“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

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Santa Caterina da Siena diceva che una della piaghe della Chiesa è “la troppa dolcezza fondata in troppa misericordia. Ohimè, questa è la ragione per cui i membri diventano putridi, cioè con il non correggere”. Ma è proprio questo che vuole il mondo, una Chiesa che non sia più un punto di riferimento certo e indefettibile per i cristiani, ma un luogo privo di ordine dove c’è posto per tutti, a geometrie variabili soggette alla relativa qualità e quantità di bontà del “padre” di turno.

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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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Il successo di questa rubrica è testimoniato dal numero crescente di lettere che arrivano in redazione. A questo proposito preghiamo gli amici lettori di contenere i propri testi entro un massimo di 800 – 1.000 battute. In tal modo sarà più facile rispondere a più lettere nella stessa settimana. Ringraziamo tutti per la gentile attenzione e collaborazione.

PD 

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Martedì 14 aprile 2015

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E’ pervenuta in Redazione:

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Caro dottor Gnocchi,

dopo l’indizione del Giubileo straordinario della misericordia, la mia parrocchia pare diventata un cantiere dove si costruirà il nuovo cristiano dei tempi futuri. Tutti devono diventare più buoni e accoglienti. Peccato che, quando ho provato a dire che ci trovo qualcosa di stonato, sono stata messa alla porta senza tanti complimenti. Ma allora, avevo ragione io… Che cosa mi può dire?

Un cordiale saluto e grazie per l’attenzione,

Lucia Corsini

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zrbrpsCara Lucia,

la misericordia, quando diventa pelosa, quando diventa strumento di propaganda perché ha un contenuto ideologico, si fa arrogante, selettiva e intollerante perché ha cessato di essere una virtù cristiana per ridursi a invenzione degli uomini, siano pure uomini di Chiesa.

Come tutti quei concetti e quelle parole d’ordine che servono a creare entusiasmo, consenso e attivismo solamente umano, in questo caso anche la misericordia serve come strumento di potere: chi non lo assume secondo le dosi e le modalità prescritte, e soprattutto si permette di eccepire, viene escluso dal consesso civile. Ecco la spiegazione di quanto è accaduto nella sua parrocchia, cara Lucia. Il “nuovo cristiano dei tempi futuri”, come lo ha ben definito lei, non può tollerare il “vecchio cristiano dei tempi passati” e quindi lo accompagna sbrigativamente alla porta.

Faccia il conto di quanti, sotto Benedetto XVI, e non sto dicendo Pio X, si facevano alfieri dei princìpi non negoziabili e oggi spiegano come e qualmente la Chiesa sia in realtà un ospedale da campo dove c’è posto per tutti. Basta sintonizzarsi sulle onde di certe radio, sfogliare certi giornali, assistere a qualche conferenza o a qualche simposio per fare il pietoso conto. Sono semplicemente cambiate le parole d’ordine e ci si adegua di conseguenza. Ma non c’è un briciolo di cattolicità in tutto questo, sia che avvenga in buona fede, sia che avvenga in cattiva fede: in ogni caso non si tratta di fede cattolica. Si è stabilito che questo pontificato è il “pontificato delle misericordia” e tutti sono tenuti a divenire misericordiosi. Al prossimo giro si vedrà.

zzsanta-caterina-da-si-vanniMa questo è solo il caro vecchio schema di lavoro applicato da qualsiasi dittatura del pensiero unico. Ciò che inquieta ancor di più, cara Lucia, è il contenuto di questo “pontificato della misericordia”, che pare mirare alla demolizione del classico concetto di autorità.

Ho già toccato l’argomento in questa rubrica, ma penso che sia bene tornarci sopra con un po’ di attenzione. L’enfasi posta sulla misericordia con il pontificato bergogliano porta a un esito disastroso che può essere esemplificato con la figura di un padre che, rimproverato da un figlio perché è ingiusto, si giustifica dicendo che, però, lui è buono. Ma il il vero padre, è quello che, rimproverato da un figlio perché non è buono, può almeno rispondere di essere giusto.

Come vede, cara Lucia, siamo al capovolgimento del senso e della conseguente applicazione del concetto di autorità. Per usare il termine che più rende l’idea del fenomeno, più che “capovolgimento”, è meglio dire “inversione”, con tutto ciò che ne consegue: un padre che fa la madre, un maschio che fa la femmina. Santa Caterina da Siena diceva che una della piaghe della Chiesa è “la troppa dolcezza fondata in troppa misericordia. Ohimè, questa è la ragione per cui i membri diventano putridi, cioè con il non correggere”.

