero” e penitenza  –  di Giovanni Lugaresi

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di Giovanni Lugaresi

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zzzzsptrsmvtIl Giubileo (ancorché straordinario) della misericordia – e di che cosa d’altro, verrebbe da chiedere? – sta dando delle cocenti delusioni a destra e a manca, in àmbito clericale e fra i laici, specialmente i media: carta scritta e radiotelevisioni.

E’ frequente infatti leggere e/o ascoltare notizie (per loro) deludenti: per esempio, lo scarso afflusso di pellegrini a Roma; piazza San Pietro fino a qualche mese fa gremita di fedeli, ora piena soltanto a metà – una sorta di bicchiere mezzo vuoto!.

Poi ci sono gli immancabili ragionamenti, le conseguenti considerazioni (ovvie), eccetera: il pericolo derivato dalle minacce dell’estremismo islamico che Roma l’hanno citata, eccome se l’hanno citata!!! Inducendo timori e paure fra chi magari a Roma ci sarebbe andato

Ma, forse, è sfuggita un’altra ragione, se non “la ragione” di questo… assenteismo.

Quando Roma era la sola meta dei pellegrini dell’Anno Santo per lucrare l’indulgenza, l’affluenza era eccezionale. E con tanti mezzi, perfino a piedi, era un accorrere alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Un segno anche di penitenza, perché con qualsiasi mezzo si fosse raggiunta la capitale d’Italia e centro della Cristianità, uno sforzo, un sacrificio lo si doveva/poteva fare.

Ma oggi?

Se per decisione papale, l’indulgenza la si potrà lucrare in tutte le chiese cattedrali del mondo e poi in tante città in più di una chiesa, a che pro’ andare a Roma?

Hai il tempio a chilometro zero in quel di Vienna? Vai lì. Ce l’hai a New York? Vai lì. Certo, con il cuore contrito, con fede, ma quanto a sacrificio, non sappiamo!…

Ancora. Prendiamo la nostra Italia. Da un luogo qualsiasi non sarebbe poi tanto scomodo portarsi a Roma, eppure…

Eppure, non soltanto nelle chiese cattedrali di ogni città si potrà lucrare l’indulgenza, ma anche in tanti altri templi.

zzzzdiscountPer esempio, Padova: basilica di Sant’Antonio, chiesa cattedrale, santuario dedicato al cappuccino padre Leopoldo, i cui resti mortali, peraltro, unitamente a quelli del confratello Pio da Pietrelcina, verranno esposto in urne trasparenti in San Pietro.

Un altro esempio: Ravenna. Si potrà lucrare l’indulgenza in duomo, nel santuario di Santa Maria in porto (la “Madonna greca”), nella chiesa dell’Opera Santa Teresa del Bambino Gesù, e quindi nel duomo di Cervia (un tempo sede di diocesi, in seguito incamerata in quella di Ravenna).

In quante altre città, poi, oltre che nella chiesa cattedrale si potrà varcare la Porta santa di altri templi?

Ecco spiegato, dunque, perché poca gente arriverà a Roma, o meglio, meno di quanta ne possano prevedere operatori turistici, statistici, e gli stessi organi vaticani competenti.

Ed poi, come si diceva, verrà a mancare un “qualcosa” un tempo importante nella celebrazione del Giubileo, e in altre manifestazioni religiose: l’elemento penitenziale, cioè di una forma di penitenza anche fisica, che comporta sforzo fisico, materiale, incontro di difficoltà lungo un certo cammino.

Ma (viene da osservare): quanti discorsi, prediche, riflessioni, è dato ascoltare nelle nostre chiese, sulla penitenza?

Non è la prima volta che lo sosteniamo, ma vale la pena replicare, ribadire.

Tanti sacerdoti hanno sostituito a quelle che noi chiamavamo le due P (preghiera, penitenza) con la due V (venalità, vanità). Elementi, anche questi, dei quali le cronache dei media sono piene, mentre lo sono meno, molto molto meno degli altri due, cioè preghiera e penitenza.

