I NEMICI DEI PRINCIPI CATTOLICI – di Rino Tartaglino

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di Rino Tartaglino

(da 7 Giorni 7, settimanale dell’associazione cattolici genovesi)  chiesa dsitr

 

Al quesito postomi da qualcuno – cosa penso della situazione attuale? Presento questa breve analisi. Non tutto quanto viene scritto e detto in merito alle faccende private di Berlusconi è credibile; tuttavia, nella ipotesi che qualcosa sia vero non è certo da approvare. L’accanimento con cui è continuamente aggredito evidenzia una sicura malafede dei suoi detrattori; anche se Berlusconi non è un cavaliere senza macchia e senza paura come forse desidereremmo. Analizzando invece la sua azione politica già svolta e nella prospettiva futura riterrei il suo comportamento più in linea con le nostre convinzioni. Qualcuno potrebbe pensare che la sua linea sia dettata anche da un suo interesse politico, tenuto conto che tutti i suoi nemici sono o anticattolici o poco cattolici e lui avendo bisogno di alleati si appoggia ai cattolici. Berlusconi è l’unico soggetto politico che ha un minimo di autonomia rispetto ai poteri forti che tendono a combatterlo in tutti i modi. Solo le piccole e medie imprese sono dalla sua parte ma il grande capitale lo vede come il fumo negli occhi. Non solo i capitalisti italiani ma anche stranieri gli sono contro, perché i suoi contratti con Russia e Libia mettono i bastoni tra le ruote delle imprese petrolifere statunitensi. Articoli dell’Economist, del Financial Times, che lo criticano in tutti i modi, sono la prova di questa volontà di eliminarlo. Il lavoro dei magistrati sempre inquisitorio su tutto quanto ha fatto in questi anni (36 processi, mille ispezioni della finanza nelle sue aziende ) fa parte di un accanimento in linea con le scelte dei poteri forti. Tutti i suoi avversari politici, qualora riuscissero a farlo fuori sarebbero comunque troppo deboli e per niente autonomi dalle decisioni dei veri centri di potere che sono sostanzialmenteanticattolici.

Dalla destra finiana alla sinistra vendoliana, dal punto di vista economico non farebbero altro che seguire la linea della Confindustria e dell’alta finanza. Quindi si vorrà ridurre il debito pubblico tartassando la classe media con la patrimoniale che i ricchi non saranno tenuti a pagarla perché i loro beni sono investiti nelle aziende, ville comprese, e quindi esentati dal pagare. Ai vincitori della politica da Fini a Vendola sarà concesso di fare un po’ di laicismo. Sarà approvata una legge che legalizza i matrimoni omosessuali, le coppie di fatto verranno registrate, liberalizzata un po’ di più la fecondazione assistita, il matrimonio breve, ecc… Tutte iniziative che allo Stato non costano, almeno in apparenza, dove i progressisti anche sedicenti cattolici potranno esercitare la loro piccola fetta di potere. Per i cattolici nel Pd o nell’Udc le vertenze che ci riguardano sono da difendere solo fino ad un certo punto in quanto la sconfitta dei nostri principi per loro è cosa certa, la società veleggia in senso contrario verso altri lidi. Quindi sono disposti a fare solo battaglie di facciata. Per questo schema mentale vale la frase di Andreotti che firmò la legge sull’aborto “altrimenti sarebbe caduto il governo”. All’epoca i governi duravano in media dieci mesi. Il mio timore è che se cade Berlusconi, a difendere i principi cristiani non ci sia più nessuno. Sul piano economico sociale la protervia dei poteri forti farebbe pagare tutti i danni della globalizzazione al ceto medio che verrebbe espropriato dei suoi risparmi e alla classe operaia punita con la disoccupazione conseguente alla deindustrializzazione.

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