Ma è proprio questo che vuole il mondo, una Chiesa che non sia più un punto di riferimento certo e indefettibile per i cristiani, ma un luogo privo di ordine dove c’è posto per tutti, a geometrie variabili soggette alla relativa qualità e quantità di bontà del “padre” di turno.

A voler essere precisi, cara Lucia, bisogna dire che “c’è posto per quasi tutti” e quanto lei riferisce ne è la testimonianza. Perché, dove c’è “misericordia” senza giustizia, non c’è vera misericordia in quanto è già stata accompagnata alla porta la verità. Se si va a leggere il punto 23 della “Misericordiae Vultus” con cui papa Francesco ha indetto il giubileo della misericordia, leggerà testualmente: “La misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa ci relaziona all’Ebraismo e all’Islam, che la considerano uno degli attributi più qualificanti di Dio. Israele per primo ha ricevuto questa rivelazione, che permane nella storia come inizio di una ricchezza incommensurabile da offrire all’intera umanità. Come abbiamo visto, le pagine dell’Antico Testamento sono intrise di misericordia, perché narrano le opere che il Signore ha compiuto a favore del suo popolo nei momenti più difficili della sua storia. L’Islam, da parte sua, tra i nomi attribuiti al Creatore pone quello di Misericordioso e Clemente. Questa invocazione è spesso sulle labbra dei fedeli musulmani, che si sentono accompagnati e sostenuti dalla misericordia nella loro quotidiana debolezza. Anch’essi credono che nessuno può limitare la misericordia divina perché le sue porte sono sempre aperte. Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione”.

Trascuriamo pure il dettaglio dell’ultima riga, che non viene applicato a casi come il suo. Ma la domanda che ci si pone è questa: in nome della misericordia, Nostro Signore Gesù Cristo viene ancora tenuto da questi uomini di Chiesa come unico salvatore del mondo?

Non so lei, cara Lucia, ma io un’idea me la sono fatta.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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25 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì”

  1. Dio è grande, è buono, ma non è illogico.
    Se fosse illogico -accogliendo alle “nozze di Suo Figlio” altrettanto bene chi ha “l’abito nuziale” e chi non lo ha (Mt 22, 1-14) -, farebbe, fra l’altro, coincidere in Se Stesso il Bene e il Male: proprio come vuole tutta la tradizione gnostica, l’Oriente ecc.

  2. E’ interessante andarsi a rileggere, seppur in un contesto diverso (si parla degli abusi sessuali), pag. 47 di “Luce del mondo”, intervista a BXVI :
    “A partire dalla metà degli anni ’60 (il Diritto penale canonico) semplicemente non è stato più applicato. Dominava la convinzione che la Chiesa non dovesse essere una Chiesa del diritto, ma una Chiesa dell’amore; che non dovesse punire. Si spense in tal modo la consapevolezza che la punizione può essere un atto d’amore.
    In quell’epoca anche persone molto valide hanno subito uno strano oscuramento del pensiero.
    (…) In questo senso nel passato c’è stata un’alterazione della coscienza per cui è subentrato un oscuramento del diritto e della necessità della pena. E in fin dei conti anche un restringimento del concetto di amore, che non è soltanto gentilezza e cortesia, ma che è amore nella verità. E della verità fa parte anche il fatto che devo punire chi ha peccato contro il vero amore”.

    1. Scusate se intervengo ancora.
      Mi chiedo, non senza una certa angoscia: ma se un falso concetto di misericordia, dagli anni ’60, ha potuto portare al grosso scandalo degli abusi sessuali, l’attuale ‘misericordia’ distribuita a più non posso, a cosa ci porterà?

        1. C’erano alcune tresche fra preti e donne. Dopo la “modernizzazione” è successo d peggio – a volte.
          Ma il problema grosso è il crollo numerico del Clero e dei Religiosi/e, e le frequenti tendenze ereticali di chi non ha abbandonato.

  3. Sotto questo pontificato si abusa un pò troppo della parola”misericordia” e si dimentica sempre di dire che la misericordia Dio la esercita là dove vede pentimento e proponimento di abbandonare il peccato. E’ vero che siamo peccatori ed è per questo che Gesù a Pietro ha detto di perdonare sempre quando nel peccatore si trovano le condizioni sopra dette. La religione cattolica è l’unica in cui si trova la salvezza perchè fondata da Dio stesso che si è fatto Uomo per cui ritengo non necessario il dialogo con altre religioni che non mi possono dare niente di più, ma molto di meno, di quello che mi dà quella cattolica. Forse Gesù, ai suoi tempi, ha cercato di dialogare con la religione idolatra di Roma?

