I parabolici voli della destra esoterica/esangue – di Piero Vassallo

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“Vedere l’inevitabile, comprenderlo, amarlo, forse, e tuttavia provare un disperato dolore”  (Ernst Junger)

di Piero Vassallo

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zzzzernstjungeroperaNella ferma e dolente adunata intorno all’inesistenza di un unguento magico, capace di trasformare il profilo larussiano dell’onorevole Giorgia Meloni nella figura politica di una Medusa iniziatica e vincente, sta lo sfiduciato, esodato e nomade drappello di studiosi, convocati da Luigi Iannone nel giardino delle lacrime politicanti.

Il movimento proibito, liquidata l’autorità discesa dal vento liberal/berlusconiano ora è tentato dalle ombre dell’esoterismo e dalle controfigure della metafisica, in oscura  circolazione intorno alle leggende, che narrano i tuffi ario/anglo/massonici negli avventurosi fiumi e fumi della mistica indiana.

Di qui l’inclusione, nel catalogo della destra, che non c’è più, di Ernst Junger (1895-1995), un esoterico avventuroso e geniale, che ha talora anticipate, talora evitate le ruggenti suggestioni indo/anglo/parioline, alle quali attingeva il barone pensante Giulio Cesare Andrea Evola (1898-1974).

Evola, lo rammenta Gianni Ferracuti, in un intrigante saggio pubblicato nel volume collettaneo  Ernst Junger, uscito in questi giorni dai torchi di Marco Solfanelli editore in Chieti, sostenne risolutamente “che si può senz’altro seguire lo Junger, quando egli ritiene che per effetto dei processi del mondo attuale, al luogo dell’individuo prenderà forma il tipo, presso a un essenziale impoverimento dei tratti e del modo di vivere dei singoli, ad un essenziale impoverimento dei tratti e del modo di vivere dei singoli, ad un dissolvimento dei valori culturali umanisti e personali”.

Osserva acutamente Ferraguti che “Evola introduce in Italia il pensiero di Junger, non con una lettura storiografica o filologica, bensì mediante un’interpretazione, uno sviluppo teoretico che in parte dà spessore ai testi dello scrittore tedesco  (che, non dimentichiamolo si esprime con uno stile più letterario che filosofico) ma in altra parte necessariamente lo altera”.

Inoltre Ferracuti mostra le difficoltà che Evola ha incontrato nel cercare la via d’uscita dal vicolo cieco – Parmenide quale ultima frontiera degli iniziati – che costituiva l’umiliante traguardo della magniloquenza del fumoso/sontuoso René Guénon.

Per uscire dal vicolo cieco del parmenidismo guénoniano, l’ultimo Evola poneva le radici della modernità in una decisione libera dell’uomo e di conseguenza rinunciava al determinismo.

 Ferracuti sostiene pertanto che c’è un’inserzione di idee cattoliche negli scritti dell’ultimo Evola, un fatto che suggerisce ai futuri interpreti e rifondatori della  cultura di destra, l’uscita dalla palude dei determinismi di conio esoterico.

Ora nell’esoterismo di Junger corre una passione, simile a quella dell’Evola ultimo, per la nobiltà spirituale che insorge contro la strutturale ferocia dei poteri barbari.

Giorgio Galli, il più autorevole fra gli interpreti di Junger, rammenta che ne Le scogliere di marmo – il capolavoro di Junger – si legge, fra le righe del linguaggio cifrato – “una raffigurazione critica di Hitler e addirittura il preannuncio dell’attentato del 20 luglio 1944”.

Galli dimostra che il nazionalsocialismo adattava la dottrina esoterica ai suoi fini politici di forza e di potenza: “Hitler traduceva [la dottrina segreta] nel primato della violenza”.

Di qui l’implicita esortazione ad abbandonare le suggestioni che istigano l’attivismo spensante e lo indirizzano al pragmatismo de noantri.