Ma intanto, per questo Vaticano, le cose evidentemente andranno bene così: Giubileo a chilometro zero! Del resto, non lo sentiamo/leggiamo, questo modo di dire, “chilometro zero”, anche dalla e sulla pubblicità?!

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PS. Visto che abbiamo parlato di quel che certi sacerdoti ignorano e di quel che invece hanno abbracciato, si è anche notato che talune canzoni-canzonette della liturgia novus ordo parlano spesso di libertà, ma mai di Verità…

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27 commenti su “Giubileo a “chilometri zero” e penitenza  –  di Giovanni Lugaresi”

  1. …”talune canzoni-canzonette della liturgia novus ordo”… aggiungo io: con l’accompagnamento delle solite insopportabili chitarrette! Come ho già detto in un alatro post: rimpiango l’organo, l’incenso, il latino: probabilmente sono tra quelli che VescovoDiRomaJorgeMario ha definito “cristiani pipistrelli”. Come pipistrello predilogo l’ombra (e il silenzio) di una cattedrale gotica, che mette in risalto la vera luce di Dio.
    Laudetur Jesus Christus.

    1. Chi siano questi ‘cristiani pipistrelli’ sfugge completamente alla mia mente e non ho alcuna intenzione di investigarlo.
      Conosco però qualcosina sui pipistrelli: sono animali innocui e delicati; a torto temuti e fatti oggetto di tanti pregiudizi, mentre svolgono una funzione positiva per l’ambiente e per l’uomo (nelle nostre zone si nutrono in gran parte di insetti, anche dannosi, come ad es. le zanzare). In conclusione, si tratta di creaturine fragili, delicate, molte volte utili. Bisognerebbe spiegarlo a chi ha usato l’espressione. Ma temo sia solo tempo perso.

      1. Christian Nomenomen

        Perfettamente d’accordo con te cara Claudia. Ma con questa frase il papa ha profetizzato il futuro dei cristiani della chiesa rimanente, costretti a celebrare la Santa Messa di notte, di nascosto, a pregare per gli altri, a preparare il ritorno di Gesù con la lampada accesa, cacciando i demoni (zanzare e insettacci vari) con il rosario in mano. Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare(Lc 17, 7-10) ….come i pipistrelli!

    2. Però dipende dal chitarrista!
      C’è modo e modo di suonarla in chiesa.
      Convengo che la maggioranza fanno la “rattacacia” (grattugia formaggio) fastidioso e inutile alla preghiera, ma una minoranza suona in modo da aiutare la pregheira e la riflessione.
      😉

      1. Lei è troppo indulgente e misericordioso. Nemmeno Andrès Segovia redivivo saprebbe rendere digeribili le musiche in uso. Semplicemente la chitarra non va bene in chiesa. Per aiutare la preghiera e la riflessione ci vorrebbe, se non altro, un po’ di silenzio.

  2. Forse le ragioni di questa disaffezione sono anche legate a una presa di coscienza della crisi gravissima della Chies, e a una certa stanchezza verso le chiacchiere continue di vescovi e preti sulla tenerezza, misericordia (a buon mercato e senza sforzi eccessivi) e via smielando. Una specie di protesta silenziosa – o almeno così spererei – da parte del cosiddetto “popolo di Dio”; quello vero, nascosto e umile, ancorato alla fede di sempre, non quello e idealizzato di tanti demagogici sproloqui preteschi.

  3. Qui da noi, a Città di Castello, l’apertura della Porta della misericordia ha richiamato moltissimi fedeli. Il rito è cominciato con una processione dalla chiesa della Madonna delle Grazie alla cattedrale. Una processione che definirei senz’altro penitenziale. Molti erano coloro che venivano dai paesi vicini. Poi la nostra diocesi organizza anche il pellegrinaggio a Roma. Non mi sembra poi tutto così negativo; anche in passato il Giubileo poteva essere “preso” nelle sedi locali, magari l’anno successivo a quello romano.