  4. “Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose”: NOBILI tradizioni religiose quando è VERITÀ di Fede che tutte le FALSE religioni (compresi l’islam e l’ebraismo) adorano (consapevolmente o inconsapevolmente) Satana?
    Incontro con religioni idolatriche/demonolatriche?
    NO, GRAZIE! IO PREFERISCO RESTARE CATTOLICO!

    1. Per il Concilio Vaticano II l’Islam, l’ebraismo e le altre religioni adorano Dio, ma in maniera incompleta e per tutti quegli aspetti in contrasto con la dottrina cattolica, falsa. Quindi non sono le religioni ad essere false, ma il loro modo di adorare Dio, che è falso, incompleto o giusto a seconda della loro vicinanza o lontananza dalla dottrina cattolica. Il numero 23 quindi non è un vero e proprio vulnus, perchè si limita ad osservare la vicinanza tra il concetto di misericordia della dottrina cattolica e l’uso del termine nelle religioni sopracitate. Semmai si può criticare ciò che si tace e si lascia in maniera voluta all’ambiguità dell’interpretazione: e cioè che è solo per l’uso del termine misericordia che si cita una possibile vicinanza e dialogo con le religioni e non con le stesse prese in toto. Questo è un modo ambiguo per lasciare spazio a smentite e difese di pretesa ortodossia…

      1. Il CV2 su questo punto contraddice il magistero precedente…non per niente io e gli altri tradizionalisti rifiutiamo alcuni punti del CV2…il vulnus c’è stato allora!

  5. Certo che il punto 23 della Misericordiae vultus è ben terribile, in particolare nei suoi riferimenti all’Islam.
    Con che coraggio ora possiamo rivolgerci ai cristiani perseguitati e uccisi (a centinaia e migliaia!) in nome del dio (?) misericordioso dell’Islam?
    Mi vengono i brividi. Anch’io, caro dott. Gnocchi, una certa idea me la sono fatta, ma preferisco non approfondirla troppo.
    Preghiera, preghiera e penitenza.

  6. Proprio in questi giorni sto leggendo il libro di Santa Caterina da Siena e tra le mani mi e’ capitato di leggere queste righe.
    Queste sono le vittorie celesti, che non possono essere tolte e che incatenano satana,poiche’ la stessa VERITA’ ci attesta
    che il Regno di DIO e’ dentro di noi,e sappiamo dal profeta che la gloria della Figlia del RE eterno proviene dal di dentro.Sal,44,14
    Infatti dentro di noi e’ l’intelletto limpido, la volonta’ libera, la memoria tenace,dentro di noi e’ infusa l’unzione dello Spirito Santo, la quale perfezionando le dette potenze, supera e annienta gli ostacoli,che sono al di fuori;dentro di noi,se saremo santi, abita quell’OSPITE, che
    DISSE > Voi avrete tribolazioni nel mondo,ma ABBIATE FIDUCIA; IO HO VINTO IL MONDO!!!! PREGHIAMO CON FEDE MA SOPRAT-
    TUTTO COL CUORE.
    SIA LODATO GESU’ E MARIA

  7. Il problema della papolatria è tipico di certo opportunismo in buona o malafede. Ed è anche giusto ricordare che la misericordia non è un concetto o un’attitudine romantica e smidollata. Penso però che bisognerebbe trovare un migliore equilibrio tra sdolcinatezza misericordiosa e giustizia severa. Nel vangelo abbiamo sì la parabola del vestito bianco delle nozze, ma abbiamo anche quella del Figliol prodigo, che se si analizza bene si vede che il padre è più buono che giusto… e che il figlio minore più che pentirsi, rimpiange le comodità di casa…Oppure quella del salario agli operai dell’ultima ora, in cui il padrone è più buono che giusto…

  8. Gesù disse: “va’ e non peccare più”.
    Oggi pare che si possa puntare tutto su un malinteso senso della misericordia secondo il quale Dio perdona a priori ed indipendentemente da noi, come fosse uno che minaccia tanto e poi non mantiene quello che dice (“…saranno gettati nel fuoco eterno”).
    Ricordo ancora le tuonanti parole di San Giovanni Paolo II ai mafiosi ad Agrigento: “Uomini della mafia, convertitevi…verrà un giorno il giudizio di Dio”. Da rabbrividire!
    Perché non girare lo stesso avvertimento ai macellai islamici e alle altre nobili tradizioni religiose (cos’hanno di nobile le tradizioni induiste, buddiste o altro non lo capisco)? Invece, dai pulpiti dell’orbe “cattolico” (movimento a piegare dell’indice e del medio delle mani) ci si sbraccia a cercare il dialogo con chi non lo vuole. Non sarà ora di annunciare Cristo Via, Verità e Vita per il quale tanti nostri fratelli subiscono atroci martirii e di denunciare e cercare di fermare nei dovuti modi quei diavoli scatenati?

