I Roxy Music, gli alfieri del romanticismo decadente

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I Roxy Music hanno unito, fin dalla scelta del nome del gruppo, quegli elementi trasgressivi e provocanti emersi dalla rivoluzione sessuale e musicale del ’68. Roxy significava infatti miscelare il rock con il sexy (appunto Ro-xy) e tutto ciò era manifestato non solo dal look scelto da ogni componente del gruppo, ma anche dalle copertine, che mostravano da una parte modelle più o meno vestite (vedi LP Country life del 1974), ma anche, dall’altra, figure sessualmente ambigue, come ad esempio la famosa Amanda Lear nell’album For your pleasure del 1973.Il leader carismatico della band inglese era Bryan Ferry, considerato, alla stregua del più famoso David Bowie, il prototipo del cosiddetto “glam rock”, ovvero di quell’espressione dandy e decadente, sfoggiante abiti eccentrici ed eleganti, con papillon, giacche bianche e cravatte, trucchi femminili e quant’altro ritenuto necessario per far breccia nel pubblico. Come ha riferito il chitarrista dei Roxy Music, Phil Manzanera: “Il glam era una dichiarazione di stile: stupire con un look eccessivo”. Pertanto l’abbinamento rock’n’roll e immagine era ritenuto prioritario. I Roxy Music non erano tuttavia solo look, in quanto raccoglievano fior di musicisti, ad iniziare dal sassofonista e oboista Andy Mackay, studioso di musica colta e interessato alle sperimentazioni della musica d’avanguardia di John Cage e di Karl Hein Stockhausen, alla pari del tastierista eccentrico Brian Eno, altro componente prestigioso della band. Lo stesso Bryan Ferry era uno studente d’arte, pianista e amante del teatro, autentico frontman del gruppo. Nel loro primo album:“Roxy Music” del 1971, prodotto non a caso dal paroliere e poeta Pete Sinfield, autore dei testi dei primi King Crimson, comparve già dal primo brano, Re-make/Re-model, il manifesto della loro originale musica, come loro stessi la intendevano: “Volevamo cambiare tutto, era importante dire qualcosa di nuovo; prima di noi nessuno aveva provato a rompere le barriere tra i generi musicali”. Ascoltando il brano si possono avvertire infatti riferimenti al jazz, al rock, all’avanguardia, filtrati attraverso la voce suadente e duttile di Bryan Ferry:

Re-Make/Re-Model (traduzione testo):

Ci ho provato, ma non sono riuscito a trovare un modo.
Guardando indietro, tutto quello che ho fatto è stato distogliere lo sguardo.
La prossima volta sarà il momento migliore,
ma se non c’è una prossima volta, dove vado?
Lei è la regina più dolce che io abbia mai visto
(C P L 5 9 3 H)
Vedi che sta arrivando, cosa significa?
(C P L 5 9 3 H)
Potrei parlare parlare parlare parlare parlare a me stesso fino alla morte
ma credo che sarebbe solo fiato sprecato.
Ooh, ecco che si mostra a me
(C P L 5 9 3 H)
(C P L 5 9 3 H)



Quella strana citazione ripetuta: “CPL593H” non era che la targa dell’auto guidata da una bellissima donna, che Ferry immaginava di aver seguito per strada tutto il giorno. Come si ricordava, la ricerca sensuale legata all’immagine del gruppo era palese fin dalla prima copertina dell’album Roxy Music, nel quale compariva la modella Kari-Ann Muller, successivamente sposa di Chris Jagger, fratello del leader dei Rolling Stones, che posava in modo provocante in stile anni ‘50.

In un altro brano (Virginia Plain) dell’album eponimo del gruppo musicale inglese, il titolo del pezzo derivava da un riferimento di un dipinto di Bryan Ferry, che ritraeva un pacco di sigarette (Virginia Plain era infatti il nome di una marca di tabacco). La canzone Virginia Plain è divenuta la hit più popolare della band:

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