  4. Ma forse il risultato voluto è questo (a parte i soldi che non vengono incamerati.. tasto dolente dato che già dai FI bergo non è riuscito a spillare nulla:la cassazione gli ha dato contro), almeno quello finale della setta massonica, annientamento della fede cattolica, guerra a Gesù. Personalmente non ritengo valido per me il giubileo e quindi non mi tocca minimamente, questa è una nuova chiesa che non mi interessa. Antichiesa .

  5. Non sono d’accordo. L’ essenziale è ricevere la misericordia di Dio, poi se la Porta è a Roma o anche altrove non dice. Dice per i negozi che non commerciano e gli alberghi, ma questa è un’ altra cosa. Le famiglie sono povere e i soldi sono pochi e quindi vicino per loro è meglio e se devo dire il mio parere è stato sbagliato il tempo. Con tutto il terrore che corre per tutta Europa, lo stato italiano ha dovuto mettere un enorme schieramento di forze speciali con i costi che saranno salati e si sottraggono forze dove c’è sempre bisogno. Io penso che il Vaticano, e credo tra i collaboratori del Papa abbiano sbagliato di grosso e il danno non sarà piccolo, però io sono poca cosa e posso in questo sbagliare.

  6. Tutto sommato è meglio che il Giubileo sia decentrato; se fossimo dovuti andare a Roma, chissà cosa avrebbero detto i giornali: la Chiesa (il Vaticano) mette a repentaglio la vita dei fedeli! E comunque la gente alle varie celebrazioni era tanta; certo, avevamo tutti il capo abbondantemente canuto.

  7. Federico Fontanini

    Mi sembra sorretta la critica fatta in codesto articolo. Anzitutto per noi italiani oggi un pellegrinaggio a Roma non comporta il sacrificio che determinava nei secoli scorsi. Spesso è l’occasione di fare una gita, visitare la città, etc. Sapete bene cosa sono sovente i pellegrinaggi di oggi. E tuttavia v’è la dimensione spirituale che viene conservata da chi vi prende parte con fede. C’è però un aspetto interessante in questo giubileo, ed è la volontà di estenderlo al numero più grande di persone possibile. Abbiamo letto per es. come in Cina si sia avuta testimonianza di grande affluenza e partecipazione nonostante il clima persecutorio del governo. Molte persone specialmente anziane e di paesi lontani (vedi ad es. Cina) e magari molto povere potranno lucrare con più facilità l’indulgenza. Insomma, ci son tanti aspetti positivi, oltre al segno importantissimo di aprire una Porta Santa in paesi che sono teatro di gravi violenze e persecuzioni verso i cristiani. Mi sembra non poca cosa.

  8. Per quel poco che ne so, è sempre esistita la possibilità di lucrare l’indulgenza dell’Anno Santo anche al di fuori di Roma, non è un’invenzione di Bergoglio: ricordo benissimo che fu così anche nell’Anno Santo del Duemila.

  9. Anche nel Giubileo del 2000 ricordo che lucrai l’indulgenza in una chiesa di Genova che era fra quelle preposte all’applicazione del Giubileo.
    Quindi non mi sembra che sia una gran novità il fatto che anche adesso si possa lucrare l’indulgenza in altre città…probabilmente era così anche nei precedenti giubilei; in quello del 2000 sicuramente! Forse anticamente si doveva andare solo esclusivamente a Roma.

  10. Se da un lato è bello sapere che un pò ovunque si può prendere l’indulgenza (anche tutti i giorni, come ha ricordato il nostro Vescovo), il senso del giubileo mi sembra molto svalutato. In effetti non c’è più un minimo di sacrificio (il viaggio, la stanchezza, la fatica di arrivare, la gioia di esserci stati…). Tutto fin troppo facile. I frati della basilica dove da noi è stata aperta la Porta Santa hanno subito constatato come, dopo l’apertura che ha visto veramente una marea di gente, già non c’è più nessuno a varcare la Porta. La gente è, del resto, convinta che basti passare per la Porta Santa per ottenere grazie e perdono di tutti i peccati, come se fosse una magia. Chissà, magari al prossimo giubileo verrà concesso di aprire una porta di casa che solitamente si usa di meno o basterà farlo in maniera virtuale dal PC o dal cellulare….!