  9. ho il sospetto che l’opera in atto tenda a creare una qualche forma di consortium tra chiese e religioni, ciascuna con i propri riti, ma con un governo unitario. Trionfo del relativismo massonico, che sul minimalismo etico fonda la convivenza tra riti, credenze e fedi, per garantire a pochi eletti il governo delle cose e delle anime. Satana è sciolto dalle catene.

  10. Non basta una conoscenza sia pur superficiale dell’Antico Testamento per riconoscere che quest’immagine di Dio SOLO misericordioso è parziale e manierata? Dove vanno a finire la cacciata dall’Eden, il Diluvio Universale, le piaghe d’Egitto, le invasioni e deportazioni causate dall’ idolatria del popolo? Poi nel Nuovo Gesù rincara la dose, parlando del Demonio e dell’Inferno in termini estremamente crudi, che nell’Antico sono appena accennati. I biblista card. Ravasi che cosa ha da dire in proposito?

    1. Esattamente.
      Padre Livio, prima di sbandare, cioè qualche anno fa, diceva che solo Cristo parla chiaramente del Diavolo e della dannazione eterna: l’Antico Testamento no. Nella pedagogia divina, l’annuncio del Regno e l’azione salvifica al prezzo del Sangue del Figlio andarono insieme alla rivelazione della reale portata di ciò che significa NON ESSERE SALVATI

  11. Al sentire il punto 23 non credevo alle mie orecchie. Mi sconforta vedere che purtroppo avevo capito proprio bene.
    Il punto non sono le regole rispettate o infrante, il punto è che Gesù Cristo sembra essere divenuto un dettaglio, mentre è tutto e vedere che chi dovrebbe rappresentare nel mondo la sua Chiesa sembra essersene dimenticato. Se il faro si spegne, che speranza hanno i naviganti di trovare un porto sicuro?

    1. Caro Amico, abbiamo le Parole di Gesù, di San Paolo, dei Profeti, dei Padri della Chiesa, di moltissimi Santi e circa 1900 anni di Magistero affidabilissimo, ispirato da Dio e pertanto infallibile: nel Magistero vale il principio di NON contraddizione: non possiamo accettare un “magistero” che contraddica il Magistero precedente, sarebbe ANTIMAGISTERO (Dio NON si contraddice e NON ha iniziato né col CVII né con Bergoglio ad assistere la Chiesa ed i Papi…se il magistero attuale diventa INAFFIDABILE (“faro che si spegne”) abbiamo SECOLI di Magistero Infallibile precedente da ascoltare e seguire…ci condurrà Lui in un porto sicuro (=alla salvezza eterna))!
      Noi pensiamo solo a non scoraggiarci per nessun motivo e a non smettere MAI di gridare la Verità dei tetti: la nostra desistenza è quello che vorrebero i modernisti e i papolatri, ma noi resisteremo, sempre e comunque!
      Con stima,
      Diego

  12. “la troppa dolcezza fondata in troppa misericordia. Ohimè, questa è la ragione per cui i membri diventano putridi, cioè con il non correggere”: Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa: dal calamo intinto nel Sangue di nostro Signore alla ramazza dell’ospedale da campo.

  13. Come una massaia davanti agli scaffali del supermercato, prende quel che le serve avendo in mente la cucina di casa propria, così il Vescovo di Roma tenendo in mano la Sacra Scrittura e pensando ai palati globali del campeggio ecumenico.

  14. DIO è misericordioso e salva chi si pente sinceramente, pretendere la sua misericordia senza nessun pentimento a prescindere dalle intenzioni dei singoli, non solo è un abuso dottrinale affermarlo ma è anche demenziale pensarlo possibile.

  15. L’anno della misericordia è solo un evento marketing autocelebrativo di Bergoglio. Ma se misericordia deve essere, che comminci con i nostri cattolici trucidati dai misericordiosi mussulmani (ma non solo) ai quali bergoglio ebbe ad augurare abbondanti “frutti spirituali” per il ramadan di due anni fa. Vi immaginate Pio Xll (o altri papi cattolici) comportarsi in questo modo ? Ma si sa che Bergoglio dialogo con tutti e sopratutto con eretici e appartenenti a religioni false che lui incoraggia a persistere nell’errore e nella malvagità.
    Miserere nostri, Domine, miserere.

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