Il fine è ripercorre il cammino accidentato di Junger, che (lo rammenta Luigi Iannone)  “morirà ultracentenario dopo essersi convertito al cattolicesimo. Il termine di un viaggio lungo e silenzioso iniziato anni prima, consolidatosi grazie a periodici incontri con un prete polacco amico di Wojtyla e sigillato dalla sepoltura con rito cattolico”-

Puntualmente Giorgio Galli rammenta che Junger “nonostante tutte le reticenze e tutte le ambiguità volle chiudere la sua lunghissima vita nello studio della foresteria del castello del conte von Stauffenberg, a Wilfingen, nell’Alta Svevia. Una conclusione coerente per quanto può essere coerente una esistenza eccezionale e avventurosa”.

E’ invece curioso e per certi versi allarmante il saggio dell’esoterista Federico Battistutta, il quale alza il sipario che nasconde il margine destro contagiato dall’estremismo postmoderno per rievocare l’amicizia a sfondo drogastico di Junger con il chimico svizzero Albert Hofmann, inventore dell’acido lisergico (LSD), la sostanza tossica che viola e abbatte “il cancello che si apre sulla  [presunta] conoscenza mistica”.

Battistutta rammenta, infatti, che nel 1951, Junger e Hofmann “decidono di compiere insieme un’esperienza con l’LSD, molto prima che la droga diventasse famosa e poi famigerata, ricorda lo stesso Junger in Avvicinamenti, libro interamente dedicato alle sue incursioni nel mondo delle droghe e dell’ebbrezza, da costituire una sorta di soggettiva fenomenologia degli stati alterati di coscienza”.  

La destra acida evocata da Battistutta rappresenta il motore della politica contagiata  dall’inaudito e stordita dal politichese, ossia il vuoto mentale del politicante che ha messo sotto i tacchi del presidente Giorgio Napolitano le speranze degli italiani refrattari al delirio sinistrese.

Il libro su Junger, pertanto, è consigliato e raccomandato quale risposta ultima alle contraddizioni ancora a galla nel mare del Novecento destro.

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5 commenti su “I parabolici voli della destra esoterica/esangue – di Piero Vassallo”

  1. alberto ferrari

    Mah… lascerei che i morti seppelliscano i morti. Il pensiero liberale classico anglosassone è di una rudimentalità primitiva e pericolosa, ma i meandri del pensiero Tradizionale sono essenzialmente pagani, anticristiani e tanatoduli. Occorre aria e un bel ritorno a Tommaso.

  2. Guenon afferma, ne ‘La Crisi del Mondo Moderno’, che l’apologetica cattolica rappresenta un fallimento della prospettiva tradizionale e più apologetica cattolica perde di vigore e più disastrosa si presenta la prospettiva tradizionale. Qualcuno, non ricordo chi per il momento, ha osservato un filo rosso che lega Guenon e Ramon Panikkar, il profeta sincretista dell’unione di tutte le religioni e delle correnti spirituali. Guenon e Panikkar si sono dimenticati che la crisi cattolica si è palesata proprio con il non ricorrere all’apologetica. Questa aveva come fondo la ragione, la logica e un profondo senso del reale. Quello che manca alla ‘destra’ di oggi, imbevuta e ubriacata dalla fascinazione del nulla. Dovremmo chiederci perché molti guenoniani ed evoliani hanno abbracciato la fede cattolica. Forse perché l’impalcatura tradizionalista a-cattolica poggia sul niente! Forse perché la maggior parte di tutto ciò che affascina è solo nauseabondo liquame.

  3. Una volta la Destra aveva Almirante,Romualdi,Rauti,Tremaglia,Servello,Caradonna,Pisanò eccetera, persone di grande spessore ideologico e culturale che venivano da molto lontano (dal ventennio fascista tanto per intenderci); oggi dobbiamo accontentarci della Meloni che però promette bene…la stoffa c’è,le idee ci sono, solo occorre darle tempo e fiducia.

  4. Piero Vassallo

    l’on. Meloni gestisce coraggiosamente una tradizione che supera il suo non vasto orizzonte culturale
    il furore dei suoi avversari politici obbliga tuttavia a stimarla e a condividere (e sostenere) la sua azione politica

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