  11. Il fatto che il l’indulgenza si può prendere in tutte le cattedrali del mondo e tutti i giorni è senz’altro una cosa positiva. Il problema è invece è che non si è spiegato bene cosa significa accedere all’indulgenza e quali sono le condizioni e il percorso penitenziale dell’anima per poter accogliere questo grandissimo Dono di Dio: molto difficile da “lucrare” perché occorre un’autentica conversione del cuore e il totale distacco dal peccato anche veniale.

  12. Spesso mi reco a San Giovanni Rotondo, perché devotissimo a San Pio (il quale non ha mai fatto mancare, anche straordinariamente, la sua presenza nei miei confronti e alla mia famiglia) e perché, ma non è il motivo principale, a un’oretta di auto da dove vivo. Vorrà dire che mi recherò a San Pietro per rendere il mio omaggio all’ultimo grande alter Christus della Cristianità. Quando mi reco a San Giovanni Rotondo, nonostante tante anomalie, respiro un’aria di pace, una contemplazione profonda, una quiete rigenerante. Sono solito proseguire il mio pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo, altro luogo ‘terribile’. Scendere nella Grotta, osservando i segni di secoli addietro lasciati sui muri, mi crea un’emozione eccessiva, moderata dal trovarmi al cospetto della statua dell’Arcangelo Guerriero. Sono d’accordo con Claudia e aggiungo che è arrivato il momento di lasciar in pace anche un altro essere a me tanto caro e simpatico, preso come esempio dai politicanti incapaci di oggi, il gufo.

  13. Per quanto concerne le chitarre, a mio avviso sono fuori luogo sempre, pur condividendo in parte il commento di Paolo O. Insomma, è una questione di contesto, come ha insegnato mirabilmente il grande Marshall McLuhan. Chi scrive è un amante della chitarra (sono un ex metallaro, come sapete, e le chitarre sono il mio forte) ma reputa le chitarre fuori luogo. E’ bello ascoltare le reinterpretazione di Paganini, Pergolesi, Beethoven e Bach di Yngwie Malmsteen con la chitarra elettrica (anche se è meglio in versione classica), ma la chitarra è meglio tenerla fuori dal contesto. Sempre!

    1. Mi risulta, caro Feder, che la chitarra ufficialmente ammessa in chiesa sia quella pizzicata. Esclusa, invece, la chitarra suonata all’americana, con le corde fatte vibrare tutte insieme.
      Lessi molto tempo fa che esiste un documento vaticano in tal senso, ma il titolo non era citato.
      E’ evidente, comunque, che la sonorità pizzicata è meditativa e profonda, mentre quella “da bivacco di cow-boys” è dispersiva e plateale

  14. massimo trevia

    io ho queste perplessità.1)non basta varcare la porta santa:non è una magia! e comunque,la misericordia i Dio,se mettiamo non potessi varcare nessuna porta santa(fossi infermo,per esempio)ci sarebbe anche per me….e anche io celebrerei il giubileo,e questo per tutto l’anno giubilare,rinnovando le giuste mie disposizioni per il perdono.2)però ,visto che la porta santa non è in fondo l’essenziale,ma solo appunto il segno di un mio sforzo nel raggiungerla,che senso ha averne dappertutto?ora,questo lo dite già voi.e allora,vi chiedo:ma l’ubicazione della porta santa ad esempio a Roma non dovrebbe farci andare là dove è avvenuto QUALCOSA?invece,mi pare,che modernisticamente sia così:IO CREO il valore di quella porta santa!non riconosco che ,essendo storia ciò che è avvenuto a Roma,il martirio di Pietro,là,potendo,devo andare!4)in passato,le porte sante (con questo principio),quante erano? dappertutto?5)il modernismo,appunto,prende le cose di fede solo come dei buoni esempi,rinnegando la verità !

  15. Il Santo padre Francesco ( vogliamo chiamarlo così? Dargli diminutivi come se fosse un cagnolino è mancanza di rispetto per lui e per tutta la Chiesa) ha fatto benissimo a sfidare la paura: i cristiani hanno affrontato ben altre prove! e dovremmo chiuderci in una comoda tana? Il Giubileo è l’occasione per il rinnovamento interiore , non è necessario andare fisicamente a Roma per “lucrare” l’indulgenza ( orribile termine: che cosa è la misericordia una bibita? Una cedola obbligazionaria?). Anche se occorrerebbe recuperare la dimensione spirituale del pellegrinaggio; insieme al senso di raccoglimento e alla musica gregoriana e al latino: condizioni solo in apparenza esteriori che predispongono l’anima ll’incontro col Signore.

  16. Federico Fontanini

    Sincero pentimento. Fermo proposito di non offendere più il Signore. Disaffezione dal peccato, anche veniale. Conditio sine qua non. Il resto, compresa la Porta, viene tutto dopo. Confessiamoci come fosse l’ultima volta della ns vita, viviamo come fosse l’ultimo giorno col pensiero di dover comparire davanti a Cristo giusto giudice e misericordioso.

  17. Meglio essere un pipistrello che un vampiro… Ultimo parto della mente pirotecnica dell’episcopo capitolino: sarà il Giubileo del “grande perdono”. Esiste forse un piccolo perdono? o un perdono XXL (il “perdonone”) o XS (il “perdonino”)? Il perdono (quello vero) è o non è. Come la verità.
    Venendo alla tanto inflazionata misericordia ad oltranza, vale la pena citare San Tommaso (che non era un gaucho della pampa sconfinata): “La giustizia senza misericordia è crudeltà, la misericordia senza giustizia è principio di ogni dissoluzione” (Comm. al Vangelo di San Matteo). Capito Eccellenza? Buon appetito a tutti (poveri e non poveri)

  18. la chitarra pizzicata somiglia ad un’arpa e quindi può essere un dolce accompagnamento, ma i giovani moderni non vogliono imparare a suonare in tal modo. nella mia chiesa poi i canti sono accompagnati anche da un tamburo africano che dà al canto un sapore di accampamento di selvaggi .

  19. massimo trevia

    finora non ho ricevuto risposta sul significato dell’importanza della porta santa.certo,l’ho detto anche io che prima viene com importanza il pentimento,però non si può fare finta che intanto qui o là sia lo stesso!avrà significato o no fare fatica per un viaggio,anche se io la fatica posso farla anche “nel cuore”,per convertirmi?una volta,il pellegrinaggio era addirittura imposto come penitenza e si faceva prima testamento! e poi è facile dare giudizi su chi andrebbe a Roma per “lucrare l’indulgenza”!questo non per essere scortese.ma siamo capaci,invece di scherzare sulla misericordia come bibita,a ragionare sui significati reali delle cose,anche a costo di non trovare risposta?allora,se la misericordia è una bibita,ecco che da faciloni si dice che non serve andare a roma.e chi l’ha detto che uno va a roma pensandola così?ah,perché il giubileo è occasione di rinnovamento interiore….ora,io ad esempio di musica sacra,essendo un’organista,ne ascolto e la suono.ma se voglio viverla,(segue)

  20. massimo trevia

    segue.
    ma come in ogni cosa,anche per un giubileo,per vivere sempre di più il mio rapporto con l’arte,in cui trovo Dio,devo fare fatica e studiare.non mi basta,come significato,di trovare un po’ di raccoglimento…e comunque ognuno decide poi dove vuole arrivare,nel vivere le sue esperienze.solo,però,non facciamo i faciloni.purtroppo,così ragiona spesso papa Francesco……cioè dare titoli gratuiti all’esperienza di fede di chi non gli piace,mettendole alla berlina senza carità e senza rendere conto alla ragione di ciò che lui afferma.ragionamento tipo:che siccome la misericordia non è una bibita,allora non ci si interroga più sul significato della porta santa!lo dico brindando,come diceva mi sembra Chesterton,prima alla coscienza e poi al Papa.auguri!

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